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Ivan Basana

Ivan Basana

Nel 1995 si reca con la moglie Andie per la prima volta in Israele e da allora inizia un’appassionato coinvolgimento con il popolo di Israele. Incaricato pastore nel 2001, fonda l’anno successivo con altri fratelli “Evangelici d’Italia per Israele”, diventandone presidente nel 2003. Cura a Padova la congregazione evangelica “The New Thing” della Chiesa Nuova Pentecoste. Nel 2004 nasce l’omonima attività editoriale su argomenti messianici (13 titoli in catalogo + 3 coedizioni e 3 DVD), accompagnata da un’intensa attività congressuale: 11 Raduni Nazionali (di cui quello storico del decennale a Gerusalemme) e 2 Internazionali oltre a vari convegni e riunioni in tutta Italia. Nel 2006 realizza il primo gemellaggio tra una Chiesa Evangelica italiana e una Congregazione Messianica di Israele seguito da un secondo nell’estate del 2010 a Gerusalemme.

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Resoconto - Seminario di studio “Israele e la lotta al terrorismo: suggerimenti per l'Europa”

Molto interessante, oltre che importante alla luce degli eventi a cui assistiamo, è stato l'incontro promosso da Fiamma Nirenstein alla Camera dei Deputati nella prestigiosa Sala del Mappamondo, il 15 marzo a Roma.

Lo scopo era rappresentato dalla presentazione dello studio "Lesson From Israel's response to terrorism" redatto dallo Jerusalem Center for Public Affairs e curato quest'anno da Fiamma Nirenstein. Con la presentazione di Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Affari esteri e comunitari della Camere dei deputati, l'incontro ha avuto il contributo personale di 3 degli autori dello studio:

FIAMMA NIRENSTEIN, Direttore del Progetto Europa per Jerusalem Center for Public Affairs e già vicepresidente della Commissione esteri della Camera;

YOSSI KUPERWASSER, Senior Fellow per Jerusalem Center Public Affairs, già direttore Generale del MInistero Affari Strategici di Israele;

DANIEL DIKER, Direttore Politico del Warfare Project per Jerusalem Center Public Affairs.

Nella sua prolusione Fiamma Nirenstein ha sottolineato che uno degli elementi più importanti della lotta di Israele contro il terrorismo è insito nella psicologia del popolo israeliano, nella sua resilienza e capacità di affrontare ciò che ha sfortunatamente caratterizzato questo stato sin dalle sue origini: ovvero il costante attacco contro la propria popolazione civile, nelle strade, nei ristoranti, sugli autobus.

Come affrontano gli israeliani il fatto di trovarsi in prima linea nella lotta al terrorismo?

La risposta si trova negli elementi storici e sociologici e soprattutto nei valori sociali fondativi dello stato di Israele, a cui un'Europa oggi vulnerabile potrebbe attingere. Sulla stessa falsariga Yossi Kuperwasser ha evidenziato come la strategia di Israele nella lotta al terrorismo consista di un approccio globale che è stato sviluppato nel corso dei decenni e su una base empirica. Comprendere gli obbiettivi, la strategia e il contesto in cui opera il nemico, nonchè esser sufficientemente agili da adottare rapidamente risposte mirate, migliorando soluzioni adottate in precedenza, sono alcuni dei fattori che hanno consentito a Israele di diventare un leader momdiale nella lotta contro il terrorismo. Inoltre gli analisti nell'ambito dell'antiterrorismo si trovano nella situazione di dover adottare anche metodi diversi a seconda del tipo di informazioni che devono elaborare. Se ciò viene fatto con strumenti consoni, gli analisti hanno la possibilità di sorvegliare potenziali terroristi e monitorare le loro mosse, sia sui social media che al di fuori di essi, per ottenere informazioni segrete. In Israele la necessità di avere accesso a tali informazioni è evidente e le aziende israeliane hanno sviluppato strumenti per garantire questo accesso, mentre in Occidente il problema rimane ancora irrisolto. L'approccio di Israele è molto chiaro: la difesa della vita è più imèprtante della protezione della privacy.

Dan Diker nel suo intervento segnalava come le organizzazioni terroristiche palestinesi e internazionali rappresentano un doppio pericolo, sia per Israele che per l'Occidente. Questi gruppi terroristici sono sempre più impegnati da un lato in operazioni terroristiche, dall'altro nella diplomazia internazionale, sviluppando e mantenendo relazioni bilaterali con gli stati e multilaterali con organismi internazionali. Nel corso degli anni, le organizzazioni internazionali, le istituzioni, gli Stati occidentali, organizzazioni non govenative e i media hanno legittimato gruppi terroristici palestinesi e altri gruppi terroristici islamici. Oggigiorno, la battaglia contro il terrorismo richiede una condanna incondizionata e senza compromessi di tutte le forme di terrorismo islamico, sia esso sciita o sunnita, sia esso contro obbiettivi in Occidente, nel mondo arabo o in Israele.

L'incontro si è concluso con gli interventi di Andrea Manciulli, Presidente della delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO che ha paragonato la situazione attuale del terrorismo islamico all'Idra, mitologico mostro a tre teste ucciso da Ercole: una testa è il terrorismo classico, l'altra è la sua evoluzione in guerra convenzionale rappresentata dall'ISIS, con una sua bandiera e un suo stato, e la terza è la patria degli jhadisti mondiali. Ricordava che in 3 anni da qualche migliaio di terroristi con l'eta media di 30 - 35 anni si è passati ad oltre 40.000 con l'età media dai 16 ai 25 anni.

Come ultimo relatore il magistrato Stefano Dambruoso, deputato questore della Camera dei deputati, ha sottolineato l'importanza di coniugare l'attività di intelligence con il rispetto del codice oltre ad individuare nuove forme di bilanciamento legislativo.

Nella chiusura e sintesi affidate a Fabrizio Cicchitto 4 sono stati i punti evidenziati:

1) l'importanza di evitare qualsiasi forma di schematismo

2) considerare che con il terrorismo c'è anche una battaglia culturale

3) valutare bene la genesi e lo sviluppo del terrorismo islamico

4) come , in controtendenza con la magistratura, siano efficaci le espulsioni sistematiche anche verso coloro che sono solo in "odore" di terrorismo.

Comunicato per il nuovo anno da parte del Presidente EDIPI

Cari f.lli e sorelle,

impegnati con mia moglie Andie ed io in questa area spirituale di Israele, per l'avanzamento del Regno di Dio, desidero comunicarvi un consiglio cristiano con lo scopo di riempire il 2017 di gioia e di pace.

Si tratta quasi del corollario del titolo del ns. ultimo Raduno Nazionale EDIPI di Torino:

"La gioia dell'Eterno è la nostra forza!"

Si tratta di un consiglio molto semplice e forse poco originale, ma che può esser valutato prezioso per i risultati che produrrà nelle nostre vite. CONFIDATE NEL SIGNORE! "Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio" (2 Cor.3:5).

Per il nuovo anno non dovremo fare nessun programma e non impegnarci particolarmente in alcuna impresa, ma confidare soprattutto nel Signore.

Il 2017 è un anno di scadenze importanti:

120 anni dal 1° Congresso Sionista di Basilea,

100 anni dalla Dichiarazione di Balfur,

70 anni dalla votazione all'ONU per Isarele,

50 anni dalla riunificazione di Gerusalemme 

 e per quanto mi riguarda personalmente 30 anni dalla costituzione della mia azienda famigliare che è lo strumento di benedizione per tante iniziative a sostegno del ministero che il Signore ci ha affidato. Sembrerà strano che un tale consiglio venga proprio da me che sono sempre stato definito, anche prima di convertirmi a Gesù, un uomo di organizzazione; ma la recente esperienza proprio del Raduno di Torino mi ha fatto riflettere sull'importanza di confidare nel Signore.

In questi 15 anni di EDIPI ho formulato programmi ricchi di propositi sperando di poterli attuare per il progresso della nostra associazione. E' bene ricordare che a nostro attivo abbiamo 15 Raduni Nazionali, 3 Convegni Internazionali, decine di incontri regionali con oltre 20 iniziative editoriali, alcuni viaggi speciali in Israele con 2 in particolare di archeologia biblica. Nonostante tutto vi posso confidare, che nella "solitudine del presidente", talvolta ho amaramente constatato il fallimento delle mie più rosee speranze su alcuni collaboratori in cui avevo investito grandi sforzi ed energie spirituali.

Anche a Torino, forse non è stato notato, il programma in rapida sucessione è stato cambiato 3 volte, perchè quanto era stato preparato non era conforme al piano di Dio, e così ho confidato nel Signore al fine che gli eventi si realizzassero secondo la Sua volontà. Circostanze che sembravano avverse hanno fatto si che il coro "L'Arpa di Davide", inizialmente previsto alla domenica mattina in sinagoga, si esibisse nel contesto del Raduno con un riscontro grandemente positiva; anche la presenza del senatore Lucio Malan non era prevista nella sua veste canora, risultando di grande incoraggiamento per tutti noi ed infine la mancata presentazione del libro sulla biografia di Rabinowtz, ha creato un importante spazio per la rappresentate dell'Ambasciata di Israele che solo all'ultimo momento aveva sciolte le sue riserve per pertecipare, sorpresa per l'accoglienza ricevuta.

Ho veramente confidato nel Signore, consapevole che c'era un volano spirituale già caricato dal Signore: stava a noi attivarlo. Questo volano è già attivo anche per il 2017:

infatti la mancata presentazione del libro di Rabinowitz creerà l'opportunità per un convegno mirato, meritando questa iniziativa un palcoscenico particolare. In più una Chiesa Evangelica Pentecostale siciliana si è offerta di ospitare il nostro XVI° Raduno per il 2017. Non sto facendo un nuovo programma, ma confido nel Signore per quanto ci stà preparando.

Non pensate che sia un consiglio puerile o ingenuo: si tratta di un consiglio pieno di saggezza perchè ci viene direttamente dalla Parola di Dio. Ci dice di sperare in Dio, appoggiarci a Dio, aspettare ogni cosa da Dio, chiedere tutto a Dio e dipendere totalmente da Dio. Questo consiglio ci rammenta che è inutile fare un programma perchè Dio ha già un programma per noi omologato in questi 15 anni: è sufficiete quindi accettare il piano perfetto di Dio. Qualsiasi programma formulato dall'uomo può solo guastare il piano di Dio nell'impossibilità di aggiungervi elementi positivi. Perciò non fate alcun programma ma confidiamo nel Signore perchè Egli possa illustrarci il Suo programma; quando avremo fatto ed osservato quanto IddIo ha preparato per noi, avremo fatto abbastanza per sentirci felici e soddisfatti. Confidiamo nel Signore anche per l'attuazione del disegno divino, cercando di rinunciare alle nostre capacità e idoneità: poniamoci nelle mani dell'Eterno in ogni attimo e per ogni circostanza, cercando di compiere "ogni cosa" in Lui e con Lui. L' avversario vuole sedurci convincendoci che ci sono cose da compiere con l'aiuto divino ma molte altre che possono esser fatte con la nostra capacità. Senza di Cristo non possiamo far nulla perchè tutta la nostra sufficienza viene dall'alto: "Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio" (2 Cor. 3:5).

Confidiamo nel Signore in famiglia, nella chiesa, nelle relazioni, nella vita pubblica e privata, per i grandi compiti del ministerio di EDIPI e per i piccoli servizi nelle nostre congregazioni, per le attività spirituali e materiali, confidiamo sempre e per ogni cosa nel Signore e rimarremo sempre dentro il Suo meraviglioso programma.

CONFIDATE NEL SIGNORE!

Resoconto Viaggio Archeologico Edipi Giugno 2016

Il gruppo EDIPI che ha partecipato all'Archeotour 2016 di Gerusalemme è rientrato in Italia dopo un'esperienza a dir poco entusiasmante! Se il merito va in gran parte ad una guida veramente speciale come il prof. Dan Bahat, dobbiamo considerare anche la qualità del gruppo partecipante. Complessivamente eravamo in 23: 9 da Padova, 5 da Torino, 4 da Parma e 1 ciascuno da Follonica, Roma, Bergamo e Udine. In gran parte credenti evangelici con il gruppo di Torino precisamente con riferimento alla Chiesa Evangelica di Ciriè accompagnati dalla pastore Wanda. Non era un viaggio con esclusiva confessionale in quanto partecipavano anche 3 non credenti che però si sono quanto mai amalgamati all'atmosfera pure spirituale che si andava talvolta realizzando.

Frequentemente Dan Bahat faceva riferimento alla Bibbia e abbiamo potuto constatare la veridicità storica di molti riferimenti. Dan pur avendo 78 anni era quanto mai in forma ed arzillo portandoci a visitare anche posti impervi. Tra l'altro vista la sua età ci comunicava esperienze dirette vissute fin dalla nascita dello Stato d'Israele. Altro punto importante è che è stato per 25 anni l'archeologo ufficiale di Gerusalemme, che ha partecipato agli scavi di Masada e che ha scoperto il Tel Dan al nord di Israele: si trattava quindi di informazione che non erano "cibo masticato da altri" ma di qualcosa vissuto in prima persona.

Per Andie e me è stata anche l'occasione di incontare alcumi leader di congregazioni che sosteniamo: Meno Kalisher, Israel Poctar, Rachel Netanel e Avner Boskey. Con Avner ci siamo incontrati assieme alla moglie Raquel per definire gli aspetti logistici relativi alla loro presenza nel nostro XV° Raduno EDIPI di Torino. Gli abbiamo comunicato anche la presenza in questa occasione di Mike Brown, con cui hanno un rapporto di amicizia particolare, e se ne sono rallegrati. Assieme abbiamo realizzato alla Christ Church un video-clip promozionale per l'evento di Torino che manderemo in rete.

Stiamo definendo, sempre con Dan Bahat, un tour archeologoco invernale nel deserto del Neghev e Masada; a breve notizie più precise.

In ricordo di Marco Pannella

Pur con opinioni diverse, su un punto concordavamo con Marco: la vera amicizia per Israele. In alcune occasioni in Italia e in particolare a Bruxelles al Parlamento Europeo avevamo più volte discusso sulla sua utopia di vedere Israele all'interno dell'Unione Europea, come unica soluzione per la situazione israeliana in Medio Oriente. A nulla sono valse le mie argomentazioni bibliche sul'assurdità di questa posizione; accettava comunque senza polemiche anche se era evidente che parlavamo due lingue diverse.

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