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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (264)

Notizie di Tehilat Yah

Una bellissima serata

Inoltriamo il comunicato stampa di Keren Hayesod, trasmessoci dal presidente Andrea Jarach, ricordando che la delegazione EDIPI era presente con il socio fondatore Corrado Maggia, unitamente alla moglie Anna Bosio, oltre al presidente Ivan Basana accompagnato dal figlio Alex.

Nell'occasione è stato consegnato il solito contributo annuo e si è avuta l'opportunità di illustrare il progetto Har Hevron con il GM di Keren Hayesod Dani Viterbo, il programma del viaggio di archeologia biblica nel Neghev con Carmel Luzzatti e l'organizzazione dell'evento di Milano su Ettore Castiglioni con il presidente della comunità ebraica di Milano Milo Hasbani.

Cari amici di Israele, la tradizionale serata del Keren Hayesod, che ogni anno segna la apertura della campagna di raccolta fondi per Israele, questo anno celebra i 70 anni dello Stato di Israele. Ecco perché quest’anno abbiamo avuto ospiti dimostratisi straordinari che hanno riservato a noi la loro presenza. Benny Gantz, ci ha commosso con i suoi racconti di eroismo e umanità dell’esercito che ha avuto l’onore di comandare.

Adi Adunia è stata una bella e dolcissima interprete che ci ha fatto rimpiangere di aver avuto solo poco tempo per lei è il suo bravissimo gruppo musicale. Ma abbastanza tempo per ricordarci che la sua storia comincia ad Addis Abeba e che cambia all’età di sei mesi, quando, nel 1991 degli angeli arrivati sotto forma di aerei israeliani portano 14.000 ebrei etiopi dai campi profughi a Israele nella Operazione Salomone. Il più grande ponte aereo della storia! Operazione comandata da Benny Gantz.

Proprio lui, e finanziata dal Keren Hayesod: voi! Più commovente di così Significativo anche il gesto (non ufficiale ma personale, lo spoglio delle schede era ancora in corso) del nuovo presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che è passato a testimoniare una vecchia amicizia con Israele nata 20 anni fa durante una delle missioni del Keren Hayesod in Israele. Andrea Jarach Presidente Keren Hayesod Italia

Onlus Leggi lo Yearbook 2018 <http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQEHVABBQNLAFRVAF4%3D>

Guarda le foto della serata: Photogallery 1,2,3

 

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQFHVABBQNLAFRVAF4%3D

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQCHVABBQNLAFRVAF4%3D

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQDHVABBQNLAFRVAF4%3D>

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News Letter da Amzi 14 marzo 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele

amzi, 14 marzo 2018

1. Da Al-Qaida al Dio vivente

2. Voglio credere

3. Mi prende di nuovo in giro?

4. Attenzione ottenuta mediante Internet

5. Link della settimana

1. Da Al-Qaida al Dio vivente

“One for Israel” 

Carlos, che guida il nostro dipartimento di evangelizzazione araba, ha conosciuto un uomo che è cresciuto in una famiglia sunnita in Siria e che è diventato rapidamente un musulmano molto radicale. È stato un giudice della Sharia e si è unito ad al Qaeda. In carcere, scontando una pena detentiva per aver combattuto contro il Presidente Assad, ha cominciato ad avere molti sogni di Gesù e la Croce, cosa che lo ha spaventato molto. Aveva una grande paura di raccontarlo a qualcuno. Quando è stato liberato, dopo sette anni, è fuggito dalla Siria e si è messo in cammino verso l'Europa. Quando si è trovato a passare vicino ad una Chiesa, ha sentito che doveva entrare. Dopo una lotta interiore, ha seguito la folla ed è entrato – e ha visto esattamente la stessa croce che aveva visto in sogno. Ha sentito il Signore dire: "qui inizia il tuo viaggio!" Un anno dopo, per volontà di Dio, ha avuto modo di conoscere Carlos e sono diventati amici e fratelli. Insieme studiano la parola di Dio e lui è sempre più entusiasta di ciò che Carlos, che può leggere la Bibbia in ebraico, può trasmettergli. Vi esortiamo a pregare per i tanti musulmani che sognano Gesù, perché possano incontrare il Dio vivente.

2. Voglio credere

Elizabeth Atteih, Libreria “Immanuel”, Haifa 

Giovedì scorso ho ricevuto una chiamata in ebraico da un uomo che ha detto di vivere a Bnei Brak, una città estremamente ortodossa. Quando mi sono accorto che doveva essere giudeo, lui ha specificato che non solo era giudeo, ma addirittura un giudeo chassidico. Quando ho chiesto come avrei potuto aiutarlo, ha detto che voleva conoscere Yeshua e diventare un credente, ma non sapeva come! Gli ho consigliato di leggere il nuovo Testamento, che lui ha detto di aver letto, ma di non aver capito. Allora gli ho spiegato che può chiedere allo Spirito Santo di aiutarlo a capire. Desiderava avere dei libri, ma non voleva dare né il suo nome né il suo indirizzo, così ha chiesto se c'era un negozio vicino a Bnei Brak dove avrebbe potuto trovare dei libri che lo avrebbero aiutato. Alla fine voleva sapere come pregare e gli ho detto che non ha bisogno di libri di preghiere, ma che può parlare con Dio come fa con suo padre. Lui ha accettato di pregare insieme a me, così che ha potuto ascoltare come può pregare e mi ha ringraziato per l’aiuto. Pregate per questo figlio di Israele!

3. Mi prende di nuovo in giro

/Roccia della nostra speranza (“Rock of our Hope”)

René, Yacov e Josef, un ebreo messianico, lavorano insieme e durante una pausa René ha detto a Yacov: "ieri sera ho visto una trasmissione televisiva su Gesù. Penso che Gesù sia il Messia”. "mi prende in giro di nuovo?", ha pensato Josef. Più di due anni fa Josef aveva raccontato ai suoi colleghi di lavoro della sua fede in Gesù. Alcuni lo avevano ascoltato, altri avevano discusso con lui, ma René lo aveva preso sempre in giro. Perciò Josef era sicuro che anche questa volta doveva essere un’altra delle sue prese in giro. René però ha continuato: "Gesù era un uomo buono che è morto sulla croce per i peccati di tutti gli uomini ed è risorto. Hanno mostrato delle prove in TV. Credo che sia il Messia giudeo ". Josef non sapeva cosa pensare del suo collega, ma questa volta René sembrava serio. Josef ha deciso di aspettare il momento adatto per parlare con René in privato. Nel corso della giornata è entrato nell'ufficio di René, René ha ordinato alla guardia di sicurezza di lasciare immediatamente la stanza e di chiudere la porta. "Josef, davvero. Io credo che Gesù è il nostro Messia giudeo ". Di tutte le persone con le quali Josef lavorava, René sembrava essere quello meno interessato alla fede in Gesù. Subito Josef ha guidato Renè in preghiera per affidare la sua vita a Gesù. Lodate Dio con noi per un altro israeliano che ha riconosciuto che Gesù è il nostro Messia, Salvatore e Signore.

4. Attenzione ottenuta mediante Internet

Meno Kalisher, Congregazione messianica “Jerusalem Assembly”

Durante Hanukkah/Natale abbiamo condotto una campagna di evangelizzazione in cui abbiamo richiamato l'attenzione sui nostri video clip in Internet. Durante dodici giorni 300' 000 persone hanno visto per più di 30 secondi (lo sappiamo perché solo per questi spettatori abbiamo dovuto pagare) uno dei nostri video. In ogni film, abbiamo anche menzionato il nostro sito web dove si possono ascoltare sermoni e saperne di più sulla fede in Yeshua. Molte persone non osano ordinare un nuovo testamento o letteratura cristiana da inviare a casa perché temono le reazioni delle loro famiglie o dei loro amici. Ma poiché la maggior parte delle persone hanno accesso a Internet, usiamo intensivamente questo mezzo per raggiungerle. Ho conosciuto persone che non credono ancora in Yeshua, ma che con l'aiuto del nostro sito studiano la Bibbia. Per piacere pregate con noi per la salvezza di Israele.

5. Link della settimana

Gerusalemme al tempo di Gesù

 

<http://www.amzi.org/>

https://youtu.be/Ea9xol4yJC4?t=1s

*amzi-focus-israel.net

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EC4I: News di Marzo 2018

Felice Purim! La festa ebraica coincide col 15° anniversario di ECI!

Nel calendario ebraico il Purim è una festa importante che ricorda la potente liberazione del popolo ebraico dal complotto del 483 a.C. ordito per distruggere tutti gli ebrei che vivevano nell’impero persiano, come descritto nel libro di Ester. È anche un grande ricordo di come Dio usi le persone, come Ester e Mardocheo, per salvare il suo popolo quando si trova sotto la minaccia di distruzione. Sebbene Haman, il nemico di Israele di quel tempo ed ideatore della cospirazione, sia morto da tanto tempo, lo stesso malvagio desiderio di annichilire ed uccidere il popolo ebraico è risorto sempre in vari periodi della storia per culminare nell’olocausto.

Uno vorrebbe che queste forze del male fossero sconfitte, ma purtroppo sono ancora tra noi. Hanno bisogno di piccoli incoraggiamenti: i mullah in Iran parlano apertamente del loro obiettivo, quello di cancellare Israele dalle mappe e le organizzazioni terroristiche come Hamas ed Hezbollah hanno la distruzione dello stato ebraico sancita nei loro statuti. In Europa, queste organizzazioni hanno un gran seguito e si possono vedere questi sostenitori marciare per le strade, orgogliosi delle loro azioni assassine. Avete letto bene: dopo 75 anni dall’orrore dell’olocausto vi sono ancora persone che marciano per le strade europee invocando l’annichilimento del popolo ebraico!

Siamo pienamente consapevoli del significativo sostegno politico in varie parti dell’Europa che hanno guadagnato i neonazisti e gli altri estremisti di destra con le loro idee antisemite. Meno ovvio, ma altrettanto pericoloso, è il nuovo antisemitismo che preferisce nascondersi dietro la facciata dei diritti umani ed una rispettabile politica progressista; lo scopo di queste persone è quello di abbattere lo stato ebraico e attuare delle campagne per far considerare lo stile di vita tradizionale ebraico come un’offesa criminale per l’Europa. In questo mese appensa passato abbiamo affrontato questi “moderni Haman” come coloro che, sotto forma del movimento BDS, invocano la distruzione dello stato ebraico e come quelli autodefinitesi “progressisti” che vogliono mettere fuori legge la circoncisione dei maschi asserendo che sia una violazione dei diritti dei bambini. Definire un crimine questo rituale di patto, antico migliaia di anni come è stato proposto in Islanda, comporta la fine della vita ebraica in Europa.

Ci siamo spesso posti la domanda: dove erano le Ester ed i Mardocheo negli anni 30? La domanda più importante è: dove sono oggi? Come amici del popolo ebraico dobbiamo stare in allerta per portare alla luce ogni forma di odio verso gli ebrei, incluse quelle espressioni di ostilità verso di loro, che appaiono meno evidenti.

Quando alcuni di noi si sono incontrati nel parlamento europeo nel marzo del 2003, ed hanno preso la decisione di fondare la Coalizione Europea per Israele, ci si è improvvisamente resi conto che si celebrava la festa di Purim, il giorno nel quale gli ebrei di tutto il mondo festeggiano la loro grande liberazione da Haman, attraverso le gesta coraggiose di Ester. Anche oggi siamo chiamati ad essere le Ester ed i Mardocheo che, attraverso la preghiera ed azioni politiche, intervengono quando il popolo ebraico è minacciato. Questo è stato l’impegno solenne che abbiamo preso nel marzo del 2003. Quindici anni dopo, quell’impegno è ancora valido.

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Grazie per stare al nostro fianco con la solidarietà ed il sostegno, celebrando 15 anni di preghiera, informazione e sostegno per Israele! Per l’autunno abbiamo programmato una celebrazione speciale a Bruxelles. Seguite le nostre lettere di notizie per conoscere le date esatte.

Guardate qui il video del nostro decimo anniversario.

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La campagna di ECI sui social media produce i suoi risultati - I leader dell’Unione Europea ritirano il proprio sostegno al seminario BDS

Bruxelles – I leader dell’Unione Europea, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) hanno preso le distanze dalla parlamentare socialista Ana Gomes la quale, il 28 febbraio, ha organizzato un seminario all’interno del parlamento europeo con l’estremista palestinese Omar Barghouti. Costui, che è il fondatore del movimento BDS, ha invocato ripetutamente la distruzione dello stato d’Israele ed ha cercato di orchestrare un boicottaggio di Israele su larga scala. Sebbene leader europei come l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini abbiano ufficialmente criticato il BDS, nulla sembra apparentemente aver impedito la realizzazione del seminario, così come programmato, nel parlamento europeo.

Ma, grazie all’opposizione delle numerose organizzazione a favore di Israele di Bruxelles, e tra queste anche ECI, il governo della UE, in modo tranquillo e discreto, si e rivolta agli organizzatori per esprimere loro il proprio disaccordo. In una lettera privata ai capi del partito laburista israeliano, il loro equivalente nel parlamento europeo, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) ha rassicurato di non sostenere il movimento BDS e che il seminario non era un evento ufficiale. In modo clamoroso, durante il seminario, la Gomes ha dovuto improvvisamente rimuovere il logo “S&D” dal podio, grazie all’intervento dei rappresentanti del suo partito!

Questa è stata una grande perdita di prestigio per il movimento BDS e diventa sempre più chiaro che non conta del sostegno delle maggiori correnti politiche europee. Le corti di giustizia francese e spagnola hanno dichiarato il BDS discriminatorio contro gli ebrei. In uno scambio di messaggi su Twitter, prima del seminario, con la rappresentante di ECI a Bruxelles Ruth Isaac, l’organizzatrice Ana Gomes ha dovuto fare marcia indietro rispetto agli obiettivi dichiarati dal BDS ammettendo che: “lei non sosteneva gli obiettivi del BDS, ma solo protestava conto l’occupazione illegale di Israele”. Il movimento BDS ed il suo leader Omar Barghouti considerano Israele uno stato che pratica l’apartheid e definisce il trattamento israeliano nei confronti dei palestinesi una pulizia etnica e persino un olocausto. Affermazioni come queste cadono, davanti alla definizione di antisemitismo adottata dall’Alleanza Internazionale per il Giorno della Memoria e dal Parlamento Europeo nel giugno del 2017.

In un editoriale sul Times di Israele di lunedì, Tomas Sandell si chiede: “L’antisemitismo è oggi al centro dell’Europa progressista?"

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Tale avvenimento mostra come sia importante respingerli, quando i nemici di Israele cercano di acquisire legittimità all’interno del parlamento europeo. L’anno scorso, degli attivisti pro-Palestina hanno interrotto un pacifico seminario sulla dichiarazione di Balfour gridando slogan contro Israele. Ancor prima, nello stesso anno, la terrorista pregiudicata palestinese *Leila Khaled* si è trovata a parlare nel parlamento, spingendo il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ad emettere una nuova direttiva per bandire dall’assise europea gli oratori connessi alle organizzazioni terroristiche.

ECI continua a monitorare gli eventi che hanno luogo nel parlamento europeo; noi organizziamo i nostri eventi con il sostegno della nostra rappresentante a Bruxelles, Ruth Isaac.

Potete seguirci su Twitter

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e mettere un “like” sulla nostra pagina Facebook

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Israele è onorata alla Colazione Nazionale di Preghiera - ECI si incontra col presidente del Guatemala

Washington, D.C. – Una delegazione della Coalizione Europea per Israele, comprendente Faith Collins Childress, Gregory Lafitte e *Tomas Sandell, ha partecipato alla 66° Colazione Nazionale di Preghiera a Washington, dal 6 all’8 febbraio. Questo evento di natura presidenziale raduna leader politici, religiosi e uomini d’affari da tutto il mondo per conto del congresso USA per quella che, in modo ufficioso, è definita l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite per i leader cristiani. Erano rappresentate più di 130 nazioni, con capi di stato e ministri. Dopo che ECI fece un seminario speciale su Israele, nell’anno passato, lo stato ebraico ha preso ancora di più il centro della scena nell’evento di quest’anno, con una cena speciale privata per onorare gli ospiti israeliani, compresa una delegazione ufficiale della Knesset.

La Colazione Annuale di Preghiera è un evento che include non solo il pranzo principale, durante il quale parla il presidente degli Stati Uniti, ma anche altri pranzi, piccoli e grandi, seminari ed incontri vari per un periodo di tre giorni. Durante la visita, il gruppo di ECI ha potuto incontrare diplomatici e legislatori provenienti da entrambi i lati dell’Atlantico e da Israele per discutere sui recenti sviluppi in Medio Oriente e sul bisogno di una più stretta collaborazione transatlantica a sostegno di Israele.

Durante la settimana Sandell è stato invitato ad un ricevimento privato dal gruppo bipartisan “Alleati di Israele” del Congresso col presidente del Guatemala, Jimmy Morales per ringraziarlo personalmente per la coraggiosa decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Durante il breve ma caloroso incontro, Sandell ha espresso il proprio impegno nell’incoraggiare altre nazioni a seguire l’esempio del Guatemala.

Noi siamo ECI Dr Andreas Kelling, Haifa, Israele

Parlaci di te e del tuo interesse su Israele.

Sono il direttore del programma IBR Global MBA (Istituto per le Relazioni negli Affari e Programmi di Lavoro per brevi periodi nelle nazioni – programmi residenziali) col quale addestriamo gli uomini d’affari, nelle varie parti del mondo, a prendere le decisioni gestionali. Per tutti gli studenti è obbligatorio trascorrere un periodo “residenziale” in Israele durante il quale presentiamo loro la nazione degli Start Up e facciamo conoscere le attività israeliane che hanno un interesse nei mercati dei loro paesi di provenienza. Sono interessato a far parlare queste persone di Israele nella loro patria e ad agevolare dove è possibile delle relazioni commerciali tra i nostri studenti ed Israele.

Come hai saputo di ECI?

Ho incrociato ECI quando ho fatto delle ricerche sulla Conferenza di San Remo ed ho cercato di capire cosa dicono le leggi internazionali su quelli che la UE definisce “territori contesi”. La mia comprensione della storia mi ha sempre detto che Israele non ha mai occupato territori dato che questi non sono mai stati dati a qualcun altro.

Cosa rende speciale ECI?

Con qualche eccezione, l’Europa politica parla apertamente con ostilità verso Israele. Non c’è nessun interlocutore politico serio che parli apertamente a favore di Israele, all’interno delle istituzioni europee. In questo senso ECI è l’unica organizzazione che appoggia in modo efficace Israele a Bruxelles ed altrove. Io applaudo, per esempio, il successo di ECI presso le Nazioni Unite per il riconoscimento dello Yom Kippur come festa ufficiale dell’ONU.

In questo mese sei ospite alla nostra trasmissione mensile European Report. In che modo pensi di contribuire, in futuro, alle attività di ECI?/

Con la mia esperienza relativa alla Germania, Svizzera e Sud Africa, faccio del mio meglio per utilizzare i miei contatti nel mondo degli affari ed in quello della politica. Inoltre, stando ad Haifa, ci espanderemo ulteriormente, ospitando delegazioni politiche e commerciali in Israele. Mi trovo in una posizione unica poiché sono tedesco, ma vivo in Israele come un israeliano. Ho il diritto di parlare di Israele in un modo nel quale un israeliano non riesce. Incontriamo il dott. Andreas Kelling nell’European Report di questo mese: “Il popolo ebraico risolve i problemi. Ecco perché Israele è oggi una nazione di start-up”

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Bruxelles – Nell’European Report di questo mese incontriamo il tedesco Dott. Andreas Kelling che ha dedicato la propria vita a portare in Israele i leader del MBA di tutto il mondo, per apprendere di più riguardo alla “nazione degli start-up”. Nel programma spiegheremo perché egli crede che Israele sia divenuto un leader mondiale nelle ultime scoperte tecnologie e nelle innovazioni. Ha detto: “Le persone ebree son in grado di risolvere i problemi. Quando i primi coloni ebrei arrivarono nel paese trovarono rocce, sabbia e sole mentre i vicini si arricchivano col petrolio. Da allora sono diventati i maestri del creare qualcosa dal nulla”. Ascoltate l’affascinante storia della nazione israeliana degli start-up, nella trasmissione Eurpopean Report.

Nell’European Report di marzo Simon Barrett ospita, nello studio del parlamento europeo il parlamentare Bas Belder, il dott. Andreas Kelling ed il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell

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Report sul Corso di Israeologia

Relazione sulla prima giornata del Corso di Israeologia

 

Sabato 4 marzo, in una giornata molto fredda caratterizzata da un’ abbondante nevicata , si è tenuto a Milano  il primo dei tre incontri-studio del Corso di Israeologia presso la Chiesa Eben Ezer del Pastore Guglielmo Bianchini che ringraziamo, assieme alla moglie Laura,  per la squisita ospitalità.

Il Pastore Basana, Presidente Edipi, ha introdotto il Corso facendo un’ampia panoramica sul ruolo che Evangelici d’Italia per Israele, nato nel 2002, ha avuto nell’approfondire le relazioni tra il mondo ebraico e il mondo evangelico non solo in Italia, soprattutto con le sinagoghe di Padova e Milano, ma in modo particolare creando un legame molto forte con le chiese messianiche in Israele  promuovendo 3 gemellaggi.

Con questo Corso Ivan Basana ha voluto colmare il vuoto lasciato dal Prof. Rinaldo Diprose, ora con il Signore, raccogliendo il “testimone”  lasciato da quest’ultimo  su un argomento importantissimo, utilizzando la ristampa del libro “Israele e la Chiesa” come strumento di studio del Corso di Israeologia, spiegando che il suo intento è di creare un laboratorio per Israele non solo teorico, ma soprattutto pratico.

Questo, ha spiegato Basana, non vuol dire giudaizzare la chiesa perché sarebbe come spingere la frizione e l’acceleratore contemporaneamente senza ottenere alcun risultato, ma piuttosto amare, pregare  e conoscere Israele e il suo popolo in profondità, ma con equilibrio.

Il tema principale della sessione mattutina ha riguardato la Teologia della Sostituzione che fin dal secondo secolo ha permeato se non invaso completamente la chiesa, sottintendendo anche quella evangelica e che non è altro che un paganesimo cristianizzato.

Questo aspetto è stato messo in particolare evidenza dai Pontefici Giovanni Paolo II e Ratzinger i quali, in visita alla Sinagoga di Roma, hanno chiamato gli Ebrei “Fratelli Maggiori” (malinteso intenzionale perché secondo Genesi 25:21-23 Israele è rappresentato da Giacobbe,  fratello Minore e non da  Esau’ fratello Maggiore).

Per questo e per molti altri motivi, un atto pratico che possiamo fare quando andiamo al Muro del Pianto a Gerusalemme è chiedere perdono a Dio, come italiani, per la TdS, rimuovendo così il contenzioso che ci lega a questo fraintendimento.

Altra richiesta di perdono come italiani è aver distrutto il giudaismo nel 70 d.C. con la distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera di Tito. Dobbiamo immedesimarci con gli italiani che hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico, così come facevano i profeti dell’ AT come  Daniele, Geremia, ecc. che chiedevano perdono per i peccati del proprio popolo.

Questo è un principio fondamentale che ci aiuta a sciogliere dei  legami spirituali che riguardano la Nazione Italia.

Il Pastore Basana chiede anche la collaborazione dei credenti per contestare ogni volta e in qualunque sede l’errata dicitura Palestina anche dai testi più autorevoli, visto che il termine “Palestina” è un nome fittizio che l’Imperatore Adriano ha voluto sostituire al nome originale “Israele” per cancellare definitivamente questo termine  e che continua ad essere usato impropriamente,  nonostante dal 1948 esista uno Stato  che si chiama  Israele; così come bisogna contrastare in ogni modo possibile l’ignobile boicottaggio dei prodotti provenienti dai cosiddetti “territori occupati”.

Oggi  esistono più di 300 Congregazioni  Messianiche in Israele che hanno un compito difficilissimo: quello di far conoscere ai loro fratelli il loro Messia Yeshua, così come faceva l’Apostolo Paolo, ma l’aspetto più rivoluzionario di Gesù è che ha chiesto proprio agli Ebrei Suoi Apostoli  di evangelizzare i Gentili fino ai confini della Terra.

Gli Ebrei Messianici vanno incoraggiati, sostenuti e aiutati e EDIPI riveste principalmente questo ruolo oltre a coinvolgersi per l’aliya, anche se trova molti ostacoli quando cerca di far fare aliya a  Ebrei Messianici, il cui visto d’entrata definitivo viene rifiutato.

Ezechiele 37 si svilupperà in due fasi: la prima è la riunificazione del “corpo” nel senso più ampio del termine,  la seconda riguarda lo Spirito sparso sul “corpo” che lo fa rivivere attraverso la rivelazione di Yeshua e il Movimento Messianico è uno strumento di questa rivelazione.

Un’altra informazione emersa riguarda la piena consapevolezza degli Ebrei che ci sarà una grande guerra e si stanno già organizzando per realizzare una grande banca del sangue per poter far fronte alle necessità quando il conflitto sarà scatenato.

Deuteronomio 38 stabilisce una terra per poter accogliere TUTTI gli Ebrei  che desiderano tornare nella loro Patria, soprattutto  in un periodo come quello attuale in cui si sta ingigantendo a macchia d’olio un antisemitismo mai sopito.

Durante la sessione pomeridiana sono state poste domande che riguardavano le Feste Ebraiche e come i credenti si devono porre a questo riguardo.

Ciò che è emerso dal vivace dibattito  è che i credenti sono liberi di partecipare o festeggiare qualunque aspetto della vita e delle usanze del popolo ebraico, frequentando anche le sinagoghe per dimostrare  la propria vicinanza e il proprio interesse al mondo ebraico, ma ciò non deve essere considerato in alcun modo un obbligo né, tanto meno,  un modo per “giudaisizzarsi” perché la Scrittura non ce lo chiede assolutamente. Ci vengono richieste poche cose e molto chiare in Atti 15.

Non sono stati affrontati alcuni temi previsti in questa prima giornata che avremo modo di sviluppare nel prossimo corso.

L’incontro ha rappresentato anche un’opportunità per conoscere nuovi credenti interessati a Israele e allacciare progetti comuni.

 

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Primo incontro corso di Israelologia

EDIPI- EVANGELICI D’ITALIA PER ISRAELE-CORSO DI ISRAELOLOGIA

Con sabato 3 Marzo 2018, sono iniziati gli incontri del corso di Israelologia, a cura del Pastore Ivan Basana della congregazione “ The New Thing”di Padova e Presidente di Evangelici d’Italia per Israele.

La sede di questi incontri, programmati appunto per oggi sabato 3 Marzo, e prossimamente per sabato 14 Aprile e sabato 12 Maggio 2018 è presso il locale di culto della Chiesa Evangelica Ebenezer di Milano, in via Ettore Ponti, 53 curata dal Pastore Guglielmo Bianchini.

Il programma ben dettagliato prevede un totale di nove sessioni (tre per incontro) durante il quale verrà presentato in dettaglio l’insegnamento biblico su quello che dovrebbe essere il rapporto della chiesa del nuovo patto con Israele, il popolo eletto, con un occhio particolare sull’origine della teologia della Sostituzione e degli effetti prodotti da questo errore teologico nella Cristianità sino ai nostri giorni.

Il materiale di supporto a questo corso è il libro di Rinaldo Diprose dal titolo: “ Israele e la Chiesa, pubblicato per la prima volta nel 1998.

La prima giornata, iniziata dal punto di vista meteorologico in una fredda mattinata milanese e sotto una fitta nevicata, ci ha permesso di stingerci gli uni gli altri generando quel calore che solo quell’amore per Israele poteva originare tra un discreto numero di partecipanti provenienti da varie parti del Nord Italia e da differenti realtà Evangeliche.

Dopo la consueta introduzione della coppia Ivan e Andie Basana su il madato di EDIPI sottolineando le numerose esperienze maturate sul campo e soprattutto il legame sviluppato in tutti questi anni nei confronti del mondo Ebreo-messianico, nonché ad una breve testimonianza di Andie Basana sulle origini fin da bambina del suo rapporto col mondo Ebraico, si è entrati subito nel vivo del programma partendo proprio da quell’argomento ostico che risponde al nome di “ Teologia della sostituzione”.

Un argomento questo che purtroppo permane ancora oggi in moltissimi ambienti cristiani evangelici e non e che, solo la potente guida dello Spirito Santo potrà tentare di smantellare, riportando così luce e chiarezza nelle menti e nei cuori di coloro che magari, anche inconsapevolmente, si sono impropriamente appropriati di una eredità che in realtà è sempre appartenuta al popolo di Israele.

Nel corso dell’incontro si è inoltre ribattuto più volte il concetto che non basta dire di amare Israele e di conoscere a fondo Israele sulla base delle Scritture, ma che dalla teoria bisogna prima o poi decidersi di passare alla pratica e che questo corso deve essere inteso appunto come un “Laboratorio” necessario ed indispensabile per poter poi scendere in campo per mettere in pratica finalmente tutte le nostre conoscenze acquisite, perché la sola conoscenza fine a se stessa purtroppo non porta a niente.

L’esposizione dei vari argomenti da parte del relatore, è stata arricchita da interessanti esperienze personali che hanno in questo modo mantenuta alta l’attenzione dei partecipanti, contribuendo così a rendere più piacevole e interessante l’ascolto dello studio.

Da non dimenticare l’accento posto nel versetto di Genesi 12:3 “ Benedirò coloro che ti benediranno e maledirò coloro che ti malediranno, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” dal quale si è più volte evidenziata l’importanza di godere delle benedizioni che il Signore riserva a coloro che benedicono Israele non solo a parole ma soprattutto attraverso fatti semplici e concreti che ci permettono di costruire sempre più profondamente quel giusto legame che la chiesa dovrebbe avere con Israele a cominciare dal rimuovere tutti quei contenziosi purtroppo ancora oggi pendenti, attraverso una sincera dichiarazione di pentimento per l’operato della chiesa nel corso di tutti questi anni.

Con “Israele Nazione eletta” ci siamo avviati verso la conclusione di questo incontro, evidenziando che lo scopo generale per il quale Dio ha creato e scelto Israele era quello di manifestare la Sua Gloria tra le nazioni ed essere così strumento per mezzo del quale la Sua benedizione potesse estendersi a “tutte le famiglie della terra”.

Come consuetudine si è dato spazio ad una breve sessione di domande e risposte che ha generato un interessante e vivace confronto tra partecipanti e relatore.

Con un saluto ed un caloroso abbraccio ci siamo dati appuntamento, a Dio piacendo, al prossimo incontro programmato per sabato 14 aprile 2018 alle h. 10.00

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Beit Netanel News, Febbraio 2018

Beit Netanel Febbraio 2018

Un caloroso salute di pace ai nostri partners. E’ sempre un motivo di gioia per me rivedere gli eventi delle scorse settimane, e notare le benedizioni che il Signore ci dà attraverso questo ministero. Sono molto grata per la sua mano nella nostra vita e la Sua guida giorno per giorno.

Durante la settimana di Hannukka diversi amici di Tel Aviv sono venuti a farci visita. Uno di loro ha un bimbo di 8 anni che era diabetico, e questa era la prima volta che andava ad una gita scolastica senza di lei. Per questo quando è venuta da noi, era preoccupata per lui. Aveva una applicazione sul telefono che la teneva informata del livello dello zucchero sul corpo e all’improvviso ha avuto notizia di un forte rialzo. Allora ha iniziato a piangere. Così ha chiamato l’insegnante, ma non rispondeva e suo figlio era già 300 kilometri lontano. Ha iniziato ad andare nel panico, e così le ho preso la mano e le ho chiesto se voleva pregare per il bambino, ma lei ha detto: “io non ci credo in queste cose, non credo in nulla”. Per poco non piangevo. Come può pensavo, una persona in certe situazioni, non credere in nulla e rifiutare anche la preghiera che le veniva offerta? Così le ho parlato del Salmo 34 dove dice: Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato, se credi Dio anche oggi può fare un miracolo! I suoi amici la incoraggiavano ad accettare la preghiera, ma lei non ha voluto. Nonostante ciò uno dei suoi amici mi ha chiesto: “che ne dici se io e mio marito preghiamo”, pensi che ci possa aiutare? Per tutta la sera questa donna faceva delle domande su Dio, così ho pregato per lei. Lei ho detto che Dio ha mandato Yeshua per perdonare i nostri peccati e guarire le nostre malattie. Le ho parlato di Isaia 9,6: Per noi è nato un bimbo, a noi è dato un Figlio, e Governerà con lo scettro sulla sua spalla. Il Suo Nome sarà Meraviglioso Consigliere, Dio Potente, Padre Infinito, Principe della Pace. Era una bellissima serata; la signora con il figlio malato ha chiamato un’ambulanza per portare l’insulina al figlio, poi sono andati via. Ciò che mi fa più male sono le persone così intelligenti, che credono di non aver bisogno di Yeshua. Sono solo coloro che si avvicinano come fanno i bimbi, che riconoscono d’aver bisogno di Lui.

Il mese scorso mio figlio Gili è venuto a Gerusalemme con un gruppo turistico di 30 israeliani. Mi ha chiesto se potevano venire per lo Shabbat al pomeriggio, a mangiare. Ovviamente ero felicissima e li ho invitati a pranzo. Abbiamo preparato tanto buon cibo e quando sono arrivati, il tavolo era talmente pieno di cibo, da restare stupiti; così si sono seduti a celebrare con noi. Erano molto felici! Quando ci siamo seduti ho detto loro di essere un’ebrea messianica e che dovevamo pregare prima di prendere cibo. Così si sono stretti tutti la mano e hanno pregato. Poi ho condiviso le meraviglie che Dio ha fatto nella mia vita. Tra loro c’era anche un amico di Gill che ci conosce da più di 30 anni, e ricordava quanto la mia vita fosse difficile e come avevo mandato mio figlio a vivere nel kibbutz, perché potesse avere un luogo per dormire e cibo sufficiente da mangiare. Quando si è guardato intorno alla bella casa e alla pienezza di cibo sul tavolo, non riuscivano a credere come la mia vita fosse cambiata drammaticamente. Così ho potuto condividere la bellezza del Vangelo. Mi hanno chiesto come il mio modo di pregare fosse diverso dagli ebrei religiosi. Io ho spiegato che quando ho incontrato Yeshua, la mia preghiera è andata direttamente in cielo, e posso aprire il mio cuore a Dio. Le mie preghiere vengono dal mio cuore, e non da un libro e so che Lui mi ascolta. Così ho fatto una preghiera e qualcuno ha detto “amen”. Poi mi hanno chiesto la differenza tra messianismo e cristianesimo. Non riuscivo a credere che persone così intelligenti medici. Avvocati, ingegneri sapevano così poco. Ho insegnato loro quanto è bella la Bibbia e come ogni nome ha un significato. Yeshua non è Gesù o Yeshu come lo chiamano i religiosi: è Yeshua che significa Salvezza. Lui è la nostra salvezza. Poi mi hanno fatto tante di quelle domande, che non riuscivo a rispondere a tutti. Volevano sapere tutto! Ero sconvolta al loro desiderio di conoscenza. Ho parlato loro della profezia di Daniele 9, 24-29 dove parla del Messia e come doveva morire, anche se non dice morire, ma “tagliato fuori” nel bel mezzo della sua vita. Erano stupiti e hanno detto: “ma questa è la nostra Tenach, come mai non sapevamo queste cose? Ho mostrato loro la profezia di Daniele, e gli ho fatto vedere come è quasi tutta compiuta e che il Signore tornerà presto. Si sono riempiti di cibo e di Vangelo e hanno chiesto se potevano tornare di nuovo. Che bella serata! Si può parlare di Yeshua persino alle persone ben educate, purchè non siano orgogliosi. Yeshua è ancora importante 2000 anni dopo e lo sarà anche per i prossimi 2000 anni!

In passato vi ho parlato di mia nipote di Rishon e come diamo lezioni nella sua casa ai suoi amici. alcune settimana fa, è venuta con i suoi bambini e ci siamo seduti a studiare la Bibbia. E’ talmente felice di cio’ che impara, che ci ha chiesto se potevo tornare il giorno dopo. Non riesce a contenere la sua gioia e vuole condividere tutto con i suoi amici su Facebook e sui social media (sia gli amici che i clienti). Ha invitato tutti ad andare a casa sua, a studiare la Bibbia! Quindi quando sono arrivata, la casa era piena di gente, ma non sapeva che avrei parlato di Yeshua. Li sentivo dire: come, ma sei pazza? Yeshu! E’ per questo che ci hai invitati qui? Ho detto loro di stare tranquilli, spiegando che anche a me aveva fatto questo effetto. Anzi avevo persino maledetto. Mi hanno guardato chiedendo: chi hai maledetto? Ho spiegato che venivo da una famiglia di rabbini e mi era stato ditto che Yeshu era un cristiano e quindi sapevo tutte le cose orribili fatte agli ebrei. Quindi chiesero: e allora, cosa è successo? Così ho raccontato la mia storia e come mi sono accorta che Dio non è un Dio di religione. Crediamo in Dio ma non nel vero Dio. Il vero Dio si è rivelato nella Sua parola, la Bibbia. Non è il Dio che i rabbini dipingono. L’identità di Dio è nella Tenach, Dio si rivela come il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Perché? Perché Dio non è un Dio di religione, ma di fede. Non c’era la Torah quando I nostri padri erano viventi. I personaggi della Bibbia non volevano diventare religiosi, ma dei credenti, volevano essere liberi dal peccato, e per essere perdonati dai peccati Dio ha mandato suo Figlio Yeshua il Messia. Perché solo attraverso di lui, possiamo essere perdonati, e ricevere lo Spirito Santo che ci aiuta a conoscere il vero Dio. Ognuno ha il suo spirito, ma quando conosciamo Yeshua, il nostro spirito rinasce e possiamo conoscere veramente il Signore. Tra le donne venute qui, c’erano due donne che avevano figli religiosi che stanno studiando in una Yeshiva. Ho consigliato loro di non parlare del nostro momento di preghiera. Quando ci incontriamo spesso finiamo dopo la mezzanotte, e sapete cosa mi dicono? E’ un vero peccato che sia finito! Mi piace sentire queste parole e ringrazio il Signore per avermi benedetto tanto, da poter condividere la fede con tanta gente. Carissimi amici, vi ringraziamo per il tempo che dedicate a leggerci.

Vi ringraziamo delle vostre preghiere e per il vostro supporto. Possa il Signore guidarvi ogni giorno sul suo camino. Prego che lo Spirito Santo si muova con potenza nella vostra vita, e voi cresciate nei frutti dello Spirito, per poter camminare sempre più con Lui.

Con l’amore indiviso del nostro Messia Yeshua Rachel e Gilad

Per amore di Sion non starò in silenzio, e per amore di Gerusalemme non tacerò, fino a quando la Sua giustizia brilli come la luce, e la sua salvezza come una torcia accesa. Isaia 62,1

Traduzione Anna M Sedda

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Sar El: programma di volontariato in Israele all'interno dell'IDF

Shalom 

mi e' stato chiesto di scrivere, visto che sono qui al Sar El,  una relazione sul programma di volontariato Sar-El.

Premetto che passato il primo step del/i viaggio/i in Israele, un ottimo modo di fare i primi approci con la radice ebraica e aiutare l'economia israeliana bisogna andare oltre......

Uno dei tanti modi per andare oltre e' proprio il volontariato. Attraverso il volontariato si ha modo prima di tutto di non spendere tanti soldi, cosa poco importante per alcuni ma indispensabile per molti, conoscenza di luoghi, usi e costumi di Israele. Questo ci permette di essere testimoni oculari di quello che sono "fatti e vita" della vera Israele e confutare le notizie ingannatrici imposte dai media italiani/europei/mondiali e infine mostrare l'amore di Dio al Suo popolo.

Ci sono tanti programmi per fare volontariato, dalle organizzazioni cristiane riconosciute in Israele, assistenza ai sopravvisuti della Shoa, al servizio di volontario Sar-El presso esercito dello Stato di Israele (IDF o Tzahal).

Perche' Sar El?

Personalmente dopo il mio primo viaggio turistico in Israele nel 2005 ho sentito subito la necessita' oltre a pregare e donare economicamente ( Romani 15:27) anche di fare qualcosa di pratico. Dio ha subito easudito questa mia necessita. Sei mesi dopo dello stesso anno ho fatto l'usher all' International Christian Embassy Jerusalem (ICEJ) durante il periodo piu' bello che c'e in Israele a mio parere, Sukkot, Festa delle Capanne.

Esperienza meravigliosa essere in mezzo a 8.000 credenti che arrivano durante questo periodo per benedire, pregare e sostenere Israele. Esperienza che ho ripetuto anche l'anno successivo, ma poiche' questa tipo di volontariato mi dava modo di conoscere solo credenti provenienti da tutte le Nazioni, anche quelle piu' remote della terra come Tongo, Papa Guinea ecc, buona cosa questa solo che c'era poca conoscenza di ebrei o israeliani.

Ho incominciato a pregare affinche si aprisse un altra porta per poter fare volontariato al di fuori della cerchia delle denominazioni cristiane. La porta si e' aperta nel 2011 quando sono venuta a conoscenza del Programma Sar-El.

Il programma di volontariato Sar El prese il suo via nel 1982 e fu iniziato dal generale di brigata Aharon Davidi, quando nel corso della guerra in Libano nel 1982 a causa della massiccia mobilitazione molti servizi per la popolazione civile e molti servizi per le forze armate compresi i raccolti dei singoli Kibbuz erano minacciati a causa della carenza di mano d'opera. Il generale David pubblicò quindi un appello negli Stati Uniti per cercare volontari che venissero a loro spese per assolvere alcuni dei compiti logistici dei riservisti in modo da poter congedare parte delle forze riserviste. Grazie all'appello del generale si trovarono in breve tempo oltre 600 volontari che assolsero i compiti dei riservisti. Da allora il programma è rimasto sempre attivo per richiesta degli stessi partecipanti  

 E' un modo unico per i credenti dimostrare amore al Suo popolo e aiutarlo economicamente perche' questo servizio per Israele è un risparmio economico, risparmio che Israele investe nell'Intelligence, cosa che per Israele significa Sopravvivenza.

Inoltre i riservisti risparmiano tempo e denaro. Senza l'aiuto dei volontari aumenterebbe per i riservisti  il ltempo  lontano dalla famiglia e dal lavoro con conseguenze negative anche economiche. .

Il programma non ha limiti di età, ha una durata di tre settimane che puoi prolungarsi fino ai tre mesi del visto turistico o anche in certi periodi a due settimane. In oltre si ha modo di fare gite gratuite,  in luoghi non comuni ai turisti, la sera ci sono delle attività varie come, nozioni lingua ebraica, storia, geografia, cultura, interventi di alcuni soldati ecc

Fin qui tutto ok ma sottolineo che bisogna avere un gran spirito di adattamento perché si vive nella base dalla domenica (inizio della settimana ebraica) al giovedì, con orari programmati, si divide la camerata da 4 a 10 persone. Non sempre capiterà di dormire in camere con i letti ma in container con brandine. Se è freddo non sempre il riscaldamento è funzionante o basta per riscaldarsi (esperienza sul Golan), i bagni e docce ci sono ma..... il cibo è giusto per la nutrizione quotidiana. Inoltre scontato il fatto che non si possa introdurre droghe nelle basi, non si può introdurre neanche alcolici. Non si parla di politica ne di religione.

Molto importante quest'ultima parte perché molti credenti arrivano con l'idea di evangelizzare i soldati, facendo proselitismo, conseguenza allontanamento dal programma e in certi casi anche espulsione dal paese. A questo punto qualcuno puo' pensare ma come? Niente evangelizzazione? Vi posso assicurare che come citato allo scorso incontro a Torino dall'Apostolo Maggia, a volte dobbiamo imparare a testimoniare con la nostra presenza. Infatti con sapienza e discernimento, nella mia esperienza ho sempre avuto la possibilità di testimoniare chi è Yeshua per me. 

Tutte le spese di viaggio dal paese di partenza fino in Israele è a carico del volontario inoltre bisogna pagare una quota di 100$ per chi va la prima volta e 60$ per chi ritorna dopo un anno. Per finire il week end (venerdì e sabato) si è liberi di andare dove si vuole. Di solito nelle Hall degli alberghi organizzano gite turistiche a partire da 50$ e se qualcuno si trovasse a corto di soldi c'e sempre il Beit Oded, ostello del soldato a Jaffo, vicinissimo alla spiaggia, dove si può stare gratuitamente. Due vie parallele al Beit Oded c'e una delle prime Kehilat (congragazione formata da ebrei messianici) nata in Israele, Beit Imanuel, dove si riuniscono due congragazioni una il venerdì sera e un altra il sabato mattina. Questo permette anche di conoscere gli ebrei messianici che vivono in Israele, e da cosa nasce cosa come nel mio caso, passo almeno tre mesi all'anno in Israele alternandomi tra programmi Sar El e visite ai fratelli messianici, pregando con loro e sostenendoli nei loro bisogni.

Yeshua vi benedica, per ulteriori info c'e il sito sar-el.org e per chi non avesse dimestichezza con l' inglese e ha delle domande contattatemi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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NOI RICORDIAMO – abbiamo imparato qualcosa dalla storia?

*BOLLETTINO MENSILE - FEBBRAIO 2018*

 

 

     #NOI RICORDIAMO – abbiamo imparato qualcosa dalla storia?

 

Bruxelles – La Coalizione Europea per Israele si è unita al Congresso Mondiale Ebraico nella campagna sui social media per far crescere la consapevolezza dell'olocausto, chiedendo di esporre, individualmente o in gruppo, un cartello con scritto “#We Remeber”. Lo scopo della campagna era di mobilitare 500 milioni di persone durante la settimana del Giorno Internazionale della Memoria.

 

Già nel 2005 la Coalizione Europea per Israele aveva celebrato il primo Giorno della Memoria nel parlamento europeo a Bruxelles. Da allora questo evento è cresciuto in importanza ed anche nel numero di iniziative collaterali. Oggi il Giorno della Memoria è un evento ufficiale organizzato dal presidente del parlamento europeo. Nel 2015, la Commissione Europea ha nominato un coordinatore a tempo pieno per combattere l'antisemitismo, che ha introdotto nuove misure per aiutare gli stati della UE a sconfiggere questo mortale nemico. Questo è per dire che l'Unione Europea prende sul serio l'antisemitismo che esiste in Europa.

 

Ma l'Unione Europea manca ancora di coerenza e di un approccio più ampio per combattere l'antisemitismo su scala mondiale, incluse le sue nuove forme che prendono di mira il popolo ebraico e lo stato di Israele. Mentre le istituzioni europee onorano giustamente i sei milioni di ebrei che morirono nell'olocausto, sono meno amichevoli verso i sei milioni di ebrei che oggi vivono nel rinato stato di Israele, soprattutto quelli che vivono di nuovo nelle antiche comunità di Giudea e Samaria così come nella Città Vecchia e nella Gerusalemme Est, i cosiddetti “territori occupati”.

 

Dal 2015 tutti I prodotti che vengono da questi “territori occupati” sono etichettati per i mercati europei, per differenziarli da quelli provenienti dai territori all'interno della cosiddetta linea del 1967. Le direttive della UE non solo stigmatizzano queste comunità ebraiche, ma prendono di mira tutta l'economia israeliana, dato che ogni economia nazionale dipende dalla sua intera popolazione. Ma ancora peggio, gli ebrei che vivono in quei territori, che sono “contesi” piuttosto che “occupati”, sono definiti come coloni e vengono considerati dai leader della UE come “ostacoli alla pace”. Questo è stato il principale obiettivo del movimento BDS che, come i nazisti nella Germania degli anni 30, invocano il boicottaggio, il disinvestimento e il sanzionamento dei commerci israeliani, però questa volta all'interno di Israele. Richiedendo l'etichettatura dei prodotti israeliani provenienti dai territori contesi, la UE ha cercato di mettere sotto pressione il governo di Gerusalemme ed al contempo ha preso le distanze dal movimento BDS.

 

L’Europa ha memoria corta e non è sicuro che abbia veramente imparato qualcosa dalla propria storia. Oggi l’Unione Europea è l’unico grande finanziatore dell’Autorità Palestinese la quale sistematicamente demonizza lo stato ebraico ed i suoi cittadini attraverso il continuo lavaggio del cervello dei bambini palestinesi, con l’apprendimento dell’odio e dell’onore insieme al sostegno economico per i terroristi e le loro famiglie.

 

Come cittadini e contribuenti dell’Europa, abbiamo una responsabilità morale per le politiche della UE. La gestione e la corruzione economica nell’Autorità Palestinese è ben documentata e risaputa. Mentre si trovava a Bruxelles per chiedere maggiori finanziamenti, si è venuti a conoscenza che il leader dell’AP *Mahmoud Abbas* aveva appena acquistato un nuovo jet privato per 50 milioni di dollari.

 

E, come se non bastasse, i leader della UE continuano a sostenere ed instaurare relazioni commerciali con la repubblica islamica dell’Iran che minaccia apertamente la distruzione dello stato di Israele e che finanzia le organizzazioni terroristiche di Hezbollah ed Hamas ed i loro fiancheggiatori nella continua battaglia contro Israele.

 

Questo non combacia con una coerente e globale politica contro l’antisemitismo ed il terrorismo. Non si può dire di combattere l’antisemitismo e contemporaneamente sostenere quelli che vogliono annientare gli ebrei, impegnandosi in una guerra economica e diplomatica contro lo stato ebraico.

 

Quando mi sono presentato ad un alto funzionario della UE, diversi anni fa durante la commemorazione del giorno della memoria, ed ho spiegato che lavoravo per la Coalizione Europea per Israele, la sua reazione spontanea fu: “Cosa Israele ha a che fare con questo?”

 

La risposta è semplice. Se ci fosse stato uno stato ebraico nel 1938, invece del 1948, la vita di milioni di ebrei sarebbe stata salva e molti sarebbero in vita ancora oggi. Il modo migliore per onorare i sei milioni di ebrei che morirono nell’olocausto è quello di sostenere gli ebrei di oggi, inclusi i sei milioni che vivono in Israele. Sostenere e cooperare con i nemici giurati dello stato ebraico non è d’aiuto.

 

La Coalizione Europea per Israele continuerà a sottolineare questa politica a doppio binario della UE ed allo stesso tempo si impegnerà in modo costruttivo con le istituzioni europee dando loro il merito quando è dovuto. Siamo compiaciuti dell’attività del coordinatore dalla UE per la lotta all’antisemitismo, ma l’Unione Europea ha bisogno di una strategia coerente per sconfiggere questo nemico mortale.

 

 

     La Bulgaria assume la presidenza della UE

     Le chiese partner di ECI commemorano le vittime dell’olocausto

 

Sofia – Mentre la Bulgaria assume la presidenza dell’Unione Europea, per il prossimo semestre, vorremmo presentare il nostro sostenitore di lunga data in questo importante stato della UE, il pastore *Andrey Avramov*, del Victory Christian Centre a Sofia, la capitale della Bulgaria.

 

Il pastore Avramov cominciò a commemorare le vittime dell’olocausto dopo aver saputo della campagna di ECI “Impariamo dalla storia” nel 2007, campagna con la quale le chiese in Europa furono incoraggiate a celebrare il Giorno della Memoria, nelle loro aree di competenza. Oggi il memoriale dell’olocausto è un evento annuale che tocca le chiese in tutta la Bulgaria. Il pastore Avramov ha anche parlato del suo lavoro speciale nel parlamento europeo di Bruxelles.

 

Quest’anno il Victory Christian Centre di Sofia ha ospitato la propria commemorazione del Giorno della Memoria con 450 persone presenti; tra questi c’erano leader della comunità ebraica, diplomatici israeliani, sopravvissuti all’olocausto e leader cristiani. Hanno anche proiettato il film della CBN “Nelle nostre mani”, che documenta la battaglia per Gerusalemme del 1967, uscito in prima visione europea a giugno nel parlamento europeo di Bruxelles. Il film è stato proiettato in 27 luoghi diversi in Bulgaria con la presenza di migliaia di spettatori.

 

Grazie al governo della Bulgaria, alla testa dell’Unione Europea per i prossimi sei mesi, risulta rassicurante avere un partner forte, rappresentante migliaia di cristiani, che continua a stare con forza al fianco di Israele ed al popolo ebraico, imparando dalla storia.

 

 

     NOI SIAMO ECI

 

*Andrey e Boryana Avramov*, Sofia, Bulgaria

 

/Raccontateci di voi./

Siamo i fondatori ed I pastori senior del Victory Christian Centre a Sofia, una dinamica Chiesa pentecostale carismatica nella capitale bulgara che raggiunge le generazioni più giovani.

 

/Come avete saputo di ECI?/

Per la prima volta abbiamo sentito parlare di ECI nel 2006 dal leader degli Amici Cristiani di Israele. Siamo stati attratti da ECI grazie all’idea di commemorare l’olocausto con il Giorno della Memoria. Nel 2007 lo abbiamo fatto per la prima volta e da allora abbiamo continuato a celebrarlo.

 

/Cos’è che rende speciale ECI?/

ECI è speciale per le sue idee originali, per l’efficacia e la capacità di influenzare. Quello che è prezioso in ECI è che la voce del cristianesimo biblico viene ascoltata nel mondo non cristiano, mediante solidi argomenti e un linguaggio adatto ai politici.

 

/In che modo siete coinvolti nelle attività?/

Stiamo organizzando una campagna nazionale per celebrare il giorno internazionale della commemorazione dell’olocausto. Abbiamo anche preso parte ad altri eventi ed iniziative di ECI, sostenendole in ogni modo possibile.

 

/Qual è il vostro messaggio per gli altri amici europei di ECI?/

Ci piacerebbe incoraggiare tutti gli amici di ECI a lavorare maggiormente con i leader di chiesa in Europa in modo da vederne un numero maggiore coinvolto nell’opera.

 

 

     Nella conferenza annuale di ECI a Londra si discute dell’appoggio

     ad Israele dopo la Brexit

 

 

Londra – La Coalizione Europea per Israele ha organizzato la sua seconda conferenza annuale nazionale a Londra, dopo 18 mesi dal voto britannico a favore dell’uscita dall’Unione Europea. Durante la giornata della conferenza, lo staff di ECI e gli esperti hanno discusso sulle conseguenze del voto e su come ECI ed i suoi amici britannici possano lavorare insieme, anche dopo la Brexit, per sostenere Israele.

 

Durante la conferenza è emerso chiaramente che i nostri amici britannici rimarranno impegnati nel lavoro di ECI anche in futuro, anche se le sorti di Israele sono spesso decise in istituzioni internazionali come l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Durante la conferenza, il consigliere legale di ECI *Andrew Tucker *ha parlato del lavoro a livello legale per sostenere Israele, *Gregory Lafitte *ha parlato di Israele in rapporto all’ONU e *Ruth Isaac* ha incoraggiato l’uditorio a non cadere nella paura ma ad essere aperti e coraggiosi nel loro sostegno ad Israele. La conferenza è stata anche l’occasione per un tempo riservato allo staff di ECI. È stato deciso che la terza conferenza annuale si terrà a Londra il 12 gennaio 2019. Segnate questa data!

Per ulteriori informazioni sulla conferenza leggete qui il comunicato stampa. <https://ec4i.us12.list-manage.com/track/click?u=b4df5674a62a59807e25c3935&id=0ffaa760ae&e=7778d74515>

 

 

     Il consigliere legale di ECI si rivolge ai diplomatici africani a

     Kampala

 

 

Kampala, Uganda – Il consigliere legale di ECI ed il fondatore e direttore dell’Iniziativa dell’Aia per la Cooperazione Internazionale (Thinc) *Andrew Tucker* a parlato ai diplomatici e dignitari africani riuniti nella capitale dell’Uganda, Kampala, esponendo i fondamenti legali dello stato di Israele. Molte nazioni africane, negli anni scorsi, hanno migliorato le proprie relazioni con lo stato ebraico ed ora stanno sbocciando nuovi rapporti commerciali. Meno di due anni fa, il primo ministro *Benjamin Netanyahu *visitò l’Uganda, nell’ambito di un viaggio nell’Africa orientale. Fece una visita piena di emozioni all’aeroporto ugandese di Entebbe dove fu ucciso il fratello *Yonatan*, più di quarant’anni fa, mentre guidava un gruppo delle forze speciali per liberare gli ostaggi israeliani, vittime del dirottamento di un aereo della Air France.

 

Anche se molti leader africani sono recettivi al messaggio di sostegno a Israele su basi bibliche, il problema legale dello stato ebraico non viene riconosciuto in gran parte del continente africano. È qui dove ECI e la Thinc possono giocare un ruolo essenziale per ridurre questo divario. Andrew Tucker ha visitato molte volte l’Africa, nella sua veste di direttore di “Cristiani per Israele International”, ma questa sua ultima presentazione come studioso ed esperto di diritto internazionale è stata grandemente apprezzata dal corpo diplomatico.

 

 

     ECI ringrazia il presidente del Guatemala per il riconoscimento di

     Gerusalemme

 

 

Bruxelles – Il direttore e fondatore di ECI *Tomas Sandell *ha scritto una lettera personale al presidente del Guatemala, *Jimmy Morales*, ringraziandolo per il riconoscimento di Gerusalemme come capitale unica di Israele, fatta nel suo discorso natalizio del 24 dicembre scorso. Il Guatemala è la prima nazione che ha ufficialmente seguito gli Stati Uniti i quali, con *Donald Trump*, il 6 dicembre hanno riconosciuto Gerusalemme come capitale, promettendo di spostare l’ambasciata USA da Tel Aviv alla Città Santa.

 

Il presidente Jimmy Morales è un credente cristiano e la sua convinzione di riconoscere Gerusalemme è biblicamente e storicamente motivata. Nel 1947 il Guatemala fu il secondo paese che votò per il piano di partizione dell’ONU ed ha tuttora una lunga esperienza di eccellenti relazioni con lo stato ebraico. Durante una visita di leader cristiani degli USA e dell’America Latina alla fine di gennaio, per ringraziare il presidente per la sua coraggiosa decisione, *Mario Bramnick*, presidente della Coalizione Latina per Israele, ha consegnato al presidente Morales la lettera di ECI.

 

A novembre ECI ha aiutato economicamente una delegazione dell’America Latina per il suo viaggio a Gerusalemme al fine di chiedere perdono per quelle nazioni latinoamericane che votarono contro il piano di partizione nel 1947. Tra quelle nove nazioni che hanno rifiutato la risoluzione dell’ONU di dicembre e che hanno votato a favore del riconoscimento USA di Gerusalemme, ci sono Guatemala ed Honduras. ECI lavora in stretta relazione con la Coalizione Latina per Israele, guidata da Mario Bramnick.

 

Quest’anno, l’obiettivo principale della Coalizione Europea per Israele sarà quello di incoraggiare le nazioni a riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato ebraico.

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13 gennaio a Torino: serata per Har Hevron

Si è concluso nel migliore dei modi e al di là delle più rosee aspettative il talk show organizzato a Torino nella sala della chiesa evangelica "El Shaddai" del past. Mike Dilascio per la visita dell'ambasciatore di Har Hevron Vincenzo Saladino. L'incontro condotto con sagace maestria da Walter Lento ha avuto come protagonisti il presidente EDIPI past. Ivan Basana, il past. Corrado Maggia e il senatore Lucio Malan. Da sottolineare che tutti e quattro sono associati da anni ad Evangelici d'Italia per Israele. La tematica sviluppata spaziava dalla storia antica e recente della Giudea e Samaria i riferimenti profetici a questi luoghi e il ruolo di Israele nella situazione geopolitica medio-orientale. L'incontro articolato con interventi e proiezioni video è stato seguito con interesse da un folto pubblico. La serata si è conclusa con un rifresco offerto dalla chiesa ospitante.

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