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Resoconto Giornata della Cultura Ebraica - Napoli

Resoconto Giornata della Cultura Ebraica - Napoli

 

Napoli, 30 settembre 2013

 

L’evento tanto atteso, non solo dalle Comunità Ebraiche ma da tutti coloro che amano e che sostengono Israele, anche quest’anno è arrivato. Domenica 29 settembre 2013 ha avuto inizio la 14esima Giornata Europea della Cultura Ebraica, che ha visto come città capofila – Napoli -. La scelta della città partenopea è stata significativa per due eventi storici in particolare: i 150 anni dalla fondazione della Comunità Ebraica locale e i 70 anni delle Quattro Giornate di Napoli. Da un lato, i 150 anni segnano la rinascita della Comunità locale grazie al contributo protettivo ed economico della famiglia di banchieri tedeschi, i baroni Rothschild, che inizialmente adibirono come oratorio provvisorio alcuni locali della loro splendida villa, ossia Villa Pignatelli, e in seguito provvidero per diversi anni all’affitto dei locali, al restauro dell’immobile, nonché all’arredo del Tempio, quando nel 1863 la Comunità si trasferì nei locali di Via Cappella Vecchia e dove si trova attualmente. Dall’altro lato, i 70 anni dalle Quattro Giornate di Napoli, episodio storico di rivolta popolare del 1943, tramite il quale, i napoletani riuscirono a liberare la città dall'occupazione tedesca. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista. Entrambi gli eventi, quest’anno, hanno contribuito a fortificare la presenza ebraica sul territorio napoletano. Quale migliore scenario di Villa Pignatelli, presso la Riviera di Chiaia, poteva ospitare la 14esima Giornata Europea della Cultura Ebraica, che ha avuto come tema: Ebraismo e Natura. La cerimonia d’apertura si è svolta in una delle sale principali della villa, nella monumentale veranda neoclassica, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alle altre autorità locali. Hanno dato inizio alla Giornata con un caloroso saluto il responsabile nazionale della Giornata Roberto Jarach, il Presidente della Comunità Ebraica di Napoli Pier Luigi Campagnano, il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Napoli Scialom Bahbout, il Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e il vicepresidente Sandro Temin. Tra gli ospiti anche l’ambasciatore d’Israele a Roma Naor Gilon. A valorizzare e sostenere l’evento c’era la cittadinanza interessata alla realtà ebraica e una delegazione di EDIPI, che immancabilmente è sempre presente in questi eventi a livello nazionale, in questo caso, a Napoli, rappresentata da me e da mio marito, avv. Tortora Giovanni.

Ho trovato molto interessante l’intervento del Rabbino Capo Bahbout, che ha iniziato il suo discorso spiegando che nella tradizione ebraica si dà molta importanza al rispetto (Kavod) che si deve alle autorità che rappresentano il governo del Paese, sia in modo pubblico, con le preghiere che si recitano in sinagoga ogni settimana e sia in modo privato, quando si incontrano le autorità. In questo caso, il Rabbino trovandosi al cospetto del Capo dello Stato ha pregato augurandogli che “il Signore gli conceda di ricoprire la sua carica per lunghi giorni e ispiri il suo cuore e quello dei suoi consiglieri e ministri affinché operino per il bene della collettività”.

Il Rabbino Bahbout ha continuato il suo intervento facendo riferimento al tema della Giornata, Ebraismo e Natura, sull’impegno che l’uomo deve assumersi di rispettare l’equilibrio tra uomo e natura, in quanto l’uomo non è il padrone dell’universo ma gli è stato concesso. L’equilibrio si ritrova attraverso l’osservanza dei comandamenti. L’uomo deve preservare la natura, deve custodirla, così come gli viene ordinato da Dio in Genesi.

Vorrei aggiungere a questa riflessione rabbinica quello che già ho scritto tempo fa riguardo alla Giornata della Memoria, in un articolo su “Tu Bishvat”, pubblicato sempre da Edipi, in cui sostengo che l’albero simbolicamente può rappresentare l’uomo. In questo senso, l’uomo può essere visto come un albero capovolto che ha le sue radici verso l’alto. Questa identità simbolica propone una riflessione sulle origini dell’uomo, sulla sua dipendenza dall’alto sia nelle risorse naturali che spirituali. Come l’albero prende la sua vitalità dalla terra attraverso le radici, così l’uomo deve prendere la sua vitalità dal Cielo. Come l’albero, anche l’uomo ben piantato nel Signore deve produrre buoni frutti.

E’ scritto nel Salmo 1:3 “Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà”.

E’ stata per me e mio marito una gioia partecipare alla Giornata Europea della Cultura Ebraica, perché abbiamo contribuito con la nostra presenza, assieme ad altri, a valorizzare e a rafforzare l’identità ebraica sul territorio, confermando sempre di più le radici ebraiche della nostra fede.

 

Shalom

 

Rossella Genovese

 

Ultima modifica ilMercoledì, 02 Ottobre 2013 12:08
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