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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (229)

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite - Israele fu creato da mani umane ma anche da mani celesti

New York, 29 novembre 2017

  La Coalizione Europea per Israele ha fatto parte di un gruppo di organizzazioni ebraiche che ha organizzato il 70° anniversario della risoluzione 181 da parte dell'ONU, presso il Museo del Queens di New York, luogo che nel 1947 era il quartier generale delle nuove Nazioni Unite. La risoluzione 181, chiamata anche piano di partizione, proclamava la creazione dello stato ebraico insieme ad uno stato arabo. Dai discorsi del vice presidente USA *Mike Pence*, dell'ambasciatore israeliano presso l'ONU *Danny Danon*, dell'ambasciatore *Ronald Lauder* del Congresso Mondiale Ebraico e del ministro israeliano *Yisrael Katz* è emerso chiaramente che non fu l'ONU a creare lo stato ebraico, ma fu il popolo ebraico stesso. Il vice presidente americano ha affermato, durante l'evento, che: “Non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico; queste hanno solo riaffermato il naturale ed irrevocabile diritto del popolo ebraico al loro proprio stato nello storico suolo patrio. Israele non aveva bisogno di una risoluzione per proclamare la propria esistenza in quanto il suo diritto è lampante ed eterno”. L'ambasciatore Lauder, del Congresso Ebraico Mondiale, ha ricordato all'uditorio che gli ebrei vissero in Giudea per otto secoli prima di essere dispersi dai Romani nel 135 d.C. “Sappiamo chi siamo e da dove veniamo. Per questo ci chiamiamo ebrei. Questi fatti storici non possono essere cambiati da una nuova risoluzione dell'UNESCO o da altri che cercano di negare la nostra storia” ha detto Lauder. Il rappresentante permanente di Israele presso l'ONU, l'ambasciatore Danny Danon ha ringraziato le 33 nazioni che votarono la risoluzione 181 del 1947, ed ha proseguito col dire che oggi Israele intrattiene rapporti diplomatici con circa 160 nazioni, ed ha aggiunto: “Oggi abbiamo trattati di pace con ex nemici come Egitto e Giordania, e le relazioni con altri stati arabi crescono, soprattutto nella regione del Golfo”. Ogni oratore ha citato la Bibbia per spiegare come il miracolo del 1947 sia stato possibile. “Anche se Israele fu costruito da mani umane, è impossibile non vedere anche la mano del cielo” ha detto Mike Pence. L'ambasciatore Danon ha definito il voto del 29 novembre 1947 come “i tre minuti più lunghi della storia di Israele”, ma si vede il risultato dell'adempimento della profezia biblica di un tempo in cui gli ebrei sarebbero ritornati in Israele. La Coalizione Europea per Israele faceva parte del comitato organizzativo dell'evento, ospitato dal Rappresentante Israeliano Permanente presso l'ONU. ECI era rappresentato dal direttore fondatore *Tomas Sandell*, il direttore per i rapporti con le Nazioni Unite *Gregory Lafitte* e dal presidente onorario *J Rudolph Geigy*. Sandell ha detto: “La nostra presenza qui oggi, come unica organizzazione non ebraica, è importante perché mostra che il sostegno allo stato di Israele va oltre il mondo ebraico”. “La risoluzione 181 fu un risultato storico di cui si può essere fieri”. Anche se il popolo ebraico non ha ricevuto quello che era stato promesso dalla comunità internazionale nel 1920, venne comunque riaffermato il diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico nella sua storica terra. “Il messaggio singolare di questa commemorazione è che il popolo ebraico disse sì alla pace e coesistenza, già nel 1947, ed ha continuato a farlo negli ultimi settanta anni”. “Ora è tempo che anche I nemici dello stato ebraico riconoscano che Israele esiste ed è qui per ritornare al tavolo dei negoziati”.

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Beit Natanel del 22 Novembre 2017

Cari amici, pace e il più calorosi saluti dalla bellissima Ein Kerem.

La vita al servizio del Signore è sempre molto entusiasmante e impegnativa, ma questi sono momenti di impegno eccezionale. Chiedo scusa se questo bollettino arriva in ritardo, ma normalmente ho bisogno di qualcuno che traduca in inglese, e la persona che mi aiutava era impegnata e non ha potuto aiutarmi. Comunque, l’impegno per il Signore continua e sono felice di poter condividere brevemente alcuni eventi recenti. Io ho un’amica ebreo che voleva celebrare il suo 50simo anniversario nel nostro giardino, ma lei voleva che sua figlia vedesse la nostra casa prima dell’evento. Sfortunatamente sua figlia era rimasta paralizzata da una grave malattia alcuni anni fa, e può muoversi solo con il supporta della sedia a rotelle. Come molti di voi che avete visitato la nostra casa qui ad Ein Kerem sapranno, la strada che porta a casa non è accessibile alle sedie a rotelle, e non sapevamo come farla venire da noi. Così ho parlato con la figlia della mia amica al telefono dicendo che avrei pregato perché lei potesse venire, ma che doveva avere fede. Sua madre era disposta a fare qualsiasi cosa affinchè la figlia potesse venire da noi, e io le ho detto che “non qualsiasi cosa” l’avrebbe aiutata, ma che c’è un solo Dio che poteva guarirla. Così un paio di settimane prima della festa del loro 50simo, sua figlia ha fatto uno sforzo immenso ed è venuta a casa nostra senza l’aiuto della sedia a rotelle, che è manuale e non elettrica. Era determinata e entusiasta di venire da noi! Quando ho visto la sua determinazione e il suo zelo, sono rimasta sorpresa e mi sono ricordata dall’uomo paralitico che era stato portato sul tetto da Gesù per essere guarito. Le ho parlato del Signore e dei miracoli che Lui ha fatto nella mia vita. Le ho parlato di Abramo e di come lui dopo aver ricevuto la benedizione, è stato portatore di benedizione agli altri. “Non c’è miglior medico di Yeshua”, il Messia e io voglio benedirti nel Suo Nome”. Così ho messo la mano su di lei, ed ho pregato per lei; era molto sorpresa da questo luogo e dalla pace che sentiva, tanto che ha detto a sua madre che il suo anniversario poteva essere celebrato solo qui’! Così la mia amica è venuta con 40 persone! Ho preparato una vera festa con 13 diverse insalate, cous cous, schinitzel, pollo e uno strudel di mele con gelato. Tutti erano cos’ felici delle decorazioni di Gilad e di come ha decolorato la sala per questa festa. Dopo aver mangiato, ho condiviso la storia della nostra casa e come il Signore ha operato molti miracoli nella mia vita. Non volevano andar via e sono rimasti fino a tarda sera. Alcune persone che hanno sentito la mia testimonianza hanno voluto il numero di telefono, per poter ritornare con le loro famiglie,per cui ovviamente li ho invitati a partecipare allo Shabat del venerdì sera. Mi hanno detto che non dimenticheranno mai questa meravigliosa esperienza. Lo Spirito del Signore era qui e tutti hanno potuto sperimentare l’amore, la gioia e la pace.

Una settimana dopo Moshe Amirav è venuto con 50 persone. Per quelli che non si ricordano di lui, la sua non è una storia qualunque. Lui era il mio amico da 15 anni, era un politico israeliano e aveva comprato la casa di Ein Kerem dalla quale ho dovuto sgomberare a motivo della mia fede. Quando gli ho parlato della mia fede in Yeshua, gli è piaciuta talmente tanto, da invitarmi a casa sua dove ho cucinato del buon cibo in stile marocchino, invitando altre persone per ascoltare la mia storia. Ho fatto così per alcuni anni, andando a casa sua per condividere la mia storia personale, condividendola con amici molti influenti. Nel suo impegno politico Moshe ha preso parte agli Accordi di Oslo, per cui conosceva bene le persone internazionali coinvolte nella pace per il Medio Oriente. Una volta quando è andato a Berlino per parlare di pace, ha detto che per ottenere la pace, era necessario seguire l’esempio di Beit Natanel! Quì ebrei e arabi siedono insieme e mangiano parlando di pace. Questa è la vera strada per la pace e questa strada è Yeshua. Solo la Sua strada porterà la pace! Ha sempre richiesto la mia presenza quando i gruppi andavano a casa sua ed ha voluto che parlassi dei miracoli avvenuti nella mia vita. Il paradosso di tutto questo e che nonostante mi chieda di parlare di Yeshua e dei miracoli che ha operato, lui stesso non ha ancora dato la sua vita al Signore! Così, il mese scorso Moshe è venuto a casa con 50 persone che volevano celebrare lo Shabat. Mi è venuto da ridere perché sapevo che lui voleva che io condividessi la mia storia con loro. Abbiamo pregato le benedizioni dello Shabat e poi mi ha chiesto di dire ai suoi ospiti, come da ebrea Marocchina ho potuto credere in Yeshua, nonostante venissi da una famiglia religiosa importante. La maggior parte degli ospiti erano Ebrei Bukharin (ebrei Russo-Asiatici dell’Uzbekistan) ed erano parte di una grande famiglia. Sono venuti vestiti con i loro abiti tradizionali, portando anche del cibo tipico. Sono stati da noi dalle 5 di sera fino a tarda notte, in piena gioia con me e Gilad. Gilad ha anche potuto condividere la sua testimonianza, di come ciè ha accolto il Dio di Israele per poterci sposare e come adesso è parte del Corpo del Messia e non parte di una religione morta. Una donna è venuta a dirmi che lei si è innamorata di Yeshua già da quando studiava arte e lo ha conosciuto durante gli studi nella scuola d’arte. Lo ha persino sognato e lo vuole dipingere. Io le ho detto che è venuta al posto giusto, perché volevo parlarle di tutto ciò che Lui ha fatto per me. Le ho detto di come Lui è morto per i nostri peccati e che solo attraverso Lui possiamo ricevere il perdono. Le ho chiesto anche se potevo pregare per lei e in quel momento un’altra donna ha voluto unirsi a noi; ovviamente le ho detto che poteva farlo. Questa serata è stata una vera gioia per me e sapevo che il Signore era in mezzo a noi. Due giorni dopo, ho ricevuto una telefonata da loro e mi hanno detto che ci volevano adottare nella loro famiglia, tanto si sentivano vicini a me e Gilad.

In Israele le ragazze fanno una grande festa quando diventano dodicenni, si chiama “Bat MItzvah”. Mia nipote Eden ha dato una grande festa ad Haifa con tutti i suoi amici e familiari e per ricordo ha fatto un video con la sua famiglia. Volevano venire da noi per condividere la mia testimonianza e ho detto che lo avrei fatto se potevo parlare di Yeshua e chi è Lui per me. In questo video mia nipote Eden è vestita come un famoso Rabbi che molti credevano essere il Messia dicendo: “nonna, è lui il Messia?” E io ho risposto:”No” Eden. Vuoi conoscere Yeshua il vero Messia e sapere che non c’è altro messia al di fuori di Lui. Così questa pellicola è stata vista da più di 120 persone alla sua festa e tutti mi hanno potuto sentire parlare di Yeshua! Gloria a Dio!!!

Grazie a tutti voi che avete pregato per mia nipote Ophir. So che le vostre preghiere hanno aiutato la sua guarigione. Halleluia!!! Adesso vive nel kibbutz, va a scuola e sta bene. Nel frattempo vi chiedo di pregare per il mio caro fratello Meyer. Ha dovuto subire un’operazione al cuore, la sua quarta. Ma il medico ci aveva detto che questa sarebbe stata la più pericolosa e che aveva poche speranze di successo. Per cui sono stata in ospedale ed ho pregato durante la sua operazione che è durata ben 8 ore. Dopo 6 ore ho guardato su ed ho detto a tutti che il Signore mi aveva mostrato che tutto era andato bene. Mi hanno tutti guardato come se avessi due teste e come se in me ci fosse qualcosa di strano. Ma dopo qualche minuto il medico è uscito dalla sala operatoria e ci ha detto che l’operazione ha avuto successo. Tutti volevano sapere come potevo conoscere una cosa simile. Ho spiegato allora che la Tenach parla di Yeshua e che la fede in Lui permette di chiedere dei miracoli e riceverli. Ero così felice di poter essere una sua testimone. Che Dio riceva tutta la Gloria!

Carissimi, ci sono tante altre storie che vorrei condividere con voi, ma so che per il momento, questo è abbastanza.

Vi ringraziamo delle vostre preghiere e supporto. Siete molto preziosi per noi e per il Signore. Possa la grazia di Yeshua il Signore e Messia essere con voi. Vi amiamo tutti nel Nome di Yeshua. Con l’amore infinito del nostro Messia Yeshua Rachel e Gilad

Per amore di Sion non starò in silenzio, e per amore di Gerusalemme non tacerò, finche’ la sua giustizia venga con la sua luce, e la sua salvezza come una torcia accesa. Isaia 62,1

Traduzione Anna M Sedda

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COMUNICATO STAMPA EDIPI

Il viaggio EDIPI di Hanukkà dal 7 al 14 dicembre è sui blocchi di partenza e di proposito è stato realizzato in concomitanza alla Festa delle luci per far finalmente luce su una vicenda rimasta per troppo tempo al buio! Si tratta della Storia di Ettore Castiglioni che per salvare decine di Ebrei verso la fine della seconda guerra mondiale, ci rimise la vita morendo congelato.

Marco Albino Ferrari ha scritto un libro sulla vita di Castiglioni e ci accompagnerà nel viaggio unitamente a due responsabili della casa editrice Hopli che recentemente ha pubblicato i diari di Ettore Castiglioni sempre con la supervisione di Marco Albino Ferrari: il libro è "Il giorno delle Mèsules" e sarà presentato in due serate a Gerusalemme lunedi 11 nella sede di Keren Hayesod e a Tel Aviv il giorno dopo presso il Centro di Cultura Italiano di Tel Aviv.

Per quanto riguarda la serata di Tel Aviv alle ore 19:30 di martedì 12 ci sarà il giornalista David Lazarus di Israel Today. Di particolare interesse sarà la giornata di domenica 10 alle 14:30 in cui avremo un incontro speciale allo Yad Vashem con la dott.essa Susanna Kekkonen direttrice di "Christian Friends of Yad Vashem" per illustrare la figura di Ettore Castiglioni Per entrare nel dettaglio le serate dedicate ai libri saranno entrambe alle 19:30, la prima a Gerusalemme nella sede di Keren Hayesod in cui Marco Albino Ferrari presenterà i libri "Il Giorno delle Mèsules" e "Storia di Ettore Castiglioni" e in questa occasione verrà consegnato un importante riconoscimento dell'operato di Castiglioni da consegnare in Italia al nipote.

L'indomani presso la sede del Centro di Cultura Italianodell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv oltre ai libri verrà proiettato il film documentario "Oltre il confine" in prima visione mondiale, previa autorizzazione dei registi padovani. Interverrà anche la dott.essa Cinzia Klein dell'Archivio Santo Stefano dove sono depositati i diari originali di Ettore Castiglioni, recentemente editi da Hoepli con la supervisione di Marco Albino Ferrari.

Oltre alle due serate dedicate al ricordo e al riconoscimento di Ettore Castiglioni il tour prevede nella giornata di lunedi 11 l'escursione archeologica a Gerusalemme con il famoso archeologo Dan Bahat.

Domenica 10 alla sera inoltre, presso la sede della comunità Maronita di Gerusalemme, avremo l'incontro: "Tevah - il mistero dele due arche: dall'Ararat a Israele attraverso l'Armenia" con Azad Vartanian e Dan Bahat. Oltre ai rappresentanti della comunità Maronita saranno presenti anche quelli della comunità Armena di Gerusalemme e i rappresentanti dei Cavalieri dell'Ordine di Malta.

Dell'evento è stata informata anche la giornalista Fiamma Nirenstein e lo scrittore Fulvio Canetti con cui collaboriamo da anni.

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Viaggio Edipi in Israele 2017

Il viaggio di quest'anno di fine agosto è stato organizzato in seguito alla notizia della grande crescita per le congregazioni messianiche in Israele. La notizia ce la diedero i coniugi Lazarus durante il recente convegno di Napoli. La conseguenza fu che decidemmo di portare urgentemente l'aiuto economico alle congregazione più impegnate nell'evangelizzazione.

Il gruppo era formato dalla famiglia Basana al completo, anche con la piccola Shir, Giovanni Giardino e Nazario Melchionda. Già prima di atterrare c'era una febbrile attesa segnalata dal continuo scrutare il finestrino dell'aereo (fig.1).

Appena atterrati all'aereoporto Ben Gurion ci aspettava Israel Poctar pastore ebreo messianico originario della Crimea (fig.2), attualmente impegnato a coinvolgere gli ebrei con tour turistici biblici a scopo evangelistico; questa strategia, anche se costosa, stà avendo un vero successo e per questo abbiamo pensato per primo a lui con un importante offerta di sostegno. Abbiamo pregato per lui e sotto la Menorah dell'aereoporto (fig.3)abbiamo rinnovato l'impegno del sostegno di EDIPI.

Uno degli appuntamenti era anche con il Caspari Center di Gerusalemme (fig.4) per consegnare ai responsabili, che ci avevano concesso gratuitamente il copyright del libro su Rabinowitz, alcune copie del libro appena tradotto in italiano (fig.5).

Sempre riguardo ai libri abbiamo incontrato Fulvio Canetti (fig.6) medico ebreo di origine italiana (è stato "mohel" di molte comunità ebraiche, cioè il circoncisore) con cui c'è un accordo per pubblicare un libro scritto a quattro mani con il prof. Marcello Cicchese come commentario alle parashot lette settimanalmente in sinagoga. La pubblicazione uscirà con un compendio illustrativo di incisioni d'epoca sui personaggi biblici trattatti. In tal senso parte dell'incontro è stato dedicato per scegliere appunto le illustrazioni (fig.7).L'incontro è stato fatto nei giardini di Christ Church vicino alla porta di Jaffa, alla cui uscita un ebreo ortodossso ci ha incontrato cantando e suonando la chitarra (fig.8).

"Questo è un paese in cui mi piacerebbe abitare" è una frase della mia nipotina Shir, senza esser sollecitata da alcuno, che ha detto in più di un occasione: piccole socie EDIPI crescono...(fig.9).

Sempre nel giardino di Christ Church abbiamo incontrato Angel Gerber del ministero "El vino nuevo" (fig.10); questa è l'unica nota negativa in quanto per ostacoli di natura economica e soprattutto burocratica, il progetto di fare un kibbutz messianico sul Golan per la coltivazione della vite, al momento non si farà. Angel in questi mesi si recherà a New York per insegnare Israelologia in alcune congregazioni latino americane negli USA. Abbiamo pregato con e per lui per un problema agli occhi, infatti si dovrà operare per una cateratta.

Anche l'aspetto turistico è stato interessante, portandoci a visitare posti di Gerusalemme conosciuti (fig.11), nuovi eventi commoventi come i soldati al Muro del pianto (fig.12)o la carrelata di poster storici nella sede di Keren Hyesod a Gerusalemme (fig.13). Sempre in quest'ultima sede abbiamo incontrato Vito Anav (fig.14), che oltre a farci fare un breve giro turistico sulle zone limitrofe (fig.15 con l'imponente storica sede dei salesiani) ci ha illustrato dettagliatamente sul progetto Ettore Castiglioni (fig. 16), che EDIPI, Keren Hayesod e L'Istituto di Cultura Italiano dell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv stanno realizzando nei confronti di questo eroe dimenticato che perse la vita nel salvare ebrei e italiani (tra cui Luigi Einaudi, il primo presidente della Repubblica Italiana) dalla barbarie nazista. Il progetto prevede un viaggio speciale in Israele che si farà dal 7 al 14 dicembre nel periodo di Hannukkà.

 

Passeggiando per Gerusalemme abbiamo visto solo visi gioiosi (fig.17). Molto toccante la visita che abbiamo fatto al Muro del Pianto (fig.18) che è coincisa con l'inizio dello Shabbat; la presenza di molte numerose famiglie con bambini (fig.19), testimonia quanto radicato sia questo evento tra gli ebrei (fig.20), con la bandiera di Israele sempre vigile e sventolante (fig.21). All'imbrunire poco dopo l'inizio dello shabbat la piazza si è riempita (fig.22) e non poteva mancare lo scontato e irrinunciabile selfie tra di noi (fig.23).

L'altro ministero che sosteniamo per l'impegno evangelistico è quello di Menachem "Meno" Kalischer (fig,24), al quale abbiamo strappato la promessa per venire al prossimo raduno nazionale EDIPI del 2018.

Abbiamo incontrato anche la vecchia conoscenza di Dan Bahat (fig.25)per programmare il prossimo viaggio di archeologia biblica nel deserto del Neghev. Incontreremo ancora Dan anche nel viaggio di dicembre per l'evento su Ettore Castiglioni e ci parlerà della Spianata del Tempio e sulle assurde posizione dell'Unesco: "Con le decisioni dell'Unesco, dalla storia me ne esco!"(fig.26).

Prima di rientrare abbiamo voluto fare un ulteriore ultimo giro per Gerusalemme e questa è l'immagine più cara che abbiamo impresso nella nostra memoria (fig.27).

Non ci siamo dimenticati di Rachel e Gilad del ministerio Bet Netanel di En Keren, altra coppia che sosteniamo visto anche il gemellaggio che abbiamo con loro.

Prima di partire da tel Aviv abbiamo voluto salutare Theodor Herzl garantendogli che il suo sogno si è avverato! (fig.29). Shalom

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EC4I resoconto mensile – Settembre 2017

ECI celebra il 120° anniversario del primo congresso sionista a Basilea – Per l’Europa è tempo di celebrare lo stato ebraico Basilea – In un inaspettato volgersi degli accadimenti, il 31 agosto scorso la Coalizione Europea per Israele ha finito per ospitare l’unico evento ufficiale per la celebrazione del 120° anniversario del primo congresso sionista di Basilea. Quando il governo israeliano rinunciò ad organizzare una cerimonia ufficiale, al momento non risultava alcun evento celebrativo di quella data così importante per il popolo ebraico. Tutto però cambiò quando ECI organizzò una cena commemorativa nel Grand Hotel Le Trois Rois, il giovedì 31 agosto scorso. Nella sua nota di benvenuto, il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* ha ricordato ai presenti il fatto che l’Europa è, allo stesso tempo, il luogo di nascita dello stato ebraico ed il più grande cimitero nel modo del popolo ebreo. Ha dunque affermato che: “Studiando la storia degli ebrei in Europa, si vedono due diversi percorsi; uno fatto da crociate, pogrom ed olocausto, ed un altro fatto di rinascita e vita fiorente. Uno porta alla maledizione ed alla morte, mentre l’altro porta alla benedizione ed alla vita. Uno è definito dal processo *Dreyfus* a Parigi nel 1895, dall’ascesa di *Hitler* a Berlino nel 1933, seguita dalla notte dei cristalli del 1938, che culminò più avanti nell’olocausto. L’altro è segnato dal congresso sionista di Basilea nel 1897, dalla dichiarazione di Balfour a Londra nel 1917 e dal riconoscimento del diritto del popolo ebraico a ricostituire la propria patria in Israele, sancito a San Remo nel 1920. Quale percorso scegliamo oggi?”. Sandell poi ha concluso citando le parole del Deuteronomio che ci incoraggia a “scegliere la vita così che tu ed i tuoi figli possiate vivere”. L’ospite d’onore, il principe *Philip Kiril von Preussen*, ha raccontato come il suo trisnonno, l’ultimo imperatore di Germania, il Kaiser *Guglielmo II*, aveva scelto il percorso sbagliato, negando la richiesta di *Theodor Herzl *di diventare il protettore della nazione ebraica nella loro terra d’Israele. Concludendo ha affermato che: “Qualche anno dopo la Germania perse la Guerra ed il Kaiser la sua corona, aprendo così la strada all’ascesa di Hitler e all’olocausto. Invece di scegliere un’evidente benedizione per la Germania, ha scelto una maledizione”. L’ambasciatore israeliano in Svizzera, *Jacob Keidar*, ha ringraziato ECI per aver organizzato la serata, avendo così evitato che l’evento del 31 agosto passasse inosservato nella terra in cui ebbe vita lo stato d’Israele. Il capo della comunità ebraica di Basilea, *Guy Rueff*, ha parlato di come il governo federale aveva celebrato il 120° anniversario due settimane prima ed ha ringraziato ECI per aver onorato Basilea, con una cena commemorativa, nel giorno esatto dell’evento. Ha anche ricordato che Basilea fu scelta nel 1897 grazie al sostegno della popolazione Cristiana ed ha aggiunto che: “Questa amicizia e sostegno è di grande importanza in questo giorno quindi è giusto che un gruppo Cristiano come ECI abbia deciso di celebrare il 120° anniversario con una sua propria celebrazione”. Sandell ha commentato che la riunione era stata organizzata seguendo lo spirito di grandi uomini come il reverendo *William Hechler *ed *Henri Dunant* che erano tra i dieci cristiani che presero parte al congresso. Ha affermato: “Come coalizione, vogliamo costruire sullo stesso legame di amicizia con il popolo ebraico e lo stato d’Israele”. La cena celebrativa era stata preceduta da una conferenza di preghiera organizzata dal direttore fondatore della Global Prayer Call, *Harald Eckert*, nella quale il cappellano della Christ Church di Gerusalemme, *David Pileggi*, aveva presentato il ruolo del leader Cristiano William Hechler nell’assistenza a Theodor Herzl, per coronare il suo sogno di un Congresso Sionista e di uno stato ebraico. Gregory Lafitte: l’occidente deve riconoscere le proprie radici ebraiche Basilea – Il discorso principale della serata è stato portato dal dott. *Gregory Lafitte*, del Forum per la Diplomazia Culturale. Il quale ha ricordato agli astanti che il delgati di 120 anni fa non erano solamente dei politici, ma anche scrittori, pensatori e membri di accademie. Ha citato anche il filosofo *Leo Strauss* che disse “La politica sionista deve essere basata sulla cultura”. Lafitte ha proseguito parlando delle due culture che hanno formato la civiltà occidentale, dicendo che: “Mentre il contributo dato dalla Grecia è stato opportunamente riconosciuto, non altrettanto è stato fatto per quello ebraico. Ora la comunità internazionale deve anche riconoscere le proprie radici ebraiche”. “La cultura ebraica ha spesso corso il rischio di essere assimilate o assorbita da quella greca. La nostra civiltà è debitrice più a Gerusalemme che ad Atene” ha sottolineato Lafitte, aspettando il giorno in cui la nostra eredità ebraica prenderà il posto centrale nella nostra cultura e ci sarà un vero ritorno a Sion. “Il sionismo è molto di più del ricreare uno stato ebraico” ha enfatizzato, citando *Theodor Herzl* che descrisse l’essenza del sionismo come un “ideale infinto”. Nel suo discorso ha evidenziato il contrato tra il pensiero greco e quello ebraico, piegando ed illustrando le differenze. Nel pensiero greco, tutto è incentrato sulla ragione, finita e fallace, mentre la cultura ebraica è incentrata sull’infinito e sulla speranza. La cultura greca cerca soluzioni nel qui e nell’adesso, ma il pensiero ebraico presenta una speranza per il futuro e dà una visione per l’eternità. Ma, ancora più importante, gli dei greci sono a sembianza degli uomini, mentre nella cultura ebraica è l’uomo ad essere ad immagine di Dio. Non voleva escludere la cultura greca, ma piuttosto voleva stabilirla al posto giusto e col giusto significato nella cultura di oggi. La cultura ebraica è stata tristemente trascurata nel passato ed ora è il momento che il mondo ne riconosca l’importanza ed il significato nella nostra cultura occidentale. Questo è stato l’obiettivo del Forum per la Diplomazia Culturale creato da ECI alle Nazioni Unite di New York per suscitare attenzione verso i numerosi contributi ebraici alla comunità internazionale, nella sua ricerca della pace. In conclusione, ha fatto notare che la visione sionista non si è completamente realizzata con la nascita dello stato ebraico. “L’adempimento della visione sionista non è ancora complete. Il sogno di Herzl –trasmesso nel primo congresso- è ancora vivo e valido oggi. Sì, lo stato di Israele è stato creato nuovamente, e gli ebrei non devono più combattere con l’unica alternativa: quella di essere assimilate ad un’altra cultura. Ma la visione deve ancora essere pienamente adempiuta, non solo a livello individuale ma ad un livello nazionale. Lo stato d’Israele non dovrebbe solo essere considerato semplicemente una nazione ricostituita, come un altro stato simile alla Grecia, ma dovrebbe essere riconosciuto come stato ebraico, e giocare pienamente il suo ruolo come luce delle nazioni”. L’intero discorso sarà pubblicato in seguito e messo sul sito web del Forum per l a Diplomazia Culturale. L’autorità palestinese rinnova il proprio programma – ECI: l’Europa dovrebbe smettere di finanziare il radicalismo e l’odio Bruxelles – L’Autorità Palestinese (AP) è impegnata dagli accordi di Oslo a preparare i propri cittadini alla coesistenza ed alla pace. Comunque, come ECI ha evidenziato molte volte in passato, la realtà nei territori palestinesi rivela un programma diverso. Attraverso una cultura di odio e demonizzazione, l’Autorità Palestinese continua ad incitare alla violenza contro la popolazione ebraica e ad onorare e ricompensare i terroristi condannati e quelli suicidi. Nel mese corrente l’Autorità Palestinese presenterà un nuovo programma per le scuole che, nonostante le proteste internazionali, continuerà a demonizzare il popolo ebreo e non metterà in atto alcun sforzo per preparare i propri bambini alla pace ed alla coesistenza. I contenuti dei libri di testo palestinesi sono stati criticati da molti anni, ma il programma non è stato modificato. Parte della colpa ricade sull’Unione Europea che rappresenta il più grande finanziatore dell’AP ed ha la responsabilità di assicurarsi che i suoi generosi fondi vengano utilizzati per preparare una via per la pace e non un’ulteriore radicalizzazione. All’interno della UE, alcuni stati membri si sono impegnati ad aiutare l’AP a formulare un nuovo programma per le scuole. Questi paesi sono la Finlandia, la Norvegia (anche se non membro della UE), l’Irlanda e l’Olanda. Oggi il comitato è guidato dalla Finlandia che ha ricevuto il riconoscimento internazionale per la bontà del suo sistema scolastico. Ma la questione è che oggi la Finlandia con altri stati membri della UE sta esportando la radicalizzazione in una delle regioni più instabili del mondo e non aiuta lo sviluppo ed il progresso. ECI si impegnerà con i governi dei suddetti stati e con la UE per assicurarsi che l’Europa innalzi il proprio impegno per I valori universali e per la pace. Siamo ECI Il comitato di ECI si riunisce a Gerusalemme e prepara il 15° anniversario Gerusalemme – Nel preparare il 15° anniversario di ECI del prossimo anno, il comitato e lo staff della Coalizione Europea per Israele si sono riuniti a Gerusalemme, per una riunione molto importante. Diversamente dallo scorso anno, quando il comitato incontrò il primo ministro *Netanyahu*, quest’anno l’attenzione è stata sulle questioni internazionali. Ha detto *Tomas Sandell*: “Considerato che ECI è uscita dalla fase pionieristica, è importante fare una pausa e guardare indietro in questi passati 15 anni e guardare avanti verso il futuro. Come gli edifici, anche le organizzazioni fatte da mano d’uomini hanno bisogno di rinnovamento e di aggiustamento, col passar del tempo. Così anche ECI ha bisogno di svilupparsi ed adattarsi per soddisfare meglio le crescenti richieste del futuro”. Attualmente il comitato è costituito da *Tor G. Gull* (presidente), *Bedros Nassanian* (vice presidente), *Rick Ridings*, *Antti Hämäläinen* e *Bo Sander*. Presenti a Gerusalemme erano anche Tomas Sandell, *Katariina Salmi*, *Ruth Daskalopoulou-Isaac*, *Gregory Lafitte* ed *Andrew Tucker*. Uno dei temi in discussione è stato il concetto dei “promotori di ECI” i quali possono aiutare a diffondere le informazioni riguardo al lavoro di ECI in Europa e nel mondo, mentre il comitato ed I membri dello staff sono principalmente occupati a raggiungere le persone che prendono le decisioni. In qualità di nuovo membro del comitato, Bo Sander ha detto: “ECI ha un grande potenziale nella sua attuale rete di amici. Ma dobbiamo migliorarci nell’evidenziare che ECI non è sostenuta nè dall’Unione Europea nè da agenzie governative, ma è un’opera senza fini di lucro che dipende solo dalla generosità dei suoi sostenitori. Fornendo ai volontari presentazioni in Power Point ed altri strumenti di divulgazione, questi possono diventare nostri ambasciatori tra quegli amici di Israele che non sanno nulla del lavoro di ECI”. Questi, ed altri progetti saranno presentati più nel dettaglio durante l’anno ed un gruppo special preparerà la visione per ECI 2025. European Report torna nello studio nel Parlamento Europeo per discutere del significato del Sionismo, 120 dopo il primo congresso sionista

EC4I

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Relazione del viaggio del pastore Antonio Izzo con il pastore Mario Ambrosone in Israele

E' stato un viaggio benedetto dal Signore: come sempre abbiamo visitato molti posti e in particolare il villaggio israeliano di Nazareth, la presunta area del Golgota, il Monte degli Ulivi. La cosa che più mi rimane nel cuore sono sempre i momenti di preghiera quando siamo insieme ai fratelli ebrei davanti al muro occidentale.

Un'altra realtà ha colpito il nostro cuore ed è quella di aver visitato Yad Vashem il museo ebraico che riporta la storia della Shoah. Bello poi vivere momenti di preghiera con la congregazion messianica a noi gemellata del pastore Micky Yaron

L'unica delusione la si ha soltanto quando devi ritornare in aeroporto per fare ritorno alla propria città.

Oggi 1 agosto per 7 giorni abbiamo la gioia di avere ospite con noi 2 sorelle messianiche appartenenti alla congregazione del pastore Micky Yaron: abbiamo fatto visitar loro parte di Napoli e condiviso toccanti momenti di preghiera. Antonio Izzo

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Resoconto - convegno EDIPI-Campania 2017

Si è concluso nei migliori dei modi e al di là delle più rosee aspettative il convegno EDIPI-Campania 2017.

Con la sapiente regia ed organizzazione del past. Bruno Ciccarelli abbiamo potuto accompagnare David e Michaella Lazarus in alcune chiese, tra le più importanti della provincia di Napoli e Caserta. Nel dettaglio il programma con Andie e Ivan Basana nella veste di presentatori.

1°giorno, giovedì 29 giugno nella chiesa evangelica pentecostale di Giugliano del past. Antonio Romeo, con presentazione di EDIPI da parte del presidente Ivan Basana, testimonianze di Andie e Michaella Lazarus, mentre l'esposizione di David era incentrata sulla vicenda famigliare del profeta Osea.

2°giorno, venerdì 30 giugno nella chiesa evangelica pentecostale di Trentola del past. Augusto Loffredo; oltre agli interventi di Ivan e Andie Basana con la testimonianza di Michaella si è visto David esporre il ruolo delle congregazioni messianiche nel piano di Dio per gli ultimi tempi.

3°giorno, sabato 1° luglio nella chiesa evangelica della Nuova Pentecoste di Aversa con il past. Michele Passeretti: predicazione di David durante il culto sul versetto "Dio è amore".

4° giorno, domenica mattina 2 luglio nella chiesa evagangelica dei Campi Flegrei del past. Riccardo Leonetti con l'iterevento del presidente EDIPI, Ivan Basana, sugli scopi ed obbiettivi dell'associazione e successiva relazione di David Lazarus sull'escatologia messianica.

La domenica pomeriggio c'è stata la chiusura al Centro Uria della chiesa evangelica pentecostale di Villaricca col past. Bruno Ciccarelli. Il tema conclusivo trattato da David Lazarus è stato quello dei 4 altari eretti da Abramo come sigillo di un territorio assegnato ad Israele per sempre.

Oltre agli incontri nelle chiese, David Lazarus con Ivan Basana hanno registrato un ciclo di 6 trasmissione per l'emittente Tele Oltre sull'argomento delle Feste Ebraiche. In studio oltre a loro c'erano anche i past. Michele Romeo, Luigi Loffredo, Daniel Bachmann e Michele Passaretti.

Valutiamo molto positiva questa esperienza di organizzare un convegno-tour tra le chiese interessate: con il Raduno si fa una semina estensiva mentre in questo caso abbiamo fatto una semina intensiva.

Andie e Ivan Basana

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LA POTENZA DELLA RICONCILIAZIONE PORTA LA GUARIGIONE

Questa è la testimonianza di David Lazarus presente a Napoli per il V° Convegno Regionale di EDIPI-Campania

Mi sono trasferito in Israele dagli USA dopo la mia conversione. In questo paese trascorsi i primi anni nel deserto del Sinai (a quel tempo dopo la guerra dei 6 giorni era territorio occupato da Israele) a leggere il Vecchio Testamento. Poi qualcuno mi regalò un Nuovo Testamento e rimasi talmente impressionato della vita di Yeshua che mi portò a ricercare le profezie riguardanti il Messia nell'Antico Testamento. Questi messaggi non furon solo parole per me, ma mi toccarono profondamente e mi rivelarono tutti i miei peccati. Allora invocai l'aiuto di Dio e diedi la mia vita a Yeshua. Condizionato anche dall'educazione ricevuta in famiglia, nutrivo però sentimenti di avversione verso gli Arabi e non avevo mai pensato che io, un credente in Yeshua, potessi esser così malvagio dentro.

Qualche tempo dopo in una conferenza organizzata per giovani credenti Arabi ed Ebrei successe una cosa particolare. Alla sera ci fu un incontro di calcio tra noi, arabi ed ebrei divisi in due squadre. In una fase di gioco un giovane arabo si scontrò violentemente con me. Mi sentii pieno di rabbia e quasi disposto ad ucciderlo e anche questo giovane arabo stava sperimentando lo stesso sentimento di odio. Entrambi avavamo la stessa scelta davanti a noi: potevamo cedere all'odio e all'ira o potevamo perdonare. Il perdono che scegliemmo fece superare l'antico odio reciproco. Lui era cresciuto in una famiglia che odiava gli Ebrei ed era venuto a questa conferenza come passo di fede per superare i sentimenti di avversione e imparare a vivere in accordo e armonia col popolo ebraico. Lo Spirito Santo si manifestò in maniera reale e potente che ci portò a piangere, inginocchiandoci e abbracciandoci per 20 minuti. Questa fu l'esperienza di guarigione più reale che abbia mai sperimentato.

Un fatto analogo capitò qualche anno dopo in Brasile, in una conferenza con più di 2000 persone: il fratello arabo ed io parlammo di come Dio avevesse toccato e cambiato i nostri cuori, dimostrando che è possibile per Arabi ed Ebrei perdonarsi a vicenda e vivere insieme in amore. Al nostro abbraccio lo Spirito Santo scese in quello conferenza e contagiò i presenti portandoli a piangere, ravvedersi, chiedere perdono e a riconciliarsi: alla fine, dopo due ore, i credenti si stavano lavando i piedi a vicenda.

La nostra Nazione ha un'opportunità unica e straordinaria di portare il dono della riconciliazione in altre Nazioni. Un altra esperienza simile l'ebbi quando l'accordo di Oslo fu ratificato (9 settembre 1993), ero tra i tanti che avevamo fiducia in quell'accordo e fui deluso quando svanì. In quel periodo visitando la Giordania con il gruppo di Tom Hess (ministerio che chiama le Nazioni a ravvedersi per i peccati fatti nei confronti di Israele), incontrai un giovane pastore evangelico arabo che aveva fatto il militare nel confine di pattugliamento tra Israele e Giordania, proprio nello stesso periodo in cui faceva anch'io, e proprio lì, il servizio militare. Lui ci parlò con molta onestà di come nel suo cuore fosse radicata l'animosità verso Israele e di come la sua vita intera fosse una reazione di profondo risentimento nei confronti degli ebrei. Gli raccontai allora delle mie esperienza di riconciliazione. Pensate! ero il primo ebreo che lui avesse mai visto prima e aveva capito che non poteva più odiarmi. Le lacrime versate in quel momento stavano guarendo la nostra terra, purificandoci e rinnovando la fratellanza di Isacco e Ismaele, e quella di Giacobbe ed Esaù.

In quegli anni inizia il ministero pastorale con mia moglie Michaella a Jaffa-Tel Aviv nella storica congregazione messianica di Beit Emannuel, che rappresenta un punto di riferimento e crescita di tutti i giovani ebrei messianici d'Israele e dai quali sono nate altre congregazioni. Nel settembre 2006 abbiamo stretto un gemellaggio EDIPI con la congregazione della Nuova Pentecoste di Padova "The New Thing" con il past. Ivan Basana. In Italia siamo stati altre volte in particolare nei Raduni Nazionali EDIPI del 2004 in Calabria e più recentemente a Caserta nel 2015. Dal nostro matrimonio sono nati due femmine e due maschi tutti coinvolti nell'avanzamento del Regno di Dio. La nostra visione è quella di abbattere le mura spirituali che dividono e separano Ebrei dagli Arabi (Ger. 31:28).

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Shimon Pozdirca a Padova

Una stimolante coda al XVI° Raduno Nazionale EDIPI di MIlano è stata la continuazione e il completamento della vista del rabbino messianico Shimon Pozdirca e sua moglie Natalia a Padova. Sono state tre riunioni, una domenica mattina il 4 giugno e due serate al lunedì e martedì, proiettate verso la celebrazione del 50°anniversario della liberazione di Gerusalemme. Particolarmente toccante è stata la chiamata al ravvedimento fatta da Shimon domenica mattina che ha visto l'abbraccio piangente con un credente iraniano presente che ha chiesto il perdono per il suo popolo. Più ricca di insegnamenti con domande e contributi dei presenti è stata la riunione del lunedì sera al Centro Phares, mentre si è chiuso in bellezza con danze, canti e cibi veneti ed israeliani (l'immancabile humus di Alex) al martedì serà. Una preghiera di protezione per il ministero di Shimon e Natalia e stata presentata all'Eterno dai presenti guidati dal pastore Ivan Basana.

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