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La storia di Gerusalemme e le menzogne dell'Unesco

E' una qualche consolazione che stavolta l'Italia non solo abbia votato contro, ma l'abbia anche annunciato per prima: almeno uno può camminare senza vergognarsi per le strade di Roma o di Firenze. Il disgusto è tuttavia sovrastante, viviamo in un mondo che nega la verità storica per motivi di odio e di vantaggio: l'UNESCO, che è una grande, importante, danarosa organizzazione dell'ONU, quella che dovrebbe misurare, determinare, definire la bellezza del mondo come lo crea l'uomo, cioè la cultura, l'arte, la natura, ha di nuovo scelto di imboccare la strada della persecuzione degli ebrei, semplicemente perché la sua maggioranza è…

Quella sinistra arretrata che vuole distruggere Israele

Non c'è nulla di sorprendente nel fatto che alla manifestazione del 25 aprile si crei uno scontro oltraggioso sulla Brigata Ebraica. L'ANPI, che è il promotore delle manifestazioni celebrative, di fatto non può o non vuole impedire che dal corteo si stacchino e aggrediscano i vessilli della Brigata drappelli con bandiere palestinesi o peggio del BDS il fronte di boicottaggio conto Israele, di fatto un movimento travestito di legittimità che è invece collegato a tutti i peggiori nemici dello Stato Ebraico fino ai terroristi. L'uso della data in cui si festeggia la Resistenza per attaccare Israele, lo Stato degli ebrei…

IC7 - il commento di David M. Weinberg: La favola della deriva autoritaria

Mancano ancora sei settimane a Yom Jerushalaim, ma i soliti noti hanno già lanciato l'attacco. A loro avviso, non c'è stata alcuna miracolosa vittoria nella Guerra dei Sei giorni; non bisogna festeggiare la possibilità per gli ebrei di tornare a vivere in Giudea e Samaria; non va celebrata la storica riunificazione di Gerusalemme; non è avvenuta nessuna liberazione dei luoghi sacri all'ebraismo; non c'è alcun riscatto nazionale, alcuna di cultura ebraica e di creatività popolare; proprio niente da festeggiare! C'è solo da lamentarsi per l' "occupazione" radicata della Cisgiordania. L'autodeterminazione palestinese sarebbe stata soffocata da Israele e questo getta su…

Alleanza Gran Muftì-Germania nazista: scoperto un nuovo telegramma che la comprova

'Insieme contro gli ebrei': l'invito di Himmler al Gran MufI I rapporti di amicizia e collaborazione attiva nello sterminio degli ebrei tra Germania nazista e la massima autorità arabo-palestinese dell'epoca, il Gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini (zio di Arafat) è comprovata. Il Gran Muftì non solo era amico personale di Hitler e Himmler, ma scelse personalmente le SS bosniache (musulmane) che ebbero un ruolo di primo piano nella distruzione delle antiche comunità ebraiche sefardite in Bosnia, a partire da quella di Sarajevo. Ecco la breve: Continua a leggere su informazionecorretta

L'ostilità dei media contro Israele

Analisi di Ugo Volli Per chiunque si occupi un po’ di politica, una cosa è evidente: siamo immersi in un momento di grande cambiamento. Realtà che sembravano solide al di là di qualunque dubbio, come l’Unione Europea, hanno subito dei colpi gravi e appaiono incerte. In molti sistemi politici le forze tradizionali che si alternavano al potere hanno perso parte della loro influenza e sono costrette ad allearsi per conservare insieme il potere o a lasciare il posto di comando ad altre formazioni politiche. Personaggi nuovi, molto lontani dai volti noti, si affacciano alla ribalta e ottengono consenso. Può piacere…

Napoli: De Magistris sostiene la diffusione di odio contro Israele

Analisi di Dan Haezrachy, Viceambasciatore d'Israele in Italia Napoli si è definta città della pace e della giustizia, ma quando si tratta di Israele sembra più che altro un teatro di guerra ideologica. Che a Napoli si organizzino eventi anti-israeliani non è una novità, ma il consiglio comunale sembra ora intraprendere una vera e propria battaglia anti-israeliana. Il convegno «A Napoli il Mondo: recepire il diritto internazionale umanitario nella quotidiana pratica amministrativa», svoltosi il 16 marzo, ha tracciato un'agenda anti-israeliana che ripropone la stessa retorica rigettata dagli Stati e dai tribunali di mezzo mondo. Si propone di redigere una lista…

Quel sistema "inventato" dai palestinesi

Il Giornale, 24 marzo 2017 La tragedia di Londra ha costretto a uscire almeno momentaneamente dal solito bozzolo di eufemismi e bugie. Sì, è terrorismo;sì, è islamico; sì è una tabe contro la quale è l'ora di svegliarsi perché i combattenti dell'Isis tornano a un certo punto alla casa che li ha nutriti, e là diventano lupi solitari, o indottrinano altri perché lo diventino. Fin qui ci siamo. Dove l'analisi diventa invece monca e quindi inutile è quando si tratta di capire fino in fondo dove è nato e si è sviluppato fino a diventare globale questo terrorismo delle auto…

Kadima, da Pellestrina fino alla Terra promessa

UNA DELEGAZIONE DI EDIPI PARTECIPERA' ALL'EVENTO. La vicenda richiama subito alla mente "Exodus", il kolossal sulla genesi dello Stato di Israele diretto nel 1960 da Otto Preminger e interpretato da Paul Newrnan, Eve Marie Saint e Lee J. Cobb, Se non fosse che qui le navi non sono una ma tre. E il loro porto di partenza nel 1946, 1947 e 1948 non fu Cipro ma Pellestrina, con un carico complessivo di 1.305 ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti nell'Europa dell'est, e disposti a tutto pur di raggiungere la Palestina. A 70 anni dal viaggio di "Kadima" ("Avanti"), la…

Lezioni israeliane

Il Foglio pubblica oggi ampi stralci del capitolo riservato a prevenzione e intelligence contro il terrorismo che fa parte del libro "A shared enemy: a shared defence. Lessons from Israel's respanse to terror", che sarà presentato domani alla Camera. L'autore di questo capitolo è il generale israeliano Yossi Kupewasser, direttore del Project an Regional Middle East Developments al Jerusalem Center, ex direttore generale del ministero per gli Affari strategici e capo della divisione ricerche dell'Intelligence militare dell'esercito israeliano. Continua a leggere su Notizie su Israele

Biblisti italiani riuniti contro l'ebraismo "elitario e ambiguo"

Incontro a Venezia sulla religione ebraica "L'obiettivo è il sionismo" dagli effetti "degeneranti". Protesta dei rabbini: "E' antisemitismo" di Giulio Meotti Dall'11 al 16 settembre a Venezia, l'Associazione biblica italiana organizza un convegno con studiosi italiani ed europei che sembra uscito dalle ombre del primo Novecento. "Israele popolo di un Dio geloso: coerenze e ambiguità di una religione elitaria". Niente meno. L'Associazione, riconosciuta dalla Cei, di cui fanno parte esponenti del clero cattolico e protestante, 800 studiosi e professori di cultura laica e che il Papa ha salutato a Roma lo scorso settembre, discuterà delle "radici di una religione che…

E Davide divenne Golia

Che cosa ha spinto Israele a trasformarsi in una superpotenza militare? La paura. Così il paese "un po' Rambo e un po' Primo levi" è diventato un modello per tutto il mondo. Il regista francese Claude Lanzmann una volta ha detto che i paracadutisti israeliani sono di un altro tipo rispetto ai parà francesi: "La prova è che hanno ancora i capelli". L'autore del monumentale "Shoah" voleva dire che gli israeliani sono grandi soldati per necessità, non per militarismo. Sono pochi, circondati da nemici implacabili, venti volte più numerosi: per sopravvivere, Israele deve vincere subito e con un successo risolutivo.…

Ma quali due stati, i primi a non volere la Palestina libera sono gli arabi

L'obiettivo finale è includere le terre dal Giordano e il mare nella grande umma islamica. Lo dice la storia. di Emanuel Segre Amar Stato di Palestina: dietro queste due parole, che sembrano avere la massima priorità per l'Onu e per i governanti del mondo intero, si nasconde una realtà che appare sconosciuta ai più. Nel mondo arabo non vi è una tradizione dello stato e, a parte l'Egitto, la cui storia risale a migliaia di anni fa, di molto antecedente all'arrivo dei conquistatori/predicatori musulmani (e che tuttora è abitato anche da popolazioni non arabe, come non lo erano gli antichi…

Il sacrificio del fuoco

di Fiamma Nirenstein Il sacrificio del fuoco un libro di 50 pagine che coglie l'orrore meglio di mille discorsi Scritto dal cristiano Goes, questo capolavoro descrive il peso del ricordo. Oggi tutti parlano della Shoah ma pochi vanno oltre la retorica l sacrificio del fuoco è quello definitivo, oltre il quale non resta che cenere, grigio, nero, niente. È anche una santissima aspirazione che percorre tutta le Scritture: ovvero, è la speranza che con l'espiazione le immani brutture, l'inconfessabile crudeltà, i più inverosimili peccati dell'uomo possano essere mondati col sacrificio. Continua a leggere su ilgiornale

27 gennaio: l'ipocrisia di chi piange gli ebrei un giorno e attacca Israele tutto l'anno

L'ironia di Andrea Marcenaro Solennemente cade, come tutti gli anni, il giorno della Memoria. Partono le scolaresche verso Auschwitz guidate da insegnanti forse “deportati”, perché no con la kefiah. Racconta, l’ex fascista intervistato, quali molte e buone opere abbia compiuto Mussolini fino a quelle leggi razziali del ’38, francamente indecenti. Ottimo l’editoriale del Corriere su Exodus, perfino più indignato quello su Repubblica. Inaudite immagini di corpi ammonticchiati tornano alla mente nel giorno dedicato, e partenze piombate, e monti di scarpe, o di capelli e di denti. Continua a leggere articolo su informazionecorretta.com

Un mondo senza ebrei' e il genocidio nazista

Recensione di Pierluigi Battista È ancora utile aggiungere un libro alla foresta di titoli che in questi anni si sono moltiplicati per studiare la Shoah? Certamente, perché studiare l’immaginario, le emozioni, le motivazioni profonde che avevano portato molti tedeschi a sognare, sì, proprio a «sognare», un «mondo senza ebrei» ci aiuta a capire quale veleno si fosse insinuato nel cuore e nel cervello della Germania hitleriana fino a portarla a concepire e attuare lo sterminio del popolo ebraico. Un mondo senza ebrei è appunto il titolo di un libro in uscita in Italia dello storico Alon Confino (pubblicato da Mondadori).…

La nuova Casa Bianca apre le porte a Israele

Di Fiamma Nirenstein Nessuno sa ancora bene cosa aspettarsi da Donald Trump ma il primo ministro Benjamin Netanyahu, si dice, ha ormai fra i suoi impegni quotidiani quello di calmare gli entusiasmi dei suoi ministri. La telefonata che il nuovo presidente degli Stati Uniti ha fatto al premier israeliano domenica sera ha suscitato soddisfazione anche se i due non sono entrati in dettagli: gli accenni sono allegri («molto carina» dice Trump; «amichevole» Bibi), in confronto ai toni sempre nuvolosi dei colloqui con Obama. Trump ha promesso di «consultarsi intensamente» sulla minaccia iraniana, finalmente chiamata di nuovo come merita; ha dichiarato…

Basta esperimenti, serve recuperare il realismo dei forti

Caro Presidente Trump, davvero la speranza del mio cuore è che la sua sia una bella presidenza rivoluzionaria. Tanti auguri a Lei e al Suo Paese. Ogni Suo battere di ciglia risuonerà ovunque, ogni Sua presa di posizione diventerà una pietra di paragone su cui si misura un mondo in grande sommovimento, in cui si è realizzata la previsione infausta della guerra di religione con l'Islam, in cui le armi di distruzione di massa sono state usate contro donne e bambini in Siria senza che il Suo Paese abbia reagito come promesso (è da qui che Lei deve ricominciare, col…

Gerusalemme adesso teme un altro sgambetto di Obamadi Giordano Stabile

Il rischio è una nuova risoluzione Onu in settimana di Giordano Stabile GERUSALEMME - Un colpo di coda dell'Amministrazione Obama che «pianterà l'ultimo chiodo nella bara del processo di pace». Vista da Gerusalemme Parigi è lontana, e la Conferenza è il dispetto finale di un presidente che cerca soltanto di ostacolare i cambiamenti promessi da Donald Trump, primo fra tutti lo spostamento dell'ambasciata americana nella Città Santa. Israele ha cercato prima di ignorare, far passare sotto traccia il summit voluto dal presidente francese François Hollande. Ma nel giorno del vertice il fuoco di sbarramento si è fatto più intenso. Continua…

Bergoglio ne ha combinata un'altra -

Ops, l’ha fatto di nuovo. Papa Francesco ne ha combinata un’altra delle sue. Bergoglio, voce dei cattolici di tutto il mondo, ha voluto entrare a gamba tesa nei delicati scenari politici internazionali, prendendo una posizione forte che ora, fatalmente, dovrà rappresentare la posizione di tutto il mondo cattolico. No, non ci siamo. L’insistenza per incontrare il leader dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, non è solo un colpo basso nei confronti di Israele e degli ebrei, ma una indebita ingerenza della Santa Sede in una questione in cui persino il diritto internazionale fatica a raccapezzarsi. Continua a leggere su sostenitori.info

'Camion fa strage': Corriere e Repubblica disinformano - Doppio standard di giudizio

Editoriale del Foglio, l'ironia di Andrea MarcenaroRoma. “Camion fa strage di soldatesse”, titolava ieri il Corriere della Sera in prima pagina. “Tir contro soldati”, rispondeva da par suo Repubblica con algida sintesi, arrivando persino a dire con Renzo Guolo che la responsabilità della strage di Gerusalemme è frutto della politica scelta da Israele sulle colonie. A leggerla così, pare che un mezzo pesante, forse per la carreggiata ghiacciata – ci hanno raccontato per tre giorni che a gennaio, pensa un po’, fa freddo e nevica tanto – sia innavertitamente piombato su delle soldatesse intente a fare chissà che in mezzo…