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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (226)

Viaggio Edipi in Israele 2017

Il viaggio di quest'anno di fine agosto è stato organizzato in seguito alla notizia della grande crescita per le congregazioni messianiche in Israele. La notizia ce la diedero i coniugi Lazarus durante il recente convegno di Napoli. La conseguenza fu che decidemmo di portare urgentemente l'aiuto economico alle congregazione più impegnate nell'evangelizzazione.

Il gruppo era formato dalla famiglia Basana al completo, anche con la piccola Shir, Giovanni Giardino e Nazario Melchionda. Già prima di atterrare c'era una febbrile attesa segnalata dal continuo scrutare il finestrino dell'aereo (fig.1).

Appena atterrati all'aereoporto Ben Gurion ci aspettava Israel Poctar pastore ebreo messianico originario della Crimea (fig.2), attualmente impegnato a coinvolgere gli ebrei con tour turistici biblici a scopo evangelistico; questa strategia, anche se costosa, stà avendo un vero successo e per questo abbiamo pensato per primo a lui con un importante offerta di sostegno. Abbiamo pregato per lui e sotto la Menorah dell'aereoporto (fig.3)abbiamo rinnovato l'impegno del sostegno di EDIPI.

Uno degli appuntamenti era anche con il Caspari Center di Gerusalemme (fig.4) per consegnare ai responsabili, che ci avevano concesso gratuitamente il copyright del libro su Rabinowitz, alcune copie del libro appena tradotto in italiano (fig.5).

Sempre riguardo ai libri abbiamo incontrato Fulvio Canetti (fig.6) medico ebreo di origine italiana (è stato "mohel" di molte comunità ebraiche, cioè il circoncisore) con cui c'è un accordo per pubblicare un libro scritto a quattro mani con il prof. Marcello Cicchese come commentario alle parashot lette settimanalmente in sinagoga. La pubblicazione uscirà con un compendio illustrativo di incisioni d'epoca sui personaggi biblici trattatti. In tal senso parte dell'incontro è stato dedicato per scegliere appunto le illustrazioni (fig.7).L'incontro è stato fatto nei giardini di Christ Church vicino alla porta di Jaffa, alla cui uscita un ebreo ortodossso ci ha incontrato cantando e suonando la chitarra (fig.8).

"Questo è un paese in cui mi piacerebbe abitare" è una frase della mia nipotina Shir, senza esser sollecitata da alcuno, che ha detto in più di un occasione: piccole socie EDIPI crescono...(fig.9).

Sempre nel giardino di Christ Church abbiamo incontrato Angel Gerber del ministero "El vino nuevo" (fig.10); questa è l'unica nota negativa in quanto per ostacoli di natura economica e soprattutto burocratica, il progetto di fare un kibbutz messianico sul Golan per la coltivazione della vite, al momento non si farà. Angel in questi mesi si recherà a New York per insegnare Israelologia in alcune congregazioni latino americane negli USA. Abbiamo pregato con e per lui per un problema agli occhi, infatti si dovrà operare per una cateratta.

Anche l'aspetto turistico è stato interessante, portandoci a visitare posti di Gerusalemme conosciuti (fig.11), nuovi eventi commoventi come i soldati al Muro del pianto (fig.12)o la carrelata di poster storici nella sede di Keren Hyesod a Gerusalemme (fig.13). Sempre in quest'ultima sede abbiamo incontrato Vito Anav (fig.14), che oltre a farci fare un breve giro turistico sulle zone limitrofe (fig.15 con l'imponente storica sede dei salesiani) ci ha illustrato dettagliatamente sul progetto Ettore Castiglioni (fig. 16), che EDIPI, Keren Hayesod e L'Istituto di Cultura Italiano dell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv stanno realizzando nei confronti di questo eroe dimenticato che perse la vita nel salvare ebrei e italiani (tra cui Luigi Einaudi, il primo presidente della Repubblica Italiana) dalla barbarie nazista. Il progetto prevede un viaggio speciale in Israele che si farà dal 7 al 14 dicembre nel periodo di Hannukkà.

 

Passeggiando per Gerusalemme abbiamo visto solo visi gioiosi (fig.17). Molto toccante la visita che abbiamo fatto al Muro del Pianto (fig.18) che è coincisa con l'inizio dello Shabbat; la presenza di molte numerose famiglie con bambini (fig.19), testimonia quanto radicato sia questo evento tra gli ebrei (fig.20), con la bandiera di Israele sempre vigile e sventolante (fig.21). All'imbrunire poco dopo l'inizio dello shabbat la piazza si è riempita (fig.22) e non poteva mancare lo scontato e irrinunciabile selfie tra di noi (fig.23).

L'altro ministero che sosteniamo per l'impegno evangelistico è quello di Menachem "Meno" Kalischer (fig,24), al quale abbiamo strappato la promessa per venire al prossimo raduno nazionale EDIPI del 2018.

Abbiamo incontrato anche la vecchia conoscenza di Dan Bahat (fig.25)per programmare il prossimo viaggio di archeologia biblica nel deserto del Neghev. Incontreremo ancora Dan anche nel viaggio di dicembre per l'evento su Ettore Castiglioni e ci parlerà della Spianata del Tempio e sulle assurde posizione dell'Unesco: "Con le decisioni dell'Unesco, dalla storia me ne esco!"(fig.26).

Prima di rientrare abbiamo voluto fare un ulteriore ultimo giro per Gerusalemme e questa è l'immagine più cara che abbiamo impresso nella nostra memoria (fig.27).

Non ci siamo dimenticati di Rachel e Gilad del ministerio Bet Netanel di En Keren, altra coppia che sosteniamo visto anche il gemellaggio che abbiamo con loro.

Prima di partire da tel Aviv abbiamo voluto salutare Theodor Herzl garantendogli che il suo sogno si è avverato! (fig.29). Shalom

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EC4I resoconto mensile – Settembre 2017

ECI celebra il 120° anniversario del primo congresso sionista a Basilea – Per l’Europa è tempo di celebrare lo stato ebraico Basilea – In un inaspettato volgersi degli accadimenti, il 31 agosto scorso la Coalizione Europea per Israele ha finito per ospitare l’unico evento ufficiale per la celebrazione del 120° anniversario del primo congresso sionista di Basilea. Quando il governo israeliano rinunciò ad organizzare una cerimonia ufficiale, al momento non risultava alcun evento celebrativo di quella data così importante per il popolo ebraico. Tutto però cambiò quando ECI organizzò una cena commemorativa nel Grand Hotel Le Trois Rois, il giovedì 31 agosto scorso. Nella sua nota di benvenuto, il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* ha ricordato ai presenti il fatto che l’Europa è, allo stesso tempo, il luogo di nascita dello stato ebraico ed il più grande cimitero nel modo del popolo ebreo. Ha dunque affermato che: “Studiando la storia degli ebrei in Europa, si vedono due diversi percorsi; uno fatto da crociate, pogrom ed olocausto, ed un altro fatto di rinascita e vita fiorente. Uno porta alla maledizione ed alla morte, mentre l’altro porta alla benedizione ed alla vita. Uno è definito dal processo *Dreyfus* a Parigi nel 1895, dall’ascesa di *Hitler* a Berlino nel 1933, seguita dalla notte dei cristalli del 1938, che culminò più avanti nell’olocausto. L’altro è segnato dal congresso sionista di Basilea nel 1897, dalla dichiarazione di Balfour a Londra nel 1917 e dal riconoscimento del diritto del popolo ebraico a ricostituire la propria patria in Israele, sancito a San Remo nel 1920. Quale percorso scegliamo oggi?”. Sandell poi ha concluso citando le parole del Deuteronomio che ci incoraggia a “scegliere la vita così che tu ed i tuoi figli possiate vivere”. L’ospite d’onore, il principe *Philip Kiril von Preussen*, ha raccontato come il suo trisnonno, l’ultimo imperatore di Germania, il Kaiser *Guglielmo II*, aveva scelto il percorso sbagliato, negando la richiesta di *Theodor Herzl *di diventare il protettore della nazione ebraica nella loro terra d’Israele. Concludendo ha affermato che: “Qualche anno dopo la Germania perse la Guerra ed il Kaiser la sua corona, aprendo così la strada all’ascesa di Hitler e all’olocausto. Invece di scegliere un’evidente benedizione per la Germania, ha scelto una maledizione”. L’ambasciatore israeliano in Svizzera, *Jacob Keidar*, ha ringraziato ECI per aver organizzato la serata, avendo così evitato che l’evento del 31 agosto passasse inosservato nella terra in cui ebbe vita lo stato d’Israele. Il capo della comunità ebraica di Basilea, *Guy Rueff*, ha parlato di come il governo federale aveva celebrato il 120° anniversario due settimane prima ed ha ringraziato ECI per aver onorato Basilea, con una cena commemorativa, nel giorno esatto dell’evento. Ha anche ricordato che Basilea fu scelta nel 1897 grazie al sostegno della popolazione Cristiana ed ha aggiunto che: “Questa amicizia e sostegno è di grande importanza in questo giorno quindi è giusto che un gruppo Cristiano come ECI abbia deciso di celebrare il 120° anniversario con una sua propria celebrazione”. Sandell ha commentato che la riunione era stata organizzata seguendo lo spirito di grandi uomini come il reverendo *William Hechler *ed *Henri Dunant* che erano tra i dieci cristiani che presero parte al congresso. Ha affermato: “Come coalizione, vogliamo costruire sullo stesso legame di amicizia con il popolo ebraico e lo stato d’Israele”. La cena celebrativa era stata preceduta da una conferenza di preghiera organizzata dal direttore fondatore della Global Prayer Call, *Harald Eckert*, nella quale il cappellano della Christ Church di Gerusalemme, *David Pileggi*, aveva presentato il ruolo del leader Cristiano William Hechler nell’assistenza a Theodor Herzl, per coronare il suo sogno di un Congresso Sionista e di uno stato ebraico. Gregory Lafitte: l’occidente deve riconoscere le proprie radici ebraiche Basilea – Il discorso principale della serata è stato portato dal dott. *Gregory Lafitte*, del Forum per la Diplomazia Culturale. Il quale ha ricordato agli astanti che il delgati di 120 anni fa non erano solamente dei politici, ma anche scrittori, pensatori e membri di accademie. Ha citato anche il filosofo *Leo Strauss* che disse “La politica sionista deve essere basata sulla cultura”. Lafitte ha proseguito parlando delle due culture che hanno formato la civiltà occidentale, dicendo che: “Mentre il contributo dato dalla Grecia è stato opportunamente riconosciuto, non altrettanto è stato fatto per quello ebraico. Ora la comunità internazionale deve anche riconoscere le proprie radici ebraiche”. “La cultura ebraica ha spesso corso il rischio di essere assimilate o assorbita da quella greca. La nostra civiltà è debitrice più a Gerusalemme che ad Atene” ha sottolineato Lafitte, aspettando il giorno in cui la nostra eredità ebraica prenderà il posto centrale nella nostra cultura e ci sarà un vero ritorno a Sion. “Il sionismo è molto di più del ricreare uno stato ebraico” ha enfatizzato, citando *Theodor Herzl* che descrisse l’essenza del sionismo come un “ideale infinto”. Nel suo discorso ha evidenziato il contrato tra il pensiero greco e quello ebraico, piegando ed illustrando le differenze. Nel pensiero greco, tutto è incentrato sulla ragione, finita e fallace, mentre la cultura ebraica è incentrata sull’infinito e sulla speranza. La cultura greca cerca soluzioni nel qui e nell’adesso, ma il pensiero ebraico presenta una speranza per il futuro e dà una visione per l’eternità. Ma, ancora più importante, gli dei greci sono a sembianza degli uomini, mentre nella cultura ebraica è l’uomo ad essere ad immagine di Dio. Non voleva escludere la cultura greca, ma piuttosto voleva stabilirla al posto giusto e col giusto significato nella cultura di oggi. La cultura ebraica è stata tristemente trascurata nel passato ed ora è il momento che il mondo ne riconosca l’importanza ed il significato nella nostra cultura occidentale. Questo è stato l’obiettivo del Forum per la Diplomazia Culturale creato da ECI alle Nazioni Unite di New York per suscitare attenzione verso i numerosi contributi ebraici alla comunità internazionale, nella sua ricerca della pace. In conclusione, ha fatto notare che la visione sionista non si è completamente realizzata con la nascita dello stato ebraico. “L’adempimento della visione sionista non è ancora complete. Il sogno di Herzl –trasmesso nel primo congresso- è ancora vivo e valido oggi. Sì, lo stato di Israele è stato creato nuovamente, e gli ebrei non devono più combattere con l’unica alternativa: quella di essere assimilate ad un’altra cultura. Ma la visione deve ancora essere pienamente adempiuta, non solo a livello individuale ma ad un livello nazionale. Lo stato d’Israele non dovrebbe solo essere considerato semplicemente una nazione ricostituita, come un altro stato simile alla Grecia, ma dovrebbe essere riconosciuto come stato ebraico, e giocare pienamente il suo ruolo come luce delle nazioni”. L’intero discorso sarà pubblicato in seguito e messo sul sito web del Forum per l a Diplomazia Culturale. L’autorità palestinese rinnova il proprio programma – ECI: l’Europa dovrebbe smettere di finanziare il radicalismo e l’odio Bruxelles – L’Autorità Palestinese (AP) è impegnata dagli accordi di Oslo a preparare i propri cittadini alla coesistenza ed alla pace. Comunque, come ECI ha evidenziato molte volte in passato, la realtà nei territori palestinesi rivela un programma diverso. Attraverso una cultura di odio e demonizzazione, l’Autorità Palestinese continua ad incitare alla violenza contro la popolazione ebraica e ad onorare e ricompensare i terroristi condannati e quelli suicidi. Nel mese corrente l’Autorità Palestinese presenterà un nuovo programma per le scuole che, nonostante le proteste internazionali, continuerà a demonizzare il popolo ebreo e non metterà in atto alcun sforzo per preparare i propri bambini alla pace ed alla coesistenza. I contenuti dei libri di testo palestinesi sono stati criticati da molti anni, ma il programma non è stato modificato. Parte della colpa ricade sull’Unione Europea che rappresenta il più grande finanziatore dell’AP ed ha la responsabilità di assicurarsi che i suoi generosi fondi vengano utilizzati per preparare una via per la pace e non un’ulteriore radicalizzazione. All’interno della UE, alcuni stati membri si sono impegnati ad aiutare l’AP a formulare un nuovo programma per le scuole. Questi paesi sono la Finlandia, la Norvegia (anche se non membro della UE), l’Irlanda e l’Olanda. Oggi il comitato è guidato dalla Finlandia che ha ricevuto il riconoscimento internazionale per la bontà del suo sistema scolastico. Ma la questione è che oggi la Finlandia con altri stati membri della UE sta esportando la radicalizzazione in una delle regioni più instabili del mondo e non aiuta lo sviluppo ed il progresso. ECI si impegnerà con i governi dei suddetti stati e con la UE per assicurarsi che l’Europa innalzi il proprio impegno per I valori universali e per la pace. Siamo ECI Il comitato di ECI si riunisce a Gerusalemme e prepara il 15° anniversario Gerusalemme – Nel preparare il 15° anniversario di ECI del prossimo anno, il comitato e lo staff della Coalizione Europea per Israele si sono riuniti a Gerusalemme, per una riunione molto importante. Diversamente dallo scorso anno, quando il comitato incontrò il primo ministro *Netanyahu*, quest’anno l’attenzione è stata sulle questioni internazionali. Ha detto *Tomas Sandell*: “Considerato che ECI è uscita dalla fase pionieristica, è importante fare una pausa e guardare indietro in questi passati 15 anni e guardare avanti verso il futuro. Come gli edifici, anche le organizzazioni fatte da mano d’uomini hanno bisogno di rinnovamento e di aggiustamento, col passar del tempo. Così anche ECI ha bisogno di svilupparsi ed adattarsi per soddisfare meglio le crescenti richieste del futuro”. Attualmente il comitato è costituito da *Tor G. Gull* (presidente), *Bedros Nassanian* (vice presidente), *Rick Ridings*, *Antti Hämäläinen* e *Bo Sander*. Presenti a Gerusalemme erano anche Tomas Sandell, *Katariina Salmi*, *Ruth Daskalopoulou-Isaac*, *Gregory Lafitte* ed *Andrew Tucker*. Uno dei temi in discussione è stato il concetto dei “promotori di ECI” i quali possono aiutare a diffondere le informazioni riguardo al lavoro di ECI in Europa e nel mondo, mentre il comitato ed I membri dello staff sono principalmente occupati a raggiungere le persone che prendono le decisioni. In qualità di nuovo membro del comitato, Bo Sander ha detto: “ECI ha un grande potenziale nella sua attuale rete di amici. Ma dobbiamo migliorarci nell’evidenziare che ECI non è sostenuta nè dall’Unione Europea nè da agenzie governative, ma è un’opera senza fini di lucro che dipende solo dalla generosità dei suoi sostenitori. Fornendo ai volontari presentazioni in Power Point ed altri strumenti di divulgazione, questi possono diventare nostri ambasciatori tra quegli amici di Israele che non sanno nulla del lavoro di ECI”. Questi, ed altri progetti saranno presentati più nel dettaglio durante l’anno ed un gruppo special preparerà la visione per ECI 2025. European Report torna nello studio nel Parlamento Europeo per discutere del significato del Sionismo, 120 dopo il primo congresso sionista

EC4I

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Relazione del viaggio del pastore Antonio Izzo con il pastore Mario Ambrosone in Israele

E' stato un viaggio benedetto dal Signore: come sempre abbiamo visitato molti posti e in particolare il villaggio israeliano di Nazareth, la presunta area del Golgota, il Monte degli Ulivi. La cosa che più mi rimane nel cuore sono sempre i momenti di preghiera quando siamo insieme ai fratelli ebrei davanti al muro occidentale.

Un'altra realtà ha colpito il nostro cuore ed è quella di aver visitato Yad Vashem il museo ebraico che riporta la storia della Shoah. Bello poi vivere momenti di preghiera con la congregazion messianica a noi gemellata del pastore Micky Yaron

L'unica delusione la si ha soltanto quando devi ritornare in aeroporto per fare ritorno alla propria città.

Oggi 1 agosto per 7 giorni abbiamo la gioia di avere ospite con noi 2 sorelle messianiche appartenenti alla congregazione del pastore Micky Yaron: abbiamo fatto visitar loro parte di Napoli e condiviso toccanti momenti di preghiera. Antonio Izzo

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Resoconto - convegno EDIPI-Campania 2017

Si è concluso nei migliori dei modi e al di là delle più rosee aspettative il convegno EDIPI-Campania 2017.

Con la sapiente regia ed organizzazione del past. Bruno Ciccarelli abbiamo potuto accompagnare David e Michaella Lazarus in alcune chiese, tra le più importanti della provincia di Napoli e Caserta. Nel dettaglio il programma con Andie e Ivan Basana nella veste di presentatori.

1°giorno, giovedì 29 giugno nella chiesa evangelica pentecostale di Giugliano del past. Antonio Romeo, con presentazione di EDIPI da parte del presidente Ivan Basana, testimonianze di Andie e Michaella Lazarus, mentre l'esposizione di David era incentrata sulla vicenda famigliare del profeta Osea.

2°giorno, venerdì 30 giugno nella chiesa evangelica pentecostale di Trentola del past. Augusto Loffredo; oltre agli interventi di Ivan e Andie Basana con la testimonianza di Michaella si è visto David esporre il ruolo delle congregazioni messianiche nel piano di Dio per gli ultimi tempi.

3°giorno, sabato 1° luglio nella chiesa evangelica della Nuova Pentecoste di Aversa con il past. Michele Passeretti: predicazione di David durante il culto sul versetto "Dio è amore".

4° giorno, domenica mattina 2 luglio nella chiesa evagangelica dei Campi Flegrei del past. Riccardo Leonetti con l'iterevento del presidente EDIPI, Ivan Basana, sugli scopi ed obbiettivi dell'associazione e successiva relazione di David Lazarus sull'escatologia messianica.

La domenica pomeriggio c'è stata la chiusura al Centro Uria della chiesa evangelica pentecostale di Villaricca col past. Bruno Ciccarelli. Il tema conclusivo trattato da David Lazarus è stato quello dei 4 altari eretti da Abramo come sigillo di un territorio assegnato ad Israele per sempre.

Oltre agli incontri nelle chiese, David Lazarus con Ivan Basana hanno registrato un ciclo di 6 trasmissione per l'emittente Tele Oltre sull'argomento delle Feste Ebraiche. In studio oltre a loro c'erano anche i past. Michele Romeo, Luigi Loffredo, Daniel Bachmann e Michele Passaretti.

Valutiamo molto positiva questa esperienza di organizzare un convegno-tour tra le chiese interessate: con il Raduno si fa una semina estensiva mentre in questo caso abbiamo fatto una semina intensiva.

Andie e Ivan Basana

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LA POTENZA DELLA RICONCILIAZIONE PORTA LA GUARIGIONE

Questa è la testimonianza di David Lazarus presente a Napoli per il V° Convegno Regionale di EDIPI-Campania

Mi sono trasferito in Israele dagli USA dopo la mia conversione. In questo paese trascorsi i primi anni nel deserto del Sinai (a quel tempo dopo la guerra dei 6 giorni era territorio occupato da Israele) a leggere il Vecchio Testamento. Poi qualcuno mi regalò un Nuovo Testamento e rimasi talmente impressionato della vita di Yeshua che mi portò a ricercare le profezie riguardanti il Messia nell'Antico Testamento. Questi messaggi non furon solo parole per me, ma mi toccarono profondamente e mi rivelarono tutti i miei peccati. Allora invocai l'aiuto di Dio e diedi la mia vita a Yeshua. Condizionato anche dall'educazione ricevuta in famiglia, nutrivo però sentimenti di avversione verso gli Arabi e non avevo mai pensato che io, un credente in Yeshua, potessi esser così malvagio dentro.

Qualche tempo dopo in una conferenza organizzata per giovani credenti Arabi ed Ebrei successe una cosa particolare. Alla sera ci fu un incontro di calcio tra noi, arabi ed ebrei divisi in due squadre. In una fase di gioco un giovane arabo si scontrò violentemente con me. Mi sentii pieno di rabbia e quasi disposto ad ucciderlo e anche questo giovane arabo stava sperimentando lo stesso sentimento di odio. Entrambi avavamo la stessa scelta davanti a noi: potevamo cedere all'odio e all'ira o potevamo perdonare. Il perdono che scegliemmo fece superare l'antico odio reciproco. Lui era cresciuto in una famiglia che odiava gli Ebrei ed era venuto a questa conferenza come passo di fede per superare i sentimenti di avversione e imparare a vivere in accordo e armonia col popolo ebraico. Lo Spirito Santo si manifestò in maniera reale e potente che ci portò a piangere, inginocchiandoci e abbracciandoci per 20 minuti. Questa fu l'esperienza di guarigione più reale che abbia mai sperimentato.

Un fatto analogo capitò qualche anno dopo in Brasile, in una conferenza con più di 2000 persone: il fratello arabo ed io parlammo di come Dio avevesse toccato e cambiato i nostri cuori, dimostrando che è possibile per Arabi ed Ebrei perdonarsi a vicenda e vivere insieme in amore. Al nostro abbraccio lo Spirito Santo scese in quello conferenza e contagiò i presenti portandoli a piangere, ravvedersi, chiedere perdono e a riconciliarsi: alla fine, dopo due ore, i credenti si stavano lavando i piedi a vicenda.

La nostra Nazione ha un'opportunità unica e straordinaria di portare il dono della riconciliazione in altre Nazioni. Un altra esperienza simile l'ebbi quando l'accordo di Oslo fu ratificato (9 settembre 1993), ero tra i tanti che avevamo fiducia in quell'accordo e fui deluso quando svanì. In quel periodo visitando la Giordania con il gruppo di Tom Hess (ministerio che chiama le Nazioni a ravvedersi per i peccati fatti nei confronti di Israele), incontrai un giovane pastore evangelico arabo che aveva fatto il militare nel confine di pattugliamento tra Israele e Giordania, proprio nello stesso periodo in cui faceva anch'io, e proprio lì, il servizio militare. Lui ci parlò con molta onestà di come nel suo cuore fosse radicata l'animosità verso Israele e di come la sua vita intera fosse una reazione di profondo risentimento nei confronti degli ebrei. Gli raccontai allora delle mie esperienza di riconciliazione. Pensate! ero il primo ebreo che lui avesse mai visto prima e aveva capito che non poteva più odiarmi. Le lacrime versate in quel momento stavano guarendo la nostra terra, purificandoci e rinnovando la fratellanza di Isacco e Ismaele, e quella di Giacobbe ed Esaù.

In quegli anni inizia il ministero pastorale con mia moglie Michaella a Jaffa-Tel Aviv nella storica congregazione messianica di Beit Emannuel, che rappresenta un punto di riferimento e crescita di tutti i giovani ebrei messianici d'Israele e dai quali sono nate altre congregazioni. Nel settembre 2006 abbiamo stretto un gemellaggio EDIPI con la congregazione della Nuova Pentecoste di Padova "The New Thing" con il past. Ivan Basana. In Italia siamo stati altre volte in particolare nei Raduni Nazionali EDIPI del 2004 in Calabria e più recentemente a Caserta nel 2015. Dal nostro matrimonio sono nati due femmine e due maschi tutti coinvolti nell'avanzamento del Regno di Dio. La nostra visione è quella di abbattere le mura spirituali che dividono e separano Ebrei dagli Arabi (Ger. 31:28).

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Shimon Pozdirca a Padova

Una stimolante coda al XVI° Raduno Nazionale EDIPI di MIlano è stata la continuazione e il completamento della vista del rabbino messianico Shimon Pozdirca e sua moglie Natalia a Padova. Sono state tre riunioni, una domenica mattina il 4 giugno e due serate al lunedì e martedì, proiettate verso la celebrazione del 50°anniversario della liberazione di Gerusalemme. Particolarmente toccante è stata la chiamata al ravvedimento fatta da Shimon domenica mattina che ha visto l'abbraccio piangente con un credente iraniano presente che ha chiesto il perdono per il suo popolo. Più ricca di insegnamenti con domande e contributi dei presenti è stata la riunione del lunedì sera al Centro Phares, mentre si è chiuso in bellezza con danze, canti e cibi veneti ed israeliani (l'immancabile humus di Alex) al martedì serà. Una preghiera di protezione per il ministero di Shimon e Natalia e stata presentata all'Eterno dai presenti guidati dal pastore Ivan Basana.

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ECI celebra il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme con un pranzo di lavoro ad alto livello all’ONU col sindaco di Gerusalemme

New York, 6 giugno 2017 – La coalizione Europea per Israele ed il Forum per la Diplomazia Culturale hanno celebrato il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme con una colazione di lavoro all’ONU di New York col sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat come ospite d’onore. L’incontro, nel quale è stata presentata una relazione dallo studioso internazionale Jacques Gauthier sulla sovranità di Gerusalemme e della città vecchia secondo il diritto internazionale, è culminato con la consegna, da parte di Tomas Sandell, al sindaco Barkat di una lettera aperta dal titolo “Mantenere Gerusalemme unita coma capitale dello stato d’Israele”.

Inoltre la lettera è stata firmata da più di 50 leader politici in tutto il mondo, tra cui presidenti e vicepresidenti, per sostenere la sovranità israeliana su Gerusalemme come garanzia per una città aperta ed unita nella quale le persone di qualsiasi credo possano coesistere nel rispetto reciproco. La lettera ha ricevuto l’appoggio di deputati dei 5 maggiori partiti rappresentati nel parlamento europeo.

Il dott. Jacques Gauthier ha spiegato che: “Il diritto su Gerusalemme e sulla sua città vecchia era stato garantito al popolo ebraico durante la conferenza delle potenze alleate a San Remo, nell’aprile del 1920. Fu nella conferenza di pace di Parigi che la richiesta del riconoscimento del legame storico tra gli ebrei e la Palestina, presentata il 27 febbraio del 1919, fu approvata. Tale diritto riconosciuto a San Remo fu inglobato nel trattato di Sèvres, nel 1920 ed il mandato per la Palestina fu approvato dalla Società delle Nazioni nel 1922. Questo includeva anche il riconoscimento del legame storico tra il popolo ebraico e la città di Gerusalemme ed il suo diritto di ricostituirla come sua capitale storica” “Oggi esiste una mancanza di comprensione delle conseguenze prodotte da una ridivisione di Gerusalemme secondo i cosiddetti confini del 1967” ha proseguito Gauthier. “Infatti il confini del 1967 sono in realtà quelli dell’armistizio del 1949, (chiamati anche linea verde) tra il nuovo stato di Israele e la Giordania. Dividere Gerusalemme sulla base della linea verde non solo spodesterebbe gli abitanti ebrei della parte Est, ma comporterebbe anche che la parte Este di Gerusalemme non faccia più parte della capitale di Israele”. Egli ha anche commentato il credo popolare che Israele non ha diritti sulla Gerusalemme Est, conquistata con la guerra, dicendo che il diritto internazionale non si applica in situazioni nelle quali il diritto sia tato precedentemente garantito e solo in seguito conquistato militarmente. “Sebbene la Giordania abbia occupato illegalmente Gerusalemme Est e la città vecchia nel 1948, Israele non ha perso il diritto sulla città, quando la riconquistò nel 1967, dal momento che era già sua, secondo il diritto internazionale” ha aggiunto Gauthier.

Questi ha messo in guardia gli ambasciatori presso l’ONU presenti alla colazione di lavoro a non trascurare sommariamente i fatti innegabili spiegati loro in questa relazione, ma al contrario a prenderli in seria considerazione, ogni qual volta la questione di Gerusalemme verrà discussa in futuro.

Nel suo discorso, il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat ha parlato di una Gerusalemme unita ed aperta che è importante per miliardi di perone nel mondo. “In un chilometro quadrato ci sono più chiese, sinagoghe e moschee rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. Quando, nel 1967, Gerusalemme fu riunificata nessuna moschea fu distrutta e nessuna chiesa abbattuta. Noi manteniamo il rispetto per tutte le religioni”. Ha anche ricordato all’uditorio che tutto ciò non esiste in nessuna altra parte del Medio Oriente. “Oggi Gerusalemme è un’oasi di protezione per le minoranze perseguitate ed è una città dinamica e tecnologica al 26° posto nel mondo, più sicura di New York e Londra”. Il sindaco ha concluso il proprio discorso dicendo che Gerusalemme non dovrebbe essere un beneficio solo per gli ebrei, ma per l’intero globo.

La colazione di lavoro all’ONU ha segnato la conclusione della campagna di ECI per una Gerusalemme unita, lanciata il 30 marzo all’annuale Conferenza Programmatica di ECI a Bruxelles, ed ha avuto un sostegno senza precedenti. Nel calendario gregoriano, il 7 giugno 2017 è il 50° anniversario della riunificazione di Gerusalemme. La delegazione di ECI era composta da Tomas Sandell, Gregory Lafitte e Faith Collins Childress. La missione israeliana permanente all‘ONU era rappresentata dal vice ambasciatore David Roet.

EC4I

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Breve relazione XVI raduno nazionale EDIPI a Milano

 Dopo aver atteso con ansia le date stabilite per la realizzazione dell’evento, finalmente giorno dopo giorno, il 2 e il 3 giugno 2017 sono arrivati e così il tanto sospirato XVI° Raduno Nazionale di EDIPI- Evangelici d’Italia per Israele ha potuto aver seguito riempiendo come sempre il cuore dei partecipanti di ricche ed abbondanti emozioni e benedizioni. L’incontro si è tenuto a Milano negli accoglienti locali della Chiesa Apostolica di via Adige, 11, zona Porta Romana, curata da fr.llo Davide Dentico che ringraziamo per aver messo a disposizione locali e organizzazione, permettendo così di poter realizzare tutto l’incontro in una simpatica e funzionale cornice fraterna.

Il tema di quest’anno era “Il Movimento Messianico Globale” un tema che, attimo dopo attimo, si è rivelato estremamente interessante e profondo facendoci capire l’importanza di questo movimento considerato l’eredità spirituale di Joseph Rabinowitz (1837-1899) che è stato definito il Theodor Herzl del Movimento Messianico. Il programma, come sempre ben nutrito, prevedeva varie relazioni presentate da autorevoli rappresentanti del mondo Evangelico Italiano e Messianico internazionale quali: Shimon Pozdirca, rabbino messianico di Chiscinev (Moldavia) Oleg Shcherbahov, senior pastor di Nikolaev (Ukraine) Dr. Mark Surey, ebreo messianico di Londra (Gran Bretagna) Prof. Marcello Cicchese, direttore della newsletter Notizie di israele Past. Corrado Maggia, della Chiesa di Cristo Re a Biella Past. Ivan Basana, presidente EDIPI Senatore Lucio Malan Il gruppo canoro “L’Arpa di Davide” della Comunità di Cristo a Candiano (Torino)

Dopo la consueta presentazione dei relatori e del tema del raduno da parte del Pastore Ivan Basana Presidente EDIPI, e non prima di aver pregato per la protezione e la copertura dell’incontro da parte del pastore Davide Dentico, sul palco si sono quindi avvicendati in perfetta sequenza i vari relatori, portando il loro contributo personale di altissimo livello.

Il prof. Marcello Cicchese, relatore della prefazione del libro di Kai Kjoer Hansen, “ Joseph Rabinowitz” il Theodor Herzl del movimento messianico, ci ha presentato una ricca anteprima di questo interessantissimo libro, che racconta la storia di un ebreo che si è convertito a Cristo, una frase questa che così come riportato nella prefazione del libro, provoca immediatamente due reazioni di tipo opposto: di accoglienza gioiosa fra i cristiani e di repulsione disgustata fra gli ebrei. E’ questa la storia di una conversione avvenuta una sera al calar del sole proprio sul pendio del monte degli ulivi. Una storia di qualcuno che comprese che le sofferenze degli ebrei e la desolazione della Palestina erano dovute al loro persistente rigetto del Cristo. Il peso dunque che gravava su Rabinowitz non era costituito dai sui peccati personali ma dalla miseria, disperata condizione in cui si trovava il suo popolo in quel momento, il peccato dunque del suo popolo.

Il Senatore Lucio Malan, come sua consuetudine, non ha potuto mancare a questo appuntamento e nonostante il breve intervento dovuto i suoi incalzanti impegni al senato della Repubblica Italiana, ha tenuto a rimarcare il recente cambio di direzione dell’Italia in tema delle risoluzioni UNESCO sempre volte a boicottare Israele arrivando persino a cambiare il corso dettato dalla storia. Il nostro scopo non è solo per noi, dice il Senatore ma è per tutti, in quanto dobbiamo influenzare gli altri per rompere il muro che separa il mondo dalla Bibbia e da Gesù Cristo ed inoltre far sapere agli ebrei quanto siamo loro vicini per demolire mattone dopo mattone quell’odio verso Israele che ancora serpeggia nel mondo.

Il rabbino Shimon Pozdirca, relatore della introduzione del libro di Kai Kjoer Hansen, “ Joseph Rabinowitz” il Theodor Herzl del movimento messianico, nelle sessioni di venerdi 2 giugno e sabato 3 giugno 2017 ha approfondito l’importante ruolo di Joseph Rabinowitz pioniere della rinascita Messianica, una figura questa che come già detto, aveva un cuore ardente che non sopportava il dolore del suo popolo. In evidenza alcune riflessioni di Shimon Pozdirca quali: non c’è niente di più importante del parlare di Gesù al popolo ebraico, Cosa avremmo fatto noi al suo posto? essere discepoli non è una opzione per i credenti ma è l’unica opzione, noi siamo chiamati ad essere un unico corpo vivo se la chiesa comincerà a riflettere su Israele, Dio inizierà a farle rivelazioni Israele metterà alla prova le persone La chiesa e il movimento Messianico hanno bisogno uno dell’altro Ed in fine una dichiarazione decisamente forte del Conte Nicolaus Ludwig von Zinzendorf un riformatore religioso protestante del 1700 che dichiarò: “colui che non ama Israele non ha conosciuto Gesù !!”

Il Pastore Oleg Shcherbakov dopo una breve descrizione della sua vita ha dato risalto ai massacri degli ebrei in Ukraina e la nascita del Movimento messianico e la rivelazione di Dio alla chiesa. Il pastore Shcherbakov ribadisce il concetto che la chiave del risveglio della chiesa è nel Movimento Messianico e il risveglio Messianico è nella chiesa, come già detto anche in precedenza, uno ha bisogno dell’altro. In Atti 15:15/19 si dice:” Dopo queste cose io ricostruirò la tenda di Davide che è caduta e restaurerò le sue rovine e la rimetterò in piedi affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome, cerchino il Signore……”in Amos 9:11/12 si dice: “ Quel giorno io rialzerò la capanna di Davide che è caduta, ne riparerò i danni, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò com’era nei giorni antichi affinchè possegga il resto di Edom e tutte le nazioni sul quale è invocato il mio nome…”in sostanza quando la tenda di Davide verrà restaurata anche le chiese verranno restaurate e rifioriranno i cinque ministeri. Guardando ciò che succede agli ebrei oggi, possiamo comprendere il piano di Dio per il mondo intero.

Il dr. Mark Surey esordisce dicendo che guardando quello che succede ai nostri giorni, vede che stiamo vivendo il libro dell’Apocalisse, USA, Inghilterra e Italia stanno vivendo la stessa situazione solo che vede nell’Italia i presupposti di tenere accesa la luce su tutto lo scenario Europeo e non solo. Quello della Brexit è stato definito un atto di vanità. Se ci sentiamo speciali dimostriamo di essere orgogliosi e vanitosi, pieni di noi stessi e purtroppo la vanità e l’orgoglio non vanno d’accordo con la modestia, sentimento indispensabile per affidarci a Dio e non al nostro io. Purtroppo nella politica Inglese tra il petrolio degli arabi e le arance di Israele si è scelto il petrolio e il risultato si vede da come l’antisemitismo in Inghilterra si è moltiplicato velocemente in questi anni, al punto che molti ebrei non si sentono più sicuri e meditano di andare via. Se invece propendiamo per Israele Dio ci aiuterà.

Al Pastore Corrado Maggia è toccato analizzare in dettaglio quel versetto di Romani 1:16 che dice:” Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco” La priorità di Dio è dunque prima per il Giudeo e poi per il Gentile. Israele è la vera priorità di Dio. Egli ha stabilito tutte le alleanze solo con il popolo Ebreo. A loro era stato affidato il compito di portare la salvezza a noi e invece la situazione si è capovolta perché ora siamo noi che siamo chiamati a portare la salvezza a loro attraverso quel Gesù, nostro salvatore, che loro non hanno riconosciuto come Messia. Ma se la chiesa non comprende questo messaggio significa che non ha le idee chiare del passato e del futuro per capire meglio il presente, quel presente che ci chiama ad essere veri discepoli al servizio dell’Altissimo.

Durante le varie sessioni di studi si sono intervallati momenti musicali durante i quali di Il gruppo canoro “L’Arpa di Davide” della Comunità di Cristo a Candiano (Torino) ha presentato magistralmente un repertorio di canti ebraici che ha allietato e commosso tutti i partecipanti. Alla fine del primo giorno di conferenza, al calar del sole che da inizio allo Shabbat, il rabbino Shimon Pozdirca coadiuvato dalla moglie ha condiviso con tutti i presenti quel momento così particolare dove con l’accensione prima delle luci, la preghiera, la benedizione e lo spezzare del pane e bere il vino ogni Ebreo trascorre in famiglia un momento di comunione e di riflessione sulle benedizioni di Dio.

Curioso il fatto di versare il vino fino a farlo traboccare segno dell’abbondanza delle benedizioni di Dio e il significato dei due pani (challah) figura della manna che doveva essere raccolta per due giorni e quindi doppia benedizione. Per l’occasione sul tavolo erano invece finiti tre pani e quindi simpatica la reazione del rabbino Shimon che vedendoli li ha definiti tripla benedizione !! Con i consueti ringraziamenti e saluti a tutti i presenti da parte del pastore Ivan Basana si è concluso il raduno.

Gualtiero Magnifico

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