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Laura Calasso

Laura Calasso

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Resoconto "Radici Ebraiche del Cristianesimo"

Riceviamo dalla socia EDIPI Laura Calasso, il seguente resoconto relativo ad una iniziativa EDIPI a Milano.

Sabato 25 gennaio ho avuto l'onore di fare una presentazione sulle
"Radici Ebraiche del Cristianesimo"

nella Chiesa Evangelica "La Grande Missione" (allineata con le Elim) di
Via Fleming, 8 a Milano.

La chiesa è prevalentemente latino-americana, di lingua spagnola quindi,
e l'uditorio abbastanza numeroso, circa 70-80 persone e una decina di
persone invitate da me.

I Pastori William e Galidia Rincon Rivas hanno un cuore illuminato per
quanto riguarda Israele e il Popolo Ebraico e il 31 dicembre hanno
dedicato la serata all' intercessione e preghiera per Israele. Inoltre
Galidia partecipa agli incontri di preghiera che teniamo a casa di mia
sorella Ornella.

Il gruppo Danza della chiesa, formato da bambine piccole e grandi, ha
ballato e cantato vestite con abiti bianchi e azzurri e sbandierato al
suono di musiche ebraiche.

Le persone hanno accolto e ricevuto il messaggio di duemila anni di
dispersione e cacciata degli Ebrei da ogni Paese, della responsabiltà
della "Chiesa" di questa immane tragedia, della necessità di ristabilire
il legame antico della prima chiesa che è nata a Gerusalemme. Ai nostri giorni assistiamo alla profezia consolidata sotto i nostri occhi del ritorno degli Ebrei nella loro Patria, della nascita delle Congregzioni Messianiche in Israele, che attualmente si stanno moltiplicando.

In Italia l' Associzione Evangelici d'Italia per Israele con la missione a loro affidata, opera per favorire la rivelazione di Yeshua tra il popolo ebraico, cosolidando inoltre i rapporti con lo Stato di Israele.

Domenica mattina invece ho chiesto al pastore della mia chiesa se potevo
chiedere un minuto di silenzio per ricordare le vittime della Shoah.. me
lo ha concesso... ne ho approfittato per parlare ai cuori della
"responsabilita'" di ognuno di noi di fronte a Dio, che ce ne chiederà
conto, e sulle note di Schlinder List "TUTTI" si sono alzati.
Al termine la moglie del Pastore mi ha detto che abbiamo fatto bene a fare questo e che ha sentito lo Spirito Santo che la investiva durante il minuto di silenzio.



Un abbraccio a Voi tutti.


Laura

Resoconto di Laura Calasso - XI Raduno Edipi – Campogalliano 6-7 ottobre 2012

Le luci nella sala conferenze del Best Western Hotel di Campogalliano si sono da poco spente ma in quello spazio risuonano ancora le lodi, le dichiarazioni al cielo e alla terra, le esortazioni, l’unzione profetica e l’imperativo che Dio stesso ha comandato di adempiere con il Salmo 122

Pregate per la pace di Gerusalemme! “

Gerusalemme significa “Città della Pace! “Shalom”, parola chiave che ha guidato tutte le sessioni dell’incontro, in ebraico oltre a “pace” ha molteplici significati, come ha ben spiegato il Past. Corrado Maggia, significa anche stare bene, salute del corpo e della mente, benessere, felicità, tranquillità, soddisfazione, completezza, prosperità, abbondanza, pienezza, riposo, armonia, integrità, perfezione, assenza di agitazione o discordia.

Che il Principe della Pace possa essere rivelato alla Città della Pace!

Yeshua, Messia degli Ebrei, il Cristo, Signore e Salvatore dei Gentili, Ebreo per eccellenza e per scelta profetica, non ci ha comandato di pregare per nessun’altra città al mondo se non per Gerusalemme. E’ interessante chiederci “Perché? ”

Perché Gerusalemme e Israele rappresentano la chiave per il risveglio mondiale; perché quando preghiamo per Israele noi parliamo con Dio, stiamo entrando all’interno del Suo proposito, noi andiamo a Lui e Lui viene con noi perché la pace di Gerusalemme è nel cuore di Dio.

L’XI° Raduno Edipi (Evangelici d’Italia per Israele) ha saggiamente colto l’opportunità di essere punto di incontro della realtà evangelica italiana in una giornata che vede il mondo dei credenti unirsi e alzare la propria voce a Dio con un unico cuore, un’unica mente, un unico scopo:

La preghiera per la Pace di Gerusalemme

L’evento ha rappresentato l’ ”alto solaio” attraverso gli interventi e le preghiere di una serie di relatori autorevoli, ognuno dei quali ha dato il proprio profondo, appassionato contributo sui temi più rilevanti che la Scrittura cita a questo riguardo.

 

 

Ogni Pastore ha spiegato e quindi pregato assieme alla chiesa presente nella sala:

  • Per la restaurazione d’Israele.

  • Per la protezione e la pace di Israele.

  • Per il popolo arabo, ma contro lo spirito islamico radicale e la jihad.

  • Per la riconciliazione tra ebrei e cristiani, tra ebrei e arabi e altri gruppi.

  • Per la guarigione dei dolori e delle ferite del passato – ma anche del presente – inferti al popolo ebraico.

  • Per i cristiani arabi in Israele e per la protezione di quelli a favore di Israele, per liberare gli altri cristiani, quelli contro Israele, dalla presunzione di essere il sostituto di Israele, affinché diano il loro aiuto alla chiesa messianica anziché ai suoi nemici.

  • Contro i terroristi sulla terra di Israele.

  • Contro l’antisemitismo dilagante nel terzo millennio nonostante gli orrori dell’Olocausto avvenuto solo 70 anni fa.

  • Per la redenzione di Israele.

  • Per i Pastori e Leaders che hanno il compito e il dovere di guidare la Chiesa all’amore e al rispetto verso il popolo di Dio, Israele, al grido di “Ani Ohev Am Israel” (Io amo il popolo di Dio).

  • Per una corretta e onesta informazione dei canali di comunicazione.

  • Per iniziative pro-Israele negli ambienti universitari.

  • Per i giovani che vivono nella terra di Israele.

  • Per il ritorno del Messia.

  • Per una pioggia spirituale sulla terra di Israele.

  • Per l’Aliya, il ritorno alla loro terra degli ebrei dispersi nel mondo.

  • Per una forte alleanza fra Italia, Israele e America.

  • Per la misericordia nei confronti dei bisognosi, degli anziani, dei sopravvissuti alla Shoa e di coloro che sono senza casa in Israele.

  • Per la protezione dei soldati “Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e vostre figlie, per le vostre mogli e le vostre case!” (Neemia 4:14).

 

Al termine di una lode meravigliosa che ha coinvolto tutti i partecipanti, ovvero la chiesa italiana riunita in quella sala, prende il microfono un Uomo, il cui nome rimarrà sempre impresso nella mia mente, Antonio Sorrenti, si presenta con la sua kippà e letteralmente con un filo di voce sconvolge la chiesa con la sua testimonianza di come vive oggi un Ebreo della diaspora in Italia, in un piccolo paese della Calabria ; assieme alle ferite interiori, mai completamente guarite, abbiamo visto sgorgare oltre alle lacrime tutto il suo dolore e tutto il suo amore per quel Dio che gli aveva soffiato nelle narici la ruah vitale. La percezione di come sia difficile essere Ebreo oggi tanto quanto lo è stato nel passato ci ha pervaso di un amore ancora più profondo per questo popolo.

 

 

Il fatto straordinario e sovrannaturale di questo Raduno è che Dio si è rivelato attraverso la Sua parola profetica portata dall’Ebreo Messianico David Ben Joseph, di Oasi Shalom (Varese). Nel Libro di Aggeo 2:1,4, è scritto: “Mettetevi al lavoro, perché io sono con voi”.

Domenica 7 ottobre infatti, giorno della preghiera per la Pace di Gerusalemme, ha coinciso con il 21° giorno del mese Tishri del calendario ebraico. L’adempimento di questa parola profetica avverrà l’8 Dicembre, giorno di Shabbat, con il Convegno Internazionale di Evangelci d’Italia per Israele, che coinciderà perfettamente con il 24° giorno del 9° mese di Kishev del calendario ebraico, dove il Signore dice attraverso Aggeo 2:18-19

Riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, giorno in cui sono state messe le fondamenta del Tempio del Signore, riflettete bene! C’è ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melograno, l’ulivo nulla producono! Ma da questo giorno io vi benedirò!”

 

Con queste benedizioni ci mettiamo al lavoro glorificando Dio e portando il messaggio d’amore per il Suo popolo, Israele, all’interno delle nostre chiese locali e a tutte le nazioni.

 

 

Laura Calasso

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