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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (263)

Un amico israeliano, ebreo italiano di Roma, relaziona sugli incontri EDIPI in Gerusalemme del 10-11 Dicembre 2017

Nella città vecchia di Gerusalemme nei locali del convento Maronita si sono tenute due conferenze sull'arca organizzate dal progetto voluto dalla dirigenza EDIPI guidata da Ivan Basana.

La prima è stata sul tema dell’Arca dell’Alleanza di Mosè, la seconda di queste sull’Arca di Noè.

I relatori sono stati rispettivamente Dan Bahat e Azad Vartanian.

Il primo ha parlato dell’Arca dell’Alleanza che era già scomparsa dal Tempio di Gerusalemme all’epoca della conquista babilonese della città perchè riposta secondo il profeta Geremia sul monte Nebo in un luogo sconosciuto. Gli utensili presenti nel Tempio invece sono stati presi successivamente dai Romani e portati a Roma come bottino di guerra. Nel 400 e.v. quando vi fu il sacco di Roma ad opera dei Vandali nord-africani questi utensili sacri vennero portati a Cartagine e da qui a Costantinopoli. Giustiniano imperatore per motivi sconosciuti, donò questi oggetti alla grande Chiesa NEA di Gerusalemme dove ancora oggi dovrebbero essere sepolti sotto le sue rovine.

A questa conferenza è seguita quella dello scrittore Vartanian che ha spiegato, mediante immagini fotografiche eccezionali, le localizzazioni dell’Arca di Noè sul monte Ararat in Armenia. Nel filmato non sono mancate testimonianze storiche sulla popolazione armena discendente secondo la tradizione dai figli di Noè. Sono stati visti i villaggi armeni devastati dai Turchi e le immagini orribili delle foibe, dove i criminali turchi gettavano la popolazione armena.

Il giorno successivo, sempre su progetto EDIPI, si è svolta la cerimonia nei locali del Keren Ha-Yesod di Gerusalemme con la proiezione del film’’Oltre il Confine’’ dei registi Massa-Azzetti e la presentazione del libro dello scrittore Marco Albino Ferrari, ambedue(film-libro) realizzati per onorare il personaggio e la memoria di Ettore Castiglioni in predicato di esser ‘’Giusto delle Nazioni’’. Ettore Castiglioni era un giovane alpinista milanese, che rifuggì la ricchezza della sua famiglia per dedicarsi al bene del prossimo, aiutando i bisognosi, i perseguitati politici e razziali a passare il confine italiano verso la Svizzera per trovar loro salvezza. In questi sentieri della speranza Ettore, durante una tempesta di neve, trovò la morte per assideramento.

Il progetto EDIPI è quello che il Catiglioni venga riconosciuto quale ‘’Giusto delle Nazioni’’. Per questo scopo è già in programma in Italia ( probabilmente a Febbraio 2018), un ulteriore evento per sensibilizzare il pubblico alla sottoscrizione di un fondo per l’apposizione di una /‘’targa’’/ in una scuola agricola del Golan, o in altro posto a Gerusalemem, onde poter onorare la sua memoria . Dopo i saluti tra i convenuti Ivan Basana ha illustrato le motivazioni spirituali del conivolgimento di EDIPI nel progetto Castiglioni inoltre è stato espresso da Vito Anav, di Keren Hayesod, un sentito ringraziamento a questo progetto di EDIPI che troverà la sua realizzazione con la benedizione di D-o e con il contributo umano.

Fulvio Canetti

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Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile – dicembre 2017

l riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA è una pietra miliare

Bruxelles

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una decisione storica, dello stesso peso di quella della fondazione dello stato ebraico”. L’organizzazione terroristica di Hamas ha minacciato dicendo che si “apriranno le porte dell’inferno”. Un parlamentare europeo svedese l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. È stata indetta anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per affrontare la questione. La decisione storica di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa dal presidente USA Donald Trump mercoledì 6 dicembre, è ritenuta da tutti come uno “scombinamento delle carte sul tavolo” nel processo di pace del Medio Oriente. Interrompendo la politica estera americana che dura da 70 anni, ma aderendo ad una delibera del Congresso del 1995 ed in coerenza con le sue promesse elettorali, il presidente Trump ha dato la prova di un uomo che mantiene le promesse. Ma la sua decisione di riconoscere Gerusalemme ha anche suscitato la condanna da tutto il mondo e violente reazioni nel mondo arabo e per le strade d’Europa. L’annuncio avrà diverse implicazioni per ECI. Dal 2010 siamo stati in prima linea nella campagna internazionale per mantenere Gerusalemme come capitale unita di Israele. Ora, più che mai, avremo bisogno del vostro sostegno per stare al fianco di Israele ed anche le nazioni dovranno decidere da che parte stare. Lunedì, il primo ministro Netanyahu ha affermato ottimisticamente a Bruxelles che (secondo lui) altri paesi della UE alla fine seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Nello stesso tempo, salutando la decisione USA, vogliamo consigliare cautela. La dichiarazione americana lascia aperto il problema dello status finale e non nega o mette in discussione le pretese palestinesi. La pressione è ora su Israele e Trump per compensare la controparte propone un trattato finale per arrivare ad un completo e duraturo accordo di pace tra Israele e palestinesi. ECI continuerà a monitorare la situazione e vi terrà aggiornati con periodici comunicati stampa e con notizie sui social media. Seguiteci su Facebook per maggiori informazioni.

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La conferenza di ECI al parlamento europeo celebra la dichiarazione di Balfour e la tecnologia ebraica con le sue innovazioni

Bruxelles

“Da Sion uscirà la nuova tecnologia” ha detto Ruth Daskalopoulou-Isaac, la rappresentante di ECI a Bruxelles, mercoledì scorso, 6 dicembre in occasione di una conferenza organizzata insieme al Movimento Politico Cristiano Europeo (ECPM), appena qualche ora prima dell’annuncio del riconoscimento di Gerusalemme capitale, da parte del presidente Trump, La conferenza, che ha presentato i fondamenti legali dello stato ebraico riconoscendo in particolare il ruolo chiave della dichiarazione di Balfour, si è anche concentrata sulle innovazioni e sulla tecnologia israeliana, che sono come una benedizione moderna ebraica per le nazioni. L’oratore principale Lord Turnberg, della Camera dei Lord di Londra, ha indicato che “non sarebbe stato possibile, per il governo britannico, emettere la dichiarazione di Balfour senza il sostegno dei suoi alleati; grazie all’appoggio di Francia, Italia, Russia e Stati Uniti si è potuto procedere”. In seguito ha spiegato cosa avvenne a San Remo nel 1920 e che fu alla Lega delle Nazioni nel 1922 che furono stabilite le basi legali internazionali per la casa degli ebrei in Palestina. Consapevole dell’imminente riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA e preoccupato di ciò che sarebbe uscito dalla comunità internazionale, il consulente legale di ECI Andrew Tucker ha sottolineato che: “Israele è uno stato democratico basato su una legge che cerca di proteggere i diritti civili e religiosi di tutti i suoi cittadini, e ebrei e non”. La conferenza è stata organizzata dal parlamentare europeo Bas Belder (Olanda) e dal collega *Branislav Škripek (Slovacchia). Per un resoconto completo della conferenza leggete qui.

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La risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York viene commemorata dal vicepresidente USA Pence che riconosce come una “mano del cielo” la creazione dello stato ebraico

New York

La Coalizione Europea per Israele è stata l’unica organizzazione non ebraica, insieme ad organizzazioni americane a favore di Israele, a promuovere un’iniziativa, a New York, per celebrare il 70° anniversario della risoluzione 181 dell’ONU. La risoluzione presentava il piano di partizione per la Palestina ed aprì la strada per la creazione dello stato ebraico del 1948. L’oratore principale, il vicepresidente americano *Mike Pence*, ha colto questa opportunità storica per annunciare che il presidente *Trump* avrebbe a breve annunciato la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, secondo la sua promessa fatta durante la campagna elettorale. Esattamente una settimana dopo il presidente mantenne la promessa annunciando non solo il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale, ma anche lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv alla capitale. Nel suo discorso, il vicepresidente ha ripetuto che “non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico che nacque, invece, per mani umane aggiungendo che “sarebbe dovuto essere chiaro a tutti che anche le mani del cielo furono coinvolte”. Onorando il vicepresidente Pence, come oratore principale, ed includendo ECI nel comitato organizzatore, il governo israeliano ed il Comitato Ebraico Mondiale hanno voluto riconoscere l’importante contributo dei cristiani amici di Israele in tutto il mondo dal momento del voto sulla partizione sino ad oggi. Quando, nel 2016, il primo ministro *Netanyahu* incontrò la delegazione di ECI, definì i cristiani che credono nella bibbia come “I migliori amici di Israele”. Prima delle festività il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* si è incontrato, a New York, col pronipote del presidente del Comitato ONU per la Palestina, lo svedese *Emil Sandström*. Costui, seguendo le impronte del nonno ricoprendo una carica diplomatica per tutta la propria vita, ha espresso ammirazione per il suo bisnonno, ma anche la preoccupazione per i recenti episodi di antisemitismo in Svezia. Commentando l’inaspettato interesse per Emil Sandström ha detto: “Siete gli unici che mi abbiano mai chiesto qualcosa sul mio bisnonno”. ECI era rappresentata, a New York, dal presidente onorario J Rudolf Geigy, dal direttore di ECI presso le Nazioni Unite Gregory Lafitte e da Tomas Sandell.

La preghiera e la riconciliazione segna il 70° anniversario del piano di partizione dell’ONU – ECI sostiene un viaggio cubano di riconciliazione a Gerusalemme! Bruxelles – In tutto il mondo i cristiani hanno celebrato il 70° anniversario del piano di partizione, il quale portò alla fondazione dello stato di Israele nel 1948. A Gerusalemme, una delegazione di uomini d’affari e di leader di chiesa dell’America Latina ha chiesto ufficialmente perdono per il comportamento dei propri governi i quali, nel 1947, votarono contro il piano o si astennero. ECI ha sostenuto un importante leader cristiano cubano nel suo viaggio a Gerusalemme volto a chiedere perdono al governo israeliano per l’opposizione cubana al piano di partizione e, più in generale, allo stato ebraico per tutti questi settanta anni. Questa persona, della quale manteniamo l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha spiegato ad ECI di come settanta anni segnino la chiusura di una stagione ed ha detto che stava pregando che Cuba cambiasse il suo atteggiamento verso lo stato d’Israele. Inoltre ha dichiarato: “La nostra decisione di andare contro Israele nel 1947 non ha portato alcuna benedizione al nostro popolo. Ora è tempo di cambiare e cominciare a sostenere lo stato ebraico”. Altri leader nella delegazione provenivano da Argentina, Colombia, Cile, Honduras, El Salvador e Messico, tutti stati che nel 1947 si astennero mentre tutti gli altri paesi latinoamericani votarono a favore della risoluzione 181. A New York, per celebrare il 70° anniversario e per riconfermare l’impegno a stare al fianco di Israele per i prossimi anni, è stato organizzato un piccolo incontro di preghiera, all’interno del palazzo di vetro, mercoledì 28 novembre.

Noi siamo ECI

Ogni tanto vi presentiamo delle persone coinvolte con le attività di ECI. Questo mese vorremmo presentarvi Klaus e Gudrun Leweling. Segue qui un’intervista con Klaus che attualmente è un consigliere del comitato direttivo. Klaus Leweling, Amburgo, Germania

Potete presentarvi?

Sono tedesco, ho 63 anni e da 40 sono sposato con Gudrun ed ho 3 figli. Come Consulente Senior, la mia attenzione è rivolta alla vita futura dell’organizzazione, alla sua visione e strategia in un pazzo mondo che si sviluppa molto velocemente. Specialmente vent’anni fa, dopo che sono diventato un cristiano consacrato, cercavo degli impegni significativi ed opportunità per dare consigli di valore.

Come hai saputo di ECI?/

Un amico mi invitò ad un raduno di ECI a Bruxelles dove ho conosciuto per la prima volta ECI e conobbi personalmente Tomas Sandell.

Cosa rende ECI speciale?

La continua e concentrata attenzione sulla costruzione di relazioni personali con numerosi politici importanti; inoltre il livello di fiducia che può essere raggiunto ed il sostegno professionale insieme alla verità rende ECI unica. La mia speciale relazione con Israele in quanto tedesco, il mio amore per Israele ed il suo corso mi ha attirato verso questa organizzazione. ECI ha il mio pieno appoggio.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho il privilegio di essere consigliere nel comitato direttivo.

Qual è il tuo messaggio per I lettori?

Se voi poteste solo immaginare l’effetto di una sola conversazione col politico giusto e nel tempo giusto, se realizzaste che questo potrebbe influenzare la storia, allora insieme siete chiamati ad allargare le corde della nostra tenda e rafforzare i picchetti. Il lavoro di ECI non deve soltanto continuare, ma crescere e diventare più efficace. Il tempo è breve. Sia benedetta Israele.

Prossimi eventi di ECI

“Gran Bretagna, Europa ed Israele dopo la brexit”

*Conferenza di formazione per gli attivisti di ECI a Londra 13 gennaio 2018

Oratori: Andrew Tucker, Gregory Lafitte, Ruth Daskalopoulou-Isaac e Tomas Sandell

. Visitate il sito web di ECI per le informazioni

“Israele 70 anni ed ECI 15”

Incontro europeo di preghiera di ECI a Bruxelles 23-25 marzo 2018

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VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH: DUE SERATE SPECIALI SULLA STORIA DI ETTORE CASTIGLIONI.

Nel programma del viaggio organizzato da Evangelici d'Italia per Israele per Hanukkah 2017 erano contemplate due serate per la presentazione dei libri sulla vita di Ettore Castiglioni. La presenza di Marco Albino Ferrari di autore uno e curatore dell'altro, sui diari scritti proprio dal Castiglioni recentemente editi da Hoepli, ha contribuito ad una serata quanto mai interessante con molti interventi. In entrambe le serate, la prima a Gerusalemme, nella sede dell'Agenzia Ebraica e la seconda a Tel Aviv nell'Istituti Italiano di Cultura dell'Ambasciata Italiana è stato proiettato il film "Oltre il Confine - La storia di Ettore Castiglioni" dei registi padovani Andrea Azzetti e Federico Massa che è risultato un documentario molto ben realizzato e che ha ottenuto, nella sua breve vita, vari riconoscimenti nazionali ed internazionali. La storia è quella dell'alpinista e antifascista Ettore Castiglioni, raccontata attraverso le immagini dei luoghi e la voce del diario che riporta le sue angosce e le sue speranze, da Milano al rifugio nelle montagne dove si rifugiò dopo l'8 settembre per la sua seconda vita da partigiano. In questa esperienza salvò decine di ebrei e perseguitati politici italiani, tra cui il futuro primo presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi,incappando però nell'arresto delle guardi di confine svizzero portandolo alla prigionia e poi alla fuga impossibile fino alla morte oer assideramento che lascia ancora molti dubbi. Nel film, come peraltro durante le due serate, è stata la voce dello scrittore Marco Albino Ferrari, curatore dell'edizione critica del diario, a ripercorrere i momenti salienti della vita dell'alpinista, tra documenti e testimonianze, per addentrarsi nel mistero della sua morte. A questo punto ci si domandava perchè lui, alpinista provetto che ben conosceva l'impossibilità dell'impresa, decise di calarsi seminudo dal lato più difficile del passo montano al confine con la Svizzera, per poi cedere all'assideramento giusto pochi metri entro il confine italiano. Una storia che meriterebbe, data anche la qualità del documentario, di entrare nelle scuole. Nella foto allegata attestato di riconoscimento preparato da Vito Anav (a sinistra) di Keren Hayesod, consegnato ad Azad Vartanian (al centro) che lo farà pervenire al nipote di Ettore Castiglioni; a destra lo scrittore Marco Albino Ferrari

 

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Emozioni di viaggio

di Azad Vartanian

Un progetto un po' azzardato, quello nato tra me ed Ivan Basana un po' di tempo addietro! Non come quello dei ritrovamenti dei resti dell'arca, ma un progetto complesso per le varie problematiche politiche e religiose annesse. Vidi nello sguardo acuto di Ivan l'entusiasmo dell'azzardo nell'affidare alle “capaci mani del Signore” ogni ansietà del difficile disegno fermo da ormai sette decenni:

Il riconoscimento quale “Giusto delle Nazioni” per il giovane defunto alpinista, pianista e scrittore milanese Ettore Castiglioni.

Vedevamo entrambi la sfida verso le avverse difficoltà che avevano bloccato per decenni i tentativi mossi da alcuni, nel cercare di riconoscere le gesta di chi più non poteva dimostrare alcunchè dallo Sheol, il luogo in cui ognuno giunge dopo il suo percorso umano. Oggi possiamo affermare che si sbagliavano: non sempre l'esser deceduti implica il non poter testimoniare una “potente” verità! Infatti si può quasi dire che “le pietre hanno parlato” per quel povero giovane Ettore Castiglioni ormai scordato dai più, dopo settanta anni. Settanta come gli anni che ci separavano dalla fondazione dello Stato di Israele. Aveva 36 anni alla sua morte, come Mozart, come il poeta Byron, come Gershwin, ma non la loro fama. Poichè egli la rifuggì assieme alla ricchezza della famiglia di industriali dei liquori, alle posizioni altisonanti della Società milanese e dei suoi salotti fascisti, al rumore della città. Ecco ciò che ho visto a Tiberiade e sul Mare di Galilea. I silenzi delle mie dolomiti d'autunno, il soave tepore dell'aria suflata dolcemente dai flauti duduk armeni sulle placide onde del lago memore dei passi miracolosi del Messia. Ciò che cercava nei miei monti Ettore, l'ho respirato tra le incredibili coltivazioni di Galilea e del Golan grandioso. Tra gli olezzi inebrianti delle vigne e dei suoi frutti d'alta quota il cui succo non può che dare gioia ai cuori più feriti, quando vi si arrecano lungo le verdi pendici. Come può il mio animo scordare le soavi acque del Giordano inverdite dalla vegetazione protettiva che lo avvolge come un abbraccio antico, memore del più esaltante battesimo dell'umanità.

Ma anche le belle conferenze a Gerusalemme con Dan Bahat, ottantenne archeologo di fama mondiale che ci spiega la storia dell'arca, e che poi ci accompagna per ore con la vitalità di un ventenne, dai resti del tempio ai meandri sotterranei dell'antico acquedotto usato dal re Davide. Ho anche visto un Erode differente da ciò che sapevo. Un geniale edificatore di città, porti modernissimi, torri e sopratutto palazzi incredibili. Un re che volle godere di ogni clima di Israele nei diversi periodi dell'anno. Dal caldo salinico di Masada, al mite e ventilato di Tiberiade, sino all'umido ventilato di Cesarea ma sopratutto l'incredibile collina artificiale costruita ad Herodion. Da lì poteva osservare la “Sua” Gerusalemme nei periodi torridi, godendo di sistemi idraulici sotterranei incredibili. La silente ombra dei millenari olivi del Getsemani sul monte degli Ulivi raccontava ancora la rasserenante presenza di Cristo, nella sua ultima ora umana, a dirci grazie per esser venuti a ricordarne il sacrificio. Voli di cicogne nei cieli tersi invernali, ma anche aironi che pescavano nel mare di Cesarea e nel lago di Galilea, e passeri privi di timore in terra Santa che si cibano dalle mani e dai tavoli dei commensali in ogni dove, e pappagalli schiamazzanti che spiluccano avidamente i resti degli ultimi datteri al di fuori della sinagoga di Capernaum, ove il Messia predicò. Una Terra Promessa di latte e miele, ma attorno alla città Santa non vi sono api, poiché il deserto di Giuda non fornisce loro fiori. Ecco quindi che il miele lo danno le piante da datteri, di colore scuro ed ancora lo si può acquistare. E poi vino che “rallegra i cuori”, ed i vini del Golan, del Negev e di Tiberiade non hanno alcun additivo chimico aggiuntivo, perchè raggiungono i 15 gradi, ma il profumo e la morbidezza non hanno pari neppure nei migliori Amaroni della Valpolicella. Deserti che fioriranno e daranno raccolti tutto l'anno, avveratosi con la microirrigazione sotterranea. Tutta la vallata del Giordano depressione che raggiunge i 400 metri sotto il livello marino per centinaia di chilometri, è coltivata. Come la Galilea, parte della Giudea e della Samaria...milioni di palmeti da datteri (i più grandi e migliori del mondo), bananeti, avocados, frutteti, e poi a Jaffa ove gli ebrei selezionarono per primi gli aranci da noi conosciuti partendo da un frutto piccolo, aspro e pieno di semi, vi sono i migliori pompelmi, cedri, aranci e mandarini del pianeta! Le serre di fresche verdure sono ovunque, in ciò che attorno è desertico e non sazi dei risultati già straordinari, gli ebrei hanno sperimentato un fiore a loro sconosciuto: il carciofo. Che però nella Roma che fu, già la cucina ebraica aveva aggiunto i “carciofi alla giudìa”, giunti sino a noi. Ma con il contributo di Ivan Basana altri forse 50 ettari stanno producendo in Israele dei carciofi di proporzioni enormi, grazie al terreno, al clima favorevole ma sopratutto alla particolare irrigazione sotterranea. E poi i mercatini e le botteghe artigiane di Gerusalemme antica: ceramiche armene, orafi ed argentieri ebrei, pellami arabi e palestinesi, broccati e damaschi siriani. E le taverne, con cucina libanese, ebraica, armena, giordana, tailandese, italiana...insomma un crocevia molteplice plurazziale che convive da secoli eche non ha molti paragoni nel mondo. Poi le infinite chiese e moschee, a diecine, di culti antichi copti, sufi, maroniti, apostolici armeni, greco-ortodossi, evangelici, caldei, musulmani. Ecco forse questo è il vero miracolo oggi di Gerusalemme. La plurireligiosità che convive e si sopporta in pochi ettari di mura antiche della cittadella. La prova vivente e pulsante che ci può essere pace nella molteplice differenziazione, e anche che da un solo insegnamento biblico si sono dipanate incredibili interpretazioni evangeliche! Solo per questo vorrei tornare in Israele, e solo per capire ed imparare ognuno dovrebbe andarci una volta almeno nella vita.

A me rimane un ricordo surreale di una notte appena al di fuori delle mura della cittadella appena illuminate da luci fioche. All'improvviso un lontano scalpitìo di zoccoli sulle lisce lastre della salita che stavo per scendere. Mi apparve un meraviglioso destriero arabo, candido come le nevi dell'Hermon. Sopra di esso una figura maschile alta, totalmente scura, il cui viso era imperscrutabile. Cavalcava a pelo, privo di sella. Mi giunse dinnanzi, si fermò, voltò l'animale e lentamente ridiscese nella penombra come fosse un “messaggero dell'Apocalisse”la medesima strada. Presagio sinistro e funereo per la città Santa? Annunciatore di liete novelle per il suo futuro incerto? Con tale quesito tornai nel castello ove dormivo, riflettendo su ogni cosa assaporata in quei giorni.

 

 

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RELAZIONE SUL VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH 2017

DEL DR. MARCO BORELLO DELLA CASA EDITRICE HOEPLI

Il motivo del viaggio era la presentazione del volume “Il giorno delle Mésules” di Ettore Castiglioni, assieme al film “Oltre il confine” tratto dal libro.

Le presentazioni sono state organizzate da EDIPI (Evangelici D'Italia Per Israele) che è una delle molte organizzazioni, religiose e non, che aiutano lacausa israeliana dall’estero, raccogliendo fondi e non solo.

A Gerusalemme eravamo ospiti (tramite il suo rappresentante, Vito Anav) della principale organizzazione israeliana non governativa che si occupa, appunto, di raccogliere aiuti dall’estero, Keren Hayesod, che ci ha riservato la sala dove ha prestato giuramento il primo Presidente di Israele, Chaim Weizmann.

In sala c’erano circa 40 persone, e vi è stata anche la testimonianza spontanea di Daniel Nissim, ebreo scampato alla Shoah; è stato dato un riconoscimento a Castiglioni e verrà consegnato qui in Italia al nipote, ancora in vita.

A Tel Aviv invece eravamo ospiti dell’Istituto Italiano diCultura, che ha sede nello stesso palazzo dell’ambasciata. Accolti ottimamente dal suo direttore, Massimo Sarti, abbiamo dapprima rilasciatouna intervista a David Lazarus, che Sara Giudice ci aveva organizzato. Alla presenza di circa 80-90 persone, dopo una introduzione del direttore ho parlato portando i saluti di tutta la Hoepli e presentando la Hoepli in generale, poi Marco Albino Ferrari, curatore della pubblicazione, assieme a Cinzia Klein (ambasciatrice di memoria dell'Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano) hanno presentato il libro e poi è seguita la proiezione del film.

In sala era presente Susanna Kokkonen, direttrice della Christian Friends of Yad Vashem.

 

 

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VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH 2017

Di Ivan Basana

Si è concluso il viaggio organizzato da EDIPI dal 7 al 14 dicembre in occasione di una serie di convegni organizzati tra Gerusalemme e Tel Aviv, oltre al consueto tour turistico-archeologico con Dan Bahat. Di rilevanza è stato l'incontro allo Yad Vashem con l'organizzazione Christian Friends of Yad Vashem per creare un sodalizio mirante a far ottenere il titolo di "Giusto Fra le Nazioni" a Ettore Castiglioni. Con il direttore dott.essa Susanna Kokkonen si è stabilito un incontro a gennaio finalizzato a coinvolgere altre associazioni cristiane a favore di Israele nel progetto. Ettore Castiglioni durante la seconda guerra mondiale salvò ebrei e perseguitati politici, tra cui Luigi Einaudi (primo presidente della Repubblica Italiana che lo ricordò nelle sue memorie), fu valente scrittore e coraggioso alpinista che attraverso valichi alpini tra l'Italia e la Svizzera portò in salvo quanti erano perseguitati dalla barbarie nazi-fascista, rimettendoci però anche la vita morendo congelato in una bufera di neve. Allegato l'attestato consegnato a Yad Vashem per conto del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna)

 

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ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite

ECI celebra a New York la risoluzione 181 delle Nazioni Unite - Israele fu creato da mani umane ma anche da mani celesti

New York, 29 novembre 2017

  La Coalizione Europea per Israele ha fatto parte di un gruppo di organizzazioni ebraiche che ha organizzato il 70° anniversario della risoluzione 181 da parte dell'ONU, presso il Museo del Queens di New York, luogo che nel 1947 era il quartier generale delle nuove Nazioni Unite. La risoluzione 181, chiamata anche piano di partizione, proclamava la creazione dello stato ebraico insieme ad uno stato arabo. Dai discorsi del vice presidente USA *Mike Pence*, dell'ambasciatore israeliano presso l'ONU *Danny Danon*, dell'ambasciatore *Ronald Lauder* del Congresso Mondiale Ebraico e del ministro israeliano *Yisrael Katz* è emerso chiaramente che non fu l'ONU a creare lo stato ebraico, ma fu il popolo ebraico stesso. Il vice presidente americano ha affermato, durante l'evento, che: “Non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico; queste hanno solo riaffermato il naturale ed irrevocabile diritto del popolo ebraico al loro proprio stato nello storico suolo patrio. Israele non aveva bisogno di una risoluzione per proclamare la propria esistenza in quanto il suo diritto è lampante ed eterno”. L'ambasciatore Lauder, del Congresso Ebraico Mondiale, ha ricordato all'uditorio che gli ebrei vissero in Giudea per otto secoli prima di essere dispersi dai Romani nel 135 d.C. “Sappiamo chi siamo e da dove veniamo. Per questo ci chiamiamo ebrei. Questi fatti storici non possono essere cambiati da una nuova risoluzione dell'UNESCO o da altri che cercano di negare la nostra storia” ha detto Lauder. Il rappresentante permanente di Israele presso l'ONU, l'ambasciatore Danny Danon ha ringraziato le 33 nazioni che votarono la risoluzione 181 del 1947, ed ha proseguito col dire che oggi Israele intrattiene rapporti diplomatici con circa 160 nazioni, ed ha aggiunto: “Oggi abbiamo trattati di pace con ex nemici come Egitto e Giordania, e le relazioni con altri stati arabi crescono, soprattutto nella regione del Golfo”. Ogni oratore ha citato la Bibbia per spiegare come il miracolo del 1947 sia stato possibile. “Anche se Israele fu costruito da mani umane, è impossibile non vedere anche la mano del cielo” ha detto Mike Pence. L'ambasciatore Danon ha definito il voto del 29 novembre 1947 come “i tre minuti più lunghi della storia di Israele”, ma si vede il risultato dell'adempimento della profezia biblica di un tempo in cui gli ebrei sarebbero ritornati in Israele. La Coalizione Europea per Israele faceva parte del comitato organizzativo dell'evento, ospitato dal Rappresentante Israeliano Permanente presso l'ONU. ECI era rappresentato dal direttore fondatore *Tomas Sandell*, il direttore per i rapporti con le Nazioni Unite *Gregory Lafitte* e dal presidente onorario *J Rudolph Geigy*. Sandell ha detto: “La nostra presenza qui oggi, come unica organizzazione non ebraica, è importante perché mostra che il sostegno allo stato di Israele va oltre il mondo ebraico”. “La risoluzione 181 fu un risultato storico di cui si può essere fieri”. Anche se il popolo ebraico non ha ricevuto quello che era stato promesso dalla comunità internazionale nel 1920, venne comunque riaffermato il diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico nella sua storica terra. “Il messaggio singolare di questa commemorazione è che il popolo ebraico disse sì alla pace e coesistenza, già nel 1947, ed ha continuato a farlo negli ultimi settanta anni”. “Ora è tempo che anche I nemici dello stato ebraico riconoscano che Israele esiste ed è qui per ritornare al tavolo dei negoziati”.

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Beit Natanel del 22 Novembre 2017

Cari amici, pace e il più calorosi saluti dalla bellissima Ein Kerem.

La vita al servizio del Signore è sempre molto entusiasmante e impegnativa, ma questi sono momenti di impegno eccezionale. Chiedo scusa se questo bollettino arriva in ritardo, ma normalmente ho bisogno di qualcuno che traduca in inglese, e la persona che mi aiutava era impegnata e non ha potuto aiutarmi. Comunque, l’impegno per il Signore continua e sono felice di poter condividere brevemente alcuni eventi recenti. Io ho un’amica ebreo che voleva celebrare il suo 50simo anniversario nel nostro giardino, ma lei voleva che sua figlia vedesse la nostra casa prima dell’evento. Sfortunatamente sua figlia era rimasta paralizzata da una grave malattia alcuni anni fa, e può muoversi solo con il supporta della sedia a rotelle. Come molti di voi che avete visitato la nostra casa qui ad Ein Kerem sapranno, la strada che porta a casa non è accessibile alle sedie a rotelle, e non sapevamo come farla venire da noi. Così ho parlato con la figlia della mia amica al telefono dicendo che avrei pregato perché lei potesse venire, ma che doveva avere fede. Sua madre era disposta a fare qualsiasi cosa affinchè la figlia potesse venire da noi, e io le ho detto che “non qualsiasi cosa” l’avrebbe aiutata, ma che c’è un solo Dio che poteva guarirla. Così un paio di settimane prima della festa del loro 50simo, sua figlia ha fatto uno sforzo immenso ed è venuta a casa nostra senza l’aiuto della sedia a rotelle, che è manuale e non elettrica. Era determinata e entusiasta di venire da noi! Quando ho visto la sua determinazione e il suo zelo, sono rimasta sorpresa e mi sono ricordata dall’uomo paralitico che era stato portato sul tetto da Gesù per essere guarito. Le ho parlato del Signore e dei miracoli che Lui ha fatto nella mia vita. Le ho parlato di Abramo e di come lui dopo aver ricevuto la benedizione, è stato portatore di benedizione agli altri. “Non c’è miglior medico di Yeshua”, il Messia e io voglio benedirti nel Suo Nome”. Così ho messo la mano su di lei, ed ho pregato per lei; era molto sorpresa da questo luogo e dalla pace che sentiva, tanto che ha detto a sua madre che il suo anniversario poteva essere celebrato solo qui’! Così la mia amica è venuta con 40 persone! Ho preparato una vera festa con 13 diverse insalate, cous cous, schinitzel, pollo e uno strudel di mele con gelato. Tutti erano cos’ felici delle decorazioni di Gilad e di come ha decolorato la sala per questa festa. Dopo aver mangiato, ho condiviso la storia della nostra casa e come il Signore ha operato molti miracoli nella mia vita. Non volevano andar via e sono rimasti fino a tarda sera. Alcune persone che hanno sentito la mia testimonianza hanno voluto il numero di telefono, per poter ritornare con le loro famiglie,per cui ovviamente li ho invitati a partecipare allo Shabat del venerdì sera. Mi hanno detto che non dimenticheranno mai questa meravigliosa esperienza. Lo Spirito del Signore era qui e tutti hanno potuto sperimentare l’amore, la gioia e la pace.

Una settimana dopo Moshe Amirav è venuto con 50 persone. Per quelli che non si ricordano di lui, la sua non è una storia qualunque. Lui era il mio amico da 15 anni, era un politico israeliano e aveva comprato la casa di Ein Kerem dalla quale ho dovuto sgomberare a motivo della mia fede. Quando gli ho parlato della mia fede in Yeshua, gli è piaciuta talmente tanto, da invitarmi a casa sua dove ho cucinato del buon cibo in stile marocchino, invitando altre persone per ascoltare la mia storia. Ho fatto così per alcuni anni, andando a casa sua per condividere la mia storia personale, condividendola con amici molti influenti. Nel suo impegno politico Moshe ha preso parte agli Accordi di Oslo, per cui conosceva bene le persone internazionali coinvolte nella pace per il Medio Oriente. Una volta quando è andato a Berlino per parlare di pace, ha detto che per ottenere la pace, era necessario seguire l’esempio di Beit Natanel! Quì ebrei e arabi siedono insieme e mangiano parlando di pace. Questa è la vera strada per la pace e questa strada è Yeshua. Solo la Sua strada porterà la pace! Ha sempre richiesto la mia presenza quando i gruppi andavano a casa sua ed ha voluto che parlassi dei miracoli avvenuti nella mia vita. Il paradosso di tutto questo e che nonostante mi chieda di parlare di Yeshua e dei miracoli che ha operato, lui stesso non ha ancora dato la sua vita al Signore! Così, il mese scorso Moshe è venuto a casa con 50 persone che volevano celebrare lo Shabat. Mi è venuto da ridere perché sapevo che lui voleva che io condividessi la mia storia con loro. Abbiamo pregato le benedizioni dello Shabat e poi mi ha chiesto di dire ai suoi ospiti, come da ebrea Marocchina ho potuto credere in Yeshua, nonostante venissi da una famiglia religiosa importante. La maggior parte degli ospiti erano Ebrei Bukharin (ebrei Russo-Asiatici dell’Uzbekistan) ed erano parte di una grande famiglia. Sono venuti vestiti con i loro abiti tradizionali, portando anche del cibo tipico. Sono stati da noi dalle 5 di sera fino a tarda notte, in piena gioia con me e Gilad. Gilad ha anche potuto condividere la sua testimonianza, di come ciè ha accolto il Dio di Israele per poterci sposare e come adesso è parte del Corpo del Messia e non parte di una religione morta. Una donna è venuta a dirmi che lei si è innamorata di Yeshua già da quando studiava arte e lo ha conosciuto durante gli studi nella scuola d’arte. Lo ha persino sognato e lo vuole dipingere. Io le ho detto che è venuta al posto giusto, perché volevo parlarle di tutto ciò che Lui ha fatto per me. Le ho detto di come Lui è morto per i nostri peccati e che solo attraverso Lui possiamo ricevere il perdono. Le ho chiesto anche se potevo pregare per lei e in quel momento un’altra donna ha voluto unirsi a noi; ovviamente le ho detto che poteva farlo. Questa serata è stata una vera gioia per me e sapevo che il Signore era in mezzo a noi. Due giorni dopo, ho ricevuto una telefonata da loro e mi hanno detto che ci volevano adottare nella loro famiglia, tanto si sentivano vicini a me e Gilad.

In Israele le ragazze fanno una grande festa quando diventano dodicenni, si chiama “Bat MItzvah”. Mia nipote Eden ha dato una grande festa ad Haifa con tutti i suoi amici e familiari e per ricordo ha fatto un video con la sua famiglia. Volevano venire da noi per condividere la mia testimonianza e ho detto che lo avrei fatto se potevo parlare di Yeshua e chi è Lui per me. In questo video mia nipote Eden è vestita come un famoso Rabbi che molti credevano essere il Messia dicendo: “nonna, è lui il Messia?” E io ho risposto:”No” Eden. Vuoi conoscere Yeshua il vero Messia e sapere che non c’è altro messia al di fuori di Lui. Così questa pellicola è stata vista da più di 120 persone alla sua festa e tutti mi hanno potuto sentire parlare di Yeshua! Gloria a Dio!!!

Grazie a tutti voi che avete pregato per mia nipote Ophir. So che le vostre preghiere hanno aiutato la sua guarigione. Halleluia!!! Adesso vive nel kibbutz, va a scuola e sta bene. Nel frattempo vi chiedo di pregare per il mio caro fratello Meyer. Ha dovuto subire un’operazione al cuore, la sua quarta. Ma il medico ci aveva detto che questa sarebbe stata la più pericolosa e che aveva poche speranze di successo. Per cui sono stata in ospedale ed ho pregato durante la sua operazione che è durata ben 8 ore. Dopo 6 ore ho guardato su ed ho detto a tutti che il Signore mi aveva mostrato che tutto era andato bene. Mi hanno tutti guardato come se avessi due teste e come se in me ci fosse qualcosa di strano. Ma dopo qualche minuto il medico è uscito dalla sala operatoria e ci ha detto che l’operazione ha avuto successo. Tutti volevano sapere come potevo conoscere una cosa simile. Ho spiegato allora che la Tenach parla di Yeshua e che la fede in Lui permette di chiedere dei miracoli e riceverli. Ero così felice di poter essere una sua testimone. Che Dio riceva tutta la Gloria!

Carissimi, ci sono tante altre storie che vorrei condividere con voi, ma so che per il momento, questo è abbastanza.

Vi ringraziamo delle vostre preghiere e supporto. Siete molto preziosi per noi e per il Signore. Possa la grazia di Yeshua il Signore e Messia essere con voi. Vi amiamo tutti nel Nome di Yeshua. Con l’amore infinito del nostro Messia Yeshua Rachel e Gilad

Per amore di Sion non starò in silenzio, e per amore di Gerusalemme non tacerò, finche’ la sua giustizia venga con la sua luce, e la sua salvezza come una torcia accesa. Isaia 62,1

Traduzione Anna M Sedda

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COMUNICATO STAMPA EDIPI

Il viaggio EDIPI di Hanukkà dal 7 al 14 dicembre è sui blocchi di partenza e di proposito è stato realizzato in concomitanza alla Festa delle luci per far finalmente luce su una vicenda rimasta per troppo tempo al buio! Si tratta della Storia di Ettore Castiglioni che per salvare decine di Ebrei verso la fine della seconda guerra mondiale, ci rimise la vita morendo congelato.

Marco Albino Ferrari ha scritto un libro sulla vita di Castiglioni e ci accompagnerà nel viaggio unitamente a due responsabili della casa editrice Hopli che recentemente ha pubblicato i diari di Ettore Castiglioni sempre con la supervisione di Marco Albino Ferrari: il libro è "Il giorno delle Mèsules" e sarà presentato in due serate a Gerusalemme lunedi 11 nella sede di Keren Hayesod e a Tel Aviv il giorno dopo presso il Centro di Cultura Italiano di Tel Aviv.

Per quanto riguarda la serata di Tel Aviv alle ore 19:30 di martedì 12 ci sarà il giornalista David Lazarus di Israel Today. Di particolare interesse sarà la giornata di domenica 10 alle 14:30 in cui avremo un incontro speciale allo Yad Vashem con la dott.essa Susanna Kekkonen direttrice di "Christian Friends of Yad Vashem" per illustrare la figura di Ettore Castiglioni Per entrare nel dettaglio le serate dedicate ai libri saranno entrambe alle 19:30, la prima a Gerusalemme nella sede di Keren Hayesod in cui Marco Albino Ferrari presenterà i libri "Il Giorno delle Mèsules" e "Storia di Ettore Castiglioni" e in questa occasione verrà consegnato un importante riconoscimento dell'operato di Castiglioni da consegnare in Italia al nipote.

L'indomani presso la sede del Centro di Cultura Italianodell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv oltre ai libri verrà proiettato il film documentario "Oltre il confine" in prima visione mondiale, previa autorizzazione dei registi padovani. Interverrà anche la dott.essa Cinzia Klein dell'Archivio Santo Stefano dove sono depositati i diari originali di Ettore Castiglioni, recentemente editi da Hoepli con la supervisione di Marco Albino Ferrari.

Oltre alle due serate dedicate al ricordo e al riconoscimento di Ettore Castiglioni il tour prevede nella giornata di lunedi 11 l'escursione archeologica a Gerusalemme con il famoso archeologo Dan Bahat.

Domenica 10 alla sera inoltre, presso la sede della comunità Maronita di Gerusalemme, avremo l'incontro: "Tevah - il mistero dele due arche: dall'Ararat a Israele attraverso l'Armenia" con Azad Vartanian e Dan Bahat. Oltre ai rappresentanti della comunità Maronita saranno presenti anche quelli della comunità Armena di Gerusalemme e i rappresentanti dei Cavalieri dell'Ordine di Malta.

Dell'evento è stata informata anche la giornalista Fiamma Nirenstein e lo scrittore Fulvio Canetti con cui collaboriamo da anni.

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