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EC4I celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen

COMUNICATO STAMPA

ECI celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen - Appello ai governi europei perché celebrino il miracolo di Israele *Copenaghen, 20 aprile 2018 *– La Coalizione Europea per Israele ha festeggiato il 70° anniversario della rinascita dello stato d’Israele con due eventi, a Copenaghen ed Helsinki.

A Copenaghen il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ed il consulente legale di ECI Andrew Tucker hanno parlato al simposio all’interno del parlamento nazionale ed hanno esortato i governi europei a riconoscere in modo corretto e a celebrare il miracolo del moderno stato ebraico. Nel suo discorso, Sandell ha evidenziato che: “In alcune parti dell’Europa vi è apparentemente un più grande interesse a celebrare gli ebrei morti, come nel caso del giorno della memoria, piuttosto che gli ebrei che sono sopravvissuti all’olocausto ed hanno ricostruito lo stato ebraico nella terra dei loro padri”.

Nel suo discorso, Andrew Tucker ha spiegato come i diritti del popolo ebraico a ricostruire il proprio stato nella loro terra antichissima di Israele furono dapprima riconosciuti, come legge internazionale, alla conferenza di pace di San Remo, in Italia, nel 1920, dalle grandi potenze dell’epoca che rappresentavano il Consiglio Supremo delle principali potenze alleate. La risoluzione fu poi incorporata nel Mandato per la Palestina del 1922. Se questo impegno ad aiutare il popolo ebraico nel ricreare il proprio stato fosse stato osservato in breve tempo, nel 1938 invece che nel 1948, milioni di ebrei sarebbero sopravvissuti all’olocausto.

Concludendo, Tucker ha affermato: “Questi sono fatti che la comunità internazionale deve tenere a mente quando si celebra il 70° anniversario di Israele. Le nazioni dovrebbero celebrare e non criticare il fatto che oggi Israele abbia un forte esercito in grado di difendere la propria popolazione, in contrasto con gli anni 40 quando non c’era nessuno a proteggere gli ebrei perseguitati.

Tra poche settimane verrà rivisto il trattato sul nucleare iraniano e la UE dovrebbe essere chiara nel fatto che non si può sostenere il regime iraniano che continua a minacciare la distruzione di Israele”. La conferenza è stata aperta con l’intervento dei membri del parlamento danese Rasmus Jarlov e Sören Gade, i quali hanno dichiarato il loro profondo apprezzamento per la comunità ebraica nel loro paese e per Israele.

L’ex diplomatico israeliano Shai Attias ha dato una testimonianza personale della sua esperienza di vita in Israele affermando: “Sebbene io abbia solo 37 anni, ho già combattuto in quattro guerre. Celebrare il giorno dell’indipendenza richiama memorie tristi per tutti i miei amici che ho perduto in queste guerre”. Il simposio di Copenaghen faceva parte di un viaggio di lavoro nella capitale danese ed includeva anche incontri con il ministro degli esteri ed altri incontri pubblici, nella serata. Le celebrazioni sono proseguite ad Helsinki oggi, venerdì, al ricevimento ufficiale per il giorno dell’indipendenza dato dall’ambasciatore israeliano in Finlandia, S.E. Dov Segev-Steinberg con la presenza del presidente di ECI Tor G. Gull,Katariina Salmi e Tomas Sandell.

Dato il lasso di tempo, più di tre settimane, tra il giorno dell’indipendenza del calendario ebraico, che cade il 19 aprile ed il 14 maggio, la data dell’indipendenza di Israele secondo il calendario gregoriano, ECI organizzerà e parteciperà a molti eventi per l’anniversario nelle prossime settimane. Sandell ha invitato i governanti europei a fare lo stesso. “Una cultura che non riconosce e celebra il contributo ebraico alle nostre società ed il miracolo della rinascita di Israele può facilmente cadere vittima dell’antisemitismo. L’antidoto all’antisemitismo non è soltanto tollerare le comunità ebraiche e lo stato d’Israele, ma è imparare a riconoscere, apprezzare e celebrare il loro contributo alla comunità internazionale. A settanta anni da quando il popolo ebraico in Europa si trovava sull’orlo dell’estinzione, questo popolo è risorto dalle ceneri dell’olocausto per ricostruire e riedificare il proprio stato, una democrazia vibrante ed aperta”.

Giovedì, il capo degli affari esteri della UE Federica Mogherini ha condiviso il proprio messaggio per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un tweet in cui augurava pace e prosperità nei prossimi decenni per il popolo d’Israele.

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EC4I: News di Marzo 2018

Felice Purim! La festa ebraica coincide col 15° anniversario di ECI!

Nel calendario ebraico il Purim è una festa importante che ricorda la potente liberazione del popolo ebraico dal complotto del 483 a.C. ordito per distruggere tutti gli ebrei che vivevano nell’impero persiano, come descritto nel libro di Ester. È anche un grande ricordo di come Dio usi le persone, come Ester e Mardocheo, per salvare il suo popolo quando si trova sotto la minaccia di distruzione. Sebbene Haman, il nemico di Israele di quel tempo ed ideatore della cospirazione, sia morto da tanto tempo, lo stesso malvagio desiderio di annichilire ed uccidere il popolo ebraico è risorto sempre in vari periodi della storia per culminare nell’olocausto.

Uno vorrebbe che queste forze del male fossero sconfitte, ma purtroppo sono ancora tra noi. Hanno bisogno di piccoli incoraggiamenti: i mullah in Iran parlano apertamente del loro obiettivo, quello di cancellare Israele dalle mappe e le organizzazioni terroristiche come Hamas ed Hezbollah hanno la distruzione dello stato ebraico sancita nei loro statuti. In Europa, queste organizzazioni hanno un gran seguito e si possono vedere questi sostenitori marciare per le strade, orgogliosi delle loro azioni assassine. Avete letto bene: dopo 75 anni dall’orrore dell’olocausto vi sono ancora persone che marciano per le strade europee invocando l’annichilimento del popolo ebraico!

Siamo pienamente consapevoli del significativo sostegno politico in varie parti dell’Europa che hanno guadagnato i neonazisti e gli altri estremisti di destra con le loro idee antisemite. Meno ovvio, ma altrettanto pericoloso, è il nuovo antisemitismo che preferisce nascondersi dietro la facciata dei diritti umani ed una rispettabile politica progressista; lo scopo di queste persone è quello di abbattere lo stato ebraico e attuare delle campagne per far considerare lo stile di vita tradizionale ebraico come un’offesa criminale per l’Europa. In questo mese appensa passato abbiamo affrontato questi “moderni Haman” come coloro che, sotto forma del movimento BDS, invocano la distruzione dello stato ebraico e come quelli autodefinitesi “progressisti” che vogliono mettere fuori legge la circoncisione dei maschi asserendo che sia una violazione dei diritti dei bambini. Definire un crimine questo rituale di patto, antico migliaia di anni come è stato proposto in Islanda, comporta la fine della vita ebraica in Europa.

Ci siamo spesso posti la domanda: dove erano le Ester ed i Mardocheo negli anni 30? La domanda più importante è: dove sono oggi? Come amici del popolo ebraico dobbiamo stare in allerta per portare alla luce ogni forma di odio verso gli ebrei, incluse quelle espressioni di ostilità verso di loro, che appaiono meno evidenti.

Quando alcuni di noi si sono incontrati nel parlamento europeo nel marzo del 2003, ed hanno preso la decisione di fondare la Coalizione Europea per Israele, ci si è improvvisamente resi conto che si celebrava la festa di Purim, il giorno nel quale gli ebrei di tutto il mondo festeggiano la loro grande liberazione da Haman, attraverso le gesta coraggiose di Ester. Anche oggi siamo chiamati ad essere le Ester ed i Mardocheo che, attraverso la preghiera ed azioni politiche, intervengono quando il popolo ebraico è minacciato. Questo è stato l’impegno solenne che abbiamo preso nel marzo del 2003. Quindici anni dopo, quell’impegno è ancora valido.

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Grazie per stare al nostro fianco con la solidarietà ed il sostegno, celebrando 15 anni di preghiera, informazione e sostegno per Israele! Per l’autunno abbiamo programmato una celebrazione speciale a Bruxelles. Seguite le nostre lettere di notizie per conoscere le date esatte.

Guardate qui il video del nostro decimo anniversario.

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La campagna di ECI sui social media produce i suoi risultati - I leader dell’Unione Europea ritirano il proprio sostegno al seminario BDS

Bruxelles – I leader dell’Unione Europea, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) hanno preso le distanze dalla parlamentare socialista Ana Gomes la quale, il 28 febbraio, ha organizzato un seminario all’interno del parlamento europeo con l’estremista palestinese Omar Barghouti. Costui, che è il fondatore del movimento BDS, ha invocato ripetutamente la distruzione dello stato d’Israele ed ha cercato di orchestrare un boicottaggio di Israele su larga scala. Sebbene leader europei come l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini abbiano ufficialmente criticato il BDS, nulla sembra apparentemente aver impedito la realizzazione del seminario, così come programmato, nel parlamento europeo.

Ma, grazie all’opposizione delle numerose organizzazione a favore di Israele di Bruxelles, e tra queste anche ECI, il governo della UE, in modo tranquillo e discreto, si e rivolta agli organizzatori per esprimere loro il proprio disaccordo. In una lettera privata ai capi del partito laburista israeliano, il loro equivalente nel parlamento europeo, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) ha rassicurato di non sostenere il movimento BDS e che il seminario non era un evento ufficiale. In modo clamoroso, durante il seminario, la Gomes ha dovuto improvvisamente rimuovere il logo “S&D” dal podio, grazie all’intervento dei rappresentanti del suo partito!

Questa è stata una grande perdita di prestigio per il movimento BDS e diventa sempre più chiaro che non conta del sostegno delle maggiori correnti politiche europee. Le corti di giustizia francese e spagnola hanno dichiarato il BDS discriminatorio contro gli ebrei. In uno scambio di messaggi su Twitter, prima del seminario, con la rappresentante di ECI a Bruxelles Ruth Isaac, l’organizzatrice Ana Gomes ha dovuto fare marcia indietro rispetto agli obiettivi dichiarati dal BDS ammettendo che: “lei non sosteneva gli obiettivi del BDS, ma solo protestava conto l’occupazione illegale di Israele”. Il movimento BDS ed il suo leader Omar Barghouti considerano Israele uno stato che pratica l’apartheid e definisce il trattamento israeliano nei confronti dei palestinesi una pulizia etnica e persino un olocausto. Affermazioni come queste cadono, davanti alla definizione di antisemitismo adottata dall’Alleanza Internazionale per il Giorno della Memoria e dal Parlamento Europeo nel giugno del 2017.

In un editoriale sul Times di Israele di lunedì, Tomas Sandell si chiede: “L’antisemitismo è oggi al centro dell’Europa progressista?"

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Tale avvenimento mostra come sia importante respingerli, quando i nemici di Israele cercano di acquisire legittimità all’interno del parlamento europeo. L’anno scorso, degli attivisti pro-Palestina hanno interrotto un pacifico seminario sulla dichiarazione di Balfour gridando slogan contro Israele. Ancor prima, nello stesso anno, la terrorista pregiudicata palestinese *Leila Khaled* si è trovata a parlare nel parlamento, spingendo il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ad emettere una nuova direttiva per bandire dall’assise europea gli oratori connessi alle organizzazioni terroristiche.

ECI continua a monitorare gli eventi che hanno luogo nel parlamento europeo; noi organizziamo i nostri eventi con il sostegno della nostra rappresentante a Bruxelles, Ruth Isaac.

Potete seguirci su Twitter

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e mettere un “like” sulla nostra pagina Facebook

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Israele è onorata alla Colazione Nazionale di Preghiera - ECI si incontra col presidente del Guatemala

Washington, D.C. – Una delegazione della Coalizione Europea per Israele, comprendente Faith Collins Childress, Gregory Lafitte e *Tomas Sandell, ha partecipato alla 66° Colazione Nazionale di Preghiera a Washington, dal 6 all’8 febbraio. Questo evento di natura presidenziale raduna leader politici, religiosi e uomini d’affari da tutto il mondo per conto del congresso USA per quella che, in modo ufficioso, è definita l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite per i leader cristiani. Erano rappresentate più di 130 nazioni, con capi di stato e ministri. Dopo che ECI fece un seminario speciale su Israele, nell’anno passato, lo stato ebraico ha preso ancora di più il centro della scena nell’evento di quest’anno, con una cena speciale privata per onorare gli ospiti israeliani, compresa una delegazione ufficiale della Knesset.

La Colazione Annuale di Preghiera è un evento che include non solo il pranzo principale, durante il quale parla il presidente degli Stati Uniti, ma anche altri pranzi, piccoli e grandi, seminari ed incontri vari per un periodo di tre giorni. Durante la visita, il gruppo di ECI ha potuto incontrare diplomatici e legislatori provenienti da entrambi i lati dell’Atlantico e da Israele per discutere sui recenti sviluppi in Medio Oriente e sul bisogno di una più stretta collaborazione transatlantica a sostegno di Israele.

Durante la settimana Sandell è stato invitato ad un ricevimento privato dal gruppo bipartisan “Alleati di Israele” del Congresso col presidente del Guatemala, Jimmy Morales per ringraziarlo personalmente per la coraggiosa decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Durante il breve ma caloroso incontro, Sandell ha espresso il proprio impegno nell’incoraggiare altre nazioni a seguire l’esempio del Guatemala.

Noi siamo ECI Dr Andreas Kelling, Haifa, Israele

Parlaci di te e del tuo interesse su Israele.

Sono il direttore del programma IBR Global MBA (Istituto per le Relazioni negli Affari e Programmi di Lavoro per brevi periodi nelle nazioni – programmi residenziali) col quale addestriamo gli uomini d’affari, nelle varie parti del mondo, a prendere le decisioni gestionali. Per tutti gli studenti è obbligatorio trascorrere un periodo “residenziale” in Israele durante il quale presentiamo loro la nazione degli Start Up e facciamo conoscere le attività israeliane che hanno un interesse nei mercati dei loro paesi di provenienza. Sono interessato a far parlare queste persone di Israele nella loro patria e ad agevolare dove è possibile delle relazioni commerciali tra i nostri studenti ed Israele.

Come hai saputo di ECI?

Ho incrociato ECI quando ho fatto delle ricerche sulla Conferenza di San Remo ed ho cercato di capire cosa dicono le leggi internazionali su quelli che la UE definisce “territori contesi”. La mia comprensione della storia mi ha sempre detto che Israele non ha mai occupato territori dato che questi non sono mai stati dati a qualcun altro.

Cosa rende speciale ECI?

Con qualche eccezione, l’Europa politica parla apertamente con ostilità verso Israele. Non c’è nessun interlocutore politico serio che parli apertamente a favore di Israele, all’interno delle istituzioni europee. In questo senso ECI è l’unica organizzazione che appoggia in modo efficace Israele a Bruxelles ed altrove. Io applaudo, per esempio, il successo di ECI presso le Nazioni Unite per il riconoscimento dello Yom Kippur come festa ufficiale dell’ONU.

In questo mese sei ospite alla nostra trasmissione mensile European Report. In che modo pensi di contribuire, in futuro, alle attività di ECI?/

Con la mia esperienza relativa alla Germania, Svizzera e Sud Africa, faccio del mio meglio per utilizzare i miei contatti nel mondo degli affari ed in quello della politica. Inoltre, stando ad Haifa, ci espanderemo ulteriormente, ospitando delegazioni politiche e commerciali in Israele. Mi trovo in una posizione unica poiché sono tedesco, ma vivo in Israele come un israeliano. Ho il diritto di parlare di Israele in un modo nel quale un israeliano non riesce. Incontriamo il dott. Andreas Kelling nell’European Report di questo mese: “Il popolo ebraico risolve i problemi. Ecco perché Israele è oggi una nazione di start-up”

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Bruxelles – Nell’European Report di questo mese incontriamo il tedesco Dott. Andreas Kelling che ha dedicato la propria vita a portare in Israele i leader del MBA di tutto il mondo, per apprendere di più riguardo alla “nazione degli start-up”. Nel programma spiegheremo perché egli crede che Israele sia divenuto un leader mondiale nelle ultime scoperte tecnologie e nelle innovazioni. Ha detto: “Le persone ebree son in grado di risolvere i problemi. Quando i primi coloni ebrei arrivarono nel paese trovarono rocce, sabbia e sole mentre i vicini si arricchivano col petrolio. Da allora sono diventati i maestri del creare qualcosa dal nulla”. Ascoltate l’affascinante storia della nazione israeliana degli start-up, nella trasmissione Eurpopean Report.

Nell’European Report di marzo Simon Barrett ospita, nello studio del parlamento europeo il parlamentare Bas Belder, il dott. Andreas Kelling ed il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell

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Auguri natalizi dalla Coalizione Europea per Israele

NATALE 2017

Dalla Galilea, dalla città di Nazareth, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide. (Luca 2:4)

Ben pochi messaggi natalizi tengono nota della geografia o della genealogia. Ma dopo diverse risoluzioni dell’UNESCO che negano tutta la storia ebraica a Gerusalemme e attorno ad essa forse dovremmo studiare dettagliatamente le scritture in questa pausa di Natale. Il vangelo di Luca ci dice chiaramente che la discendenza di Giuseppe era ben stabilita nella terra sin dai tempi di Davide, il grande re. Quindi Giuseppe insieme a Maria andò a Betlemme, la città di Davide, per il censimento. Al versetto 22 si legge che Gesù, più tardi, venne portato al tempio degli ebrei a Gerusalemme per essere presentato al Signore, secondo la legge di Mosè. Queste scritture così note sono una storia ebraica per tutto il genere umano. I principali protagonisti sono ebrei. La storia si svolge nel cuore di Israele. Ebbene sì, c’era un tempio ebraico a Gerusalemme, al tempo della nascita di Gesù. Il nucleo della faccenda è che non ci sarebbe Natale senza gli ebrei ed i cristiani devono essere eternamente grati per il Dono del popolo ebraico. Grazie per stare con noi un altro anno in preghiera e sostegno economico, mentre noi continuiamo a sostenere i nostri amici ebrei ed il rinato stato di Israele. Mentre le nazioni complottano contro Israele noi prendiamo conforto dalle parole di Isaia 9:5

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Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile – dicembre 2017

l riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA è una pietra miliare

Bruxelles

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una decisione storica, dello stesso peso di quella della fondazione dello stato ebraico”. L’organizzazione terroristica di Hamas ha minacciato dicendo che si “apriranno le porte dell’inferno”. Un parlamentare europeo svedese l’ha definita “una dichiarazione di guerra”. È stata indetta anche una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per affrontare la questione. La decisione storica di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, presa dal presidente USA Donald Trump mercoledì 6 dicembre, è ritenuta da tutti come uno “scombinamento delle carte sul tavolo” nel processo di pace del Medio Oriente. Interrompendo la politica estera americana che dura da 70 anni, ma aderendo ad una delibera del Congresso del 1995 ed in coerenza con le sue promesse elettorali, il presidente Trump ha dato la prova di un uomo che mantiene le promesse. Ma la sua decisione di riconoscere Gerusalemme ha anche suscitato la condanna da tutto il mondo e violente reazioni nel mondo arabo e per le strade d’Europa. L’annuncio avrà diverse implicazioni per ECI. Dal 2010 siamo stati in prima linea nella campagna internazionale per mantenere Gerusalemme come capitale unita di Israele. Ora, più che mai, avremo bisogno del vostro sostegno per stare al fianco di Israele ed anche le nazioni dovranno decidere da che parte stare. Lunedì, il primo ministro Netanyahu ha affermato ottimisticamente a Bruxelles che (secondo lui) altri paesi della UE alla fine seguiranno l’esempio degli Stati Uniti e sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Nello stesso tempo, salutando la decisione USA, vogliamo consigliare cautela. La dichiarazione americana lascia aperto il problema dello status finale e non nega o mette in discussione le pretese palestinesi. La pressione è ora su Israele e Trump per compensare la controparte propone un trattato finale per arrivare ad un completo e duraturo accordo di pace tra Israele e palestinesi. ECI continuerà a monitorare la situazione e vi terrà aggiornati con periodici comunicati stampa e con notizie sui social media. Seguiteci su Facebook per maggiori informazioni.

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La conferenza di ECI al parlamento europeo celebra la dichiarazione di Balfour e la tecnologia ebraica con le sue innovazioni

Bruxelles

“Da Sion uscirà la nuova tecnologia” ha detto Ruth Daskalopoulou-Isaac, la rappresentante di ECI a Bruxelles, mercoledì scorso, 6 dicembre in occasione di una conferenza organizzata insieme al Movimento Politico Cristiano Europeo (ECPM), appena qualche ora prima dell’annuncio del riconoscimento di Gerusalemme capitale, da parte del presidente Trump, La conferenza, che ha presentato i fondamenti legali dello stato ebraico riconoscendo in particolare il ruolo chiave della dichiarazione di Balfour, si è anche concentrata sulle innovazioni e sulla tecnologia israeliana, che sono come una benedizione moderna ebraica per le nazioni. L’oratore principale Lord Turnberg, della Camera dei Lord di Londra, ha indicato che “non sarebbe stato possibile, per il governo britannico, emettere la dichiarazione di Balfour senza il sostegno dei suoi alleati; grazie all’appoggio di Francia, Italia, Russia e Stati Uniti si è potuto procedere”. In seguito ha spiegato cosa avvenne a San Remo nel 1920 e che fu alla Lega delle Nazioni nel 1922 che furono stabilite le basi legali internazionali per la casa degli ebrei in Palestina. Consapevole dell’imminente riconoscimento di Gerusalemme da parte degli USA e preoccupato di ciò che sarebbe uscito dalla comunità internazionale, il consulente legale di ECI Andrew Tucker ha sottolineato che: “Israele è uno stato democratico basato su una legge che cerca di proteggere i diritti civili e religiosi di tutti i suoi cittadini, e ebrei e non”. La conferenza è stata organizzata dal parlamentare europeo Bas Belder (Olanda) e dal collega *Branislav Škripek (Slovacchia). Per un resoconto completo della conferenza leggete qui.

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La risoluzione 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di New York viene commemorata dal vicepresidente USA Pence che riconosce come una “mano del cielo” la creazione dello stato ebraico

New York

La Coalizione Europea per Israele è stata l’unica organizzazione non ebraica, insieme ad organizzazioni americane a favore di Israele, a promuovere un’iniziativa, a New York, per celebrare il 70° anniversario della risoluzione 181 dell’ONU. La risoluzione presentava il piano di partizione per la Palestina ed aprì la strada per la creazione dello stato ebraico del 1948. L’oratore principale, il vicepresidente americano *Mike Pence*, ha colto questa opportunità storica per annunciare che il presidente *Trump* avrebbe a breve annunciato la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, secondo la sua promessa fatta durante la campagna elettorale. Esattamente una settimana dopo il presidente mantenne la promessa annunciando non solo il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale, ma anche lo spostamento dell’ambasciata USA da Tel Aviv alla capitale. Nel suo discorso, il vicepresidente ha ripetuto che “non furono le Nazioni Unite a creare lo stato ebraico che nacque, invece, per mani umane aggiungendo che “sarebbe dovuto essere chiaro a tutti che anche le mani del cielo furono coinvolte”. Onorando il vicepresidente Pence, come oratore principale, ed includendo ECI nel comitato organizzatore, il governo israeliano ed il Comitato Ebraico Mondiale hanno voluto riconoscere l’importante contributo dei cristiani amici di Israele in tutto il mondo dal momento del voto sulla partizione sino ad oggi. Quando, nel 2016, il primo ministro *Netanyahu* incontrò la delegazione di ECI, definì i cristiani che credono nella bibbia come “I migliori amici di Israele”. Prima delle festività il direttore fondatore di ECI *Tomas Sandell* si è incontrato, a New York, col pronipote del presidente del Comitato ONU per la Palestina, lo svedese *Emil Sandström*. Costui, seguendo le impronte del nonno ricoprendo una carica diplomatica per tutta la propria vita, ha espresso ammirazione per il suo bisnonno, ma anche la preoccupazione per i recenti episodi di antisemitismo in Svezia. Commentando l’inaspettato interesse per Emil Sandström ha detto: “Siete gli unici che mi abbiano mai chiesto qualcosa sul mio bisnonno”. ECI era rappresentata, a New York, dal presidente onorario J Rudolf Geigy, dal direttore di ECI presso le Nazioni Unite Gregory Lafitte e da Tomas Sandell.

La preghiera e la riconciliazione segna il 70° anniversario del piano di partizione dell’ONU – ECI sostiene un viaggio cubano di riconciliazione a Gerusalemme! Bruxelles – In tutto il mondo i cristiani hanno celebrato il 70° anniversario del piano di partizione, il quale portò alla fondazione dello stato di Israele nel 1948. A Gerusalemme, una delegazione di uomini d’affari e di leader di chiesa dell’America Latina ha chiesto ufficialmente perdono per il comportamento dei propri governi i quali, nel 1947, votarono contro il piano o si astennero. ECI ha sostenuto un importante leader cristiano cubano nel suo viaggio a Gerusalemme volto a chiedere perdono al governo israeliano per l’opposizione cubana al piano di partizione e, più in generale, allo stato ebraico per tutti questi settanta anni. Questa persona, della quale manteniamo l’anonimato per ragioni di sicurezza, ha spiegato ad ECI di come settanta anni segnino la chiusura di una stagione ed ha detto che stava pregando che Cuba cambiasse il suo atteggiamento verso lo stato d’Israele. Inoltre ha dichiarato: “La nostra decisione di andare contro Israele nel 1947 non ha portato alcuna benedizione al nostro popolo. Ora è tempo di cambiare e cominciare a sostenere lo stato ebraico”. Altri leader nella delegazione provenivano da Argentina, Colombia, Cile, Honduras, El Salvador e Messico, tutti stati che nel 1947 si astennero mentre tutti gli altri paesi latinoamericani votarono a favore della risoluzione 181. A New York, per celebrare il 70° anniversario e per riconfermare l’impegno a stare al fianco di Israele per i prossimi anni, è stato organizzato un piccolo incontro di preghiera, all’interno del palazzo di vetro, mercoledì 28 novembre.

Noi siamo ECI

Ogni tanto vi presentiamo delle persone coinvolte con le attività di ECI. Questo mese vorremmo presentarvi Klaus e Gudrun Leweling. Segue qui un’intervista con Klaus che attualmente è un consigliere del comitato direttivo. Klaus Leweling, Amburgo, Germania

Potete presentarvi?

Sono tedesco, ho 63 anni e da 40 sono sposato con Gudrun ed ho 3 figli. Come Consulente Senior, la mia attenzione è rivolta alla vita futura dell’organizzazione, alla sua visione e strategia in un pazzo mondo che si sviluppa molto velocemente. Specialmente vent’anni fa, dopo che sono diventato un cristiano consacrato, cercavo degli impegni significativi ed opportunità per dare consigli di valore.

Come hai saputo di ECI?/

Un amico mi invitò ad un raduno di ECI a Bruxelles dove ho conosciuto per la prima volta ECI e conobbi personalmente Tomas Sandell.

Cosa rende ECI speciale?

La continua e concentrata attenzione sulla costruzione di relazioni personali con numerosi politici importanti; inoltre il livello di fiducia che può essere raggiunto ed il sostegno professionale insieme alla verità rende ECI unica. La mia speciale relazione con Israele in quanto tedesco, il mio amore per Israele ed il suo corso mi ha attirato verso questa organizzazione. ECI ha il mio pieno appoggio.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho il privilegio di essere consigliere nel comitato direttivo.

Qual è il tuo messaggio per I lettori?

Se voi poteste solo immaginare l’effetto di una sola conversazione col politico giusto e nel tempo giusto, se realizzaste che questo potrebbe influenzare la storia, allora insieme siete chiamati ad allargare le corde della nostra tenda e rafforzare i picchetti. Il lavoro di ECI non deve soltanto continuare, ma crescere e diventare più efficace. Il tempo è breve. Sia benedetta Israele.

Prossimi eventi di ECI

“Gran Bretagna, Europa ed Israele dopo la brexit”

*Conferenza di formazione per gli attivisti di ECI a Londra 13 gennaio 2018

Oratori: Andrew Tucker, Gregory Lafitte, Ruth Daskalopoulou-Isaac e Tomas Sandell

. Visitate il sito web di ECI per le informazioni

“Israele 70 anni ed ECI 15”

Incontro europeo di preghiera di ECI a Bruxelles 23-25 marzo 2018

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