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News letter da Amzi 1 Giugno 2012

News letter da Amzi 1 Giugno 2012

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica in Israele  amzi, 1 giugno 2012
1. Una giornata regalata
2. Vicina „ritrovata“
3. Giovani adulti impegnati
4. „Ebrei e Cristiani sono inferiori“
5. Link della settimana / appuntamenti / tagliando d’ordine

1. Una giornata regalata
Rachel Netanel, Beth Netanel, Gerusalemme
Una comitiva di Svizzeri, che soggiornava a Tiberiade, mi ha invitato per
una presentazione. Così mio marito Gilad ed io ci siamo messi in viaggio
verso nord. Giunti al Lago di Genezareth, ci siamo resi conto che
l’appuntamento era stato fissato per il giorno successivo, per cui ci siamo
goduti una giornata libera, abbiamo fatto un giro per la città e abbiamo
visitato un negozio di souvenir. Il commesso ci ha abilmente coinvolto in
una conversazione che io ho preso volentieri come spunto per raccontargli
dell’amore di Dio. Yam - nel frattempo ci eravamo presentati - ha subito
raccolto la palla al balzo e ci ha raccontato di conoscere a memoria tutta
la storia di „Gesù“, che era vissuto in Galilea, e di raccontarla spesso
alla sua clientela. Ha tuttavia ammesso di non credere personalmente in lui.
Senza lasciarci scoraggiare, gli abbiamo spiegato chi fosse Jeshua e quanto
amasse ogni persona, incluso Yam, e quanto desiderasse regalare a tutti la
vera libertà. Mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto molto direttamente se
desidera che Dio trasformi la sua vita. Ha risposto: „Naturalmente!“
L’argomento sembrava stargli a cuore perché anche dopo il cliente successivo
ha ripreso subito la conversazione con noi. Siamo rimasti davvero stupiti
quando Yam ha espresso il desiderio di chiedere a Jeshua di entrare nella
sua vita e, per pregare, si è addirittura inginocchiato proprio lì, dove si
trovava. Lodiamo Dio per questo!

2. Vicina „ritrovata“
Melissa, collaboratrice di un’organizzazione internazionale
In realtà avevo intenzione di passare qualche momento di tranquillità e
silenzio in spiaggia e di parlare di alcune questioni con Dio. Invece sono
stata disturbata da un uomo piuttosto invadente e ho deciso di andarmene da
lì. Inizialmente la cosa mi ha irritato, finché non sono stata
inaspettatamente fermata da una persona che mi ha chiesto: „Abita a K.?“
„Sì, in passato abbiamo abitato lì“, ho risposto. Poi ho riconosciuto chi mi
stava davanti: era C., la mia vicina di casa di un tempo. Entrambe ci siamo
rallegrate molto dell’incontro e ci siamo scambiate i numeri telefonici. Ora
sapevo perché ero stata “scacciata” dalla spiaggia. All’epoca avevo
raccontato a C. della mia fede e le avevo letto Isaia 53 in ebraico. Lei è
sempre stata molto aperta e mi ha ascoltato. Avevo continuato a pregare per
lei anche quando ci siamo perse di vista cinque anni prima e avevo perso il
suo numero di telefono (non ricordavo neppure il suo cognome). Prego di
poter riprendere la mia conversazione sulla fede con lei.

3. Giovani adulti impegnati
Ronit, Opera di riconciliazione Musalaha
Durante le vacanze di Pessach/Pasqua, trenta giovani adulti palestinesi e
israeliani si sono incontrati in Grecia a un convegno sul perdono. Dato che
nella mia esperienza la riconciliazione solitamente è un processo lento,
fatto di tanti piccoli passi, sono rimasto entusiasta della grande
disponibilità reciproca che i giovani hanno dimostrato durante l’incontro.
Hanno parlato di certi temi con un’apertura tale, che per altri gruppi ci
sarebbero voluti anni per arrivare a quel punto. Che vogliano davvero vivere
la riconciliazione è stato chiaramente visibile alla fine del convegno. I
giovani hanno preso l’iniziativa di organizzare un incontro di lì a poco.
Due settimane dopo, infatti, hanno sfruttato l’occasione del permesso
concesso ai Palestinesi cristiani di entrare in Israele per la festa di
Pasqua, e si sono incontrati a Gerusalemme. Il prossimo fine settimana
abbiamo intenzione di fare una camminata insieme nel settore C della regione
palestinese (l’unica zona cui entrambe le parti possono accedere senza
problemi), perché un partecipante ha scoperto che lì si trovano grotte e
sentieri. Pregate per questi giovani che tengono tanto a percorrere un
cammino insieme.

4. „Ebrei e Cristiani sono inferiori“
L’11 Maggio, la televisione palestinese (controllata dal partito Fatah) ha
mostrato una trasmissione in cui a una piccola bambina palestinese è stato
chiesto di recitare una poesia che, a detta della maestra, favorisce il
senso di responsabilità e di appartenenza. L’estratto è stato munito di
sottotitoli inglesi dal Palestinian Media Watch (vedi link della settimana).
Ecco la traduzione in italiano:
„Gli occupatori hanno rubato la mia terra e la terra di mio nonno …
Dov’è la tua spada, Khaled [combattente arabo]? Dov’è il tuo coraggio,
Saladino [conquistatore musulmano]? Ma nessuno mi ha risposto.
Dov’è la mia arma? L’ho trovata – una pietra. L’ho presa e l’ho buttata
contro i nemici del destino. Ho spiegato al mondo che i musulmani non
possono essere sconfitti nel nome di Allah…
Ci sfidano con la Casa Bianca e noi li sfidiamo con il risveglio [islamico]
e la Kaaba [alla Mecca]. Non sono più forti di Khosrau e Cesare [i sovrani
del regno persiano e bizantino].
Loro [i cristiani e gli ebrei] sono persone inferiori, piccole, vili e degne
di disprezzo. Sono quanto rimane dei crociati [cristiani] e di Khaibar
[villaggio ebraico distrutto dai musulmani nel 629].
Oh Musulmani del mondo: svegliatevi, avete dormito abbastanza. I vostri
padri e figli sono massacrati, la vostra moschea Al-Aksa viene violata e
distrutta.“
[Maestra:] „Brava, applauso per la nostra Lara!“

5. Link della settimana / appuntamenti / tagliando d’ordine
„Ebrei e cristiani sono vili“: Bambina di una scuola materna alla
televisione palestinese (traduzione italiana al punto 4)
<http://youtu.be/gq2P4e1acXMhttp://youtu.be/gq2P4e1acXM

<tratto da amzi.org>

 

 

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