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Attualità (476)

LETTERA APERTA A MARCELLO CICCHESE DI "NOTIZIE DI ISRAELE"

Caro Marcello, ieri riportavi l'articolo di Giordano Stabile sulla "Stampa" di Torino: l'ira di Abu Mazen "Noi a Gerusalemme prima degli Ebrei", con il sottotitolo,"il leader dell'ANP: i palestinesi discendono dai cananei". Tutto questo dipende oltre che dalle recenti decisioni dell'UNESCO, tendenti a cancellare qualsiasi riferimente alle radici ebraiche dell'area medio-orientale, anche per l'incoraggiamento dal successo del loro revisionismo storico e dal lavaggio di cervello del mondo con la GRANDE MENZOGNA di un popolo palestinese. Basandosi su quel mito, ora ,e proprio in concomitanza con il Giorno della Memoria, possono affermare di esse stati duplici vittime degli Ebrei: nella conquista di Canaan da parte degli Israeliti e di nuovo dagli Israeliani in tempi moderni. La conseguenza è la creazione del criminale ossimoro omologando gli ebrei di oggi ai nazisti di qualche decennio fa. C'è però un fatto che vorrei denunciare. Da troppo tempo circolano ancora Bibbie, anche di recentissima pubblicazione che riportano all'interno le cartine geografiche con la dicitura "La Palestina al tempo di Gesù", per non parlare... "ai tempi di Abramo". Tralascio di dilugarmi sul fatto che il termine Palestina è un nome coniato dai Romani nel 135 dC, per cancellare il nome di Israele, ma è grave che questo termine venga usato anche oggi con dei riferimenti decisamente sbagliati. Già qualche anno fa protestai con il Culto Evangelico delle domenica mattina alle 7:30 sul 1° programma della RAI nazionale che faceva riferimento al seminatore della famosa parabola evangelica, come fosse un contadino palestinese e in un'altra trasmissione definiva Maria, la madre di Gesù, una giovane palestinese. Se queste affermazioni circolano in ambienti cristiani, non dobbiamo stupirci se anche Arafat, in una vigilia di Natale, dichiarò che Gesù era un Palestinese. Mi piace concludere con quanto scrive Eli Hertz su "Questa terra è la mia terra". "Le contaddizioni abbondano; i leader palestinesi affermano di discendere dai Cananei, dai Filistei, dai Gebusei e dai primi Cristiani. Si sono appropriati di Gesù, ignorando la sua ebraicità, proclamando al tempo stesso che gli Ebrei non sono mai stati un popolo e non hanno mai costruito templo santi a Gerusalemme".

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News Letter da Amzi 19 gennaio 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi, 19 gennaio 2018 1. Come un’aquila 2. Apertura nella città di Haifa 3. Conferenza con risveglio spirituale 4. Carenza d’acqua 5. Luce in prigione 6. Link settimanale 1. Come un’aquila Najeeb e Elizabeth Atteih, Comunità arabo-cristiana Immanuel, Haifa Innanzitutto vogliamo comunicarvi una buona notizia e ringraziarvi per le vostre preghiere ed il vostro supporto. L’operazione all’anca di Najeebs è andata molto bene e i vostri contributi hanno coperto i nostri costi di pernottamento e di trattamento medico in Germania. Un versetto biblico ha particolarmente incoraggiato Najeeb: Isaia 40,31: “Ma quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze, s’alzano a volo come aquile; corrono e non si stancano, camminano e non s’affaticano.” A tale proposito alcune informazioni generali: le aquile vivono in media circa 70 anni. Quando hanno circa quaranta anni i loro artigli e il loro becco sono diventati molto lunghi. Per tale ragione hanno difficoltà a catturare le loro prede e a mangiarle. In tale fase della vita l’aquila si ritira in montagna spezza i suoi artigli e il suo becco e si strappa le piume di dosso. Poi si riposa nell’attesa che nuove piume, artigli e becco guariscano e crescano di nuovo. L’intero processo dura circa 150 giorni e alla fine l’aquila esce dal suo rifugio e vola di nuovo. Prima che Najeeb lasciasse l’ospedale ha chiesto ad un medico: „Quanto ci vuole perché la mia anca sia guarita?”Il medico ha risposto: „Circa 150 giorni”. Allora Najeeb si è ricordato del versetto e ha preso nuovo coraggio. 2. Apertura nella città di Haifa Comunità messianica Karmel, Haifa In dicembre abbiamo mandato un gruppo di persone che in collaborazione con altri gruppi provenienti da Kerem-El e altre comunità hanno diffusione la parola del vangelo durante il Festival “Chag HaChagim” (Festa delle Feste) al centro della città di Haifa. Questo festival multiculturale attira ogni anno diverse persone che abitano ad Haifa – giudei, cristianiemusulmani. I nostri gruppi hanno distribuito cedrate calde dicendo alle persone: „È gratuito come l’amore di Dio per Lei.” Sorprendentemente molte persone hanno subito detto: “È un credente messianico?” Quando abbiamo chiesto perché facessero questa domanda, una signora ha detto: “Perché tutti voi sapete come si dimostra l’amore”. Che grande testimonianza! Alcuni si sono accorti che i nostri gruppi erano composti da Giudei, Arabi e persone provenienti da altre nazioni, che cooperavano tutti insieme ed hanno detto: “Amo l’unità che c’è fra di voi!” Alcuni dei nostri hanno incontrato un uomo che aveva forti dolori all’ancae che camminava con una stampella. Hanno pregato per lui in nome di Jeschua ed è guarito completamente camminando senza stampella! Il nostro gruppo e l’uomo hanno battuto le mani dicendo: “Alleluia, grazieJeschua!” Molte persone che passavano di là si sono incuriosite e sono venute a sapere che: “Questo uomo aveva forti dolori all’anca, noi abbiamo semplicemente pregato per Lui nel nome di Jeschua e lui è guarito completamente! Jeschua è il messia, Lui si è caricato die nostri peccati e delle nostre malattie, è risorto dai morti e vive!”. Abbiamo avuto delle conversazioni molto profonde su Jeschua e sul vangelo e molti hanno preso un nuovo Testamento. 3. Conferenza con risveglio spirituale Hatim e Renate Jiryis, Comunità arabo-cristiana Tarshiha La scorsa domenica sera siamo ritornati dalla conferenza della nostra comunità cristiana a Betlemme. Siamo ancora profondamente ricolmi da tutto ciò che abbiamo vissuto. La conferenza è stata benedetta con messaggi pieni di Spirito Santo portati da parte di tre differenti predicatori provenienti dalla California e dalla Giordania. Durante il pomeriggio era anche possibile parlare e pregare con i tre predicatori, cosa che è stata davvero una grande benedizione. Abbiamo potuto trasmettere “live” l’intera conferenza attraverso il programma satellitare “Al Karma”. Siamo davvero colpiti e profondamente grati a Dio per averci regalato con questa conferenza la benedizione di una comunione fraterna e di un riempimento dello spirito. Tra i quasi 200 partecipanti (provenienti da Rama, Tarshiha e altre località nei dintorni) c’erano alcuni che erano venuti per la prima volta e che ancora non avevano una relazione personale con Gesù. Grazie a messaggi del vangelo, alcuni hanno deciso di affidare completamente la propria vita a Gesù, motivo per cui ci rallegriamo e ringraziamo il Signore! Una donna cresciuta senza alcuna conoscenza del vangelo, con la quale eravamo in contatto da lungo tempo e che si è fatta battezzare di nascosto da noi, ha potuto partecipare per la prima volta alla conferenza ed è stata riempita della parola dello spirito e rafforzata dalla comunanza fraterna. Durante la conferenza ha ricevuto la chiamata di una nipote che era alla ricerca della verità ed ha potuto, con l’aiuto della sua compagna di stanza credente, portare sua nipote a Gesù. 4. Carenza d’acqua Claude Ezagouri, Comunità messianica Morgenstern, Tiberias Nonostante gli ultimi due giorni di pioggia ci troviamo in una situazione precaria perché il livello dell’acqua del lago Genezareth si trova 5 metri al disotto della normalità. In estate il livello cala in modo estremo a causa delle temperature elevate e dell’evaporazione dell’acqua. Le sorgenti di acqua salata che si trovano nelle profondità del lago, potrebbero espandersi e rovinare il lago, nel caso in cui ci sia un forte abbassamento del livello dell’acqua. Diversi rabbini ortodossi hanno invitato a pregare e i credenti messianici fanno altrettanto. Nella bibbia la mancanza di pioggia è quasi sempre un segnale che indica la disapprovazione di Dio e il suo giudizio. Purtroppo lo stato della società in Israele è molto lontano dalla volontà di Dio, la corruzione è diffusa a livelli alti. Abbiamo bisogno di riconoscere profondamente la nostra condizione peccaminosa e di fare ritorno radicalmente a Dio. Preghiamo che Il Signore riversi la sua grazia su di noi e ci regali pioggia abbondante che bagni il nostro paese. 5. Luce in prigione Dov Bikas, Ministero Aviv, Tel Aviv e Beerscheva Georgy è uno dei tossicodipendenti che vanno e vengono nel centro Aviv. Siamo riusciti ad incoraggiarlo a partecipare ad una riabilitazione per la disintossicazione offerta da una organizzazione partner ad Aschkelon. È tornato da Dio ed ha imparato a conoscerlo meglio. Purtroppo subito dopo è stato condannato alla detenzione a causa di reati commessi prima della riabilitazione. I collaboratori della riabilitazione si sono molto rattristati nel sapere cosa era successo, fino a quando Georgy ha telefonato e ha raccontato che cosa era successo. Quando è stato portato nella sua cella ha visto un uomo che leggeva il nuovo testamento. Parlando insieme a lui, Georgy ha scoperto che si chiama Maxim e che anche lui ha partecipato al programma di riabilitazione ad Aschkelon. Georgy e Maxim sono molto contenti di essersi conosciuti. Per loro è evidente che Dio li ha fatti incontrare perché possano essere l’uno per l’altro un sostegno spirituale. Insieme diffondono il messaggio di Dio in prigione. Per piacere pregate per entrambi. 6. Link settimanale Ein Karem nei pressi di Gerusale

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LETTERA DI UN INDIANO D'AMERICA AI PALESTINESI

“Cari palestinesi, Chiariamo un paio di cose. Non azzardatevi a reclamare un genocidio quando la vostra è un’esplosione demografica. Non azzardatevi a continuare a rubare storie. Avete rubato l’identità di ciò che era conosciuto come ‘palestinese’. Prima della seconda guerra mondiale, quel termine significava ebreo. Ma va bene, è un termine coloniale, e sono sicuro che i miei amici ebrei non lo vogliono. Preferiscono farsi chiamare ebrei, giudei, israeliti e israeliani. Allora prendete la vostra spazzatura colonialista e andatevene. Voi non "avete passato quello che hanno passato gli indiani d'America". Nessuno vi ha costretto a parlare una lingua straniera e ad adorare Dio in un modo straniero, e nessuno ha rubato i vostri luoghi sacri. A dire il vero QUESTO E’ CIO’ CHE AVETE FATTO VOI.

Avete rubato luoghi sacri, avete costretto popoli indigeni a parlare arabo e ad adorare Dio come musulmani. In realtà non avete fatto una lotta per i diritti civili come quella dei neri d’America. I neri d’America non hanno fatto saltare in aria pizzerie e scuolabus pieni di studenti per ottenere pari diritti. Pulizia etnica? Allora perché c’è lo 0% di ebrei nella zona sotto controllo arabo dell’Autorità Palestinese, e quasi 2 milioni di arabi nelle zone sotto controllo ebraico? Penso sia chiaro chi è che fa pulizia etnica qui. La lotta degli indiani d'America contro il colonialismo? Chiunque abbia un’istruzione da terza elementare sa che gli arabi sono in realtà i coloni che colonizzarono l’intera maledetta regione nel 7° secolo, con l’uccisione e la conversione forzata degli indigeni di tutta la regione. VOI NON SIETE GLI INDIGENI DELLE TERRE CHE VOLETE RIVENDICARE.

Ripetete con me: "Gli ebrei vengono dalla Giudea, gli arabi vengono dall’Arabia". Assolutamente senza alcuna stima, Ryan Bellerose”

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EDIPI alla Giornata della Memoria di Padova.

Con l'inaugurazione della mostra "Padova - Le leggi razziali - Lo sterminio" sono iniziate le manifestazioni per il Giorno della Memoria che culminerà al 27 gennaio. Anche quest'anno Evangelici d'Italia per Israele ha partecipato con il presidente past. Ivan Basana ed alcuni associati. Per l'occasione sono stati donati all'assessore alla cultura del comune di Padova, Andrea Colasio, alcune copie del libro di Marcello Cicchese "La superbia dei Gentili" e di Derek White "La strada verso l'Olocausto". Nella mostra ampio spazio è stato dedicato alle leggi razziali segnalando il fatto che l'emargianzione degli ebrei dalla società italiana sia iniziata nelle scuole con il R.D.L.5 settembre 1938 - XVI n° 1390 per i Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista. La successiva legislazione con il R.D.L.17 novembre 1938 - XVII n° 1728 per i Provvedimenti per la difesa della razza italiana, definiva chi doveva esser considerato di "Razza ebraica" e imponeva limitazioni agli ebrei, tra le quali: limitazioni al diritto di proprietà, l'esclusione dagli impieghi pubblici, perdita della patria potestà nei confronti dei figli convertiti e della cittadinanza concessa agli ebrei dopo la data del 1° gennaio 1919. Altre due sezioni fanno riferimento al campo di concentramento provinciale di Vò Euganeo e alle vicende di alcuni casi di solidarietà verso i perseguitati, tra cui Placido Cortese, Lucia De Marchi e l'alpino veronese Tullo Centurioni che salvò molti ebrei attraversando i valichi tra l'Italia e la Svizzera, terminando però arrestato e di lui si persero le traccie ad Auschwitz: un vero mirabile esempio di altissima dignità morale e generoso spirito di sacrificio ed umana solidarietà.

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I principi base della geopolitica

I principi base della geopolitica. Cinque brevissimi video. I popoli sono spinti all’azione dalla ricerca di riso

rse economiche, di sistemi di difesa (delle risorse, delle terre, delle persone)e dall’attaccamento emotivo a ciò di cui si sentono parte. Questi tre elementi tendono a rimanere stabili nel tempo, perché dipendono dal luogo in cui si nasce e si vive. A cambiare le condizioni in cui si svolge la storia dei popoli e a segnare le grandi svolte della storia umana sono le innovazioni tecnologiche, perché cambiano i sistemi di produzione, quindi cambiano le gerarchie sociali, modificano l’importanza economica delle diverse risorse sparse sul territorio, spesso cambiano anche le possibilità di difesa. Vi proponiamo cinque brevissimi video che illustrano in pochi minuti questi principi di base della geopolitica. Continua a leggere articolo su FCDF

Che cosa è la geopolitica

La tecnologia cambia la geografia e la storia

La tecnologia cambia la sicurezza e la difesa

La tecnologia amplia il gruppo di appartenenza

Le ideologie: strumento della politica, base dei diritti

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La Bibbia aveva ragione, l'archeologia lo conferma

Avvenire non lo dimentichi quando pubblica le veline palestiniste

Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 06/01/2018, a pag.20 con il titolo "Gerusalemme, trovato un sigillo di 2700 anni fa. Apparteneva a un governatore e conferma la Bibbia " la cronaca di uno dei tanti ritrovamenti archeologici che testimoniano la continuità della presenta del popolo ebraico nella regione. AVVENIRE dovrebbe non dimenticarlo quando pubblica le veline palestiniste che reclamano il possesso di una terra che non è mai stata loro. Le righe finali rivelano l'abituale ignoranza/pregiudizio del quotidiano dei vescovi che predomina quando di mezzo c'è Israele.

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CONTRIBUTO POETICO DI PASQUALE RINELI, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA 2018

CONTRIBUTO POETICO DI PASQUALE RINELI, SOCIO EDIPI, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA MEMORIA 2018 AUSCHWITZ

Quel luogo preparato apposta

Per mettere fine all'esistenza,

Per scrivere la parola"basta"

Ai sogni, alla vita, alla speranza.

Quel luogo di morte e di dolore

Dove il pianto era viver quotidiano,

Dov'era bandita la parola "amore"

E dove non c'era niente di umano.

Quel luogo ove la follia umana

Raggiunse l'apice del male,

Per cui a una mente sana

Sembrò assurdo ciò che fu reale.

I luoghi a perenni testimoni

Di ciò che assurdo parve poco,

Dove fumano ancora quei mattoni

Di umana carne che vi prese foco.

La storia cambiò da quel momento

Come la coscienza della gente,

Per quei milioni che patirono il tormento

Perché il resto non seppe fare niente.

Milioni di vittime innocenti

Subirono ciò che nega la ragione

E nessuno udiva quei lamenti

Finché non venne aperta la prigione.

Allora l'evidenza ferì lo sguardo

Da lasciare tutti senza fiato,

L'evento si capì ma con ritardo:

Il crimine era stato consumato.

Ricordando quel tempo di terrore

Speriamo in un futuro assai migliore,

Fatto di pace, fratellanza e amore

Che ripaghi in parte il passato errore.

Questo è l'augurio più sincero

Da fare in questo Giorno di Memoria,

Usare energie, tempo e pensiero

Per bandire l'odio dalla storia.

Pasquale Rineli socio Edipi

Gennaio 2018 Giornata della Memoria.

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Gli Stati Uniti e la diplomazia dei dollari: "Taglieremo i fondi anche ai palestinesi"

Dopo Onu e Pakistan, Washington insiste sulla linea del pragmatismo  di Fiamma Nirenstein

Show me your money, mostrami i soldi, è un modo di dire per verificare le intenzioni dell'interlocutore. Non si scherza coi soldi. Trump è un businessman e lo fa sapere ai suoi elettori, come quando rivede il bilancio del suo Paese, tagliando di qua (clima, sanità), aumentando di là (difesa). Le notizie delle ultime settimane sono tagli di contributi internazionali che segnalano altrettante scelte strategiche dell'amministrazione Trump. Tutte chiedono rispetto per le scelte americane e per una attiva visione del mondo. Il contrario di Obama che pensava che il suo compito fosse tirarsi indietro, cancellare un'influenza storica che riteneva oppressiva. Il presidente ha usato il suo temibile tweet chiedendo perché mai dovrebbe seguitare a contribuire miliardi ai palestinesi quando essi «non hanno intenzione di parlare di pace». Trump ha anche detto che la questione di Gerusalemme avrebbe richiesto un prezzo elevato anche da Israele. Come a segnalare che Netanyahu avrebbe dovuto, se i palestinesi avessero accettato la trattativa, cedere qualcosa di importante. Insomma, Trump dice: ci tenevo alle trattative, e i palestinesi boicottano. Gli Usa dal 1990 hanno portato nelle loro casse 5 miliardi di dollari. Dopo tanta spesa e così poca simpatia, Trump si è stufato, e se l'America non piace perché dovrebbe seguitare a versare più di 300 milioni dollari l'anno? Poche ore avanti la sua ambasciatrice Nicky Haley aveva minacciato un altro importante taglio, che va insieme alla minaccia del taglio dei fondi Usa all'Onu. Si tratta dei fondi trasferiti all'Unrwa, 386 milioni nel 2016: un'organizzazione nata nel 1948 per i profughi palestinesi. Invece di ricollocarli li ha tenuti in campi negli anni fino a farne milioni di pretendenti al «ritorno» in Israele. È un'organizzazione permanente per profughi, figli, i nipoti, i pronipoti, ed è in odore di complicità con Hamas.

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Risultati e speranze

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cambia l’anno, se non quello religioso, almeno per gli ebrei, quello civile, economico, politico. Ed arriva il momento di fare i bilanci ed esprimere speranze. Dal punto di vista politico di Israele e di chi lo appoggia come noi, quello trascorso non è stato un cattivo anno. Mentre il 2016 si era chiuso con il vergognoso e disastroso appoggio di Obama a una mozione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (le sole mozioni Onu che contano, perché possono sfociare in sanzioni e perfino in atti militari, mentre quelle dell’Assemblea Generale valgono la carta su cui sono scritte) e con la sostanziale alleanza fra Usa e Iran, l’anno appena finito si è chiuso col riconoscimento di Gerusalemme, con la nuova rivolta in Iran e col veto americano alla risoluzione antisraeliana del Consiglio di sicurezza.

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News letter da Amzi, 20 dicembre 2017

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi, 20 dicembre 2017

Vi auguriamo buone feste e la benedizione del Signore per il nuovo anno!

1. Parola di Dio in occasione di Chanukka

2. Visite natalizie

3. Valido o no?

4. Azione nel Parco Centrale

5. Israele festeggia 100 anni dalla visita di Allenby

6. Link della settimana

1. Parola di Dio in occasione di Chanukka

Meno Kalisher, Comunità messianica “Jerusalem Assembly” 

Come per ogni altra festa giudea, anche in occasione di Chanukka abbiamo preparato un’azione di evangelizzazione. Le modalità sono differenti, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: comunicare il messaggio di Dio in modo chiaro. Crediamo che la parola di Dio sia vivente e che possa effettuare cambiamenti quando raggiunge il cuore di una persona. Crediamo che Gesù, Jeschua, sia il cuore del Vangelo e che Lui è la via, la verità e la vita. Per catturare l’attenzione delle persone, oltre ad azioni di distribuzione settimanali, con le quali distribuiamo trattati nelle cassette postali, ricorriamo anche all’utilizzo di mezzi di comunicazione con i quali la gente trascorre molto tempo. Abbiamo prodotto una serie di video animati che raccontano la storia della salvezza. Ogni film, della durata di circa tre minuti, è facile da capire e piacevole da vedere. Offriamo gratuitamente anche bibbie e altri libri. Per piacere pregate insieme a noi per la salvezza di Israele.

2. Visite natalizie

Nihad Salman, comunità arabo-cristiana “Immanuel”, Betlemme

Desideriamo che a Betlemme ogni persona possa conoscere personalmente Gesù Cristo, il motivo per cui festeggiamo il Natale. Questo è un momento in cui ci si regala qualcosa reciprocamente. I bambini della nostra chiesa hanno già cominciato a comprare con i loro risparmi piccoli regali per i bambini poveri. I giovani stanno raccogliendo viveri e altre cose con le quali vogliono preparare dei pacchetti regali per famiglie bisognose. A prescindere dall’età, il nostro compito è quello di trasmettere il messaggio natalizio: “è un regalo!”. Come Dio ci ha dato suo figlio, così dovremmo essere noi pronti a dare. Ci divideremo in gruppi e distribuiremo pacchi con generi alimentari e regali a famiglie cristiane e non. Canteremo, trasmetteremo il messaggio del vangelo e pregheremo. Queste visite saranno effettuate tra il 20 e il 23 dicembre. Pregate che portino frutto.

3. Valido o no?

Marianna Gol, Attività di sostegno per madri sole con i loro figli, Beerscheva

L. si é presentata davanti al Tribunale Rabbinico. Il risultato di questa udienza ha portato un cambiamento nelle sue richieste di preghiera. Il tribunale non ha affrontato il tema dell’affidamento della cura e tutela del figlio perché prima deve essere chiarito se il matrimonio è “kosher” quindi valido oppure no. Di fatto sussistono i tre presupposti perché il matrimonio possa essere riconosciuto “kosher” valido, tuttavia se i rabbini dovessero riconoscerlo come tale, allora riconoscerebbero in generale come legali tutti i matrimoni messianici. Per L. e il diritto di affidamento di suo figlio non sarebbe una cosa buona. Se invece il suo matrimonio non dovesse essere riconosciuto dai rabbini come valido, allora il Tribunale non sarebbe competente a decidere sul caso, cosa che per L. sarebbe un vantaggio. E., il marito, ha proposto una mediazione. L’avvocato di L. ha preparato un accordo contenente le seguenti condizioni: - L. und E. dovrebbero avere entrambi la possibilità di crescere B. . - L. und E. dovrebbero avere il diritto di portare il proprio figlio B. nelle relative comunità religiose di appartenenza (pertanto L. potrebbe crescere suo figlio nella fede). - E. dovrebbe usufruire di un sostegno terapeutico che lo aiuti ad imparare a controllare la propria rabbia. Per piacere pregate che E. accetti l’accordo proposto e che il matrimonio venga dichiarato non kosher, cioè invalido.

4. Azione nel Parco Centrale

Andy Ball, “Societá Biblica”, Tel Aviv

Il gruppo della “Società biblica” ha da poco effettuato una azione nel Parco Centrale presso la vecchia stazione, dove dormono alcuni rifugiati e si riuniscono drogati, senza tetto e prostitute . Non appena abbiamo cominciato a portare le bibbie sui tavoli è arrivato un uomo che ha chiesto se portavamo qualcosa da mangiare. Abbiamo parlato con lui ed alla fine ha chiesto se potevamo pregare per lui. Che inizio! Eravamo stupiti da quanto le persone fossero affamate non solo di cibo, ma anche della parola di Dio. Abbiamo parlato con rifugiati del Sudan, che sono musulmani. Di solito partono con una discussione, ma poi generalmente accettano di prendere una bibbia in arabo. Il Parco era anche pieno di eritrei e le bibbie in Tigrino sono sparite come panini freschi di giornata. Due eritrei non riuscivano a credere che siamo giudei che credono in Gesù e trasmettono il messaggio di Dio in questo Parco. Tutte le persone per le quali non avevamo la lingua richiesta, le abbiamo invitate a passare alla Libreria Biblica per prendere la bibbia nella loro lingua madre. Un uomo è passato e si è rallegrato del regalo. Per piacere pregate che in questo Parco, dove ora regna il buio, brilli la luce da Dio.

5. Israele festeggia 100 anni dalla visita di Allenby

100 anni fa l’armata britannica conquistò la Palestina vincendo gli ottomani durante la prima guerra mondiale. Il feldmaresciallo Edmund Allenby entrò a Gerusalemme l’11 Dicembre 1917, a piedi, attraverso la Porta di Jaffa. Giudei e soldati britannici vedevano in lui non solo un comandante e liberatore, ma anche l’ambasciatore di un messaggio religioso. Durante la sua prima visita nella città santa, Allenby era accompagnato da rappresentanti di diverse comunità religiose in Gerusalemme. Lunedì scorso il maestro cerimoniale, il filologo Avschalom Kor, ha ricordato che la proclamazione di Allenby è stata la prima dichiarazione ufficiale che ha fatto uso della lingua ebraica quasi-statale nel territorio di Israele a partire dalla conquista di Gerusalemme da parte dei Romani nel 70 d. C..

6. Link della settimana

1917: Feldmaresciallo Allenby entra a Gerusalemme

171214 <http://www.amzi.org/>

http://youtu.be/zw-d07p_FTw

*amzi-focus-israel.net

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