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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (254)

Beit Netanel News Dicembre 2017

 Cari amici, In Lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce brilla nel buio, e le tenebre non l’accolsero. Giovanni 1, 4-5 Abbiamo appena finito di celebrare la festa della luce-Channuka e domani è la Vigilia di Natale. Voglio prendere questa opportunità per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un buon e Santo Natale. Ambedue queste feste parlano della luce e prego che il Signore risplenda attraverso voi per toccare i cuori di molte persone, specialmente in questo tempo speciale e favorevole. Questo mese è stato uno dei più impegnativi mai sperimentati da tempo. Abbiamo avuto la visita di più di 300 persone e la maggior parte dei quali erano non credenti. Sono venuti da noi da soli o in gruppo e per quanto sia esausta, ho la gioia di condividere con voi questa esperienza. Un giorno Pennina, la guida Israeliana che regolarmente porta qui i gruppi, ha detto di avere un gruppo molto influente che desiderava visitarci. Questo gruppo era parte di “Unisciti a Israele” che lavora con il Governo e provvede supporto ai poveri, specialmente i nuovi migranti arrivati per l’Aliyah nella Terra di Israele. Quando sono venuti da noi, ho parlato loro della mia fede in Yeshua. Tra loro c’erano anche degli ebrei religiosi e per mia sorpresa, sono stati loro a farmi tante domande. Io gli ho parlato delle meravigliose cose che il Signore ha fatto nella mia vita e poi ho consegnato loro una copia degli articoli che parlavano di me in uno dei più conosciuti giornali locali. Una delle donne di questa organizzazione mi ha detto che la mia storia, gli ha veramente toccato il cuore. Lei è parte di un gruppo di ciclisti e mi ha chiesto se poteva ritornare con il suo gruppo ciclistico, così che mi possano incontrare anche loro. Io ho detto che sarei stata felice di preparare loro la colazione. Qualche tempo fa c’è stato un festival quì a Ein Kerem e Orli della municipalità ha chiesto di portare da noi un gruppo della municipalità. In quel momento avevo un ospite speciale dalla Svizzera che stava qui da noi (Silvia e suo marito). Quindi con il loro aiuto abbiamo preparato un ricevimento speciale per loro. Una persona del gruppo della municipalità era una donna religiosa, e stava seduta vicino a Silvia e suo marito. Questa donna è rimasta molto toccata da ciò che ha sentito sapendo che loro erano non ebrei ma cristiani che amavano veramente Israele sia con le loro sincere preghiere, che economicamente. Ciò che però li ha sorpresi di più è stato sapere che ci sono ebrei che credono in Yeshua e si chiamano ebrei Messianici. E’ ancora strano per me sapere che tanti israeliani non sanno che ci sono tanti ebrei Messianici che amino sia il Signore che la Bibbia. Alcuni di loro mi hanno chiesto se possono tornare da noi a celebrare lo Shabbat alla maniera dei Messianici. Erano talmente sorpresi da Silvia e suo marito e anche da Gilad che ama veramente Israele. Orli ha parlato del lavoro di Beit Netanel e come aiutiamo alcuni poveri del nostro vicinato. Sono rimasti anche sorpresi dal ministero Svizzero di Silvia, Ebenezer, che ha aiutato tanti in Israele, aprendo scuole dell’infanzia. Sapevano ben poco di questo ministero in favore di Israele. Alla fine del pranzo mi hanno presentato il loro dono, molto gradito. Una delle donne responsabile dell’amministrazione del territorio, ci ha detto quanto ci sia grata e quanto le abbia fato piacere conoscere la nostra fede. Ha aperto un nuovo mondo per lei e poi ha chiesto di poter portare la sua famiglia per uno Shabbat, così che possano sperimentare le stesse emozioni. Dopo questo incontro, il responsabile del gruppo mi ha dato il permesso di mettere su uno show su Yeshua per il festival che si celebrava nella nostra municipalità. Io volevo farlo per lo Shabbat perché c’erano tanti turisti in arrivo ad Ein Kerem per quella data. Così con l’aiuto di altri ebrei messianici Israeliani, proprio fuori la fonte di Elisabetta ad Ein Kerem, abbiamo messo su lo show per Yeshua. Gli attori erano vestiti interamente con il costume tipico, abbiamo illuminato interamente la zona con 4 proiettori donati e sono venute tante di quelle persone, a vedere lo show per il Signore. Che grande privilegio! C’era anche un festival del cibo quì a Ein Kerem e molte persone hanno portato cibo vari della cucina Israeliana per tutti, che sono venuti apposta per questo evento. Alla fine del tour abbiamo permesso di partecipare ad una festa di cibo dal Morocco a casa nostra. Ho cucinato tanto cibo e sono rimasti ad ascoltare la mia storia di fede, visto che era ormai la fine della giornata. Ho così potuto raccontare come da una famiglia ebraica religiosa, sono arrivata alla fede in Yeshua. Per molti è stato il momento più importante del tour e sono rimasti per più di 3 ore. La famiglia di mia nuora lavora con i pensionati sopravvissuti all’Olocausto ad Herzilya e voleva portare da noi 50 persone. Ne sono stata felice. Amo gli anziani e ho un grande cuore per i sopravvissuti dell’Olocausto. Quando sono venuti, sapevano che ero la nipote del famoso Rabbino Kabbetz e hanno voluto sapere come sono arrivata alla fede in Yeshua. Erano talmente felici, che non volevano andar via, sono rimasti da noi per ore. Hanno fatto a Gilad molte domande e alcune ci hanno permesso di pregare con loro. Uno di loro verrà nuovamente con la figlia e la sua famiglia, visto che una volta rientrato a casa non riusciva a non parlare di noi. Vogliono ritornare anche con alcuni amici della figlia. Grazie al Signore! Pinnina ha voluto anche portare da noi un gruppo di ebrei Marocchini per celebrare la “festa della Luce”, Channuka. Ovviamente ho cucinato cibo del Marocco in quantità e abbiamo festeggiato la serata parlando della vera storia di Channuka e come il Signore è quella Luce che è venuta nel mondo. Erano pieni di gioia che ho condiviso la mia fede, così ho pregato Dio che gli dia un segno affinché possano credere. Quella notte Pinnina è andata a casa pregando che Dio le desse un segno e il giorno seguente mi ha chiamato per dirmi le ha davvero dato un segno. Alleluya!! Pregate che lei possa veramente credere ed essere salvata. Gesù ha detto che Lui è la Luce del mondo e che chiunque segue Lui, non camminerà mai nel buio, ma otterrà la Luce della vita. Pregate che tutti coloro che hanno sentito parlare di Lui in queste feste e settimane, possano accettare questa Luce nei loro cuori ed essere salvati. Vi ringrazio cari amici per il vostro amore e supporto. Possa il Signore darvi la ricompensa per la vostra fedeltà. Io e Gilad vi siamo molto grati. Con l’amore infinito del nostro Messia Yeshua. Rachel e Gilad Per amor di Sion io non tacerò,
per amor di Gerusalemme io non mi darò posa,
finché la sua giustizia non spunti come l'aurora,
la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante. Is. 62:1

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Fondazione Camis De Fonseca, Newsletter - 10 gennaio 2018

Solidarietà araba? Chiedete ai Palestinesi

Il governo iracheno ha abolito i diritti riconosciuti ai Palestinesi residenti nel paese. Il nuovo atto normativo cambia lo status dei Palestinesi da cittadini a stranieri. Lo racconta il giornalista arabo israeliano Khaled Abu Toameh. Sotto Saddam Hussein, l’ex dittatore iracheno, i Palestinesi godevano di molte prerogative. Saddam e Arafat erano alleati, facevano parte dello stesso partito Ba’ath che dominava tutti i paesi del Medio Oriente. Fino al 2003 c’erano circa 40000 Palestinesi in Iraq. Dopo la caduta del regime di Saddam, la popolazione palestinese si è ridotta a 7000 persone. Migliaia di Palestinesi hanno lasciato l’Iraq dopo essere stati presi di mira dalle varie milizie in lotta a causa del sostegno da loro offerto a Saddam Hussein.

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Viaggio studio in Israele - novembre 2017 Riflessioni e immagini degli studenti

22/12/2017

Il viaggio di studio in Israele dello scorso novembre si è svolto serenamente, fra visite e incontri. Molti studenti hanno documentato il viaggio con immagini e riflessioni personali. Vi invitiamo a vedere qui il bel video realizzato da Matteo Cattadori e, sotto, a osservare le fotografie di Pietro Furbatto e a leggere i testi scritti da altri due studenti di Torino, Davide Ferri e Joao Matteo Rampone. Non abbiamo perso l’occasione di perdere l’occasione Abba Eban non penso si offenderà se prenderò in prestito e modificherò “leggermente” la sua citazione per poter descrivere al meglio questa settimana in Israele. Non è stato un viaggio, non è stata una gita, non è stato un viaggio d’istruzione, è stata l’Occasione per poter entrare in un paese in punta di piedi, facendosi accogliere da una nazione che penso si contraddistingua in primis per il suo senso di appartenenza, che ha evidentemente radici storiche, risalenti, a mio parere, almeno ai tempi della distruzione di Masada, quando gli eroi della roccaforte sul Mar Morto, tanto ambita dai Romani per potersi proteggere dal nemico più grande, i Parti, decisero di suicidarsi dopo aver difeso fino allo strenuo delle forze la loro città, pur di non subire l’umiliazione di consegnarsi direttamente nelle mani dei Romani; tale senso di appartenenza è altrettanto visibile nel ruolo dell’esercito, un elemento fondamentale nel processo di crescita di un giovane israeliano ma allo stesso tempo un momento fortemente desiderato, per iniziare una vita di autonomia e più di tutto per entrare a pieno titolo nella storia del suo paese.

È stata l’Occasione di conoscere in prima persona la realtà del kibbutz che ha forgiato buona parte dell’attuale classe dirigente israeliana e che con la sua politica di impronta socialista ha permesso a Israele di affermarsi sul campo mondiale dell’economia, della scienza, dell’agricoltura. È stata l’Occasione per vivere Gerusalemme, città in cui non appena ci si gira si incontra una cultura religiosa differente: lo Shabbat, il giorno sacro della religione ebraica, vissuto con una intensità tale dalla comunità che la città sembra fermarsi, rispettando l’interruzione da ogni attività creativa; il Santo Sepolcro, luogo in cui Gesù fu seppellito e risorse dopo tre giorni, luogo in cui si può percepire il significato profondo della religione cristiana (stesso discorso vale per il Monte delle Beatitudini, Cafarnao, il Monte degli Ulivi); la Spianata delle Moschee e il mercato arabo, la grande cupola dorata che avvolge il luogo da cui Maometto partì per il suo viaggio sulla Luna e i profumi speziati che pervadono le strade non fanno che rimandare l’uomo in un mondo orientale. È stata l’Occasione per rendersi conto di come sia possibile unire due culture così diverse come quella ebraica e quella araba in un Israele ricca di contraddizioni sotto questo aspetto: è successo alla scuola bilingue di Gerusalemme, dove studiano ragazzi di entrambe le culture con professori sia arabi che ebrei e dove quelli che imparano non sono solo i giovani ma anche le famiglie (emblematica la testimonianza di una studentessa che ha raccontato di come suo padre, arabo, sia entrato per la prima volta in una casa ebrea proprio dopo che sua figlia iniziò a frequentare questa scuola): chi non vede progressi di questo tipo e non li attua in altre parti del mondo è dotato di un evidente paraocchi.

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DUE AMICI, COMPAGNI DI VIAGGIO NEL TOUR EDIPI DI HANUKKAH 2017, CI SCRIVONO:

Carissimo Ivan, vogliamo caldamente ringraziarTi per averci dato la possibilità di partecipare al viaggio EDIPI in Israele, per l'Hanukkah 2017.

Un grazie di cuore anche a tutti gli altri partecipanti, in particolar modo a Shir, per aver condiviso serenamente le ns. giornate. E' stata una grande, bella esperienza, durante la quale abbiamo potuto respirare la ns. religione nei luoghi indicatici dai Sacri Testi, percorrendo i siti calpestati dal Messia, accompagnati da persone eccezionali, primo fra tutti, il grande archeologo Dan Bahat, forte dei suoi freschi 80 anni.

Attraversare, in lungo e in largo, i territori di Israele gustandone, senza alcun timore, le varie diversificazioni, dalle alture del Golan, al Mar Morto, a Gerusalemme, a Telaviv, non potrà che aumentare la ns. fiiducia nella certezza di una possibile soluzione di pace per gli abitanti di questo Paese.

E a proposito di Tel Aviv, non potremo dimenticare la scoperta, per il tramite dello scrittore Marco Albino Ferrari, di un grande uomo, Ettore Castiglioni, con la speranza che possa essere presto inserito nel "Giardino dei Giusti" presso lo Yad Vashem.

Anche a Azad Vartanian, altra bella scoperta, grazie per averci accompagnati ed averci fatto sognare con il suo libro ed il suo film sulla ricerca dell'Arca sul monte Ararat.

Facile essere entusiasti ed emozionati per un tale viaggio e con tali compagni!

Un abbraccio.

Emilio ed Dina Camporese

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Tour EDIPI di Hanukkah 2017: "per la quinta volta in Istraele e sempre cose nuove"

Cosa ho visto in Israele? Uno Stato che vive. Israele è viva.

Si rinnova, si ammoderna ha un cuore che batte e da’ vita a tutta la sua terra. Ho incontrato , persone a Gerusalemme e a Tel Aviv; in un supermercato o nei bar, tranquilli; vedere il loro volto sereno, quando cerchi di parlare con loro, ti sorridono e il volto si illumina. Non posso fare a meno di notare le strade di comunicazione fra le varie città , belle, grandi, larghe, rinnovate continuamente anno dopo anno, anche questo parla della vita pulsante che c’è in Israele.

Gerusalemme, la città vecchia, con le sue viuzze che si aprono in piazze in luoghi aperti, dove il passato e presente si incontrano. Ho incontrato persone del luogo ed è bello osservarli, fermarsi a guardarli, osservare i loro volti, vedi in loro la vita, vogliono vivere.

Le pietre che parlano, come?

Dan Bahat il nostro simpaticissimo e caro archeologo, ci racconta, le pietre attorno alle mura e all’interno, ci sono blocchi di pietra caduti, del Monte del Tempio. Ci dice : “ Vedi questa pietra ad angolo, era lì sopra le mura, è scritto : angolo del trombettiere.

Poi, guardate lassù le pietre un po' curve, lì iniziava un arco, e queste alla vostra destra, sono pietre che sostenevano l’arco e la scalinata che portava al Tempio”. Camminando, ecco una scalinata ed un muro, dove si vedono i segni di due archi di porte d’ingresso ( ora murate) da queste porte, così ci spiega Dan, l’archeologo, è passato Gesù il Messia, quando a 12 anni andò nel Tempio a parlare con i maestri, lo ascoltavano e si stupivano, per come parlava della Bibbia (Torà) e delle sue risposte ( proprio come sta scritto nel Vangelo).

Raccontare ora tutte le mura e le pietre, parlanti, non basterebbe la carta che ho, raccontarvi dei musei di storia, con numerosi reperti dai Cananei, Ebrei, ai Romani ai Bizantini, altri ancora fino i giorni nostri.

Siamo andati a Tiberiade, la Bibbia qui mi parla del villaggio dove è vissuto Gesù il Messia, con i suoi apostoli in questo luogo ha mangiato, ha vissuto, ha guarito; ci sono i resti delle case del borgo con la Sinagoga (Gesù ha guarito la suocera di Pietro che poi si è messa a servire).

Il museo dell’Olocausto Yad Vashem! Non puoi uscire senza che ti scenda una lacrima. Quello che ho visto, non riesco descrivere adeguatamente a quello che si prova. Dopo aver visto in Italia ed Europa, i campi di concentramento e di morte, aver letto numerosi libri mi domando, come si può dire : “ Non è esistito un Olocausto degli Ebrei?” Questi scrittori si sono inventati tutto? No! I resti e le pietre parlano.

Siamo andati a Atlit in un campo di internamento, i famosi campi dove gli inglesi trattenevano gli ebrei che ritornavano nella loro terra. Ricordavo, pienamente, il libro di Ada Sereni, camminavo nella sua testimonianza, rivivevo quel tempo; ero in uno dei tanti campi voluti dall’Europa. Il viaggio è proseguito a Cesarea Marittima, era una bellissima giornata di sole, guardando il golfo sul mare dove Erode aveva costruito la sua casa con il teatro e anfiteatro, con botteghe e il faro, questo sito archeologico, spiegato già nel 2016 da Dan Bahat pietra per pietra, era ancora lì con tutto il suo passato. Guardavo l’acqua limpidissima del mare e lontano, dove il mare incontra il cielo, stormi di uccelli emigravano, il sole stava per tramontare. Una corsa al bus per andare all’Acquedotto romano, lì vicino, il sole tramontava fra gli archi dell’acquedotto.

Avrei bisogno di altre pagine per raccontarvi di Jaffa, l’antico porto del Medio Oriente, e poi Tel Aviv, qui cambia completamente la vista, i grattacieli enormi, rotondi, rettangolari che a metà costruzione si dividono come una V, altri erano quadrati, uno sormontava l’altro, lasciando una parte scoperto e l’altra sul precipizio, queste sono i grattacieli più bizzarri che ho notato.

E  a pochi km da qui c’è anche l'aeroporto, è il giorno del ritorno in Italia  è arrivato.

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Un amico israeliano, ebreo italiano di Roma, relaziona sugli incontri EDIPI in Gerusalemme del 10-11 Dicembre 2017

Nella città vecchia di Gerusalemme nei locali del convento Maronita si sono tenute due conferenze sull'arca organizzate dal progetto voluto dalla dirigenza EDIPI guidata da Ivan Basana.

La prima è stata sul tema dell’Arca dell’Alleanza di Mosè, la seconda di queste sull’Arca di Noè.

I relatori sono stati rispettivamente Dan Bahat e Azad Vartanian.

Il primo ha parlato dell’Arca dell’Alleanza che era già scomparsa dal Tempio di Gerusalemme all’epoca della conquista babilonese della città perchè riposta secondo il profeta Geremia sul monte Nebo in un luogo sconosciuto. Gli utensili presenti nel Tempio invece sono stati presi successivamente dai Romani e portati a Roma come bottino di guerra. Nel 400 e.v. quando vi fu il sacco di Roma ad opera dei Vandali nord-africani questi utensili sacri vennero portati a Cartagine e da qui a Costantinopoli. Giustiniano imperatore per motivi sconosciuti, donò questi oggetti alla grande Chiesa NEA di Gerusalemme dove ancora oggi dovrebbero essere sepolti sotto le sue rovine.

A questa conferenza è seguita quella dello scrittore Vartanian che ha spiegato, mediante immagini fotografiche eccezionali, le localizzazioni dell’Arca di Noè sul monte Ararat in Armenia. Nel filmato non sono mancate testimonianze storiche sulla popolazione armena discendente secondo la tradizione dai figli di Noè. Sono stati visti i villaggi armeni devastati dai Turchi e le immagini orribili delle foibe, dove i criminali turchi gettavano la popolazione armena.

Il giorno successivo, sempre su progetto EDIPI, si è svolta la cerimonia nei locali del Keren Ha-Yesod di Gerusalemme con la proiezione del film’’Oltre il Confine’’ dei registi Massa-Azzetti e la presentazione del libro dello scrittore Marco Albino Ferrari, ambedue(film-libro) realizzati per onorare il personaggio e la memoria di Ettore Castiglioni in predicato di esser ‘’Giusto delle Nazioni’’. Ettore Castiglioni era un giovane alpinista milanese, che rifuggì la ricchezza della sua famiglia per dedicarsi al bene del prossimo, aiutando i bisognosi, i perseguitati politici e razziali a passare il confine italiano verso la Svizzera per trovar loro salvezza. In questi sentieri della speranza Ettore, durante una tempesta di neve, trovò la morte per assideramento.

Il progetto EDIPI è quello che il Catiglioni venga riconosciuto quale ‘’Giusto delle Nazioni’’. Per questo scopo è già in programma in Italia ( probabilmente a Febbraio 2018), un ulteriore evento per sensibilizzare il pubblico alla sottoscrizione di un fondo per l’apposizione di una /‘’targa’’/ in una scuola agricola del Golan, o in altro posto a Gerusalemem, onde poter onorare la sua memoria . Dopo i saluti tra i convenuti Ivan Basana ha illustrato le motivazioni spirituali del conivolgimento di EDIPI nel progetto Castiglioni inoltre è stato espresso da Vito Anav, di Keren Hayesod, un sentito ringraziamento a questo progetto di EDIPI che troverà la sua realizzazione con la benedizione di D-o e con il contributo umano.

Fulvio Canetti

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Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile – dicembre 2017

l riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA è una pietra miliare

Bruxelles

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una decisione storica, dello stesso peso di quella della fondazione dello stato ebraico”. L’organizzazione terroristica di Hamas ha minacciato dicendo che si “apriranno le porte dell’inferno”. Un parlamentare europeo svedese l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. È stata indetta anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per affrontare la questione. La decisione storica di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa dal presidente USA Donald Trump mercoledì 6 dicembre, è ritenuta da tutti come uno “scombinamento delle carte sul tavolo” nel processo di pace del Medio Oriente. Interrompendo la politica estera americana che dura da 70 anni, ma aderendo ad una delibera del Congresso del 1995 ed in coerenza con le sue promesse elettorali, il presidente Trump ha dato la prova di un uomo che mantiene le promesse. Ma la sua decisione di riconoscere Gerusalemme ha anche suscitato la condanna da tutto il mondo e violente reazioni nel mondo arabo e per le strade d’Europa. L’annuncio avrà diverse implicazioni per ECI. Dal 2010 siamo stati in prima linea nella campagna internazionale per mantenere Gerusalemme come capitale unita di Israele. Ora, più che mai, avremo bisogno del vostro sostegno per stare al fianco di Israele ed anche le nazioni dovranno decidere da che parte stare. Lunedì, il primo ministro Netanyahu ha affermato ottimisticamente a Bruxelles che (secondo lui) altri paesi della UE alla fine seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Nello stesso tempo, salutando la decisione USA, vogliamo consigliare cautela. La dichiarazione americana lascia aperto il problema dello status finale e non nega o mette in discussione le pretese palestinesi. La pressione è ora su Israele e Trump per compensare la controparte propone un trattato finale per arrivare ad un completo e duraturo accordo di pace tra Israele e palestinesi. ECI continuerà a monitorare la situazione e vi terrà aggiornati con periodici comunicati stampa e con notizie sui social media. Seguiteci su Facebook per maggiori informazioni.

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La conferenza di ECI al parlamento europeo celebra la dichiarazione di Balfour e la tecnologia ebraica con le sue innovazioni

Bruxelles

“Da Sion uscirà la nuova tecnologia” ha detto Ruth Daskalopoulou-Isaac, la rappresentante di ECI a Bruxelles, mercoledì scorso, 6 dicembre in occasione di una conferenza organizzata insieme al Movimento Politico Cristiano Europeo (ECPM), appena qualche ora prima dell’annuncio del riconoscimento di Gerusalemme capitale, da parte del presidente Trump, La conferenza, che ha presentato i fondamenti legali dello stato ebraico riconoscendo in particolare il ruolo chiave della dichiarazione di Balfour, si è anche concentrata sulle innovazioni e sulla tecnologia israeliana, che sono come una benedizione moderna ebraica per le nazioni. L’oratore principale Lord Turnberg, della Camera dei Lord di Londra, ha indicato che “non sarebbe stato possibile, per il governo britannico, emettere la dichiarazione di Balfour senza il sostegno dei suoi alleati; grazie all’appoggio di Francia, Italia, Russia e Stati Uniti si è potuto procedere”. In seguito ha spiegato cosa avvenne a San Remo nel 1920 e che fu alla Lega delle Nazioni nel 1922 che furono stabilite le basi legali internazionali per la casa degli ebrei in Palestina. Consapevole dell’imminente riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA e preoccupato di ciò che sarebbe uscito dalla comunità internazionale, il consulente legale di ECI Andrew Tucker ha sottolineato che: “Israele è uno stato democratico basato su una legge che cerca di proteggere i diritti civili e religiosi di tutti i suoi cittadini, e ebrei e non”. La conferenza è stata organizzata dal parlamentare europeo Bas Belder (Olanda) e dal collega *Branislav Škripek (Slovacchia). Per un resoconto completo della conferenza leggete qui.

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La risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York viene commemorata dal vicepresidente USA Pence che riconosce come una “mano del cielo” la creazione dello stato ebraico

New York

La Coalizione Europea per Israele è stata l’unica organizzazione non ebraica, insieme ad organizzazioni americane a favore di Israele, a promuovere un’iniziativa, a New York, per celebrare il 70° anniversario della risoluzione 181 dell’ONU. La risoluzione presentava il piano di partizione per la Palestina ed aprì la strada per la creazione dello stato ebraico del 1948. L’oratore principale, il vicepresidente americano *Mike Pence*, ha colto questa opportunità storica per annunciare che il presidente *Trump* avrebbe a breve annunciato la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, secondo la sua promessa fatta durante la campagna elettorale. Esattamente una settimana dopo il presidente mantenne la promessa annunciando non solo il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale, ma anche lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv alla capitale. Nel suo discorso, il vicepresidente ha ripetuto che “non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico che nacque, invece, per mani umane aggiungendo che “sarebbe dovuto essere chiaro a tutti che anche le mani del cielo furono coinvolte”. Onorando il vicepresidente Pence, come oratore principale, ed includendo ECI nel comitato organizzatore, il governo israeliano ed il Comitato Ebraico Mondiale hanno voluto riconoscere l’importante contributo dei cristiani amici di Israele in tutto il mondo dal momento del voto sulla partizione sino ad oggi. Quando, nel 2016, il primo ministro *Netanyahu* incontrò la delegazione di ECI, definì i cristiani che credono nella bibbia come “I migliori amici di Israele”. Prima delle festività il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* si è incontrato, a New York, col pronipote del presidente del Comitato ONU per la Palestina, lo svedese *Emil Sandström*. Costui, seguendo le impronte del nonno ricoprendo una carica diplomatica per tutta la propria vita, ha espresso ammirazione per il suo bisnonno, ma anche la preoccupazione per i recenti episodi di antisemitismo in Svezia. Commentando l’inaspettato interesse per Emil Sandström ha detto: “Siete gli unici che mi abbiano mai chiesto qualcosa sul mio bisnonno”. ECI era rappresentata, a New York, dal presidente onorario J Rudolf Geigy, dal direttore di ECI presso le Nazioni Unite Gregory Lafitte e da Tomas Sandell.

La preghiera e la riconciliazione segna il 70° anniversario del piano di partizione dell’ONU – ECI sostiene un viaggio cubano di riconciliazione a Gerusalemme! Bruxelles – In tutto il mondo i cristiani hanno celebrato il 70° anniversario del piano di partizione, il quale portò alla fondazione dello stato di Israele nel 1948. A Gerusalemme, una delegazione di uomini d’affari e di leader di chiesa dell’America Latina ha chiesto ufficialmente perdono per il comportamento dei propri governi i quali, nel 1947, votarono contro il piano o si astennero. ECI ha sostenuto un importante leader cristiano cubano nel suo viaggio a Gerusalemme volto a chiedere perdono al governo israeliano per l’opposizione cubana al piano di partizione e, più in generale, allo stato ebraico per tutti questi settanta anni. Questa persona, della quale manteniamo l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha spiegato ad ECI di come settanta anni segnino la chiusura di una stagione ed ha detto che stava pregando che Cuba cambiasse il suo atteggiamento verso lo stato d’Israele. Inoltre ha dichiarato: “La nostra decisione di andare contro Israele nel 1947 non ha portato alcuna benedizione al nostro popolo. Ora è tempo di cambiare e cominciare a sostenere lo stato ebraico”. Altri leader nella delegazione provenivano da Argentina, Colombia, Cile, Honduras, El Salvador e Messico, tutti stati che nel 1947 si astennero mentre tutti gli altri paesi latinoamericani votarono a favore della risoluzione 181. A New York, per celebrare il 70° anniversario e per riconfermare l’impegno a stare al fianco di Israele per i prossimi anni, è stato organizzato un piccolo incontro di preghiera, all’interno del palazzo di vetro, mercoledì 28 novembre.

Noi siamo ECI

Ogni tanto vi presentiamo delle persone coinvolte con le attività di ECI. Questo mese vorremmo presentarvi Klaus e Gudrun Leweling. Segue qui un’intervista con Klaus che attualmente è un consigliere del comitato direttivo. Klaus Leweling, Amburgo, Germania

Potete presentarvi?

Sono tedesco, ho 63 anni e da 40 sono sposato con Gudrun ed ho 3 figli. Come Consulente Senior, la mia attenzione è rivolta alla vita futura dell’organizzazione, alla sua visione e strategia in un pazzo mondo che si sviluppa molto velocemente. Specialmente vent’anni fa, dopo che sono diventato un cristiano consacrato, cercavo degli impegni significativi ed opportunità per dare consigli di valore.

Come hai saputo di ECI?/

Un amico mi invitò ad un raduno di ECI a Bruxelles dove ho conosciuto per la prima volta ECI e conobbi personalmente Tomas Sandell.

Cosa rende ECI speciale?

La continua e concentrata attenzione sulla costruzione di relazioni personali con numerosi politici importanti; inoltre il livello di fiducia che può essere raggiunto ed il sostegno professionale insieme alla verità rende ECI unica. La mia speciale relazione con Israele in quanto tedesco, il mio amore per Israele ed il suo corso mi ha attirato verso questa organizzazione. ECI ha il mio pieno appoggio.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho il privilegio di essere consigliere nel comitato direttivo.

Qual è il tuo messaggio per I lettori?

Se voi poteste solo immaginare l’effetto di una sola conversazione col politico giusto e nel tempo giusto, se realizzaste che questo potrebbe influenzare la storia, allora insieme siete chiamati ad allargare le corde della nostra tenda e rafforzare i picchetti. Il lavoro di ECI non deve soltanto continuare, ma crescere e diventare più efficace. Il tempo è breve. Sia benedetta Israele.

Prossimi eventi di ECI

“Gran Bretagna, Europa ed Israele dopo la brexit”

*Conferenza di formazione per gli attivisti di ECI a Londra 13 gennaio 2018

Oratori: Andrew Tucker, Gregory Lafitte, Ruth Daskalopoulou-Isaac e Tomas Sandell

. Visitate il sito web di ECI per le informazioni

“Israele 70 anni ed ECI 15”

Incontro europeo di preghiera di ECI a Bruxelles 23-25 marzo 2018

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VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH: DUE SERATE SPECIALI SULLA STORIA DI ETTORE CASTIGLIONI.

Nel programma del viaggio organizzato da Evangelici d'Italia per Israele per Hanukkah 2017 erano contemplate due serate per la presentazione dei libri sulla vita di Ettore Castiglioni. La presenza di Marco Albino Ferrari di autore uno e curatore dell'altro, sui diari scritti proprio dal Castiglioni recentemente editi da Hoepli, ha contribuito ad una serata quanto mai interessante con molti interventi. In entrambe le serate, la prima a Gerusalemme, nella sede dell'Agenzia Ebraica e la seconda a Tel Aviv nell'Istituti Italiano di Cultura dell'Ambasciata Italiana è stato proiettato il film "Oltre il Confine - La storia di Ettore Castiglioni" dei registi padovani Andrea Azzetti e Federico Massa che è risultato un documentario molto ben realizzato e che ha ottenuto, nella sua breve vita, vari riconoscimenti nazionali ed internazionali. La storia è quella dell'alpinista e antifascista Ettore Castiglioni, raccontata attraverso le immagini dei luoghi e la voce del diario che riporta le sue angosce e le sue speranze, da Milano al rifugio nelle montagne dove si rifugiò dopo l'8 settembre per la sua seconda vita da partigiano. In questa esperienza salvò decine di ebrei e perseguitati politici italiani, tra cui il futuro primo presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi,incappando però nell'arresto delle guardi di confine svizzero portandolo alla prigionia e poi alla fuga impossibile fino alla morte oer assideramento che lascia ancora molti dubbi. Nel film, come peraltro durante le due serate, è stata la voce dello scrittore Marco Albino Ferrari, curatore dell'edizione critica del diario, a ripercorrere i momenti salienti della vita dell'alpinista, tra documenti e testimonianze, per addentrarsi nel mistero della sua morte. A questo punto ci si domandava perchè lui, alpinista provetto che ben conosceva l'impossibilità dell'impresa, decise di calarsi seminudo dal lato più difficile del passo montano al confine con la Svizzera, per poi cedere all'assideramento giusto pochi metri entro il confine italiano. Una storia che meriterebbe, data anche la qualità del documentario, di entrare nelle scuole. Nella foto allegata attestato di riconoscimento preparato da Vito Anav (a sinistra) di Keren Hayesod, consegnato ad Azad Vartanian (al centro) che lo farà pervenire al nipote di Ettore Castiglioni; a destra lo scrittore Marco Albino Ferrari

 

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Emozioni di viaggio

di Azad Vartanian

Un progetto un po' azzardato, quello nato tra me ed Ivan Basana un po' di tempo addietro! Non come quello dei ritrovamenti dei resti dell'arca, ma un progetto complesso per le varie problematiche politiche e religiose annesse. Vidi nello sguardo acuto di Ivan l'entusiasmo dell'azzardo nell'affidare alle “capaci mani del Signore” ogni ansietà del difficile disegno fermo da ormai sette decenni:

Il riconoscimento quale “Giusto delle Nazioni” per il giovane defunto alpinista, pianista e scrittore milanese Ettore Castiglioni.

Vedevamo entrambi la sfida verso le avverse difficoltà che avevano bloccato per decenni i tentativi mossi da alcuni, nel cercare di riconoscere le gesta di chi più non poteva dimostrare alcunchè dallo Sheol, il luogo in cui ognuno giunge dopo il suo percorso umano. Oggi possiamo affermare che si sbagliavano: non sempre l'esser deceduti implica il non poter testimoniare una “potente” verità! Infatti si può quasi dire che “le pietre hanno parlato” per quel povero giovane Ettore Castiglioni ormai scordato dai più, dopo settanta anni. Settanta come gli anni che ci separavano dalla fondazione dello Stato di Israele. Aveva 36 anni alla sua morte, come Mozart, come il poeta Byron, come Gershwin, ma non la loro fama. Poichè egli la rifuggì assieme alla ricchezza della famiglia di industriali dei liquori, alle posizioni altisonanti della Società milanese e dei suoi salotti fascisti, al rumore della città. Ecco ciò che ho visto a Tiberiade e sul Mare di Galilea. I silenzi delle mie dolomiti d'autunno, il soave tepore dell'aria suflata dolcemente dai flauti duduk armeni sulle placide onde del lago memore dei passi miracolosi del Messia. Ciò che cercava nei miei monti Ettore, l'ho respirato tra le incredibili coltivazioni di Galilea e del Golan grandioso. Tra gli olezzi inebrianti delle vigne e dei suoi frutti d'alta quota il cui succo non può che dare gioia ai cuori più feriti, quando vi si arrecano lungo le verdi pendici. Come può il mio animo scordare le soavi acque del Giordano inverdite dalla vegetazione protettiva che lo avvolge come un abbraccio antico, memore del più esaltante battesimo dell'umanità.

Ma anche le belle conferenze a Gerusalemme con Dan Bahat, ottantenne archeologo di fama mondiale che ci spiega la storia dell'arca, e che poi ci accompagna per ore con la vitalità di un ventenne, dai resti del tempio ai meandri sotterranei dell'antico acquedotto usato dal re Davide. Ho anche visto un Erode differente da ciò che sapevo. Un geniale edificatore di città, porti modernissimi, torri e sopratutto palazzi incredibili. Un re che volle godere di ogni clima di Israele nei diversi periodi dell'anno. Dal caldo salinico di Masada, al mite e ventilato di Tiberiade, sino all'umido ventilato di Cesarea ma sopratutto l'incredibile collina artificiale costruita ad Herodion. Da lì poteva osservare la “Sua” Gerusalemme nei periodi torridi, godendo di sistemi idraulici sotterranei incredibili. La silente ombra dei millenari olivi del Getsemani sul monte degli Ulivi raccontava ancora la rasserenante presenza di Cristo, nella sua ultima ora umana, a dirci grazie per esser venuti a ricordarne il sacrificio. Voli di cicogne nei cieli tersi invernali, ma anche aironi che pescavano nel mare di Cesarea e nel lago di Galilea, e passeri privi di timore in terra Santa che si cibano dalle mani e dai tavoli dei commensali in ogni dove, e pappagalli schiamazzanti che spiluccano avidamente i resti degli ultimi datteri al di fuori della sinagoga di Capernaum, ove il Messia predicò. Una Terra Promessa di latte e miele, ma attorno alla città Santa non vi sono api, poiché il deserto di Giuda non fornisce loro fiori. Ecco quindi che il miele lo danno le piante da datteri, di colore scuro ed ancora lo si può acquistare. E poi vino che “rallegra i cuori”, ed i vini del Golan, del Negev e di Tiberiade non hanno alcun additivo chimico aggiuntivo, perchè raggiungono i 15 gradi, ma il profumo e la morbidezza non hanno pari neppure nei migliori Amaroni della Valpolicella. Deserti che fioriranno e daranno raccolti tutto l'anno, avveratosi con la microirrigazione sotterranea. Tutta la vallata del Giordano depressione che raggiunge i 400 metri sotto il livello marino per centinaia di chilometri, è coltivata. Come la Galilea, parte della Giudea e della Samaria...milioni di palmeti da datteri (i più grandi e migliori del mondo), bananeti, avocados, frutteti, e poi a Jaffa ove gli ebrei selezionarono per primi gli aranci da noi conosciuti partendo da un frutto piccolo, aspro e pieno di semi, vi sono i migliori pompelmi, cedri, aranci e mandarini del pianeta! Le serre di fresche verdure sono ovunque, in ciò che attorno è desertico e non sazi dei risultati già straordinari, gli ebrei hanno sperimentato un fiore a loro sconosciuto: il carciofo. Che però nella Roma che fu, già la cucina ebraica aveva aggiunto i “carciofi alla giudìa”, giunti sino a noi. Ma con il contributo di Ivan Basana altri forse 50 ettari stanno producendo in Israele dei carciofi di proporzioni enormi, grazie al terreno, al clima favorevole ma sopratutto alla particolare irrigazione sotterranea. E poi i mercatini e le botteghe artigiane di Gerusalemme antica: ceramiche armene, orafi ed argentieri ebrei, pellami arabi e palestinesi, broccati e damaschi siriani. E le taverne, con cucina libanese, ebraica, armena, giordana, tailandese, italiana...insomma un crocevia molteplice plurazziale che convive da secoli eche non ha molti paragoni nel mondo. Poi le infinite chiese e moschee, a diecine, di culti antichi copti, sufi, maroniti, apostolici armeni, greco-ortodossi, evangelici, caldei, musulmani. Ecco forse questo è il vero miracolo oggi di Gerusalemme. La plurireligiosità che convive e si sopporta in pochi ettari di mura antiche della cittadella. La prova vivente e pulsante che ci può essere pace nella molteplice differenziazione, e anche che da un solo insegnamento biblico si sono dipanate incredibili interpretazioni evangeliche! Solo per questo vorrei tornare in Israele, e solo per capire ed imparare ognuno dovrebbe andarci una volta almeno nella vita.

A me rimane un ricordo surreale di una notte appena al di fuori delle mura della cittadella appena illuminate da luci fioche. All'improvviso un lontano scalpitìo di zoccoli sulle lisce lastre della salita che stavo per scendere. Mi apparve un meraviglioso destriero arabo, candido come le nevi dell'Hermon. Sopra di esso una figura maschile alta, totalmente scura, il cui viso era imperscrutabile. Cavalcava a pelo, privo di sella. Mi giunse dinnanzi, si fermò, voltò l'animale e lentamente ridiscese nella penombra come fosse un “messaggero dell'Apocalisse”la medesima strada. Presagio sinistro e funereo per la città Santa? Annunciatore di liete novelle per il suo futuro incerto? Con tale quesito tornai nel castello ove dormivo, riflettendo su ogni cosa assaporata in quei giorni.

 

 

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RELAZIONE SUL VIAGGIO EDIPI DI HANUKKAH 2017

DEL DR. MARCO BORELLO DELLA CASA EDITRICE HOEPLI

Il motivo del viaggio era la presentazione del volume “Il giorno delle Mésules” di Ettore Castiglioni, assieme al film “Oltre il confine” tratto dal libro.

Le presentazioni sono state organizzate da EDIPI (Evangelici D'Italia Per Israele) che è una delle molte organizzazioni, religiose e non, che aiutano lacausa israeliana dall’estero, raccogliendo fondi e non solo.

A Gerusalemme eravamo ospiti (tramite il suo rappresentante, Vito Anav) della principale organizzazione israeliana non governativa che si occupa, appunto, di raccogliere aiuti dall’estero, Keren Hayesod, che ci ha riservato la sala dove ha prestato giuramento il primo Presidente di Israele, Chaim Weizmann.

In sala c’erano circa 40 persone, e vi è stata anche la testimonianza spontanea di Daniel Nissim, ebreo scampato alla Shoah; è stato dato un riconoscimento a Castiglioni e verrà consegnato qui in Italia al nipote, ancora in vita.

A Tel Aviv invece eravamo ospiti dell’Istituto Italiano diCultura, che ha sede nello stesso palazzo dell’ambasciata. Accolti ottimamente dal suo direttore, Massimo Sarti, abbiamo dapprima rilasciatouna intervista a David Lazarus, che Sara Giudice ci aveva organizzato. Alla presenza di circa 80-90 persone, dopo una introduzione del direttore ho parlato portando i saluti di tutta la Hoepli e presentando la Hoepli in generale, poi Marco Albino Ferrari, curatore della pubblicazione, assieme a Cinzia Klein (ambasciatrice di memoria dell'Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano) hanno presentato il libro e poi è seguita la proiezione del film.

In sala era presente Susanna Kokkonen, direttrice della Christian Friends of Yad Vashem.

 

 

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