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Attualità (435)

Lo spettacolo della sinagoga di Conegliano...a Gerusalemme

Martedì 10 ottobre, 36 trevigiani ( alcuni partecipanti nella foto di Federico Longhi) hanno potuto ammirare la Sinagoga di Conegliano, che nel 1952 venne trasportata a Gerusalemme e collocata al centro della Città, vicino alle Mura storiche.

E' stata una tappa significativa del tour culturale, organizzato dai coniugi Graziella e Dante Dal Cin di Godega di Sant'Urbano. La comitiva è stata accolta da Raul Fresard, custode della Sinagoga, frequentata per l'80% da ebrei italiani, che utilizzano la nostra lingua per i loro riti religiosi, continuando le tradizioni ebraiche, come le altre due Comunità di Roma, anch'esse presenti a Gerusalemme.

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La speranza che viene dall'Unesco

IC7 - Il commento di Andrea Jarach Dall'8 al 14 ottobre 2017

Quando tutti eravamo pronti a dare per morto l’Unesco a causa delle sue folli deliberazioni volte a escludere Israele dal consesso delle nazioni è avvenuto il miracolo. Direttore della organizzazione internazionale è divenuta Audrey Azoulay altissima funzionaria dell’amministrazione francese (ex ministro della cultura con Hollande). Stava per essere eletto il rappresentante del Qatar. Noto ormai più per le sue posizioni antisemite che per altri meriti culturali.

Solo un regista dell’orrore può immaginare cosa sarebbe successo nel caso di quella elezione. A causa delle maggioranze automatiche dei membri islamici uniti già di recente avevamo assistito a tanto antisemitismo fino a causare l’annuncio dell’abbandono dell’organizzazione da parte degli USA seguito da quello del governo di Israele.

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EDIPI ha scoperto un nuovo "Perlasca "

EDIPI ha scoperto un nuovo "Perlasca " e programma un viaggio unico nel suo genere, per ricordarlo e rimarcare la fonte di benedizione per chi ha dato la sua vita per salvare ebrei: Ettore Castiglioni.

Il viaggio prevede la risposta provocatoria dell'archeologo Dan Bahat all'Unesco:

CON LE DELIBERE DELL'UNESCO DALLA STORIA ME NE ESCO.

Inoltre ci saranno due riunioni inportanti: alla sede generale di Keren Hayesod di Gerusalemme e all'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv. Le partenze sono previste da Milano, Venezia e Roma.

SAREBBE IMPORTANTE UNA FOLTA RAPPRESENTANZA DALL'ITALIA PER RIMARCARE UN EVENTO ECCEZIONALE!

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EC4I - Comunicato stampa - Il prossimo direttore generale dell'UNESCO........

Il prossimo direttore generale dell'UNESCO deve rispettare la scienza e la cultura

Bruxelles – 11 ottobre 2017

“L'elezione, in questa settimana, del nuovo direttore generale dell'agenzia dell'ONU per l'istruzione, la cultura e la scienza è un'occasione d'oro per gli stati membri per rinnovare il proprio impegno nei confronti dei valori e dei principi della carta dell'ONU, eleggendo un candidato che rispetti pienamente la scienza e che promuova una cultura di dialogo e coesistenza” ha affermato il fondatore e direttore di ECI *Tomas Sandell*, prima della votazione finale a Parigi.

All'inizio della settimana, nella prima votazione, il candidato del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari ha ottenuto 19 voti su 58, seguito dal francese Audrey Azoulay che ha ottenuto 13 voti. Una ricerca del centro Simon Wiesenthal ha rivelato che Al-Kawari è stato il supervisore sulla distribuzione di materiale antisemitico, mentre era ministro della cultura nel suo paese e la sua canditatura è stata contestata dalla delegazione israeliana.

La comunità internazionale, guidata dalla delegazione USA, ha espresso una forte preoccupazione riguardo alle recenti risoluzioni della agenzia dell'ONU di Parigi che ha ripetutamente negato qualsiasi legame storico degli erbrei con i luoghi sacri in Isarele e nei territori palestinesi.

Lo scorso anno, i 58 stati membri, fortemente presenti nel comitato esecutivo guidato dal Qatar, hanno dichiarato che la tomba di Rachele, ad Hebron, era un luogo esclusivamente musulmano. Allo stesso modo il comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO aveva già inserito il Muro Occidentale nella sua lista dei siti protetti, usando solo il nome arabo. Sandell ha aggiunto che “questa cultura del falso storico e politicizzato deve avere una fine se l'organismo dell'ONU vuole che la propria reputazione venga mantenuta, come agenzia per l'istruzione, scienza e cultura”.

In aprile, la direttrice generale uscente dell'UNESCO Irina Bokova aveva inviato una dichiarazione alla Conferenza Programmatica Annuale di ECI, nel parlamento europeo, nella quale chiariva la propria posizione su Gerusalemme. Nella dichiarazione, mandata dal direttore dell'UNESCO Gene Seiti, ella riafferma il legame storico tra il popolo ebraico e Gerusalemme dicendo che: “Gerusalemme è la capitale del Re *Davide*, in cui *Salomone* costruì il tempio e vi collocò l'Arca del Patto. Negare, nascondere o cancellare ogni tradizione ebraica mina alla base l'integrità dei siti e va contro la ragione per cui tali siti sono stati iscritti come patrimonio dell'umanità”.

Il segretrario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha perso anch'egli pubblicamente le distanze dalle recenti risoluzioni dell'UNESCO affermando che : “non vi è alcun dubbio che ci sia stato un tempio ebraico a Gerusalemme”. “Il prossimo direttore generale dell'UNESCO deve essere un riformatore che rinnovi la fiducia nell'agenzia dell'ONU esprimendo un pieno rispetto per le inconfutabili scoperte scientifiche e promuovendo una cultura di dialogo e coesistenza” ha concluso Sandell. Leggi articolo su EC4I

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Yom Kippur

Nel calendario ebraico il 10° giorno di Tis'ri è il giorno dello Yom Kippur e tutto Israele si ferma, raccogliendosi in preghiera, digiunando facendo autoanalisi, riflessione e pentimento.

E' il giorno più sacro del calendario ebraico e si rifà a quanto indicato in Lev.16:10. Il profeta Daniele sapeva che questa ricorrenza sarebbe stata di estrema importanza nel piano di Dio per il futuro e ne descrisse la valenza nel suo libro (Dan.9:24). Proprio come la crocefissione rappresentò il compimento della Pasqua nei minimi dettagli, la Scrittura indica la promessa di ciò che accadrà in questo giorno: la seconda venuta di Gesù Cristo (non sto parlando del rapimento) che dovrebbe verificarsi dopo 2520 giorni, 7 anni profetici da 360 gg., a partire dalla data in cui Israele firmerà un accordo di pace di 7 anni con l'anticristo.

Quando l'anticristo apparirà, la vera sposa di Cristo non ci sarà già più, ma lo Yom Kippur ci ricorda che la Chiesa dovrebbe predicare il pentimento prima del rapimento. Nei primi capitoli dell'Apocalisse, nel messaggio a 7 chiese, c'è l'invito a 5 di pentirsi: io penso che anche oggi ci siano cinque chiese su sette e cinque credenti su sette che devono pentirsi. La chiave della rinascita è il pentimento: "Tornate a me e io tornerò a voi..." (Mal.3:7).

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A cosa servono i muri di Israele

La strage di ieri fuori Gerusalemme ci ricorda a cosa servono di Giulio Meotti

ROMA - Qualche giorno fa il governo spagnolo ha annunciato di voler investire altri dodici milioni di euro nel muro che sigilla le sue due enclave, Ceuta e Melilla, contro le infiltrazioni di migranti. La barriera è stata costruita coi soldi dell'Unione europea. "Il muro che chiude l'Europa", hanno scandito le ong, dopo gli scontri nelle enclave fra migranti e polizia spagnola. Intanto, l'Agenzia per la protezione dei confini degli Stati Uniti diffondeva i prototipi del muro avviato da Bill Clinton e che Donald Trump vorrebbe continuare al confine con il Messico. Nel frattempo, il trentottesimo parallelo, dove c'è il confine fortificato fra la Corea del nord e quella del sud, diventava il posto più caldo della terra. Tutte queste tre barriere sono state costruite per impedire il passaggio di popolazioni, per tenere fuori qualcuno. Lo stesso vale per il muro al confine fra India e Kashmir, il "muro della vergogna" del Marocco nel Sahara o quello che i ricchi sceicchi degli Emirati arabi hanno fatto costruire al confine con il più povero Oman, per citare altri tre fra i cinquanta muri sparsi nel mondo. Poi ci sono le barriere di Israele, dove ieri si è consumato un nuovo terribile attentato. Era mattina, quando un palestinese di nome Nimer Jamal, che su Facebook aveva appena scritto di "temere solo Allah", con il suo permesso di lavoro si stava avvicinando alla barriera posta a protezione dell'insediamento di Har Adar, poco fuori Gerusalemme, nella cosiddetta "seam zone" a ridosso del fence antiterrorismo. Al checkpoint, i soldati israeliani lo hanno fermato. Jamal ha tirato fuori la pistola e ha ucciso tre israeliani. A Gaza, i palestinesi per strada hanno subito distribuito dolci ai passanti, mentre Hamas salutava "la nuova fase dell'Intifada al Aqsa". "Questo attentato è il risultato del sistematico incitamento all'odio da parte dell'Autorità palestinese", ha detto il premier Benjamin Netanyahu. L'attacco ha dimostrato l'importanza del sistema di checkpoint e fence che Israele negli anni ha eretto a protezione di Gerusalemme. "La barriera ha fatto il suo lavoro", ha detto ieri Nitzan Nuriel, l'ex direttore del bureau antiterrorismo del primo ministro. 60 israeliani sono stati uccisi in attacchi terroristici dall'inizio dell'ultima ondata di violenze, nel settembre 2015. Due settimane fa lo Shin Bet, il servizio segreto interno israeliano, ha reso noto che soltanto nel 2017 Israele ha sventato 200 attacchi terroristici. Eppure, solo le barriere israeliane sono condannate dalla Corte internazionale di giustizia, solo "i muri" di Israele sono trasformati nella mecca degli attivisti della "pace" e solo le sue recinzioni sono condannate dall'opinione pubblica e dai media occidentali. Eppure, nessuno dei paesi recintati e citati sopra vengono infiltrati con il "sacro" scopo di uccidere persone innocenti. Tijuana, la città-simbolo del muro che divide Usa e Messico, non è Qalqilya, la città palestinese a quindici chilometri da Tel Aviv, nota come "Hotel Paradiso", perché utilizzata da tanti terroristi come punto di passaggio in Israele. E' vero che chiunque passa da un punto di controllo israeliano viene potenzialmente trattato come ostile. E' vero che i controlli sono spesso un insulto alla vita quotidiana palestinese. Ma senza i checkpoint, le recinzioni, i blocchi stradali e le barriere, Israele non sarebbe in grado di esistere. E' questo che ci ricordano i tre morti israeliani di ieri. Art. tratto da il Foglio

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News da Amzi, 25 settembre 2017

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele

amzi, 25 settembre 2017 Shana Tova! Buon anno 5778!

1. In Turchia

2. Nel mezzo della notte

3. Unità al centro di riabilitazione

4. Carcasi aiuto

1. In Turchia

Comunità messianica Grazia e Verità, Rishon LeZion

A Marzo abbiamo mandato Bill, un membro della nostra chiesa, in una breve missione in Turchia. Per noi era importante che Bill lavorasse sotto la guida di una chiesa locale e così il suo primo volo lo ha portato a Izmir, dove il nostro pastore è in contatto con una chiesa riformata. Dopo aver incoraggiato per qualche tempo quella chiesa, ha proseguito il viaggio ad Antalya, una città turistica nominata già negli Atti degli Apostoli 14:25 con il nome di Attalia. Lì abbiamo contatto con una chiesa iraniana che ha bisogno di letteratura e in particolare di Bibbie in lingua farsi (persiano). La chiesa si trova in una situazione speciale: sta crescendo rapidamente per l’arrivo di numerosi rifugiati. Molti di loro si uniscono alla chiesa perché sperano di essere così riconosciuti come rifugiati e di poter continuare il viaggio verso l’Europa. Dio usa queste circostanze per raggiungere le persone. La nostra chiesa ha mandato ad Antalya un gran numero di libri e di scritti in farsi. Pregate che le persone lì imparino a conoscere Gesù.

2. Nel mezzo della notte

Rachel Netanel, Beth Netanel, Gerusalemme/

Di recente, nelle vicinanze della nostra abitazione si è rotta una tubatura dell’acqua per cui non abbiamo più avuto acqua in casa. Anche la nostra vicina, che continua a odiarci anche dopo tanti anni, ha subito la stessa sorte. Abbiamo telefonato alle autorità cittadine e dopo poco tempo sono arrivati degli operai che ci hanno assicurato di riparare il danno. Così mi sono messa in cammino per fare la spesa. Quando sono ritornata, gli operai erano partiti ma l’acqua ancora non arrivava. Telefonando un’altra volta in comune, l’impiegato mi ha assicurato che gli operai avevano fatto tutto il necessario e che la mancanza di acqua doveva essere causata da un problema in casa nostra. Ho chiamato l’idraulico che è venuto subito, ha fatto un sopralluogo e mi ha spiegato che al momento non arrivava proprio acqua dalla rete cittadina alla nostra casa. Questa volta ho chiesto a lui di telefonare in comune e di spiegare la situazione. Quando infine sono arrivati due operai erano le dieci di sera. Uno di loro era già stato qui e ha ipotizzato che il collega sia stato corrotto dalla vicina, per cui non aveva riallacciato il nostro impianto alla rete cittadina. Gli operai hanno lavorato fino alle due di mattina per rimettere a posto tutto. Ho preparato loro del succo di frutta fresco e, mentre hanno ascoltato con grande interesse, ho spiegato loro il mio lavoro. Uno degli operai ha intenzione di tornare a casa nostra insieme con la moglie perché io possa raccontare tutto anche a lei. Gli ho detto che Dio era cosciente del suo interesse e che per questa ragione ha permesso il guasto alla tubatura.

3. Unità al centro di riabilitazione

Centro di riabilitazione Beth HaJeshua, Gerusalemme

Al momento al centro di riabilitazione vivono uomini provenienti da ambienti totalmente diversi. Uno di loro è Amir, cresciuto in una famiglia di beduini islamici. Altri assolventi del nostro programma sono ebrei russi immigrati dall’ex Unione Sovietica. Questa varietà da una parte è una sfida che richiede impegno, dall’altra vale la pena. Abbiamo l’impressione che Dio ci abbia chiamati ad accogliere nel nostro centro anche uomini arabi. „Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione, … per creare in sé stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace“ (Ef 2:14 e15).

4. Carcasi aiuto

Opera di discepolato Lech Lecha

Nove mesi fa la famiglia del nostro collaboratore arabo-cristiano Ibrahim ha accusato un grave colpo: a Nivin, moglie e madre, è stato diagnosticato un tumore al cervello. Grazie a Dio, con un solo intervento chirurgico il tumore è potuto essere asportato. Oggi Nivin continua a riprendersi dai postumi di tale operazione; è seduta in una sedia a rotelle e non può occuparsi personalmente dei lavori domestici. Ibrahim, il marito di Nivin, collabora da più di quattro anni con Lech Lecha e Netivah. Da quando la moglie si è ammalata, è prevalentemente a casa e non è potuto ritornare in servizio. Dato che Nivin non è riconosciuta dall’assicurazione nazionale contro la malattia, non percepisce alcun sostegno da parte dello stato. Per questa ragione siamo alla ricerca di una volontaria che sia disposta ad aiutare Nivin, a curarsi della casa e dei suoi figli. - Lingue: arabo, ebraico o inglese - Durata: sei mesi, a partire da ottobre o novembre - 5 giorni la settimana, 10 ore al giorno - Denaro per piccole spese, vitto e alloggio. Per ulteriori informazioni rivolgetevi in lingua inglese a Talia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Pregate per Nivin e la sua famiglia.

 

focus-israel.net

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IL PRIMO MATRIMONIO MESSIANICO CELEBRATO IN ITALIA

Domenica 2 luglio 2017, a Scandiano (RE) si è celebrato il matrimonio ebraico messianico tra Paolo Puglia-Melli & Ecaterina Boroda.

Gli sposi risiedono a Lugano in Svizzera e hanno deciso di celebrare il giorno delle loro nozze in Italia, in una villa privata assieme a parenti ed amici. La cerimonia è stata celebrata dal pastore Puglia-Muller della comunità messianica Svizzera francese.

L'arrivo dello sposo, accompagnato dalla madre, è avvenuto sulle note della canzone Gadol Elohai. Mentre la sposa è arrivata accompagnata dal padre, al sottofondo di Boi Beshalom.

E dopo una lettura biblica sul fondamento della famiglia e sull'amore di Dio, gli sposi anno pronunciato il loro "Si lo voglio" alla presenza dei reciproci testimoni e con la benedizione dell'officiante; per poi firmare la Ketubah, il contratto matrimoniale ebraico.

La cerimonia si è conclusa con la tradizione aschenazita della rottura del calice da parte dello sposo, in ricordo del tempio di Gerusalemme. E subito dopo l'apertura delle danze di festeggiamento unitamente al pranzo in linea Kasher, hanno caratterizzato questa giornata di festa.

Addobbi floreali di rose e foglie di ulivo erano le decorazioni principali, e i tavoli in tutto erano dodici, in ricordo delle tribù di Israele, e su ogni tavolo c'era lo stemma e il nome della rispettiva tribù.

Sul tavolo degli sposi era il leone di Giuda, tribù di provenienza dello sposo.

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La storia di due gemelle friulane: lasciano l'Italia e si arruolano al fronte nell'esercito israeliano

Noah e Coral Da Ros sono nate a Sacile. La mamma è portavoce dell'associazione Italia-Israele di Rosario Padovano Due ragazze nate in Italia serviranno l'Esercito di Israele: hanno giurato pochi giorni fa. Sono cresciute nella provincia di Pordenone, sono entrambe di Sacile. Si tratta di Noah e Coral Da Ros, gemelle, 20 anni, diplomate nel 2016 al Liceo Pujati nella città del Livenza e figlie di Anati Hila Levi, portavoce dell'associazione Italia - Israele, molto attiva in Friuli Venezia Giulia. Il loro giuramento è coinciso con la festività del Capodanno ebraico. Ma c'è di più. Nell'oceano di emozioni che queste due giovani originarie di Sacile stanno provando in questi giorni c'è stato un incontro molto emozionante, con la nonna materna che ha assistito al loro giuramento.

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Mezzogiorno di ferro e fuoco?

Già nei mesi scorsi alcuni esponenti del Movimento cinque stelle hanno presentato, nei rispettivi C

onsigli regionali di diverse regioni del Sud (Puglia, Campania, Abruzzo, Molise), una mozione affinché venga istituita in una specifica data di ogni anno, al momento identificata con il 13 febbraio, la ricorrenza della «Giornata della Memoria per le vittime meridionali dell’Unità d’Italia». Al ricordo di coloro che perirono in ragione dei combattimenti che si accompagnarono alle campagne militari ma anche e soprattutto delle violenze che vengono attribuite alle forze armate piemontesi, nelle intenzioni degli estensori e dei promotori dell’iniziativa – che deve essere approvata dalle quattro assemblee legislative regionali nella loro individualità – dovrebbe accompagnarsi anche quello dei «paesi rasi al suolo». Il parlamentare pentastellato Sergio Puglia, intervenendo nell’aula del Senato il 28 febbraio 2017, aveva caldeggiato una tale deliberazione, inoltre affermando che: «Il tempo è maturo per fare una riflessione e analizzare cosa accadde alle popolazioni civili meridionali e quanto ancora ci costa nel presente. Nei testi scolastici si fa appena un accenno. Chiediamo solo la verità». Peraltro, a rinforzare il concetto, lo stesso senatore aveva ribadito, in quella occasione, che: «Se io fossi uno scrittore contemporaneo avrei iniziato così il mio libro: “non sapevo che durante l’annessione fecero al Sud quello che i nazisti avevano fatto a Marzabotto e cancellarono per sempre molti paese […]

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