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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (265)

L'aliyah a 360°

 

Resoconto II Convegno internazionale Edipi Pomezia 7-9 dicembre 2012

Hotel Selene

 

Meglio di così non si poteva. Il II Convegno internazionale Edipi ha di nuovo presentato un corpo relatori di altissimo calibro sia umano che spirituale. La collaborazione con Ebenezer operazione Esodo ha fatto da volano al tema dell'Aliyah quanto mai attuale alla luce degli eventi internazionali che coinvolgono Israele e il medioriente.

In apertura il presidente Edipi Ivan Basana, presentando i due testi di nuova pubblicazione “Il tuo popolo sarà il mio popolo di Don Finto e l'ultima fatica del Prof. Rinaldo Diprose “Israele e la chiesa” ha espresso la considerazione che “questo convegno selezionerà chi ha un cuore per Israele e porterà ad indirizzare la passione per Israele su dei binari spirituali”.

La preghiera di apertura del fratello Walter Lento , che ha invocato la presenza dello Spirito Santo il suono dello shofar ci hanno introdotto nella sessione di lode della corale Alpha e Omega della chiesa cristiana evangelica di Roma condotta dal pastore Masdea.

Attesissimo e apprezzatissimo ritorno del professore Rinaldo Diprose, socio fondatore e consigliere teologico di Edipi. Nel suo intervento di carattere teologico e biblico afferma che l'aliyah è “un'idea di Dio” e dunque ha origini bibliche com'è scritto in Geremia 23:7-8 e cita un'affermazione del 1985 alle Nazioni Unite dell'attuale premier israeliano Benjamin Netaniau “il sionismo è l'adempimento di antiche profezie” e ciò mette il sionismo nel giusto contesto.

Già nel 1800 prima del I Convegno sionista di Basilea del 1897 l'evangelista Zanini aveva già espresso il suo favore per l'aliyah ma trovò l'opposizione della comunità ebraica di Alessandria e non portò avanti il suo progetto .

Il professor Diprose ha presentato il suo corso su Israele e la pubblicazione del testo “Israele e la chiesa “ in forma più snella rispetto al testo precedente e che mette in evidenza il ruolo della chiesa verso Israele partendo dalle basi bibliche. Il libro è corredato da un libretto di esami per auto verificare il livello di apprendimento personale del testo. Il pensiero di Dio per Israele nei confronti del nuovo patto è stato presentato al convegno valdese e il pastore Daniele Garrone ha riconosciuto l'errore che la chiesa ha fatto nei secoli partendo dalle interpretazioni distorte della patristica (per approfondimenti vedere art. da Notizie su Israele 8 dicembre 2012).

Nella sessione "politica gli interventi" del senatore on. Lucio Malan e l' on.Sandro Oliveri entrambi, evangelici hanno messo chiarezza sulle motivazioni e modalità del voto italiano all'Onu il cui "si" ha colto di sorpresa e scosso il mondo evangelico ed ebraico. Sandro Oliveri, deputato, ha espresso il suo rammarico e disappunto per il "si" italiano maturato senza il passaggio parlamentare e che fa presagire un cambio in politica estera. Lo stesso Oliveri ha letto poi un comunicato stampa di "Cristiani per la Nazione" sulla vicenda. (vedi articolo)

Il senatore Lucio Malan, socio Edipi, ha raccontato quanto è successo in occasione del voto dell'Italia all'Onu maturato in modo improvviso e senza considerare le scelte passate dell'Italia nei confronti d'Israele ma, a seguito di questo voto, circa 100 parlamentari, a titolo personale, hanno preso posizione contro la decisione del governo e si sono posti a favore d'Israele: ciò è successo anche per l'informazione tra i parlamentari fatta anche da Edipi con le sue pubblicazioni. Il senatore Lucio Malan ha ribadito che dobbiamo avere fiducia nella Parola di Dio che come sappiamo non sbaglia mai e il ritorno del popolo ebraico in Israele è quella “profezia stupefacente” che si è realizzata nel tempo e tutte le armi usate dal nemico di Dio si sono rivelate fallimentari.

Al Convegno sarebbe dovuta intervenire anche l'on Fiamma Nirenstein, assente per motivi familiari gravi, che ha comunque inviato una lettera esprimendosi con franchezza sul voto italiano all'Onu. (vedi articolo)

Di spessore la Lectio magistralis del professor Marcello Cicchese che ha ribadito la necessità di basare tutto sulla Parola di Dio e “fare ciò che sta scritto” per non percorrere strade sbagliate credendo a teorie nate da pensieri umani che giustificano l'azione delle nazioni contro Israele .

La Parola di Dio e le leggi internazionali hanno assegnato la terra al popolo ebraico e quindi affermare che Israele sta "occupando"quel territorio è sbagliato sia dal punto di vista biblico che lessicale. Il professor Cicchese esaminando la Parola in Esdra 1:1 mette in evidenza che Dio sta scegliendo di mettere Israele sotto la tutela delle nazioni e ha destato “lo Spirito di Ciro”. I fatti storici evidenziano come la prima guerra mondiale e la caduta dell'impero ottomano abbiano portato alla dichiarazione Balfour e alla Conferenza di Sanremo ponendo le condizioni per la costituzione dello stato d'israele. Dio ha permesso una seconda guerra per arrivare alla costituzione dello stato ebraico. Anche le altre nazioni del medioriente sono nate dopo le guerre come l'Arabia Saudita, l'Iran e l'Iraq, la Siria e la Giordania che sono nate per interessi coloniali di Inghilterra e Francia e non come espressione di popoli con un 'identità nazionale. Nessuno però pensa di metterne oggi in discussione la loro esistenza. Paradossalmente è Israele che lotta per la sopravvivenza nonostante sia l'unico stato del medioriente che abbia tutti i requisiti per soddisfare l'articolo 22 dello Patto delle nazioni. A tuttoggi è costretto a guerre di difesa. Noi tutti siamo chiamati a dire come stanno le cose senza temere .

Da Israele sono intervenuti Avner e Rachel Boskey, presentato dal fratello Robert Hord, e il pastore Angel Gerber che ci hanno raccontato la loro esperienza di Aliya e il loro vissuto degli ultimi attacchi dalla striscia di Gaza. Angel Gerber, ebreo argentino, fondatore dell'associazione “El vino nuovo” e pastore della comunità messianica Tirosh, vive a Tel Aviv con la famiglia : durante gli ultimi attacchi un missile è caduto addirittura nel giardino della sua abitazione. Insieme alla moglie si occupa di portare aiuto ai diseredati di Tel Aviv e riguardo alla sua Aliya ha testimoniato di come Dio abbia provveduto ad ogni necessità appena arrivati in Israele. Angel ha ricordato quanto scritto in Genesi 17:7-8 “Stabilirò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te,di generazione in generazione;sarà un patto eterno per il quale Io sarò il Dio tuo e della tua discendanza dopo di te” e citando Deuteronomio 30.5, Geremia 31:10, Salmo 22:4 ad ennesima riconferma che l'aliyah è stata creata da Dio. Angel ha ricordato di pregare per la sicurezza in Israele, per i ministeri, per i giovani israeliani spesso travolti dal peccato dilagante droga, aborti, omosessualitàe violenze di vario tipo e costantemente impegnati dall esercito. "Dio ci ha dato tutte le promesse ma noi dobbiamo combatter per conseguirle."

Avner Boskey e sua moglie Rachel ci hanno trasportato spiritualmente in Israele attraverso i canti tradizionali ebraici cantati anche in lingua italiana tra le quali Shma Israel, Kol Dodi, Ashira tZion sicuramente evocativi di atmosfere ebraiche. Avner Boskey ebreo messianico canadese, in gioventù ha conosciuto molte filosofie e non aveva interesse verso il Dio dei suoi padri fino a che un giorno qualcosa è cambiato nella sua vita e ha conosciuto la verità. Avner Boskey ha fatto riferimento a molti brani biblici: Gioele 3:2-3, Geremia 31.35, Deuteronomio 21, Esodo 4:22; Esodo 15:11, Romani 9:5, Isaia 40:2, 61:7; 49:6; Romani 1:16; 2.5;11:12-15, 17; Genesi 12:3; Osea 2:14; Giovanni 1:11; Zaccaria 14:2-3; Ezechiele 37:10, Ezechiele 39:28-29, I Timoteo 2:2 a sostegno dell'aliyah e del coinvolgimento anche dei Gentili. Citando un suo passaggio “Dio non è politicamente corretto perchè riporterà il Suo popolo nella terra che Lui ha stabilito sia di Israele” e “c'è una connessione tra l'aliyah e il ritorno del Messiah” come espresso in Zaccaria 14:2-3.” L'aliyah diventerà un'armata”.Nella sua preghiera la richiesta che Israele diventi veramente ambasciatore di giustizia e di Yeshua e uno spirito d'intercessione scenda su di noi per sostenere il popolo ebraico negli eventi che accadranno. Avner e Rachel Boskey vivono a Beersheva, città del Neghev bersagliata recentemente dai razzi e sono fondatori di "Final frontiers ministries" un ministero che si occupa di promuovere le arti creative, l'adorazione, intercessione, predicazione e profezia all'interno del contesto ebraico ed israeliano.

Nello spazio di Ebenezer il coordinatore italiano di Operazione Esodo Italia Gianluca Morotti ha presentato Ebenezer come “un organizzazione suscitata da Dio” ed è anche "un atto di richiesta di perdono a Dio per il trattamento che la chiesa nel passato e anche nel presente ha riservato agli ebrei" Ebenezer -Operazione Esodo è la più grande organizzazione mondiale che si occupa dell aliyah del popolo ebraico in collaborazione con l'Agenzia ebraica. Urs Kaeserman, segretario nazionale di Ebenezer Svizzera con competenza sulle nazioni francofone e l'Africa è già intervenuto a vari convegni Edipi. Urs Kaserman ha spiegato, con l'ausilio di video, le operazioni che Ebenezer ha portato avanti negli anni per riportare gli ebrei nella terra d'Israele tra le quali l'Operazione Mosè del 1984 e l'operazione Salomone del 1991. Solo nel 2010 hanno fatto aliyah ben 19.310 ebrei ,+ 17% rispetto al 2009!.

Urs Kaserman ha definito l'aliyah "un segno profetico" e “un piano di Dio” proclamando Geremia 32:41, Isaia 43 :5-6. Ezechiele 28:25-26 insieme a tutta la raunanza “perchè nella Parola di Dio c'è potenza” come sa ogni credente. Conclusione : Dio sta riportando a casa il Suo popolo.

Di rilievo l'intervento di Vadim Rabochiy, ucraino e sovrintendente per l'Asia centrale e per l'est europeo di Ebenezer. L'attività di Operazione Esodo in quelle aree è sempre più difficile per la situazione politica e sociale e il servizio di Vadim, uomo di forte visione spirituale e profetica, è estremamente efficace nell'incoraggiamento e nelle operazioni di rientro degli Olim (ebrei che fanno aliyah). Nel suo intervento ha fatto riferimento non solo agli aspetti logistici del suo lavoro in quelle aree ma anche alla Parola citando Geremia 16:14-16, Matteo 4.19, Isaia 11:12 e 40 :1; Esodo 17:15. Oggi è necessario ubbidire al mandato che Dio dà alla Chiesa.

L'ultimo giornata ha visto l'arrivo tra gli applausi di Riccardo Pacifici e dell' ambasciatore d'Israele in Italia Naor Gilo, ebreo di origine ungherese.

Riccardo Pacifici è presidente della Comunità ebraica di Roma dal 2008 e da anni è personalità autorevole e di riferimento, capace di dialogare con i vari interlocutori in un momento piuttosto difficile per l'ebraismo italiano e per Israele: nel suo intervento ha ringraziato per l' affetto manifestato da Edipi e degli evangelici in più occasioni, ha ricordato la recrudescenza dell'antisemitismo in Europa (l'attentato di Tolosa) ma ha invitato tutti a visitare Israele che nonostante il momento difficile continua a vivere e a trasmettere vitalità “ Tornare in Israele per un ebreo non deve essere uno sfuggire al crescente antisemitismo ma un rientro felice nella terra che Dio stesso ha dato agli ebrei”. in conclusione ci ha incoraggiato a far sentire il nostro sostegno al popolo ebraico tramite anche il progetto Dreyfus che Edipi appoggerà.

L'ambasciatore israeliano Naor Gilo, acclamatissimo e preceduto dall' Hatikvah, inno nazionale ebraico, cantata dal coro Alpha e Omega, ha espresso apprezzamento per la calorosa accoglienza che gli ebrei non sono abituati a ricevere specie in questi tempi.

Al Convegno sono intervenuti anche Stefano Bogliolo, Corrado Maggia pastore di Biella e socio -fondatore Edipi, Giovanni Melchionda che ha ricordato l'aliyah dei marrani, il pastore Gianluca Cananzi e il pastore Rino De Felice. La lode ed adorazione è stata affidata quest'anno al gruppo musicale Alpha e Omega della chiesa cristiana evangelica del pastore Agostino Masdea di Roma.

In conclusione sono intervenuti i rappresentanti del Keren Hayesod Dani Viterbo e Rueven Rosen.

Un convegno Edipi molto intenso e che ha sviluppato il tema dell'aliyah a 360° e in continuità spirituale con il Convegno Nazionale Edipi di Campogalliano del 6-7 ottobre 2012 in occasione del Day to pray. Meraviglioso vedere come ogni ministero porti un contributo alla realizzazione delle promesse di Dio per il Suo popolo e come lo Spirito Santo ci unisca nella preghiera e nel sostegno al popolo ebraico. Dio sostenga Israele e ci unisca sempre di più al Suo popolo in adempimento alle profezie bibliche che tutti conosciamo e che si stanno realizzando giorno dopo giorno.

Shalom

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Israele ha visitato EDIPI


Sono appena trascorsi pochi giorni dall’incontro avvenuto a Pomezia, all’interno dell’ Hotel Selene, dove si è svolto il 2° Convegno internazionale di EDIPI, nel quale l’unione delle chiese evangeliche italiane assieme ai fratelli ebrei messianici, uniti dall’amore e dal sostegno verso il popolo ebraico, venivano visitate dallo Stato d’Israele. Tra suoni dello shofar e cantici ebraici che immergevano il convegno in una suggestiva e completa dimensione ebraica, iniziava la pubblica adunanza con gli interventi delle autorità tra cui il Senatore Lucio Malan, l’Onorevole Sandro Oliveri, il Prof. Rinaldo Diprose, la lectio magistralis del Prof. Marcello Cicchese, l’intervento del Pastore messianico Angel Gerber e di altre persone autorevoli, si assisteva per la prima volta ad un evento unico senza precedenti nella storia.

Infatti, ciò che rappresenta lo Stato d’Israele in Italia al di là dei suoi confini territoriali, ossia l’Ambasciata, è venuta a visitarci. Un evento storico per le comunità cristiane evangeliche, in quanto lo Stato israeliano nella persona dell’Ambasciatore Naor Gilon, che non solo ha partecipato al convegno, ma ha riconfermato al nostro Presidente Past. Ivan Basana, l’amicizia e la stima che assieme allo Stato ebraico ha nei confronti degli evangelici d’Italia per Israele, riconoscendo appieno il sostegno e l’impegno profuso in un decennio da EDIPI. Dinanzi all’emozione forte del momento, purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con la realtà del nostro tempo, in particolare agli ultimi eventi internazionali che con prepotente autorevolezza tipica delle false verità, impongono il riconoscimento di una nazione che non ha nessuna legittimazione storica, se non quella il cui scopo nasce esclusivamente per togliere ulteriori territori che Dio ha assegnato ad Israele. Un ulteriore assemblamento di un popolo arabo, a prevalente composizione musulmana, la cui religione è l’Islam ed il cui Dio Allah non ha nulla a che fare con il Dio A-donai degli Ebrei e dei Cristiani di ogni tempo, se non quello di desiderare ardentemente la distruzione del popolo del Dio A-donai. Per cui riconoscere l’esistenza di un popolo pseudo-palestinese da parte dell’ONU con il fine di giungere ad una sicura soluzione di pace tra le popolazioni richiamate, Ebrei e Musulmani, non è altro che stabilire il presupposto per cui la guerra tra le due popolazioni alimentata da un odio ultramillenario dei Musulmani nei confronti degli Ebrei, non debba finire se non con la disfatta di uno dei popoli coinvolti. Sembra di rivivere ancora oggi l’inadempienza dell’ONU ai tempi delle Società delle Nazioni, quando pur stabilendo i confini territoriali legittimi che Dio ha assegnato allo Stato ebraico, disattendevano completamente alla dichiarazione di Sanremo del 1920, con la quale costoro adottavano la dichiarazione Balfour del 1917, limitando nei fatti enormemente i confini d’Israele e creando all’uopo, assemblamenti di popoli arabi a forte prevalenza musulmana nella nazione dell’odierna Giordania, nazione che, come la Palestina non ha alcun presupposto legittimo avvalorato dalla storia.

Eppure nonostante il voto favorevole dell’Italia all’ONU in merito al riconoscimento ufficiale “dell’esistenza” dello Stato palestinese come entità statale della comunità internazionale, Israele ci visitava, perché ha compreso che nonostante le differenze di nazionalità, c’è un popolo in Italia, un’associazione come EDIPI, che è dalla parte della verità dell’Eterno Dio e dalla parte d’Israele. Associazione che, dinanzi all’invito del Presidente delle Comunità Ebraiche, Riccardo Pacifici, a non smettere di sostenere gli ebrei, invitava il nostro Presidente Ivan Basana e l’Associazione tutta alla festa di Purìm a Tolosa, come tangibile segno di presenza e di sostegno al popolo Ebraico. Una festa di grande simbologia e ricordo storico dove l’Eterno Dio rovesciò le sorti del popolo Ebraico destinato allo sterminio in un giudizio di salvezza, condannando nel contempo l’oppressore del suo popolo.

Ancora oggi è vivo dentro di me il ricordo e l’esperienza dell’incantevole viaggio in Israele sulle orme del Messia, i luoghi dove il mio Signore è cresciuto, i posti dove l’Eterno Dio si presentava nella storia dell’uomo manifestando il meglio di sé, la sua gloria attraverso il mio Signore Gesù. L’aver accarezzato le acque del mare di Galilea dove il mio Signore azzittì i venti mossi dalla tempesta, dove camminò su di esse dimostrando all’umanità intera che ogni elemento della natura e del Creato sono a Lui sottoposti.

Il momento dinanzi al muro del pianto, dove davanti agli ebrei che implorano tutt’oggi il perdono per i loro peccati, Io ero lì… con la faccia posta sul muro, con le braccia tese e pregavo il mio Signore supplicando il perdono per i Gentili che distrussero il Tempio ai tempi dell’Imperatore Tito, e che con l’Imperatore Adriano avevano imposto la Diaspora per il popolo Ebraico, condannando i miei fratelli ebrei all’esilio da Gerusalemme, città che l’Eterno Dio aveva loro assegnato. Si, in quel momento intenso, ringraziavo il mio Signore per avermi aperto gli occhi sulla Verità - grazie ad EDIPI – e lo pregavo perché potesse servirsi di me per proclamare la verità, e (contrariamente a quello che avevano fatto i Gentili secoli prima) per aiutare i fratelli Ebrei a compiere il ritorno verso la terra che Dio aveva promesso di dare loro. L’Aliyah, il tema che ha inteso promuovere in questo convegno il Presidente Basana, vede in chiave profetica il realizzarsi della volontà dell’Eterno Dio nel compimento degli ultimi tempi, la completa restaurazione d’Israele in vista della venuta del nostro Redentore, secondo quanto è scritto al capitolo 11 della lettera ai Romani.

Ringrazio vivamente il Presidente Past. Ivan Basana e sua moglie Andie per le persone che sono e per come si affaticano nell’opera che il Signore ha affidato loro, un’opera di evangelizzazione e di divulgazione tesa alla sensibilizzazione da parte della Chiesa di Dio verso le proprie radici ebraiche e giudaiche, votata al sostegno di coloro che ci hanno resi partecipi dei loro beni spirituali affinché la Chiesa non resti ad essi insensibile. Perciò con zelo e con fervore, possa sorgere quest’oggi innanzi all’inerte indifferenza che inesorabilmente avanza negli ultimi tempi consegnando alla storia le sorti dei nostri fratelli messianici, votati alla restaurazione dell’olivo domestico che è lo Stato ebraico. Sorga la Chiesa di Dio che si propende nella riconoscenza storica delle proprie radici, a sostenere i propri fratelli nel compimento dei tempi, perché i cuori dei figli siano rivolti ai Padri e quelli dei Padri ai figli, affinché il paese non sia colpito dal completo sterminio, poiché Dio che giudicò coloro che si spartirono le vesti del proprio figlio alla croce, ancora oggi continuerà a giudicare coloro che si spartiscono le sorti dello Stato ebraico. Continui il Signore a sostenere EDIPI e il nostro caro Presidente Basana assieme a noi tutti impegnati nell’opera, affinché il fondamento apostolico posto dal savio architetto che era l’Apostolo Paolo sia portato a termine nella potenza di Colui che fa crescere ogni cosa, nella forza della Benedizione di Dio in Cristo Gesù.

Dio benedica Israele, Dio benedica EDIPI, Dio benedica sempre la sua Sposa….

 

Dott. Giovanni Tortora

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Resoconto di Nazzarena Condemi del II° Convegno Internazionale Edipi 7-9 Dicembre 2012

Nella bella cornice dell'accogliente hotel Selene di Pomezia, mentre imperversava un freddo glaciale, i cuori erano riscaldati dalla gioiosa consapevolezza di vivere un'esperienza speciale.

Il convegno promosso da EDIPI è stato più che un successo organizzativo, che pure merita di essere sottolineato quale frutto del sostanziale e appassionato impegno di Andie e Ivan Basana.

Il Convegno infatti ha rappresentato una risposta qualificata e significativa al dilagare sempre più aggressivo, rozzo e scomposto dell'antisemitismo in tutte le forme in cui si palesa e si afferma.

Ancor più odioso quando si manifesta come antisemitismo di Stato, come ha dato prova il governo Monti votando contro Israele, all'Assemblea generale dell'ONU, in ordine al riconoscimento dello Status di Paese non membro all'Autorità palestinese. Una vergogna nazionale a cui le posizioni di sostegno e solidarietà del precedente governo Berlusconi non fanno che aggiungere il sapore amaro di tradimento.

Abbiamo tradito noi stessi, tradendo Israele e tutto ciò che essa significa per i cristiani e per gli uomini liberi. I giorni immediatamente successivi al voto scellerato, la comunità Bnei Efraim, a cui appartengo, ha sperimentato un profondo senso di scoraggiamento e di delusione. Abbiamo provato lo sgomento di Giosafat quando nel II libro di Cronache al capitolo 20 grida al Signore il suo smarrimento e la sua impotenza davanti ai nemici che si aggiravano in moltitudine.

Abbiamo sentito spiritualmente il peso di aver richiamato su di noi l'interdetto divino "Io benedirò chi ti benedirà e maledirò chi ti maledirà ".

Sappiamo che Baruch Hashem protegge Israele come la pupilla dei suoi occhi, ma chi proteggerà noi se ci mettiamo contro la volontà divina?

Il convegno però, per quelle straordinarie coincidenze divine, venuto a cadere proprio in questo tempo, ha avuto il pregio di rappresentare non solo un incoraggiamento ma una forte affermazione di volontà. La volontà di difendere la verità contro la menzogna, la volontà di contrastare la disinformazione e la falsa propaganda , la volontà di riportare alla luce, nel mondo cristiano, tutte le ramificazioni e le profondità delle radici ebraiche della nostra fede, la volontà di dire basta all'antisemitismo trionfante della Chiesa romana, responsabile di secoli di oscurantismo antisemita, di cui oggi vediamo ancora le conseguenze e la perfida capacità di mistificarsi, senza perdere il potere devastante di manipolare le coscienze in senso antigiudaico; la volontà di contrastare la disinformazione di massa, la volontà di schierarci con gli amici ebrei messianici e non messianici manifestando il nostro sostegno concreto in tutte le forme in cui possiamo impegnarci.

Il giorno 8 in coincidenza con l'inizio della festa ebraica di Hanuccah abbiamo acceso anche noi le luci del candelabro e mai ci è sembrato più appropriato e più profetico il gesto di accendere la luce. Il primo pensiero è per il Messia Yeshua che è la luce venuta ad illuminare ciascun uomo, ma questa festa ci ricorda che anche noi, come credenti, e le nostre comunità dobbiamo essere luce per portare luce attorno a noi e per camminare nella luce ed illuminare ciò che giace ancora nelle tenebre, dell'ignoranza, della superstizione, della vanità e della menzogna.

Vogliamo essere portatori di luce per i cuori e per le coscienze.

Vogliamo perciò essere grati per il lavoro che è stato svolto per organizzare questo convegno che ha dato modo a quanti hanno partecipato di confrontarsi, in modo accurato e documentato, su argomenti di grande e gravosa importanza ma anche e soprattutto con il tema del ruolo e della funzione dell'ebraismo e di Israele che devono essere centrali nelle comunità di credenti se vogliamo vedere realizzata, nella nostra generazione , la dichiarazione profetica dell'apostolo Paolo al capitolo 11 della Lettera ai Romani " ......., che sarà la loro riammissione ,se non la vita dai morti?"

Ecco, questo convegno è stato una luce anche per quanti non avevano ancora avuto modo di considerare con urgenza e con attenzione al tema di quanto siamodebitori ad Israele per la nostra fede, e non in senso solo emotivo o di sentimentale riconoscenza; abbiamo bisogno noi, per il nostro stesso bene, di riscoprire tutta intera l'ebraicità di Gesù e del Vangelo, abbiamo bisogno noi di ripulire la nostra conoscenza biblica dai nefasti influssi della “teologia della sostituzione” e infine di ricollocare le verità e le profezie bibliche nella dimensione letterale e ovvia della loro appartenenza alla terra di Israele e al popolo eletto, ancor prima che alla cristianità.

Sono certa infine che tutti i relatori, in particolare l'ambasciatore di Israele Naor Gilon, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, i leader messianici Angel Gerber e Avner Boskey, abbiano tratto consolazione e speranza nel prendere atto della concretezza e della determinazione con cui, in Italia, EDIPI e altre organizzazioni e associazioni , sono impegnate in difesa del bene, dalla parte della verità, dalla parte di Israele.

Shalom

 

Nazzarena Condemi

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Resoconto dell'incontro EC4I del 15-17 Novembre 2012

Resoconto scritto da Matthias Winkler, delegato Edipi per la Sardegna

9 Conferenza della Coalizione Europea in Brussels 15 – 17 Novembre 2012

Sono appena tornato dalla conferenza della Coalizione Europea per Israele a Brussels., dove si sono riuniti delegati da tutte le parti d’Europa, Nuova Zelanda, Giappone, Singapore, Kongo, Canada e Stati Uniti.

L’incontro di giovedì, 15 novembre si è tenuto dentro il Parlamento Europeo.

Venerdì 16 novembre invece si è svolta una tavola rotonda con delle testimonianze molto incoraggianti.

Mi ha toccato molto quello che raccontava Faytene Grosseschi del Canada e di come il Signore ha cambiato una intera nazione, attraverso un dottore egiziano, David Demian. Demian ha ricevuto la chiamata per andare in Canada e lì ha iniziato a radunare i leader canadesi., con l'unico scopo di cercare il Signore per la nazione Canada.

Nessun credito per nessuno. Tutti mettevano giù le loro agende per il Regno. Durante gli incontri il Signore ha rivelato una colpa verso il popolo ebraico che gravava ancore sul Canada: La nave St. Louis

La nave in questione era piena di ebrei nel 1938. Gli ebrei avevano pagato a caro prezzo i visti per il Cuba, ma alla fine Cuba non ha dato i permessi per lo sbarco. La nave prosegue per la Florida, ma anche lì niente da fare.

Ci prova con il Canada - e anche quest'ultimo nega lo sbarco.

La "St. Louis" tornò indietro, in Europa con più di 900 ebrei dove quasi tutti furono sterminati nei campi di concentramento.

La cosa bella che nel 2000 questi leader cristiani canadesi hanno trovato dei sopravvissuti e li hanno portati in Canada e insieme al mondo politico hanno chiesto perdono per l'ingiustizia subita e li hanno onorati. Da quel momento in poi le cose in Canada sono cambiate. Oggi il Canada è l'alleato più importante per Israele.

Il primo ministro Harper ha detto tra l'altro: "chi attacca Israele attacca il Canada!"

Nel parlamento canadese c'è il 40 % di nati di nuovo. L'economia è stabile tanto che

nella crisi economica del 2008 in Canada non è crollata nessuna banca.

Faytene ha 38 anni ed è il rappresentante del movimento "The Cry" e simile al "The Call" che opera in America. Il suo movimento rappresenta anche i valori cristiani nel parlamento. Fino ad oggi hanno avuto più di 1000 sedute con i parlamentari.

Una storia troppo bella per non raccontarla.

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XI Raduno Edipi - Considerazioni e prospettive

Continuano le scosse di assestamento di un evento che ha rappresentato un terremoto spirituale in cielo.
Quotidianamente infatti arrivano e-mail e telefonate di incoraggiamento e riconoscenza per quanto il Signore ha manifestato nel Week-end del 6-7 ottobre in coincidenza con la Giornata Mondiale per la Preghiera della Pace di Gerusalemme.
Tutto questo dimostra che si stà assestando il progetto di unità a cui Dio ci ha richiamato e che ha avuto la chiara espressione profetica il 7 di ottobre, vero epicentro di un terremoto spirituale che sta cambiando le cose.
L'appuntamento che il Signore ci ha dato a Campogalliano per il nostro XI Raduno Nazionale aveva una duplice valenza territoriale: eravamo a pochi chilometri dall'epicentro del recente terremoto nel modenese ed ancor più vicini ad un luogo tristemente famoso, per la storia del popolo ebraico, come il campo di concentramento di Fossoli.
L'attitudine doveva esser, ed è stata, quella di predisporsi alla richiesta di perdono a Dio in attesa di una profonda opera di cambiamente e di conversione che solo lo Spirito Santo può fare.
La Parola Profetica ci è stata rivolta nel pomeriggio da Ljuba, la moglie del fratello ebreo messianico David Ben Joseph, articolata sul libro del profeta Aggeo.
Erano presenti circa una ventina di associazioni, chiese o centri impegnati tutti a favore di Israele, ma "...ognuno di voi si dà premura solo per la propria casa"(Osea 1:9).
SCOSSA TELLURICA alla sabato sera durante la lode ed adorazione condotta dal complesso messianico Bedros & Rebekah che ha creato l'atmosfera in cui tutti sono stati amalgamati nella gioa del Signore, fortificandoci alquanto (Neemia 8:10).
Da qui il comando del Signore: "mettetevi al lavoro! perchè io sono con voi" (Osea 2:4) rivolto il 21° giorno di tishri (VII mese del calendario ebraico) che corrispondeva proprio il 7 di ottobre, giorno della Preghiera per la Pace di Gerusalemme.
C'è inoltre una chiara promessa di benedizioni che il Signore ci rivolge, articolata proprio sulle date del libro del profeta Aggeo.
Il 24° giorno di Kislev (IX mese del calendario ebraico) il Signore dice che da "...questo giorno vi benedirò" (Aggeo 2:19); la coincidenza fa cadere questo giorno a shabbat del nostro 2° Convegno Internazionale EDIPI del 8 dicembre 2012.
Per cui tra il Raduno Raduno EDIPI di Campogalliano e il Convegno Internazionale EDIPI di Pomezia-Roma avremo un periodo in cui dobbiamo "...riflettere bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno" (Aggeo 2:19).
Dovremo dimostrare la massima compattezza (Salmo 122:3) per finalizzare al meglio il nostro operato per l'avanzamento del Regno di Dio.
Una sorella ci ricordava di far tesoro dei doni che il Signore ha posto in ciascuno di noi. Ci sono ancora troppi feriti nel nostro mezzo a causa delle nostre negligenze. Cogliamo davvero l'occasione di togliere i contenziosi che noi stessi abbiamo contribuito a provocare gli uni verso gli altri per imparare a rispettarci autenticamente.
Il Signore ci ha dato al 7 di ottobre il testimone della riconciliazione (il tikkun in ebraico) che dovremo riconsegnarGli allo shabbat dell'8 di dicembre.
Vi aspetto numerosi e gioiosi per le benedizioni dell'Eterno al prossimo Convegno Internazionale EDIPI

 

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Resoconto di Emanuela Candoli - XI Raduno Edipi – Campogalliano 6-7 ottobre 2012

 


 

Nelle giornate di sabato e domenica 6 e 7 ottobre si è svolto l' XI Convegno Nazionale Edipi quanto mai ricco di relatori,intercessori e partecipanti coinvolti .

Sembrava quasi passata una settimana tanto è stato il coinvolgimento emotivo e spirituale che i contenuti espressi dai vari relatori e dai gruppi musicali presenti hanno saputo creare.

Nella giornata di sabato il presidente Edipi Ivan Basana ha presentato il convegno, il primo nazionale in Italia dopo quello di Gerusalemme dello scorso anno.

Apprezzatissimo il ritorno di Ellah Gorelik in Italia dopo alcuni anni che ha cantato alcuni brani in ebraico ed inglese dei suoi due cd finora pubblicati,.

Di seguito il pastore e socio Edipi Corrado Maggia si è espresso in merito al tema dell'importanza della preghiera per Gerusalemme che è direttamente voluta da Dio e non è affatto un'opzione facoltativa.

Meraviglioso il ritorno di Mark Surey, tradotto da Monica Tamagnini, che ci ha ricordato il ruolo dell'Italia unica nazione nel mondo che ha voluto commemorare alle Olimpiadi di Londra l 'assassinio degli atleti israeliani a Monaco 72 e che sta mostrando in varie occasioni una vicinanza morale molto apprezzata dagli ebrei israeliani.

La giornata si conclusa con una serata di lode piuttosto danzante del gruppo musicale svizzero guidato dal duo messianico Bedros & Rebekah Nassanian, rivelazione spirituale dell'adorazione messianica.

Domenica 7 ottobre in contemporanea con quasi duecento nazioni e milioni di credenti nel mondo innumerevoli chiese e cellule si è realizzata la giornata Mondiale di preghiera per la pace di Gerusalemme. Numerosi relatori si sono susseguiti guidando i momenti di lode ed adorazione.

Il presidente di Alleanza Evangelica Italiana Roberto Mazzeschi ha aperto la giornata con una preghiera per la restaurazione d'Israele (Geremia 30.17 e Isaia 61:4)

Il pastore Alfonso Marchetta, pastore di una chiesa Elim in Sicilia e vicepresidente Edipi , si è soffermato sulla necessità di parlare d 'Israele in questo tempo in cui ancora possiamo: i tempi difficili sono prossimi e sarà sempre più difficile poterlo fare e cercare di essere in luoghi colpiti da tragedie significa essere portatori di benedizione come la presenza di Edipi in Emilia. Perchè noi cristiani amiamo Israele? Perchè siamo giudei nell'interiore e ciò ci porta ad essere uniti nello spirito con il popolo ebraico. Isaia 62:6,Deuteronomio 31:6

Francesco Friday Osague, socio Edipi e membro della chiesa Adi di Cesena, ha letto il salmo 83 come intro per un momento di lode ed adorazione.

Il pastore Egidio Ventura di Torino e curatore di alcune scuole profetiche ha messo l'accento sulla necessità di pregare anche per il mondo arabo e di saperci collocare in modo corretto senza giudaizzarci ,concetto poi ripreso anche da Roberto Mazzeschi pastore e presidente di Alleanza Evangelica Italiana che ha altresi invitato i cristiani ad essere credibili come messaggeri di Dio nella testimonianza e nella preghiera.Isaia 51.1-2  Romani 11.18,salmo 133.1.

Il pastore Bruno Ciccarelli di Villaricca (Na), coordinatore del Centro Uria di Napoli, ha invitato a pregare anche per la situazione dei paesi limitrofi ad Israele che dopo la primavera araba ha sortito effetti economico-sociali ancora in evoluzione. Geremia 15:20-21.

Il pastore Rino De Felice della Chiesa della riconciliazione di Salerno ha evidenziato la necessità che la ferita del popolo di Dio venga guarita atttraverso la riconciliazione con il Padre. Salmo 126:1;Isaia 30.26,Osea 11:3-4.

Il pastore Gianni Digiandomenico da Como, direttore della scuola biblica Eun, ha invitato a pregare per i nemici di Israele in primis l'asssociazione terroristica di Hamas. Efesini 2.15 e Colossesi 2.8

Il referente Edipi per la Calabria Walter Lento ha testimoniato la grande benedizione che sta ricevendo la Calabria dopo lo scioglimento dei contenziosi spirituali che stavano spiritualmente ed economicamente legando il territorio: molti credenti calabresi hanno instaurando rapporti importantissimi sia spirituali che economici con ebrei i quali stanno investendo nell'edilizia usufruendo del diritto di residenza nel caso in cui in Israele diventi difficile sopravvivere.Come leader di preghiera ed intercessore Walter ha invitato ad intercedere come modificatori di varianti affinchè ciò che è legato vega sciolto e ciò che è negativo spezzato e distrutto perchè noi come Figli dell'Iddio Altissimo abbiamo l'autorità per farlo: ciò produrrà un cambiamento visibile.  Geremia 15 20:21.

Franca Ezia di Milia dell 'associazione Aman di Follonica e pastore della chiesa evangelica ha evidenziato come la diversità dei ministeri presenti ci porti all'unità spirituale: preghiera contro l'antisemitismo di varia natura che purtroppo è presente nella società attuale e ancora peggio nella chiesa stessa.Amos 9:15 e Salmo 5:6.

Apprezzato per intensità lo spazio musicale affidato al gruppo musicale della Chiesa di Follonica .

Nel pomeriggio dopo un momento musicale con Ella Gorelik è intervenuto Robert Hord, responsabile in Italia di Eagles Wing associazione promotrice a livello mondiale della Giornata di preghiera per la pace di Gerusalemme che ha ricordato l'importanza di essere sentinelle di preghiera e stare nello Spirito con l'armatura di Dio. Salmo 25: 4-6.

Di spessore morale elevato il passaggio del prof . Sorrenti dalla Calabria che ha ricordato la figura e l'opera di Shlomo Venezia recentemente scomparso e ci ha trasmesso le emozioni e il dolore dell' ebreo che non si sente accettato. Il prof Sorrenti ha ricordato l'importanza del ruolo femminile, colpito dalle parole della pastora Ezia Di Milia paragonata alle grandi donne bibliche come Ester e della preghiera: un buon ebreo sa moderare i toni e ha definito il Convegno Edipi “Vivere in gioia ed armonia all interno della diversità”. Il suo saluto: Shalom Shalom Gerusalemme.

Silvia Baldi Cucchiara è docente di storia delle relazioni ebraico-cristiane alla Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose di Aversa ed è curatrice con il marito Enzo Cucchiara del Centro studi “Gesher” (in ebraico significa ponte) a San Miniato (Pi) per il recupero delle radici ebraiche del cristianesimo. Il fulcro del suo intervento è sul comportamento dei Gentili nei confronti degli ebrei che dovrebbe essere di testimonianza vivente e desiderabile da parte dell'ebreo.La realtà purtroppo è ben diversa anzi è stato proprio il comportamento dei cristiani nelle varie epoche a rendere l'ebreo ostile e diffidente verso i gentili. Silvia Baldi ha poi ripreso l'affermazione di Martin Buber “Il nuovo testamento è un documento ebraico”: è stato tradotto in greco perchè ci sono stati uomini che ne hanno capito la portata profetica. I versi presi a riferimento sono Isaia 45:17, Romani 11:26-27, Ez.36.26-28

Silvia Baldi ha ricordato come i ruoli di uomo e donna siano pari nel servizio a Dio .

Il pastore Romolo Giovanardi della Chiesa evangelica “Fonte di vita” Modena nonchè impegnato con Eun e referente italiano dell'operazione Jabotinski per l'Aliyah ha pregato per i leader ricordando che pregare per Israele è un comando di Dio e non dipende dai nostri orientamenti politici e gusti personali: Dio l 'ha detto e noi dobbiamo essere ubbidienti, togliendo l 'emotività pregando per lo Spirito sapendo che riceveremo benedizione come è scritto nel Salmo 122.

Il pastore Roberto Pasqualon di Cittadella (Vi) ha pregato per i leaders nelle università e per le iniziative pro Israele: Dio salverà il Suo popolo perchè lo ama. (Salmo 20.7 ed Efesini 1:17-19.

Monica Tamagnini, socia Edipi e corrispondente per Edipi dal 2004 al 2006 presso l'ambasciata cristiana a Gerusalemme e di seguito per la Coalizione Europea a Bruxelles, traduttrice ed interprete Edipi in molte occasioni, ha ricordato quanto sia importante amare ed essere amati: i giovani ebrei imbracciano armi da giovanissimi anche contro la loro volontà, consapevoli di dover combattere e di doversi difendere, realtà sconosciuta ai giovani europei. L'invito è di pregare per per la protezione della gioventù ebraica.

David ben Joseph, ebreo messianico che cura la congregazione Sukkah David e ha fondato l'associazione Figli d Abramo, movimento israelitico-messianico degli ultimi tempi, nel suo intervento, condiviso con la moglie, ha pregato per la venuta del Messiah. Isaia 9.6,Michea 5.2.

Joseph ha ricordato che Dio ha preparato grandi cose per l'Italia e rimarcato la necessità di essere in comunione con il Padre.

Lartey D'Addico, ghanese e pastore, di Modena, ha pregato in particolare per la pioggia in Israele .

Gianluca Morotti di Forlì, rappresentante italiano di Eben Ezer, ha pregato per l'Aliya. Isaia 43:5-6.Geremia 29.14 e Geremia

16 :14-16.

Corrado Maggia, socio -fondatore di Edipi e pastore a Biella, dopo un breve excursus sulla situazione politica attuale in Italia,Israele e Usa ha pregato affinchè gli eventi elettorali portino ad una situazione politica non sfavorevole ad Israele.Ecc.4:9,10,12.

Alessandra Petrucci, impegnata con il marito Andrea nell'intercessione per Israele ha ricordato la necessità di pregare per i poveri, i bisognosi e gli anziani in Israele. Romani 15.27,Isaia 61:1-3,Salmo 83:3-4.

Conclusione del pastore e presidente Edipi Ivan Basana: nel Salmo 122 è scritto che “Gerusalemme è costruita come una città ben compatta”ed il cemento della compattezza è la preghiera. Se ci sarà compattezza vedremo le benedizioni di Dio sopra di noi.

La prossima occasione per dimostrarlo sarà a Pomezia per il Convegno internazionale Edipi dal 7 al 9 dicembre: il giorno 8 dicembre corrisponde nel calendario ebraico al 24° giorno del nono mese e in Aggeo è scritto che sarà giorno di grande benedizione. Se saremo compatti...vedremo la gloria di Dio.

Allora tutti a Pomezia.Shalom

 

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Resoconto di Laura Calasso - XI Raduno Edipi – Campogalliano 6-7 ottobre 2012

Le luci nella sala conferenze del Best Western Hotel di Campogalliano si sono da poco spente ma in quello spazio risuonano ancora le lodi, le dichiarazioni al cielo e alla terra, le esortazioni, l’unzione profetica e l’imperativo che Dio stesso ha comandato di adempiere con il Salmo 122

Pregate per la pace di Gerusalemme! “

Gerusalemme significa “Città della Pace! “Shalom”, parola chiave che ha guidato tutte le sessioni dell’incontro, in ebraico oltre a “pace” ha molteplici significati, come ha ben spiegato il Past. Corrado Maggia, significa anche stare bene, salute del corpo e della mente, benessere, felicità, tranquillità, soddisfazione, completezza, prosperità, abbondanza, pienezza, riposo, armonia, integrità, perfezione, assenza di agitazione o discordia.

Che il Principe della Pace possa essere rivelato alla Città della Pace!

Yeshua, Messia degli Ebrei, il Cristo, Signore e Salvatore dei Gentili, Ebreo per eccellenza e per scelta profetica, non ci ha comandato di pregare per nessun’altra città al mondo se non per Gerusalemme. E’ interessante chiederci “Perché? ”

Perché Gerusalemme e Israele rappresentano la chiave per il risveglio mondiale; perché quando preghiamo per Israele noi parliamo con Dio, stiamo entrando all’interno del Suo proposito, noi andiamo a Lui e Lui viene con noi perché la pace di Gerusalemme è nel cuore di Dio.

L’XI° Raduno Edipi (Evangelici d’Italia per Israele) ha saggiamente colto l’opportunità di essere punto di incontro della realtà evangelica italiana in una giornata che vede il mondo dei credenti unirsi e alzare la propria voce a Dio con un unico cuore, un’unica mente, un unico scopo:

La preghiera per la Pace di Gerusalemme

L’evento ha rappresentato l’ ”alto solaio” attraverso gli interventi e le preghiere di una serie di relatori autorevoli, ognuno dei quali ha dato il proprio profondo, appassionato contributo sui temi più rilevanti che la Scrittura cita a questo riguardo.

 

 

Ogni Pastore ha spiegato e quindi pregato assieme alla chiesa presente nella sala:

  • Per la restaurazione d’Israele.

  • Per la protezione e la pace di Israele.

  • Per il popolo arabo, ma contro lo spirito islamico radicale e la jihad.

  • Per la riconciliazione tra ebrei e cristiani, tra ebrei e arabi e altri gruppi.

  • Per la guarigione dei dolori e delle ferite del passato – ma anche del presente – inferti al popolo ebraico.

  • Per i cristiani arabi in Israele e per la protezione di quelli a favore di Israele, per liberare gli altri cristiani, quelli contro Israele, dalla presunzione di essere il sostituto di Israele, affinché diano il loro aiuto alla chiesa messianica anziché ai suoi nemici.

  • Contro i terroristi sulla terra di Israele.

  • Contro l’antisemitismo dilagante nel terzo millennio nonostante gli orrori dell’Olocausto avvenuto solo 70 anni fa.

  • Per la redenzione di Israele.

  • Per i Pastori e Leaders che hanno il compito e il dovere di guidare la Chiesa all’amore e al rispetto verso il popolo di Dio, Israele, al grido di “Ani Ohev Am Israel” (Io amo il popolo di Dio).

  • Per una corretta e onesta informazione dei canali di comunicazione.

  • Per iniziative pro-Israele negli ambienti universitari.

  • Per i giovani che vivono nella terra di Israele.

  • Per il ritorno del Messia.

  • Per una pioggia spirituale sulla terra di Israele.

  • Per l’Aliya, il ritorno alla loro terra degli ebrei dispersi nel mondo.

  • Per una forte alleanza fra Italia, Israele e America.

  • Per la misericordia nei confronti dei bisognosi, degli anziani, dei sopravvissuti alla Shoa e di coloro che sono senza casa in Israele.

  • Per la protezione dei soldati “Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e vostre figlie, per le vostre mogli e le vostre case!” (Neemia 4:14).

 

Al termine di una lode meravigliosa che ha coinvolto tutti i partecipanti, ovvero la chiesa italiana riunita in quella sala, prende il microfono un Uomo, il cui nome rimarrà sempre impresso nella mia mente, Antonio Sorrenti, si presenta con la sua kippà e letteralmente con un filo di voce sconvolge la chiesa con la sua testimonianza di come vive oggi un Ebreo della diaspora in Italia, in un piccolo paese della Calabria ; assieme alle ferite interiori, mai completamente guarite, abbiamo visto sgorgare oltre alle lacrime tutto il suo dolore e tutto il suo amore per quel Dio che gli aveva soffiato nelle narici la ruah vitale. La percezione di come sia difficile essere Ebreo oggi tanto quanto lo è stato nel passato ci ha pervaso di un amore ancora più profondo per questo popolo.

 

 

Il fatto straordinario e sovrannaturale di questo Raduno è che Dio si è rivelato attraverso la Sua parola profetica portata dall’Ebreo Messianico David Ben Joseph, di Oasi Shalom (Varese). Nel Libro di Aggeo 2:1,4, è scritto: “Mettetevi al lavoro, perché io sono con voi”.

Domenica 7 ottobre infatti, giorno della preghiera per la Pace di Gerusalemme, ha coinciso con il 21° giorno del mese Tishri del calendario ebraico. L’adempimento di questa parola profetica avverrà l’8 Dicembre, giorno di Shabbat, con il Convegno Internazionale di Evangelci d’Italia per Israele, che coinciderà perfettamente con il 24° giorno del 9° mese di Kishev del calendario ebraico, dove il Signore dice attraverso Aggeo 2:18-19

Riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, giorno in cui sono state messe le fondamenta del Tempio del Signore, riflettete bene! C’è ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melograno, l’ulivo nulla producono! Ma da questo giorno io vi benedirò!”

 

Con queste benedizioni ci mettiamo al lavoro glorificando Dio e portando il messaggio d’amore per il Suo popolo, Israele, all’interno delle nostre chiese locali e a tutte le nazioni.

 

 

Laura Calasso

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Resoconto dell'inaugurazione della Villa Contarini - Giovanelli - Venier di Vò

La presenza di una delegazione di EDIPI all'evento era d'obbligo.
Non solo avevamo avuto l'invito del Sindaco ma eravamo spinti da un vero interesse per l'esito del restauro iniziato un anno prima ma partito, come progetto, nel 2004 (vedi Galleria Fotografica 2004 di www.edipi.net).
Come chiesa locale ci siamo coinvolti fin dall'inizio per due cose:
per primo la riconferma del sindaco nelle sucessive elezioni, ben sapendo che il cambio della giunta avrebbe soprasseduto all'impegno preso e per secondo la copertura economica, inizialmente garantita dalla Regione Veneto per 2 milioni di Euro, ma che sarebbe dovuta arrivare a 5 milioni per completare l'opera di restauro.
Consapevoli che la Chiesa rappresenta l'autorità territoriale spirituale abbiamo continuato ad intercedere per 7 anni con il risultato di vedere la conversione del posto: da campo di concentarmento nazifascista per gli ebrei padovani è diventato uno spazio permanente per la memoria dell'Olocausto nel Veneto.
Inoltre, pur in un periodo di crisi economica come quello attuale, si son trovati i soldi per la copertura economica dei lavori di restauro, grazie ad una Fondazione bancaria e all'Istituto Regionale Ville Venete.
Come EDIPI abbiamo già preso contatti con il Comune di Vò per poter utilizzare gli spazi espositivi ricavati all'interno della villa per organizzare conferenze e mostre sull'antisemitismo.
Al piano terra della villa è stato creato uno spazio permanente con uno specifico percorso didattico, dedicato al periodo più triste e tragico del coinvolgimento del Veneto con la Shoah; un luogo della memoria per ricordare alle future generazioni il mesto passaggio tra le mura di questa villa di uomini, donne e bambini dapprima discriminati, poi perseguitati ed infine masscrati in nome della razza.
L'auspicio è che questo sito possa vivamente diventare un vero e proprio monumento della nostra memoria collettiva.

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Resoconto Conferenza di Budapest - Luglio 2012

Nell'incantevole cornice danubiana attorno all'isola Margherita a Budapest si è svolto la conferenza internazionale su Israele.
Chiamata di Mezzanotte ungherese ha organizzato efficacemente e con molto coraggio questo evento su una nave fluviale della capienza di oltre 220 partecipanti comodamente sistemati attorno ad ampi tavoli congressuali.
Anche se distratti dal meraviglioso panorama della capitale magiara che mostrava perfettamente restaurati il Parlamento, il Palazzo Reale, il Bastione dei Pescatori oltre ad altre pregevoli edifici architettonici, i due messaggi profetici di Norberth Lieth hanno catturato l'attenzione del competente auditorio.
La presenza ungherese era ovviamente maggioritaria con una quarantina di ospiti stranieri provenienti dall'Austria, Germania, Svizzera, Italia, Polonia e Romania.
Un pò scontati, almeno per noi di EDIPI, i messaggi del dr. Mészàros Kàlmàn e del past. Szeverènyi Jànos, incentrati sull'antisemitismo e la teologia della sostituzione.
Significativo è stato l'aver appreso, proprio in conclusione del congresso in cui tutti i partecipanti hanno manifestato una vera presa di posizione contro l'antisemitismo dilagante, dell'arresto di uno degli ultimi criminali nazisti ungheresi rifugiatosi a Budapest, Laszlo Csatary.
Anche il contributo musicale del coro Charis di Oradea e gruppo klezmer Sabbath Song è stato quanto mai efficace con l'estemporanea esibizione di un tenore dell'Opera di Vienna e quella imprevista di un ebreo ultraottantenne reduce da Aushwitz, poi diventato artista di cabaret (Ivàn Bacsi), che ci ha simpaticamente intrattenuto.

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Resoconto "All'origine dell'odio antigiudaico" - Torino 23 giugno 2012

Sabato 23 giugno a Torino si è svolto l'evento "Alle origini dell'odio

antigiudaico" organizzato dalle Associazioni culturali "Giacomo Grosso" e Centro del Libro Cristiano, patrocinato da EDIPI.

La relazione del prof. M. Cicchese, improntata sul tema "La suberbia dei gentili" tratta dal libro medesimo è stata alquanto interessante e coinvolgente, calamitando l'attenzione dei  molti partecipanti, credenti e non, oltre ad una cospicua rappresentanza della comunità ebraica torinese.

La veridicità ed attualità dell'argomento trattato hanno messo in evidenza la disinformazione riguardo alle origini ebraiche della fede cristiana e che ha generato l'antisemitismo e l'antisionismo all'interno della chiesa stessa.

Anche l'analisi nell'ambito laico evidenzia la disinformazione sugli eventi della storia antica e recente del popolo ebraico: il risultato è che cambiando l'ordine dei fattori storici il risultato non cambia.

Gratta gratta, sotto pelle, l'antisemitismo rimane: è una vera e propria malattia, forse virale, e come molti virus produce una mutazione transgenica che porta a chiamare antisionismo cio che in realtà è antisemitismo.

Interessante la conclusione dell'evento che ha fatto sì che la conferenza non si

trasformasse in una "giornata della memoria" in cui l'odio per il popolo

d'Israele e la sua terra restano come un evento del passato ma, riconoscendo l'attualità del fenomemo, si è sottolineato che Israele c'è e che ha ancora gli stessi problemi di una volta.

Conoscerlo di più aiuterebbe ad eliminare tutta la malainformazione che, nascondendo la verità, crea un substrato per fomentare odio antigiudaico.

Marcello Cicchese ha sviluppato il suo discorso seguendo scrupolosamente l'indice del libro.

Samuele Di Ruocco della CLC ha presentato l'evento, Ferruccio D'Angelo dell'Associazione culturale Giacomo Grosso è intervenuto sottolineando l'attualità e l'importanza dell'argomento, augurandosi che questa iniziativa non sia solo episodica.

Il presidente di EDIPI, Ivan Basana, ha svolto il ruolo di moderatore con la consueta e consumata abilità, alternando domande e precisazioni di circostanza.

Da sottolineare la presenza del vicepresidente della comunità ebraica di Torino Amar Segre, il prof. Raffaello Levi e Claudio Silva di Easy Israel, oltre a molti rappresentanti di varie comunità evangeliche.

Alla fine della conferenza Marcello Cicchese, Amar Segre e Ivan Basana hanno concordato la necessità di spalmare le tematiche di questa conferenza in un convegno di un paio di giorni in programma per l'autunno del 2013 a Torino in occasione del prossimo 12° Raduno EDIPI.

 

Maria Rosa Cazzador

 

 

 

 

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