Shalom, eccomi alla penultima settimana prima di iniziare il secondo programma Sar El dopo di che sono pronta per rientrare in Italia. Questa settimana e’ stata una settimana decisamente di riposo a parte mercoledi che sono stata a Shiloh.

E’ stata si, una settimana di riposo e questo mi ha dato modo di incontrarmi nella mia “cameretta con il Padre”. Ci sono state non poche battaglie nella cameretta ma Gloria a Dio perche’ so che Abba ha iniziato un qualcosa di nuovo per me, specialmente in questo periodo passato in Eretz Israel, quindi devo mettermi in “regola” per poter portare avanti questo qualcosa che Lui ha iniziato. Non so da dove iniziare ma so che Lui e’ davanti a me e mi sta preparando la strada, molto presto vedrò la via 🙂

Veniamo al viaggio fatto a Shiloh. Molti di voi giĂ  conoscono la storia di questa citta ma faro’ lo stesso un piccolo riassunto. Shiloh e, situata nella vallata fertile della Samaria, chiamata appunto la valle di Shiloh. Quest’ultima forma geograficamente la linea di confine tra Giudea e Samaria. E’ stata la prima capitale d’Israele per circa 369 anni e sempre qui e’ stato collocato il Tabernacolo. Secondo David Rubin autore del libro, God Israel & Shiloh, Giosuè scelse questo luogo perchè era parte della eredita di Efraim (Giosue’ discendeva da Efraim) e poi perche’ era il centro, fisicamente, della terra Promessa (Israele). Fu proprio qui a Shiloh che Anna moglie di Elkanah elevo’ la sua preghiera e fece un voto per avere un figlio, il profeta Samuele ( 1 Samuele 1). Il sito chiamato anche Ancient Shiloh, ovviamente e’ pieno di ritrovamenti archeologici ma e’ anche ricco di vigne, si dice, che qui si fa uno dei migliori vini israeliani. Nel giorno di Tu B’Av (quindicesimo giorno di Av) tante donne non sposate vengono a danzare in questi vigneti vestite di bianco, come si faceva una volta. Abbiamo dei riferimenti su questa festa in Giudici 21. Per chi non lo sapesse,il Tu B’Av secondo il Talmud, era una festa gioiosa durante il periodo del Tempio di Yerushalaim, segnava l’inizio della vendemmia mentre il giorno di Yom Kippur segnava la fine della vendemmia. In entrambe le date, le ragazze non sposate di Yerushalaim si vestivano di bianco e andavano a danzare nelle vigne. Nell’Israele dei nostri giorni questa giornata invece è celebrata come una festa d’amore, in ebraico: Hag HaAhava, e si dice che questo e’ un “grande giorno per i matrimoni”. Questa festa avviene durante il periodo di luglio-agosto, quindi non ha niente a che fare con la festa pagana di San Valentino festeggiata in questi giorni. Chiamo pagana questa festa perche’ e’ stata introdotta da Papa Gelasio nel 496 per sostituire la festa pagana di Lupercalia dove appunto avvenivano riti di sangue, sesso e chi piu’ ne ha piu’ ne mette. Tornando a Shilo dopo il tour con Val,visto che eravamo ancora sole ( il sito era vuoto) abbiamo avuto modo di poter pregare su questo luogo . Abbiamo poggiato i nostri piedi sul suolo proclamando la Sua Parola che quel luogo e’ terra si Samaria e appartiiene al Suo popolo.

Giovedi invece la giornata e’ stata caratterizzata dai ringraziamenti a Dio per una guarigione di una persona rimasta ferita durante l’ ultima Guerra d’Israele Protective Edge. Il 26 Agosto dell’anno scorso,quello che sarebbe diventato l’ ultimo giorno di guerra, l’organizzazione terroristica di Hamas ha sparato una raffica di colpi di mortaio nel Kibbutz di Nirim, colpendo Gadi Yarkoni, 47 anni, e altri due suoi amici. Quest’ultimi due sono morti mentre Gadi e’ stato ferito gravemente perdendo entrambe le gambe e fu trasportato al Sheba Medical Center in Tel Hashomer. Questo ospedale e’ l’ospedale dove vanno i casi piĂą disperati. Da allora Val aveva iniziato a pregare insieme ad altri per quest’ uomo e aveva passato la richiesta di preghiera a tutti quelli che lei conosceva. Da allora anch’io avevo iniziato a pregare per questa richiesta. Giovedi mattina appunto Val legge sul giornale che era stato dimesso una settimana prima dall’ospedale e si prepara per candidarsi come Sindaco del Consiglio regionale Eshkol. Gloria a Dio per la vita di quest’uomo ma sopratutto per la forza che Lui gli dona a non arrendersi al suo handicap ma ad andare avanti.

Lo Shabbat e’ arrivato e un’ altra settimana di quiete e’ passata in Israele. Non posso dire lo stesso per l’Europa perche’ nel fra tempo che scrivo mi giungono notizie di un attentato a Copenaghen e minacce da parte dell’Isis sull’Italia, specialmente sul Ministro Gentiloni. Credo che sia veramente l’ora per gli italiani di alzarsi e prepararsi ad ogni evenienza. Concludo questa mia news con una preghiera per l’Italia e una proclamazione della Sua parola “se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese. I miei occhi saranno ormai aperti e le mie orecchie attente alla preghiera fatta in questo luogo” II Cronache 7:14-15

Shavua tov

Annalisa’s adventure to Israel VIII