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Redazione Edipi

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COMUNICATO STAMPA EDIPI

Il viaggio EDIPI di Hanukkà dal 7 al 14 dicembre è sui blocchi di partenza e di proposito è stato realizzato in concomitanza alla Festa delle luci per far finalmente luce su una vicenda rimasta per troppo tempo al buio! Si tratta della Storia di Ettore Castiglioni che per salvare decine di Ebrei verso la fine della seconda guerra mondiale, ci rimise la vita morendo congelato.

Marco Albino Ferrari ha scritto un libro sulla vita di Castiglioni e ci accompagnerà nel viaggio unitamente a due responsabili della casa editrice Hopli che recentemente ha pubblicato i diari di Ettore Castiglioni sempre con la supervisione di Marco Albino Ferrari: il libro è "Il giorno delle Mèsules" e sarà presentato in due serate a Gerusalemme lunedi 11 nella sede di Keren Hayesod e a Tel Aviv il giorno dopo presso il Centro di Cultura Italiano di Tel Aviv.

Per quanto riguarda la serata di Tel Aviv alle ore 19:30 di martedì 12 ci sarà il giornalista David Lazarus di Israel Today. Di particolare interesse sarà la giornata di domenica 10 alle 14:30 in cui avremo un incontro speciale allo Yad Vashem con la dott.essa Susanna Kekkonen direttrice di "Christian Friends of Yad Vashem" per illustrare la figura di Ettore Castiglioni Per entrare nel dettaglio le serate dedicate ai libri saranno entrambe alle 19:30, la prima a Gerusalemme nella sede di Keren Hayesod in cui Marco Albino Ferrari presenterà i libri "Il Giorno delle Mèsules" e "Storia di Ettore Castiglioni" e in questa occasione verrà consegnato un importante riconoscimento dell'operato di Castiglioni da consegnare in Italia al nipote.

L'indomani presso la sede del Centro di Cultura Italianodell'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv oltre ai libri verrà proiettato il film documentario "Oltre il confine" in prima visione mondiale, previa autorizzazione dei registi padovani. Interverrà anche la dott.essa Cinzia Klein dell'Archivio Santo Stefano dove sono depositati i diari originali di Ettore Castiglioni, recentemente editi da Hoepli con la supervisione di Marco Albino Ferrari.

Oltre alle due serate dedicate al ricordo e al riconoscimento di Ettore Castiglioni il tour prevede nella giornata di lunedi 11 l'escursione archeologica a Gerusalemme con il famoso archeologo Dan Bahat.

Domenica 10 alla sera inoltre, presso la sede della comunità Maronita di Gerusalemme, avremo l'incontro: "Tevah - il mistero dele due arche: dall'Ararat a Israele attraverso l'Armenia" con Azad Vartanian e Dan Bahat. Oltre ai rappresentanti della comunità Maronita saranno presenti anche quelli della comunità Armena di Gerusalemme e i rappresentanti dei Cavalieri dell'Ordine di Malta.

Dell'evento è stata informata anche la giornalista Fiamma Nirenstein e lo scrittore Fulvio Canetti con cui collaboriamo da anni.

Gli scrittori ebrei italiani non si accorgono dell'odio che monta contro Israele

Ebraismo e cultura. un problema di identità di Emanuele Calò

Libri su libri su libri su libri. Una mia compagna della nostra scuola elementare sudamericana - con WhatsApp e Facebook si torna al passato remoto - mi domanda da Israele, dove è andata per il Bat Mitzvah della nipote ex sorore, se anch'io sia ebreo. La domanda mi sbilancia e mette in crisi la mia stessa identità. Vabbè, sì, sono ebreo: ma come Harrison Ford o come Moni Ovadia? Come Paul Newman o come Gad Lerner? Come Noam Chomsky o come Alan Dershowitz? Eppoi, non so una parola di ebraico. Però sono ebreo, un poco come sono romanista, ossia orgogliosissimo di esserlo. Il punto è che sono tanti, nel mondo, ebrei compresi, a dubitare che esistano gli ebrei italiani, per via della loro scarsa consistenza numerica. Io stesso inizio a dubitare della nostra esistenza, perché il fenomeno letterario/editoriale ci conduce in una dimensione mistica e finanche irreale. Un poco come Asterix, il personaggio ideato da un ebreo, il quale autore sarà finito per entrare nei fumetti assieme al suo personaggio, percorrendo la via inversa rispetto alla Rosa purpurea del Cairo; anziché passare dalla finzione alla realtà, qui è il mondo del reale a diventare cliché. Continua a leggere articolo su Notizie si Israele

I ceramisti in fuga da Hitler

Recensione di Susanna Nirenstein

La copertina (La conchiglia ed.) II partito nazista avanzava. Oltre trecentomila dei settecentomila ebrei tedeschi se ne andarono ai quattro angoli del globo. In Italia ne arrivarono cinquemila. Tra i primissimi — era il 1926 ma l'aria berlinese era già offuscata dalla propaganda antisemita — Max e Flora Melamerson, da poco sposati. Obiettivo, la costiera amalfitana, Vietri: in quel paradiso terrestre lontano dai rumori di ogni attualità avrebbero ridato spazio e vita agli ideali rivoluzionari di bellezza e creatività che avevano coltivato nella loro Berlino dell'espressionismo e del Bauhaus E così fecero. La ceramica innovativa che presto inondò i migliori salotti internazionali nacque dalla loro passione. I due personaggi che Antonio Forcellino — architetto, storico dell'arte e grande esperto del Rinascimento, restauratore di alcuni dei più preziosi tesori del patrimonio italiano, come il Mosè di Michelangelo — da buon vietrese ha rintracciato negli archivi e nelle testimonianze e ha raccontato ne La ceramica sugli scogli sono straordinari, commoventi, tragici. La loro avventura inizia ad Amburgo. Max, nato nel 1881 da una famiglia religiosa in uno shtetl lituano, andato in Svizzera a studiare giurisprudenza, nel 1906 si trasferisce nella seconda città tedesca e conosce Flora Haag, dove Haag in quel momento e fino al nazismo vorrà dire grandi magazzini Wagner, ricca borghesia ebraica assimilata, patriottica. Flora, la più libertaria della famiglia, frequenta le avanguardie artistiche e studia disegno. Max e Flora si sposano nel 1910. Nel 1911 si trasferiscono a Berlino, ed è nella capitale al vertice della sua modernità che Melamerson si impegnerà insieme a Max Reinhardt nella costruzione di un teatro rivoluzionario per forme architettoniche e progetto drammaturgico, il Grosses Schauspielhaus. Flora segue un corso di ceramica. Conducono una vita frenetica, bruciante. Ma i tempi cambiano. L'antisemitismo avvelena tutto. Max fallisce. E la coppia decide di partire per una nuova pagina creativa. Nel Sud d'Italia, tra i profumi, in un paesaggio immobile da secoli, apparentemente senza questioni ebraiche di mezzo. Pare di leggere — ha ragione Forcellino — la stessa illusione di integrazione degli ebrei berlinesi raccontata da Israel Singer nella Famiglia Karnowski. Eccoli a Vietri, dove nel giro di tre mesi aprono la più grande fabbrica della Marina. Esaltano il talento degli artigiani locali sotto la guida di Flora e secondo l'insegnamento Bauhaus Max crea uno smalto mielato per le nuove forme che avranno un successo straordinario, finiranno nei negozi di Milano e New York, sulle tavole di casa Savoia, sui pavimenti di Palazzo Venezia. Il sogno di una nuova vita sembra realizzato. Ma è un sogno, appunto. L'impreparazione con cui Max e Flora, mentre aiutano i parenti a fuggire dalla Germania nazista, accolgono le leggi razziali del '38 è totale. Increduli, si vedono espropriare l'azienda e aspettano anche il giorno in cui vengono a prelevarli perla deportazione nel campo di concentramento di Fossoli. Fortunatamente tornati a Vietri troveranno la fabbrica e la casa saccheggiati dai paesani. Un nipote continua ancora oggi a raccogliere in giro per la zona quel che resta dei Melamerson, fantastici piatti, vasi, dipinti, cocci di due vite così geniali, coraggiose e trascinate nel vortice nero della Storia. Se non fosse stato per Forcellino, sarebbero state dimenticate.

Articolo tratto da Informazione Corretta

UN LIBRO BELLISSIMO E AVVINCENTE CHE CONSIGLIO A TUTTI (LETTO DA IVAN BASANA)

L’internazionalizzazione del terrorismo palestinese

Analisi di Giuliana Iurlano

La Guerra dei Sei Giorni, che segnò una schiacciante e fulminea vittoria israeliana sui paesi arabi vicini, non costituì soltanto uno spartiacque di ars militaris, ma anche un processo di evoluzione del terrorismo mediorientale, che, dai primi dirottamenti aerei del luglio 1968, raggiunse il suo culmine con l’eccidio degli atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco del settembre 1972. Dopo il ’67, infatti, si verificò, da parte del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), un significativo slittamento di obiettivi e un allargamento di prospettiva, che, da regionale, divenne internazionale, proiettando su uno scenario di dimensioni più vaste l’incandescente questione palestinese. Continua a leggere su informazione corretta

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