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L'Islam e Gerusalemme: una città senza valore sacra per ordine di Arafat

Il Giornale, 12 dicembre 2017 In questi giorni l'agguato dei media a qualsiasi ghiotto segnale che tutto da queste parti può prendere fuoco e esplodere in una carneficina, è stato commovente. Una passione che ha portato a esaltare ogni manifestazione, ogni piccolo falò di bandierine e ritratti come fossero una rivoluzione che sta per travolgere il mondo. In realtà anche il numero dei palestinesi coinvolti, salvo forse che il venerdì mattina presso la Moschea, è stato contenuto, la gente ha voglia di vivere e lavorare e per ora i leder sembrano distanti dal sentimento popolare, coi loro strepiti e ingiurie.…

Gerusalemme Capitale: la scommessa di Donald Trump

Editoriale di Maurizio Molinari, l'eccelsa ironia di Andrea Marcenaro Con il discorso della Casa Bianca il presidente Donald Trump ha illustrato per la prima volta il suo approccio al Medio Oriente, articolandolo in tre punti: il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, la soluzione del conflitto israelo-palestinese con due Stati divisi da confini concordati, il ruolo prioritario dell’Arabia Saudita nel superamento della crisi secolare arabo-israeliana. Si tratta di tre tasselli che hanno genesi diverse ma descrivono la scommessa dell’inquilino dello Studio Ovale. Il riconoscimento di Gerusalemme capitale è una scelta bilaterale, compiuta dagli Stati Uniti che in questa…

Gerusalemme: l'analisi impeccabile

Fiamma Nirenstein, l'unico esempio oggi di giornalismo responsabile La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l'ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. È un omaggio alla più vieta delegittimazione d'Israele, col solito coro inclusa l'Europa, come se non fosse ovvio che è la capitale. L'ultima minaccia di un inferno è di ieri sera, quando Abu Mazen ha parlato al telefono con…

Giro d'Italia a 'Gerusalemme ovest'? La capitale è unita, retromarcia degli organizzatori

Giro d'Italia a 'Gerusalemme ovest'? La capitale è unita, retromarcia degli organizzatori Analisi di Fiamma Nirenstein Gerusalemme - Se qualcuno poteva sperare che in una bella mattina di maggio (così prevede il calendario della gara) nel profumo delle rose a Gerusalemme il Giro d'Italia avrebbe preso il via in atmosfera di pace, che l'iniziativa di un giro globalizzato e extraeuropeo avrebbe preso le ali senza suscitare un'ondata di aggressività... Beh, si sbagliava. Il Boicottaggio contro Israele cerca di raggiungere il Giro. È stato certo un lapsus senza dolo, ma il nervo toccato nella presentazione della corsa quando si è parlato…

Le firme su un pezzo di carta non hanno fermato la bomba atomica iraniana

Analisi di Fiamma Nirenstein Se uno ha in mente la faccia di Federica Mogherini quando ha affermato la sua opposizione e quella di tutta l'Unione Europea di fronte alla decisione di Trump di decertificare l'accordo nucleare con l'Iran del 2015, si rende immediatamente conto che l'UE stavolta ha esagerato. Proprio come esagera sempre quando condanna a piena voce, come se fossero quelle le cause della mancanza di un processo di pace effettivo, le costruzioni israeliane nei territori, o decide con sanzioni e "labeling" quali devono essere i confini dei due Stati prossimi venturi in un accordo che è di là…

L’internazionalizzazione del terrorismo palestinese

Analisi di Giuliana Iurlano La Guerra dei Sei Giorni, che segnò una schiacciante e fulminea vittoria israeliana sui paesi arabi vicini, non costituì soltanto uno spartiacque di ars militaris, ma anche un processo di evoluzione del terrorismo mediorientale, che, dai primi dirottamenti aerei del luglio 1968, raggiunse il suo culmine con l’eccidio degli atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco del settembre 1972. Dopo il ’67, infatti, si verificò, da parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un significativo slittamento di obiettivi e un allargamento di prospettiva, che, da regionale, divenne internazionale, proiettando su uno scenario di…

L'APOCALISSE DELL'ITALIA

di Daniel Pipes The Washington Times Roma – Quando si pensa ai migranti e all'Islam, l'Italia non è un paese che viene in mente. Al contrario dei suoi vicini nordeuropei, l'Italia non ha avuto un miracolo economico che richiedesse l'importazione massiccia di manodopera. Non ha un legame profondo con grandi fonti di immigrazione, come l'Asia meridionale per la Gran Bretagna. Non è stata colpita da gravi atti di violenza di matrice jihadista come la Francia. A differenza della Svezia, non si sente parlare di folle acquiescenza e contrariamente al Belgio non esistono "no-go zones" parziali. Diversamente dai Paesi Bassi, non…

Era il 1917: la lettera di Lord Balfour

Commento di Fiamma Nirenstein Giovedì sarà una magnifica occasione di orgoglio per l'Inghilterra: il 2 di novembre del 1917 lord Arthur Balfour, ministro degli Esteri della Gran Bretagna, lanciò nell'universo della geopolitica mondiale un razzo che scintilla dopo cento anni. Scrisse infatti una lettera a lord Walter Rotschild, il capo della comunità ebraica inglese, che annunciava di fatto la fine di 1.800 anni di esilio del popolo ebraico e il suo ritorno prossimo venturo a casa, alla sua patria. Una patria mai dimenticata anche nel corso degli anni più spaventevoli e difficili, quelli dei pogrom, delle persecuzioni, delle torture razziali…

Il fascismo oggi arriva anche dall'islamismo

Ugo Volli intervistato da Alberto Giannoni Milano «Sì, l'essenza vera del fascismo oggi sta nell'islam politico». Grande semiologo (è considerato l'erede di Umberto Eco), critico letterario per importanti giornali di sinistra, ebreo, Ugo Volli dà una lettura davvero fuori dal coro, di questa Europa alle prese col fenomeno migranti e con la minaccia del terrorismo. Professore, cos'è successo in Germania? «Il Paese ha una situazione economica ottima, non vive problemi politici particolari, ma Cdu e Spd hanno perso un quarto dei voti. È una sconfitta grave. Ma cosa è in gioco? Per me è molto chiaro che il punto è…

Un inciampo sulla strada di Eurabia

Cartoline daEurabia, di Ugo Volli Cari amici, scusatemi se mi unisco anch’io al coro assordante dei commenti sulle elezioni tedesche. Ma ho letto molte affermazioni insensate e penso che sia urgente rettificarle. Sappiamo tutti che sia la Cdu (che poi sarebbe la Dc tedesca) che la Spd (i socialdemocratici) hanno perso circa un quarto dei loro voti. Nel 2014 insieme facevano il 67% (41,5% + 25,7%) oggi arrivano si e no al 53 (33% + 20%): una sconfitta pari per entrambi che hanno segnato il loro peggior risultato della storia. La cosa è tanto più grave se si pensa che…

La radio del Vaticano e quel silenzio sulla Shoah

Al principio degli Anni Trenta anche la Chiesa cattolica abbracciò per la prima volta i mezzi di comunicazione moderni dotandosi di una stazione di radiodiffusione. Poté così trasmettere dal Vaticano i propri messaggi, assicurandosi la possibilità di raggiungere istantaneamente milioni di fedeli. Con la collaborazione di Guglielmo Marconi, premio Nobel e accademico d’Italia, nasceva Radio Vaticana. Il 12 febbraio 1931 Pio XI trasmise il suo primo radiomessaggio: una benedizione urbi et orbi, in latino, rivolta anche «agli infedeli e ai dissidenti». Seguendo le principali nazioni occidentali, ed emula forse anche dell’azione e dei primi successi conseguiti con la radio dal…

L’importanza strategica della Giudea e della Samaria: Intervista con YORAM ETTINGER

Tra i più informati analisti del conflitto arabo-israeliano e degli scenari mediorientali, Yoram Ettinger appartiene alla coriacea scuola dei grandi realisti, quegli studiosi e pensatori politici che non deflettono mai dal guardare le cose così come sono e non come vorrebbero che fossero. La realtà è la fuori, e spesso è difficile da affrontare, ma nulla è peggio del proiettare su di essa presupposti falsi e schemi fantasiosi, perché la realtà si incarica sempre di rigettarli duramente. L’ex ambasciatore Ettinger, (già rappresentante dei rapporti con il Congresso all’ambasciata israeliana di Washington), non corre questo rischio come sa molto bene chiunque…

A Gerusalemme è guerra aperta: 8 morti. Adesso Abu Mazen si sciera con Hamas

Una casa del villaggio di Halamish non lontano da Ramallah e da Gerusalemme, completamente inondata di sangue. Il pavimento della cucina così rosso che non si distingue il colore del pavimento; quattro corpi crivellati di colpi di coltello, come se una tigre avesse compiuto la sua caccia: sono tre persone della stessa famiglia, il padre intorno a sessanta anni, un uomo e una donna, suoi figli, sui quaranta. La madre agonizza ma verrà salvata dai soccorsi, e ancora mentre scriviamo, all'ospedale di Sharei Tzedek non sa del destino dei suoi cari. Erano una decina di persone a tavola, per la…

Breve storia di Hebron e le menzogne palestiniste dell’Unesco

Breve storia di Hebron e le menzogne palestiniste dell’Unesco Editoriale del Jerusalem Post del 9 luglio 2017 Traduzione di Yehudit Weisz Molto tempo prima che le Nazioni Unite o le organizzazioni come l'UNESCO fossero state concepite - molto tempo prima degli Stati nazionali che conosciamo - il popolo ebraico come lo chiamiamo oggi, abitava nella Terra d'Israele, condivideva un linguaggio e un patrimonio comune ed era tenuto unito da un insieme di testi divenuti la Bibbia ebraica. Allora Hebron era vista come una città santa, risonante di storia e di significati religiosi. Non importa quel che è stato deciso dall'UNESCO,…

Il grande ritorno in Germania degli odiosi stereotipi contro gli ebrei

Più ci si allontana dagli anni orribili della Shoah più ritornano a galla gli stereotipi più odiosi nei confronti degli ebrei, non solo degli israeliani. La denuncia in un libro-inchiesta. Perché non è solo xenofobia. di Antonio Donno "Io non sono antisemita, è soltanto Israele che aborrisco", afferma l'antisemita di oggi per difendersi dall'accusa di antisemitismo. In realtà, come i fatti dimostrano, giudeofobia e anti-israelismo sono ormai praticamente indistinguibili, cioè a dire che la "questione ebraica" e la "questione israeliana" sono perfettamente sovrapponibili. Ciò comporta uno sviluppo dell'antisemitismo in Europa come mai si era avuto nei decenni dopo la Shoah.…

Religione, non politica

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli Cari amici, avete letto tutti le parole della Merkel dopo Taormina: “I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l'ho capito negli ultimi giorni. Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani.” (http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-05-28/merkel-avvisa-l-europa-non-possiamo-fidarci-trump-e-fas-rivela-piano-segreto--185257.shtml?uuid=AEIa1gUB). Gli “altri” beninteso, sono la Gran Bretagna della Brexit e l’America di Trump. “Noi europei” sono un gruppetto di paesi che escludono quelli dell’Est che si ricordano bene del comunismo e che comunque hanno una guida naturale, la Germania, che Merkel spera di governare ancora a lungo. A me è…

La preghiera al Muro del Pianto, gesto semplice e rivoluzionario

Alzando lo sguardo su per le grandi pietre mistiche del Muro del Pianto è possibile guardare l'orizzonte del futuro; mettendo un bigliettino con un desiderio in una delle fessure, si attiva la linea diretta col Padreterno. Così ieri il presidente Usa c'è andato, cambiando la storia mediorientale e forse quindi quella del mondo intero. Perché ogni tanto il gioco cambia di colpo, e il cambiamento è imperscrutabile: i vincitori vengono messi nell'angolo, i cattivi vengono chiamati col loro nome, le bugie vengono alla luce... non è detto che tutto questo accadrà fino in fondo, fino a una conclusione positiva, ma…

Stop dell'Unione Europea alle colonie israeliane

Lo schiaffo di Strasburgo: chiede di arrestare l'espansione in Cisgiordania. Tutti d'accordo. La risoluzione adottata in seduta plenaria. di Dimitri Buffa «La costruzione e l'espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania si deve fermare in quanto «illegale»" e «ostacolo agli sforzi di pace» e la soluzione «a due Stati è l'unica strada per mettere fine al conflitto israelo-palestinese». Presentata il 15 maggio su proposta dell'Unesco e approvata ieri a maggioranza dal parlamento ecco pronta l'ennesima risoluzione europea contro Israele. Negli ultimi quattro anni ne hanno approvate oltre 400 (ma ne sono state richieste forse seimila). E sempre a tempo di record.…

Guerra dei 6 giorni:tutti gli stati arabi contro Israele. Che però vinse

Commenti di Lea Luzzati, Paolo Mieli Tutto cominciò la mattina del 5 giugno 1967 alle 7,45. «Volavamo bassi e veloci su un deserto azzurro su nessun riferimento su cui basarci per l'orientamento. Ero molto teso e attendevo il momento nel quale avremmo svoltato verso Sud. Lo facemmo prendendo una rotta che ci avrebbe portato in direzione del delta del Nilo. Sorvolammo alcuni pescherecci ma i pescatori nemmeno alzarono la testa. Poi davanti a noi scorsi la striscia dorata di sabbia davanti al lago Bardawill nel Sinai... Pochi secondi dopo ci apparve il Canale di Suez. Il panorama sotto di noi…

Il silenzio in certi casi è meglio

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli Cari amici, è strano, non ce l’ha raccontato nessuno, ma nel virtuoso (o piuttosto virtuale) stato di “Palestina” l’altro ieri si sono svolte le elezioni. Elezioni comunali, niente di speciale, direte voi, se siete informati. Dunque è normale che i giornali non ne parlino. Eh già, normale, se siete in democrazia. Ma non in quello stano mostro politico che pretende di essere “la Palestina”: uno “stato” proclamato già due o tre volte, ma che minaccia continuamente di costituirsi, senza moneta, senza un parlamento attivo, diviso in due sottostati che si odiano, cioè la provincia…