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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (242)

NOI RICORDIAMO – abbiamo imparato qualcosa dalla storia?

*BOLLETTINO MENSILE - FEBBRAIO 2018*

 

 

     #NOI RICORDIAMO – abbiamo imparato qualcosa dalla storia?

 

Bruxelles – La Coalizione Europea per Israele si è unita al Congresso Mondiale Ebraico nella campagna sui social media per far crescere la consapevolezza dell'olocausto, chiedendo di esporre, individualmente o in gruppo, un cartello con scritto “#We Remeber”. Lo scopo della campagna era di mobilitare 500 milioni di persone durante la settimana del Giorno Internazionale della Memoria.

 

Già nel 2005 la Coalizione Europea per Israele aveva celebrato il primo Giorno della Memoria nel parlamento europeo a Bruxelles. Da allora questo evento è cresciuto in importanza ed anche nel numero di iniziative collaterali. Oggi il Giorno della Memoria è un evento ufficiale organizzato dal presidente del parlamento europeo. Nel 2015, la Commissione Europea ha nominato un coordinatore a tempo pieno per combattere l'antisemitismo, che ha introdotto nuove misure per aiutare gli stati della UE a sconfiggere questo mortale nemico. Questo è per dire che l'Unione Europea prende sul serio l'antisemitismo che esiste in Europa.

 

Ma l'Unione Europea manca ancora di coerenza e di un approccio più ampio per combattere l'antisemitismo su scala mondiale, incluse le sue nuove forme che prendono di mira il popolo ebraico e lo stato di Israele. Mentre le istituzioni europee onorano giustamente i sei milioni di ebrei che morirono nell'olocausto, sono meno amichevoli verso i sei milioni di ebrei che oggi vivono nel rinato stato di Israele, soprattutto quelli che vivono di nuovo nelle antiche comunità di Giudea e Samaria così come nella Città Vecchia e nella Gerusalemme Est, i cosiddetti “territori occupati”.

 

Dal 2015 tutti I prodotti che vengono da questi “territori occupati” sono etichettati per i mercati europei, per differenziarli da quelli provenienti dai territori all'interno della cosiddetta linea del 1967. Le direttive della UE non solo stigmatizzano queste comunità ebraiche, ma prendono di mira tutta l'economia israeliana, dato che ogni economia nazionale dipende dalla sua intera popolazione. Ma ancora peggio, gli ebrei che vivono in quei territori, che sono “contesi” piuttosto che “occupati”, sono definiti come coloni e vengono considerati dai leader della UE come “ostacoli alla pace”. Questo è stato il principale obiettivo del movimento BDS che, come i nazisti nella Germania degli anni 30, invocano il boicottaggio, il disinvestimento e il sanzionamento dei commerci israeliani, però questa volta all'interno di Israele. Richiedendo l'etichettatura dei prodotti israeliani provenienti dai territori contesi, la UE ha cercato di mettere sotto pressione il governo di Gerusalemme ed al contempo ha preso le distanze dal movimento BDS.

 

L’Europa ha memoria corta e non è sicuro che abbia veramente imparato qualcosa dalla propria storia. Oggi l’Unione Europea è l’unico grande finanziatore dell’Autorità Palestinese la quale sistematicamente demonizza lo stato ebraico ed i suoi cittadini attraverso il continuo lavaggio del cervello dei bambini palestinesi, con l’apprendimento dell’odio e dell’onore insieme al sostegno economico per i terroristi e le loro famiglie.

 

Come cittadini e contribuenti dell’Europa, abbiamo una responsabilità morale per le politiche della UE. La gestione e la corruzione economica nell’Autorità Palestinese è ben documentata e risaputa. Mentre si trovava a Bruxelles per chiedere maggiori finanziamenti, si è venuti a conoscenza che il leader dell’AP *Mahmoud Abbas* aveva appena acquistato un nuovo jet privato per 50 milioni di dollari.

 

E, come se non bastasse, i leader della UE continuano a sostenere ed instaurare relazioni commerciali con la repubblica islamica dell’Iran che minaccia apertamente la distruzione dello stato di Israele e che finanzia le organizzazioni terroristiche di Hezbollah ed Hamas ed i loro fiancheggiatori nella continua battaglia contro Israele.

 

Questo non combacia con una coerente e globale politica contro l’antisemitismo ed il terrorismo. Non si può dire di combattere l’antisemitismo e contemporaneamente sostenere quelli che vogliono annientare gli ebrei, impegnandosi in una guerra economica e diplomatica contro lo stato ebraico.

 

Quando mi sono presentato ad un alto funzionario della UE, diversi anni fa durante la commemorazione del giorno della memoria, ed ho spiegato che lavoravo per la Coalizione Europea per Israele, la sua reazione spontanea fu: “Cosa Israele ha a che fare con questo?”

 

La risposta è semplice. Se ci fosse stato uno stato ebraico nel 1938, invece del 1948, la vita di milioni di ebrei sarebbe stata salva e molti sarebbero in vita ancora oggi. Il modo migliore per onorare i sei milioni di ebrei che morirono nell’olocausto è quello di sostenere gli ebrei di oggi, inclusi i sei milioni che vivono in Israele. Sostenere e cooperare con i nemici giurati dello stato ebraico non è d’aiuto.

 

La Coalizione Europea per Israele continuerà a sottolineare questa politica a doppio binario della UE ed allo stesso tempo si impegnerà in modo costruttivo con le istituzioni europee dando loro il merito quando è dovuto. Siamo compiaciuti dell’attività del coordinatore dalla UE per la lotta all’antisemitismo, ma l’Unione Europea ha bisogno di una strategia coerente per sconfiggere questo nemico mortale.

 

 

     La Bulgaria assume la presidenza della UE

     Le chiese partner di ECI commemorano le vittime dell’olocausto

 

Sofia – Mentre la Bulgaria assume la presidenza dell’Unione Europea, per il prossimo semestre, vorremmo presentare il nostro sostenitore di lunga data in questo importante stato della UE, il pastore *Andrey Avramov*, del Victory Christian Centre a Sofia, la capitale della Bulgaria.

 

Il pastore Avramov cominciò a commemorare le vittime dell’olocausto dopo aver saputo della campagna di ECI “Impariamo dalla storia” nel 2007, campagna con la quale le chiese in Europa furono incoraggiate a celebrare il Giorno della Memoria, nelle loro aree di competenza. Oggi il memoriale dell’olocausto è un evento annuale che tocca le chiese in tutta la Bulgaria. Il pastore Avramov ha anche parlato del suo lavoro speciale nel parlamento europeo di Bruxelles.

 

Quest’anno il Victory Christian Centre di Sofia ha ospitato la propria commemorazione del Giorno della Memoria con 450 persone presenti; tra questi c’erano leader della comunità ebraica, diplomatici israeliani, sopravvissuti all’olocausto e leader cristiani. Hanno anche proiettato il film della CBN “Nelle nostre mani”, che documenta la battaglia per Gerusalemme del 1967, uscito in prima visione europea a giugno nel parlamento europeo di Bruxelles. Il film è stato proiettato in 27 luoghi diversi in Bulgaria con la presenza di migliaia di spettatori.

 

Grazie al governo della Bulgaria, alla testa dell’Unione Europea per i prossimi sei mesi, risulta rassicurante avere un partner forte, rappresentante migliaia di cristiani, che continua a stare con forza al fianco di Israele ed al popolo ebraico, imparando dalla storia.

 

 

     NOI SIAMO ECI

 

*Andrey e Boryana Avramov*, Sofia, Bulgaria

 

/Raccontateci di voi./

Siamo i fondatori ed I pastori senior del Victory Christian Centre a Sofia, una dinamica Chiesa pentecostale carismatica nella capitale bulgara che raggiunge le generazioni più giovani.

 

/Come avete saputo di ECI?/

Per la prima volta abbiamo sentito parlare di ECI nel 2006 dal leader degli Amici Cristiani di Israele. Siamo stati attratti da ECI grazie all’idea di commemorare l’olocausto con il Giorno della Memoria. Nel 2007 lo abbiamo fatto per la prima volta e da allora abbiamo continuato a celebrarlo.

 

/Cos’è che rende speciale ECI?/

ECI è speciale per le sue idee originali, per l’efficacia e la capacità di influenzare. Quello che è prezioso in ECI è che la voce del cristianesimo biblico viene ascoltata nel mondo non cristiano, mediante solidi argomenti e un linguaggio adatto ai politici.

 

/In che modo siete coinvolti nelle attività?/

Stiamo organizzando una campagna nazionale per celebrare il giorno internazionale della commemorazione dell’olocausto. Abbiamo anche preso parte ad altri eventi ed iniziative di ECI, sostenendole in ogni modo possibile.

 

/Qual è il vostro messaggio per gli altri amici europei di ECI?/

Ci piacerebbe incoraggiare tutti gli amici di ECI a lavorare maggiormente con i leader di chiesa in Europa in modo da vederne un numero maggiore coinvolto nell’opera.

 

 

     Nella conferenza annuale di ECI a Londra si discute dell’appoggio

     ad Israele dopo la Brexit

 

 

Londra – La Coalizione Europea per Israele ha organizzato la sua seconda conferenza annuale nazionale a Londra, dopo 18 mesi dal voto britannico a favore dell’uscita dall’Unione Europea. Durante la giornata della conferenza, lo staff di ECI e gli esperti hanno discusso sulle conseguenze del voto e su come ECI ed i suoi amici britannici possano lavorare insieme, anche dopo la Brexit, per sostenere Israele.

 

Durante la conferenza è emerso chiaramente che i nostri amici britannici rimarranno impegnati nel lavoro di ECI anche in futuro, anche se le sorti di Israele sono spesso decise in istituzioni internazionali come l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Durante la conferenza, il consigliere legale di ECI *Andrew Tucker *ha parlato del lavoro a livello legale per sostenere Israele, *Gregory Lafitte *ha parlato di Israele in rapporto all’ONU e *Ruth Isaac* ha incoraggiato l’uditorio a non cadere nella paura ma ad essere aperti e coraggiosi nel loro sostegno ad Israele. La conferenza è stata anche l’occasione per un tempo riservato allo staff di ECI. È stato deciso che la terza conferenza annuale si terrà a Londra il 12 gennaio 2019. Segnate questa data!

Per ulteriori informazioni sulla conferenza leggete qui il comunicato stampa. <https://ec4i.us12.list-manage.com/track/click?u=b4df5674a62a59807e25c3935&id=0ffaa760ae&e=7778d74515>

 

 

     Il consigliere legale di ECI si rivolge ai diplomatici africani a

     Kampala

 

 

Kampala, Uganda – Il consigliere legale di ECI ed il fondatore e direttore dell’Iniziativa dell’Aia per la Cooperazione Internazionale (Thinc) *Andrew Tucker* a parlato ai diplomatici e dignitari africani riuniti nella capitale dell’Uganda, Kampala, esponendo i fondamenti legali dello stato di Israele. Molte nazioni africane, negli anni scorsi, hanno migliorato le proprie relazioni con lo stato ebraico ed ora stanno sbocciando nuovi rapporti commerciali. Meno di due anni fa, il primo ministro *Benjamin Netanyahu *visitò l’Uganda, nell’ambito di un viaggio nell’Africa orientale. Fece una visita piena di emozioni all’aeroporto ugandese di Entebbe dove fu ucciso il fratello *Yonatan*, più di quarant’anni fa, mentre guidava un gruppo delle forze speciali per liberare gli ostaggi israeliani, vittime del dirottamento di un aereo della Air France.

 

Anche se molti leader africani sono recettivi al messaggio di sostegno a Israele su basi bibliche, il problema legale dello stato ebraico non viene riconosciuto in gran parte del continente africano. È qui dove ECI e la Thinc possono giocare un ruolo essenziale per ridurre questo divario. Andrew Tucker ha visitato molte volte l’Africa, nella sua veste di direttore di “Cristiani per Israele International”, ma questa sua ultima presentazione come studioso ed esperto di diritto internazionale è stata grandemente apprezzata dal corpo diplomatico.

 

 

     ECI ringrazia il presidente del Guatemala per il riconoscimento di

     Gerusalemme

 

 

Bruxelles – Il direttore e fondatore di ECI *Tomas Sandell *ha scritto una lettera personale al presidente del Guatemala, *Jimmy Morales*, ringraziandolo per il riconoscimento di Gerusalemme come capitale unica di Israele, fatta nel suo discorso natalizio del 24 dicembre scorso. Il Guatemala è la prima nazione che ha ufficialmente seguito gli Stati Uniti i quali, con *Donald Trump*, il 6 dicembre hanno riconosciuto Gerusalemme come capitale, promettendo di spostare l’ambasciata USA da Tel Aviv alla Città Santa.

 

Il presidente Jimmy Morales è un credente cristiano e la sua convinzione di riconoscere Gerusalemme è biblicamente e storicamente motivata. Nel 1947 il Guatemala fu il secondo paese che votò per il piano di partizione dell’ONU ed ha tuttora una lunga esperienza di eccellenti relazioni con lo stato ebraico. Durante una visita di leader cristiani degli USA e dell’America Latina alla fine di gennaio, per ringraziare il presidente per la sua coraggiosa decisione, *Mario Bramnick*, presidente della Coalizione Latina per Israele, ha consegnato al presidente Morales la lettera di ECI.

 

A novembre ECI ha aiutato economicamente una delegazione dell’America Latina per il suo viaggio a Gerusalemme al fine di chiedere perdono per quelle nazioni latinoamericane che votarono contro il piano di partizione nel 1947. Tra quelle nove nazioni che hanno rifiutato la risoluzione dell’ONU di dicembre e che hanno votato a favore del riconoscimento USA di Gerusalemme, ci sono Guatemala ed Honduras. ECI lavora in stretta relazione con la Coalizione Latina per Israele, guidata da Mario Bramnick.

 

Quest’anno, l’obiettivo principale della Coalizione Europea per Israele sarà quello di incoraggiare le nazioni a riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato ebraico.

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13 gennaio a Torino: serata per Har Hevron

Si è concluso nel migliore dei modi e al di là delle più rosee aspettative il talk show organizzato a Torino nella sala della chiesa evangelica "El Shaddai" del past. Mike Dilascio per la visita dell'ambasciatore di Har Hevron Vincenzo Saladino. L'incontro condotto con sagace maestria da Walter Lento ha avuto come protagonisti il presidente EDIPI past. Ivan Basana, il past. Corrado Maggia e il senatore Lucio Malan. Da sottolineare che tutti e quattro sono associati da anni ad Evangelici d'Italia per Israele. La tematica sviluppata spaziava dalla storia antica e recente della Giudea e Samaria i riferimenti profetici a questi luoghi e il ruolo di Israele nella situazione geopolitica medio-orientale. L'incontro articolato con interventi e proiezioni video è stato seguito con interesse da un folto pubblico. La serata si è conclusa con un rifresco offerto dalla chiesa ospitante.

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Beit Netanel News Dicembre 2017

 Cari amici, In Lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce brilla nel buio, e le tenebre non l’accolsero. Giovanni 1, 4-5 Abbiamo appena finito di celebrare la festa della luce-Channuka e domani è la Vigilia di Natale. Voglio prendere questa opportunità per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un buon e Santo Natale. Ambedue queste feste parlano della luce e prego che il Signore risplenda attraverso voi per toccare i cuori di molte persone, specialmente in questo tempo speciale e favorevole. Questo mese è stato uno dei più impegnativi mai sperimentati da tempo. Abbiamo avuto la visita di più di 300 persone e la maggior parte dei quali erano non credenti. Sono venuti da noi da soli o in gruppo e per quanto sia esausta, ho la gioia di condividere con voi questa esperienza. Un giorno Pennina, la guida Israeliana che regolarmente porta qui i gruppi, ha detto di avere un gruppo molto influente che desiderava visitarci. Questo gruppo era parte di “Unisciti a Israele” che lavora con il Governo e provvede supporto ai poveri, specialmente i nuovi migranti arrivati per l’Aliyah nella Terra di Israele. Quando sono venuti da noi, ho parlato loro della mia fede in Yeshua. Tra loro c’erano anche degli ebrei religiosi e per mia sorpresa, sono stati loro a farmi tante domande. Io gli ho parlato delle meravigliose cose che il Signore ha fatto nella mia vita e poi ho consegnato loro una copia degli articoli che parlavano di me in uno dei più conosciuti giornali locali. Una delle donne di questa organizzazione mi ha detto che la mia storia, gli ha veramente toccato il cuore. Lei è parte di un gruppo di ciclisti e mi ha chiesto se poteva ritornare con il suo gruppo ciclistico, così che mi possano incontrare anche loro. Io ho detto che sarei stata felice di preparare loro la colazione. Qualche tempo fa c’è stato un festival quì a Ein Kerem e Orli della municipalità ha chiesto di portare da noi un gruppo della municipalità. In quel momento avevo un ospite speciale dalla Svizzera che stava qui da noi (Silvia e suo marito). Quindi con il loro aiuto abbiamo preparato un ricevimento speciale per loro. Una persona del gruppo della municipalità era una donna religiosa, e stava seduta vicino a Silvia e suo marito. Questa donna è rimasta molto toccata da ciò che ha sentito sapendo che loro erano non ebrei ma cristiani che amavano veramente Israele sia con le loro sincere preghiere, che economicamente. Ciò che però li ha sorpresi di più è stato sapere che ci sono ebrei che credono in Yeshua e si chiamano ebrei Messianici. E’ ancora strano per me sapere che tanti israeliani non sanno che ci sono tanti ebrei Messianici che amino sia il Signore che la Bibbia. Alcuni di loro mi hanno chiesto se possono tornare da noi a celebrare lo Shabbat alla maniera dei Messianici. Erano talmente sorpresi da Silvia e suo marito e anche da Gilad che ama veramente Israele. Orli ha parlato del lavoro di Beit Netanel e come aiutiamo alcuni poveri del nostro vicinato. Sono rimasti anche sorpresi dal ministero Svizzero di Silvia, Ebenezer, che ha aiutato tanti in Israele, aprendo scuole dell’infanzia. Sapevano ben poco di questo ministero in favore di Israele. Alla fine del pranzo mi hanno presentato il loro dono, molto gradito. Una delle donne responsabile dell’amministrazione del territorio, ci ha detto quanto ci sia grata e quanto le abbia fato piacere conoscere la nostra fede. Ha aperto un nuovo mondo per lei e poi ha chiesto di poter portare la sua famiglia per uno Shabbat, così che possano sperimentare le stesse emozioni. Dopo questo incontro, il responsabile del gruppo mi ha dato il permesso di mettere su uno show su Yeshua per il festival che si celebrava nella nostra municipalità. Io volevo farlo per lo Shabbat perché c’erano tanti turisti in arrivo ad Ein Kerem per quella data. Così con l’aiuto di altri ebrei messianici Israeliani, proprio fuori la fonte di Elisabetta ad Ein Kerem, abbiamo messo su lo show per Yeshua. Gli attori erano vestiti interamente con il costume tipico, abbiamo illuminato interamente la zona con 4 proiettori donati e sono venute tante di quelle persone, a vedere lo show per il Signore. Che grande privilegio! C’era anche un festival del cibo quì a Ein Kerem e molte persone hanno portato cibo vari della cucina Israeliana per tutti, che sono venuti apposta per questo evento. Alla fine del tour abbiamo permesso di partecipare ad una festa di cibo dal Morocco a casa nostra. Ho cucinato tanto cibo e sono rimasti ad ascoltare la mia storia di fede, visto che era ormai la fine della giornata. Ho così potuto raccontare come da una famiglia ebraica religiosa, sono arrivata alla fede in Yeshua. Per molti è stato il momento più importante del tour e sono rimasti per più di 3 ore. La famiglia di mia nuora lavora con i pensionati sopravvissuti all’Olocausto ad Herzilya e voleva portare da noi 50 persone. Ne sono stata felice. Amo gli anziani e ho un grande cuore per i sopravvissuti dell’Olocausto. Quando sono venuti, sapevano che ero la nipote del famoso Rabbino Kabbetz e hanno voluto sapere come sono arrivata alla fede in Yeshua. Erano talmente felici, che non volevano andar via, sono rimasti da noi per ore. Hanno fatto a Gilad molte domande e alcune ci hanno permesso di pregare con loro. Uno di loro verrà nuovamente con la figlia e la sua famiglia, visto che una volta rientrato a casa non riusciva a non parlare di noi. Vogliono ritornare anche con alcuni amici della figlia. Grazie al Signore! Pinnina ha voluto anche portare da noi un gruppo di ebrei Marocchini per celebrare la “festa della Luce”, Channuka. Ovviamente ho cucinato cibo del Marocco in quantità e abbiamo festeggiato la serata parlando della vera storia di Channuka e come il Signore è quella Luce che è venuta nel mondo. Erano pieni di gioia che ho condiviso la mia fede, così ho pregato Dio che gli dia un segno affinché possano credere. Quella notte Pinnina è andata a casa pregando che Dio le desse un segno e il giorno seguente mi ha chiamato per dirmi le ha davvero dato un segno. Alleluya!! Pregate che lei possa veramente credere ed essere salvata. Gesù ha detto che Lui è la Luce del mondo e che chiunque segue Lui, non camminerà mai nel buio, ma otterrà la Luce della vita. Pregate che tutti coloro che hanno sentito parlare di Lui in queste feste e settimane, possano accettare questa Luce nei loro cuori ed essere salvati. Vi ringrazio cari amici per il vostro amore e supporto. Possa il Signore darvi la ricompensa per la vostra fedeltà. Io e Gilad vi siamo molto grati. Con l’amore infinito del nostro Messia Yeshua. Rachel e Gilad Per amor di Sion io non tacerò,
per amor di Gerusalemme io non mi darò posa,
finché la sua giustizia non spunti come l'aurora,
la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante. Is. 62:1

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Fondazione Camis De Fonseca, Newsletter - 10 gennaio 2018

Solidarietà araba? Chiedete ai Palestinesi

Il governo iracheno ha abolito i diritti riconosciuti ai Palestinesi residenti nel paese. Il nuovo atto normativo cambia lo status dei Palestinesi da cittadini a stranieri. Lo racconta il giornalista arabo israeliano Khaled Abu Toameh. Sotto Saddam Hussein, l’ex dittatore iracheno, i Palestinesi godevano di molte prerogative. Saddam e Arafat erano alleati, facevano parte dello stesso partito Ba’ath che dominava tutti i paesi del Medio Oriente. Fino al 2003 c’erano circa 40000 Palestinesi in Iraq. Dopo la caduta del regime di Saddam, la popolazione palestinese si è ridotta a 7000 persone. Migliaia di Palestinesi hanno lasciato l’Iraq dopo essere stati presi di mira dalle varie milizie in lotta a causa del sostegno da loro offerto a Saddam Hussein.

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Viaggio studio in Israele - novembre 2017 Riflessioni e immagini degli studenti

22/12/2017

Il viaggio di studio in Israele dello scorso novembre si è svolto serenamente, fra visite e incontri. Molti studenti hanno documentato il viaggio con immagini e riflessioni personali. Vi invitiamo a vedere qui il bel video realizzato da Matteo Cattadori e, sotto, a osservare le fotografie di Pietro Furbatto e a leggere i testi scritti da altri due studenti di Torino, Davide Ferri e Joao Matteo Rampone. Non abbiamo perso l’occasione di perdere l’occasione Abba Eban non penso si offenderà se prenderò in prestito e modificherò “leggermente” la sua citazione per poter descrivere al meglio questa settimana in Israele. Non è stato un viaggio, non è stata una gita, non è stato un viaggio d’istruzione, è stata l’Occasione per poter entrare in un paese in punta di piedi, facendosi accogliere da una nazione che penso si contraddistingua in primis per il suo senso di appartenenza, che ha evidentemente radici storiche, risalenti, a mio parere, almeno ai tempi della distruzione di Masada, quando gli eroi della roccaforte sul Mar Morto, tanto ambita dai Romani per potersi proteggere dal nemico più grande, i Parti, decisero di suicidarsi dopo aver difeso fino allo strenuo delle forze la loro città, pur di non subire l’umiliazione di consegnarsi direttamente nelle mani dei Romani; tale senso di appartenenza è altrettanto visibile nel ruolo dell’esercito, un elemento fondamentale nel processo di crescita di un giovane israeliano ma allo stesso tempo un momento fortemente desiderato, per iniziare una vita di autonomia e più di tutto per entrare a pieno titolo nella storia del suo paese.

È stata l’Occasione di conoscere in prima persona la realtà del kibbutz che ha forgiato buona parte dell’attuale classe dirigente israeliana e che con la sua politica di impronta socialista ha permesso a Israele di affermarsi sul campo mondiale dell’economia, della scienza, dell’agricoltura. È stata l’Occasione per vivere Gerusalemme, città in cui non appena ci si gira si incontra una cultura religiosa differente: lo Shabbat, il giorno sacro della religione ebraica, vissuto con una intensità tale dalla comunità che la città sembra fermarsi, rispettando l’interruzione da ogni attività creativa; il Santo Sepolcro, luogo in cui Gesù fu seppellito e risorse dopo tre giorni, luogo in cui si può percepire il significato profondo della religione cristiana (stesso discorso vale per il Monte delle Beatitudini, Cafarnao, il Monte degli Ulivi); la Spianata delle Moschee e il mercato arabo, la grande cupola dorata che avvolge il luogo da cui Maometto partì per il suo viaggio sulla Luna e i profumi speziati che pervadono le strade non fanno che rimandare l’uomo in un mondo orientale. È stata l’Occasione per rendersi conto di come sia possibile unire due culture così diverse come quella ebraica e quella araba in un Israele ricca di contraddizioni sotto questo aspetto: è successo alla scuola bilingue di Gerusalemme, dove studiano ragazzi di entrambe le culture con professori sia arabi che ebrei e dove quelli che imparano non sono solo i giovani ma anche le famiglie (emblematica la testimonianza di una studentessa che ha raccontato di come suo padre, arabo, sia entrato per la prima volta in una casa ebrea proprio dopo che sua figlia iniziò a frequentare questa scuola): chi non vede progressi di questo tipo e non li attua in altre parti del mondo è dotato di un evidente paraocchi.

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DUE AMICI, COMPAGNI DI VIAGGIO NEL TOUR EDIPI DI HANUKKAH 2017, CI SCRIVONO:

Carissimo Ivan, vogliamo caldamente ringraziarTi per averci dato la possibilità di partecipare al viaggio EDIPI in Israele, per l'Hanukkah 2017.

Un grazie di cuore anche a tutti gli altri partecipanti, in particolar modo a Shir, per aver condiviso serenamente le ns. giornate. E' stata una grande, bella esperienza, durante la quale abbiamo potuto respirare la ns. religione nei luoghi indicatici dai Sacri Testi, percorrendo i siti calpestati dal Messia, accompagnati da persone eccezionali, primo fra tutti, il grande archeologo Dan Bahat, forte dei suoi freschi 80 anni.

Attraversare, in lungo e in largo, i territori di Israele gustandone, senza alcun timore, le varie diversificazioni, dalle alture del Golan, al Mar Morto, a Gerusalemme, a Telaviv, non potrà che aumentare la ns. fiiducia nella certezza di una possibile soluzione di pace per gli abitanti di questo Paese.

E a proposito di Tel Aviv, non potremo dimenticare la scoperta, per il tramite dello scrittore Marco Albino Ferrari, di un grande uomo, Ettore Castiglioni, con la speranza che possa essere presto inserito nel "Giardino dei Giusti" presso lo Yad Vashem.

Anche a Azad Vartanian, altra bella scoperta, grazie per averci accompagnati ed averci fatto sognare con il suo libro ed il suo film sulla ricerca dell'Arca sul monte Ararat.

Facile essere entusiasti ed emozionati per un tale viaggio e con tali compagni!

Un abbraccio.

Emilio ed Dina Camporese

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Tour EDIPI di Hanukkah 2017: "per la quinta volta in Istraele e sempre cose nuove"

Cosa ho visto in Israele? Uno Stato che vive. Israele è viva.

Si rinnova, si ammoderna ha un cuore che batte e da’ vita a tutta la sua terra. Ho incontrato , persone a Gerusalemme e a Tel Aviv; in un supermercato o nei bar, tranquilli; vedere il loro volto sereno, quando cerchi di parlare con loro, ti sorridono e il volto si illumina. Non posso fare a meno di notare le strade di comunicazione fra le varie città , belle, grandi, larghe, rinnovate continuamente anno dopo anno, anche questo parla della vita pulsante che c’è in Israele.

Gerusalemme, la città vecchia, con le sue viuzze che si aprono in piazze in luoghi aperti, dove il passato e presente si incontrano. Ho incontrato persone del luogo ed è bello osservarli, fermarsi a guardarli, osservare i loro volti, vedi in loro la vita, vogliono vivere.

Le pietre che parlano, come?

Dan Bahat il nostro simpaticissimo e caro archeologo, ci racconta, le pietre attorno alle mura e all’interno, ci sono blocchi di pietra caduti, del Monte del Tempio. Ci dice : “ Vedi questa pietra ad angolo, era lì sopra le mura, è scritto : angolo del trombettiere.

Poi, guardate lassù le pietre un po' curve, lì iniziava un arco, e queste alla vostra destra, sono pietre che sostenevano l’arco e la scalinata che portava al Tempio”. Camminando, ecco una scalinata ed un muro, dove si vedono i segni di due archi di porte d’ingresso ( ora murate) da queste porte, così ci spiega Dan, l’archeologo, è passato Gesù il Messia, quando a 12 anni andò nel Tempio a parlare con i maestri, lo ascoltavano e si stupivano, per come parlava della Bibbia (Torà) e delle sue risposte ( proprio come sta scritto nel Vangelo).

Raccontare ora tutte le mura e le pietre, parlanti, non basterebbe la carta che ho, raccontarvi dei musei di storia, con numerosi reperti dai Cananei, Ebrei, ai Romani ai Bizantini, altri ancora fino i giorni nostri.

Siamo andati a Tiberiade, la Bibbia qui mi parla del villaggio dove è vissuto Gesù il Messia, con i suoi apostoli in questo luogo ha mangiato, ha vissuto, ha guarito; ci sono i resti delle case del borgo con la Sinagoga (Gesù ha guarito la suocera di Pietro che poi si è messa a servire).

Il museo dell’Olocausto Yad Vashem! Non puoi uscire senza che ti scenda una lacrima. Quello che ho visto, non riesco descrivere adeguatamente a quello che si prova. Dopo aver visto in Italia ed Europa, i campi di concentramento e di morte, aver letto numerosi libri mi domando, come si può dire : “ Non è esistito un Olocausto degli Ebrei?” Questi scrittori si sono inventati tutto? No! I resti e le pietre parlano.

Siamo andati a Atlit in un campo di internamento, i famosi campi dove gli inglesi trattenevano gli ebrei che ritornavano nella loro terra. Ricordavo, pienamente, il libro di Ada Sereni, camminavo nella sua testimonianza, rivivevo quel tempo; ero in uno dei tanti campi voluti dall’Europa. Il viaggio è proseguito a Cesarea Marittima, era una bellissima giornata di sole, guardando il golfo sul mare dove Erode aveva costruito la sua casa con il teatro e anfiteatro, con botteghe e il faro, questo sito archeologico, spiegato già nel 2016 da Dan Bahat pietra per pietra, era ancora lì con tutto il suo passato. Guardavo l’acqua limpidissima del mare e lontano, dove il mare incontra il cielo, stormi di uccelli emigravano, il sole stava per tramontare. Una corsa al bus per andare all’Acquedotto romano, lì vicino, il sole tramontava fra gli archi dell’acquedotto.

Avrei bisogno di altre pagine per raccontarvi di Jaffa, l’antico porto del Medio Oriente, e poi Tel Aviv, qui cambia completamente la vista, i grattacieli enormi, rotondi, rettangolari che a metà costruzione si dividono come una V, altri erano quadrati, uno sormontava l’altro, lasciando una parte scoperto e l’altra sul precipizio, queste sono i grattacieli più bizzarri che ho notato.

E  a pochi km da qui c’è anche l'aeroporto, è il giorno del ritorno in Italia  è arrivato.

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Un amico israeliano, ebreo italiano di Roma, relaziona sugli incontri EDIPI in Gerusalemme del 10-11 Dicembre 2017

Nella città vecchia di Gerusalemme nei locali del convento Maronita si sono tenute due conferenze sull'arca organizzate dal progetto voluto dalla dirigenza EDIPI guidata da Ivan Basana.

La prima è stata sul tema dell’Arca dell’Alleanza di Mosè, la seconda di queste sull’Arca di Noè.

I relatori sono stati rispettivamente Dan Bahat e Azad Vartanian.

Il primo ha parlato dell’Arca dell’Alleanza che era già scomparsa dal Tempio di Gerusalemme all’epoca della conquista babilonese della città perchè riposta secondo il profeta Geremia sul monte Nebo in un luogo sconosciuto. Gli utensili presenti nel Tempio invece sono stati presi successivamente dai Romani e portati a Roma come bottino di guerra. Nel 400 e.v. quando vi fu il sacco di Roma ad opera dei Vandali nord-africani questi utensili sacri vennero portati a Cartagine e da qui a Costantinopoli. Giustiniano imperatore per motivi sconosciuti, donò questi oggetti alla grande Chiesa NEA di Gerusalemme dove ancora oggi dovrebbero essere sepolti sotto le sue rovine.

A questa conferenza è seguita quella dello scrittore Vartanian che ha spiegato, mediante immagini fotografiche eccezionali, le localizzazioni dell’Arca di Noè sul monte Ararat in Armenia. Nel filmato non sono mancate testimonianze storiche sulla popolazione armena discendente secondo la tradizione dai figli di Noè. Sono stati visti i villaggi armeni devastati dai Turchi e le immagini orribili delle foibe, dove i criminali turchi gettavano la popolazione armena.

Il giorno successivo, sempre su progetto EDIPI, si è svolta la cerimonia nei locali del Keren Ha-Yesod di Gerusalemme con la proiezione del film’’Oltre il Confine’’ dei registi Massa-Azzetti e la presentazione del libro dello scrittore Marco Albino Ferrari, ambedue(film-libro) realizzati per onorare il personaggio e la memoria di Ettore Castiglioni in predicato di esser ‘’Giusto delle Nazioni’’. Ettore Castiglioni era un giovane alpinista milanese, che rifuggì la ricchezza della sua famiglia per dedicarsi al bene del prossimo, aiutando i bisognosi, i perseguitati politici e razziali a passare il confine italiano verso la Svizzera per trovar loro salvezza. In questi sentieri della speranza Ettore, durante una tempesta di neve, trovò la morte per assideramento.

Il progetto EDIPI è quello che il Catiglioni venga riconosciuto quale ‘’Giusto delle Nazioni’’. Per questo scopo è già in programma in Italia ( probabilmente a Febbraio 2018), un ulteriore evento per sensibilizzare il pubblico alla sottoscrizione di un fondo per l’apposizione di una /‘’targa’’/ in una scuola agricola del Golan, o in altro posto a Gerusalemem, onde poter onorare la sua memoria . Dopo i saluti tra i convenuti Ivan Basana ha illustrato le motivazioni spirituali del conivolgimento di EDIPI nel progetto Castiglioni inoltre è stato espresso da Vito Anav, di Keren Hayesod, un sentito ringraziamento a questo progetto di EDIPI che troverà la sua realizzazione con la benedizione di D-o e con il contributo umano.

Fulvio Canetti

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Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile – dicembre 2017

l riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA è una pietra miliare

Bruxelles

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una decisione storica, dello stesso peso di quella della fondazione dello stato ebraico”. L’organizzazione terroristica di Hamas ha minacciato dicendo che si “apriranno le porte dell’inferno”. Un parlamentare europeo svedese l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. È stata indetta anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per affrontare la questione. La decisione storica di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa dal presidente USA Donald Trump mercoledì 6 dicembre, è ritenuta da tutti come uno “scombinamento delle carte sul tavolo” nel processo di pace del Medio Oriente. Interrompendo la politica estera americana che dura da 70 anni, ma aderendo ad una delibera del Congresso del 1995 ed in coerenza con le sue promesse elettorali, il presidente Trump ha dato la prova di un uomo che mantiene le promesse. Ma la sua decisione di riconoscere Gerusalemme ha anche suscitato la condanna da tutto il mondo e violente reazioni nel mondo arabo e per le strade d’Europa. L’annuncio avrà diverse implicazioni per ECI. Dal 2010 siamo stati in prima linea nella campagna internazionale per mantenere Gerusalemme come capitale unita di Israele. Ora, più che mai, avremo bisogno del vostro sostegno per stare al fianco di Israele ed anche le nazioni dovranno decidere da che parte stare. Lunedì, il primo ministro Netanyahu ha affermato ottimisticamente a Bruxelles che (secondo lui) altri paesi della UE alla fine seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Nello stesso tempo, salutando la decisione USA, vogliamo consigliare cautela. La dichiarazione americana lascia aperto il problema dello status finale e non nega o mette in discussione le pretese palestinesi. La pressione è ora su Israele e Trump per compensare la controparte propone un trattato finale per arrivare ad un completo e duraturo accordo di pace tra Israele e palestinesi. ECI continuerà a monitorare la situazione e vi terrà aggiornati con periodici comunicati stampa e con notizie sui social media. Seguiteci su Facebook per maggiori informazioni.

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La conferenza di ECI al parlamento europeo celebra la dichiarazione di Balfour e la tecnologia ebraica con le sue innovazioni

Bruxelles

“Da Sion uscirà la nuova tecnologia” ha detto Ruth Daskalopoulou-Isaac, la rappresentante di ECI a Bruxelles, mercoledì scorso, 6 dicembre in occasione di una conferenza organizzata insieme al Movimento Politico Cristiano Europeo (ECPM), appena qualche ora prima dell’annuncio del riconoscimento di Gerusalemme capitale, da parte del presidente Trump, La conferenza, che ha presentato i fondamenti legali dello stato ebraico riconoscendo in particolare il ruolo chiave della dichiarazione di Balfour, si è anche concentrata sulle innovazioni e sulla tecnologia israeliana, che sono come una benedizione moderna ebraica per le nazioni. L’oratore principale Lord Turnberg, della Camera dei Lord di Londra, ha indicato che “non sarebbe stato possibile, per il governo britannico, emettere la dichiarazione di Balfour senza il sostegno dei suoi alleati; grazie all’appoggio di Francia, Italia, Russia e Stati Uniti si è potuto procedere”. In seguito ha spiegato cosa avvenne a San Remo nel 1920 e che fu alla Lega delle Nazioni nel 1922 che furono stabilite le basi legali internazionali per la casa degli ebrei in Palestina. Consapevole dell’imminente riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA e preoccupato di ciò che sarebbe uscito dalla comunità internazionale, il consulente legale di ECI Andrew Tucker ha sottolineato che: “Israele è uno stato democratico basato su una legge che cerca di proteggere i diritti civili e religiosi di tutti i suoi cittadini, e ebrei e non”. La conferenza è stata organizzata dal parlamentare europeo Bas Belder (Olanda) e dal collega *Branislav Škripek (Slovacchia). Per un resoconto completo della conferenza leggete qui.

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La risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York viene commemorata dal vicepresidente USA Pence che riconosce come una “mano del cielo” la creazione dello stato ebraico

New York

La Coalizione Europea per Israele è stata l’unica organizzazione non ebraica, insieme ad organizzazioni americane a favore di Israele, a promuovere un’iniziativa, a New York, per celebrare il 70° anniversario della risoluzione 181 dell’ONU. La risoluzione presentava il piano di partizione per la Palestina ed aprì la strada per la creazione dello stato ebraico del 1948. L’oratore principale, il vicepresidente americano *Mike Pence*, ha colto questa opportunità storica per annunciare che il presidente *Trump* avrebbe a breve annunciato la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, secondo la sua promessa fatta durante la campagna elettorale. Esattamente una settimana dopo il presidente mantenne la promessa annunciando non solo il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale, ma anche lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv alla capitale. Nel suo discorso, il vicepresidente ha ripetuto che “non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico che nacque, invece, per mani umane aggiungendo che “sarebbe dovuto essere chiaro a tutti che anche le mani del cielo furono coinvolte”. Onorando il vicepresidente Pence, come oratore principale, ed includendo ECI nel comitato organizzatore, il governo israeliano ed il Comitato Ebraico Mondiale hanno voluto riconoscere l’importante contributo dei cristiani amici di Israele in tutto il mondo dal momento del voto sulla partizione sino ad oggi. Quando, nel 2016, il primo ministro *Netanyahu* incontrò la delegazione di ECI, definì i cristiani che credono nella bibbia come “I migliori amici di Israele”. Prima delle festività il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* si è incontrato, a New York, col pronipote del presidente del Comitato ONU per la Palestina, lo svedese *Emil Sandström*. Costui, seguendo le impronte del nonno ricoprendo una carica diplomatica per tutta la propria vita, ha espresso ammirazione per il suo bisnonno, ma anche la preoccupazione per i recenti episodi di antisemitismo in Svezia. Commentando l’inaspettato interesse per Emil Sandström ha detto: “Siete gli unici che mi abbiano mai chiesto qualcosa sul mio bisnonno”. ECI era rappresentata, a New York, dal presidente onorario J Rudolf Geigy, dal direttore di ECI presso le Nazioni Unite Gregory Lafitte e da Tomas Sandell.

La preghiera e la riconciliazione segna il 70° anniversario del piano di partizione dell’ONU – ECI sostiene un viaggio cubano di riconciliazione a Gerusalemme! Bruxelles – In tutto il mondo i cristiani hanno celebrato il 70° anniversario del piano di partizione, il quale portò alla fondazione dello stato di Israele nel 1948. A Gerusalemme, una delegazione di uomini d’affari e di leader di chiesa dell’America Latina ha chiesto ufficialmente perdono per il comportamento dei propri governi i quali, nel 1947, votarono contro il piano o si astennero. ECI ha sostenuto un importante leader cristiano cubano nel suo viaggio a Gerusalemme volto a chiedere perdono al governo israeliano per l’opposizione cubana al piano di partizione e, più in generale, allo stato ebraico per tutti questi settanta anni. Questa persona, della quale manteniamo l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha spiegato ad ECI di come settanta anni segnino la chiusura di una stagione ed ha detto che stava pregando che Cuba cambiasse il suo atteggiamento verso lo stato d’Israele. Inoltre ha dichiarato: “La nostra decisione di andare contro Israele nel 1947 non ha portato alcuna benedizione al nostro popolo. Ora è tempo di cambiare e cominciare a sostenere lo stato ebraico”. Altri leader nella delegazione provenivano da Argentina, Colombia, Cile, Honduras, El Salvador e Messico, tutti stati che nel 1947 si astennero mentre tutti gli altri paesi latinoamericani votarono a favore della risoluzione 181. A New York, per celebrare il 70° anniversario e per riconfermare l’impegno a stare al fianco di Israele per i prossimi anni, è stato organizzato un piccolo incontro di preghiera, all’interno del palazzo di vetro, mercoledì 28 novembre.

Noi siamo ECI

Ogni tanto vi presentiamo delle persone coinvolte con le attività di ECI. Questo mese vorremmo presentarvi Klaus e Gudrun Leweling. Segue qui un’intervista con Klaus che attualmente è un consigliere del comitato direttivo. Klaus Leweling, Amburgo, Germania

Potete presentarvi?

Sono tedesco, ho 63 anni e da 40 sono sposato con Gudrun ed ho 3 figli. Come Consulente Senior, la mia attenzione è rivolta alla vita futura dell’organizzazione, alla sua visione e strategia in un pazzo mondo che si sviluppa molto velocemente. Specialmente vent’anni fa, dopo che sono diventato un cristiano consacrato, cercavo degli impegni significativi ed opportunità per dare consigli di valore.

Come hai saputo di ECI?/

Un amico mi invitò ad un raduno di ECI a Bruxelles dove ho conosciuto per la prima volta ECI e conobbi personalmente Tomas Sandell.

Cosa rende ECI speciale?

La continua e concentrata attenzione sulla costruzione di relazioni personali con numerosi politici importanti; inoltre il livello di fiducia che può essere raggiunto ed il sostegno professionale insieme alla verità rende ECI unica. La mia speciale relazione con Israele in quanto tedesco, il mio amore per Israele ed il suo corso mi ha attirato verso questa organizzazione. ECI ha il mio pieno appoggio.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho il privilegio di essere consigliere nel comitato direttivo.

Qual è il tuo messaggio per I lettori?

Se voi poteste solo immaginare l’effetto di una sola conversazione col politico giusto e nel tempo giusto, se realizzaste che questo potrebbe influenzare la storia, allora insieme siete chiamati ad allargare le corde della nostra tenda e rafforzare i picchetti. Il lavoro di ECI non deve soltanto continuare, ma crescere e diventare più efficace. Il tempo è breve. Sia benedetta Israele.

Prossimi eventi di ECI

“Gran Bretagna, Europa ed Israele dopo la brexit”

*Conferenza di formazione per gli attivisti di ECI a Londra 13 gennaio 2018

Oratori: Andrew Tucker, Gregory Lafitte, Ruth Daskalopoulou-Isaac e Tomas Sandell

. Visitate il sito web di ECI per le informazioni

“Israele 70 anni ed ECI 15”

Incontro europeo di preghiera di ECI a Bruxelles 23-25 marzo 2018

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VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH: DUE SERATE SPECIALI SULLA STORIA DI ETTORE CASTIGLIONI.

Nel programma del viaggio organizzato da Evangelici d'Italia per Israele per Hanukkah 2017 erano contemplate due serate per la presentazione dei libri sulla vita di Ettore Castiglioni. La presenza di Marco Albino Ferrari di autore uno e curatore dell'altro, sui diari scritti proprio dal Castiglioni recentemente editi da Hoepli, ha contribuito ad una serata quanto mai interessante con molti interventi. In entrambe le serate, la prima a Gerusalemme, nella sede dell'Agenzia Ebraica e la seconda a Tel Aviv nell'Istituti Italiano di Cultura dell'Ambasciata Italiana è stato proiettato il film "Oltre il Confine - La storia di Ettore Castiglioni" dei registi padovani Andrea Azzetti e Federico Massa che è risultato un documentario molto ben realizzato e che ha ottenuto, nella sua breve vita, vari riconoscimenti nazionali ed internazionali. La storia è quella dell'alpinista e antifascista Ettore Castiglioni, raccontata attraverso le immagini dei luoghi e la voce del diario che riporta le sue angosce e le sue speranze, da Milano al rifugio nelle montagne dove si rifugiò dopo l'8 settembre per la sua seconda vita da partigiano. In questa esperienza salvò decine di ebrei e perseguitati politici italiani, tra cui il futuro primo presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi,incappando però nell'arresto delle guardi di confine svizzero portandolo alla prigionia e poi alla fuga impossibile fino alla morte oer assideramento che lascia ancora molti dubbi. Nel film, come peraltro durante le due serate, è stata la voce dello scrittore Marco Albino Ferrari, curatore dell'edizione critica del diario, a ripercorrere i momenti salienti della vita dell'alpinista, tra documenti e testimonianze, per addentrarsi nel mistero della sua morte. A questo punto ci si domandava perchè lui, alpinista provetto che ben conosceva l'impossibilità dell'impresa, decise di calarsi seminudo dal lato più difficile del passo montano al confine con la Svizzera, per poi cedere all'assideramento giusto pochi metri entro il confine italiano. Una storia che meriterebbe, data anche la qualità del documentario, di entrare nelle scuole. Nella foto allegata attestato di riconoscimento preparato da Vito Anav (a sinistra) di Keren Hayesod, consegnato ad Azad Vartanian (al centro) che lo farà pervenire al nipote di Ettore Castiglioni; a destra lo scrittore Marco Albino Ferrari

 

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