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Attualità

Attualità (494)

I protocolli dei savi di sion: un falso sempre attuale

I Protocolli dei Savi di Sion sono stati pubblicati per la prima volta in Russia all'inizio del Novecento e costituiscono un pugno di scritti che rivelano un piano da parte della comunità ebraica internazionale per assicurarsi il dominio del mondo. Un progetto, questo, da realizzarsi attraverso il controllo della finanza internazionale e la promozione di guerre e di rivoluzioni. Un piano inquietante, da brividi, se non fosse però che si tratta di un clamoroso falso. Un falso storico, celebre, smascherato come tale pochi anni dopo la sua fabbricazione. Eppure ritenuto ancora attendibile da un numero incredibilmente alto di persone.

 

 

«L'unica società da noi conosciuta che sarebbe capace di farci concorrenza in queste arti potrebbe essere quella dei Gesuiti. Ma siamo riusciti a screditare i Gesuiti agli occhi della plebe stupida per la ragione che questa società è un'organizzazione palese, mentre noi ci teniamo dietro le quinte, mantenendo il segreto della nostra. Al mondo, in fin dei conti, importerà poco se diventerà suo padrone il capo della Chiesa Cattolica oppure un tiranno del sangue di Sionne. Ma per noi popolo prediletto la questione non è indifferente». Salve, io sono Enrica Salvatori, insegno Storia all'Università di Pisa, e quello che state ascoltando è la prima puntata di Historycast, il primo podcast italiano che parla di Storia. Il brano che vi ho appena letto è stato tratto dal Quinto Protocollo di Sion. Cosa sono I Protocolli di Sion e perché ho deciso di inaugurare questo podcast con questo testo? I Protocolli sono stati pubblicati per la prima volta in Russia nel 1903 e sono un pugno di scritti che presentano un piano ebraico per il dominio del mondo da realizzarsi attraverso il controllo della finanza internazionale e la promozione di guerre e di rivoluzioni. Un piano inquietante, da brividi, se non fosse che è un clamoroso falso. Un falso storico, celebre, smascherato come tale pochi anni dopo la sua fabbricazione. Eppure ritenuto ancora attendibile da un numero incredibilmente alto di persone. Di falsi, di patacche e di bidoni ne è pieno il mondo. I nostri media ce ne regalano a piene mani, prendendo per buono e non verificando le dichiarazioni del politico di turno. O passando per autentici, dossier assolutamente fasulli, come quelli diffusi dai governi statunitensi e britannici sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq. Lo spettatore-lettore è spesso costretto nel ruolo di fruitore passivo di queste bugie. Un po' perché non ha gli strumenti per verificare quanto gli viene detto. Un po' perché non ha voglia di pensarci. Un po' perché gli fa comodo credere a quanto gli viene detto. Ho allora pensato che poteva essere interessante e utile narrare la Storia di questo falso perché da un lato è intrigante e dall'altro terribile, visto che a un secolo di distanza dalla sua fabbricazione continua a seminare menzogna nel mondo. La Storia dei Protocolli comincia in Russia, agli inizi del Novecento. Anzi no, forse in Francia, nella seconda metà dell'Ottocento. O forse bisognerebbe risalire ancora a monte, al primo manifestarsi dell'antisemitismo. Beh vedete, è sempre difficile per uno studioso di Storia dare una data precisa per l'inizio di un fenomeno, perché c'è sempre qualcosa che precede: un'idea, un presupposto, un contesto che favorisce un determinato sviluppo. Ma diamoci un taglio e iniziamo da un luogo e una data certi: Russia 1903. In quest'anno, in una Russia dominata dallo zar Nicola II, viene pubblicato un libello intitolato I Protocolli dei Savi di Sion che contiene appunto gli atti di un complotto ebraico per la conquista del mondo. Il testo dei Protocolli è indubbiamente sconvolgente. Vi si trova una disamina cinica e spietata del mondo e una serie di considerazioni sui meccanismi che il popolo eletto deve mettere in moto per acquisirne il completo controllo. Merita, per darne un'idea, leggerne un altro breve brano, tratto - come quello che ho letto all'inizio - dal Quinto Protocollo. «Noi siamo troppo potenti; il mondo intero deve fare i conti con noi. I Governi non possono fare il più piccolo trattato senza il nostro intervento segreto. "Per me reges regunt" - "I sovrani regnano per mezzo mio" -, leggiamo nella Legge dei Profeti, che siamo prescelti da Dio per governare il mondo. Dio [...]

 

[continua in audio] DOWNLOAD DELLA LEZIONE

 

 

musiche impiegate (licenza cc)
Cambridge Guitar Orchestra
Suite Gothique Toccata
Cambridge Guitar Orchestra
Suite Gothique, Prière a Nôtre Dame
sigla (licenza cc)
Morning Spy
Daughters of History
bibliografia e fonti

 

Norman Cohn
Licenza per un genocidio. I "Protocolli degli Anziani di Sion". Storia di un falso
Einaudi, 1969

 

Sergio Romano
I falsi Protocolli. Il "complotto ebraico" dalla Russia di Nicola II a oggi
Corbaccio, 1992

 

Will Eisner
Il Complotto. La storia segreta dei Protocolli dei Savi di Sion
Einaudi, 2005

 

Philip Graves
"Jewish World Plot": An Exposure. The Times, 16/18-8-1921 (link)

 

 

 

Sergej A.i Nilus (a cura)
I Protocolli dei "Savi Anziani" di Sion
La vita italiana, 1921
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Lezioni di Ebraico, con insegnante israeliano madrelingua. I corsi si svolgono a Milano e seminari intensivi anche fuori città

 

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A febbraio con EDIPI per la Giornata della Memoria 2012: Dall'Olocausto allo stato di Israele

Anche nel mese di febbraio continuano le iniziative di Evangelici d'Italia per Israele in concomitanza della Giornata della Memoria.
Sono previste tre conferenze, due nel trevigiano (11 e 12 febbraio) e una a Milano (il 15 febbraio).
Il tema è quanto mai interessante e tende a sdoganare la commemorazione dal pericolo di svuotamento del significato storico della Shoà accorporandola al ricordo di altri genocidi o di sacralizzare l'evento in un anestetico rituale del ricordo.
"Dall'Olocausto allo Stato di Israele" è la tematica di questi incontri che EDIPI proporrà nel trevigiano proprio per fare i conti, nel bene e nel male, con il comportamento assunto in quegli anni nei confronti degli ebrei.
Storicamente è da considerare che tra Otto e Novecento si ebbe nel trevigiano una notevole diffusione dell'antisemitismo, anche se in zona non vi era una significativa presenza ebraica (come a Venezia, Padova e Verona). La spiegazione va ricercata nella presenza di un forte e ben organizzato movimento cattolico intrasigente impegnato a contrastare le iniziative dell'ebreo padovano Leone Wollemborg, che fin dal 1883, fondò le prime casse rurali in diocesi di Treviso, per facilitare il credito agrario di un area contadina in grave difficoltà economica.
Wollemberg era ebreo e liberale, due caratteristiche ch'egli sapeva esser nient'affatto gradite agli ambienti cattolici, considerando anche che il modello creditizio era quello del protestante tedesco Federico Guglielmo Raiffeisen. L'azione capillare dei parroci fu talmente efficace che dopo un decennio sorsero le prime casse rurali cattoliche su un area in cui la funzione politica fatta svolgere dall'antisemitismo fu usata come strumento d'interdizione per erodere potere ai liberali.
Infatti si faceva pendere la spada di Damocle della propaganda cattolica basata sull'equiparazione ebraismo-massoneria-liberalismo.
Alle radici dell'antisemitismo trevigiano possiamo quindi intravedere il tema del pericolo di un capitalismo egoistico e di una cospirazione giudeo-massonica.
La popolazione però, con la tragedia della seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre e per le conseguenze all'antisemitismo nazi-fascista che coinvolse colpevolmente parte del mondo cattolico, reagì in maniera esemplare.
In provincia di Treviso vi furono circa 20 posti di concentramento di ebrei stranieri provenienti soprattutto dalla Jugoslavia. Erano dei campi di concentramento, in cui i 380 ebrei internati, nonostante i vincoli posti dalle autorità, riuscirono comunque ad intrecciare le loro vite con quelle della popolazione locale, sottraendosi tutti alla deportazione nei campi di sterminio: infatti furono nascosti o aiutati a fuggire verso la Svizzera e l'Italia già liberata.
Questa e  altre storie emozionanti sentiremo nelle conferenze organizzate da EDIPI.
L'appuntamento è quindi per il fine settimana del 11 e 12 febbraio:
a Preganziol di Treviso sabato 11 febbraio alle ore 16 e 30 presso l'Hotel Cristal; e a Castelfranco Veneto l'indomani alla stessa ora
presso l'Hotel Antica locanda alla Scoa.
Si potrà conoscere che il primo carro armato in dotazione all'esercito israeliano è stato regalato da un contadino trevigiano che dopo averlo smontato lo donò all'Agenzia Ebraica alla fine della Seconda Guerra Mondiale; come pure smontata fu la sinagoga di Conegliano Veneto, ricostruita a Gerusalemme per la comunità ebraica italiana.
A tutti i partecipanti verrà donata una copia del libro "Questa terra è la mia terra" di Eli Hertz.
I relatori saranno il prof Marcello Cicchese (Notizie su Isarele) e Giovanni Mattia Quer (Informazione Corretta) con Ivan Basana (EDIPI) nella veste di moderatore.
La conferenza si concluderà con la presentazione in anteprima del nuovo libro di Marcello Cicchese: "LA SUPERBIA DEI GENTILI,alle origini dell'odio antigiudaico" (il primo in assoluto, di autore evangelico italiano, sull'antisemitismo).

 

(in allegato foto "Matrimonio" della Sinagoga di Conegliano Veneto ricostruita a Gerusalemme per il Tempio Italiano  di Rehov Hillel)

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