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Attualità (476)

Il Giro d’Italia 2018 nel cuore di Israele, tra mare e deserto

Abbiamo percorso (in bici) le prime tre tappe della Corsa rosa che partirà da Gerusalemme il prossimo 4 maggio: un viaggio nella memoria tra panorami mozzafiato di Lorenzo Cremonesi, inviato a Eilat

L’inizio è subito storia. Memoria ricca, densa, fatta di pietre e muri centenari, testimoni per nulla muti con incisi i segni delle schegge e le pallottole di guerre antiche e moderne, assieme al protrarsi di tensioni acute, che durano tutt’ora. Era inevitabile, visto che la prima tappa del 101° Giro d’Italia, delle tre che tra un mese esatto si correranno in Israele, parte proprio dal cuore di Gerusalemme. Le abbiamo appena percorse in bici per il Corriere, ben consapevoli che il 4 maggio farà certamente più caldo, assieme all’incognita più grave per i corridori. Ha un nome: «hamsin», ripreso dagli arabi del deserto, che significa «cinquanta» riferito ai gradi del vento torrido che a periodi soffia dal profondo sud del Sahara, arriva al Negev per investire l’alta Galilea e può seccare la gola e la volontà anche del ciclista più agguerrito.

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Scontro Hamas-Israele: l’ombra del Sultano dietro l’uso delle masse?

Venerdì scorso abbiamo assistito ad un radicale cambio di strategia da parte dei palestinesi di Gaza, ed in particolare di Hamas. Non potendo più ricorrere liberamente e con successo ai razzi ed ai missili, essendo sempre più lontani dalle posizioni dell’Egitto laico di El Sisi, cercando sponda nell’Iran teocratico e nella Turchia neo-ottomana, i vertici di Hamas hanno deciso di usare le masse contro Israele.

Sì, le masse come ai tempi delle grandi carneficine della Prima guerra mondiale, quando migliaia di uomini venivano mandati incontro a morte certa simultaneamente, per conquistare pochi metri di trincee. Oggi non siamo più nel 1918 ma abbiamo osservato ancora una volta come 100 anni fa, una massa umana mandata incontro a morte certa per cercare di destabilizzare il confine con Israele. Il bilancio della giornata di scontri è stato terribile, 16 palestinesi uccisi e circa 1200 feriti. Terribile certo, anche fosse solo stata la perdita di una sola vita umana.

Ma cosa sarebbe accaduto se l’esercito di Gerusalemme avesse lasciato fare? Cosa sarebbe accaduto se i tiratori scelti dell’esercito israeliano non avessero cercato di colpire a morte principalmente gli organizzatori, o gli agitatori se preferite, ma avessero atteso che quella massa formata da oltre 20000 persone superasse i reticolati? I morti sarebbero stati centinaia.

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News Letter da Amzi 4 aprile 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi, 04. aprile 2018

1. Contro l'avversario invisibile

2.Giubileo in Beit Yedidia

3. Saluti dal Monte Carmelo

4. Link della settimana, appuntamenti modulo d'ordine

1. Contro l'avversario invisibile

Joseph Shulam, Netivyah Ministero di Istruzione biblica, Gerusalemme

Netivyah ha distribuito ai soldati credenti che servono nelle forze armate israeliane, regali molto speciali. Il regalo di quest'anno è stato un set di alta qualità per fare il caffè, composto da un fornello a gas, una pentola piccola, una tazza di metallo e un contenitore per lo zucchero e il caffè. Naturalmente, caffè e dolcetti non potevano mancare. Questa è una buona cosa, perché i soldati hanno bisogno di sostegno. Con questo regalo vogliamo mostrare a questi soldati che provengono da diverse comunità in Israele quanto apprezziamo il loro contributo per il nostro paese e la loro testimonianza nell’esercito. Vi esortiamo a pregare per tutti i soldati che servono Israele, particolarmente per coloro che combattono non solo contro il nemico visibile, ma principalmente contro l'avversario invisibile. Continuate a pregare per Netivyah, la comunità Roeh Israel e il nostro ministero. Per poter continuare a lavorare qui a Gerusalemme e in tutto il mondo abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore. Abbiamo bisogno delle vostre preghiere e del vostro sostegno. Netivyah utilizza l'80% di tutti i fondi per realizzare i progetti che mettiamo in atto: il nutrimento dei poveri, il sostegno della comunità di Roeh Israel e la diffusione del Vangelo in molti luoghi del mondo. Sosteniamo anche il programma radiofonico Kol HaYeshua con l'aiuto e la cooperazione di Trans-World-Radio.

2.Giubileo in Beit Yedidia

Michael e Marianne Yaron, Comunità Tehilat ya, Rishon LeZion

All'inizio di febbraio siamo andati ancora una volta a Beit Yedidia una residenza messianica che si trova ad Haifa. Abbiamo trascorso un tempo meraviglioso insieme! Tra le altre cose, questo week-end nella comunità ha offerto l'occasione perfetta per celebrare il nostro decimo anniversario. Alcuni di noi sono nella Comunità fin dall'inizio, altri si sono uniti nel corso del tempo. È stato quindi interessante vedere una breve film con molte foto che mostrano la vita della comunità fin dal principio. I nostri ragazzi hanno recitato alcune scene teatrali molto divertenti ed hanno anche eseguito alcune canzoni di adorazione (da quasi un anno suonano insieme come una giovane band). Siamo stati felici di vedere che l’aggiornamento del nostro sito web, che durava ormai da diverso tempo, è stato completato proprio in occasione di questo week-end. Al momento il sito è solo in inglese, ma abbiamo in programma di aggiungere altre lingue. Come prima, si può vedere chi siamo, ciò che crediamo e facciamo, ma ora ci sono anche video di seminari e studi biblici che possono essere visti on line tramite You-tube. C'è un link per il live streaming e per la nostra pagina Facebook. Inoltre, ci sono testi da leggere come la Parasha settimanale (parola per la settimana) e una pagina per i Blog (con le opinioni bibliche su argomenti politici). Come ho detto, abbiamo trascorso un tempo pieno di benedizioni a Beit Yedidia: durante la festa di compleanno della Comunità, varie persone hanno testimoniato su come la Chiesa benedice la loro vita. Alcuni erano lì per la prima volta, ma c'erano anche altri che, dopo un lungo periodo di pausa hanno partecipato di nuovo al weekend della Comunità.

Due persone hanno invitato Yeshua nei loro cuori.

Richieste di preghiera: Ringraziamo Dio per i cambiamenti positivi nella Comunità

Ringraziamo Dio per i nuovi membri della Comunità Tehilat-yah.

Ringraziamo Dio per l'Alleanza Rishon Ringraziamo Dio per il nostro weekend a Beit Yedidia

Ringraziamo Dio per la sua fedeltà negli ultimi dieci anni

Ulpan (Corso di Ebraico): preghiamo che Dio ci conduca alle persone che sono aperte al Vangelo, in modo che possiamo accompagnarle attraverso un corso Alfa a trovare la fede in Yeshua.

Servizio per i bambini e i giovani: preghiamo per protezione e saggezza per noi genitori. Spesso sembra che il mondo abbia molta più influenza sui nostri bambini piuttosto del nostro insegnamento e dell'educazione ricevuta in casa e nella comunità.

Una casa per la comunità Tehilat-yah: continuiamo a pregare per un posto dove istituire un centro comunitario, perché il luogo dove ci incontriamo è diventato troppo piccolo per noi. Dio conosce il momento perfetto. Lo ringraziamo per quello che ha preparato per noi.

3. Saluti dal Monte Carmelo

Vladimir Tsapar, Kehilat Ha Carmel, Haifa

Calorosi saluti dal Monte Carmelo, dove i coloratissimi fiori sbocciano sulla collina e gli alberi da frutto fioriscono! Dopo il digiuno di tre giorni di Esther, abbiamo iniziato il mese di marzo con una festa Purim nella nostra comunità, in occasione della quale giovani e vecchi, vestiti in costume, hanno celebrato la liberazione del popolo ebraico dal piano malefico di Haman, come è scritto nel libro di Esther. Anche oggi esistono tali "Haman" che continuano a minacciare la nostra esistenza come nazione. Ora tutti in Israele si stanno preparando per la celebrazione della Pasqua di quest'anno che inizia la sera del 30 di marzo al tramonto e prosegue per 7 giorni con la festa dei Pani azzimi per commemorare la liberazione miracolosa dei figli d'Israele dalla schiavitù d’Egitto. Il profeta Geremia ci dice anche: "Perciò ecco i giorni vengono, dice il Signore, in cui non si dirà più:" per la vita del Signore che condusse i figli di Israele fuori dal paese d'Egitto ", ma:" per la vita del Signore che ha condotto gli figli di Israele fuori dal paese del Settentrione e da tutti i Paesi nei quali li aveva scacciati”. Io li ricondurrò nel loro Paese che avevo dato ai loro padri ". (GER. 16:14-15). Dio ha adempiuto questa promessa dalla "ri-nascita di Israele" fino ad oggi e continua a farlo. Pregiamo che mentre in ogni casa in Israele viene preparata la tavola per la serata Seder, molti occhi si aprano e capiscano il piano di salvezza di Dio, cioè che il nostro agnello di Pasqua, Yeshua ci ha portato "dalla schiavitù della corruzione alla gloriosa libertà dei figli Dio." (RM. 8,21).

4. Link della settimana appuntamenti  modulo d'ordine

Yeshua è risorto! (solo in inglese)

Https://youtu.be/KaGFs56BMr4<https://youtu.be/KaGFs56BMr4>

*amzi-focus-israel.net

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EVENTO ETTORE CASTIGLIONI: SECONDA FASE

"Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà"; questo è il testo di Genesi 12:3 che citiamo sempre nei confronti di quanti agiscono a favore degli ebrei e chi invece non lo fa.

La vicenda umana di Ettore Castiglioni, alpinista, partigiano, pianista e scrittore, morto in circostanze misteriose dopo aver salvato decine di persone, tra cui molti ebrei non rappresenta un paradigma calzante a tal riguardo: si impegna a benedire gli ebrei fino a salvar loro la vita ma lui la perde. Ecco in breve la sua storia.

Nel 1943, dopo l'Armistizio dell'8 settembre, Ettore Castiglioni si trovò nel ruolo di Ufficiale degli alpini in una situazione anomala: l'abbandono dei vertici militari delle proprie truppe lasciate allo sbando ed al rischio di arresto e deportazione in Germania da parte dei nazisti. Decisosi di aiutare i suoi ragazzi con cui aveva svolto vari corsi d'alpinismo sulle Dolomiti, Castiglioni abbandonò, con alcuni di loro, la caserma di Aosta, e con alcuni muli e vario vestiario fuggì in una baita posta in alta Valpelline sul confine svizzero. Iniziò un'attività di passatore per salvare oltreconfine vari perseguitati politici. In tali operazioni ad alto rischio salvò alcuni parlamentari perseguitati dai fascisti, tra cui Luigi Einaudi, sua moglie ed il figlio.

Quest'ultimo, in seguito divenne il primo Presidente della Repubblica Italiana e nel suo diario pubblicato, menzionò la vicenda del suo salvataggio. Tra i vari perseguitati che chiesero a Ettore un aiuto, vi erano molte famiglie di ebrei. Una in particolare di nome Bier, fu citata nei diari pubblicati post-mortem dello stesso Castiglioni. I Bier erano ebrei di origini croate, lui era un chimico enologo e diede incarico ad Ettore di ricuperargli una valigia preziosa e di inviargliela poi in Svizzera ove era rifugiato dopo il salvataggio e la fuga, resi possibili appunto dall'accompagnamento di Castiglioni. Castiglioni eseguì, ma l'intercettazione del contenuto di essa da parte dei doganieri, costò il successivo arresto di Ettore. Si venne in seguito a sapere, durante gli interrogatori da parte del magistrato elvetico, che nella valigia vi erano vari nomi di (forse) altri ebrei da salvare, e oggetti di valore e vari gioielli di proprietà della famiglia Bier. L'invio di valuta in Svizzera da parte di Castiglioni fu verosimilmente il motivo che, associato al sospetto di trasportare immigrati clandestini oltre confine, procurò l'arresto per il previsto successivo rimpatrio di Ettore, destinandolo alla certa prigionia fascista.

Durante la notte dell'arresto tentò la fuga, trovando purtroppo la morte per assideramento a causa di una tempesta di neve.

Questa la vicenda umana che vorremmo portare alla luce per un giusto riconoscimento ad un eroe che sacrificò la vita per salvare persone innocenti dalla barbarie nazi-fascista. Io sono convinto che il principio biblico della benedizione verso quanti benedicono Israele sia valido anche per il caso Castiglioni. Il senso della mia convinzione stà nel fatto che qui c'è una benedizione latente destinata a quanti si prodigheranno a riesumare la vicenda di Ettore Castiglioni in un periodo di recrudescenza di un subdolo antisemitismo mascherato di antisionismo. L'esempio del sacrificio di Ettore Castiglioni serve a svegliare le coscienze dei nostri giovani intorpidite da un mondo senza valori.

Il progetto che stiamo costruendo, segue la prima iniziativa del dicembre 2017 con il viaggio du Hanukkah in Israele, che ci ha portato a ricordare la figura di Ettore a Gerusalemme, nella sede di Keren Hayesod e poi a Tel Aviv presso l'Istituto Italiano di Cultura dell'Ambasciata di Israele in Italia. In questa prima fase è stato preparato un diploma di riconoscimento per l'operato di Ettore Castiglioni a favore degli ebrei, consegnato poi in Italia al nipote vivente. Ora pensiamo di allestire, nel mese di giugno, un evento a Milano con una petizione per una targa commemorativa da affiggere all'Auditorium "Luigi Einaudi" nel Villaggio Goldstein a Gerusalemme con relativa donazione a Keren Hayesod.

Nella seconda metà di agosto inoltre è prevista la visita all'Auditorium "Luigi Einaudi", che ricordiamo fu uno dei salvati, assieme a molti ebrei, da Ettore Castiglioni: quale luogo più adatto di questo per immortalare il ricordo di chi lo scampò da morte certa? Evangelici d'Italia per Israele invita quanti siano interessati a partecipare al perfezionamento di questa iniziativa di contattarci direttamente allo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 3475788106

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Dove ci portano i risultati elettorali

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

IC si occupa di Medio Oriente e di antisemitismo, non dunque direttamente di politica italiana. Ma il risultato delle elezioni di ieri costituisce un tale sconvolgimento del quadro politico del nostro paese e il principale vincitore, il Movimento 5 stelle, è così pericoloso per la democrazia italiana (e dunque per le minoranze che ne fanno parte, compresa quella ebraica) e così segnato da posizioni antisraeliane prese dai suoi principali leader e ministri designati, che non possiamo non occuparcene. Uno dei modelli più stimolanti della politica trae spunto dai mercati.

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Perché gli arabi odiano così tanto i palestinesi?

Analisi di Mordechai Kedar

(Traduzione di Rochel Sylvetzky, versione italiana di Yehudit Weisz)

In Israele, e in molti paesi occidentali, tendiamo a pensare che il mondo arabo sia unito alla causa palestinese, animato dall’ardente desiderio di risolvere il problema dei palestinesi dando loro uno Stato, e che tutti gli arabi e i musulmani, come i palestinesi, odino Israele. Questa visione è semplicistica e fuorviante, perché mentre è vero che molti, forse anche la stragrande maggioranza, di arabi e musulmani odiano Israele, ce ne sono molti che odiano altrettanto i palestinesi. Odiano Israele, perché è riuscito a sopravvivere a dispetto di guerre, terrorismo, boicottaggi e odio ; per il fatto che esiste uno Stato ebraico nonostante che l’ebraismo non abbia alcun senso, visto che la “vera religione” è l'Islam; perché Israele è una democrazia, mentre loro vivono sotto dittature, perché Israele è ricco e loro sono poveri, perché Israele è un paradiso rispetto ai Paesi arabi, molti dei quali sono all’ultima fermata prima dell'inferno (vedi Siria, Iraq, Libia, Yemen, Sudan - e la lista continua) ... e soprattutto, perché Israele ha avuto successo in campi in cui loro hanno fallito, e la gelosia li fa impazzire. Ma perché dovrebbero odiare i “poveri” arabi palestinesi? Dopo tutto, la narrativa araba dice che la terra degli arabi palestinesi è stata rubata e sono stati costretti a vivere come rifugiati.

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RISPOSTA AD ALESSANDRO JOVINO SU "POPOLO EVANGELICO SII PRUDENTE" CON ISRAELE NON SI SCHERZA.

Caro Alessandro,

ho letto con interesse il tuo resoconto e ti invio alcune mie considerazioni in merito che probabilmente possono servirti ad un quadro più omogeneo della situazione. Anche se ci siamo incontrati forse un paio di volte in occasioni di incontri organizzati dal past. Bruno Ciccarelli, vorrei sottolinearti l'operato di Evangelici d'Italia per Israele (EDIPI) nel coinvolgimento all'operazione Har Hevron.

Inoltre devi considerare che gli incontri recenti di Palermo e Catania (in quest'ultimo ho partecipato) hanno avuto due preamboli al Centro Uria in autunno e a Torino a gennaio. In entrambi ero presente e se ti ricordi, ti avevo segnalato l'evento al Centro Uria e non essendoci il sen. Malan, forse non era in evidenza nella tua agenda. Anche a Torino non c'eri nel work-shop condotto da Walter Lento assieme al senatore Malan, il pastore Corrado Maggia e il sottoscritto: in maniera emblematica siamo tutti e quattro associati ad EDIPI!

Condivido con te l'importanza degli incontri siciliani vista la presenza degli ospiti israeliani, ma avendo partecipato a tutti e tre gli incontri con un mio contributo diverso a seconda dell'auditorio presente, posso garantirli sull'evoluzione del progetto nel suo insieme e nel contempo un ridimensionamento del coinvolgimento mio personale e di EDIPI come associazione. Per chi è stato attento a Catania, questa mia è stata una decisione maturata in risposta alla prima domanda di Walter e a cui ho fatto un preciso riferimento evangelico: "Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinchè il seminatore e il mietitire si rallegrino insieme. Poichè in questo è vero il detto -L'uno semina e l'altro miete-. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica".

Nel mio caso il riferimento alla semina era molto pertinente all'evento di Catania in quanto illustravo la vicenda sui semi ibridi di carciofi "Concerto" e "Opera" di una azienda di Catania piantati a Tifrah nel Neghev e ompletamente finanziata da EDIPI.

A questo punto è importante fare una precisazione sul modesto operato di EDIPI in relazione all'ambizioso progetto di Har Hevron. In più di un'occasione ho riconosciuto la valenza profetica dell'iniziativa che coinvoge in prima persona Walter Lento con Vincenzo Saladino che conosco da circa 6 anni, quando mi espose un progetto di collaborazione turistica tra la Calabria ed Israele. Ho anche fatto un chiaro riferimento al mancato adempimento della dichiarazione di Sanremo e come l'inizativa di Har Hevron rappresenterebbe una prima iniziale riparazione.

Fin qui non ho alcun problema nell'auspicare il miglior successo a questa iniziativa: d'altro canto la mia storia personale parte ben prima del 20/02/2002, data di nascita di EDIPI. Nel 1987, per primi in Italia, proponemmo i prodotti AHAWA, realizzati da Helena Rubinstein, con sali e fanghi del Mar Morto e poco dopo progettammo un sale speciale, sempre del Mar Morto, integrato con zolfo, per uso professionale in idroterapia (lo chiamammo SALE JERUSALEM). Pur avendo la possibilità di andare fin da allora in Israele su invito dei miei interlocutori professionali, attesi il 1995 in coincidenza di un importante evento internazionale pentecostale, avvalendomi dell'agenzia di viaggi del past. Alfonso Marchetta, ora con il Signore, che sarebbe diventato vicepresidente EDIPI. Da allora fino ad oggi sono andato ogni anno, e talvolta due, in Israele.

Per cui il mio interesse ha sempre mantenuto la doppia valenza economica/professionale con quella biblica/spirituale, caratterizzando l'attività della mia azienda (biaccabi.com), leader nazionale nel campo dell'ozono,in sinergia con l'attivita di EDIPI (edipi.net). Noi abbiamo seminato in piccolo e spero che con Har Hevron raccolgano in grande.

Se vuoi altri particolari sugli interscambi (importo ed esporto in Israele) o sui progetti sanitari in atto o in fase di verifica realizzativa, sono a tua disposizione; così come pure sul coinvolgimento societario con una cooperativa agricola del Neghev.

Inoltre è importante valutare l'operato di EDIPI in campo biblico/spirituale: siamo gli unici che organizziamo viaggi di archeologia biblica, abbiamo pubbliato oltre 20 libri specialistici sull'argomento di Isarele, tra Raduni Nazionali, Convegni Internazionali e Incontri Regionali abbiamo all'attivo più di 30 iniziative in 17 anni di attività e sempre coinvolgendo ebrei messianici, quelli cioè che, pur rimanendo ebrei al 100%, hanno avuto la rivelazione che Gesù è il Messia.

Questo è un punto delicato con i rapporti con Israele: EDIPI sostiene gli ebrei messianici che in molte areee periferiche di Israele, come potrebbe esser Har Hevron, se non perseguitati sono fortemente discriminati. Il fatto di aver levato la scritta di "Gesù Cristo è il Signore" a Catania è sintomatico, e bene ha fatto il pastore Ottavio Prato, che stimo e che si è comportato saggiamente, a precisare il suo operato, condividendolo pienamente, per la particolare situazione in cui è venuto a trovarsi. Altresì è da ricordare che qualche anno fa sempre nello stesso luogo con lo stesso Ottavio, la presenza dell'allora ben più importante ambasciatore di Israele in Italia, Noar Gilon, non comportò l'oscuramento della scritta "Gesù Cristo è il Signore".

Forse tu mi dirai che che in quest'ultimo caso si era assieme ad ebrei religiosi e non laici (l'ambasciatore Noar Gilon non aveva la kippah). Allora ti segnalo che nel 2005 il 4° Raduno EDIPI svoltosi a Milano nella chiesa del past. Giuseppe Piccolo, la scritta "Gesù Cristo è il Signore" era ben evidente e non fu rimossa: in sala c'era il presidente della Comunità Ebraica di Milano, il primo segretario dell'Ambasciata di Israle Shai Coen, e il rabbino Shlomo Bekor che mi inviò una lettera di ringraziamento e di apprezzamento. Successivamente potei anche testimoniare al rabbino del mio amore per Israele proprio come discepolo di Cristo il Messia. Walter Lento era presente sia allora a Catania che a Milano.

In sintesi il sostegno e l'aiuto a Israele (abbiamo contribuito al finaziamento dell'Air-Dome, lo scudo di protezione missilistica oltre alla realizzazione di un rifugio mobile a Sderot) lo facciamo con le Istituzioni ufficali come Keren Hayesod (aiuti per l'Aliyah) o KKL (aiuti per la forestazione di Israele). Mentre il nostro coinvolgimento economico è prioritariamente quello di sostenere le congregazioni ebreo-messianiche in ottemperanza a quanto scritto in Rom.15:27:"...infatti segli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali".

Per questo motivo, pur condividendone gli scopi, non mi son sentito di firmare il documento finale. Per EDIPI è molto più importante far crescere la Chiesa nel ruolo che avrà in questi ultimi tempi assieme ad Israele per l'avanzamento e la realizzazione del Regno di Dio. Pensiamo che i corsi di Israelologia iniziati con il prof. Rinaldo Diprose, direttore degli studi dell'IBEI, ora con il Signore e a suo tempo consigliere teologico di EDIPI, siamo funzionali al conseguimento dell'obbiettivo. Per questo motivo li stiamo riproponendo: appuntamento sabato 3 marzo a Milano (vedi edipi.net).

Shalom

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Popolo Evangelico, sii prudente! Con Israele (e quindi Dio) non si scherza!

Se pensate di leggere questo articolo ed avere le risposte a tutte le vostre domande, vi prego di non perdere tempo: non sarà così. Preferisco che non mi leggiate. Non ho nulla da pontificare ed insegnare su questo argomento. Ho semplicemente l’obiettivo di raccontare – come sempre faccio quando mi occupo di una cronaca giornalistica – delle conferenze tenutesi a Palermo e Catania “Uniti verso la Radice. Giudea ieri, oggi e domani con la chiesa cristiana unita”. In molti hanno “gridato allo scandalo”, in tanti all’apostasia, mentre dall’altra parte si è parlato di eventi profetici. Pare evidente a tutti che la scelta di tenere questi incontri in una chiesa evangelica non sia stata molto felice, ma più avanti affronterò anche questo argomento che ha così diviso il mondo evangelico. Chi esagera in un modo, chi nell’altro. Chi enfatizza, chi demonizza.

Eppure io faccio subito il mio appello: “Popolo Evangelico Italiano, sii prudente! Con Israele e con Dio, non si scherza!”. Il mio, credetemi, non è un appello rivolto agli uni piuttosto che agli altri. E’ “bipartisan”. Trasversale. Rivolto a tutti. Vorrei invitare i leader evangelici a mettere “i piedi per terra”: sia chi ha sostenuto questo evento, sia chi l’ha denigrato. Bisogna capire che, forse, non siamo certo noi il centro del mondo. Per questo, io vi pongo una semplice descrizione dei fatti, accompagnata come ovvio che sia da ciò che ho percepito. Di ciò che ho visto e udito. Perché, vi confesso, che per quanto mi riguarda, considero l’argomento così serio, spiritualmente delicato e teologicamente complesso, che prima di arrivare a conclusioni affrettate io mi fermo a riflettere per poi studiare, sempre ed ancora di più. Ma urge una chiarificazione, a caldo, di ciò che è successo. Dal mio, personale, punto di vista.

ANTEFATTO............... Continua a leggere su alessandroiovino.it

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Viaggi Edipi in Israele 2018

Il programma dei viaggi EDIPI per il 2018 in Israele prevede 3 opportunità interessanti:

1) a fine aprile con il progetto Har Hevron accompagnati dal capo delegazione EDIPI past. Corrado Maggia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2) nella seconda metà di agosto con un viaggio speciale di visita alle congregazioni messianiche: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3) dal 23 dicembre 2018 al 1° gennaio 2019 viaggio di archeologia biblica a Gerusalemme, Masada e nel desero del Neghev con il famoso archeologo Dan Bahat: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Chi fosse interessato può contattare al più presto i rispettivi riferenti agli indirizzi di posta elettronica indicati. I programmi, costi e le date verranno precisate, a seconda del numero dei partecipanti, rispettivamente entro marzo, luglio e novembre.

Shalom

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Il Super Bowl 2018 agli Eagles di Philadelphia.

La vittoria degli Eagles si può definire un vero miracolo. La squadra dei New Englands Patriots di Boston era data come super favorita, capitanata comm'era dal famoso quarterback Tom Brady, ma la sconfitta per 41-33 non ammette discussioni. Di vero miracolo esaudito si deve trattare viste le preghiere dei tifosi di Philadelfhia, tra cui moltissimi sionisti cristiani e che, se i Patriots potevano contare su Tom Brady, dall'altra parte Nick Foles quarterback degli Eagles, in predicato di diventare pastore evangelico, con i suoi lanci mandava in meta Zach Ert e Fred Barnett, con i più classichi "voli d'angelo" per evitare i placcaggi. Mete realizzate con spettacolari "voli d'angelo" da una squadra che aveva preparato in preghiera la partita e che prima di cominciare ha visto alcuni suoi giocatori a sugellare il patto con Dio con il battesimo per immersione. A fine partita Nick Foles ha voluto ringraziare il Signore Gesù riconoscendone il merito di questa vittoria, avendo trasmesso a tutti i giocatori, tra i quali molti credenti "born again", serenità, autocontrollo, concentrazione e consapevolezza della vittoria, dando quindi il via ad un'entuasiastica festa che ha coinvolto tutta Philadelphia. Lo sconfitto Tom Brady ha potuto invece solo consolarsi, assieme ai due figli, tra le braccia della moglie: la supermodella Gisele Bundchen.

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