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Redazione Edipi

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Generale dell’IDF difende un cadetto ebreo messianico

Da Israel Today riportiamo un articolo di David Lazarus, uno dei più autorevoli leader ebreo-messianici che cura la congregazione di Beit Emmanuel di Jaffa con cui EDIPI è gemellata.

Un cadetto della Scuola di Formazione degli Ufficiali dell’IDF è stato buttato fuori dal programma per essersi rifiutato di partecipare ad una conferenza sugli ebrei messianici. Il cadetto è stato rimosso dal corso dopo aver rifiutato di ascoltare una lezione da un collega cadetto ebreo messianico sul Nuovo Testamento e sulla sua fede nel Messia ebreo. I cadetti, nella scuola di formazione, imparano a tenere conferenze su argomenti di interesse per i loro formatori e compagni cadetti. Uno dei cadetti, un credente ebreo messianico, a quanto pare ha scelto di dare un discorso sul Nuovo Testamento e sulla sua fede ebraica in Yeshua. La decisione coraggiosa presa dal generale Avi Gil, Comandante della Scuola di Formazione degli Ufficiali dell’IDF riflette un nuovo capitolo nel rispetto degli ebrei messianici e della fede messianica ebraica in Israele. Ecco parte del comunicato del generale Gil dopo la respinta del cadetto: “Come futuri Ufficiali vi sarà richiesto di mantenere la linea con tutti i vostri soldati, indipendentemente dalla loro religione o etnia, anche quando le loro convinzioni saranno in conflitto con le vostre. Come Ufficiali dell\\\\\\\\\\\\\\\'IDF è necessario assicurare un ambiente sicuro nel quale tutti i soldati possono servire. Dovete dimostrare un approccio equilibrato nel prendere una decisione. Ricordate, non rappresentate le proprie opinioni, ma piuttosto il consenso nazionale dell\\\\\\\\\\\\\\\'approccio dell’IDF a queste questioni. \\\\\\\\\\\\\\\" Nel suo riepilogo della sua dichiarazione riguardante la prova del cadetto, il Generale Gil ha stabilito che \\\\\\\\\\\\\\\"il cadetto ha agito in un modo che è in assoluta opposizione al carattere e le convenzioni della IDF. Non c\\\\\\\\\\\\\\\'è posto nella IDF per i funzionari che occupano posizioni estreme. Un cadetto non può negare credenze religiose altrui e rifiutarsi di ascoltarle. \\\\\\\\\\\\\\\" Durante il percorso militare il cadetto ha ammesso, \\\\\\\\\\\\\\\"Ho un problema ad ascoltare convinzioni che siano diverse da quelle in cui io credo.\\\\\\\\\\\\\\\" Il Generale Gil ha concluso dicendo \\\\\\\\\\\\\\\" il cadetto non ha dimostrato di aver capito il problema con la sua posizione. Né di essere disposto a ricevere alcuna correzione. A causa di questo\\\\\\\\\\\\\\\", ha detto il generale, \\\\\\\\\\\\\\\"il cadetto è stato rimosso dalla Scuola degli Ufficiali.\\\\\\\\\\\\\\\" Nonostante tutto questo, il General Gil ha raccomandato al soldato di dare servizio in altre unità regolari dell\\\\\\\\\\\\\\\'esercito. Gli è stata data anche la possibilità di ricandidarsi per il corso di formazione dei prossimi Ufficiali solo \\\\\\\\\\\\\\\"se lui fosse disposto e in grado di attraversare un processo per fare i conti con i problemi con i quali sta lottando\\\\\\\\\\\\\\\", ha detto il generale. In passato gli ebrei messianici sono stati considerati come una minaccia alla sicurezza da parte delle autorità e non potevano servire nelle unità sensibili dell\\\\\\\\\\\\\\\'esercito israeliano. Oggi ci sono ebrei messianici che fungono da comandanti come ci sono Ufficiali in ogni ramo dell\\\\\\\\\\\\\\\'esercito israeliano tra cui l’intelligenza che richiede il massimo livello dei controlli di sicurezza. Da qualche parte molto in alto nei ranghi del governo israeliano e militare è stata presa la decisione che gli ebrei messianici non sono più considerati un rischio per la sicurezza, ma devono essere riconosciuti come cittadini affidabili di Israele. Attualmente ci sono centinaia e forse anche migliaia di soldati ebrei messianici in servizio nella IDF. Molti di loro condividono apertamente la loro fede messianica in Yeshua. Gli ebrei messianici in Israele sono orgogliosi di servire il loro paese. Molti messianici israeliani scelgono di servire nelle unità di combattimento e la maggior parte sono soldati esemplari che vogliono dimostrare che la fede in Gesù non è un tradimento della loro eredità ebraica. In realtà, la fede nel Messia dà loro ancora di più il desiderio di servire la nazione di Israele. \\\\\\\\\\\\\\\"Mi sento che sto facendo qualcosa di veramente importante,\\\\\\\\\\\\\\\" ha dichiarato un soldato ebreo messianico dell\\\\\\\\\\\\\\\'élite Iron Dome, unità anti-missile, a Israel Today. \\\\\\\\\\\\\\\"Questo è qualcosa per il quale sono preparato a fare per la mia gente. Sono contento di poter essere qui in un tempo come questo.\\\\\\\\\\\\\\\" (art. tratto da Today Israel)

(trad.Lesley Pozo)

Venezia - XXVII Ciclo di dialogo ebraico-cristiano

Evento organizzato dalla Comunità Evangelica Luterana e dal SAE- Segretariato Attività Ecumeniche* Ciò che è sgradito a te, non farlo al tuo compagno: questo è tutta la Torà, il resto è commento. Vai e studia. Talmud Bab, Shabat 31 (detto di Hillel) La Comunità Evangelica Luterana di Venezia e il Segretariato Attività Ecumeniche di Venezia invitano all’ultimo incontro del XXVII Ciclo di dialogo ebraico-cristiano L’ebraicità di Gesù - Yeshuà ben Yosèf (prima parte 2013-2014) GESù E i vangeli Per un’ermeneutica ebraica Relatori: MAURIZIO DEL MASCHIO Pubblicista, ebraicista, Venezia GIORGIO MANCUSO Classicista, ebraicista, Venezia Un’attenta lettura dei Vangeli, come degli altri scritti neotestamentari, rivela che la lingua greca, in cui il testo oggi ci appare, in realtà non è la versione originale. La sua struttura letteraria e culturale non appartiene infatti al mondo greco, ma al mondo giudaico: i primi redattori, non furono greci, ma ebrei. Quindi l’analisi interpretativa (ermeneutica) che si deve condurre di conseguenza, non può essere quella secondo le categorie linguistico-letterarie proprie del mondo greco-ellenistico, ma al contrario secondo quelle del mondo giudaico che sono radicalmente diverse, avendo caratteri propri per lingua, cultura, tradizione e storia. Inoltre non è difficile ripercorrere il testo “greco” proprio in senso ebraico, sia linguisticamente, che concettualmente, così come è stato tramandato canonicamente: al di là delle molte caratteristiche storico-culturali, che lo rendono difforme da un qualsiasi testo “greco” di quel tempo, ha un ordine sintattico estraneo alla lingua greca e proprio, invece, della lingua ebraica (la cosiddetta retroversione originale). Perciò è indubbio che i primi redattori furono ebrei, anche se non sono da escludere, in momenti successivi alle prime redazioni, interventi di “greci” quando la rottura con le istituzioni giudaiche si concretizzò fino ad essere totale e definitiva. Il ritorno ad un’ermeneutica autenticamente ebraica si presenta oggi come la prospettiva più aperta e privilegiata da cui esplorare nuovi diversi orizzonti per il dialogo ebraico-cristiano. LOCANDINA IN ALLEGATO INCONTRI PRECEDENTI 17.11.13 - Gesù e Paolo: le origini ebraiche del cristianesimo, R.Calimani 9.02.14 - Jules Isaac: da Gesù e Israele all’incontro con Giovanni XXIII. Una memoria per il dialogo/ (1877-1963), G. Luzzatto Voghera e G. Vian 9.03.14 - Gesù ebreo: dalla negazione al riconoscimento, A. Luzzatto e L. Poli I COORDINATORI Michaela Böhringer, Comunità Evangelica Luterana Daniele Spero, Segretariato Attività Ecumeniche

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