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Claudio Groppi

Claudio Groppi

RIFLESSIONI SU UN VIAGGIO AD AUSCHWITZ di Claudio Groppi

per gentile concessione di Claudio Groppi

 

 

Premessa:

Nel Gennaio del 2011 ho partecipato come insegnante ad un progetto patrocinato dalla “Fondazione ex campo di concentramento di Fossoli” (www.fondazionefossoli.org ) denominato “Un treno per Auschwitz”.

Ogni anno ciascuna delle sessanta scuole superiori di Modena e provincia invia dieci studenti ed un insegnante in Polonia, in occasione del “giorno della memoria”, stabilito dalla comunità internazionale per il 27 Gennaio, per commemorare il giorno in cui le truppe sovietiche varcarono i cancelli del più tristemente famoso campo di sterminio. Il viaggio si svolge in treno, partendo da Carpi, città nei pressi di cui si trovava, a Fossoli, uno dei tanti campi in cui ebrei, zingari, oppositori venivano concentrati, in attesa della deportazione, e da dove partì anche Primo Levi, proprio per ripercorrere, anche se con tutte le comodità, il percorso che i deportati facevano nei vagoni piombati fino a Cracovia e poi ad Oswiecim (cittadina ribattezzata Auschwitz dai tedeschi).

In occasione di questo viaggio i partecipanti ogni anno sono sensibilizzati con un corso di preparazione tenuto da storici, scrittori e operatori culturali, che cercano di introdurre il tema della violenza, del colonialismo, visto come culla del razzismo, e cercando di spingere i ragazzi a riflettere sul perché sia stato possibile che nella “civile Europa del XX secolo” si sia potuto sviluppare un fenomeno come quello che ha dato vita alla Shoah (in ebraico significa calamità), con il tentativo di distruggere un intero popolo, ponendo la parola fine alla questione ebraica, con la cosiddetta “soluzione finale” (in tedesco: Endlösung der Judenfrage).

 

Una visita ad Auschwitz, in pieno inverno, in treno, lascia il segno.

Tutta l’operazione è organizzata magistralmente dalla “Fondazione Fossoli”, che si occupa anche di riempire le serate a Cracovia, con gruppi musicali e incontri con scrittori (fra cui il noto Carlo Lucarelli, che da otto anni presta il suo servizio a questa iniziativa), che hanno lo scopo di aiutare i ragazzi ad elaborare quanto hanno vissuto durante il giorno.

Una prima reazione comune è quella di stupore nei confronti delle proprie reazioni, del tipo: “sono stato ad Auschwitz e non ho versato neanche una lacrima, sono un mostro!”

Questi incontri serali hanno lo scopo di farti comprendere che una reazione di questo genere è “normale”, perché di fronte ad un orrore così grande l’essere umano erige delle barriere a difesa e produce una patina di insensibilità che riveste tutto il proprio io.

Durante il viaggio di andata regna una certa moderata allegria, tipica da gita scolastica, i ragazzi stanno in gruppi delimitati dalla loro appartenenza alle varie scuole e socializzano poco tra loro.

Molto diverso è però l’atteggiamento dei seicento partecipanti durante il viaggio di ritorno. I gruppi sono rotti e mischiati, il clima di allegria è svanito, i ragazzi hanno voglia di parlare tra loro e vige un clima di solidarietà, propria di chi ha vissuto un’esperienza dolorosa in comune che avvicina e ti mette voglia di stringerti ad un altro essere umano per farti forza, e si sperimenta la verità del seguente passo biblico:

 

<<La tristezza è preferibile al riso, perché davanti a un volto triste il cuore diventa migliore ( Ecclesiaste 7:3)>>.

 

In questo contesto ho avuto occasione di parlare con alcuni ragazzi, e da queste conversazioni scaturiscono le seguenti meditazioni.

Le discussioni fatte ruotavano tutte intorno a due importanti domande:

 

 

Prima domanda: “ Perché Dio permette il male?”

 

La prima reazione naturale che viene dopo un viaggio ad Auschwitz è proprio: “perché tutto questo?”

Nel 1989 Ferdinando Camon intervistò Primo Levi, (autore che tutti gli studenti del quinto anno studiano, specialmente in preparazione al viaggio ad Auschwitz). L’intervista termina con queste agghiaccianti affermazioni (ricordo che Primo Levi è morto suicida):

Levi: …..Devo dire che per me l'esperienza di Auschwitz è stata tale da spazzare via ogni residuo di educazione religiosa che possa aver avuto.

Camon: Il che significa che Auschwitz è la prova della non esistenza di Dio?

Levi: "C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio." [Sul dattiloscritto, ha aggiunto a matita:]. (Non trovo una soluzione al dilemma. Continuo a cercarla, ma non la trovo)

(Estratti from Ferdinando Camon , Conversations with Primo Levi, Marlboro,Vt : Marlboro Press, 1989) da Ferdinando Camon, Conversazioni con Primo Levi, Marlboro Press, 1989 pp. 41-44)

 

«C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. »

L’ateo trova naturale questa disequazione, per dare forza alla propria fede nichilista, mentre colui che genericamente ammette l’esistenza di Dio è fortemente tentato di incolparlo di quanto ha visto.

Perché Dio ha fatto questo?” è la domanda che più volte mi hanno fatto i ragazzi.

Un primo passo è stato quello di distinguere l’espressione “ha fatto” dall’espressione “ha permesso”.

Ma anche la domanda “perché Dio ha permesso questo?” è una domanda seria e merita una seria considerazione. Perché Dio permette il male?

Questo è un tema molto importante per noi credenti, ed è bene essere convinti di quello che testimoniamo ai non credenti.

Io personalmente mi sono trovato più volte ad argomentare con Dio a questo proposito, e devo dire che per lungo tempo non mi sono trovato d’accordo con Lui: ma quando noi siamo sinceri con Lui e gli comunichiamo francamente il nostro disappunto, Egli è fedele come un padre amorevole che spiega con pazienza le cose ad un bambino.

Così un giorno, mentre passeggiavo nel parco sotto casa ponendo domande a Dio, Egli tutto ad un tratto mi ha risposto mettendomi in testa i seguenti pensieri:

Se tutto ti andasse sempre bene, mi ameresti veramente di più?”

Se non ci fosse la minaccia dell’inferno, mi saresti grato di averti salvato alla croce?”

Così ho dovuto rispondergli con altrettanta franchezza: “onestamente no!

La parola di Dio parla chiaro a questo proposito:

 

<<Salmo 32:9 Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti si avvicinano!>>

 

Signore, ma questo salmo lo hai scritto per me!

 

  • Non so apprezzare il bene, se non conosco il male.

  • Non so apprezzare il pulito se non conosco lo sporco.

  • Non so apprezzare il cibo se non conosco la fame.

  • Non so apprezzare il calore di un focolare se non conosco il freddo.

  • Non so apprezzare la pace se non conosco la guerra.

  • Non so apprezzare la ricchezza se non conosco la povertà (infatti, spesso i figli dei ricchi crescono viziati.)

  • Non so apprezzare l’amore se non conosco l’indifferenza.

 

Devo ammettere di essere come un animale senza intelletto che ha bisogno di morso e briglia per avvicinarmi a Dio!

 

Dio “permette il male” affinché possiamo apprezzare il bene che Lui ci fa.

 

Naturalmente non era così all’inizio; nel giardino di Eden tutto era buono, ma Dio permise ad Adamo di essere tentato perché Dio cerca un amore che provenga da un cuore sincero, non da costrizione, così la caduta di Adamo ha provocato la rovina di tutta la creazione (Romani 8:22).

Inoltre il Signore non permette il male perché provi piacere nel farlo ( la tipica argomentazione del non credente è: “se ci fosse un Dio buono non ci sarebbe il male!”) ma la Bibbia afferma esattamente il contrario.

 

<<Lamentazioni 3 :33 poiché non è volentieri che Egli umilia e affligge i figli dell'uomo.>>

 

E allora dobbiamo concludere che se non è volentieri, allora è necessario!

Dio usa questa vita infelice per portarci a Lui; noi non saremo mai felici in questa vita perché siamo progettati per essere felici nella vita eterna, futura!

Tuttavia Dio ci concede momenti di prova di questa felicità: amore tra moglie e marito, amore verso i figli ( che nessuno comprende a pieno fino a che non diventa genitore) per farci capire come Lui ci ama!

Se mio figlio sbaglia, si ribella, mi delude lo amo lo stesso, è sempre mio figlio.

Così Lui fa con l’uomo, una volta che si è figli si rimane tali, Egli non ti ripudierà mai!

Questa è la risposta che dobbiamo dare ai non credenti che ci fanno la domanda.

  • ameresti Dio se avessi tutto?

  • ameresti la luce se non conoscessi il buio?

IL MALE E’ NECESSARIO affinché noi acquistiamo intelligenza.

Attenzione: “IL MALE E’ NECESSARIO” è un parlare duro!

Non potremo dirla se prima non l’abbiamo metabolizzata a fondo noi stessi, e se non l’abbiamo “discussa” e condivisa con Dio.

Il Signore non è un sadico che gode nel tormentare i figli degli uomini, ma un Dio amorevole che usa la correzione come un padre corregge il figlio che gradisce!

Il Signore ci mette davanti la benedizione e la maledizione; ci fa conoscere la sua volontà per mezzo della Bibbia, e se noi ci discostiamo da essa, a malincuore è costretto a correggerci con afflizioni.

 

<< Deuteronomio 30:19 Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie.

30:20 amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni. così tu potrai abitare sul suolo che il SIGNORE giurò di dare ai tuoi padri Abrahamo, Isacco e Giacobbe".>>

 

Dio usa con Israele e con tutti noi lo stesso metodo che usò con Adamo, lasciandoci liberi di scegliere tra l’ubbidienza e la conseguente benedizione, e la disubbidienza con la conseguente maledizione.

 

Così, su quel treno in ritorno dalla Polonia ho potuto condividere queste mie convinzioni con alcuni studenti, e quanto meno ho potuto constatare che mi sono stati ad ascoltare con attenzione. Infatti, dopo l’orrore di Auschwitz stai volentieri ad ascoltare chi ti propone delle risposte alle domande che il viaggio ha suscitato.

Solo Dio sa quali frutti possano portare queste parole in quei giovani cuori, e chissà a distanza di quanto tempo … ma noi dobbiamo avere la convinzione che non saranno le nostre convincenti argomentazioni a convertire le anime, ma solo la potenza dell’evangelo.

<<“Affinché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio” (1 Corinzi 2:5).>>

 

Seconda domanda: “Perché tanto odio verso gli Ebrei?”

 

La visita ad Auschwitz mette in evidenza il lucido piano di annientamento perpetrato dai nazisti, che avevano messo in piedi, con teutonica efficienza una vera e propria “fabbrica della morte”.

Il tentativo di distruggere un popolo, portato avanti con metodica risolutezza ed efficienza organizzativa lascia sbigottiti: perché tanto accanimento verso il popolo ebreo?

Coloro che conoscono la Bibbia ovviamente sanno che il popolo ebreo non è un popolo qualunque; è il popolo di Dio, il popolo eletto, che Dio si è costituito chiamando Abramo fuori da Ur dei Caldei: ma per quale motivo Dio ha deciso di mettersi da parte un popolo?

 

<<Deuteronomio 7:7 Il SIGNORE si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo,

7:8 ma perché il SIGNORE vi ama: il SIGNORE vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha liberati dalla casa di schiavitù, dalla mano del faraone, re d'Egitto, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri.>>

 

Il Signore ama Israele perché fino da subito ha avuto un piano di gloria per Il suo popolo: attraverso di lui Dio ha deciso di manifestarsi all’uomo; a Israele Dio ha affidato la Sua Parola e gli ha dato il compito di conservarla per l’umanità, ma soprattutto attraverso il Messia di Israele, Gesù di Nazareth, il Leone della Tribù di Giuda, Dio ha deciso di mettere in atto il suo piano di salvezza universale:

 

<<Isaia 49:2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell'ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra,

49:3 e mi ha detto: "Tu sei il mio servo, Israele, per mezzo di te io manifesterò la mia gloria".

49:6 Egli dice: "È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele; voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra.>>

 

Antisemitismo satanico:

Ecco qual è il motivo dell’antisemitismo satanico: Satana, il nemico, l’avversario delle nostre anime e angelo ribelle, dopo aver provocato la caduta dell’uomo in Eden ha sempre cercato di contrastare il piano di Dio per la salvezza del mondo.

Satana ha da sempre cercato lo sterminio del popolo ebreo, ed a questo scopo si è servito di uomini che si sono messi al suo servizio:

  • Il Faraone ordinò l’uccisione di tutti i maschi neonati del popolo di Israele, ma Mosè fu salvato dalle acque;

  • molti anni dopo il Faraone mandò i suoi carri a inseguire Israele per distruggerlo.

  • Il persiano Haman (libro di Ester) anticipò l’idea della soluzione finale di Hitler, facendo emanare un editto per lo sterminio totale degli ebrei.

  • Erode, saputo dai re di oriente che il Messia era venuto al mondo a Betlemme ordinò la strage di tutti i maschi dai due anni in giù.

  • Nel periodo ellenista Antioco Epifane dissacrò il tempo sacrificando animali impuri, nel tentativo di distruggere l’identità del popolo di Dio.

  • I Romani dopo la distruzione del tempio soppressero nel sangue la seconda rivolta giudaica nel 135 D.C. cambiando nome a Gerusalemme in Aelia Capitolina, e imponendo il divieto per i giudei di avvicinarsi alla città. La chiesa del I secolo infatti predicava che il Messia sarebbe ritornato a Gerusalemme.

  • In seguito il popolo fu disperso, attraverso persecuzioni e vicissitudini di ogni genere in Europa; dopo la cacciata dei mori dalla Spagna nel 1492 nel paese iniziò la persecuzione contro gli ebrei che si dispersero nei paesi dell’Europa centro-orientale, oltre che nelle Americhe. Molti anni dopo, Satana suscitò odio nelle popolazioni nelle quali Dio aveva disperso il suo popolo e in tempi più moderni Adolf Hitler ripropose l’idea della soluzione finale: lo sterminio premeditato e organizzato di undici milioni di ebrei europei.

 

Ma la partita non è ancora finita: dopo la tragedia della Shoah La società delle Nazioni, trasformatasi in ONU, accordò il permesso al popolo ebraico di costituire il moderno stato di Israele, ma oggi il persiano Mahmud Ahmadinejad, presidente di una grande nazione, la repubblica islamica dell’Iran, propugna la cancellazione di Israele dalla mappa geografica, ed è pronto ad innescare un nuovo “Olocausto”, anche sviluppando un programma nucleare, e finanziando e armando le organizzazioni terroristiche quali Hamas ed Hezbollah, che non riconoscono ad Israele il diritto all’esistenza.

Satana conosce bene l’escatologia degli ultimi tempi, e vuole contrastare il ritorno degli ebrei nella terra promessa (Aliyah) e il possesso del paese, perché sa che quando il ritorno sarà completo il suo tempo prima di essere legato sarà breve (Apocalisse 20:2), e cerca quindi di ritardare il più possibile l’adempimento del piano di Dio.

Antisemitismo cristiano: nascita e sviluppo.

In tutta questa perfidia contro il popolo eletto possiamo chiaramente distinguere la mano satanica, di colui che odia il popolo di Dio perché è ribelle contro Dio stesso. Ma l’antisemitismo non ha solo una radice satanica: con grande dolore e rincrescimento dobbiamo riconoscere che esiste un antisemitismo cristiano, che ha le sue radici nelle vicende storiche (la distruzione del Tempio e l’allontanamento dei giudei da Gerusalemme), che fecero ritenere concluso il ruolo centrale di Gerusalemme nel piano di Dio.

I padri della Chiesa, da Ignazio di Antiochia (115 d.C.) a Giustino martire, (100-165 d.C.), cominciarono ad affermare che la Chiesa è “la vera razza israelitica” e a cristianizzare l’Antico Testamento, affermando che quando nell’A.T. si legge Israele, bisogna riferirlo alla Chiesa.

Ireneo, vescovo di Lione dal 178 al 195 fece una lettura allegorica dell’A.T., affermando che le promesse fatte ad Israele sono per la Chiesa.

Origene, studioso di Alessandria d’Egitto (185- 254 d.C.), ponendo le basi della”teologia della sostituzione”, definì il popolo eletto l’Israele “corporeo”, mentre la Chiesa l’Israele “spirituale. Da qui l’opinione che tutto ciò che è giudaico sia da disprezzare, basso e inferiore rispetto al cristianesimo, che è il “vero Israele”.

In definitiva i primi tre secoli dopo Cristo portarono progressivamente all’espulsione dei Giudei dalla Chiesa, fino a giungere a Costantino che fece del Cristianesimo la religione di stato, andando a saldare potere temporale e spirituale. Infine nel 325 d.C. il Concilio di Nicea sancì la definitiva separazione tra la chiesa e i Giudei, e la “conversione”, mediante il battesimo in massa dei neonati, dell’impero romano al cristianesimo, epurato da qualunque influsso giudaico.

 

L’accusa di “deicidio”:

Ciò che però fece passare da un semplice allontanamento e dal rigetto delle tradizioni giudaiche alla persecuzione fu l’accusa di “deicidio”. Essa venne formulata in modo ufficiale e solenne solo a metà del quinto secolo da Leone I Magno, ma era già presente fin dai primi secoli di storia della Chiesa. Solo nel 1965 il Concilio Vaticano II stabilì che la responsabilità della morte di Cristo è da attribuire all’intera umanità, ma ancora oggi questa accusa storica è ancora presente, a livello più o meno inconscio, in un certo tipo di cristianesimo.

 

Sgombriamo, alla luce delle scritture, il campo da questa accusa:

Gli uccisori materiali furono i soldati Romani, ma chi furono i “mandanti”?

 

<<Atti degli Apostoli 4:26 I re della terra si sono sollevati, i principi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo.

4:27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele,

4:28 per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero.>>

 

Questo brano attesta chiaramente che i mandanti dell’uccisione del Cristo siamo stati tutti noi!

Materialmente gli uccisori sono stati i gentili, nei panni dei soldati romani, ma i responsabili sono stati tutti: Erode e Pilato ( Giudei e Romani) con le nazioni e il popolo di Israele. Infatti l’agnello di Dio è stato immolato per la salvezza di tutto il mondo, e sarebbe grave se qualcuno di noi si chiamasse fuori da questa responsabilità: vorrebbe dire che Gesù non è morto per lui, per pagare i suoi peccati.

 

Le accuse di deicidio, la teologia della sostituzione e un antisemitismo a volte strisciante ma più spesso conclamato si è tradotto nella storia della cristianità in molti misfatti:

  • Le crociate: 10.000 ebrei trucidati durante la “liberazione” di Gerusalemme nella prima crociata.

  • L’inquisizione spagnola: nasce nel 1478 per smascherare (con la tortura) gli ebrei falsamente convertitisi al cristianesimo (chiamati con disprezzo “marrani”, che significa “porci”.)

  • L’espulsione e la cacciata dalle chiese dei giudei, a cui seguì la cacciata dalle città, spesso dopo un periodo di chiusura in un ghetto. La figura dell’ “ebreo errante” non fu una romantica scelta da parte di un popolo vagabondo, ma una tragica necessità dovuta alle persecuzioni.

  • I Pogrom della chiesa cristiana ortodossa nei paesi dell’Europa orientale.

 

Certamente molti fratelli potrebbero obiettare che simili crimini sono stati commessi da sè-dicenti cristiani, che per nulla mettevano in pratica gli insegnamenti del Messia Ebreo, Gesù di Nazareth. Molti potrebbero obiettare che noi evangelici non abbiamo nulla da spartire con i Papi che indissero le crociate, e con i successivi che pensavano al potere temporale più che alla predicazione dell’evangelo.

Molti obietterebbero che noi evangelici non abbiamo nulla a che spartire con l’inquisizione di Ignazio da Loiola e di Torquemada, che anzi molti sinceri credenti sono finiti sui roghi dell’inquisizione.

E infatti ciò è senz’altro vero, ma esaminiamo anche il seguente brano, scritto da un padre indiscusso della fede cristiana evangelica:

 

<<Cosa vogliamo fare ora noi cristiani con questo abietto, dannato popolo degli ebrei? […]

Io voglio dare il mio sincero consiglio:

In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso o un resto. [...]

Secondo: bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe.

Perciò li si metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari, perché sappiano che non sono signori del nostro Paese, come invece si vantano di essere, ma sono in esilio e prigionieri, come essi dicono incessantemente davanti a Dio strillando e lamentandosi di noi. [...]

Terzo: bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici, nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e bestemmie. [...]

Quarto: bisogna proibire ai loro rabbini - pena la morte - di continuare a insegnare, perché essi hanno perduto il diritto di esercitare questo ufficio. [...]

Quinto: bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade, perché essi non hanno niente da fare in campagna, visto che non sono né signori, né funzionari, né mercanti, o simili.

[...]

Sesto: bisogna proibire loro l'usura, confiscare tutto ciò che possiedono in contante e i gioielli d'argento e d'oro, e tenerlo da parte in custodia. E il motivo è questo: tutto quello che hanno (come sopra si è detto), lo hanno rubato e rapinato a noi attraverso l'usura, perché, diversamente, non hanno altri mezzi di sostentamento. [...]

Settimo: a ebrei ed ebree giovani e forti, si diano in mano trebbia, ascia, zappa, vanga, conocchia,fuso, in modo che guadagnino il loro pane col sudore della fronte, come fu imposto ai figli di Adamo, al terzo capitolo della Genesi. Poiché non è giusto che essi vogliano far lavorare noi, maledetti goijm nel sudore della nostra fronte, e che essi, la santa gente, vogliano consumare pigre giornate dietro la stufa, a ingrassare e scoreggiare, vantandosi in questo modo blasfemo di essere signori dei cristiani, grazie al nostro sudore. A loro bisognerebbe invece scacciare l'osso marcio da furfanti dalla schiena!>>

( Martin Lutero, “Degli ebrei e delle loro menzogne” Einaudi, 2000, pag. 185 -195)

 

E’ veramente triste constatare che un uomo di Dio come Lutero, Bibbia alla mano, abbia potuto scrivere simili nefandezze, ed è altresì triste constatare che i nazisti circa 400 anni dopo non fecero altro che mettere in pratica le raccomandazioni di Lutero.

L’antisemitismo cristiano non è appannaggio della sola chiesa cattolica, ma è un peccato che permea profondamente tutta la cristianità, passando attraverso i secoli e le denominazioni.

E’ importante riflettere su questo fatto, affinché questi disastrosi errori nella Chiesa non vengano ripetuti!

 

La Chiesa e Israele oggi:

Noi dobbiamo vegliare su noi stessi; è vero che chi ha perpetrato questi crimini non ha dato prova di essere un vero cristiano, ma noi dobbiamo prendere esempio dal profeta Daniele.

Egli, come tutti sappiamo, era un giovane integro davanti a Dio, eppure quando nel capitolo nove intercedette per il popolo, affinché si compisse la profezia di Geremia e il popolo potesse ritornare dalla cattività babilonese, Daniele, chiedendo perdono per i peccati di Israele, non si pose fuori dal popolo, non disse “Dio perdona loro perché hanno peccato”, ma digiunando, con sacco e cenere si rivolse a Dio dicendo: “noi abbiamo peccato e abbiamo agito perversamente, siamo stati malvagi e ci siamo ribellati allontanandoci dai tuoi comandamenti… “ (Daniele 9:5).

Sulla base di quest’esempio noi oggi dobbiamo chiedere perdono per i peccati commessi dalla chiesa o meglio dalla sedicente cristianità, contro il popolo eletto, la pupilla dell’occhio di Dio.

La Chiesa deve chiedere perdono per quanto è stato fatto nel nome di Cristo, impedendo per secoli la conversione e la salvezza degli Ebrei.

La Chiesa deve benedire Israele, sulla base di

 

Genesi 12:3:<<Io benedirò chi ti benedirà e maledirò chi ti maledirà>>

 

Teniamo però presente che nell’ originale ebraico vengono usate due parole diverse per il termine “maledire”, e precisamente:

  • Arar: si riferisce al processo di legare qualcuno con una maledizione

  • Qalal: ha la seguente gamma di significati: considerare come superficiale o di poco conto, trattare con disprezzo, non dare importanza

(Avner Boskey in “Israele, la chiave del risveglio mondiale “ Perciballi Editore 2009)

 

Quindi il brano di Genesi 12:3 andrebbe meglio letto in questo modo:

 

<< Io maledirò chi non ti darà importanza, chi ti tratterà con disprezzo, chi ti considererà di poco conto>>

 

e dobbiamo ammettere che purtroppo tutti questi atteggiamenti sono alquanto diffusi nella Chiesa (anche quella evangelica) di oggi.

Non dare la giusta importanza a Israele significa non avere capito quanto sia importante Israele nel cuore di Dio e quanto sia centrale negli eventi degli ultimi tempi: Gesù tornerà per diversi motivi, fra i quali quello di fare vendetta dei suoi nemici (Isaia 61:2), di salvare Israele (Romani 11: 26) e di instaurare il Regno che fu solo annunziato alla prima venuta, e di regnare per mille anni da Gerusalemme come Re dei Giudei!

Ci guardi il Signore, Dio guardi la sua Chiesa, dal tornare ad incorrere negli errori del passato riguardo Israele!

 

Implicazioni contemporanee

Ci sono 4 implicazioni principali: che però sono strettamente interallacciate tra loro

(implicazioni socio economiche

implicazioni internazionali: la questione del possesso della terra - il popolo palestinese

sicurezza internazionale: Iran Hezbollah

sicurezza interna : i cristiani espulsi )

Ma tornando ad Auschwitz, la visita a quel luogo non è solo una visita per la memoria, non è solo una lezione di storia passata! Guardando la straordinaria organizzazione messa in atto dai nazisti non si può fare a meno di porsi certe domande: quante persone hanno collaborato a quel progetto?

Quanti polacchi, francesi, italiani, tedeschi, jugoslavi, ungheresi, austriaci, “brave persone”, padri di famiglia, hanno più o meno consapevolmente contributo a stendere migliaia di chilometri di rotaie, ad allestire gli oltre 150 campi di “appoggio” (come quello di Fossoli), a guidare i treni, a costruire le baracche, un numero sterminato di baracche, a perdita d’occhio, (un quadrato di quattro chilometri di lato…) quanti si sono arricchiti costruendo i forni crematori, producendo il gas Zyklon B da usare nelle camere, ecc… ecc… o più semplicemente hanno chiuso un occhio o forse due senza volersi chiedere dove portavano gli Ebrei?

 

 

Baracche a perdita d’occhio Migliaia di chilometri di rotaie

 

 

Anche oggi quanti sono quelli che più o meno innocentemente collaborano con quanti vogliono spazzare via Israele dalla mappa geografica? Anche oggi c’è qualcuno che si arricchisce vendendo materiale all’Iran, affinché costruisca le sue centrali nucleari “per scopi pacifici” ed anche oggi c’è chi si arricchisce vendendo armi ad Hamas ed Hezbollah, oppure fa affari con gli emiri, andando poi a sedersi nell’assemblea delle Nazioni Unite a votare contro Israele a favore di uno “stato palestinese” e per la divisione della città del Gran Re, il che è chiaramente contro il piano di Dio.

Noi vogliamo anche oggi chiudere uno o due occhi per non chiederci cosa sono venute a fare le due navi iraniane che nel febbraio 2012 hanno attraversato il canale di Suez?

Noi, la Chiesa, vogliamo aprire gli occhi e gettare uno sguardo fuori dalle nostre assemblee, per capire cosa rappresenta la cosiddetta “primavera araba”? Vogliamo capire che un nuovo Auschwitz si sta preparando in Medio Oriente?

I falchi del terrore son pronti a manovrare la situazione di instabilità che si sta creando nei paesi arabi (Egitto, Libia, Siria, chi sarà il prossimo?) per scatenare la distruzione contro il popolo eletto.

 

Il popolo palestinese è un’invenzione degli ultimi anni, (non è mai esistita una nazione palestinese, e meno che mai Gerusalemme ne è stata la capitale: il termine palestinese dovrebbe avere un’accezione esclusivamente territoriale, esistono palestinesi arabi ed ebrei, nel senso che sono gli abitanti di un’area geografica che nella storia è stata chiamata “Palestina”). La terra di Israele è stata promessa ai figli di Giacobbe, ma gli arabi sono bene accetti se vogliono vivere in pace, come sta scritto nelle profezie. Quando Gesù, il Principe della pace tornerà ci sarà una strada che collegherà l’Egitto alla Siria e gli Egiziani serviranno YHVH con gli Assiri (Isaia 19:23) e i figli di Isacco ed Ismaele vivranno di nuovo in pace (Genesi 25:9).

Infatti la Parola si è fatta carne in Gesù per salvare tutti gli uomini, ed Egli ama anche i figli di Ismaele!

Noi, la Chiesa, dobbiamo impegnarci nella preghiera ed intercessione affinché gli arabi siano liberati dal maligno che vuole far credere loro che eliminando Israele risolverebbero tutti i loro problemi.

Preghiamo intensamente per Israele, e ancora più intensamente per i nemici di Israele, come ci ha insegnato il nostro Maestro, (Matteo 5:44, Luca 6:35) perché non si debba più vedere lo scempio che viene fatto dell’infanzia sotto il giogo di Hamas, Hezbollah e via dicendo, che crescono i bambini insegnando l’odio per Israele!

 

 

 

Preghiamo perché i credenti in Yeshùa ed Issa (Gesù in ebraico ed arabo) i nati di nuovo dei due popoli, trovino già adesso il modo di vivere e lavorare insieme per la costruzione del Regno, che l’amore la pace e la collaborazione possano dare un esempio a tutto il mondo.

Preghiamo per la protezione fisica di questi credenti speciali, perseguitati, anche se in termini molto diversi, nei loro popoli. I Cristiani a Betlemme, Nazareth, Gaza, e tutti i territori sotto l’Autorità Palestinese sono progressivamente espulsi perché rischiano tutti i giorni la vita e quella e delle loro famiglie.

Anche in Israele i religiosi ultraortodossi contestano, spesso con durezza, i credenti messianici, che considerano traditori, anche se vivere in un paese democratico dà comunque certe garanzie di cui non godono gli abitanti dei paesi musulmani, e quando la contestazione assume toni violenti viene perseguita: (è notizia di pochi giorni fa che un terrorista ebreo, tale Jack Teitel è stato condannato per aver inviato nel 2008 un pacco bomba alla famiglia del pastore messianico David Ortiz, nella città di Arad, nel Negev).

Preghiamo, ma impariamo anche a tenere un occhio sulla Bibbia ed un occhio al telegiornale!

Noi credenti contemporanei abbiamo il privilegio di vedere ogni giorno tante profezie che si avverano sotto i nostri occhi!

 

Il ritorno del popolo nella terra promessa (Aliyah)

I profeti hanno predetto sin da lungo tempo che Dio avrebbe raccolto i dispersi della casa d’Israele.

Nel libro di Geremia troviamo un brano riguardo al ritorno del popolo nella terra d’Israele (Heretz Israel) che deve illuminarci su quanto sia importante Israele nel piano di Dio per la salvezza dell’umanità e negli avvenimenti degli ultimi tempi:

<<Geremia 16:14 "Perciò, ecco, i giorni vengono", dice il SIGNORE, "in cui non si dirà piú: Per la vita del SIGNORE che condusse i figli d'Israele fuori dal paese d'Egitto,

16:15 ma: Per la vita del SIGNORE che ha condotto i figli d'Israele fuori dal paese del settentrione e da tutti gli altri paesi nei quali li aveva scacciati. Io li ricondurrò nel loro paese, che avevo dato ai loro padri.>>

 

La liberazione dall’Egitto è per il credente ebreo il fatto più importante della Torah, che va ricordato e inculcato ai figli di Israele:

<<Deuteronomio 6:20 Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: "Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che il SIGNORE, il nostro Dio, vi ha date?"

6:21 Tu risponderai a tuo figlio: "Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il SIGNORE ci fece uscire dall'Egitto con mano potente.

6:22 Il SIGNORE operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa,

6:23 e ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci.>>

 

Il Signore, per bocca di Geremia ci dice che negli ultimi tempi quel fatto, l’uscita dall’Egitto, passerà in secondo piano rispetto al ritorno di milioni di Ebrei da ogni parte del mondo.

Dopo la caduta del muro di Berlino e dell’Unione Sovietica nel 1989, in milione e duecentomila ebrei russi hanno fatto “aliyah”, dando un senso straordinario a questo passo profetico:

 

<< Isaia 49:12 Guardate! Questi vengono da lontano; ecco, questi altri vengono da settentrione e da occidente, e questi dal paese dei Sinim"….

49:20 I figli di cui fosti privata ti diranno ancora all'orecchio: Questo posto è troppo stretto per me; fammi spazio, perché io possa stabilirmi.

49:21 Tu dirai in cuor tuo: Questi, chi me li ha generati? Infatti io ero privata dei miei figli, sterile, esule, scacciata. Questi chi li ha allevati? Ecco, io ero rimasta sola; questi, dov'erano?">>

 

Oggi buona parte del dibattito politico su Israele, verte sulla necessità di costruire nuovi insediamenti, abitazioni necessarie per l’immigrazione continua, perché il paese “è troppo stretto”. Le nazioni vogliono stabilire i confini di Israele, contraddicendo un preciso principio biblico, espresso in

 

<< Deuteronomio: 32:8 Quando l'Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, egli fissò i confini dei popoli, tenendo conto del numero dei figli d'Israele.>>

 

Le nazioni vogliono fissare i confini di Israele ed imporre la loro volontà, ma non sanno che così facendo si attirano le ire dell’Eterno, che ha stabilito esattamente il contrario.

Noi credenti nella Bibbia non dobbiamo parteggiare per lo “stato” di Israele: noi dobbiamo parteggiare per il Dio di Israele!

Egli ha promesso di ricondurre tutti i dispersi della diaspora e lo sta facendo, sotto i nostri occhi!

Israele non è ancora tornato a Dio, ma il profeta Zaccaria ci assicura che ciò accadrà e che essi “guarderanno a colui che hanno trafitto “, e l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani afferma che “tutto Israele sarà salvato”. Nel frattempo, sempre tenendo un occhio alle notizie, apprendiamo che il governo di Israele, pur non essendo ancora convertito, sta agevolando i piani dell’Eterno, costruendo un aeroporto internazionale nel deserto del Negev!

Pensate, un paese grande come la Lombardia che progetta di avere due aeroporti internazionali! Perché?

Perché il paese sta spettando il ritorno dei sefarditi dal Sud America, stimati in diversi milioni: Dove andrà ad abitare tutta questa massa di gente?

 

<< Abdìa 1:20 I deportati di questo esercito, i figli d'Israele, possederanno il paese dei Cananei fino a Sarepta, e i deportati di Gerusalemme che sono a Sefarad, possederanno le città della regione meridionale.>>

 

Sefarad è la Spagna, i deportati di Gerusalemme, dopo un esilio di molti secoli nell’America Latina torneranno, ed andranno ad abitare le città che devono essere costruite nel sud del paese, il Negev appunto. Ancora una volta la Bibbia e la cronaca vanno di pari passo, e noi abbiamo il privilegio di gustare questi fatti che sfuggono a coloro che non conoscono la Bibbia; Dio ha stabilito dei tempi, ma questi li conosce solo il Padre (Matteo 24:36), anche se Gesù stesso nel sermone profetico ci dice chiaramente quali siano i segnali degli ultimi tempi.

 

Esula da queste meditazioni esaminare puntualmente i segni predetti nel sermone profetico, ma quello più importante è sintetizzato in Matteo 24:32:

<<Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. 24:33 Cosí anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.>>

Il segno più importante è il fico germogliato: Israele è il fico che sta germogliando: lo dimostra dal punto di vista naturale il ritorno degli Ebrei nella terra di Israele, e dal punto di vista spirituale il numero crescente di credenti messianici; per quasi duemila anni il numero di ebrei che accettavano Gesù come Messia è stato trascurabile, ma ora la progressione del vangelo tra gli Ebrei in Israele e nel mondo, è impressionante.

Il pastore messianico Tony Sperandeo, della comunità “Ha Maayan” di Kfar Saba, a nord di Tel Aviv, (www.kehilat-hamaayan.org.il ) racconta che quando si è trasferito in Israele alla fine degli anni settanta, tutti i messianici si conoscevano, ma ora, gloria a Dio, vi sono circa ottanta congregazioni, fra piccole e grandi, che riuniscono forse da dieci a quindicimila credenti. Sono pochi ma sono tanti, se pensiamo cosa abbiano fatto dodici apostoli ripieni di Spirito Santo!

Negli Stati Uniti il movimento messianico è imponente; a Gerusalemme Joseph Shulam sta costruendo la prima “sinagoga messianica” ( www.netivyah.org ). A Tel Aviv Jacob Damkani ( www.trumpetofsalvation.org )circa un anno fa ci ha detto con fierezza e commozione che stava per uscire il primo film evangelistico su Gesù, prodotto da Ebrei.

Io ritengo che i credenti messianici siano stati mandati da Dio in mezzo al suo popolo per preparare la via alla seconda venuta, proprio come Giovanni Battista fu mandato davanti a Gesù per predicare il ravvedimento e preparare la via alla sua prima venuta.

Il fatto che fino a poche decine di anni fa essi fossero una minoranza minima significa che i tempi stanno stringendo, e che Dio sta, come promesso in Isaia 60:22, “affrettando i tempi”.

A noi credenti gentili il compito di sostenerli in preghiera e con azioni pratiche affinché il vangelo sia predicato al popolo di Dio, sempre con maggiore intensità.

 

Conclusioni.

 

Oggi, 27 gennaio 2013, sto ultimando di scrivere queste riflessioni. Due anni fa ero ad Auschwitz – Birkenau e partecipavo insieme a seicento giovani ad una manifestazione di commemorazione, con una piccola marcia dalla “Juden rampe” fino al monumento alla memoria. Faceva “caldo”, eravamo poco sopra gli zero gradi centigradi, e lo spesso strato di ghiaccio sotto i nostri piedi si sbriciolava sotto i nostri scarponi, mentre avanzavamo mestamente, ben coperti nei nostri vestiti tecnici. Il silenzio era irreale, rotto solo dai brani letti dagli studenti e dal pezzo suonato alla tromba, struggente, mentre il pallido sole polacco calava dietro gli scheletri degli alberi che erano stati concimati con le ceneri di almeno un milione e mezzo di uomini, donne e bambini.

La memoria della Shoah non è fine a sé stessa. Il mondo dice con superficialità: “ affinché ciò non si ripeta”.

Ma l’antisemitismo è di nuovo in aumento. E’ di pochi giorni fa la notizia di un gruppo neofascista napoletano che progettava di stuprare una ragazza ebrea.

George Bensoussan, direttore del memoriale della Shoah a Parigi ha affermato che la situazione per gli ebrei in Francia è molto difficile, specialmente dopo la strage di Tolosa, e che ogni anno due - tremila ebrei lasciano la Francia, fortemente islamizzata, per emigrare in Israele.

Noi sappiamo che il popolo eletto deve soffrire ancora molto. Il Signore ha promesso che li riporterà tutti nella terra promessa, ed è certo che, come in passato ciò avverrà anche per mezzo di persecuzioni che cacceranno via gli ebrei dai loro comodi domicili attuali.

I brani profetici della Bibbia e le parole di Gesù stesso ci parlano di una grande tribolazione che vedrà soffrire tutto il mondo, ma avrà come centro Israele e Gerusalemme. Noi, la Chiesa di Gesù Cristo, non vogliamo ripercorrere errori del passato, e se saremo chiamati ad azioni concrete di aiuto ad ebrei in fuga, dovremo fare tesoro degli esempi dei tanti “giusti fra le nazioni”, di ogni ceto sociale religione e denominazione, che salvarono le vite degli ebrei durante la seconda Guerra Mondiale, mettendo in pratica il passo biblico di Matteo 25:31-40.

 

Nel frattempo, “vegliate e pregate” ci dice il Signore, teniamoci stretti alla Parola della vita, predichiamo la Verità, sforziamoci di conoscere sempre più ciò che sta a cuore al Signore e comportiamoci di conseguenza, lasciando che sia il suo Spirito a guidare le nostre vite.

 

<<Conosciamo l’Eterno, sforziamoci di conoscerlo; il suo levarsi è certo come l’aurora. Egli verrà a noi come la pioggia, come l’ultima e la prima pioggia alla terra.>> Osea 6:3.

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