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70 nazioni si ritrovano a Parigi per fare di Israele il grande imputato internazionale

Per Gerusalemme è "un nuovo processo Dreyfus" di Giulio Meotti Il loquace ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha invitato tutti gli ebrei di Francia a lasciare il paese europeo in segno di protesta contro la prossima conferenza di Parigi del 15 gennaio, dove i rappresentanti di settanta paesi si riuniranno per un "summit della pace" che Israele ha deciso di boicottare. "Forse è il momento di dire agli ebrei di Francia, 'questo non è il vostro paese, venite in Israele'", ha dichiarato Lieberman, il quale ha descritto la conferenza come un nuovo "processo Dreyfus" e "un tribunale contro lo…

Blasoni antisemiti

Molte le università inglesi "proibite" agli ebrei. Vi si insegna che Israele è il male. E i regimi islamici le finanziano generosi. di Giulio Meotti Prendiamo quello che è successo soltanto negli ultimi due mesi: l'organizzazione studentesca dell'Università di Manchester ha votato per boicottare Israele, la University of London ha invitato a parlare un oratore che ha definito Israele "nazista", allo University College London c'è stata una manifestazione che ha impedito una riunione di studenti ebrei. Non è la Germania del 1933, ma l'Inghilterra del 2016. "Alcune delle principali università della Gran Bretagna stanno diventando 'no-go zone' per gli studenti…

Come va per Israele andrà per noi". Parla lo scrittore olandese Leon de Winter

"I miei figli sono a Tel Aviv, io restolegato all'Europa. Qui non c'è futuro per noi ebrei: i progressisti ci accusano di ogni male del mondo islamico, come è successo all'Onu". di Giulio Meotti ROMA - "E' l'ultimo tentativo dei progressisti occidentali di incolpare gli ebrei per le crisi esistenziali del mondo islamico". Così Leon de Winter, al Foglio, definisce la risoluzione 2334 delle Nazioni Unite che condanna gli insediamenti israeliani e che per la prima volta in quarant'anni è stata lasciata passare dagli Stati Uniti. Leon de Winter è il maggiore scrittore olandese vivente. "Fanno di tutto per tenere…

Così Obama ha tramato per pugnalare Israele

Gli incontri segreti coi palestinesi prima del voto Onu. E Kerry insiste sui due Stati divisiCi vuole la febbre antisraeliana che ha travolto Obama e il suo governo al tramonto, la volontà di lasciare un graffio sanguinante nel futuro dello Stato Ebraico, per risvegliare i sensi sopiti del segretario di Stato John Kerry, eccitato come non mai nel suo discorso di ieri sul conflitto israelo-palestinese. Continua a leggere su ilgiornale

Sarà guerra a Israele

Dai tribunali alle sanzioni, ecco cosa ha in serbo la risoluzione dell'Onu contro lo stato ebraico di Giulio Meotti ROMA - La risoluzione 2334 dell'Onu, che condanna come "illegali" gli insediamenti israeliani in Cisgiordania grazie all'astensione degli Stati Uniti, avrà conseguenze pesanti per lo stato ebraico. Si comincia dalla Corte dell'Aia: ogni israeliano, civile o militare, coinvolto negli insediamenti, sarà passibile di giudizio per aver violato la Convenzione di Ginevra. L'esercito israeliano, che amministra i Territori, può essere incriminato se demolisce le case dei terroristi, se espropria la terra per ragioni di "sicurezza", se pianifica case per israeliani. La decisione…

Come reagire ai colpi degli obami

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli Cari Amici, Alcuni si sono meravigliati della reazione di Israele contro la mozione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e magari l’hanno qualificata come una “guerra al governo degli Stati Uniti” (http://www.jpost.com/Diaspora/US-congressman-Israel-waging-rhetorical-war-against-the-American-government-476661 ). Probabilmente sono gli stessi che non capivano perché Israele e in genere gli ebrei se la siano presa tanto con la mozione dell’Unesco che qualificava il Monte del Tempio come luogo solamente islamico. In fondo che cos’è una mozione, sembrano pensare costoro, si trattava solo di far calare un po’ le arie al governo di Israele, di dare ragione a quelli che…

L'ultima figuraccia estera. Nuovo voto contro Israele

Il Giornale, 02 dicembre 2016 Questa si chiama persecuzione del Popolo Ebraico, se qualcuno ancora non l'avesse capito, e poiché il mondo ne ha una certa esperienza, dovrebbe per un attimo fermarsi a pensare. Infatti ci risiamo e con maggiore orrore e scandalo, dato che errare è umano, ma perseverare è davvero diabolico. L'Assemblea Generale dell'ONU, come spinta da un tic, ha votato di nuovo una Risoluzione su Gerusalemme che usa solo la terminologia e la logica araba e musulmana e condanna Israele per il solo fatto di essere a Gerusalemme. Una Risoluzione ricalcata su quella dell'Unesco, sulla quale poi…

L'Intifada del fuoco che sta bruciando la terra di Israele

Il Giornale, 27 novembre 2016 Israele brucia da cinque giorni, dal nord al sud le piante meravigliose coltivate nella terra sassosa che da secoli non aveva conosciuto foreste e prati sono ridotte in cenere, fuggono gli animali dei boschi, decine di migliaia di persone sono profughi, grandi città come Haifa vengono evacuate, cittadine storiche come Zicron Iaacov conoscono distruzioni di massa, alcuni villaggi della Giudea e della Samaria sono scheletri… La gente piange mentre l'enorme solidarietà li cura e li ospita, non crede all'apocalisse che vive mentre i corpi dell'Esercito, dei Vigili del Fuoco, della Polizia insieme circoscrivono, salvano, spengono.…

Israele, figlio unico della democrazia

di Giuseppe Crimaldi La lingua inglese ha saggiamente intuito i due aspetti contraddittori d ella solitudine. Così ha creato la parola “solitude” per esprimere la scelta di essere soli (l’uomo solitario che sta bene con se stesso). E ha creato la parola “loneliness” per esprimere una solitudine sofferta, non scelta. Nella lingua italiana per esprimere i due concetti esiste solo una sola parola: “solitudine”. Quando penso a Israele mi torna in mente questo ragionamento. Continua a leggere su Italia-Israelet-oday

Lo scandalo di Israele

Giovedì 17 novembre Il Foglio ha organizzato a Roma una conferenza internazionale dal titolo "Israele, la frontiera dell'Europa", moderata da Giulio Meotti. Sono stati invitati diversi ospiti internazionali, scrittori, storici, blogger, imam, dissidenti musulmani. A loro è stato chiesto di spiegare che cosa l'Europa può imparare da Israele nella lotta contro il terrorismo islamico. Ecco cosa hanno detto. Continua a leggere su Notizie su Israele

Gerusalemme, l'Unesco fa il bis: adesso cancella ebrei e cristiani

Una volta portato a casa il bel risultato antisemita del Comitato Esecutivo dell'Unesco, adesso, a una sola settimana di distanza, mercoledì, al World Heritage Committee dello stesso organismo per rafforzare la menzogna si va a votare di nuovo la risoluzione più "allucinante" (parola di Matteo Renzi) che ci sia: quella per cui ebrei e cristiani non hanno nulla a che fare con Gerusalemme, e col suo patrimonio culturale e archeologico. "Come se si affermasse che il sole crea il buio" ha detto Netanyahu. La luce che accende l'Unesco è di nuovo psichedelica: solo i musulmani, secondo il board e adesso…

Il nostro (e vostro) Muro

di Vittorio Robiati Bendaud Negare e falsare la storia non è solo uno sfregio agli ebrei, cari amici cristiani. La risoluzione dell’Unesco ci chiama in causa. O vogliamo morire di vergogna e tedio, inseguendo le manfrine dell’islamo-gauchismo? Anticipiamo un articolo tratto dal numero di Tempi in edicola da giovedì 20 ottobre (vai alla pagina degli abbonamenti) – Ridicolo e tragico vanno talvolta a braccetto, drammaticamente. È il caso della recentissima e vergognosa risoluzione Unesco circa Gerusalemme. Vergognosa anche per noi, cittadini italiani, dato che l’Italia ha deciso, con grande viltà, di astenersi. Come spesso accade, è più complicato e faticoso…

Unesco, scelta choc: il Muro del Pianto non è simbolo ebraico*

Adesso chi vuol far votare una mozione per dire che esistono le sirene, o che il Vaticano non è mai sta to la sede del papato, lo può fare. Passerà. Perché l'Unesco, il braccio artistico dell'ONU, su proposta dei palestinesi e dei giordani (i primi che dovrebbero essere un interlocutore credibile per un processo di pace, i secondi che la pace l'hanno già firmata) sta per approvare una mozione che nega ogni rapporto storico fra l'ebraismo e il Monte del Tempio. Cioè, fra l'altro, il Muro del Pianto, il primo luogo santo degli ebrei nei secoli dei secoli. Ieri l'assemblea…

Rav Jonathan Sacks a Bruxelles: 'Antisionismo il nuovo antisemitismo'

Commento di Marco BresolinL'intervento di Jonathan Sacks al Parlamento europeo è stato ignorato da tutti i quotidiani, con l'eccezione della STAMPA. Non ci chiediamo certamente il perchè, quanto piuttosto invitiamo i nostri lettori a scrivere al loro quotidiano di riferimento chiedendo il motivo di questa censura. Leggi articolo su informazionecorretta

Perché Abbas non andrà al Parlamento israeliano

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli Cari amici, che l’Onu sia un baraccone che segue tutt’altri interessi dalla pace e dalla giustizia di cui si ammanta, non ho bisogno di dirvelo, tanto spesso ve l’ho dovuto mostrare su episodi concreti in cui l’organizzazione si è schierata dalla parte del torto, della guerra, dell’ingiustizia. E credo vi sia evidente che l’Assemblea generale sia il peggio dell’Onu (con l’eccezione forse di agenzie specifiche come l’Unesco e il consiglio dei diritti umani, diretti dai nemici dei valori che questi organismi dovrebbero tutelare). A partire dagli anni Settanta del secolo scorso nell’Assemblea si è…

Terrore ogni giorno a ogni angolo Il calvario di Israele ora è di tutti

Tre attentati in due giorni sono davvero tanti, le bombe nello zaino vicino alla stazione di Elizabeth, l'esplosione del Seaside Park nel New Jersey, e nel quartiere di Chelsea, a Manhattan. L'ultima scoperta ha bloccato la strada per l'aeroporto di Newark, ha messo in difficoltà i passeggeri dei treni Amtrak, h a gettato il Paese in quel senso di/dejà vu/che assomiglia alla sconfitta. Così è la sindrome che investe ogni società sconvolta dal terrorismo: esso vuole sorprendere le sue vittime, confonderle, creare una crisi di fiducia. Gli USA dall'11 di settembre ad ogni attacco vivono con lo shock una regale…

Lettera al Signor Tahar Ben Jelloun

Dopo 12 anni ritroviamo l'amico di EDIPI Daniel Gal relatore al 3° Raduno Nazionale EDIPI di Scalea nel 2005. Lettera al Signor Tahar Ben Jelloun di Daniel Gal (Traduzione dal francese di Yehudit Weisz) Ho voglia di urlare tutta la mia rabbia. Ieri ho letto su Le monde la sua lettera ai musulmani. Per un istante mi è parso di cogliervi un respiro nuovo, ma ahimè, non è stato che un momento di illusione, mi son lasciato ingannare volendo per un attimo credere ad un cambiamento e ad un’improvvisa apertura mentale da parte sua, ma degli amici mi hanno risvegliato…

Sulle purghe islamiste, i nostri baroni restano silenti

Ipocriti professori occidentali: boicottano Israele e tacciono sulla purga accademica in Turchia di Giulio Meotti Roma. 59.628 professori cui è stata ritirata la licenza di insegnamento. 1.577 rettori universitari costretti alle dimissioni. Un clima di persecuzione, delazione e sospetto nelle aule universitarie, nelle scuole, al ministero dell’Istruzione. E’ la grande purga accademica che il presidente turco Recep Erdogan ha lanciato dopo il fallito golpe. Numeri, scrive Newsweek, che ricordano le purghe accademiche in Urss. Alla luce di questa aggressione alla libertà intellettuale in Turchia, uno si aspetterebbe che le legioni accademiche occidentali siano in fermento per dimostrare solidarietà ai colleghi…

Gerusalemme - Fermato un uomo con esplosivi

Bakrat: "Abbiamo sventato un attentato di grandi dimensioni" Sul posto sono intervenuti gli artificieri. Le vie del centro limitrofe sono state chiuse al traffico e la circolazione della metropolitana leggera in quel tratto è stata sospesa Tweet Tensione a Gerusalemme: 6 famiglie di ebrei si stabiliscono in una casa nel rione islamico Gerusalemme, bomba devasta un bus: 21 feriti Accoltellate 2 guardie israeliane alla Porta di Damasco a Gerusalemme: agenti feriti in modo lieve Gerusalemme, giovane israeliano accoltellato. Continua a leggere la notizia su rainews

Allah Hu Akbar fa strage a Nizza

Editoriale di Maurizio Molinari, commento di Giordano Stabile Attacco alla Francia nella notte del 14 luglio. Per colpire i jihadisti scelgono il giorno in cui i francesi celebrano la presa della Bastiglia e il momento in cui centinaia di persone affollano la Promenade des Anglais sul lungomare di Nizza. Le modalità dell’attacco svelano l’intento di umiliare la Francia lì dove si sente più forte: nel ricordo della rivoluzione, nella celebrazione delle proprie libertà, sulla spiaggia della Costa Azzurra simbolo del suo fascino. I jihadisti conoscono il calendario e l’identità del Paese che colpiscono e li usano come strumento per diffondere…