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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (263)

3° Incontro di Israeologia – 12 Maggio 2018

l terzo ed ultimo incontro del Corso di Israeologia, presieduto dal Past. Ivan Basana, Presidente di Evangelici d’Italia per Israele, si è aperto affrontando il tema “Israele fra il presente (attualità) e il futuro”, in quanto a distanza di due soli giorni dalla celebrazione del 70° anniversario dalla nascita dello suo Stato Israele si trova ad affrontare, per l’ennesima volta, un’emergenza difensiva dallo tsunami di migliaia di “palestinesi” che inneggiano alla “marcia del ritorno” nella “loro terra”.

E pensare che Gaza fu ceduta nel 2005 da parte delle migliaia di ebrei che forzatamente lasciarono le loro case, con lacrime e tanta sofferenza, ai palestinesi perché questo atto avrebbe portato la pace…; non ci può essere pace con chi vuole solo guerra e distruzione di Israele e del suo popolo, come sancito dallo statuto di Hamas. Da non trascurare il fatto che a Gaza c’é una presenza di arabi che credono in Yeshua per i quali è importante pregare perché corrono grandi rischi per la loro stessa vita. Proprio un articolo apparso su Repubblica il venerdi precedente evidenzia che in Iran l’economia è ai minimi storici perché la moneta ha avuto una svalutazione del 100% in quanto tutte le risorse economiche sono utilizzate per il terrorismo. La popolazione vive in situazioni disastrose non a causa di Israele ma a causa dei finanziamenti a favore degli armamenti.

Dal Golan la Siria riesce a dominare tutta la pianura di Izreel  e le armi di Harmageddon sono tutte nei confini del Libano per attaccare Israele. A Sud ovest i palestinesi premono sui confini fra Gaza e Israele…

Il Presidente Basana fa notare come sia importante sfruttare questo particolare momento per poter trovare gli strumenti adatti per porci in maniera critica e sostenere correttamente Israele e la rivelazione del Messia. Golda Meier sosteneva che il problema palestinese è difficile da risolvere finché le madri palestinesi odieranno gli ebrei più di quanto amino i propri bambini. E’ un’ideologia della morte che viene promossa!

Il fatto che Israele si sia affermato come Stato sovrano dal 1948 e sia sfuggito ai vari tentativi di distruzione va spiegato prima di tutto grazie all’intervento divino ma anche con il fatto che il sionismo americano ha aiutato finanziariamente lo Stato di Israele a sopravvivere, mentre il contributo degli Evangelici è stato marginale; dal 19° secolo gli Ebrei della diaspora erano spinti misteriosamente a ritornare nella terra desertica dei loro avi (come descritto nel bel libro di Golda Meier) con il sostegno importantissimo delle comunità ebraiche americane. E’ evidente che in questa iniziativa secolare c’era l’assoluto controllo di Dio!

Tre date:

1917 Focolare Nazionale ebraico (dichiarazione Balfour)

1920 Valore legale e indiscutibile (dichiarazione di S. Remo)

1947 Dichiarazione ufficiale ONU (unica astenuta la Gran Bretagna)

A questo punto il Presidente Basana fa una bella lezione di storia ricordando come durante la prima guerra mondiale Weizman scopre la possibilità di utilizzare l’acetone nella preparazione delle armi nel conflitto bellico.

Considerando il passaggio di Romani 9: 6-13 ci si è posti la domanda se tutto Israele o il residuo di Israele sarà salvato? I figli della promessa sono considerati Israele, cioè i figli di Giacobbe. Questo testo insegna che non tutti i discendenti di Israele sono Israele in senso stretto, come parte del residuo che rimane fedele. Paolo cita in Ro 11:2-4 i 7000 fedeli che non hanno piegato il ginocchio…., così dunque anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo.

In Israele ci sono 20.000 ebrei che hanno ricevuto la rivelazione di chi è il Messia, questi sono il residuo presente. Gli ebrei laici vedono con più favore gli ebrei messianici che non gli ortodossi, perché questi ultimi vengono mantenuti dallo Stato, non lavorano, non pagano le tasse, non fanno il militare. Le congregazioni messianiche sono autonome nel celebrare il culto, ognuna secondo la libertà che lo Spirito Santo dà a ciascuno; ma non ci sono discordie fra di loro né polemiche, né problema alcuno. Non c’è una forma di religiosità, fra di loro, c’è unità e amore reciproco. Si ritrovano una volta al mese a livello locale e una volta ogni tre mesi a livello nazionale; breve considerazione: le chiese evangeliche italiane avrebbero molto da imparare dalle congregazioni messianiche!

Il residuo di Israele è quello che darà vita ai 144.000 e avrà un ruolo negli ultimi tempi. Paolo dice che tutto Israele sarà salvato; allora è un residuo o tutto ? La contraddizione è più apparente che reale perché Zaccaria afferma che due terzi saranno sterminati, ma un terzo sarà preservato.

L’aiuto finanziario che Edipi (e solo Edipi) assegna ogni anno agli Ebrei Messianici aiuterà a ridurre quei due terzi destinati alla distruzione. Il residuo riguarda gli Ebrei Messianici che sono attualmente in Israele e il loro ruolo è importantissimo perché avranno il compito di portare i fratelli secondo la carne alla rivelazione del Messia.

Israele e il Regno Messianico La sessione pomeridiana si è concentrata su questo argomento e sono stati letti molti passaggi biblici; in Atti 1:6-8 Gesù voleva dire che il ristabilimento del regno a Israele doveva essere un passaggio di testimone da Israele alla Chiesa, ma il mandato della Chiesa sta per terminare in questi tempi.

Fino a 30 anni fa non c’era una visione su Israele, ma oggi sì ed è bene che sia così. Ciò non significa assolutamente giudaizzare la Chiesa e se questa tendenza emerge occorre tornare all’equilibrio indispensabile della Scrittura: ai Gentili non viene richiesto di diventare Giudei o Ebrei, ma di simpatizzare con essi, offrendo riconoscenza e amore. Il cielo deve tenere accolto Gesù fino al tempo della restaurazione di tutte le cose. Quanto al ravvedimento di Israele e al suo ruolo nel Regno Messianico è naturale che il posto di Israele sia sopra le nazioni della terra.

Conclusione

Per troppo tempo si è insegnato l’ Ecclesiologia ed è giusto, ma insieme si deve insegnare anche l’Israeologia per evitare la deriva storica che si è attuata in questi duemila anni. La visione della nuova Gerusalemme descritta in Apocalisse 21 chiarifica le due istituzioni: Israele e la Chiesa le quali, insieme alla Famiglia, sono le tre istituzioni più importanti per Dio.

E’ sotto gli occhi di tutti che la Chiesa è sotto attacco (a Londra edifici di chiesa diventano moschee), Israele è sotto attacco, la Famiglia è sotto attacco. Il Pastore Basana spera che queste tre intense lezioni siano uno stimolo per mettere in pratica il versetto 1 del cap. 62 di Isaia: “Per amore di Sion io non tacerò e per amore di Gerusalemme non mi darò riposo finché la sua giustizia non spunti come l’aurora e la sua salvezza come una fiaccola ardente”

Certa di condividere il pensiero di tutto il gruppo di studio, sono grata e ringrazio il Presidente Basana e sua moglie Andie per aver così generosamente messo a disposizione la profonda conoscenza maturata in oltre ventanni sul tema Israele e la Chiesa, per aver profuso senza risparmiarsi energie e tempo e per essersi docilmente sottoposti alle numerose domande e confronti anche a sessione terminata. Che Dio possa ancora usarli nel Suo piano divino di semina, come ha fatto fino ad oggi, affinché al tempo opportuno ci sia un abbondante raccolto, come sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.

Un particolare ringraziamento al Pastore Guglielmo Bianchini del Centro Eben Ezer e a sua moglie per aver ospitato queste tre giornate di studio, per l’accoglienza, la guida, l’organizzazione e la cura nella preparazione dei pasti consumati in semplicità e armonia.

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EC4I - Maggio 2018

Israele ha 70 anni – un miracolo moderno in parte inaspettato

Bruxelles- In questo mese cade il settantesimo anniversario dello stato d'Israele. Era il 14 maggio del 1948 quando, in una cerimonia nel museo di Tel Aviv, David Ben-Gurion come capo del movimento sionista proclamò la dichiarazione d'indipendenza israeliana, dopo più di 1800 anni di esilio. Alla domanda dei suoi consiglieri riguardo alla prospettiva di sopravvivenza del rinato stato, rispose: “Cinquanta per cento”. Settanta anni dopo, lo stato ebraico non solo è sopravvissuto, anzi è diventato un'eccellenza per quanto riguarda la democrazia, in una regione di dittature, e per il successo economico fenomenale che oggi definisce Israele come la nazione delle start-up.

Oggi, le innovazioni israeliane aiutano a salvare vite umane in tutto il mondo, mediante la bonifica dell'acqua in Africa, la condivisione delle conoscenze e della tecnologia in Europa e lo stato dell'arte medica per le cure avanzate oncologiche in tutto il mondo. Mentre i vicini dello stato ebraico vanno verso il caos gli ospedali da campo israeliani salvano vite sia dietro le linee nemiche sia all'interno di Israele. Questo è il vero spirito di Israele. La Coalizione Europea per Israele augura allo stato ebraico un felice e benedetto anniversario.

ECI celebra Israele a Copenaghen e Bruxelles ma... perché l'Unione Europea non segnala il 70° anniversario di Israele?

Bruxelles – La Coalizione Europea per Israele ha celebrato il miracolo del rinato stato ebraico con un simposio nel parlamento danese e nel parlamento europeo di Bruxelles. Il 25 aprile, ECI ha organizzato un simposio nel parlamento europeo per celebrare il 98° anniversario della Risoluzione di San Remo, la quale ha preparato la via per la creazione dello stato di Israele nel 1948. Nel suo discorso introduttivo, il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ha chiesto come sarebbe stato il mondo oggi se la comunità internazionale avesse osservato i propri impegni per aiutare la nascita dello stato ebraico nel 1938 e non nel 1948. Il concetto di uno stato ebraico comunque non ha 70 o 98 anni, ma risale almeno a tremila anni fa.

“In un giorno ed in un'epoca di revisionismo storico, come con le recenti risoluzioni dell'UNESCO, è importante riconfermare le indiscutibili connessioni storiche tra il popolo ebraico e la terra d'Israele” ha affermato Sandell. Qui di seguito vi elenchiamo i temi dei quali hanno parlato Andrew Tucker e Sandell a Copenaghen e Bruxelles.

Tucker: “La politica ufficiale europea dal 1973 è stata quella di creare uno stato palestinese indipendente, basato sui cosiddetti confini del 1967, e la cessazione degli insediamenti israeliani, dicendo che questo è richiesto dalle leggi internazionali. Tale politica non ha affatto portato la pace. Israele ha rigettato in toto questo piano perché porterebbe ad un disastro strategico e militare. Inoltre tutto è basato su una interpretazione faziosa del diritto internazionale, diritto che non richiede affatto la creazione di uno stato palestinese o l’imposizione di questi confini”. Sandell: “Nessuno, tanto meno i palestinesi, sarà aiutato dalla creazione di un altro arabo malfunzionante. È ora che l’Europa abbandoni questo paradigma evanescente dei due stati e che aiuti le parti a trovare modelli alternativi per la risoluzione del conflitto, con adeguate garanzie per la sicurezza di Israele, ed offra soluzioni reali per la popolazione palestinese. Una cosa per la quale siamo profondamente preoccupati è la mancanza di un buon controllo nelle istituzioni palestinesi.

ECI e la neonata “Iniziativa per la cooperazione internazionale dell’Aia” stanno lavorando con i governi europei, col governo israeliano e con la società civile israeliana e palestinese per agevolare questo processo. Tucker: “È tempo che l’Europa smetta di finanziare l’incitamento palestinese all’odio, una volta per tutte. Ci congratuliamo con il governo danese per la condanna pubblica dell’incitamento palestinese alla violenza attraverso i media ed il sistema scolastico. Tutti gli stati membri della UE e l’Unione Europea stessa hanno bisogno di seguire questo esempio e di fare passi per assicurare che i fondi europei non finiscano nelle mani di coloro che esaltano il martirio e promuovono l’odio contro Israele”.

La conferenza è stata organizzata in partnership con ECPM (Movimento Europeo politico cristiano) e coordinata dal parlamentare slovacco Branislav Škripek. Hanno parlato anche altri membri del parlamento europeo come Alojz Peterle, ex primo ministro della Slovenia, Péter Niedermüller dall’Ungheria ed Anna Záborská della Slovacchia. Non occorre dire che i migliori amici di Israele, nella UE, si trovano nell’Europa centrale ed orientale.

Comunque, nessuno dei leader delle tre maggiori istituzioni della UE (Commissione, Parlamento e Consiglio) ha risposto all’invito a prendere la parola, senza neppure inviare un saluto. Perché l’Unione Europea è più interessata a commemorare le vittime dell’olocausto piuttosto che sostenere e celebrare quegli ebrei sopravvissuti che sono ripartiti ricostruendo lo stato ebraico nella loro ancestrale terra d’Israele? ECI mette in luce il ruolo della Finlandia nel suo sostegno al progetto educativo Palestinese all’odio

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Helsinki – La Coalizione Europea per Israele ha segnato una grande vittoria, segnalando il ruolo del governo finlandese nel continuo sostegno al sistema scolastico palestinese nonostante nei libri di testo, da poco revisionati, vi siano esempi ben documentati di jaidismo, antisemitismo e odio. La Finlandia è la nazione guida, nella comunità internazionale, per quanto riguarda il settore dell’istruzione palestinese. Presiede il Gruppo di Lavoro per il Settore Educativo, organismo internazionale che comprende USA, Canada e Regno Unito, che è in collegamento con il ministero palestinese per l’istruzione.

La Finlandia guida anche la Joint Financing Arrangement (JFA), ossia un fondo collettivo che è il finanziatore più grande del sistema scolastico palestinese. Negli ultimi mesi, dopo diversi incontri con rappresentanti governativi e parlamentari per sottolineare le allarmanti scoperte riguardo ai programmi scolastici palestinesi, la questione è stata riferita al ministero che ha categoricamente rigettato la cosa insinuando persino che i testi scolastici israeliani non siano diversi. Comunque, dopo che il quotidiano finnico ‘Ilta-Sanomat'

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ha deciso di pubblicare un reportage riguardo le scoperte dell’Istituto Israeliano di Ricerca “impact-se”, il governo finlandese alla fine ha risposto. Nell’inchiesta vengono messi in luce numerosi esempi di discorsi di odio e di incitamento alla violenza.

Quando il parlamentare Peter Östman ha chiesto al governo cosa avrebbe fatto per fermare questi incitamenti, il ministro degli esteri Timo Soini ha riconosciuto per la prima volta che c’era un problema e che lo avrebbe esaminato. Östman è stato l’organizzatore della visita di Impact –se e di ECI nel parlamento nazionale, nel novembre scorso, quando il risultato dell’inchiesta fu presentato per la prima volta ai funzionari finlandesi. Negli ultimi quindici anni ECI ha sollevato molte volte la questione dell’istruzione palestinese all’odio con il governo finlandese, ma senza risultati. Dopo che i mezzi di informazione hanno esposto pubblicamente il problema la situazione è finalmente cambiata. ECI ed i suoi sostenitori continueranno a controllare i responsabili governativi ed i parlamentari per assicurarsi che il governo finnico non ignori più l’incitamento all’odio da parte dei palestinesi.

Israele ha ancora interlocutori per la pace?

Abbas ha dato agli ebrei la colpa dell’olocausto

Bruxelles – I discorsi di odio non sono un problema marginale all’interno della società palestinese, ma esiste anche a più alto livello. La settimana scorsa il leader palestinese Mahmoud Abbas ha pronunciato un discorso brutale col quale accusava il popolo ebraico di essere il responsabile dell’olocausto(!), motivato dal loro comportamento asociale. Nella propria tesi di laurea, già dal 1982 Abbas accusava gli ebrei di collaborare col regime nazista. Sebbene questo discorso oltraggioso abbia sollevato indignazione in tutto il mondo, il suo maggiore finanziatore, L’Unione Europea, non ha adottato alcuna misura per bloccare questa palese forma di antisemitismo. Mentre la UE sta attualmente ponendo delle condizioni per il proprio aiuto a stati membri che dicono di essere sulla breccia per i valori europei, nessuna misura, invece, è stata presa verso l’Autorità Palestinese nonostante il suo aperto antisemitismo ed il fatto che l’Unione Europea sia il suo maggior finanziatore istituzionale. Il nostro articolo successivo indica che tutto questo potrebbe presto cambiare. Il parlamento europeo condanna i contenuti intolleranti dei testi scolastici palestinesi

Bruxelles – Il parlamento europeo ha approvato due mozioni che permettono alla UE di finanziare solo programmi scolastici che si appoggino ai “valori comuni quali la libertà, nello sforzo di prevenire contenuti tendenti all’odio nei testi scolastici palestinesi”. Le mozioni sono passate in forma di emendamento a due resoconti generali sui fondi della UE. Il primo emendamento richiede che la Commissione Europea si assicuri che i fondi europei vengano spesi in linea con gli standard dell’UNESCO, di pace e tolleranza. Nel secondo emendamento il parlamento europeo insiste che l’insegnamento ed i programmi di formazione (per l’AP), finanziati dai fondi comunitari quale PEGASE dovrebbero riflettere i valori comuni come la libertà, la tolleranza e la non discriminazione, nel campo dell’istruzione. Le mozioni sono state introdotte ed adottate dal comitato del parlamento europeo per il Controllo del Budget, a marzo, mediante i parlamentari Joachim Zeller e Barbara Kappel. I nuovi libri di testo palestinesi includono cartine geografiche che non contemplano Israele e vengono lodati i cosiddetti “martiri”, cioè i palestinesi uccisi nel conflitto con Israele, mentre si ignora completamente l’olocausto.

EC4I

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70° Anniversario della Fondazione dello Stato di Israele - Milano

Si è svolta oggi domenica 13 maggio alle h. 18 presso l’aula magna della scuola ebraica di Via Sally Meyer a Milano, la festa organizzata da Keren Hayesod in occasione del 70° anniversario della fondazione dello Stato di Israele.

Non potendo partecipare il presidente di Edipi Ivan Basana, impegnato a Venezia, era comunque presente una piccola delegazione.

Presenti molte autorità tra cui il Presidente delle Comunità Ebraiche di Milano, il sindaco di Milano, il Presidente di Amici di Israele, il responsabile della Brigata Ebraica e vari rappresentanti delle Forze dell’ordine.

La serata è iniziata con la proiezione di un breve ma ricco filmato degli avvenimenti accaduti in questi 70 anni, ponendo enfasi sui molteplici successi e primati ottenuti nei vari campi fra i quali quello medico, scientifico, tecnologico, di ricerca e sviluppo. Un prolungato applauso è seguito quando si è ricordata l’importanza della giornata storica di domani, 14 maggio 2018, nella quale gli Stati Uniti d’America riporteranno la loro Ambasciata nella città di Gerusalemme.

Promosso da Keren Hayesod è stato presentato inoltre un progetto di coesistenza dal nome Net@, finalizzato per i giovani che si impegnano in attività sociali per aiutare gli altri; ebrei cristiani e musulmani imparano insieme.

Con l’inno nazionale Italiano e Israeliano che hanno fatto da preludio al ricco cocktail, come sempre abilmente preparato per tutti i partecipanti si è conclusa la prima parte della serata.

La seconda parte si è aperta con una tavola rotonda dal tema “Israele 70, nuovo stato nuovi stati d’animo”.

Am Israel Chai

Ornella Calasso

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Har Hevron, 29 aprile 2018 del Past. Corrado Maggia

Da Gerusalemme siamo andati a Hevron, l'antica Kyriat Arba, abitata dagli Anachiti, una razza di giganti, che fu conquistata da Caleb, quando ava 85 anni. Dopo aver visitato le tombe dei Patriarchi e delle Matriarche a Macpelà ci siamo diretti alle Querce di Mamre, nel luogo in cui Abrahamo e Sarah ricevettero la visita del Signore e di due angeli, gli stessi che furono mandati a salvare il giusto Lot e la sua famiglia.

In quel luogo era stabilito l'incontro dell'evento internazionale Figli di Abrahamo - Har Hevron tra cristiani provenienti dall'Italia e da molte altre nazioni, con le autorità politico religiose della Giudea Samaria, in corrispondenza del 70° anniversario della nascita dello stato di Israele e per sostenere e incoraggiare gli Ebrei nell'opera di restaurazione delle città e delle strutture di quell'area contesa. Preceduto da una presentazione dell'evento da parte dell'organizzatore principale, Walter Lento, l'Ambasciatore della Giudea Samaria, Vincenzo Saladino, ci ha accolti, circa 250 cristiani italiani di diverse denominazioni e altrettanti provenienti da molte nazioni. C'erano cristiani di Trinidad, del Sud Africa, del Brasile, ma anche del Nepal.Dopo aver ringraziato i presenti, l'Ambasciatore ci ha detto: “Dio scrive i film e decide chi sono gli attori. Voi state facendo la storia come fece Abrahamo e come a Tel Aviv 70 anni fa, quando nacque il moderno Stato di Israele...Le profezie dicono che la Giudea va ricostruita. Il governatore applica alle azioni il coraggio e l'umiltà, come fece Davide. In questo luogo è stata fatta la storia, io sono qui per gli ebrei e per i cristiani: aiutatemi”.

Dopo di lui ha parlato il Governatore Yokai Damari: “Siete venuti da lontano nella Terra promessa; noi viviamo e costruiamo in questa terra. Vi ringrazio. In questo posto Abramo pregò per la prima volta per il bene dell'umanità, anche per il popolo di Sodoma... Voi avete udito il comando del Signore “Esci dalla tua terra”. Apprezzo il vostro coraggio di venire qui per scegliere la via giusta, per aiutarci ad adempiere le profezie che riguardano Israele. Tornate e parlate della bellezza di questi luoghi. Visitate Israele Grazie a tutti. Il rabbino Yisrael Levinson, invece ci ha detto: “3000 anni fa mentre Israele era disperso e senza futuro, Ezechiele ricevette una profezia incomprensibile per chi cercava di sopravvivere: quella delle ossa secche. Un giorno avrebbero sperimentato un risveglio da una situazione disperata e sarebbero tornati alla loro terra, Sembrava impossibile ma ora ne siamo tutti testimoni. Ora ci troviamo dove Abramo chiese misericordia per le persone peggiori del mondo e guardava Sodoma e cercava di ripararla. Il nostro sforzo è che tutto il mondo sia un posto migliore. Dio disse a nostro padre Abrahamo: “Io benedirò coloro che ti benediranno”. Dio vi benedica tutti con la pace”.

Successivamente alcuni Apostoli, Profeti e Pastori hanno portato le loro riflessioni.

L'Apostolo Lirio Porrello ha esortato i presenti ad intendere qual'è la nostra parte, il nostro contributo nella restaurazione di Israele e specialmente della Giudea Samaria. “Noi non abbiamo lo spirito del fatalismo. Dio disse ad Ezechiele di profetizzare. Dio non fa nulla sulla terra senza averlo detto ai profeti. Gesù divenne uomo perché la redenzione avvenisse attraverso un uomo come fu per la caduta. Dio dal cielo vede un olivo. Israele è il capo e tutto deve partire dal capo (Am.9:14). Io credo nella Parola di Dio (Gr.30:2-3). Quello che Lui ha detto nello spirito è già reale.

Il Profeta Pierre Daniel Martin ha esordito dicendo di essere un discendente degli Ugonotti, i quali furono perseguitati e massacrati dai Cattolici nel 1600 “Ricordo che nel 67 mia madre, dopo aver ascoltato alla radio le notizie della guerra dei 6 giorni, mi disse commossa di ricordare quell'evento perché si stava compiendo la profezia biblica. Che onore essere qui oggi in Hevron per ricordare le promesse. Oggi proclamiamo l'adempimento delle promesse. Dobbiamo rifiutare l'interpretazione greca della Scrittura. L'unità della Chiesa inizia con le radici ebraiche. Tornando alle nostre radici ebraiche la Chiesa ritorna all'unità perduta... Se non siamo collegati a Israele non possiamo comprendere l'eternità... Oggi è un tempo profetico di gioia e speranza.

 

L'Apostolo Nelson: “Noi siamo un popolo profetico. Gesù non ebbe mai un programma pianificato dall'uomo. La benedizione viene dal Padre di Abramo. Chi altri se non Dio? Il Padre ci sta chiamando per pregare per il mondo, come Abrahamo fece per Sodoma e Gomorra. La mano divina ci ha portato qui oggi. Questo luogo vedrà tante persone pregare come non si sono mai viste.

 

Un pastore del Paraguay: “Oggi con i nostri occhi possiamo vedere con i nostri occhi che Dio è stato fedele con Israele e Giuda... Tutto ciò che succede in questo luogo raggiunge tutto il mondo. Abramo vide le stelle nel cielo, una stella era il Paraguay e una l'Argentina”.

 

Il pastore John Gordon, di Malta ha sottolineato le parole dell'Apostolo Paolo in Efesini 2. Noi e i Giudei siamo uno in Yeshua, di due popoli ne ha fatto uno solo. I Giudei lo devono sapere. Noi Gentili che amiamo Yeshua dobbiamo annunciarlo a loro. Dobbiamo predicare il Vangelo, prima ai Giudei.

 

L'ultimo ministro a parlare è stato Enzo Incontro ha ricordato: “Un anno fa eravamo qui a piangere, 50 anni dopo la liberazione di questo territorio. Abbiamo chiesto perdono perché senza volere abbiamo predicato quasi un insulto per questi figli. Vogliamo raccogliere l'invito di Paolo a raccogliere le anime con l'amore. Alziamo un altare di amore. Abrahamo ha interceduto perché non aveva dubbi sull'amore del Padre. Abramo è nostro Padre, riparatore di brecce e anche noi. Noi dobbiamo essere uno. Nel nostro piccolo oggi abbiamo rialzato un altare d'adorazione.

 

Canti e preghiere d'intercessione sono stati innalzati verso il Dio d'Israele affinché le sue promesse per il suo popolo si adempiano e il Messia possa ritornare, secondo la sua promessa. Gli organizzatori, insieme ai ringraziamenti e ai saluti a tutti i partecipanti hanno dato appuntamento al prossimo anno a giugno per un nuovo incontro. L'obbiettivo è quella di portare in quel luogo profetico 2000 credenti di tutte le nazioni, per ripetere l'esperienza, rinsaldare la relazione con il popolo d'Israele e contribuire allo sviluppo del territorio della Giudea Samaria.

Shalom aleikum

Corrado Maggia

 

 

 

 

 

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EDIPI- EVANGELICI D’ITALIA PER ISRAELE-CORSO DI ISRAELOLOGIA-3° INCONTRO

Eccoci puntuali all’ appuntamento relativo al 3° ed ultimo incontro di “Israelologia” programmato per oggi 12 Maggio 2018 a cura del Pastore Ivan Basana Presidente di Evangelici d’Italia per Israele.

Ancora una volta le porte del locale di culto della Chiesa Evangelica Ebenezer di Milano, in via Ettore Ponti, 53 curata dal Pastore Guglielmo Bianchini si sono aperte puntualmente, come solo un orologio Svizzero sa fare, permettendo così ai partecipanti di proseguire nella terza e ahimè! ultima parte dello studio. Anche questa volta il clima meteorologico ci ha risparmiati, riservandoci una buona giornata discretamente soleggiata e questo ci ha permesso, durante le varie pause, di godere del tepore di quel sole che in questi giorni si è alternato purtroppo a violenti acquazzoni.

Ma venendo ai temi all’ordine del giorno, anche se il nostro amato relatore quando parte è un vulcano in piena eruzione e quindi scalette programmate potrebbero venire completamente stravolte, sono stati affrontati argomenti come “Israele e il presente”, “Il ruolo del Residuo negli ultimi tempi”, “Israele e il Regno Messianico”, “Il ravvedimento di Israele” e poiché il tempo a disposizione è passato in maniera inesorabile, qualche brevissimo cenno sul “Sionismo e Sionismo cristiano” Anche durante questa ultima sessione i versetti della Parola di Dio a supporto degli argomenti trattati sono stati veramente tanti, a dimostrazione di come la storia passata, presente e futura vadano perfettamente a braccetto con il contenuto di questo meraviglioso Libro, dove anche le virgole hanno il loro profondo significato.

Non sono ovviamente mancate le preziose esperienze personali del relatore coadiuvato come sempre dalla mente storica di sua moglie Andie. Che Dio benedica questa coppia formidabile.

Il consueto e breve spazio dedicato alle domande e risposte, ha concluso questo incontro. Cosa possiamo dire alla conclusione di questo corso ?

Beh con tutta onestà è stato veramente interessante, vario, costruttivo, divertente, profondo, accattivante, stimolante, non saprei quali altri aggettivi usare per dare la giusta idea di ciò che questo corso mi ha trasmesso materialmente e spiritualmente. Alla luce di tutto ciò, sono perfettamente d’accordo con il pastore Ivan Basana quando dice che materie come Ecclesiologia e Israelologia dovrebbero essere insegnate insieme. Purtroppo per troppo tempo questo non è stato fatto e i risultati, vedi Teologia della sostituzione, si vedono ma Gloria a Dio per questo umile servo per come si è fatto carico di questa lacuna, promuovendo questo corso che, seppur sviluppato in un tempo limitato, è riuscito a mettere in noi presenti le basi per un nuovo punto di partenza che, arricchito di ulteriori conoscenze potrà sicuramente fare di noi dei messaggeri nelle nostre comunità, affinché tutti possano capire che senza la linfa della radice Ebraica la chiesa sarà sempre sotto l’attacco dell’avversario. Vorrei concludere, come ribadito, mettendo in risalto come La famiglia, Israele e la Chiesa siano le tre istituzioni più importanti nelle quali dovremmo essere protagonisti e non spettatori perché riprendendo la lettera di Paolo ai Romani “ La creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio” Come sempre un ringraziamento e un forte abbraccio al Pastore Guglielmo Bianchini e alla sua gentilissima consorte per la preziosa accoglienza e collaborazione per la buona riuscita di questi incontri.

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Relazione viaggio in Har Hevron delegazione EDIPI

Israele, 29 aprile 2018.

Per la prima volta nella storia in Israele, nella Regione di Har Hevron, in Giudea, si è svolta la manifestazione chiamata: "Figli di Abrahamo", con Cristiani di differenti denominazioni, provenienti da diverse parti del mondo.

Perché l’incontro “Figli di Abrahamo”?

Perché Abrahamo è prima dell’Ebraismo, che nasce con Giacobbe ed i suoi 12 figli..

{Gen 12:3 Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra». Gen 28:14 La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a meridione, e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza.}

Come si può spiegare a chi non c'era il momento straordinario, intenso e unico che abbiamo vissuto nel sito su di una collina di Har Hevron?

Qui Padre Abrahamo intercedette per la prima volta nella Bibbia, per il genere umano, in un straordinario dialogo faccia a faccia con Dio. Per le città di Sodoma e Gomorra, storia narrata in Genesi al capitolo 18.

Siamo stati testimoni di un miracolo di diplomazia, che è stato reso possibile dalla presenza di Dio nei cuori degli organizzatori e dei partecipanti. Ebrei e Cristiani si sono dati appuntamento per stare insieme, in concomitanza con l'anniversario della nascita dello STATO di ISRAELE  che quest'anno festeggiava i 70 anni di vita, (1948-2018), per il primo di una serie di eventi commemorativi e profetici, che si terranno ogni anno.

Fino a quando non si vedranno realizzate le profezie citate in Amos 9:14-15 e Geremia 30:1-4

Siamo stati testimoni di un tempo di accelerazione, in cui solo chi è ostinato e autosufficiente, non riesce a vedere la predisposizione a compiersi di tante profezie bibliche, come quelle sopra citate, nei tempi avvenire.

L'evento Figli di Abrahamo è stato varato con successo!!!! Con gruppi numericamente consistenti provenienti da 13 nazioni differenti, che rappresentavano:

Italia ?? (Isole comprese)

Francia

Sud Africa

Paraguay

Malta

Brasile

Argentina

Perù

Svizzera

Nepal

Nigeria

Costa D’avorio

Ghana

Tra questi, circa 500 partecipanti, erano presenti apostoli, profeti e pastori di fama internazionale. Tutti uniti per sostenere lo sviluppo della terra che ha visto ungere Davide come Re di Israele, dove ha vissuto per 7 anni prima di trasferirsi a Gerusalemme, dove ci sono inoltre le Tombe dei Patriarchi, oltre sono stati vissuti più di un terzo degli episodi più importanti narrati nella Bibbia.

È stato visitato il sito archeologico di Susya, dove alcuni Ebrei, dopo la distruzione del Tempio, il 70 d.C., si sono trasferiti, ed hanno continuato il culto a YHWH, fingendosi gente del posto, costruendo addirittura una Sinagoga.

Abbiamo visitato la cava di Macpela narrata in Genesi 23, dove Abrahamo una volta comprata, per 400 sicli di Argento, ha sepolto il corpo di sua moglie Sara, successivamente anche lui, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lea, sono stati sepolti, nella stessa tomba, proprietà comprata da Abrahamo che ne attesta la veridicità storica.

Il governatore della Giudea, Mr. Yochai Damari, ha detto a tutti i presenti:  Credo che l’Ambasciata di Har Hevron, organizzatrice dell'evento, siano stati i veri coraggiosi, affrontando innumerevoli difficoltà ed opposizioni. Un grazie particolare per l'organizzazione delle visite ai siti, per essersi presa cura di tutta la logistica e per il pranzo fatto tutti insieme in Har Hevron!

Un grazie ai ragazzi dell'Esercito Israeliano che hanno vegliato su di noi per tutta la durata dell'evento, con l’ausilio anche di un Elicottero, facendoci sentire coccolati e protetti.

Lì tutte quelle persone che hanno adorato e pregato tutte insieme di pari consentimento, hanno detto "SI" alla chiamata di Dio per questo evento straordinario ed altamente profetico.

Ci siamo dati appuntamento per il 23/6/2019 per il secondo evento "Figli di Abrahamo" dove si prevede la presenza di 2.000 persone.

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Saluti da Gerusalemme del past. Antonio Izzo

Anche questo viaggio è stato una grande benedizione, esperienze sempre uniche in compagnia di alcuni fratelli che hanno visto per la prima volta Gerusalemme. Per Shabbat siamo stati al Muro Occidentale, li c'erano ebrei ortodossi che danzavano. Ci hanno chiesto se eravamo cristiani, noi abbiamo risposto di si. Allora ci hanno preso per mano e ci hanno invitato a danzare con loro mentre pregavamo insieme al Signore. Quello è stato un momento meraviglioso....ortodossi che iniziano a piegarsi al volere di Dio. Siamo stati anche in una casa di preghiera e condiviso con altri fratelli la preghiera. Dio ci ha accompagnati e benedetti ed a Lui vada tutta la gloria.

Pastore Antonio Izzo

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Israele: 70 anni e non sentirli!

Milano.Società Umanitaria.29 aprile 2018

Israele ha festeggiato i suoi primi 70 anni . Si, il paese sempre circondato da eserciti di nazioni furenti ed antisioniste festeggia i suoi primi 70 anni.E lo ha fatto con la gioia e l’orgoglio di un paese con un’economia impavida ed in crescita esponenziale, Dopo la storica proclamazione di Ben Gurion il 14 maggio 1948, oggi Israele si è presentato al mondo come un paese democratico ,moderno , all’avanguardia nella scienza e nella tecnica ,solido ed impegnato più che mai nella difesa del suo territorio nazionale. E nello Yom Hatzmaut organizzato dall’associazione Amici d’Israele (Adi) ,presso la Società Umanitaria il 29 aprile 2018 è parso molto chiaro. In questa meravigliosa giornata di festa, in una Milano primaverile e soleggiata, il rabbino ha aperto i festeggiamenti affermando come l’attuale antisionismo nasconda il solito anti semitismo.

Gli eventi in programma si sono svolti tra il cortile e la sala interna Facchinetti in un atmosfera di gioia ,serenità ed ottimismo tra conferenze ,musica ,cibo tipico israeliano, danza ebraica ,stands enogastronomici ,cosmetici e viaggi. Tra gli stands sempre presente quello di Edipi (Evangelici d’Italia per Israele) con libri ed oggettistica ebraica e quello di Cristiani per Israele di Edda Fogarollo. Presenti anche il Keren Hayesod ,il KKL (Keren Kayemet Le Israel) e l’Ufficio Nazionale per il Turismo rappresentato da Maria Grazie Falcone. Molto gradito il buffet a base di hummus, verdure e pane tipicamente ebraico.

Seguitissime le conferenze in sala :in apertura Baharier “I 70 anni d’Israele: vedere ed essere visti”.Di seguito Maria Grazia Falcone per l’Ufficio Nazionale per il turismo che ha illustrato l’aspetto sportivo di Israele ,altro settore in crescita .Israele ha un territorio grande come la Lombardia e conta ben 54 parchi naturali di cui 48 archeologici .Il trekking offre itinerari strepitosi ed è sempre più praticato. Inoltre quest’anno Israele , con dedica al Giusto fra le nazioni Gino Bartali, ospiterà le prime tre tappe del Giro d’Italia con l’inedita partenza il 4 a maggio con la crono di Gerusalemme poi Haifa-Tel Aviv e Beersheva -Eilat prima di ritornare sul suolo italiano.

Presentato anche il Sar-El ,progetto nazionale che unisce volontariato e turismo nell’lDF per iniziativa nel 1982 di Aron David che invitò gli americani a dare aiuto per il raccolto mentre Israele aveva i suoi uomini impegnati nella guerra in Libano.I primi erano 650 e lavorarono nei campi sul Golan.Da quel giorno circa 140000 volontari hanno contribuito al lavoro.Molti di loro sono diventati cittadini israeliani.Il servizio ,su base volontaria ,accetta volontari tra i 18 e i 65 anni. Oggi i volontari integrano le attività svolte dai riservisti.Il servizio si svolge nelle basi logistiche e i volontari apprendono direttamente quale sia l’ottimismo e la carica vitale degli israeliani nonostante vivano con la costante minaccia terroristica. Presentato anche il libro di Elia Boccarsa “Sionisti cristiani in Europa”di Giuntina. Infine conferenza dell’ AME (Associazione Medici Ebrei).

Nel cortile si sono susseguiti nel pomeriggio la presentazione del Krav Maga, arti marziali israeliane con Gabrielle Fellus, il concerto canoro di Eyal Lerner ispirato alla storia della musica ebraica accompagnato alla fisarmonica da Julyo Fortunato ed infine la compagnia “Terra di danza “ fondata e guidata da Carla Padovani ha coinvolto i numerosi presenti in danze tipiche ebraiche. In chiusura lotteria a premi con la possibilità di vincere un viaggio in Israele e i saluti del presidente dell’associazione Adi Eyal Lerner .

Todà e Mazal Tov Israel.

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Beit Netanel news Aprile 2018

Amatissimi amici e partner,

Prego che abbiate trascorso una buona settima di Resurrezione. Che momento meraviglioso per ricordare che abbiamo un Signore Risorto e che ancora oggi compie miracoli! Credo che il più grande miracolo è la salvezza dell’anima ed è il proposito della mia vita, essere uno strumento nelle mani di Dio per questo proposito. La scorsa settimana, mentre ero in farmacia, ho incontrato 3 signore che lavoravano nel negozio, che mi hanno chiesto l’età e sono rimaste sorprese dalla mia risposta , nel conoscerla. Io ho risposto: “sapete perché mi mantengo così giovane?” E’ perché credo in Yeshua e vivo la sua pace. Due di loro si sono messe a ridere, ma la terza signora era interessata. Sono stata felice di condividere la mia fede con lei ed era felice che io abbia acquistato qualcosa, prima di andare via.

Più tardi ho parlato con lei al telefono e sono in contatto con lei, da quel momento. Che gioia! Il mese scorso mio figlio Chaim è venuto con 10 persone del suo kibbuts. Volevano fare una grande festa a casa nostra, ed ho detto di si ovviamente, ma se potevo anche parlare di Yeshua. Così a fine mese ho preparato la casa per la celebrazione di un compleanno per 10 donne del kibbuts. Più tardi quando ho visto che stavano distribuendo delle carte, che avrebbero dovuto dire il futuro a chi le riceveva, sono stata disturbata da questo e non sono riuscita a trattenere la lingua. Così ho detto loro che queste carte non erano buone e il loro proposito non era corretto. Che solo la Parola di Dio ci dona la verità. Io ho una scatola piena di carte con versi biblici scritti, così ne ho distribuito una a ciascuna delle signore ospiti. Ho detto loro che questa è la verità sul futuro. Ho parlato loro del Signore fino a notte fonda.

Il giorno dopo una di loro mi ha chiesto di spiegarle meglio come poteva credere in Yeshua. Così mi sono seduta con loro la mattina e ho spiegato loro ciò che Dio aveva messo nel mio cuore. La signora per mia gioia ha accolto Yeshua come il suo Salvatore. Halleluyah!! Quando sono andate via, mi hanno chiesto se potevamo incontrarci ancora per chiarire ulteriormente il discorso.

Ci sentiamo benedetti di poter ancora andare a casa di mia nipote a Rishon per insegnare la Bibbia e un giorno in un negozio, ho incontrato una donna che indossava il mio stesso maglione. Questo è stato motivo di una aperta conversazione e quando ho detto che abitavo a Ein Kerem, dove parlo dell’ebraicità di Yeshua, lei è rimasta stupita. Così la ho invitata per lo Shabat la settimana dopo. Come sapete, mi sento benedetta di far parte del ministero Revive Israel a Yad Hashmona. E’ stato lì che ho incontrato un giovane cinese che si era offerto volontario per insegnare la cucina cinese. Che opportunità per questo ministero! Così ho invitato un numero di non-credenti alla sua classe e tanti sono venuti ad imparare a cucinare cinese, ma ovviamente hanno imparato molto di più. Uno di questi era un insegnante di Kabbala, una forma di misticismo ebraico, e aveva tante domande da fare riguardo la nostra fede. Era meravigliata che tanti non ebrei potevano partecipare allo Shabat con degli ebrei. Non sapeva che la Bibbia parla dei non ebrei e quando le ho mostrato la Bibbia, e come nel Deuteronomio se ne parla, nel cap. 14, che anche i non ebrei sono invitati alle feste ebraiche, era molto sorpresa. Le ho parlato dei tanti non ebrei che vengono a casa nostra a celebrare con noi, ed era ancora piu’ sorpresa di vedere ebrei e non ebrei insieme. La signora che aveva accolto il Signore alla festa di compleanno, insegna in un corso di trasformazione di gioielli dalla carta, e sono andata al corso, ma per strada ho avuto un incidente. Non mi sono fatta male ma ho fatto un danno alla macchina per 27.000 shekels . Non volevo che questo potesse fermarmi, visto che questo mi e’ sembrato un vero ostacolo maligno. Così quando ognuno è stato invitato a presentarsi, ho parlato della mia casa e come in casa mia insegno sulla ebraicità di Yeshua. Ho parlato del mio incidente, ed erano stupite non solo che fossi venuta, ma che fossi piena di gioia. Ho invitato l’insegnante e suo marito allo Shabat la settimana dopo e nonostante prevedevo di ospitare solo poche persone alla fine sono venuti in 11 . Uno di loro è la portavoce della Comissione Governativa per il territorio e sono stata felice di condividere con loro la mia fede. Ma durante la serata ho perso la voce, perciò ho continuato pregando per loro. Il nemico ha fatto di tutto per scoraggiarmi. Più tardi il medico mi ha detto che ho un polipo nelle corde vocali. Pregate che con il giusto trattamento, si dissolvano.

Dopo questo mi è venuta la febbre ed ho cercato di riposare a casa, quando la figlia di una mia amica è venuta a trovarmi con un’amica. I genitori sono coloro di cui vi parlavo in precedenza e come siamo diventati amici, in uno dei nostri inviti a casa. Volevano assolutamente che parlassi alla loro figlia, così quando è venuta non ho perso l’opportunità. Lei e la sua amiche si propongono come coppia dello stesso sesso, ma io non ho parlato di questo, solo dell’amore del Messiah. Le ragazze mi hanno detto che c’era qualcosa di vero in ciò di cui parlavo e hanno detto di voler visitare il muro della preghiera e pregarci sopra. Io ho detto loro che mentre andavano, potevano chiedere a Dio di mostrare loro la verità. Pregate per la loro salvezza. Ho partecipato ad una conferenza in lingua inglese in una congregazione del posto e alcuni credenti volevano venire con me ad evangelizzare, anche se non parlavano l’ebraico.

Così siamo usciti e abbiamo incontrato una guida israeliana con un gruppo di israeliani. Ho detto loro che sapevo che erano venuti per conoscere la storia di Gerusalemme, ma che io potevo parlare loro di una persona che faceva meraviglie e segni. Ho chiesto: voi volete un miracolo? Uno di loro mi ha detto di soffrire di mal di testa, ed ho pregato per lui. Quando ho pregato, ho spiegato che c’è solo uno che ci può guarire e cancellare i peccati. Si chiama Yeshua, il Messia. Gli ho detto che se aveva fede, sarebbe stato guarito. Un altro si è avvicinato e mi ha detto che soffriva di cancro, così ho pregato per lui. Lo ho guardato e gli ho chiesto: “sei un ebreo del Marocco?” Così ho ringraziato Dio che conosceva Rabbi Kabbetz. Gli ho detto che solo Dio lo poteva guarire. Penso che il cancro sia opera di satana. Quindi abbiamo pregato per lui per mezz’ora. Quando gli ho chiesto se voleva accogliere il Signore come suo Salvatore,lui ha detto di si. E dopo la preghiera ho guardato nei suoi occhi ed ero sorpresa di vedere che da gialli, si erano trasformati in bianchi. E’ stato come se i suoi occhi si fossero aperti. Ho preso il suo numero e gli ho detto di farmi conoscere i risultati degli esami. Siamo in contatto ma lui è ancora in attesa dei risultati. Preghiamo per un miracolo.

Un giorno ero al suck ( mercato delle verdure) e mi sono fermata alla bancarella di una donna. Era molto sgarbata e mi ha chiesto di allontanarmi dalla sua zona. Le ho detto che vedevo il suo dolore ma Dio voleva parlarle. Posso pregare per te? Mi ha sorpreso che è uscita da dietro il bancone, ha ammesso che aveva molto dolore e bisogno di preghiera. Le ho parlato di Yeshua e le ho detto che avrei pregato nel Suo Nome e lei era felice di questo. Alla fine era talmente contenta che non voleva lasciarmi andar via senza un abbraccio e senza avermi donato un sacco pieno di cibo. Queste sono tutte le novità per ora.

Pregate per noi e per gli Shabbat che prepariamo per i giovani che celebrano i Bar Mitzva nella nostra casa. Queste giovani sono figlie di avvocati e mi sono offerta per fare questo servizio a casa mia. Ho detto che posso accogliere massimo 50 persone, ma ne verranno almeno 80. Il nostro giardino in questo periodo è pieno di fiori e credo che sarà bellissimo! Voglio prendere questa opportunità per ringraziarvi del vostro supporto. Vi siamo molto grati. Prego che Dio vi ricompensi cento volte tanto. Che dia a voi e alle vostre famiglie, pace, gioia, salute e prosperità.

Con l’amore indiviso del nostro Messia Yeshua. Rachel e Gilad

Per amore di Sion non resterò in silenzio, e per amore di Gerusalemme non tacerò, finche ‘ la sua giustizia non brilli come la luce e la sua salvezza bruci come una torcia ardente. Isaia 62,1

Traduzione : Anna M Sedda

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EC4I celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen

COMUNICATO STAMPA

ECI celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen - Appello ai governi europei perché celebrino il miracolo di Israele *Copenaghen, 20 aprile 2018 *– La Coalizione Europea per Israele ha festeggiato il 70° anniversario della rinascita dello stato d’Israele con due eventi, a Copenaghen ed Helsinki.

A Copenaghen il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ed il consulente legale di ECI Andrew Tucker hanno parlato al simposio all’interno del parlamento nazionale ed hanno esortato i governi europei a riconoscere in modo corretto e a celebrare il miracolo del moderno stato ebraico. Nel suo discorso, Sandell ha evidenziato che: “In alcune parti dell’Europa vi è apparentemente un più grande interesse a celebrare gli ebrei morti, come nel caso del giorno della memoria, piuttosto che gli ebrei che sono sopravvissuti all’olocausto ed hanno ricostruito lo stato ebraico nella terra dei loro padri”.

Nel suo discorso, Andrew Tucker ha spiegato come i diritti del popolo ebraico a ricostruire il proprio stato nella loro terra antichissima di Israele furono dapprima riconosciuti, come legge internazionale, alla conferenza di pace di San Remo, in Italia, nel 1920, dalle grandi potenze dell’epoca che rappresentavano il Consiglio Supremo delle principali potenze alleate. La risoluzione fu poi incorporata nel Mandato per la Palestina del 1922. Se questo impegno ad aiutare il popolo ebraico nel ricreare il proprio stato fosse stato osservato in breve tempo, nel 1938 invece che nel 1948, milioni di ebrei sarebbero sopravvissuti all’olocausto.

Concludendo, Tucker ha affermato: “Questi sono fatti che la comunità internazionale deve tenere a mente quando si celebra il 70° anniversario di Israele. Le nazioni dovrebbero celebrare e non criticare il fatto che oggi Israele abbia un forte esercito in grado di difendere la propria popolazione, in contrasto con gli anni 40 quando non c’era nessuno a proteggere gli ebrei perseguitati.

Tra poche settimane verrà rivisto il trattato sul nucleare iraniano e la UE dovrebbe essere chiara nel fatto che non si può sostenere il regime iraniano che continua a minacciare la distruzione di Israele”. La conferenza è stata aperta con l’intervento dei membri del parlamento danese Rasmus Jarlov e Sören Gade, i quali hanno dichiarato il loro profondo apprezzamento per la comunità ebraica nel loro paese e per Israele.

L’ex diplomatico israeliano Shai Attias ha dato una testimonianza personale della sua esperienza di vita in Israele affermando: “Sebbene io abbia solo 37 anni, ho già combattuto in quattro guerre. Celebrare il giorno dell’indipendenza richiama memorie tristi per tutti i miei amici che ho perduto in queste guerre”. Il simposio di Copenaghen faceva parte di un viaggio di lavoro nella capitale danese ed includeva anche incontri con il ministro degli esteri ed altri incontri pubblici, nella serata. Le celebrazioni sono proseguite ad Helsinki oggi, venerdì, al ricevimento ufficiale per il giorno dell’indipendenza dato dall’ambasciatore israeliano in Finlandia, S.E. Dov Segev-Steinberg con la presenza del presidente di ECI Tor G. Gull,Katariina Salmi e Tomas Sandell.

Dato il lasso di tempo, più di tre settimane, tra il giorno dell’indipendenza del calendario ebraico, che cade il 19 aprile ed il 14 maggio, la data dell’indipendenza di Israele secondo il calendario gregoriano, ECI organizzerà e parteciperà a molti eventi per l’anniversario nelle prossime settimane. Sandell ha invitato i governanti europei a fare lo stesso. “Una cultura che non riconosce e celebra il contributo ebraico alle nostre società ed il miracolo della rinascita di Israele può facilmente cadere vittima dell’antisemitismo. L’antidoto all’antisemitismo non è soltanto tollerare le comunità ebraiche e lo stato d’Israele, ma è imparare a riconoscere, apprezzare e celebrare il loro contributo alla comunità internazionale. A settanta anni da quando il popolo ebraico in Europa si trovava sull’orlo dell’estinzione, questo popolo è risorto dalle ceneri dell’olocausto per ricostruire e riedificare il proprio stato, una democrazia vibrante ed aperta”.

Giovedì, il capo degli affari esteri della UE Federica Mogherini ha condiviso il proprio messaggio per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un tweet in cui augurava pace e prosperità nei prossimi decenni per il popolo d’Israele.

EC4I

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