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Emanuela Candoli

Emanuela Candoli

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Inaugurato a Rimini il giardino dei Giusti fra le Nazioni

INAUGURATO A RIMINI IL GIARDINO DEI GIUSTI FRA LE NAZIONI

Rimini 12 marzo 2014

Seminario  rivolto alla cittadinanza

Giornata europea dei giusti

“Chi salva una vita salva il mondo intero ”(Talmud)

 

A Rimini , alla presenza delle autorità cittadine , è stato inaugurato il Giardino dei giusti fra le nazioni per rendere onore ai giusti riminesi.Chi sono i giusti? Sono i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e hanno salvato la vita anche ad un solo ebreo dal genocidio degli ebrei  più conosciuto come Shoà.

Il termine in ebraico per indicare i giusti è Chasidei umot ha olam.E' una delle maggiori onorificenze che i gentili possono ricevere dallo stato  d'Israele a partire dal 1963 ,anno in cui la Knesset  ha istituito la Commissione dei Giusti (nel '53 era stato istituito lo Yad Vashem ) .In tutto il mondo hanno ricevuto questa onorificenza oltre 24.000 persone tra cui circa 520 italiani (i più noti sono Giorgio Perlasca e il prof. Carlo Angela ,padre di Piero Angela che come medico salvò la vita ad un grosso numeri di ebrei nascondendoli nella  clinica psichiatrica che dirigeva).Tra i protestanti ci sono due pastori valdesi.

I giusti riminesi , più precisamente di Bellaria , comune costiero pochi chilometri a nord di Rimini ,sono due :Ezio Giorgetti ,albergatore ,ed Osman Carugno ,maresciallo dei carabinieri dichiarati giusti il primo nel 1964 e il secondo nel 1985.Sono tuttora in corso ricerche per trovare altri uomini che hanno salvato ebrei in territorio riminese.

Alla Conferenza a loro dedicata erano presenti le due figlie di Ezio Giorgetti e sono intervenuti , presentati dalla responsabile alle Attività di Educazione sulla Memoria del Comune di Rimini dott.ssa Laura Fontana , l'assessore alla Toponomastica del Comune di Rimini prof.ssa Irina Imola ,gli storici Gabriele Nissim e Liliana Picciotto ,la dott.ssa Patrizia  Di Luca responsabile centro di ricerca sull'emigrazione- Museo dell 'emigrante Università di San Marino.Presente anche l'assessore Giorgetti del Comune di Bellaria.

I contributi dei relatori sono stati alquanti preziosi a partire dalla dott.ssa Fontana che ricorda che è il primo anno che Rimini commemora  ufficialmente i Giusti dalla dichiarazione del Parlamento europeo del 10 maggio 2012 .Uno degli obiettivi delle attività di educazione alla Memoria è quello di lavorare in modo rigoroso sulla storia per evitare  il  rischio  di fare dell' universalismo della Shoà qualcosa che si scolli dal contesto storico.Anche  il tema dei Giusti è necessario contestualizzarlo storicamente nella Shoà (in quanto “gli ebrei furono condannati  a morte come ebrei e non come individui”) senza dunque scinderlo dal contesto storico .

La dott.ssa Fontana sottolinea che il Comune di Rimini si occupa di educazione alla Memoria da almeno  50 anni,  ben prima della legge di istituzione della Giornata della memoria del 2001 e primo Comune in Italia a farlo.Molto sentito e convinto l'intervento dell  'assessore Irina Imola ,sia in apertura che in chiusura , che ricorda  il valore della testimonianza:il bene non è politico ma fare o no il bene è una scelta morale delle persone.

Lo scopo di questo incontro è quello di dare un quadro esaustivo sia dal punto di vista storico,dato dalla qualità degli interventi dei relatori  e dal valore della testimonianza.

Ringraziamento al prof. Gabriele  Nissim per la spiegazione dei  concetti di bene e di male ,della capacità di scegliere il bene indipendentemente dall'orientamento politico e dell' assunzione di responsabilità.

L'assessore pone l'accento anche sul concetto di problematizzazione  rispetto al quale bisogna imparare a porsi criticamente già da studenti. Tra i ringraziamenti anche una citazione per Emilio  Drudi (presente in sala ) autore del libro”Un cammino lungo un anno “sulla storia di Giorgetti edito da Panozzo. La speranza è che la commmorazione della giornata europea dei Giusti,fortemente voluta dall'assessore ,venga riproposta ancora come insegnamento per le generazioni future:conservare la memoria locale dei giusti consente di costruire una memoria universale anche partendo dalla toponomastica.

Onorare i giusti significa onorare il bene universale.Il monito è avere il coraggio di  scegliere  il bene cogliendo l'insegnamento dei Giusti per farlo proprio.

Ottimo l'intervento di Liliana Picciotto ,uno dei maggiori storici della Shoà ,dirigente della ricerca italiana dei Giusti del Cdec  che ricorda il ruolo dei  valdesi nel dare  rifugio a molti ebrei che per salvarsi cambiarono residenza ed identità modificando i loro nomi d'origine per evitare l' identificazione  e l' arresto.

Quasi una lectio magistralis il contributo del prof. Gabriele Nissim, storico, giornalista e scrittore, presidente di Gariwo, che esordisce dichiarandosi “emozionato per l'idea che a  Rimini ci sia oggi un Giardino dei Giusti”.Nel suo intervento sostiene che etica, filosofia e storia debbano andare di pari passo : non c'è determinismo nella storia ma atti di responsabilità delle persone negli eventi.I giusti non sono difensori dei diritti umani ma di fronte al male si assumono la responsabilità non solo ascoltando il bisogno ma rispondendo al richiamo dell'altro.Citazione biblica :il Dio ebraico giudica ma fa anche opera di salvezza evidenziando una correlazione fra Bibbia e Vangeli .In particolare nel Vangelo di Matteo 7:12 è scritto “Tutte le cose dunque che voi volete gli uomini vi facciano  fatele anche voi a loro (poichè questa è legge e i profeti)”.

Nissim ricorda anche un verso del Talmud “Chi salva una vita, salva il mondo intero”:facciamo memoria per prevenire i genocidi .Purtroppo ciò non è accaduto in Ruanda (sanguinosissimo il genocidio tra tutsi ed hutu) o in Cambogia e Bosnia ma  l'importanza di ricordare i Giusti è questa: il giusto rompe lo schema di complicità tra i malvagi.Perchè esiste il negazionismo ?Perchè apre la strada ai genocidi e alla loro ripetizione.Primo Levi parlava di una zona grigia in cui il male si manifesta.Il giusto rompe la zona grigia.

Secondo Nissim quattro sono stati i grandi pensatori del '900 che hanno contribuito a rompere questi schemi :Moshè Bejski,Hanna Arendt ,Vassili Grosman,Vaclav Havel.

Moshè Bejski è stato un giudice della corte suprema israeliana ,fondatore del Giardino dei Giusti di Gerusalemme ,che dichiarò giusto fra le nazioni Oskar Schindler:la sua procedura era rimasta in sospeso dal precedente giudice della Corte suprema israeliana Landau ,che dopo aver condannato Eichmann nel famoso processo di Gerusalemme, riteneva che Schindler non fosse totalmente “puro” per aver inizialmente usato gli ebrei per arricchirsi.Bejski ritennne invece che l'uomo può cambiare rotta come ha fatto Schindler che agì in modo onesto anche quando gli sarebbe convenuto adeguarsi alla barbarie nazista.Ne consegue che anche  un ex nazista può diventare giusto fra le nazioni.

Hanna Arendt, allieva di Heidegger, pensatrice e giornalista ,seguì il processo Eicmann come inviata del New yorker e  pubblicò il celebre testo “La banalità del male” in cui  definì il nazista Eichmann un “burocrate senza idee che non capì mai quello che stava facendo“.Secondo Gabriele Nissim Eichmann era ben cosciente di tutto quello che faceva ma riconosce alla  Arendt il merito di aver  ragionato sui grandi problemi  comprendendo  che “ciò che è giusto oggi non può essere giusto domani” e che “ci può salvare solo la capacità di pensare”.

Vassili Grosman è stato uno scrittore ebreo -russo ,poco conosciuto e mai del tutto apprezzato :egli riteneva che gli uomini abbiano fatto le cose peggiori credendo di fare il bene ideologico ed universale.Questo concetto è sconvolgente:i giusti però  riescono ad uscire da questo meccanismo del “bene universale” e non si sottomettono all'azione del carnefice  che non ha rimorsi di coscienza.

Vaclav Havel,politico, parla di “potere dei senza potere”: esiste un potere demoniaco del male ma la sua esistenza è legata alla consapevolezza che questo potere esiste.Havel afferma un concetto valido anche per i giusti:è il potere che si ha su  se stessi  che impedisce al male di perpetuarsi .Questa azione  ha impedito al male di prevalere.

I Giusti devono diventare motivo di riferimento .

Dettagliato l'intervento della prof.ssa Patrizia di Luca che ha fornito ulteriori particolari sulla vicenda di salvataggio degli ebrei di Giorgetti e Carugno definendoli uomini di coraggio che hanno affrontato le proprie paure per una motivazione forte.In particolare l'azione di Giorgetti e Carugno portò alla salvezza  di circa 41 ebrei che arrivarono a Bellaria nel '43 provenienti da un campo d'internamento di Asolo (in Veneto c'erano 17 campi d'internamento ) .

La sensazione è che questo seminario abbia mostrato da parte dell' Amministrazione comunale una sensibilità sincera verso le  tematiche legate alla Shoà traducendole in un progetto per la Memoria forte sia verso la cittadinanza sia verso gli studenti delle scuole riminesi con un fitto programma di eventi, proiezioni e seminari .La speranza è che questa sensibilità si amplifichi e si manifesti anche verso lo stato d'Israele a cui  i Giusti fra le nazioni hanno dato un contributo salvando  migliaia di ebrei da una fine sicura .

Lo Stato d'Israele esiste perchè la  Parola di Dio doveva andare a compimento :in Genesi 15:18 è scritto “Io do alla tua discendenza questo paese ,dal fiume d'Egitto al gran fiume ,il fiume Eufrate” ,nel Salmo 105:8-11 è ancora scritto “Vi darò il paese di Canaan come vostra eredità”.In Geremia 30 :2-3 è altresì scritto”Così dice l'Eterno ,il Dio d'Israele ;scriviti in un libro tutte le parole che ti ho detto,perchè ecco ,i giorni vengono ,dice l'Eterno, nei quali ricondurrò dalla cattività il mio popolo d'Israele e di Giuda ,dice l'Eterno,e li farò ritornare nel paese che diedi ai loro padri ed essi lo possederanno”.

Riguardo alle nazioni è scritto “Io benedirò chi ti benedirà”.

Che la benedizione scenda su chi benedice il popolo ebraico .

 

 

Resoconto convegno Edipi - Veneto

 

“A Gerusalemme è scoppiata la pace ma l'Onu non lo sa !”

primo convegno regionale Edipi del Veneto

28 febbbraio-1 marzo 2014

La cittadina veneta di Preganziol (Tv) ha conseguito un primato ospitando il primo convegno regionale Edipi del Veneto il 28 febbraio e primo marzo in cui è approdato, altro evento storico per Edipi, Ishmal Khaldi, il primo relatore arabo e mussulmano, diplomatico israeliano di origine beduina. Disponibile e piacevolmente sorpreso per il calore dimostrarto per Israele ha conquistato la numerosa e attenta platea di partecipanti al convegno. Compito non facile di questi tempi essere diplomatico di Israele e arabo al tempo stesso ma il primo relatore non ebreo e nemmeno cristiano nella storia dei Convegni Edipi non ha disatteso nessuno e con grande serenità ha dichiarato la sua fierezza di essere israeliano e di rappresentare Israele all' estero.

Dopo una breve introduzione del pastore e presidente, socio fondatore Edipi, Ivan Basana, Ishmal Khaldi ci ha presentato un Israele moderno, all'avanguardia nell' innovazione medica e tecnologica, impegnato sin dall'atto della sua nascita, 14 maggio 1948, in un costante lavoro d'integrazione sociale tra arabi ed ebrei (il 20 per cento dei cittadini israeliani sono arabi ). ”Questo dimostra”- ha precisato Khaldi che- “Israele non è uno stato di apartheid “ anzi ,”è una società molto aperta che mette a disposizione ogni conoscenza per aiutare quanto più è possibile: molti palestinesi sono curati in ospedali israeliani come ad Haifa, all'avanguardia per la cura dei tumori. Recentemente 300 siriani sono stati curati a Tiberiade perchè Israele crede nell'aiuto umanitario e accoglie chi ha bisogno di cure senza nessuna discriminazione (il 4 novembre 2013 è nato il primo bambino siriano in Israele), “la società israeliana stessa sostiene l'emancipazione e l'istruzione di tutti, sia ebrei che arabi, per un 'integrazione civile e democratica completa. ”La forza d'Israele è la sua multiculturalità - continua Khaldi -200.000 drusi e molti beduini stanno cambiando i loro costumi diventando più sedentari ed inseriti nella vita sociale israeliana soprattutto le nuove generazioni: molti medici, tra cui il capo dell 'ospedale di Nasria, avvocati, deputati (12 circa) sono arabi e persino un giudice della Corte suprema ! ”A ragione di ciò Khaldi respinge ogni accusa di apartheid contro Israele confermando che Israele, unica democrazia in Medioriente, ha bisogno di sostegno e ancora oggi, a 66 anni dalla sua costituzione, combatte per difendersi non solo dai paesi limitrofi (Siria ed Egitto sono in guerra civile e i diritti umani sono continuamente violati, il Libano sta vivendo dal lontano 1975 una situazione interna molto complessa) ma anche dal crescente antisemitismo (in Inghilterra persino la chiesa metodista sta mettendo in giro molte notizie ostili ad Israele ).

“Israele prospererà e fiorirà”- questa è l'affermazione “profetica” di Ishmal Khaldi detta con sicurezza e serena soddisfazione. La battaglia diplomatica è molto intensa e, in quanto arabo israeliano, è doppiamente attaccato da chi vuole screditare Israele ed invita tutti noi a combattere le false opinioni su Israele e finanche a “riprendere” Israele in caso di errore.

Khaldi ha risposto ad alcune domande dei partecipanti con diplomazia affermando che Israele accoglie coloro che fanno aliya, che l'odio insegnato nelle scuole islamiche è il prodotto di una cieca ideologia e noi credenti possiamo sostenere Israele con l'informazione corretta: Israele non è uno stato di apartheid. Standing ovation.

Il pastore Ivan Basana di seguito ha presentato la nuova pubblicazione Edipi di Cyndi Wallace ”Fatti e misfatti” (tradotta da Monica Tamagnini) che integra con una bella impostazione grafica e molti documenti originali, il precedente testo di Eli Ertz “Questa terra è la mia terra” pubblicazione Edipi che ha avuto una forte divulgazione anche in Israele.

La seconda giornata si è aperta con l'intervento del pastore Ebo Simons, ghanese,da anni residente a Treviso con la famiglia e leader della chiesa cristiana evangelica libera di Treviso.

Ebo Simons ha ricordato che Gesù è ebreo, nato da genitori giudei, frequentava la sinagoga e celebrava la Pasqua. La nostra Bibbia è ebraica, non possiamo parlare di Dio senza riferirci ad Israele. I primi padri della chiesa erano ebrei. Il primo Concilio si è svolto a Gerusalemme e l'argomento principale riguardava le norme di comportamento degli ebrei verso i gentili!

Il pastore Simons ha affrontato anche la questione profetica: per sapere cosa sta accadendo ad Israele dobbiamo conoscere le profezie. Le radici della Chiesa sono là e noi non possiamo separarcene.

Grande ritorno di Mark Surey da Londra, colonna storica di Edipi nei primi anni, insegnante ebreo messianico. Con il suo consueto tono pacato e gentile il professor Surey ha presentato ”Gesù l'israeliano “ precisando che, secondo un sondaggio, Gesù è il secondo giudeo più importante della storia ma per i cristiani è il primo. Nel vangelo di Giovanni è molto chiaro il messaggio di Gesù come Messia rispetto agli altri vangeli. Gesù compie nel vangelo di Giovanni ciò che Mosè ha profetizzato in Deuteronomio. Gesù guarì gli ammalati che gli portavano e Mosè faceva lo stesso nel deserto: spesso Gesù ci guarisce quando siamo nel deserto. Gesù fece il miracolo dei pani e dei pesci nel deserto e furono sfamate 5000 persone con rimanenza di dodici ceste, Gesù stava dichiarando di essere il profeta che Mosè aveva profetizzato. Le persone lo riconobbero dicendo “E' lui il profeta”.

La preghiera di Mark Surey è che gli ebrei inizino a leggere il vangelo di Giovanni e scoprano che Gesù è il loro vero Messia, il loro vero profeta!

Mark ha raccontato della sua conversazione con il regista ebreo Steven Spielberg che ritiene che Gesù sia stato il più importante ebreo della storia ma che non può credere a lui come Messia a causa della Shoà e come lui la pensano molti giovani israeliani offuscati dalla nuvola di oscurità che la Shoà ha lasciato. La preghiera è che la lettura del vangelo di Giovanni porti luce nelle menti e nei cuori dei giovani israeliani spazzando via tutta l'oscurità che impedisce loro di vedere.

Dopo Mark Surey nuovo incisivo intervento di Ishmal Khaldi che ha commentato l'intervento di Surey ritenendolo molto informativo e ha ribadito la connessione tra Bibbia, popolo d'Israele e terra d'Israele. Nel Corano è scritto che la terra d'Israele appartiene al popolo ebraico e non viene mai menzionata la parola Palestina: non ci sono elementi per dire che la terra d'Israele non sia degli ebrei. Khaldi osserva che chiunque va contro Israele fallisce e ricorda “Io benedirò chi ti benedirà”: cita a questo proposito l'episodio della campagna di boicottaggio della Coop contro i prodotti israeliani che ha determinato il fallimento di una parte della società stessa. Il messaggio di Khaldi è rivolto anche a coloro che pensano di accusare Israele senza prima ripulire se stessi: in Germania un pastore protestante, leader di una chiesa e direttore di banca, è stato trovato colpevole di droga e corruzione.

Seconda stoccata alla chiesa metodista inglese che anzichè aiutare le persone si preoccupa di boicottare Israele. Secondo Khaldi il problema è l'oscura ideologia di odio contro Israele. I tentativi di boicottaggio contro i prodotti israeliani rivelano solo l'ignoranza delle persone: la maggior parte dei prodotti tecnologici in commercio sono israeliani ma tutti li comprano perchè sono necessari. Chi vuole veramente boicottare Israele non dovrebbe acquistare tecnologie.

Attualmente è cresciuta la preoccupazione sul futuro d'Israele: il governo israeliano sta negoziando con i palestinesi e vuole firmare accordi di pace con chi ha intenti di pace. Uno dei nodi è ancora lo status di Gerusalemme rivendicata anche dai palestinesi.

Un 'altra preoccupazione di Khaldi è il crescente antisemitismo: nei campus universitari inglesi insegnano che Israele è uno stato di apartheid e pochi giorni fa un leader del Parlamento europeo ha pronunciato “ Heil Hitler”. A 70 anni dalla Shoà Israele combatte ancora contro l'odio anti ebraico!Questo è il vero problema d'Israele.

Khaldi ha ricordato le sue origini nel villaggio beduino in cui non c'era ne luce, ne acqua corrente ne scuole ma oggi è felice di essere diventato “un fiero rappresentante d'Israele”. Invita tutti noi a visitare i villaggi beduini in Israele ringraziandoci per il supporto e l'impegno per Israele che diamo. ”Ho ascoltato tutto e come diplomatico sono contento e provo affetto per voi. Insieme vinceremo. Grazie da parte d'Israele e della sua ambasciata.” Applausi.

Il professor Marcello Cicchese raccoglie il testimone dichiarando “Ishmal Khaldi può riferire alla sua ambasciata che ha fatto un ottimo lavoro” riferendosi alle verità esprimendo contenuti concreti.

La questione ebraica è una questione di verità. Porre il problema non significa trovare la soluzione.” Pace e sicurezza sono possibili? Le statistiche dicono che il 60% degli israeliani vuole la pace. Il professor Cicchese paragona la questione della terra al problema della quadratura del cerchio, concetto matematico irrisolvibile dal punto di vista logico matematico, rompicapo sin dai tempi di Euclide, impiricamente irrisolvibile perchè le soluzioni sarebbero infinite.

Il professor Cicchese con estrema serenità afferma che la soluzione razionale di dividere la terra d'Israele in due stati non è possibile in termini biblici: la trascendenza che offre la Bibbia dà insolubilità al problema e ci prova che i tentativi umani non serviranno a trovare soluzione. Perchè ?Perchè Dio ha assegnato la terra ad Israele e questa è la Sua volontà. Prima delle questioni di comportamento c'è la verità biblica. Ma come stanno le cose? Secondo Il professor Cicchese è una questione di verità: il punto di partenza è la Bibbia e dalla verità biblica ha avuto il suo sviluppo storico il sionismo riconosciuto poi dal diritto internazionale.

Non possiamo pensare che basti dire “mettiamoci d'accordo” perchè Dio ha scelto Israele per il suo piano di salvezza e di amore che passa solo da Israele cosi come da Israele passa anche la sovranità di Dio. Attraverso la sovranità di Dio passa anche il Suo amore e il canale è Israele: tutto torna. La sorte finale è senza discussione: ci sarà l'illusione di aver trovato la soluzione con la pace e la sicurezza ma ciò porterà alla rovina quindi un travaglio ed una crisi. Si avvicinano le doglie di parto e un tempo di angoscia per Giacobbe. Il collegamento tra storia e Bibbia è continuo: le due guerre mondiali hanno cambiato la situazione politica e ciò ha permesso l'avverarsi di profezie bibliche. Dopo il primo conflitto è caduto l'impero ottomano e la risoluzione di Sanremo del 1920 ha posto le premessse per la costituzione “del focolare ebraico” in Medioriente e dopo il secondo conflitto mondiale è nato lo stato d'Israele. Le doglie non sono finite per il mondo perchè il Messia tornerà una seconda volta e ogni ginocchio si piegherà. Israele sarà ancora al centro del mondo. Oggi dobbiamo prendere la giusta posizione nei confronti d'Israele e del Dio d'Israele perchè ciascuno risponderà personalmente a Dio. Dobbiamo confessare il peccato di odiare Israele come peccato della carne e se siamo per la verità prima facciamo questo.

Per diritto biblico e per diritto internazionale Israele sta nella verità e nella sua posizione non dovrebbe accettare il compromesso pur di vivere in pace: fare accordi umani senza Dio è un errore come fece Abramo quando andò in Egitto e si “accordò” con il faraone. Ma Dio è intervenuto e ha messo le cose a posto. Dio non ha mai abbandonato Israele. Nella chiesa purtroppo l'amicizia verso il Suo popolo non è capita ma noi avremo forza perchè Dio ha in Israele il suo strumento obbligato e non ci resta altro che ammetterlo. Amen e standing ovation.

Successivamente l'architettetto e sorella Gabriella Morabito con il marito Clint Frye ha presentato il progetto chiamato “Village of hope and justice”: si tratta di un edificio - bunker a base quadrangolare su ispirazione del capitolo 61 di Isaia che può dare rifugio e poi formazione a donne vedove e bambini. Il progetto prevede spazi multifunzionali: refettorio, stanze da letto, scuola con corsi bilingue, giardino con coltivazione di rose. Il villaggio si configura come città - rifugio e può ospitare cica 40 persone, venti per piano su una superficie di 144 m2.

I costi di realizzazione si aggirano sui 6 milioni di euro compresa la parte agricola e l'antiterrorismo. La speranza è costruirne alcuni sul territorio israeliano ma anche in altre parti del mondo come in Italia ed in Cina. A L'Aquila è già stata avviata la trafila burocratica.

In conclusione il pastore Ivan Basana ha aggiornato la situazione del progetto carciofi nel Neghev che si configura come una vera e propria start -up biblica a carattere profetico: il tipo di carciofo è quello viola veneziano e tra poco ci sarà la raccolta. Continua anche il gemellaggio con l'associazione del pastore Angel Gerber “El vino nuevo”di Tel Aviv. Il pastore Ivan Basana precisa che è intenzione di Edipi offrire alle associazioni in modo mirato e non a pioggia in modo che i fondo non siano dispersi.

A fine convegno un gruppo di partecipanti ha condiviso un culto di lode ed un agape preparata a Treviso dalla chiesa del pastore Ebo Simons. Il 2 marzo visita al ghetto ebraico di Venezia .

L'impressione è che sia stato un convegno con una formula organizzativa efficientissima e di altissima qualità informativa: siamo certi che l'equipaggiamento ci pone nel centro della battaglia spirituale preparati e uniti nella verità “a favore di Israele come discepoli di Cristo” citando il testo del professor Cicchese. Shalom

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il significato di ricordare la Shoà

L'istituzione della giornata della Memoria del 27 gennaio risale al 2005. Solo nove fa il mondo politico plaudeva al raggiungimento di questa data per ricordare la Shoà come un evento di portata storica .Finalmente anche l'Italia ha un'occasione di riscatto dopo la  promulgazione delle leggi razziali nel 1938 sotto la dittatura di Mussolini.

Le iniziative pubbliche per ricordare lo sterminio ebraico durante la seconda guerra sono moltissime e talvolta di grande spessore morale ed educativo .

Qualcuno però si sta interrrogando se ricordare serva  o se ormai sia diventata una  commemorazione che comprende  i morti di tutte le guerre perdendo un pò di vista la centralità della sterminio ebraico.

Pochi sono i superstiti della Shoà e sempre meno sono i nonni e i genitori vissuti in quegli anni .

Per questa ragione affermo che oggi il testimone sta passando a noi direttamente da quella generazione con il vigore  e la ricchezza di testimonianze dirette ,di libri ,film,documentari spesso riproposti.

Mi colpisce la chiarezza intellettuale di Vera Vigevani Jarach ,sopravvissuta ad Auschwitz :la Shoà non è stata  causata da una follia di un uomo folle ma è un  progetto, studiato nei minini particolari e di cui tutti all 'epoca ed in qualche misura hanno fatto parte  come vittime o carnefici .La Shoà è stata una macchina del male  costruita nei dettagli  partendo da un background ideologico ,filosofico e persino teologico con l'unico scopo di portare all'estinzione il  popolo ebraico!

Riflettendo a posteriori ,la vera follia è stata questa :pensare che il popolo di Dio ,scelto da Lui, potesse sparire per mano d'uomo!

Lo stesso Goebbels ha vissuto in questa diabolica illusione : secondo i progetti della sua mente    al termine del genocidio ebraico sarebbe dovuto sorgere  a Praga un “Museo dell'ebreo estinto” che avrebbe dovuto illustrare tramite fotografie , reperti e filmati la fine dell'ebreo presentato sporco,sudicio,denutrito,inutile all'umanità. Qui mi fermo perchè l'unica ad essere estinta è stata la macchina di sterminio nazista di cui lo stesso nazista era una pedina.Spazzata via.

Ricordare la Shoà perchè non si ripeta ed educare le nuove generazioni attraverso la poderosa documentazione che oggi possediamo per non creare un nuovo germe del male che produca ideologie e  piani di morte.Questà è la missione di chi crede in questo progetto: continuare a raccontare la verità storica con ogni strumento per le generazioni attuali e quelle a venire per  favorire la formazione  di  un pensiero sano  a prova di contaminazione  ed educare al rispetto della nazione ebraico.

Oggi all'orizzonte sembra profilarsi un nuovo piano antisemita : quello antisionista volto a  distruggere lo stato d'Israele .Si osserva che alla base degli accordi di pace in Medioriente  c'è sempre l'opzione di togliere ad Israele la terra cosi come nei campi di concentramento si toglieva agli ebrei la dignità e la vita con ogni sorta di umiliazione e privazione.

Nel film -documentario della regista israeliana Yael Hersonsky , proiettato a Rimini il 27 gennaio in una sala gremita di studenti per la giornata della Memoria, emerge una terribile realtà : tutti sapevano , pochi hanno tentato di fermare ,pagando spesso con la vita, perchè ormai la macchina di distruzione era in moto e tutti avevano paura di fermarla.

Il film dell' Hersonsky mostra la vita nel Ghetto di Varsavia tre mesi prima del suo sgombero  per un mese ,dal 2 maggio al 2 giugno 1944  : in 8 km2 erano stati ammassati 450000 ebrei polacchi che morirono morti per fame o  deportati a Treblinka.

L'originalità del film sta nella scelta dei materiale :  4 bobine ritrovate a Berlino archiviate con il nome  “Das ghetto” e girate da una troupe nazista  nel Ghetto di Varsavia  in cui si alternano ,contrapponendosi,  scene di vita di ebrei ridotti alla fame , di ebrei che ancora vivevano in buone condizioni e di scene girate ad arte con attori che fingevano di vivere con ogni bene nel ghetto. Il film s'intitola “A film unfinished” ,un film incompiuto che doveva arrivare ai posteri come memoria del  popolo ebraico estinto.Un film incompiuto per un piano incompiuto.Oggi esiste uno stato d 'Israele con milioni di ebrei .La strategia del male non ha pagato.

Se la  Giornata della memoria propone questo , al di là dell'aspetto commemorativo ,allora la verità continua ad essere detta contro ogni negazionismo ed antisionismo.

Storie di bambini e adolescenti sotto il Terzo Reich 1933-45”

27 gennaio 2014 - GIORNATA DELLA MEMORIA

INIZIATIVE COMUNE DI RIMINI

Storie di bambini e adolescenti sotto il Terzo Reich 1933-45”

 

Come è ormai prassi consolidata ,anche quest'anno il programmma preparato per la Giornata della memoria del 27 gennaio 2014 dal settore Eventi e cultura del Comune di Rimini si presenta di grande spessore culturale e morale .Il titolo scelto è “Storie di bambini e adolescenti sotto il Terzo Reich 1933-45 ” e propone alle scuole primarie,medie e superiori una serie di progetti e laboratori sulla Shoah di alto valore educativo .L'obiettivo è educare alla memoria attraverso una seria e articolata riflessione sulla terribile verità storica dei campi di concentramento e sull'efferata violenza messa in atto dal Terzo Reich sull'infanzia ed adolescenza (più di un milione di bambini morirono nei lager dopo ogni sorta di privazione e atrocità).

Il percorso progettuale prevede laboratori per le scuole (già in corso da mesi ) con elaborati finali anche grafico-pittorici , mostre e conferenze in collaborazione con il Memorial de la Shoah de Paris e una lectio magistralis dello storico francese Georges Bensoussan .In programma anche la proiezione di un film -documentario della regista israeliana Yael Hersonsky “A film unfinished” (Shtikat Haarchion ) girato dai nazisti nel Ghetto di Varsavia :la Hersonsky s'interroga sui motivi che hanno spinto i nazisti a filmare quelle scene tre mesi prima della rivolta.

EDUCARE ALLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE E PER FAR CRESCERE LE NUOVE GENERAZIONI CON CONSAPEVOLEZZA CHE QUANTO ACCADUTO NON DEBBA PIU' ACCADERE.

Per ulteriori informazioni si può accedere all'importante e corposo archivio del Comune di Rimini sulla Memoria e la Shoah visitare il sito :

www.memoria.comune.rimini.it

 

(intr. Emanuela Candoli)

 

Opuscolo

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