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ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite In evidenza

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite - Israele fu creato da mani umane ma anche da mani celesti

New York, 29 novembre 2017

  La Coalizione Europea per Israele ha fatto parte di un gruppo di organizzazioni ebraiche che ha organizzato il 70° anniversario della risoluzione 181 da parte dell'ONU, presso il Museo del Queens di New York, luogo che nel 1947 era il quartier generale delle nuove Nazioni Unite. La risoluzione 181, chiamata anche piano di partizione, proclamava la creazione dello stato ebraico insieme ad uno stato arabo. Dai discorsi del vice presidente USA *Mike Pence*, dell'ambasciatore israeliano presso l'ONU *Danny Danon*, dell'ambasciatore *Ronald Lauder* del Congresso Mondiale Ebraico e del ministro israeliano *Yisrael Katz* è emerso chiaramente che non fu l'ONU a creare lo stato ebraico, ma fu il popolo ebraico stesso. Il vice presidente americano ha affermato, durante l'evento, che: “Non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico; queste hanno solo riaffermato il naturale ed irrevocabile diritto del popolo ebraico al loro proprio stato nello storico suolo patrio. Israele non aveva bisogno di una risoluzione per proclamare la propria esistenza in quanto il suo diritto è lampante ed eterno”. L'ambasciatore Lauder, del Congresso Ebraico Mondiale, ha ricordato all'uditorio che gli ebrei vissero in Giudea per otto secoli prima di essere dispersi dai Romani nel 135 d.C. “Sappiamo chi siamo e da dove veniamo. Per questo ci chiamiamo ebrei. Questi fatti storici non possono essere cambiati da una nuova risoluzione dell'UNESCO o da altri che cercano di negare la nostra storia” ha detto Lauder. Il rappresentante permanente di Israele presso l'ONU, l'ambasciatore Danny Danon ha ringraziato le 33 nazioni che votarono la risoluzione 181 del 1947, ed ha proseguito col dire che oggi Israele intrattiene rapporti diplomatici con circa 160 nazioni, ed ha aggiunto: “Oggi abbiamo trattati di pace con ex nemici come Egitto e Giordania, e le relazioni con altri stati arabi crescono, soprattutto nella regione del Golfo”. Ogni oratore ha citato la Bibbia per spiegare come il miracolo del 1947 sia stato possibile. “Anche se Israele fu costruito da mani umane, è impossibile non vedere anche la mano del cielo” ha detto Mike Pence. L'ambasciatore Danon ha definito il voto del 29 novembre 1947 come “i tre minuti più lunghi della storia di Israele”, ma si vede il risultato dell'adempimento della profezia biblica di un tempo in cui gli ebrei sarebbero ritornati in Israele. La Coalizione Europea per Israele faceva parte del comitato organizzativo dell'evento, ospitato dal Rappresentante Israeliano Permanente presso l'ONU. ECI era rappresentato dal direttore fondatore *Tomas Sandell*, il direttore per i rapporti con le Nazioni Unite *Gregory Lafitte* e dal presidente onorario *J Rudolph Geigy*. Sandell ha detto: “La nostra presenza qui oggi, come unica organizzazione non ebraica, è importante perché mostra che il sostegno allo stato di Israele va oltre il mondo ebraico”. “La risoluzione 181 fu un risultato storico di cui si può essere fieri”. Anche se il popolo ebraico non ha ricevuto quello che era stato promesso dalla comunità internazionale nel 1920, venne comunque riaffermato il diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico nella sua storica terra. “Il messaggio singolare di questa commemorazione è che il popolo ebraico disse sì alla pace e coesistenza, già nel 1947, ed ha continuato a farlo negli ultimi settanta anni”. “Ora è tempo che anche I nemici dello stato ebraico riconoscano che Israele esiste ed è qui per ritornare al tavolo dei negoziati”.

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