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Emanuela Candoli

Emanuela Candoli

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XIII Convegno nazionale Edipi “La fedeltà di Dio” Catania 6-8 dicembre 2014

Dio onora quelli che lo onorano.

La fedeltà di Dio grande tema del XIII Convegno nazionale Edipi svoltosi a Catania dal 6 all'8 dicembre 2014 e filo rosso di tutti i contributi del convegno.

Come sempre di rilievo gli interventi dei relatori :la dott.ssa Amalia Daniele di Bagni, la professoressa Luciana Pepi,il prof.Antonio Navanzino,l'assessore del Comune di Caltagirone Bruno Rampulla,il professor Marcello Cicchese,il pastore Avi Mizrachi con la moglie Chaya,Rachel Netanel con il marito Gilad,il pastore Corrado Maggia,il pastore Giuseppe Prinzivalli,il vicesindaco di Catania Marco Consoli,l'ambasciatore d'Israele in Italia Naor Gilon e il rappresentante di Keren Hayesod Carmel Luzzatti,la rappresentante del Ministero del turismo israeliano Maria Grazia Falcone.

Nella prima giornata,di taglio prettamente culturale,storico e artistico saluto e presentazione del Presidente Edipi e pastore Ivan Basana che ha sottolineato l'importanza del recupero delle radici ebraiche in Sicilia (quarto raduno in questa splendida isola ) e ha letto una lettera del prof.Rinaldo Diprose sulla fedeltà di Dio che dura da millenni e si è manifestata con l'adempimento delle profezie bibliche. Breve ed incoraggiante l'intervento del dottor Bruno Rampulla,assessore del Comune di Caltagirone,che nel portare il saluto del sindaco Bonanno,ha ricordato con vari cenni storici l'importanza delle radici ebraiche di Caltagirone auspicando la realizzazione di start up con Israele e ringraziando Edipi per il suo impegno.

Spazio subito dopo alla dott.ssa Amalia Daniele di Bagni che ha raccontato la sorprendente ed emozionante scoperta,nel palazzo da lei acquistato a Siracusa,di un bagno rituale ebraico completamente coperto da liquami causa l'incuria e il prolungato disuso.Contestualmente ha annunciato il progetto di riapertura di un polo culturale ebraico che ingloberebbe il Museo ebraico e la Sinagoga in Siracusa.

La professoressa Luciana Pepi,docente di storia medioevale dell 'Università di Palermo ,ha ripreso il termine della fedeltà di Dio nei suoi plurimi significati ed ha sottolineato come nella Bibbia nulla sia casuale a partire dalle singole lettere .Emunà ed Emet sono i due significati in ebraico della parola fedeltà , hanno una radice comune e spesso sono usate come sinonimi.Emet significa anche veritàEsiste una relazione tra fedeltà e verità.La fede (Emunà) è il credere nella verità (Emet).La fedeltà di Dio è legata all'alleanza,all'amore ed alla verità.

Ultimo intervento mattutino del prof. Antonio Navanzino ,ceramista per tradizione famigliare,che ci ha dato alcuni cenni storici sull'origine della maiolica sviluppatesi nel '700 dc e con l'ausilio di slide ha mostrato ai presenti alcune immagini del Ghetto ebraico di Caltagirone e della Giudecca.La ceramica ebraica in Sicilia era prodotta dalla famiglia Iodice ,i soggetti tipici sono le erbe amare e un uso innovativo del blu cobalto introdotto dagli spagnoli .Caltagirone ha mantenuto nel tempo la particolarità delle sue ceramiche.

Andie Hortai ,moglie del pastore Ivan Basana,ha introdotto nel pomeriggio l'atteso intervento del professor Marcello Cicchese che ha ampliato il discorso semantico sulla parola fedeltà iniziato dalla prof. Luciana Pepi e ha sviluppato un contributo che considera la fedeltà un vero e proprio patto tra Dio e l'uomo esemplificato dal patto matrimoniale che non è semplicemente lo “stare insieme”ma è un patto da mantenere con la fedeltà. Di conseguenza l'infedeltà è il non mantenere il patto.La Parola di Dio è vincolante,non è un dialogo.Dio ha dimostrato la sua Fedeltà nella storia di popoli e nazioni e individua 3 binomi :grazia e sovranità di Dio ,individuo e società,eternità e tempi storici.I cristiani sembrano privilegiare il primo e il secondo. Fedeltà di Dio nella storia mantenendo le promesse verso il suo popolo che è Israele perchè tutto il piano di Dio passa per Israele. Il professor Cicchese ha invitato gli ebrei ad uscire dall'isolamento per diventare importanti nella storia dopo esserci rientrati con l'istituzione dello stato ebraico nel 1948.Gli ebrei sono lo specchio dell'infedeltà umana ma Israele si mostrerà al mondo per la nazione che Dio ha scelto perche Israele stesso è la dimostrazione della fedeltà di Dio.Fondamentale credere a ciò che Dio ha promesso.La chiesa oggi sta rivelando le falle di un sistema operativo vecchio che non riesce a far “girare il programma Israele”:purtroppo sembra sia più difficile aggiornare il sistema perchè le chiese hanno l'attitudine di psicologizzare o spiritualizzare le scritture ma applicazioni di questo tipo non sono compatibili con il testo. Altra tendenza,messa in luce dal professor Cicchese ,è la pretesa della chiesa che Israele dimostri di avere una dottrina pura ed unitaria senza averla prima per se stessa!Il professor Cicchese ha concluso con l'invito a stare dalla parte d'Israele come discepoli di Cristo non per quello che Israele fa ma per quello che è agli occhi di Dio. Standing ovation.

Andie Hortai Basana ha presentato da Israele il pastore Avi Mizrachi e la moglie Chaya sottolineando gli ottimi rapporti tra Avi ed Edipi da ormai molti anni .Il pastore Mizrachi (il cui cognome significa dell'est ) ha portato la preziosa testimonianza della sua conversione : nato da una famiglia di origine bulgara dopo le scuole superiori e l'esperienza nell'esercito israeliano decise di partire per gli Stati Uniti dalla sorella che lo invitò in una chiesa cristiana.Dopo un periodo di lotta interiore e leggendo il Nuovo testamento ha dato il cuore a Yeshua che ha tolto da lui ogni dubbio e resistenza.Oggi è testimone di Yeshua in Tel Aviv ,la città più mondana di Israele, dove ha fondato il ministero Dugit (in ebraico piccola barca da pesca) . Avi ha sottolineato che viviamo in tempi profetici e dobbiamo avere pazienza perchè Dio è fedele e niente è impossibile a Lui.Dio sta rimuovendo il velo dagli occhi degli ebrei com'è scritto in Romani 11 salvando Israele:a tuttoggi ci sono 50.000 ebrei messianici e 300 chiese messianiche in Israele.Cita come riferimenti biblici Matteo 23:37 e Matteo 24,capitolo profetico perchè anticipa il matrimonio tra la sposa (la Chiesa e gli ebrei messianici) e Cristo.Ebrei e Gentili stanno diventando una cosa sola e lo sposo è...EBREO!!!

Gradito ritorno di Rachel Netanel che attraverso numerose testimonianze personali ha proclamato la fedeltà di Dio in tutta la sua vita alquanto travagliata e oltremodo benedetta.Rachel ,accompagnata dal marito Gilad, abita nel quartiere di Ein Kerem luogo di origine di Giovanni il Battista.Anche Rachel si è convertita in un modo piuttosto combattuto ma quando ha lasciato tutto nelle mani di Yeshua è stata trasformata in un'evangelista dedicando la sua casa all'opera di evangelizzazione.Rachel ha chiuso in preghiera :noi possiamo essere luce nelle tenebre.

La prima giornata si è conclusa con una sessione d'intercessione condotta dal pastore Egidio Ventura di Torino contro il boicottaggio dei prodotti israeliani,per l'aumento della collaborazione Italia -Israele in start up tecnologiche e per il Parlamento Europeo affinchè non avvenga l'approvazione dello Stato palestinese come vorrebbe la Svezia.

La giornata del 7 dicembre è stata caratterizzata da altri interventi di notevole spessore teologico e spirituale iniziata da una sessione di lode ed adorazione condotta dal pastore Salvatore Foti insegnante della scuola biblica locale e dal gruppo di lode della Chiesa cristiana evangelica pentecostale “Gesù è il Signore “di Catania.

Il pastore Corrado Maggia di Biella ,socio fondatore Edipi, ci ha ricordato che Dio è un Dio di alleanze e di promesse e ha in mente un matrimonio con l'uomo redento.Cosa intende Dio per sposa? Nell' AT era Israele,nel NT intende la Chiesa formata de ebrei e gentili. Attraverso un' animazione coinvolgendo alcuni credenti ha illustrato il capitolo 11 dei Romani. Dio è fedele alle Sue promesse:il matrimonio tra Yeshua e la Sua Sposa è imminente ed è per l'eternità.

Il pastore di Ribera Giuseppe Prinzivalli nel suo intervento ha ribadito un concetto che ha condizionato la storia della Chiesa:i Gentili si sono dimenticati dell'ebraicità del vangelo esaminando alcune filosofie rivelatesi perniciose per la Chiesa: lo gnosticismo e il manicheismo. Lo gnosticismo (dal termine greco gnosi=conoscenza ) porta avanti il concetto che la comprensione di concetti divini renda l'uomo divino.Esodo 24:7 condanna lo gnosticismo.Il manicheismo è una filosofia che ha una visione dualista della realtà:esistono il male e il bene che si combattono alla pari perchè considerate di pari entità. Biblicamente le cose non stanno così.Dio è sovrano ed è più forte di Satana che nella Bibbia è nominato poche volte e ciò lo riporta al gradino più basso .Interessante il concetto di libertà espresso in modo apparentemente contraddittorio da Proverbi 26:4 e Proverbi 26:5:Dio ci dà un 'area di azione per agire o non agire ma nessuna delle due posizioni deve essere giudicata giusta o sbagliata.

Anche il pastore della chiesa ospitante Ottavio Prato ha ricordato che Dio ha fatto con l'uomo vari patti :con Adamo ed Eva ,con Noè ,con Abramo e stabilisce anche un patto con noi.Cita Genesi 12:3-4,Geremia 31 :31,Matteo 26:26-27. Noi non capiamo appieno il patto che Dio ha fatto con noi se non ritorniamo alla radice (Atti 10:15).E' necessario ricevere il patto con Dio che è un patto eterno.

Nel pomeriggio molto istruttivo e piacevole il contributo di Maria Grazia Falcone rappresentante del ministero del Turismo israeliano in Italia che ha mostrato vari video turistici sull bellezza dei paesaggi israeliani e sulla proposta israeliana all'Expo 2015 di Milano con i progetti sull'ecosostenibilità.L' invito è viaggiare in Israele perchè tante sono le proposte e le offerte turistiche per ogni tasca e d ogni esigenza dalla vacanza -benessere a quella culturale e spirituale.

Il pastore Bruno Ciccarelli di Napoli ha introdotto il secondo intervento dei coniugi Mizrachi che insieme hanno incoraggiato a pregare per la pace di Gerusalemme e a sostenere il popolo ebraico.Consegna di un tallit al Pastore Ivan Basana e ad Ottavio Prato. Perchè pregare per Israele? E' la cosa giusta da fare davanti a Dio non per avere benedizione ma un contatto con Lui.I cristiani possono pregare sempre a differenza di alcune religioni che impongono tempi ed orari di preghiera. Chaya Mizrachi ha dato una serie impressionante di dati sui 50 giorni di guerra in Gaza terminata il 27 agosto 2014 e che ha permesso ad Israele di distruggere i 32 tunnel scavati dai terroristi palestinesi pagando con 72 morti israeliani e 5000 razzi intercettati da Iron Dome segnalati da sirene che hanno risuonato continuamente.Duemila israeliani feriti,bambini scioccati ed impauriti ma al termine il ministro Bibi Netaniau ha ringraziato la popolazione citando Isaia 40:1”Consolate,consolate il mio popolo”.Chaya ha dichiarato che sono stati 50 giorni durissimi ,di grande resistenza del popolo ebraico ma tutti gli israeliani sono stati UNITI perchè ne andava la loro sopravvivenza e valeva la pena combatterla.Molti gli ebrei messianici chiamati al fronte. Chaya ed Avi hanno chiesto di pregare ancora per i bambini in Israele ed anche per la figlia Devorah che verrà in Italia per due settimane per uno stage a Roma ed avrà la possibilità di entrare in contatto con politici italiani. Avi Mizrachi ha raccontato di come Dio sostiene il loro ministerio evangelistico a Tel Aviv,città secolare e perduta ,ma proprio lì Dio gli disse di andare per predicare l'evangelo agli ebrei ponendo un “altare di lode “che oggi si trova al 12° piano di un edificio. Anche il profeta Giona venne incaricato da Dio di recarsi a predicare in una città perduta nel peccato come Ninive anche se inizialmente si oppose e passò tre giorni nel ventre di un pesce prima di ubbidire.

Il pastore Bruno Ciccarelli ha ricordato l'importanza di parlare ai cuori delle persone perchè l'antisemitismo sta crescendo ed è ora di farlo con franchezza.

Ripresa della testimonianza da parte di Rachel Netanel che racconta di come Dio l'ha portata ad essere testimone in Gerusalemme da 15 anni ,da tre anni insieme al marito Gilad:esperienza non facile evangelizzare in Israele(ben 9 traslochi dovuti a persecuzione)ma Dio l'ha sostenuta e la sostien tuttora.Non si può stare in silenzio sapendo che tutta la Parola di Dio porta a Yeshua e che solo Lui puo' riportare l'uomo alla presenza di Dio come era nell'Eden prima del peccato originale. Rachel ci ha invitato a ricordarci che solo Yeshua è la luce. Breve testimonianza di Gilad che ha scelto di servire Yeshua con Rachel pur non parlando ebraico e male l'inglese sempre con l'amore di Yeshua . Finale della seconda giornata con l'intercessione di Valter Lento al suono dello Shofar.

La terza ed ultima giornata di convegno ha visto l'arrivo dell'ambasciatore d'Israele in Italia Naor Gilon che ha risposto ad alcune domande dei presenti. Ottimo il clima spirituale creato dalla Chiesa “Gesù è il Signore “di Catania del pastore Ottavio Prato che si è disposta ad accoglierci con grande cortesia,disponibilità ed amore fraterno.Grazie! Dio è fedele ed onora quelli che lo onorano.

Shalom

Convocazione europea 2014 “Ricevi il cuore di Davide” Praga 8-11 maggio 2014

Convocazione europea 2014 “Ricevi il cuore di Davide” Praga 8-11 maggio 2014 Lucerna Palace, Stepanskà 61

 

La conferenza Nella famosa ed antica Sala Lucerna di Praga ,sede di un Congresso Sionista nel 1933,le nazioni europee hanno risposto alla Convocazione europea di Tom Hess e lo hanno fatto con la limpidezza e la gioia di una gioventù genuina pronta ad inginocchiarsi anche in sessioni di preghiera notturne.La delegazione italiana si è presentata con 10 credenti in Yeshua provenienti da varie realtà evangeliche ma tutti soci Edipi. Tutti noi, consapevoli della difficoltà che l\'Italia sta attraversando sia spiritualmente che economicamente, abbiamo avuto la possibilità di intercedere a favore della nostra nazione nell\'unità dello Spirito .

Nella civile Repubblica Ceca abbiamo trovato un clima di gioia e di esultanza : giovani (e meno giovani) russi, ucraini, armeni , tedeschi,ceki, slovacchi, polacchi, ungheresi ,inglesi ,francesi hanno giubilato davanti all\'Eterno con canti e grida di gioia anche uscendo per le strade a decine in una crociata evangelistica pacifica e piena di amore per l\'opera di Dio. Alcune persone evangelizzate sono venute al Convegno assistendo alla lode ed adorazione e siamo certi che quell\' 80% di ceki che si professa ateo perchè deluso dalle religioni potrebbe ben presto dichiarare che Yeshua è il Messiah. Tom e Kate Hess da Gerusalemme ed Heidi Baker dal Mozambico hanno parlato al “cuore” della platea in modo diretto e caldo.E\' necessario che il nostro cuore possegga quelle caratteristiche gradite all\'Eterno: essere rotto e contrito , compassionevole , aperto alla Sua Grazia.

La connessione del nostro cuore con Dio ci porta poi in connessione gli uni con gli altri. La conferenza di Praga ha messo in luce l\'importanza del nostro rapporto personale con Dio e la necessità che il nostro cuore abbia le caratteristiche che Egli vuole. L\'Italia ha nuovamente chiesto perdono per i propri peccati dalla distruzione del tempio in poi davanti alle delegazioni presenti (circa 49). Come delegazione italiana abbiamo potuto usufruire di un turno d\'intercessione di due ore dalle 6 alle 8 del mattino del 9 maggio in una sala appositamente riservata 24 su 24 per lode ed adorazione.Questo tempo è stato di grande benedizione per tutti noi e ha sciolto il nostro cuore davanti a Lui in una supplica non solo per l\'Italia ma anche per le nazioni presenti e per la Chiesa italiana e mondiale .

 

La convocazione europea ha anticipato e presentato la convocazione alle nazioni che Tom Hess farà dal 28 settembre al 14 ottobre a Gerusalemme in cui migliaia di credenti si riverseranno nelle strade per una marcia di solidarietà e di amore verso il popolo ebraico.

Camminando per le vie di Praga... Il soggiorno di 4 giorni a Praga ci ha consentiro di fare un giro turistico alquanto istruttivo nel centro storico : gli stili architettonici degli edifici tra cui barocco e gotico (osservabile nelle chiese cattoliche ) rievocano i fasti della mitteleuropa e dell\'impero austro-ungarico richiamando ad epoche di oppressione spirituale e di stregoneria ancora gravante sulla città : Praga con Torino e Lione pare formi tuttora il triangolo della magia bianca.

La repubblica ceca ha anche dato i natali al teologo evangelico Jan Hus , considerato il primo riformatore cristiano , scomunicato dalla chiesa cattolica e bruciato sul rogo , e ai musicisti Smetana e A.Dvorak.

Di grande interesse il quartiere ebraico, Iosefov,con ben 4 sinagoghe:la sinagoga vecchio-nuova, la sinagoga Maiselova ,la Pinkasova e la Sinagoga spagnola.Proprio quest\'ultima è quella di maggior interesse artistico con le sue decorazioni in stile moresco simili alla sinagoga di Firenze. Costruita nel 1868 ,tuttora in funzione, ospita una mostra sulla storia degli ebrei in Boemia e Moravia e una collezione di argenterie ceche. Importante è la mostra documentale del Museo ebraico riguardante la Shoà e il campo di concentramento di Terezin in cui vennero deportati ed uccisi 10.000 bambini (ne sopravvissero solo 242). Durante la seconda guerra mondiale fu la Gestapo ad utilizzare la grande fortezza di Terezin, più conosciuta con il nome tedesco di Theresienstadt, come campo di concentramento.

Circa 144.000 ebrei ed ebree furono imprigionati/e qui, ne morirono 33.000, la maggior parte a causa delle inumane condizioni (fame, malattie, e un\'epidemia di tifo esantematico verso la fine della guerra). Tra gli altri, anche la prima donna ordinata rabbino, Regina Jonas, fu tenuta qui prigioniera, prima di essere deportata ad Auschwitz.

Da qui più di 80.000 ebrei furono deportati ad Auschwitz e ad altri campi di concentramento. Alla fine della guerra le persone sopravvissute furono 17.247. Prima della seconda guerra mondiale la comunità ebraica praghese contava 50.000 ebrei ridotti a 1500 dopo la Shoà.

Tra gli ebrei illustri lo scrittore Franz Kafka, il compositore Gustav Mahler, il fondatore della psicanalisi Sigmund Freud.

Il 9 maggio 1945 le forze sovietiche liberarono la città dall\'occupazione nazista dando inizio al periodo comunista terminato con la fine dei regimi comunisti sovietici dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

Nel 1993 la Repubblica ceca proclamò la propria indipendanza dalla repubblica slovacca.

Inaugurato a Rimini il giardino dei Giusti fra le Nazioni

INAUGURATO A RIMINI IL GIARDINO DEI GIUSTI FRA LE NAZIONI

Rimini 12 marzo 2014

Seminario  rivolto alla cittadinanza

Giornata europea dei giusti

“Chi salva una vita salva il mondo intero ”(Talmud)

 

A Rimini , alla presenza delle autorità cittadine , è stato inaugurato il Giardino dei giusti fra le nazioni per rendere onore ai giusti riminesi.Chi sono i giusti? Sono i non ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e hanno salvato la vita anche ad un solo ebreo dal genocidio degli ebrei  più conosciuto come Shoà.

Il termine in ebraico per indicare i giusti è Chasidei umot ha olam.E' una delle maggiori onorificenze che i gentili possono ricevere dallo stato  d'Israele a partire dal 1963 ,anno in cui la Knesset  ha istituito la Commissione dei Giusti (nel '53 era stato istituito lo Yad Vashem ) .In tutto il mondo hanno ricevuto questa onorificenza oltre 24.000 persone tra cui circa 520 italiani (i più noti sono Giorgio Perlasca e il prof. Carlo Angela ,padre di Piero Angela che come medico salvò la vita ad un grosso numeri di ebrei nascondendoli nella  clinica psichiatrica che dirigeva).Tra i protestanti ci sono due pastori valdesi.

I giusti riminesi , più precisamente di Bellaria , comune costiero pochi chilometri a nord di Rimini ,sono due :Ezio Giorgetti ,albergatore ,ed Osman Carugno ,maresciallo dei carabinieri dichiarati giusti il primo nel 1964 e il secondo nel 1985.Sono tuttora in corso ricerche per trovare altri uomini che hanno salvato ebrei in territorio riminese.

Alla Conferenza a loro dedicata erano presenti le due figlie di Ezio Giorgetti e sono intervenuti , presentati dalla responsabile alle Attività di Educazione sulla Memoria del Comune di Rimini dott.ssa Laura Fontana , l'assessore alla Toponomastica del Comune di Rimini prof.ssa Irina Imola ,gli storici Gabriele Nissim e Liliana Picciotto ,la dott.ssa Patrizia  Di Luca responsabile centro di ricerca sull'emigrazione- Museo dell 'emigrante Università di San Marino.Presente anche l'assessore Giorgetti del Comune di Bellaria.

I contributi dei relatori sono stati alquanti preziosi a partire dalla dott.ssa Fontana che ricorda che è il primo anno che Rimini commemora  ufficialmente i Giusti dalla dichiarazione del Parlamento europeo del 10 maggio 2012 .Uno degli obiettivi delle attività di educazione alla Memoria è quello di lavorare in modo rigoroso sulla storia per evitare  il  rischio  di fare dell' universalismo della Shoà qualcosa che si scolli dal contesto storico.Anche  il tema dei Giusti è necessario contestualizzarlo storicamente nella Shoà (in quanto “gli ebrei furono condannati  a morte come ebrei e non come individui”) senza dunque scinderlo dal contesto storico .

La dott.ssa Fontana sottolinea che il Comune di Rimini si occupa di educazione alla Memoria da almeno  50 anni,  ben prima della legge di istituzione della Giornata della memoria del 2001 e primo Comune in Italia a farlo.Molto sentito e convinto l'intervento dell  'assessore Irina Imola ,sia in apertura che in chiusura , che ricorda  il valore della testimonianza:il bene non è politico ma fare o no il bene è una scelta morale delle persone.

Lo scopo di questo incontro è quello di dare un quadro esaustivo sia dal punto di vista storico,dato dalla qualità degli interventi dei relatori  e dal valore della testimonianza.

Ringraziamento al prof. Gabriele  Nissim per la spiegazione dei  concetti di bene e di male ,della capacità di scegliere il bene indipendentemente dall'orientamento politico e dell' assunzione di responsabilità.

L'assessore pone l'accento anche sul concetto di problematizzazione  rispetto al quale bisogna imparare a porsi criticamente già da studenti. Tra i ringraziamenti anche una citazione per Emilio  Drudi (presente in sala ) autore del libro”Un cammino lungo un anno “sulla storia di Giorgetti edito da Panozzo. La speranza è che la commmorazione della giornata europea dei Giusti,fortemente voluta dall'assessore ,venga riproposta ancora come insegnamento per le generazioni future:conservare la memoria locale dei giusti consente di costruire una memoria universale anche partendo dalla toponomastica.

Onorare i giusti significa onorare il bene universale.Il monito è avere il coraggio di  scegliere  il bene cogliendo l'insegnamento dei Giusti per farlo proprio.

Ottimo l'intervento di Liliana Picciotto ,uno dei maggiori storici della Shoà ,dirigente della ricerca italiana dei Giusti del Cdec  che ricorda il ruolo dei  valdesi nel dare  rifugio a molti ebrei che per salvarsi cambiarono residenza ed identità modificando i loro nomi d'origine per evitare l' identificazione  e l' arresto.

Quasi una lectio magistralis il contributo del prof. Gabriele Nissim, storico, giornalista e scrittore, presidente di Gariwo, che esordisce dichiarandosi “emozionato per l'idea che a  Rimini ci sia oggi un Giardino dei Giusti”.Nel suo intervento sostiene che etica, filosofia e storia debbano andare di pari passo : non c'è determinismo nella storia ma atti di responsabilità delle persone negli eventi.I giusti non sono difensori dei diritti umani ma di fronte al male si assumono la responsabilità non solo ascoltando il bisogno ma rispondendo al richiamo dell'altro.Citazione biblica :il Dio ebraico giudica ma fa anche opera di salvezza evidenziando una correlazione fra Bibbia e Vangeli .In particolare nel Vangelo di Matteo 7:12 è scritto “Tutte le cose dunque che voi volete gli uomini vi facciano  fatele anche voi a loro (poichè questa è legge e i profeti)”.

Nissim ricorda anche un verso del Talmud “Chi salva una vita, salva il mondo intero”:facciamo memoria per prevenire i genocidi .Purtroppo ciò non è accaduto in Ruanda (sanguinosissimo il genocidio tra tutsi ed hutu) o in Cambogia e Bosnia ma  l'importanza di ricordare i Giusti è questa: il giusto rompe lo schema di complicità tra i malvagi.Perchè esiste il negazionismo ?Perchè apre la strada ai genocidi e alla loro ripetizione.Primo Levi parlava di una zona grigia in cui il male si manifesta.Il giusto rompe la zona grigia.

Secondo Nissim quattro sono stati i grandi pensatori del '900 che hanno contribuito a rompere questi schemi :Moshè Bejski,Hanna Arendt ,Vassili Grosman,Vaclav Havel.

Moshè Bejski è stato un giudice della corte suprema israeliana ,fondatore del Giardino dei Giusti di Gerusalemme ,che dichiarò giusto fra le nazioni Oskar Schindler:la sua procedura era rimasta in sospeso dal precedente giudice della Corte suprema israeliana Landau ,che dopo aver condannato Eichmann nel famoso processo di Gerusalemme, riteneva che Schindler non fosse totalmente “puro” per aver inizialmente usato gli ebrei per arricchirsi.Bejski ritennne invece che l'uomo può cambiare rotta come ha fatto Schindler che agì in modo onesto anche quando gli sarebbe convenuto adeguarsi alla barbarie nazista.Ne consegue che anche  un ex nazista può diventare giusto fra le nazioni.

Hanna Arendt, allieva di Heidegger, pensatrice e giornalista ,seguì il processo Eicmann come inviata del New yorker e  pubblicò il celebre testo “La banalità del male” in cui  definì il nazista Eichmann un “burocrate senza idee che non capì mai quello che stava facendo“.Secondo Gabriele Nissim Eichmann era ben cosciente di tutto quello che faceva ma riconosce alla  Arendt il merito di aver  ragionato sui grandi problemi  comprendendo  che “ciò che è giusto oggi non può essere giusto domani” e che “ci può salvare solo la capacità di pensare”.

Vassili Grosman è stato uno scrittore ebreo -russo ,poco conosciuto e mai del tutto apprezzato :egli riteneva che gli uomini abbiano fatto le cose peggiori credendo di fare il bene ideologico ed universale.Questo concetto è sconvolgente:i giusti però  riescono ad uscire da questo meccanismo del “bene universale” e non si sottomettono all'azione del carnefice  che non ha rimorsi di coscienza.

Vaclav Havel,politico, parla di “potere dei senza potere”: esiste un potere demoniaco del male ma la sua esistenza è legata alla consapevolezza che questo potere esiste.Havel afferma un concetto valido anche per i giusti:è il potere che si ha su  se stessi  che impedisce al male di perpetuarsi .Questa azione  ha impedito al male di prevalere.

I Giusti devono diventare motivo di riferimento .

Dettagliato l'intervento della prof.ssa Patrizia di Luca che ha fornito ulteriori particolari sulla vicenda di salvataggio degli ebrei di Giorgetti e Carugno definendoli uomini di coraggio che hanno affrontato le proprie paure per una motivazione forte.In particolare l'azione di Giorgetti e Carugno portò alla salvezza  di circa 41 ebrei che arrivarono a Bellaria nel '43 provenienti da un campo d'internamento di Asolo (in Veneto c'erano 17 campi d'internamento ) .

La sensazione è che questo seminario abbia mostrato da parte dell' Amministrazione comunale una sensibilità sincera verso le  tematiche legate alla Shoà traducendole in un progetto per la Memoria forte sia verso la cittadinanza sia verso gli studenti delle scuole riminesi con un fitto programma di eventi, proiezioni e seminari .La speranza è che questa sensibilità si amplifichi e si manifesti anche verso lo stato d'Israele a cui  i Giusti fra le nazioni hanno dato un contributo salvando  migliaia di ebrei da una fine sicura .

Lo Stato d'Israele esiste perchè la  Parola di Dio doveva andare a compimento :in Genesi 15:18 è scritto “Io do alla tua discendenza questo paese ,dal fiume d'Egitto al gran fiume ,il fiume Eufrate” ,nel Salmo 105:8-11 è ancora scritto “Vi darò il paese di Canaan come vostra eredità”.In Geremia 30 :2-3 è altresì scritto”Così dice l'Eterno ,il Dio d'Israele ;scriviti in un libro tutte le parole che ti ho detto,perchè ecco ,i giorni vengono ,dice l'Eterno, nei quali ricondurrò dalla cattività il mio popolo d'Israele e di Giuda ,dice l'Eterno,e li farò ritornare nel paese che diedi ai loro padri ed essi lo possederanno”.

Riguardo alle nazioni è scritto “Io benedirò chi ti benedirà”.

Che la benedizione scenda su chi benedice il popolo ebraico .

 

 

Resoconto convegno Edipi - Veneto

 

“A Gerusalemme è scoppiata la pace ma l'Onu non lo sa !”

primo convegno regionale Edipi del Veneto

28 febbbraio-1 marzo 2014

La cittadina veneta di Preganziol (Tv) ha conseguito un primato ospitando il primo convegno regionale Edipi del Veneto il 28 febbraio e primo marzo in cui è approdato, altro evento storico per Edipi, Ishmal Khaldi, il primo relatore arabo e mussulmano, diplomatico israeliano di origine beduina. Disponibile e piacevolmente sorpreso per il calore dimostrarto per Israele ha conquistato la numerosa e attenta platea di partecipanti al convegno. Compito non facile di questi tempi essere diplomatico di Israele e arabo al tempo stesso ma il primo relatore non ebreo e nemmeno cristiano nella storia dei Convegni Edipi non ha disatteso nessuno e con grande serenità ha dichiarato la sua fierezza di essere israeliano e di rappresentare Israele all' estero.

Dopo una breve introduzione del pastore e presidente, socio fondatore Edipi, Ivan Basana, Ishmal Khaldi ci ha presentato un Israele moderno, all'avanguardia nell' innovazione medica e tecnologica, impegnato sin dall'atto della sua nascita, 14 maggio 1948, in un costante lavoro d'integrazione sociale tra arabi ed ebrei (il 20 per cento dei cittadini israeliani sono arabi ). ”Questo dimostra”- ha precisato Khaldi che- “Israele non è uno stato di apartheid “ anzi ,”è una società molto aperta che mette a disposizione ogni conoscenza per aiutare quanto più è possibile: molti palestinesi sono curati in ospedali israeliani come ad Haifa, all'avanguardia per la cura dei tumori. Recentemente 300 siriani sono stati curati a Tiberiade perchè Israele crede nell'aiuto umanitario e accoglie chi ha bisogno di cure senza nessuna discriminazione (il 4 novembre 2013 è nato il primo bambino siriano in Israele), “la società israeliana stessa sostiene l'emancipazione e l'istruzione di tutti, sia ebrei che arabi, per un 'integrazione civile e democratica completa. ”La forza d'Israele è la sua multiculturalità - continua Khaldi -200.000 drusi e molti beduini stanno cambiando i loro costumi diventando più sedentari ed inseriti nella vita sociale israeliana soprattutto le nuove generazioni: molti medici, tra cui il capo dell 'ospedale di Nasria, avvocati, deputati (12 circa) sono arabi e persino un giudice della Corte suprema ! ”A ragione di ciò Khaldi respinge ogni accusa di apartheid contro Israele confermando che Israele, unica democrazia in Medioriente, ha bisogno di sostegno e ancora oggi, a 66 anni dalla sua costituzione, combatte per difendersi non solo dai paesi limitrofi (Siria ed Egitto sono in guerra civile e i diritti umani sono continuamente violati, il Libano sta vivendo dal lontano 1975 una situazione interna molto complessa) ma anche dal crescente antisemitismo (in Inghilterra persino la chiesa metodista sta mettendo in giro molte notizie ostili ad Israele ).

“Israele prospererà e fiorirà”- questa è l'affermazione “profetica” di Ishmal Khaldi detta con sicurezza e serena soddisfazione. La battaglia diplomatica è molto intensa e, in quanto arabo israeliano, è doppiamente attaccato da chi vuole screditare Israele ed invita tutti noi a combattere le false opinioni su Israele e finanche a “riprendere” Israele in caso di errore.

Khaldi ha risposto ad alcune domande dei partecipanti con diplomazia affermando che Israele accoglie coloro che fanno aliya, che l'odio insegnato nelle scuole islamiche è il prodotto di una cieca ideologia e noi credenti possiamo sostenere Israele con l'informazione corretta: Israele non è uno stato di apartheid. Standing ovation.

Il pastore Ivan Basana di seguito ha presentato la nuova pubblicazione Edipi di Cyndi Wallace ”Fatti e misfatti” (tradotta da Monica Tamagnini) che integra con una bella impostazione grafica e molti documenti originali, il precedente testo di Eli Ertz “Questa terra è la mia terra” pubblicazione Edipi che ha avuto una forte divulgazione anche in Israele.

La seconda giornata si è aperta con l'intervento del pastore Ebo Simons, ghanese,da anni residente a Treviso con la famiglia e leader della chiesa cristiana evangelica libera di Treviso.

Ebo Simons ha ricordato che Gesù è ebreo, nato da genitori giudei, frequentava la sinagoga e celebrava la Pasqua. La nostra Bibbia è ebraica, non possiamo parlare di Dio senza riferirci ad Israele. I primi padri della chiesa erano ebrei. Il primo Concilio si è svolto a Gerusalemme e l'argomento principale riguardava le norme di comportamento degli ebrei verso i gentili!

Il pastore Simons ha affrontato anche la questione profetica: per sapere cosa sta accadendo ad Israele dobbiamo conoscere le profezie. Le radici della Chiesa sono là e noi non possiamo separarcene.

Grande ritorno di Mark Surey da Londra, colonna storica di Edipi nei primi anni, insegnante ebreo messianico. Con il suo consueto tono pacato e gentile il professor Surey ha presentato ”Gesù l'israeliano “ precisando che, secondo un sondaggio, Gesù è il secondo giudeo più importante della storia ma per i cristiani è il primo. Nel vangelo di Giovanni è molto chiaro il messaggio di Gesù come Messia rispetto agli altri vangeli. Gesù compie nel vangelo di Giovanni ciò che Mosè ha profetizzato in Deuteronomio. Gesù guarì gli ammalati che gli portavano e Mosè faceva lo stesso nel deserto: spesso Gesù ci guarisce quando siamo nel deserto. Gesù fece il miracolo dei pani e dei pesci nel deserto e furono sfamate 5000 persone con rimanenza di dodici ceste, Gesù stava dichiarando di essere il profeta che Mosè aveva profetizzato. Le persone lo riconobbero dicendo “E' lui il profeta”.

La preghiera di Mark Surey è che gli ebrei inizino a leggere il vangelo di Giovanni e scoprano che Gesù è il loro vero Messia, il loro vero profeta!

Mark ha raccontato della sua conversazione con il regista ebreo Steven Spielberg che ritiene che Gesù sia stato il più importante ebreo della storia ma che non può credere a lui come Messia a causa della Shoà e come lui la pensano molti giovani israeliani offuscati dalla nuvola di oscurità che la Shoà ha lasciato. La preghiera è che la lettura del vangelo di Giovanni porti luce nelle menti e nei cuori dei giovani israeliani spazzando via tutta l'oscurità che impedisce loro di vedere.

Dopo Mark Surey nuovo incisivo intervento di Ishmal Khaldi che ha commentato l'intervento di Surey ritenendolo molto informativo e ha ribadito la connessione tra Bibbia, popolo d'Israele e terra d'Israele. Nel Corano è scritto che la terra d'Israele appartiene al popolo ebraico e non viene mai menzionata la parola Palestina: non ci sono elementi per dire che la terra d'Israele non sia degli ebrei. Khaldi osserva che chiunque va contro Israele fallisce e ricorda “Io benedirò chi ti benedirà”: cita a questo proposito l'episodio della campagna di boicottaggio della Coop contro i prodotti israeliani che ha determinato il fallimento di una parte della società stessa. Il messaggio di Khaldi è rivolto anche a coloro che pensano di accusare Israele senza prima ripulire se stessi: in Germania un pastore protestante, leader di una chiesa e direttore di banca, è stato trovato colpevole di droga e corruzione.

Seconda stoccata alla chiesa metodista inglese che anzichè aiutare le persone si preoccupa di boicottare Israele. Secondo Khaldi il problema è l'oscura ideologia di odio contro Israele. I tentativi di boicottaggio contro i prodotti israeliani rivelano solo l'ignoranza delle persone: la maggior parte dei prodotti tecnologici in commercio sono israeliani ma tutti li comprano perchè sono necessari. Chi vuole veramente boicottare Israele non dovrebbe acquistare tecnologie.

Attualmente è cresciuta la preoccupazione sul futuro d'Israele: il governo israeliano sta negoziando con i palestinesi e vuole firmare accordi di pace con chi ha intenti di pace. Uno dei nodi è ancora lo status di Gerusalemme rivendicata anche dai palestinesi.

Un 'altra preoccupazione di Khaldi è il crescente antisemitismo: nei campus universitari inglesi insegnano che Israele è uno stato di apartheid e pochi giorni fa un leader del Parlamento europeo ha pronunciato “ Heil Hitler”. A 70 anni dalla Shoà Israele combatte ancora contro l'odio anti ebraico!Questo è il vero problema d'Israele.

Khaldi ha ricordato le sue origini nel villaggio beduino in cui non c'era ne luce, ne acqua corrente ne scuole ma oggi è felice di essere diventato “un fiero rappresentante d'Israele”. Invita tutti noi a visitare i villaggi beduini in Israele ringraziandoci per il supporto e l'impegno per Israele che diamo. ”Ho ascoltato tutto e come diplomatico sono contento e provo affetto per voi. Insieme vinceremo. Grazie da parte d'Israele e della sua ambasciata.” Applausi.

Il professor Marcello Cicchese raccoglie il testimone dichiarando “Ishmal Khaldi può riferire alla sua ambasciata che ha fatto un ottimo lavoro” riferendosi alle verità esprimendo contenuti concreti.

La questione ebraica è una questione di verità. Porre il problema non significa trovare la soluzione.” Pace e sicurezza sono possibili? Le statistiche dicono che il 60% degli israeliani vuole la pace. Il professor Cicchese paragona la questione della terra al problema della quadratura del cerchio, concetto matematico irrisolvibile dal punto di vista logico matematico, rompicapo sin dai tempi di Euclide, impiricamente irrisolvibile perchè le soluzioni sarebbero infinite.

Il professor Cicchese con estrema serenità afferma che la soluzione razionale di dividere la terra d'Israele in due stati non è possibile in termini biblici: la trascendenza che offre la Bibbia dà insolubilità al problema e ci prova che i tentativi umani non serviranno a trovare soluzione. Perchè ?Perchè Dio ha assegnato la terra ad Israele e questa è la Sua volontà. Prima delle questioni di comportamento c'è la verità biblica. Ma come stanno le cose? Secondo Il professor Cicchese è una questione di verità: il punto di partenza è la Bibbia e dalla verità biblica ha avuto il suo sviluppo storico il sionismo riconosciuto poi dal diritto internazionale.

Non possiamo pensare che basti dire “mettiamoci d'accordo” perchè Dio ha scelto Israele per il suo piano di salvezza e di amore che passa solo da Israele cosi come da Israele passa anche la sovranità di Dio. Attraverso la sovranità di Dio passa anche il Suo amore e il canale è Israele: tutto torna. La sorte finale è senza discussione: ci sarà l'illusione di aver trovato la soluzione con la pace e la sicurezza ma ciò porterà alla rovina quindi un travaglio ed una crisi. Si avvicinano le doglie di parto e un tempo di angoscia per Giacobbe. Il collegamento tra storia e Bibbia è continuo: le due guerre mondiali hanno cambiato la situazione politica e ciò ha permesso l'avverarsi di profezie bibliche. Dopo il primo conflitto è caduto l'impero ottomano e la risoluzione di Sanremo del 1920 ha posto le premessse per la costituzione “del focolare ebraico” in Medioriente e dopo il secondo conflitto mondiale è nato lo stato d'Israele. Le doglie non sono finite per il mondo perchè il Messia tornerà una seconda volta e ogni ginocchio si piegherà. Israele sarà ancora al centro del mondo. Oggi dobbiamo prendere la giusta posizione nei confronti d'Israele e del Dio d'Israele perchè ciascuno risponderà personalmente a Dio. Dobbiamo confessare il peccato di odiare Israele come peccato della carne e se siamo per la verità prima facciamo questo.

Per diritto biblico e per diritto internazionale Israele sta nella verità e nella sua posizione non dovrebbe accettare il compromesso pur di vivere in pace: fare accordi umani senza Dio è un errore come fece Abramo quando andò in Egitto e si “accordò” con il faraone. Ma Dio è intervenuto e ha messo le cose a posto. Dio non ha mai abbandonato Israele. Nella chiesa purtroppo l'amicizia verso il Suo popolo non è capita ma noi avremo forza perchè Dio ha in Israele il suo strumento obbligato e non ci resta altro che ammetterlo. Amen e standing ovation.

Successivamente l'architettetto e sorella Gabriella Morabito con il marito Clint Frye ha presentato il progetto chiamato “Village of hope and justice”: si tratta di un edificio - bunker a base quadrangolare su ispirazione del capitolo 61 di Isaia che può dare rifugio e poi formazione a donne vedove e bambini. Il progetto prevede spazi multifunzionali: refettorio, stanze da letto, scuola con corsi bilingue, giardino con coltivazione di rose. Il villaggio si configura come città - rifugio e può ospitare cica 40 persone, venti per piano su una superficie di 144 m2.

I costi di realizzazione si aggirano sui 6 milioni di euro compresa la parte agricola e l'antiterrorismo. La speranza è costruirne alcuni sul territorio israeliano ma anche in altre parti del mondo come in Italia ed in Cina. A L'Aquila è già stata avviata la trafila burocratica.

In conclusione il pastore Ivan Basana ha aggiornato la situazione del progetto carciofi nel Neghev che si configura come una vera e propria start -up biblica a carattere profetico: il tipo di carciofo è quello viola veneziano e tra poco ci sarà la raccolta. Continua anche il gemellaggio con l'associazione del pastore Angel Gerber “El vino nuevo”di Tel Aviv. Il pastore Ivan Basana precisa che è intenzione di Edipi offrire alle associazioni in modo mirato e non a pioggia in modo che i fondo non siano dispersi.

A fine convegno un gruppo di partecipanti ha condiviso un culto di lode ed un agape preparata a Treviso dalla chiesa del pastore Ebo Simons. Il 2 marzo visita al ghetto ebraico di Venezia .

L'impressione è che sia stato un convegno con una formula organizzativa efficientissima e di altissima qualità informativa: siamo certi che l'equipaggiamento ci pone nel centro della battaglia spirituale preparati e uniti nella verità “a favore di Israele come discepoli di Cristo” citando il testo del professor Cicchese. Shalom

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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