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Giovanni Tortora

Giovanni Tortora

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Amalek non è morto... ma non vincerà!

L'attualità drammatica degli eventi a cui stiamo assistendo nel quadrante medio-orientale evidenzia quanto mai che Amalek non è morto... ma non vincerà!

A tal proposito alleghiamo un elaborato dell' avv. Gianni Tortora responsabile del dipartimento giuridico di EDIPI.

Israele ha visitato EDIPI


Sono appena trascorsi pochi giorni dall’incontro avvenuto a Pomezia, all’interno dell’ Hotel Selene, dove si è svolto il 2° Convegno internazionale di EDIPI, nel quale l’unione delle chiese evangeliche italiane assieme ai fratelli ebrei messianici, uniti dall’amore e dal sostegno verso il popolo ebraico, venivano visitate dallo Stato d’Israele. Tra suoni dello shofar e cantici ebraici che immergevano il convegno in una suggestiva e completa dimensione ebraica, iniziava la pubblica adunanza con gli interventi delle autorità tra cui il Senatore Lucio Malan, l’Onorevole Sandro Oliveri, il Prof. Rinaldo Diprose, la lectio magistralis del Prof. Marcello Cicchese, l’intervento del Pastore messianico Angel Gerber e di altre persone autorevoli, si assisteva per la prima volta ad un evento unico senza precedenti nella storia.

Infatti, ciò che rappresenta lo Stato d’Israele in Italia al di là dei suoi confini territoriali, ossia l’Ambasciata, è venuta a visitarci. Un evento storico per le comunità cristiane evangeliche, in quanto lo Stato israeliano nella persona dell’Ambasciatore Naor Gilon, che non solo ha partecipato al convegno, ma ha riconfermato al nostro Presidente Past. Ivan Basana, l’amicizia e la stima che assieme allo Stato ebraico ha nei confronti degli evangelici d’Italia per Israele, riconoscendo appieno il sostegno e l’impegno profuso in un decennio da EDIPI. Dinanzi all’emozione forte del momento, purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con la realtà del nostro tempo, in particolare agli ultimi eventi internazionali che con prepotente autorevolezza tipica delle false verità, impongono il riconoscimento di una nazione che non ha nessuna legittimazione storica, se non quella il cui scopo nasce esclusivamente per togliere ulteriori territori che Dio ha assegnato ad Israele. Un ulteriore assemblamento di un popolo arabo, a prevalente composizione musulmana, la cui religione è l’Islam ed il cui Dio Allah non ha nulla a che fare con il Dio A-donai degli Ebrei e dei Cristiani di ogni tempo, se non quello di desiderare ardentemente la distruzione del popolo del Dio A-donai. Per cui riconoscere l’esistenza di un popolo pseudo-palestinese da parte dell’ONU con il fine di giungere ad una sicura soluzione di pace tra le popolazioni richiamate, Ebrei e Musulmani, non è altro che stabilire il presupposto per cui la guerra tra le due popolazioni alimentata da un odio ultramillenario dei Musulmani nei confronti degli Ebrei, non debba finire se non con la disfatta di uno dei popoli coinvolti. Sembra di rivivere ancora oggi l’inadempienza dell’ONU ai tempi delle Società delle Nazioni, quando pur stabilendo i confini territoriali legittimi che Dio ha assegnato allo Stato ebraico, disattendevano completamente alla dichiarazione di Sanremo del 1920, con la quale costoro adottavano la dichiarazione Balfour del 1917, limitando nei fatti enormemente i confini d’Israele e creando all’uopo, assemblamenti di popoli arabi a forte prevalenza musulmana nella nazione dell’odierna Giordania, nazione che, come la Palestina non ha alcun presupposto legittimo avvalorato dalla storia.

Eppure nonostante il voto favorevole dell’Italia all’ONU in merito al riconoscimento ufficiale “dell’esistenza” dello Stato palestinese come entità statale della comunità internazionale, Israele ci visitava, perché ha compreso che nonostante le differenze di nazionalità, c’è un popolo in Italia, un’associazione come EDIPI, che è dalla parte della verità dell’Eterno Dio e dalla parte d’Israele. Associazione che, dinanzi all’invito del Presidente delle Comunità Ebraiche, Riccardo Pacifici, a non smettere di sostenere gli ebrei, invitava il nostro Presidente Ivan Basana e l’Associazione tutta alla festa di Purìm a Tolosa, come tangibile segno di presenza e di sostegno al popolo Ebraico. Una festa di grande simbologia e ricordo storico dove l’Eterno Dio rovesciò le sorti del popolo Ebraico destinato allo sterminio in un giudizio di salvezza, condannando nel contempo l’oppressore del suo popolo.

Ancora oggi è vivo dentro di me il ricordo e l’esperienza dell’incantevole viaggio in Israele sulle orme del Messia, i luoghi dove il mio Signore è cresciuto, i posti dove l’Eterno Dio si presentava nella storia dell’uomo manifestando il meglio di sé, la sua gloria attraverso il mio Signore Gesù. L’aver accarezzato le acque del mare di Galilea dove il mio Signore azzittì i venti mossi dalla tempesta, dove camminò su di esse dimostrando all’umanità intera che ogni elemento della natura e del Creato sono a Lui sottoposti.

Il momento dinanzi al muro del pianto, dove davanti agli ebrei che implorano tutt’oggi il perdono per i loro peccati, Io ero lì… con la faccia posta sul muro, con le braccia tese e pregavo il mio Signore supplicando il perdono per i Gentili che distrussero il Tempio ai tempi dell’Imperatore Tito, e che con l’Imperatore Adriano avevano imposto la Diaspora per il popolo Ebraico, condannando i miei fratelli ebrei all’esilio da Gerusalemme, città che l’Eterno Dio aveva loro assegnato. Si, in quel momento intenso, ringraziavo il mio Signore per avermi aperto gli occhi sulla Verità - grazie ad EDIPI – e lo pregavo perché potesse servirsi di me per proclamare la verità, e (contrariamente a quello che avevano fatto i Gentili secoli prima) per aiutare i fratelli Ebrei a compiere il ritorno verso la terra che Dio aveva promesso di dare loro. L’Aliyah, il tema che ha inteso promuovere in questo convegno il Presidente Basana, vede in chiave profetica il realizzarsi della volontà dell’Eterno Dio nel compimento degli ultimi tempi, la completa restaurazione d’Israele in vista della venuta del nostro Redentore, secondo quanto è scritto al capitolo 11 della lettera ai Romani.

Ringrazio vivamente il Presidente Past. Ivan Basana e sua moglie Andie per le persone che sono e per come si affaticano nell’opera che il Signore ha affidato loro, un’opera di evangelizzazione e di divulgazione tesa alla sensibilizzazione da parte della Chiesa di Dio verso le proprie radici ebraiche e giudaiche, votata al sostegno di coloro che ci hanno resi partecipi dei loro beni spirituali affinché la Chiesa non resti ad essi insensibile. Perciò con zelo e con fervore, possa sorgere quest’oggi innanzi all’inerte indifferenza che inesorabilmente avanza negli ultimi tempi consegnando alla storia le sorti dei nostri fratelli messianici, votati alla restaurazione dell’olivo domestico che è lo Stato ebraico. Sorga la Chiesa di Dio che si propende nella riconoscenza storica delle proprie radici, a sostenere i propri fratelli nel compimento dei tempi, perché i cuori dei figli siano rivolti ai Padri e quelli dei Padri ai figli, affinché il paese non sia colpito dal completo sterminio, poiché Dio che giudicò coloro che si spartirono le vesti del proprio figlio alla croce, ancora oggi continuerà a giudicare coloro che si spartiscono le sorti dello Stato ebraico. Continui il Signore a sostenere EDIPI e il nostro caro Presidente Basana assieme a noi tutti impegnati nell’opera, affinché il fondamento apostolico posto dal savio architetto che era l’Apostolo Paolo sia portato a termine nella potenza di Colui che fa crescere ogni cosa, nella forza della Benedizione di Dio in Cristo Gesù.

Dio benedica Israele, Dio benedica EDIPI, Dio benedica sempre la sua Sposa….

 

Dott. Giovanni Tortora

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