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Attualità (485)

Perché gli arabi odiano così tanto i palestinesi?

Analisi di Mordechai Kedar

(Traduzione di Rochel Sylvetzky, versione italiana di Yehudit Weisz)

In Israele, e in molti paesi occidentali, tendiamo a pensare che il mondo arabo sia unito alla causa palestinese, animato dall’ardente desiderio di risolvere il problema dei palestinesi dando loro uno Stato, e che tutti gli arabi e i musulmani, come i palestinesi, odino Israele. Questa visione è semplicistica e fuorviante, perché mentre è vero che molti, forse anche la stragrande maggioranza, di arabi e musulmani odiano Israele, ce ne sono molti che odiano altrettanto i palestinesi. Odiano Israele, perché è riuscito a sopravvivere a dispetto di guerre, terrorismo, boicottaggi e odio ; per il fatto che esiste uno Stato ebraico nonostante che l’ebraismo non abbia alcun senso, visto che la “vera religione” è l'Islam; perché Israele è una democrazia, mentre loro vivono sotto dittature, perché Israele è ricco e loro sono poveri, perché Israele è un paradiso rispetto ai Paesi arabi, molti dei quali sono all’ultima fermata prima dell'inferno (vedi Siria, Iraq, Libia, Yemen, Sudan - e la lista continua) ... e soprattutto, perché Israele ha avuto successo in campi in cui loro hanno fallito, e la gelosia li fa impazzire. Ma perché dovrebbero odiare i “poveri” arabi palestinesi? Dopo tutto, la narrativa araba dice che la terra degli arabi palestinesi è stata rubata e sono stati costretti a vivere come rifugiati.

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RISPOSTA AD ALESSANDRO JOVINO SU "POPOLO EVANGELICO SII PRUDENTE" CON ISRAELE NON SI SCHERZA.

Caro Alessandro,

ho letto con interesse il tuo resoconto e ti invio alcune mie considerazioni in merito che probabilmente possono servirti ad un quadro più omogeneo della situazione. Anche se ci siamo incontrati forse un paio di volte in occasioni di incontri organizzati dal past. Bruno Ciccarelli, vorrei sottolinearti l'operato di Evangelici d'Italia per Israele (EDIPI) nel coinvolgimento all'operazione Har Hevron.

Inoltre devi considerare che gli incontri recenti di Palermo e Catania (in quest'ultimo ho partecipato) hanno avuto due preamboli al Centro Uria in autunno e a Torino a gennaio. In entrambi ero presente e se ti ricordi, ti avevo segnalato l'evento al Centro Uria e non essendoci il sen. Malan, forse non era in evidenza nella tua agenda. Anche a Torino non c'eri nel work-shop condotto da Walter Lento assieme al senatore Malan, il pastore Corrado Maggia e il sottoscritto: in maniera emblematica siamo tutti e quattro associati ad EDIPI!

Condivido con te l'importanza degli incontri siciliani vista la presenza degli ospiti israeliani, ma avendo partecipato a tutti e tre gli incontri con un mio contributo diverso a seconda dell'auditorio presente, posso garantirli sull'evoluzione del progetto nel suo insieme e nel contempo un ridimensionamento del coinvolgimento mio personale e di EDIPI come associazione. Per chi è stato attento a Catania, questa mia è stata una decisione maturata in risposta alla prima domanda di Walter e a cui ho fatto un preciso riferimento evangelico: "Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinchè il seminatore e il mietitire si rallegrino insieme. Poichè in questo è vero il detto -L'uno semina e l'altro miete-. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica".

Nel mio caso il riferimento alla semina era molto pertinente all'evento di Catania in quanto illustravo la vicenda sui semi ibridi di carciofi "Concerto" e "Opera" di una azienda di Catania piantati a Tifrah nel Neghev e ompletamente finanziata da EDIPI.

A questo punto è importante fare una precisazione sul modesto operato di EDIPI in relazione all'ambizioso progetto di Har Hevron. In più di un'occasione ho riconosciuto la valenza profetica dell'iniziativa che coinvoge in prima persona Walter Lento con Vincenzo Saladino che conosco da circa 6 anni, quando mi espose un progetto di collaborazione turistica tra la Calabria ed Israele. Ho anche fatto un chiaro riferimento al mancato adempimento della dichiarazione di Sanremo e come l'inizativa di Har Hevron rappresenterebbe una prima iniziale riparazione.

Fin qui non ho alcun problema nell'auspicare il miglior successo a questa iniziativa: d'altro canto la mia storia personale parte ben prima del 20/02/2002, data di nascita di EDIPI. Nel 1987, per primi in Italia, proponemmo i prodotti AHAWA, realizzati da Helena Rubinstein, con sali e fanghi del Mar Morto e poco dopo progettammo un sale speciale, sempre del Mar Morto, integrato con zolfo, per uso professionale in idroterapia (lo chiamammo SALE JERUSALEM). Pur avendo la possibilità di andare fin da allora in Israele su invito dei miei interlocutori professionali, attesi il 1995 in coincidenza di un importante evento internazionale pentecostale, avvalendomi dell'agenzia di viaggi del past. Alfonso Marchetta, ora con il Signore, che sarebbe diventato vicepresidente EDIPI. Da allora fino ad oggi sono andato ogni anno, e talvolta due, in Israele.

Per cui il mio interesse ha sempre mantenuto la doppia valenza economica/professionale con quella biblica/spirituale, caratterizzando l'attività della mia azienda (biaccabi.com), leader nazionale nel campo dell'ozono,in sinergia con l'attivita di EDIPI (edipi.net). Noi abbiamo seminato in piccolo e spero che con Har Hevron raccolgano in grande.

Se vuoi altri particolari sugli interscambi (importo ed esporto in Israele) o sui progetti sanitari in atto o in fase di verifica realizzativa, sono a tua disposizione; così come pure sul coinvolgimento societario con una cooperativa agricola del Neghev.

Inoltre è importante valutare l'operato di EDIPI in campo biblico/spirituale: siamo gli unici che organizziamo viaggi di archeologia biblica, abbiamo pubbliato oltre 20 libri specialistici sull'argomento di Isarele, tra Raduni Nazionali, Convegni Internazionali e Incontri Regionali abbiamo all'attivo più di 30 iniziative in 17 anni di attività e sempre coinvolgendo ebrei messianici, quelli cioè che, pur rimanendo ebrei al 100%, hanno avuto la rivelazione che Gesù è il Messia.

Questo è un punto delicato con i rapporti con Israele: EDIPI sostiene gli ebrei messianici che in molte areee periferiche di Israele, come potrebbe esser Har Hevron, se non perseguitati sono fortemente discriminati. Il fatto di aver levato la scritta di "Gesù Cristo è il Signore" a Catania è sintomatico, e bene ha fatto il pastore Ottavio Prato, che stimo e che si è comportato saggiamente, a precisare il suo operato, condividendolo pienamente, per la particolare situazione in cui è venuto a trovarsi. Altresì è da ricordare che qualche anno fa sempre nello stesso luogo con lo stesso Ottavio, la presenza dell'allora ben più importante ambasciatore di Israele in Italia, Noar Gilon, non comportò l'oscuramento della scritta "Gesù Cristo è il Signore".

Forse tu mi dirai che che in quest'ultimo caso si era assieme ad ebrei religiosi e non laici (l'ambasciatore Noar Gilon non aveva la kippah). Allora ti segnalo che nel 2005 il 4° Raduno EDIPI svoltosi a Milano nella chiesa del past. Giuseppe Piccolo, la scritta "Gesù Cristo è il Signore" era ben evidente e non fu rimossa: in sala c'era il presidente della Comunità Ebraica di Milano, il primo segretario dell'Ambasciata di Israle Shai Coen, e il rabbino Shlomo Bekor che mi inviò una lettera di ringraziamento e di apprezzamento. Successivamente potei anche testimoniare al rabbino del mio amore per Israele proprio come discepolo di Cristo il Messia. Walter Lento era presente sia allora a Catania che a Milano.

In sintesi il sostegno e l'aiuto a Israele (abbiamo contribuito al finaziamento dell'Air-Dome, lo scudo di protezione missilistica oltre alla realizzazione di un rifugio mobile a Sderot) lo facciamo con le Istituzioni ufficali come Keren Hayesod (aiuti per l'Aliyah) o KKL (aiuti per la forestazione di Israele). Mentre il nostro coinvolgimento economico è prioritariamente quello di sostenere le congregazioni ebreo-messianiche in ottemperanza a quanto scritto in Rom.15:27:"...infatti segli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali".

Per questo motivo, pur condividendone gli scopi, non mi son sentito di firmare il documento finale. Per EDIPI è molto più importante far crescere la Chiesa nel ruolo che avrà in questi ultimi tempi assieme ad Israele per l'avanzamento e la realizzazione del Regno di Dio. Pensiamo che i corsi di Israelologia iniziati con il prof. Rinaldo Diprose, direttore degli studi dell'IBEI, ora con il Signore e a suo tempo consigliere teologico di EDIPI, siamo funzionali al conseguimento dell'obbiettivo. Per questo motivo li stiamo riproponendo: appuntamento sabato 3 marzo a Milano (vedi edipi.net).

Shalom

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Popolo Evangelico, sii prudente! Con Israele (e quindi Dio) non si scherza!

Se pensate di leggere questo articolo ed avere le risposte a tutte le vostre domande, vi prego di non perdere tempo: non sarà così. Preferisco che non mi leggiate. Non ho nulla da pontificare ed insegnare su questo argomento. Ho semplicemente l’obiettivo di raccontare – come sempre faccio quando mi occupo di una cronaca giornalistica – delle conferenze tenutesi a Palermo e Catania “Uniti verso la Radice. Giudea ieri, oggi e domani con la chiesa cristiana unita”. In molti hanno “gridato allo scandalo”, in tanti all’apostasia, mentre dall’altra parte si è parlato di eventi profetici. Pare evidente a tutti che la scelta di tenere questi incontri in una chiesa evangelica non sia stata molto felice, ma più avanti affronterò anche questo argomento che ha così diviso il mondo evangelico. Chi esagera in un modo, chi nell’altro. Chi enfatizza, chi demonizza.

Eppure io faccio subito il mio appello: “Popolo Evangelico Italiano, sii prudente! Con Israele e con Dio, non si scherza!”. Il mio, credetemi, non è un appello rivolto agli uni piuttosto che agli altri. E’ “bipartisan”. Trasversale. Rivolto a tutti. Vorrei invitare i leader evangelici a mettere “i piedi per terra”: sia chi ha sostenuto questo evento, sia chi l’ha denigrato. Bisogna capire che, forse, non siamo certo noi il centro del mondo. Per questo, io vi pongo una semplice descrizione dei fatti, accompagnata come ovvio che sia da ciò che ho percepito. Di ciò che ho visto e udito. Perché, vi confesso, che per quanto mi riguarda, considero l’argomento così serio, spiritualmente delicato e teologicamente complesso, che prima di arrivare a conclusioni affrettate io mi fermo a riflettere per poi studiare, sempre ed ancora di più. Ma urge una chiarificazione, a caldo, di ciò che è successo. Dal mio, personale, punto di vista.

ANTEFATTO............... Continua a leggere su alessandroiovino.it

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Viaggi Edipi in Israele 2018

Il programma dei viaggi EDIPI per il 2018 in Israele prevede 3 opportunità interessanti:

1) a fine aprile con il progetto Har Hevron accompagnati dal capo delegazione EDIPI past. Corrado Maggia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2) nella seconda metà di agosto con un viaggio speciale di visita alle congregazioni messianiche: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3) dal 23 dicembre 2018 al 1° gennaio 2019 viaggio di archeologia biblica a Gerusalemme, Masada e nel desero del Neghev con il famoso archeologo Dan Bahat: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Chi fosse interessato può contattare al più presto i rispettivi riferenti agli indirizzi di posta elettronica indicati. I programmi, costi e le date verranno precisate, a seconda del numero dei partecipanti, rispettivamente entro marzo, luglio e novembre.

Shalom

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Il Super Bowl 2018 agli Eagles di Philadelphia.

La vittoria degli Eagles si può definire un vero miracolo. La squadra dei New Englands Patriots di Boston era data come super favorita, capitanata comm'era dal famoso quarterback Tom Brady, ma la sconfitta per 41-33 non ammette discussioni. Di vero miracolo esaudito si deve trattare viste le preghiere dei tifosi di Philadelfhia, tra cui moltissimi sionisti cristiani e che, se i Patriots potevano contare su Tom Brady, dall'altra parte Nick Foles quarterback degli Eagles, in predicato di diventare pastore evangelico, con i suoi lanci mandava in meta Zach Ert e Fred Barnett, con i più classichi "voli d'angelo" per evitare i placcaggi. Mete realizzate con spettacolari "voli d'angelo" da una squadra che aveva preparato in preghiera la partita e che prima di cominciare ha visto alcuni suoi giocatori a sugellare il patto con Dio con il battesimo per immersione. A fine partita Nick Foles ha voluto ringraziare il Signore Gesù riconoscendone il merito di questa vittoria, avendo trasmesso a tutti i giocatori, tra i quali molti credenti "born again", serenità, autocontrollo, concentrazione e consapevolezza della vittoria, dando quindi il via ad un'entuasiastica festa che ha coinvolto tutta Philadelphia. Lo sconfitto Tom Brady ha potuto invece solo consolarsi, assieme ai due figli, tra le braccia della moglie: la supermodella Gisele Bundchen.

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Preghiera Italia e le Autorita' Italiane

Carissimi in Yeshua

Dopo aver ricevuto un cenno sia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dal Ministro degli Affari Esteri, vi mando in allegato integralmente le due lettere distinte recapitate alle medesime in cui abbiamo espresso la nostra (Preghiera Italia) contrarietà alla decisione del Governo Italiano di votare in sede dell'Assemblea di Sicurezza dell'ONU contro Gerusalemme Capitale dello Stato Ebraico.

Oltre a presentare il nostro mandato " pregare per tutti coloro che sono in autorità" al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Affari Esteri, li abbiamo avvertiti su ciò che dice la Bibbia riguardo a Israele/Gerusalemme, auspicando un voto favorevole a Israele in una futura votazione in sede ONU. Preghiera Italia non mancherà di ribadire questo concetto al futuro Governo qualunque sarà il colore.

Shalom a tutti

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COMUNICATO DEL PRESIDENTE

Quest'ultimo week-end del 27/28 gennaio 2018 è stato quanto mai importante oltre che impegnativo per me.

L'assemblea soci si è svolta regolarmente e in maniera costruttiva da parte delle 12 persone presenti, quanto mai utili per i contributi ed i suggerimenti. La nostra segretaria Annalisa, ormai da qualche settimana in Israele per il programma di SAREL, vi aggiornerà della relazione ed il bilancio con una comunicazione a parte.

Esemplare è stata l'accoglienza della pastora Vanda Pistono nella sala della chiesa evangelica che si riunisce a Ciriè, inoltre ha confermato un fattivo coinvolgimento della sua congregazione con gli scopi ed obiettivi di EDIPI. Un nutrito numero delle nostre edizioni le è stato consegnato in conto vendita e a tal riguardo annunciamo che il responsabile EDIPI per la Lombardia, past. Gugliemo Bianchini, inaugurerà a Milano nella sua chiesa la libreria EDIPI con tutti i titoli vecchie nuovi disponibili. Ricordiamo che tutte le chiese affiliate ad EDIPI possono avere le nostre edizioni in conto vendita al 50%. Nella prolusione iniziale di presentazione ho ricordato un versetto del vangelo di Giovanni che inquadra bene la situazione attuale di EDIPI. Giov.4:36-38 "Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinchè il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme.Poichè in questo è vero il detto *L'uno semina e l'altro miete*. Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato; altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica". Nel 2002 quando abbiamo iniziato con noi incominciava anche Marcello Cicchese a pubblicare le sue "Notizie di Israele". Sucessivamente invitando a più riprese "Christian for Israel International", Ebenezer, L'Ambasciata Cristiana di Gerusalemme, declinammo l'offerta di diventare la bandierina italiano sul loro mappamondo. Fummo i primi a promuovere Jakob Damkani e Ramon Bennet con i loro libri; invitammo la Chiamata di Mezzanotte, sorta solo nel 2004, al ns. Raduno del 2005 a MIlano. Per primi realizzammo due gemellaggi con congregazioni messianiche in Israele: nel 2006 con Beit Emmanuel a Jaffa dei coniugi Lazarus e nel 2010 con Beit Netanel a En Kerem da Rachel Netanel. Più recentemente incoraggiammo il past. Antonio Izzo della Chiesa Nuova Pentecoste di Napoli di gemellarsi con la congregazione del past. Micheal Yaron di Rishon LeTzion. Tralasciando i 16 Raduni Nazionali, i 3 Congressi Internazionali, le decine di convegni regionali in Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia segnalo che con la pubblicazione delle Parashot del duo "Canetti/Cicchese" sono ormai 21 le pubblicazioni edite a vario titolo da noi. Penso che una buona semina sia stata fatta e mi rallegro in sieme a quanti stanno attualmente mietendo dove abbiamo seminato. Se non altro è una conferma che si è seminato con cura; l'unico pericolo è che con l'entusiasmo per Israele non si scivoli nel piano inclinato della giudaizzazione della Chiesa. In tal senso la nuova pubblicazione di EDIPI "Sta Scritto" con l'originale commento delle Parashot elaborato da un ebreo, il dr. Fulvio Canetti, e da un evangelico, il prof. Marcello Cicchese esce con tempistica stategica.

La serata di sabato 27 gennaio si è conclusa con un importante momento di riflessione sugli eventi riguardanti la Shoah organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Memoria nell'ambito del progetto "Teatro Civile al Teatro Comunale di Cambiano". L'incontro prevedeva un'ampia selezione di canti ebraici della corale "Arpa di David", la testimonianza degli studenti partecipanti al treno della Memoria in vista a Budapest e Auschwitz, l'intervento della prof.essa Renata Coppo sulle leggi razziali e quello mio in conclusione su i fatti preparatori e le conseguenze alla Shoah, con un particolare riferimento alle figure di Giorgio Perlasca ed Ettore Castiglioni. Riguardo a quest'ultimo eroe della Resistenza che sacrificò la sua vita per salvare ebrei e perseguitati politici dalla furia nazifascista e che abbiamo ricordato nel recente viaggio EDIPI di Hanukkà, abbiamo in corso il completamento del progetto di riconoscimento di Giusto tra le Nazioni allo Yad Vashem. Abbiamo contattato Susanna Kokkonen direttrice di Christian Friends of Yad Vshem di Geusalemme per verificare la fattibilità di un contatto tra diverse associazioni cristiane e non, coinvolgendole nel conseguimento, soprattutto economico del progetto.

Al momento ho ricevuto solo tanti complimenti (Ebenezer, Christian for Israel International, il CAI e la casa editrice Hoepli), vedremo se seguiranno fatti concreti. L'indomani, domenica 28 gennaio, ospite della chiesa evangelca di Cambiano curata dal prof. Ferruccio D'Angelo, ho avuto spazio sufficente per "spaziare" sull'aspetto escatologico dei tempi attuali con Israele e la Chiesa protagonisti. Che il Signore Yeshua ci guidi e ci dia sapienza per le prossime decisioni da prendere (Giac.1:5).

 

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News Letter da Amzi 25 gennaio 2018

Associazione per la testimonianza messianica a Israele amzi, 25 gennaio 2018

1. Che momento felice!

2. Opposizione aperta

3. Acqua per una terra assetata

4. Link della settimana / Appuntamenti / Modulo d’ordine

1. Che momento felice! /Munir Kakish, Ministero Pastorale RCO, Ramallah

Tarek è un giovane che proviene dal nostro orfanotrofio. È un ragazzino molto simpatico che frequenta la decima classe. Ha un talento per la musica ed ha imparato a suonare la batteria durante i canti di lode nella nostra comunità. Alla fine del 2017, gli è stato diagnosticato un difetto cardiaco e gli è stato detto che forse è necessario un grave intervento chirurgico al cuore. Abbiamo pregato per lui. Recentemente, dopo ulteriori indagini, è stato scoperto che in realtà si trattava di un'infezione che potrebbe essere curata con i farmaci giusti. Nessun intervento chirurgico necessario! Lodiamo Dio perché Egli ha risposto alla nostra preghiera. Uno dei momenti più intensi del Ministero Pastorale RCO è il campo estivo del comune di Ramallah. Negli ultimi anni, al campo estivo sono venuti 90 bambini. Molti genitori musulmani hanno iscritto i loro figli nonostante abbiamo detto loro che avremmo raccontato di Gesù. Siamo rimasti profondamente colpiti nel sentire i bambini cantare allegramente (e ad alta voce) con entusiasmo. I collaboratori del campeggio – i giovani della nostra comunità – avevano partecipato al campeggio anche negli anni precedenti e sono rimasti entusiasti. Prima, da bambini, sono stati nel campeggio come partecipanti ed alcuni anni più tardi come collaboratori! Così dovrebbe essere! Il campeggio serve per invitare le persone che non fanno parte della nostra comunità a partecipare a eventi della comunità e ad ascoltare la buona novella di Gesù! Durante tutto il corso dell'anno ci sono diversi incontri a seconda dei vari gruppi. Uno dei convegni più toccanti è stato quello in cui si sono incontrati diversi pastori con le loro famiglie. Durante la devozione, i pastori hanno deciso di cantare abbracciandosi l’un l’altro. Hanno improvvisato una vera e propria danza e gioito per la loro comunanza! Qui non si trattava di adolescenti, ma adulti di circa 45 anni, che hanno gioito insieme nel Signore! Un momento davvero felice

2. Opposizione aperta

Maoz Israele All'inizio di gennaio abbiamo aperto il "Walk-in Home" in Dimona un paio di mattine a settimana per il pubblico. Dal primo giorno abbiamo percepito grande tensione... che continuava a crescere ogni giorno di più. Alla fine un gruppo di manifestanti si è riunito sulla piazza di fronte alla nostra casa... le nostre finestre sono state chiuse, siamo stati fotografati e filmati. I rabbini hanno urlato contro Albert: "tu sei Amalek, Haman, e devi morire. La moglie di Albert, Esther, è stata chiamata "rappresentante di Satana". I rabbini hanno incitato il popolo contro di noi. Un rabbino ha iniziato una campagna di diffamazione. Oltre a questa persecuzione e aperta opposizione, ci sono anche casi come quello della scuola messianica MAKOR Ha ' Tikvah, che Maoz ha sostenuto. La settimana scorsa c'è stata un'udienza sul riconoscimento dello stato di accreditamento di questa scuola, in cui il Ministero dell'istruzione, a sua volta, ha cercato di affermare che la scuola possiede non più del 90% dei requisiti per l'accreditamento. Tutte le volte che il rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione ha richiesto un requisito specifico, questo è stato immediatamente adempiuto dalla scuola. Di volta in volta sono state presentate sempre nuove richieste, che naturalmente hanno fatto ritardare sempre di più il processo di accreditamento. La decisione è prevista nelle prossime settimane.

3. Acqua per un paese assetato

Luanne SayagKehilat Hacarmel, Haifa  Israele vive un periodo di siccità molto lungo. Già da settembre o al più tardi da ottobre, sarebbe dovuto piovere, ma è come se il cielo fosse chiuso! Abbiamo pregato e…pregato per la pioggia. Chi vive in Israele, può comprendere meglio perché la pioggia è una benedizione di Dio che può essere bloccata dal peccato e dall'atteggiamento ribelle del popolo davanti a Dio. Abbiamo continuato a pregare per la pioggia... la pioggia fisica e spirituale. Negli ultimi giorni dell'anno 2017 ho ricevuto questo versetto dal salmo 65,12, che credo sia da Dio: /"tu coroni l'anno con la tua bontà e le tue orme sono gocciolanti di benedizione. Ho pensato prima che Dio avrebbe concluso l'anno 2017 regalandoci una cascata di pioggia come coronamento dell'anno, ma che non è stato così! Il 1 ° gennaio 2018 però, il cielo si è aperto ed è scesa la pioggia. Allora ho capito che il vero Regno di un re è venuto dopo essere stato incoronato, e credo che Dio ha incoronato questo nuovo anno con la sua bontà, gli effetti della sua bontà li vedremo e sperimenteremo nei prossimi mesi. Abbiamo ancora bisogno urgentemente di acqua durante questo periodo delle piogge, anche per le nuove fonti sotterranee. Il livello dell'acqua dal Lago di Genezaret è attualmente ad uno dei livelli più bassi della storia. Vi esortiamo a pregare con noi che Dio ci mostri la sua bontà quest'anno, dandoci una ricchezza di pioggia naturale e spirituale... perchè tutto Israele sappia che Yeschua è Il Signore.

4. Link della settimana /Appuntamenti /modulo d'ordine Howard Bass "l'attuale persecuzione degli ebrei messianici" (Inglese)


https://youtu.be/BiuuwElj1kQ

 

amzi-focus-israel.net         Messianic Jews and Arab Christians

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La crociata degli evangelici in favore di Israele

di Cyrille Louis GERUSALEMME - L'Ambasciata degli Stati Uniti a Israele, il cui trasferimento a Gerusalemme è stato deciso il 6 dicembre da Donald Trump, non sarà la prima istituzione a rivendicare questo statuto. Dal 1980, una "Ambasciata Cristiana Internazionale" testimonia l'incrollabile sostegno che le comunità evangeliche stabilite negli Stati Uniti, in Sud America, in Asia e altrove hanno scelto di portare allo Stato ebraico. Ospitata in un'elegante villa nell'ex colonia tedesca, questa organizzazione spende ogni anno oltre venti milioni di dollari per finanziare l'immigrazione ebraica, fornire aiuti ai sopravvissuti all'Olocausto e sostenere gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. "A differenza delle chiese stabilite, che si sono spesso mostrate ostili agli ebrei, siamo qui per riparare tutto il male che è stato fatto loro in passato", ha detto David Parsons, il suo vicepresidente. Convinti che il ritorno del popolo ebraico nella antica terra di Israele, tra cui la Cisgiordania, è un prerequisito per il compimento delle profezie bibliche, i cristiani evangelici non hanno nascosto la loro soddisfazione quando il presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto Gerusalemme come la capitale dello Stato ebraico. Nei giorni scorsi, la Friends of Zion Christian Foundation ha finanziato l'installazione di dozzine di insegne nel centro della città, in cui si augura il benvenuto a Mike Pence. Profondamente religioso, il vicepresidente condivide la loro fede nella dimensione messianica del sionismo e sembra aver personalmente influenzato la decisione di Donald Trump. "Questa visita è una consacrazione che incorona un antico e incrollabile impegno per Israele", ha detto David Parsons, il cui unico rimpianto è che Mr. Pence in questa occasione non ha trovato il tempo di incontrare i rappresentanti del movimento evangelico. Organizzazione atipica, l'"Ambasciata cristiana" è stata creata in risposta alla crisi diplomatica che alla Knesset ha provocato il voto di una legge che proclama la sovranità israeliana su tutta Gerusalemme. Su invito dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, le tredici ambasciate allora stabilite nella città sono state trasferite a Tel Aviv per protestare contro questa decisione unilaterale. "Mentre i nostri paesi hanno voltato le spalle a Israele, abbiamo ritenuto importante mostrare la nostra solidarietà con Israele", ha dichiarato David Parsons. In collaborazione con l'Agenzia ebraica e insieme ad altre organizzazioni evangeliche, l'ambasciata ha sborsato 55 milioni di dollari per facilitare l'aliya, la partenza verso Israele, di 140.000 ebrei dall'ex-URSS, dall'India e dall'Etiopia - ma anche dalla Francia, dove 4.000 candidati hanno beneficiato del suo aiuto dopo il 2010. Nel cuore della Cisgiordania, finanzia la costruzione e la manutenzione di infrastrutture a vantaggio dei coloni israeliani. "Non demonizziamo nessuno", afferma Parsons, sottolineando il lavoro svolto in una sinagoga a Kiryat Arba, uno degli insediamenti più radicali della Cisgiordania.

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LETTERA APERTA A MARCELLO CICCHESE DI "NOTIZIE DI ISRAELE"

Caro Marcello, ieri riportavi l'articolo di Giordano Stabile sulla "Stampa" di Torino: l'ira di Abu Mazen "Noi a Gerusalemme prima degli Ebrei", con il sottotitolo,"il leader dell'ANP: i palestinesi discendono dai cananei". Tutto questo dipende oltre che dalle recenti decisioni dell'UNESCO, tendenti a cancellare qualsiasi riferimente alle radici ebraiche dell'area medio-orientale, anche per l'incoraggiamento dal successo del loro revisionismo storico e dal lavaggio di cervello del mondo con la GRANDE MENZOGNA di un popolo palestinese. Basandosi su quel mito, ora ,e proprio in concomitanza con il Giorno della Memoria, possono affermare di esse stati duplici vittime degli Ebrei: nella conquista di Canaan da parte degli Israeliti e di nuovo dagli Israeliani in tempi moderni. La conseguenza è la creazione del criminale ossimoro omologando gli ebrei di oggi ai nazisti di qualche decennio fa. C'è però un fatto che vorrei denunciare. Da troppo tempo circolano ancora Bibbie, anche di recentissima pubblicazione che riportano all'interno le cartine geografiche con la dicitura "La Palestina al tempo di Gesù", per non parlare... "ai tempi di Abramo". Tralascio di dilugarmi sul fatto che il termine Palestina è un nome coniato dai Romani nel 135 dC, per cancellare il nome di Israele, ma è grave che questo termine venga usato anche oggi con dei riferimenti decisamente sbagliati. Già qualche anno fa protestai con il Culto Evangelico delle domenica mattina alle 7:30 sul 1° programma della RAI nazionale che faceva riferimento al seminatore della famosa parabola evangelica, come fosse un contadino palestinese e in un'altra trasmissione definiva Maria, la madre di Gesù, una giovane palestinese. Se queste affermazioni circolano in ambienti cristiani, non dobbiamo stupirci se anche Arafat, in una vigilia di Natale, dichiarò che Gesù era un Palestinese. Mi piace concludere con quanto scrive Eli Hertz su "Questa terra è la mia terra". "Le contaddizioni abbondano; i leader palestinesi affermano di discendere dai Cananei, dai Filistei, dai Gebusei e dai primi Cristiani. Si sono appropriati di Gesù, ignorando la sua ebraicità, proclamando al tempo stesso che gli Ebrei non sono mai stati un popolo e non hanno mai costruito templo santi a Gerusalemme".

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