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GIORNATA DELLA CULTURA EUROPEA -CONVEGNO DI SIRACUSA “ EBRAISMO E NATURA” - REPORT

Domenica 29 settembre 2013, in occasione della giornata europea della cultura ebraica, si è svolto a  Siracusa un convegno dal titolo “Ebraismo e natura”. Lo scopo  della manifestazione era  quello di far scoprire al pubblico la cultura ebraica e tutti gli Heritage sities  ad essa legati, che in questo  giorno hanno aperto  le loro porte  per essere visitati gratuitamente .

Nella  sala conferenza dell'hotel alla Giudecca di Ortigia si sono susseguiti gli interventi di insigni oratori allo scopo di far conoscere al pubblico la poliedrica  vivacità della  cultura ebraica e le connessioni del patrimonio storico-culturale ebraico con la terra di Sicilia.  All'architetto  Manuel Giliberti è stato affidato il compito di parlare    della  "Giudecca" di Siracusa;  il dottore Francesco Taormina, architetto e professore all'Università Tor Vergata di Roma, ha intrattenuto l'uditorio con una brillante e suggestiva relazione  sui lavori riguardanti  il Porto Piccolo di Siracusa, che ingloberà l'antico cimitero ebraico. Alessandro Musco, professore di Storia Medievale all'Università di Palermo, avrebbe dovuto parlare  dell'importanza dell'Ebraismo Mediterraneo, ma, a causa di un serio imprevisto, non ha potuto partecipare ed è stato sostituito dalla professoressa Pepi che ha egregiamente assolto il compito affidatole. Nel suo interessante intervento la professoressa  ha richiamato l'attenzione sulla stretta vicinanza culturale tra la Sicilia e Israele e sulla necessità di intessere relazioni stabili e continuative. David Cassuto, architetto e professore presso la Scuola di Architettura dell'Università Ariel di Israele, nonché ex vicesindaco di Gerusalemme e figura di spicco tra gli “italkim”, si è soffermato  sull'architettura del Miqvè in Sicilia e in Europa. Il professore Cassuto, brillante oratore, non ha mancato di affascinare l'uditorio intessendo  la sua esposizione con citazioni e osservazioni di notevole spessore. Una menzione speciale merita l’intervento  del dottore  Giuseppe Vitale,  medico naturalista, che  ha parlato della piante e degli alberi nella Torah, delle simbologie, degli usi e della loro presenza nel territorio siciliano. Il dottore Vitale ha catturato sin da subito l'interesse dell'uditorio, non solo per l'eloquenza vivace ma per i contenuti  particolarmente interessanti della sua relazione. Il tema della  somiglianza  oro geografica e ambientale tra la Sicilia e Israele  e  il tema  della natura nella Torah, nonché le possibili applicazioni medico-scientifiche legate agli studi delle piante sono stati trattati in modo originale e capace di destare l'interesse e la curiosità per ulteriori approfondimenti. Sarebbe dunque auspicabile che in futuri convegni dedicati al tema della cultura ebraica si potesse dare adeguato risalto agli aspetti legati alla natura nella Torah e al tema della medicina naturalistica.

Durante la manifestazione, è stato conferito il titolo di ambasciatore italiano della fondazione Keren Kayemeth LeIsrael Italia al sindaco di Siracusa. Nel cortile dell'Hotel è stato piantato un albero di cedro a memoria del significativo evento.  Durante il convegno, è stata anche presentata la borsa di studio intitolata ad "Amalia Daniele di Bagni", diretta agli studenti universitari che produrranno tesi sugli heritage sities di cultura ebraica del bacino del Mediterraneo.

Al convegno ha partecipato anche il professore Dario Sutter, responsabile dell'UCEI per la Sicilia: la sua  presenza riveste a mio avviso  un significato ben più ampio di un semplice atto di partecipazione ad un evento, per quanto significativi possano essere sia l'uno che l'altro. Questo permette di intravvedere nel futuro  un’auspicabile stagione  in cui il mondo ebraico, nelle sue variegate espressioni, possa aprirsi  lasciando scoprire i tesori di antica sapienza, di profonda cultura, di valori etici di cui il mondo dei gentili troppo a lungo è stato deprivato e che molti di loro vorrebbero condividere. La Sicilia ha subìto una irrimediabile perdita economica, sociale, culturale  e morale allorché gli ebrei siciliani sono stati cacciati dall'isola nel 1492. Ciò che è andato perduto, tutto il patrimonio di una umanità che di per se stessa è una ricchezza, con i suoi valori, la sua operosità il suo ingegno, non lo si potrà recuperare mai più, però possiamo provare a recuperare una memoria che è stata per troppo tempo negletta e sottaciuta.

In conclusione di questo breve ma ritengo esaustivo report su questa giornata,  è doveroso dare risalto alla bella cornice dell'Hotel Residence alla Giudecca, sede del convegno, per la presenza delle Miqvè, gli antichi bagni rituali, che sono i più grandi d'Europa. L'impronta ebraica ad Ortigia è nota e ben documentata  dalla  storiografia e dall'archeologia, ma l'atmosfera suggestiva che  avvolge il visitatore lascia nell'anima un profondo senso di nostalgia, l'eco di antiche memorie , come un caleidoscopio di luci, di suoni, di colori, di voci  che potrebbe tornare a ricomporsi, a riprendere vita nella vita di tutte le persone di buona volontà  impegnate a sostenere e difendere gli ebrei e  a riscoprire la loro millenaria cultura .

Nazzarena Condemi                                                      Caltanissetta 6 novembre 2013

 

 

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