Menu
Attualità

Attualità (467)

Leggi razziste del '38: una mostra a fumetti a Torino

Commento di Ada Treves

Gli autori di fumetti, spesso considerati rappresentanti di un’arte minore, quasi una ruota di scorta culturale rispetto ad altri media e altri linguaggi, sono invece molto sensibili e attenti» dice Roberto Genovesi, direttore artistico di «Cartoons on the Bay», e ideatore della mostra 1938-2018, «Ottant’anni dalle Leggi Razziali in Italia».

Il mondo del fumetto ricorda l’orrore dell’antisemitismo. ppuntamento centrale nel programma del festival internazionale della televisione per ragazzi e dell’animazione cross-mediale della Rai, che torna a Torino con un programma dedicato al rapporto tra musica e animazione, viene inaugurata oggi al Museo Le Nuove in un anno denso di anniversari importanti. Fra i 170 anni passati dalle lettere patenti con cui Carlo Alberto concesse i diritti civili prima ai valdesi e poi agli ebrei, e i settant’anni della Costituzione, c’è il ricordo delle Leggi razziste: «La risposta degli artisti - continua Genovesi - è stata eccellente, abbiamo ricevuto 155 tavole, tutte opere inedite, che vanno a comporre la più grande mostra collettiva su questo tema.

Credo che sia un risultato importante. Peculiarità demoniaca del nazismo e del fascismo è stato anche il tentativo di giustificare uno sterminio non per conquistare risorse economiche o spazio vitale ma per liberarsi della presenza di esseri umani considerati inferiori. La persecuzione del popolo ebraico è stata un atto anche antropologicamente velenoso, inconcepibile, che in Italia si nutrì del consenso popolare, nella più totale indifferenza».

Continua a leggere su informazionecorretta

Leggi tutto...

Israele 70: buon compleanno a un Paese-laboratorio unico al mondo

Analisi di Claudio Vercelli

RICORDIAMO CHE IL PROF. CLAUDIO VERCELLI E' STATO UN NOSTRO RELATORE NEL RADUNO NAZIONALE EDIPI " AMALEK NON E' MORTO: DALL'ANTISEMITISMO ALL'ANTISIONISMO" DI TORINO NEL 2013 CON LA REALZIONE "UNA PERVICACE COSTANZA: IL PARADIGMA ANTISEMITICO NELL'ETA' DELL'ANTISIONISMO MILITANTE

La forza d’Israele, a settant’anni dalla sua costituzione in Stato, sta nell’essere non una nazione inventata, ma un popolo che ha saputo reinventarsi. Non è una formula schematica né, tanto meno, una frase fatta. Dentro la breve, giovanile e vivacissima storia di una comunità politica nazionale che ha già affrontato un grande numero di prove, c’è infatti il nesso tra resistenza e persistenza. La resistenza all’impatto della grande Storia, quella con la maiuscola, che rischia perennemente di travolgere donne e uomini, prima distruggendoli nel corpo e poi annientandone la memoria; la persistenza di ciò che chiamiamo «tradizione», laddove essa si confronta, senza soccombere o esserne soverchiata a sua volta, con la modernità dei tempi. Anche per queste ragioni l’esistenza d’Israele è per certuni uno scandalo, testimoniando della tenace volontà di continuare ad esserci, di non cedere alla tentazione di scomparire, magari facendosi dolcemente assorbire, se non assimilare, dal richiamo dell’indistinzione. Una seduzione insidiosa nell’età contemporanea, quando la soluzione ai problemi evidenziati dalla specificità culturale, religiosa e storica sembra potersi trovare solo nel cancellare la propria identità. Continua a leggere su informazione corretta

Leggi tutto...

Revive Israel:Un nuovo livello di profezia

Ministero con una visione di risveglio in Israele e nelle Nazioni

Un nuovo livello di profezia

di Asher Intrater

Il concetto di profezia si è sviluppato gradualmente in tutte le Scritture. I primi patriarchi hanno avuto molti incontri profetici diretti con Dio. Anche Mosè portò l'esperienza profetica ad un livello superiore e divenne il "padre" dei profeti. Mosè pregò affinché tutto il popolo di Dio fosse in grado di profetizzare e ricevere lo Spirito Santo (Numeri 11:29), ma questa preghiera fu esaudita solo all'effusione dello Spirito Santo alla Pentecoste / Shavuot.

Le profezie di Mosè raggiunsero il culmine alla fine della sua vita negli ultimi capitoli del Deuteronomio - suggerendo quasi tutto ciò che abbiamo nel resto della Bibbia, fino alla fine del libro dell'Apocalisse. In effetti, l'idea che il popolo di Israele sarebbe stato salvato alla fine e che questo sarebbe successo dalla "pienezza" delle nazioni gentili "provocandogli la gelosia (agli Ebrei)", qui trova la sua prima menzione, chiamando Israele " persone salvate "(Deuteronomio 32: 20-21, 33:29, Romani 10:19, 11:11, 11: 25-26).

Quando i figli d'Israele vennero nella Terra Promessa, i primi profeti (Samuele tramite Eliseo) parlarono principalmente del regno di Davide. Credevano che il regno di Dio fosse il regno di Davide. Dopo diverse centinaia di anni, i profeti realizzarono che c'era qualcosa di fondamentalmente sbagliato, perché i figli di Davide continuarono a cadere nel peccato e nell'idolatria.

Un punto di svolta avvenne quando il re Uzzia morì e Isaia ebbe una visione di un glorioso re divino (Isaia 6: 1-6; Giovanni 12: 40-41). Da quel momento in poi i profeti iniziarono a parlare del "Messia" a un livello più alto. Yeshua è rivelato come quel Re-Messia nei Vangeli. Dopo che Yeshua fu crocifisso, risorto e asceso, Dio iniziò a riversare lo Spirito Santo su tutti quelli che avrebbero creduto (Atti 2: 1-4, 17), sia ebreo che gentile. Così i doni profetici e le rivelazioni furono resi disponibili a tutti nel Nuova chiesa di alleanza o "Ecclesia" (I Corinzi 14:26, 31).

Ultimo stadio

Ora stiamo entrando nell'ultima fase della profezia biblica, la profezia dei tempi finali. Rivelazione 10:11: "... devi profetizzare di nuovo su molti popoli, nazioni, lingue e re". Questo nuovo stadio di profezia è un compimento sia della profezia israelita che della profezia della Chiesa. Se le profezie di restaurazione per la nazione di Israele sono un "occhio" e le profezie della "pienezza" dell'Ecclesia mondiale sono l'altro "occhio", allora è ora di aprire entrambi gli occhi !! Questo potrebbe accadere solo dopo una storia di duemila anni in cui ora il resto messianico in Israele e l'Ecclesia internazionale stanno entrambi entrando nella loro "pienezza" (Romani 11:12, 15, 25).

Il profeta Isaia disse: "Lo Spirito del Signore Dio è su di Me, perché il Signore mi ha consacrato per predicare la buona novella ai poveri ..."- Isaia 61: 1 Yeshua ha citato questo versetto nel vangelo di Luca. Il secondo versetto di Isaia 61*recita "proclamare l'anno accettabile del Signore". Nei vangeli, la citazione termina qui. In Isaia il versetto prosegue dicendo: "(proclamare) il giorno della vendetta del nostro Dio*". La prima parte della profezia riguardava il messaggio di grazia e salvezza di Yeshua, che iniziò in quel momento, ma il "giorno della vendetta" doveva arrivare molto più tardi alla fine dei tempi. Avverrà alla seconda venuta di Yeshua durante un periodo di giudizio e guerra. Yeshua guiderà un esercito dal cielo per distruggere i malvagi, liberare i demoni dal pianeta, resuscitare i morti e istituire il suo regno. *Rivelazione 11:15*: "... i regni di questo mondo sono diventati i regni del nostro Signore e del suo Cristo. E regnerà per sempre.

" La "Profezia" biblica oggi include la condivisione del Vangelo, incoraggiando la chiesa, la restaurazione di Israele e anche confrontando le nazioni con il regno che sta per arrivare: "Il re sta tornando per riprendere i regni di questo mondo."

Questo tipo di profezia era non completamente possibile fino alla nostra generazione. Credo che Dio stia offrendo una "duplice" unzione profetica per permetterci di parlare del destino di Dio per Israele, la Chiesa e le Nazioni in questi tempi finali.

Revive Israel

Moshav Yad HaShmona

Israel 90985

Leggi tutto...

Cosa c’è dietro alla marcia di Gaza

Analisi tratta dal Times of Israel

Giusto nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, nel 2005 Israele si è ritirato unilateralmente dalla striscia di Gaza sulle linee precedenti la guerra del ’67, ha sgomberato migliaia di civili israeliani dalle loro case e ha smantellato tutte le strutture militari che aveva creato nella striscia.

A Gaza non c’è più nessuna presenza fisica d’Israele e Israele non avanza nessuna rivendicazione territoriale sulla striscia di Gaza. Giusto nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, Hamas, un’organizzazione islamista terroristica che mira dichiaratamente alla distruzione di Israele, ha preso il potere a Gaza nel 2007 con un sanguinoso colpo di stato contro le forze del presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Dopo aver tentato invano di piegare Israele terrorizzandolo con la tattica degli attenti suicidi che hanno seminato stragi nelle città israeliane durante la cosiddetta Seconda intifada, dopo che ha preso il controllo su Gaza, Hamas ha proseguito il tentativo di terrorizzare Israele lanciando indiscriminatamente migliaia di missili e razzi al di là del confine. Non fosse stato per il sistema di difesa antimissilistica “Cupola di ferro” e per le puntuali reazioni delle forze di difesa israeliane contro rampe e arsenali, buona parte di Israele sarebbe stato ridotta in macerie secondo le speranze di Hamas.

Hamas ha anche incessantemente scavato tunnel per infiltrazioni terroristiche che passano sotto il confine: un’altra via escogitata dai terroristi che Israele, a quanto pare, sta gradualmente chiudendo grazie all’azione delle sue forze armate e a nuove tecnologie e barriere sotterranee. Giusto nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, Hamas ha cinicamente e implacabilmente sfruttato gli abitanti di Gaza – gran parte dei quali l’aveva - no votata nelle elezioni del gennaio 2006, mai più riconvocate – ammassando razzi ed esplosivi a ridosso o persino all’interno di moschee e scuole, lanciando razzi dalle aree residenziali, scavando i tunnel a partire da case e istituzioni civili.

Continua a leggere su informazione corretta

Leggi tutto...

Il nuovo asse imperialista riunito per spartirsi la Siria

Il Giornale, 05 aprile 2018

E' davvero la nemesi di ogni processo di pace il fatto che le sciagure della Siria e la sua risoluzione siano finite ieri nelle mani del gatto, Tayyip Erdogan, la volpe, Hassan Rouhani e il padre nobile, Vladimir Putin. Che foto opportunity, il mondo del nuovo imperialismo in una sola foto. Il loro incontro ad Ankara ieri ha disegnato una soluzione un coacervo di interessi acuti e contrastanti, e una volontà evidente di spartizione.

Il tutto, segnato dalla bambinesca soddisfazione, peraltro autorizzata dal grande assente, che l'America di Trump sia fuori dal giuoco, errore che Trump ancora non ha capito quanto sia grande, poiché consente l'espansione dei suoi peggiori nemici in un'area volatile e pericolosissima. Trump ha annunciato il suo desiderio di salpare definitivamente le ancore, abbandonando Curdi, Yazidi, sunniti dissidenti, cristiani… Nelle mani del trio.

Dell'Europa non se ne parla nemmeno, in senso proprio. E la strage dei trecentomila continuerà. I tre protagonisti non si sono abbracciati intensivamente davanti alle telecamere, i loro scopi rimangono l'uno contro l'altro. l'Iran e la Russia sono i sostenitori di Assad, mentre Erdogan lo odia. Ma Erdogan, che assorda il mondo dando di assassino a destra e a manca, ora dimentica la ruggine con la Russia, sempre più spessa da quando nel 2015 gli buttò giù un aeroplano da guerra. Da allora, con grande preoccupazione degli alleati occidentali che siedono insieme alla Turchia nella NATO, Erdogan ha recuperato e allargato il suo rapporto, fino ad essere uno dei pochi Paesi che non hanno espulso i diplomatici Russi dopo l'attacco con gas nervino contro un'ex spia di Putin.

Continua a leggere su fiammanirenstein.com

Leggi tutto...

Il Giro d’Italia 2018 nel cuore di Israele, tra mare e deserto

Abbiamo percorso (in bici) le prime tre tappe della Corsa rosa che partirà da Gerusalemme il prossimo 4 maggio: un viaggio nella memoria tra panorami mozzafiato di Lorenzo Cremonesi, inviato a Eilat

L’inizio è subito storia. Memoria ricca, densa, fatta di pietre e muri centenari, testimoni per nulla muti con incisi i segni delle schegge e le pallottole di guerre antiche e moderne, assieme al protrarsi di tensioni acute, che durano tutt’ora. Era inevitabile, visto che la prima tappa del 101° Giro d’Italia, delle tre che tra un mese esatto si correranno in Israele, parte proprio dal cuore di Gerusalemme. Le abbiamo appena percorse in bici per il Corriere, ben consapevoli che il 4 maggio farà certamente più caldo, assieme all’incognita più grave per i corridori. Ha un nome: «hamsin», ripreso dagli arabi del deserto, che significa «cinquanta» riferito ai gradi del vento torrido che a periodi soffia dal profondo sud del Sahara, arriva al Negev per investire l’alta Galilea e può seccare la gola e la volontà anche del ciclista più agguerrito.

Continua a leggere su corriere.it

Leggi tutto...

Scontro Hamas-Israele: l’ombra del Sultano dietro l’uso delle masse?

Venerdì scorso abbiamo assistito ad un radicale cambio di strategia da parte dei palestinesi di Gaza, ed in particolare di Hamas. Non potendo più ricorrere liberamente e con successo ai razzi ed ai missili, essendo sempre più lontani dalle posizioni dell’Egitto laico di El Sisi, cercando sponda nell’Iran teocratico e nella Turchia neo-ottomana, i vertici di Hamas hanno deciso di usare le masse contro Israele.

Sì, le masse come ai tempi delle grandi carneficine della Prima guerra mondiale, quando migliaia di uomini venivano mandati incontro a morte certa simultaneamente, per conquistare pochi metri di trincee. Oggi non siamo più nel 1918 ma abbiamo osservato ancora una volta come 100 anni fa, una massa umana mandata incontro a morte certa per cercare di destabilizzare il confine con Israele. Il bilancio della giornata di scontri è stato terribile, 16 palestinesi uccisi e circa 1200 feriti. Terribile certo, anche fosse solo stata la perdita di una sola vita umana.

Ma cosa sarebbe accaduto se l’esercito di Gerusalemme avesse lasciato fare? Cosa sarebbe accaduto se i tiratori scelti dell’esercito israeliano non avessero cercato di colpire a morte principalmente gli organizzatori, o gli agitatori se preferite, ma avessero atteso che quella massa formata da oltre 20000 persone superasse i reticolati? I morti sarebbero stati centinaia.

Continua a leggere su geopoliticalcenter.com

 

Leggi tutto...

News Letter da Amzi 4 aprile 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi, 04. aprile 2018

1. Contro l'avversario invisibile

2.Giubileo in Beit Yedidia

3. Saluti dal Monte Carmelo

4. Link della settimana, appuntamenti modulo d'ordine

1. Contro l'avversario invisibile

Joseph Shulam, Netivyah Ministero di Istruzione biblica, Gerusalemme

Netivyah ha distribuito ai soldati credenti che servono nelle forze armate israeliane, regali molto speciali. Il regalo di quest'anno è stato un set di alta qualità per fare il caffè, composto da un fornello a gas, una pentola piccola, una tazza di metallo e un contenitore per lo zucchero e il caffè. Naturalmente, caffè e dolcetti non potevano mancare. Questa è una buona cosa, perché i soldati hanno bisogno di sostegno. Con questo regalo vogliamo mostrare a questi soldati che provengono da diverse comunità in Israele quanto apprezziamo il loro contributo per il nostro paese e la loro testimonianza nell’esercito. Vi esortiamo a pregare per tutti i soldati che servono Israele, particolarmente per coloro che combattono non solo contro il nemico visibile, ma principalmente contro l'avversario invisibile. Continuate a pregare per Netivyah, la comunità Roeh Israel e il nostro ministero. Per poter continuare a lavorare qui a Gerusalemme e in tutto il mondo abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore. Abbiamo bisogno delle vostre preghiere e del vostro sostegno. Netivyah utilizza l'80% di tutti i fondi per realizzare i progetti che mettiamo in atto: il nutrimento dei poveri, il sostegno della comunità di Roeh Israel e la diffusione del Vangelo in molti luoghi del mondo. Sosteniamo anche il programma radiofonico Kol HaYeshua con l'aiuto e la cooperazione di Trans-World-Radio.

2.Giubileo in Beit Yedidia

Michael e Marianne Yaron, Comunità Tehilat ya, Rishon LeZion

All'inizio di febbraio siamo andati ancora una volta a Beit Yedidia una residenza messianica che si trova ad Haifa. Abbiamo trascorso un tempo meraviglioso insieme! Tra le altre cose, questo week-end nella comunità ha offerto l'occasione perfetta per celebrare il nostro decimo anniversario. Alcuni di noi sono nella Comunità fin dall'inizio, altri si sono uniti nel corso del tempo. È stato quindi interessante vedere una breve film con molte foto che mostrano la vita della comunità fin dal principio. I nostri ragazzi hanno recitato alcune scene teatrali molto divertenti ed hanno anche eseguito alcune canzoni di adorazione (da quasi un anno suonano insieme come una giovane band). Siamo stati felici di vedere che l’aggiornamento del nostro sito web, che durava ormai da diverso tempo, è stato completato proprio in occasione di questo week-end. Al momento il sito è solo in inglese, ma abbiamo in programma di aggiungere altre lingue. Come prima, si può vedere chi siamo, ciò che crediamo e facciamo, ma ora ci sono anche video di seminari e studi biblici che possono essere visti on line tramite You-tube. C'è un link per il live streaming e per la nostra pagina Facebook. Inoltre, ci sono testi da leggere come la Parasha settimanale (parola per la settimana) e una pagina per i Blog (con le opinioni bibliche su argomenti politici). Come ho detto, abbiamo trascorso un tempo pieno di benedizioni a Beit Yedidia: durante la festa di compleanno della Comunità, varie persone hanno testimoniato su come la Chiesa benedice la loro vita. Alcuni erano lì per la prima volta, ma c'erano anche altri che, dopo un lungo periodo di pausa hanno partecipato di nuovo al weekend della Comunità.

Due persone hanno invitato Yeshua nei loro cuori.

Richieste di preghiera: Ringraziamo Dio per i cambiamenti positivi nella Comunità

Ringraziamo Dio per i nuovi membri della Comunità Tehilat-yah.

Ringraziamo Dio per l'Alleanza Rishon Ringraziamo Dio per il nostro weekend a Beit Yedidia

Ringraziamo Dio per la sua fedeltà negli ultimi dieci anni

Ulpan (Corso di Ebraico): preghiamo che Dio ci conduca alle persone che sono aperte al Vangelo, in modo che possiamo accompagnarle attraverso un corso Alfa a trovare la fede in Yeshua.

Servizio per i bambini e i giovani: preghiamo per protezione e saggezza per noi genitori. Spesso sembra che il mondo abbia molta più influenza sui nostri bambini piuttosto del nostro insegnamento e dell'educazione ricevuta in casa e nella comunità.

Una casa per la comunità Tehilat-yah: continuiamo a pregare per un posto dove istituire un centro comunitario, perché il luogo dove ci incontriamo è diventato troppo piccolo per noi. Dio conosce il momento perfetto. Lo ringraziamo per quello che ha preparato per noi.

3. Saluti dal Monte Carmelo

Vladimir Tsapar, Kehilat Ha Carmel, Haifa

Calorosi saluti dal Monte Carmelo, dove i coloratissimi fiori sbocciano sulla collina e gli alberi da frutto fioriscono! Dopo il digiuno di tre giorni di Esther, abbiamo iniziato il mese di marzo con una festa Purim nella nostra comunità, in occasione della quale giovani e vecchi, vestiti in costume, hanno celebrato la liberazione del popolo ebraico dal piano malefico di Haman, come è scritto nel libro di Esther. Anche oggi esistono tali "Haman" che continuano a minacciare la nostra esistenza come nazione. Ora tutti in Israele si stanno preparando per la celebrazione della Pasqua di quest'anno che inizia la sera del 30 di marzo al tramonto e prosegue per 7 giorni con la festa dei Pani azzimi per commemorare la liberazione miracolosa dei figli d'Israele dalla schiavitù d’Egitto. Il profeta Geremia ci dice anche: "Perciò ecco i giorni vengono, dice il Signore, in cui non si dirà più:" per la vita del Signore che condusse i figli di Israele fuori dal paese d'Egitto ", ma:" per la vita del Signore che ha condotto gli figli di Israele fuori dal paese del Settentrione e da tutti i Paesi nei quali li aveva scacciati”. Io li ricondurrò nel loro Paese che avevo dato ai loro padri ". (GER. 16:14-15). Dio ha adempiuto questa promessa dalla "ri-nascita di Israele" fino ad oggi e continua a farlo. Pregiamo che mentre in ogni casa in Israele viene preparata la tavola per la serata Seder, molti occhi si aprano e capiscano il piano di salvezza di Dio, cioè che il nostro agnello di Pasqua, Yeshua ci ha portato "dalla schiavitù della corruzione alla gloriosa libertà dei figli Dio." (RM. 8,21).

4. Link della settimana appuntamenti  modulo d'ordine

Yeshua è risorto! (solo in inglese)

Https://youtu.be/KaGFs56BMr4<https://youtu.be/KaGFs56BMr4>

*amzi-focus-israel.net

Leggi tutto...

EVENTO ETTORE CASTIGLIONI: SECONDA FASE

"Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà"; questo è il testo di Genesi 12:3 che citiamo sempre nei confronti di quanti agiscono a favore degli ebrei e chi invece non lo fa.

La vicenda umana di Ettore Castiglioni, alpinista, partigiano, pianista e scrittore, morto in circostanze misteriose dopo aver salvato decine di persone, tra cui molti ebrei non rappresenta un paradigma calzante a tal riguardo: si impegna a benedire gli ebrei fino a salvar loro la vita ma lui la perde. Ecco in breve la sua storia.

Nel 1943, dopo l'Armistizio dell'8 settembre, Ettore Castiglioni si trovò nel ruolo di Ufficiale degli alpini in una situazione anomala: l'abbandono dei vertici militari delle proprie truppe lasciate allo sbando ed al rischio di arresto e deportazione in Germania da parte dei nazisti. Decisosi di aiutare i suoi ragazzi con cui aveva svolto vari corsi d'alpinismo sulle Dolomiti, Castiglioni abbandonò, con alcuni di loro, la caserma di Aosta, e con alcuni muli e vario vestiario fuggì in una baita posta in alta Valpelline sul confine svizzero. Iniziò un'attività di passatore per salvare oltreconfine vari perseguitati politici. In tali operazioni ad alto rischio salvò alcuni parlamentari perseguitati dai fascisti, tra cui Luigi Einaudi, sua moglie ed il figlio.

Quest'ultimo, in seguito divenne il primo Presidente della Repubblica Italiana e nel suo diario pubblicato, menzionò la vicenda del suo salvataggio. Tra i vari perseguitati che chiesero a Ettore un aiuto, vi erano molte famiglie di ebrei. Una in particolare di nome Bier, fu citata nei diari pubblicati post-mortem dello stesso Castiglioni. I Bier erano ebrei di origini croate, lui era un chimico enologo e diede incarico ad Ettore di ricuperargli una valigia preziosa e di inviargliela poi in Svizzera ove era rifugiato dopo il salvataggio e la fuga, resi possibili appunto dall'accompagnamento di Castiglioni. Castiglioni eseguì, ma l'intercettazione del contenuto di essa da parte dei doganieri, costò il successivo arresto di Ettore. Si venne in seguito a sapere, durante gli interrogatori da parte del magistrato elvetico, che nella valigia vi erano vari nomi di (forse) altri ebrei da salvare, e oggetti di valore e vari gioielli di proprietà della famiglia Bier. L'invio di valuta in Svizzera da parte di Castiglioni fu verosimilmente il motivo che, associato al sospetto di trasportare immigrati clandestini oltre confine, procurò l'arresto per il previsto successivo rimpatrio di Ettore, destinandolo alla certa prigionia fascista.

Durante la notte dell'arresto tentò la fuga, trovando purtroppo la morte per assideramento a causa di una tempesta di neve.

Questa la vicenda umana che vorremmo portare alla luce per un giusto riconoscimento ad un eroe che sacrificò la vita per salvare persone innocenti dalla barbarie nazi-fascista. Io sono convinto che il principio biblico della benedizione verso quanti benedicono Israele sia valido anche per il caso Castiglioni. Il senso della mia convinzione stà nel fatto che qui c'è una benedizione latente destinata a quanti si prodigheranno a riesumare la vicenda di Ettore Castiglioni in un periodo di recrudescenza di un subdolo antisemitismo mascherato di antisionismo. L'esempio del sacrificio di Ettore Castiglioni serve a svegliare le coscienze dei nostri giovani intorpidite da un mondo senza valori.

Il progetto che stiamo costruendo, segue la prima iniziativa del dicembre 2017 con il viaggio du Hanukkah in Israele, che ci ha portato a ricordare la figura di Ettore a Gerusalemme, nella sede di Keren Hayesod e poi a Tel Aviv presso l'Istituto Italiano di Cultura dell'Ambasciata di Israele in Italia. In questa prima fase è stato preparato un diploma di riconoscimento per l'operato di Ettore Castiglioni a favore degli ebrei, consegnato poi in Italia al nipote vivente. Ora pensiamo di allestire, nel mese di giugno, un evento a Milano con una petizione per una targa commemorativa da affiggere all'Auditorium "Luigi Einaudi" nel Villaggio Goldstein a Gerusalemme con relativa donazione a Keren Hayesod.

Nella seconda metà di agosto inoltre è prevista la visita all'Auditorium "Luigi Einaudi", che ricordiamo fu uno dei salvati, assieme a molti ebrei, da Ettore Castiglioni: quale luogo più adatto di questo per immortalare il ricordo di chi lo scampò da morte certa? Evangelici d'Italia per Israele invita quanti siano interessati a partecipare al perfezionamento di questa iniziativa di contattarci direttamente allo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 3475788106

Leggi tutto...

Dove ci portano i risultati elettorali

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

IC si occupa di Medio Oriente e di antisemitismo, non dunque direttamente di politica italiana. Ma il risultato delle elezioni di ieri costituisce un tale sconvolgimento del quadro politico del nostro paese e il principale vincitore, il Movimento 5 stelle, è così pericoloso per la democrazia italiana (e dunque per le minoranze che ne fanno parte, compresa quella ebraica) e così segnato da posizioni antisraeliane prese dai suoi principali leader e ministri designati, che non possiamo non occuparcene. Uno dei modelli più stimolanti della politica trae spunto dai mercati.

Continua a leggere su informazione corretta

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS