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Qualche piccola riflessione sulla ‘marcia’ di Gaza, in attesa della prossima puntata

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli Cari amici, non bisogna smettere di fare attenzione alla situazione a Gaza, perché non è affatto finita. Hamas continua con piccole provocazioni quotidiane, ma la prossima azione massiccia è annunciata, come al solito, per venerdì, con vari trucchi nuovi, come specchi (http://www.israelhayom.com/2018/04/03/palestinian-protesters-use-mirrors-in-attempt-to-blind-idf-troops/) e altri dispositivi per accecare i soldati israeliani che difendono il confine (https://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/243984). Questo proposito, apertamente dichiarato dai dirigenti di Hamas, dovrebbe far riflettere per almeno tre ragioni. Continua a leggere su informazionecorretta

Gaza. Ma nessuno dice che il loro obiettivo è sterminare gli ebrei

Il Giornale, 01 aprile 2018 Il rischio che la "Marcia del ritorno" di Hamas diventi terrorismo di massa e guerra sta diventando concreta; tutto il mondo sa che questo è lo scopo sociale stesso dell'Organizzazione insieme alla morte degli ebrei e la conquista dell'Occidente, sa che qui, con le marce di massa, siamo di fronte a una svolta strategica che è una scintilla terrorista nel pagliaio del Medio Oriente. Ma l'ONU di nuovo biasima Israele alleandosi nel suo sport preferito, anche se stavolta senza riuscire a raggiungere una condanna: però Antonio Guterres, il Segretario generale, non fa mancare la richiesta…

In Europa lo spettro della Shoah

Il Giornale, 28 marzo 2018 L'ultima notizia è insopportabile: a Parigi una donna ebra di 85 ann i, Mireille Knoll, sopravvissuta alle deportazioni franco-naziste degli anni '40, è stata uccisa a coltellate da un giovane musulmano che la donna conosceva da quando era piccolo. L'omicidio antisemita si affaccia inaspettato quando Ilan Halimi, un ragazzo parigino viene sequestrato nel 2006 da un gruppo di giovani islamici che in una casa della banlieue lo torturano a morte leggendo il Corano senza che la polizia cerchi nella direzione di un attacco antisemita. Anche adesso seguitano i tentennamenti, sembra, forse... L'ultimo attacco antisemita ha…

Da Zichron Yaakov a Cesarea: spiagge e archeologia sulla Riviera d’Israele

STIMOLANDO I NOSTRI LETTORI PER IL PROSSIMO VIAGGIO EDIPI DI ARCHEOLOGIA BIBLICA CON DAN BAHAT (23 dicembre 2018 - 1°gennaio 2019) Analisi di Fabiana Magrì Sulle pendici del Monte Carmelo, dove l’aria è buona e la vista spazia sulle più belle spiagge della costa, negli Anni 70 e 80 l’Histadrut, il sindacato israeliano, concedeva ai lavoratori del settore pubblico qualche giorno di riposo - vacanza era un concetto guardato con sospetto dall’ideale socialista - al sanatorio Mivtachim di Zikhron Ya’aqov. Gioiello brutalista a firma dell’israeliano Jacob Rechter e vincitore nel 1973 dell’Israel Award per l’architettura, il serpente bianco di cemento…

10 Video per spiegare punto per punto il nostro Programma Elettorale

10 Video per spiegare punto per punto il nostro Programma Elettorale:inviamo senza commenti il programma elettorale presentato dal sen. Lucio Malan, associato a EDIPI ed ultimamente frequentemente presente ai ns. incontri: Raduni Nazionali di Torino e MIlano e incontri quest'anno per il progetto Har Hevro https://www.luciomalan.it

Pence al Knesset

Il 22 gennaio 2018, il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha parlato a tutto la Knesset israeliana. Proprio all'inizio del meeting un gruppo di membri della Knesset, identificati come palestinesi o estremisti di sinistra, è scoppiato in una protesta rumorosa e sono stati scortati fuori dall'edificio. Lo stile comunicativo di Pence era formale e gentile (contrariamente al suo Presidente). Ha fatto riferimenti alla Bibbia in qualche modo ripetutamente durante l'indirizzo dei 30 minuti. Alcuni commentatori israeliani hanno persino affermato di parlare più come un cristiano evangelico che come un politico, il che è parte di ciò che ha reso…

Diretto ma pragmatico Così "The Donald" cambia il Medio Oriente

Se il mondo non fosse così distratto, e certo non a torto, dalla valanga di notizie trash che sommergono i giornali con sesso e sbotti verbali impensabili, ci si accorgerebbe che il Medio Oriente sta prendendo strade nuove e diverse dal passato. L'abbraccio, ieri, forte e prolungato all'aeroporto di Delhi fra il premier indiano Narendra Modi e quello israeliano Benjamin Netanyahu non avrebbe mai potuto aver luogo senza un cambiamento di scenario complessivo. L'India è un leader del campo "non allineato", Israele dovrebbe esserle invisa per tradizione. E senza un cambio di scenario internazionale mentre si disegnano nuove alleanze, probabilmente…

Iran, la rivolta che può cambiare il Medio Oriente

Il nuovo anno inizia nel segno della rivolta contro il carovita in Iran, che ha tre risvolti: testimonia la forza indomabile di un popolo antico, evidenzia l’entità dei cambiamenti in atto in Medio Oriente e mette a dura prova i leader dell’Occidente. Le proteste iniziate giovedì a Mashad nascono dallo scontento per l’aumento del costo della vita dovuto alla necessità della Repubblica islamica di finanziare gli interventi militari in Siria, Iraq, Libano e Yemen a sostegno di milizie sciite strumento del disegno di estendere l’egemonia iraniana sull’intero Medio Oriente. Si tratta del cuore stesso del regime, perché tale imponente apparato…

La lezione di Israele

Commento di Beppe Severgnini provate a rispondere a queste domande. (a) Solo due dei quattro evangelisti sono stati testimoni oculari della vicenda umana di Gesù Cristo: quali? (b) Disponete, da nord a sud, queste tre regioni Samaria, Giudea, Galilea (c) Il Monte delle Beatitudini si trova nei pressi di Cafamao, vicino a Gerusalemme o nel Sinai? Posso sbagliarmi, ma temo che molti tireranno a indovinare: sebbene siano battezzati e si professino cristiani. Scrivo al termine di una tiepida giornata di Shabbat a Tel Aviv, dove ho visto più bambini in sette ore che in Italia in una settimana. Sono arrivato…

L'Europa dell'Est imita Trump: «Ambasciate a Gerusalemme». Gerusalemme, dieci Paesi con Trump

Potrebbero già essere dieci i Paesi che stanno seguendo le tracce del Guatemala sulla strada dello spostamento dell’Ambasciata da Tel Aviv alla capitale di Israele, Gerusalemme. L'ha detto la viceministra degli Esteri Tzippi Hotovely durante un'intervista alla radio. E dato che fra questi Paesi sembra ci siano anche Romania, Slovenia, Repubblica Ceca, appare poco previdente l'affermazione di Federica Mogherini che sprezzantemente ingiunse a Netanyahu di non cercare approvazione per Gerusalemme capitale nell'Unione Europea, perché non ne avrebbe mai trovata. I Paesi che si avviano, dopo aver votato contro la mozione israeliana o dopo essersi astenuti, a trasferire l'Ambasciata seguono la…

Voto Onu: l'Italia ha votato contro i propri interessi

Mario Orioles intervista Germano Dottori Germano Dottori, docente di Studi Strategici alla Luiss e consulente scientifico di Limes, non è sorpreso dall'esito del voto all'Assemblea Generale Onu su Donald Trump e Gerusalemme. Che considera, in ogni caso, «totalmente ininfluente», diversamente dalle minacce di The Donald ai paesi non allineati al nuovo corso americano. Un nuovo corso che trova il nostro paese in posizione di sostanziale dissenso, come dimostrato dal voto italiano in assemblea generale, sintonizzato con la linea di appoggio all'Islam politico che Dottori attribuisce al nostro governo e che egli reputa problematico. L'America ha scelto di stare con Riad…

L'Islam e Gerusalemme: una città senza valore sacra per ordine di Arafat

Il Giornale, 12 dicembre 2017 In questi giorni l'agguato dei media a qualsiasi ghiotto segnale che tutto da queste parti può prendere fuoco e esplodere in una carneficina, è stato commovente. Una passione che ha portato a esaltare ogni manifestazione, ogni piccolo falò di bandierine e ritratti come fossero una rivoluzione che sta per travolgere il mondo. In realtà anche il numero dei palestinesi coinvolti, salvo forse che il venerdì mattina presso la Moschea, è stato contenuto, la gente ha voglia di vivere e lavorare e per ora i leder sembrano distanti dal sentimento popolare, coi loro strepiti e ingiurie.…

Gerusalemme Capitale: la scommessa di Donald Trump

Editoriale di Maurizio Molinari, l'eccelsa ironia di Andrea Marcenaro Con il discorso della Casa Bianca il presidente Donald Trump ha illustrato per la prima volta il suo approccio al Medio Oriente, articolandolo in tre punti: il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, la soluzione del conflitto israelo-palestinese con due Stati divisi da confini concordati, il ruolo prioritario dell’Arabia Saudita nel superamento della crisi secolare arabo-israeliana. Si tratta di tre tasselli che hanno genesi diverse ma descrivono la scommessa dell’inquilino dello Studio Ovale. Il riconoscimento di Gerusalemme capitale è una scelta bilaterale, compiuta dagli Stati Uniti che in questa…

Gerusalemme: l'analisi impeccabile

Fiamma Nirenstein, l'unico esempio oggi di giornalismo responsabile La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l'ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. È un omaggio alla più vieta delegittimazione d'Israele, col solito coro inclusa l'Europa, come se non fosse ovvio che è la capitale. L'ultima minaccia di un inferno è di ieri sera, quando Abu Mazen ha parlato al telefono con…

Giro d'Italia a 'Gerusalemme ovest'? La capitale è unita, retromarcia degli organizzatori

Giro d'Italia a 'Gerusalemme ovest'? La capitale è unita, retromarcia degli organizzatori Analisi di Fiamma Nirenstein Gerusalemme - Se qualcuno poteva sperare che in una bella mattina di maggio (così prevede il calendario della gara) nel profumo delle rose a Gerusalemme il Giro d'Italia avrebbe preso il via in atmosfera di pace, che l'iniziativa di un giro globalizzato e extraeuropeo avrebbe preso le ali senza suscitare un'ondata di aggressività... Beh, si sbagliava. Il Boicottaggio contro Israele cerca di raggiungere il Giro. È stato certo un lapsus senza dolo, ma il nervo toccato nella presentazione della corsa quando si è parlato…

Le firme su un pezzo di carta non hanno fermato la bomba atomica iraniana

Analisi di Fiamma Nirenstein Se uno ha in mente la faccia di Federica Mogherini quando ha affermato la sua opposizione e quella di tutta l'Unione Europea di fronte alla decisione di Trump di decertificare l'accordo nucleare con l'Iran del 2015, si rende immediatamente conto che l'UE stavolta ha esagerato. Proprio come esagera sempre quando condanna a piena voce, come se fossero quelle le cause della mancanza di un processo di pace effettivo, le costruzioni israeliane nei territori, o decide con sanzioni e "labeling" quali devono essere i confini dei due Stati prossimi venturi in un accordo che è di là…

L’internazionalizzazione del terrorismo palestinese

Analisi di Giuliana Iurlano La Guerra dei Sei Giorni, che segnò una schiacciante e fulminea vittoria israeliana sui paesi arabi vicini, non costituì soltanto uno spartiacque di ars militaris, ma anche un processo di evoluzione del terrorismo mediorientale, che, dai primi dirottamenti aerei del luglio 1968, raggiunse il suo culmine con l’eccidio degli atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco del settembre 1972. Dopo il ’67, infatti, si verificò, da parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un significativo slittamento di obiettivi e un allargamento di prospettiva, che, da regionale, divenne internazionale, proiettando su uno scenario di…

L'APOCALISSE DELL'ITALIA

di Daniel Pipes The Washington Times Roma – Quando si pensa ai migranti e all'Islam, l'Italia non è un paese che viene in mente. Al contrario dei suoi vicini nordeuropei, l'Italia non ha avuto un miracolo economico che richiedesse l'importazione massiccia di manodopera. Non ha un legame profondo con grandi fonti di immigrazione, come l'Asia meridionale per la Gran Bretagna. Non è stata colpita da gravi atti di violenza di matrice jihadista come la Francia. A differenza della Svezia, non si sente parlare di folle acquiescenza e contrariamente al Belgio non esistono "no-go zones" parziali. Diversamente dai Paesi Bassi, non…

Era il 1917: la lettera di Lord Balfour

Commento di Fiamma Nirenstein Giovedì sarà una magnifica occasione di orgoglio per l'Inghilterra: il 2 di novembre del 1917 lord Arthur Balfour, ministro degli Esteri della Gran Bretagna, lanciò nell'universo della geopolitica mondiale un razzo che scintilla dopo cento anni. Scrisse infatti una lettera a lord Walter Rotschild, il capo della comunità ebraica inglese, che annunciava di fatto la fine di 1.800 anni di esilio del popolo ebraico e il suo ritorno prossimo venturo a casa, alla sua patria. Una patria mai dimenticata anche nel corso degli anni più spaventevoli e difficili, quelli dei pogrom, delle persecuzioni, delle torture razziali…

Il fascismo oggi arriva anche dall'islamismo

Ugo Volli intervistato da Alberto Giannoni Milano «Sì, l'essenza vera del fascismo oggi sta nell'islam politico». Grande semiologo (è considerato l'erede di Umberto Eco), critico letterario per importanti giornali di sinistra, ebreo, Ugo Volli dà una lettura davvero fuori dal coro, di questa Europa alle prese col fenomeno migranti e con la minaccia del terrorismo. Professore, cos'è successo in Germania? «Il Paese ha una situazione economica ottima, non vive problemi politici particolari, ma Cdu e Spd hanno perso un quarto dei voti. È una sconfitta grave. Ma cosa è in gioco? Per me è molto chiaro che il punto è…