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EC4I - Maggio 2018

Israele ha 70 anni – un miracolo moderno in parte inaspettato

Bruxelles- In questo mese cade il settantesimo anniversario dello stato d'Israele. Era il 14 maggio del 1948 quando, in una cerimonia nel museo di Tel Aviv, David Ben-Gurion come capo del movimento sionista proclamò la dichiarazione d'indipendenza israeliana, dopo più di 1800 anni di esilio. Alla domanda dei suoi consiglieri riguardo alla prospettiva di sopravvivenza del rinato stato, rispose: “Cinquanta per cento”. Settanta anni dopo, lo stato ebraico non solo è sopravvissuto, anzi è diventato un'eccellenza per quanto riguarda la democrazia, in una regione di dittature, e per il successo economico fenomenale che oggi definisce Israele come la nazione delle start-up.

Oggi, le innovazioni israeliane aiutano a salvare vite umane in tutto il mondo, mediante la bonifica dell'acqua in Africa, la condivisione delle conoscenze e della tecnologia in Europa e lo stato dell'arte medica per le cure avanzate oncologiche in tutto il mondo. Mentre i vicini dello stato ebraico vanno verso il caos gli ospedali da campo israeliani salvano vite sia dietro le linee nemiche sia all'interno di Israele. Questo è il vero spirito di Israele. La Coalizione Europea per Israele augura allo stato ebraico un felice e benedetto anniversario.

ECI celebra Israele a Copenaghen e Bruxelles ma... perché l'Unione Europea non segnala il 70° anniversario di Israele?

Bruxelles – La Coalizione Europea per Israele ha celebrato il miracolo del rinato stato ebraico con un simposio nel parlamento danese e nel parlamento europeo di Bruxelles. Il 25 aprile, ECI ha organizzato un simposio nel parlamento europeo per celebrare il 98° anniversario della Risoluzione di San Remo, la quale ha preparato la via per la creazione dello stato di Israele nel 1948. Nel suo discorso introduttivo, il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ha chiesto come sarebbe stato il mondo oggi se la comunità internazionale avesse osservato i propri impegni per aiutare la nascita dello stato ebraico nel 1938 e non nel 1948. Il concetto di uno stato ebraico comunque non ha 70 o 98 anni, ma risale almeno a tremila anni fa.

“In un giorno ed in un'epoca di revisionismo storico, come con le recenti risoluzioni dell'UNESCO, è importante riconfermare le indiscutibili connessioni storiche tra il popolo ebraico e la terra d'Israele” ha affermato Sandell. Qui di seguito vi elenchiamo i temi dei quali hanno parlato Andrew Tucker e Sandell a Copenaghen e Bruxelles.

Tucker: “La politica ufficiale europea dal 1973 è stata quella di creare uno stato palestinese indipendente, basato sui cosiddetti confini del 1967, e la cessazione degli insediamenti israeliani, dicendo che questo è richiesto dalle leggi internazionali. Tale politica non ha affatto portato la pace. Israele ha rigettato in toto questo piano perché porterebbe ad un disastro strategico e militare. Inoltre tutto è basato su una interpretazione faziosa del diritto internazionale, diritto che non richiede affatto la creazione di uno stato palestinese o l’imposizione di questi confini”. Sandell: “Nessuno, tanto meno i palestinesi, sarà aiutato dalla creazione di un altro arabo malfunzionante. È ora che l’Europa abbandoni questo paradigma evanescente dei due stati e che aiuti le parti a trovare modelli alternativi per la risoluzione del conflitto, con adeguate garanzie per la sicurezza di Israele, ed offra soluzioni reali per la popolazione palestinese. Una cosa per la quale siamo profondamente preoccupati è la mancanza di un buon controllo nelle istituzioni palestinesi.

ECI e la neonata “Iniziativa per la cooperazione internazionale dell’Aia” stanno lavorando con i governi europei, col governo israeliano e con la società civile israeliana e palestinese per agevolare questo processo. Tucker: “È tempo che l’Europa smetta di finanziare l’incitamento palestinese all’odio, una volta per tutte. Ci congratuliamo con il governo danese per la condanna pubblica dell’incitamento palestinese alla violenza attraverso i media ed il sistema scolastico. Tutti gli stati membri della UE e l’Unione Europea stessa hanno bisogno di seguire questo esempio e di fare passi per assicurare che i fondi europei non finiscano nelle mani di coloro che esaltano il martirio e promuovono l’odio contro Israele”.

La conferenza è stata organizzata in partnership con ECPM (Movimento Europeo politico cristiano) e coordinata dal parlamentare slovacco Branislav Škripek. Hanno parlato anche altri membri del parlamento europeo come Alojz Peterle, ex primo ministro della Slovenia, Péter Niedermüller dall’Ungheria ed Anna Záborská della Slovacchia. Non occorre dire che i migliori amici di Israele, nella UE, si trovano nell’Europa centrale ed orientale.

Comunque, nessuno dei leader delle tre maggiori istituzioni della UE (Commissione, Parlamento e Consiglio) ha risposto all’invito a prendere la parola, senza neppure inviare un saluto. Perché l’Unione Europea è più interessata a commemorare le vittime dell’olocausto piuttosto che sostenere e celebrare quegli ebrei sopravvissuti che sono ripartiti ricostruendo lo stato ebraico nella loro ancestrale terra d’Israele? ECI mette in luce il ruolo della Finlandia nel suo sostegno al progetto educativo Palestinese all’odio

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Helsinki – La Coalizione Europea per Israele ha segnato una grande vittoria, segnalando il ruolo del governo finlandese nel continuo sostegno al sistema scolastico palestinese nonostante nei libri di testo, da poco revisionati, vi siano esempi ben documentati di jaidismo, antisemitismo e odio. La Finlandia è la nazione guida, nella comunità internazionale, per quanto riguarda il settore dell’istruzione palestinese. Presiede il Gruppo di Lavoro per il Settore Educativo, organismo internazionale che comprende USA, Canada e Regno Unito, che è in collegamento con il ministero palestinese per l’istruzione.

La Finlandia guida anche la Joint Financing Arrangement (JFA), ossia un fondo collettivo che è il finanziatore più grande del sistema scolastico palestinese. Negli ultimi mesi, dopo diversi incontri con rappresentanti governativi e parlamentari per sottolineare le allarmanti scoperte riguardo ai programmi scolastici palestinesi, la questione è stata riferita al ministero che ha categoricamente rigettato la cosa insinuando persino che i testi scolastici israeliani non siano diversi. Comunque, dopo che il quotidiano finnico ‘Ilta-Sanomat'

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ha deciso di pubblicare un reportage riguardo le scoperte dell’Istituto Israeliano di Ricerca “impact-se”, il governo finlandese alla fine ha risposto. Nell’inchiesta vengono messi in luce numerosi esempi di discorsi di odio e di incitamento alla violenza.

Quando il parlamentare Peter Östman ha chiesto al governo cosa avrebbe fatto per fermare questi incitamenti, il ministro degli esteri Timo Soini ha riconosciuto per la prima volta che c’era un problema e che lo avrebbe esaminato. Östman è stato l’organizzatore della visita di Impact –se e di ECI nel parlamento nazionale, nel novembre scorso, quando il risultato dell’inchiesta fu presentato per la prima volta ai funzionari finlandesi. Negli ultimi quindici anni ECI ha sollevato molte volte la questione dell’istruzione palestinese all’odio con il governo finlandese, ma senza risultati. Dopo che i mezzi di informazione hanno esposto pubblicamente il problema la situazione è finalmente cambiata. ECI ed i suoi sostenitori continueranno a controllare i responsabili governativi ed i parlamentari per assicurarsi che il governo finnico non ignori più l’incitamento all’odio da parte dei palestinesi.

Israele ha ancora interlocutori per la pace?

Abbas ha dato agli ebrei la colpa dell’olocausto

Bruxelles – I discorsi di odio non sono un problema marginale all’interno della società palestinese, ma esiste anche a più alto livello. La settimana scorsa il leader palestinese Mahmoud Abbas ha pronunciato un discorso brutale col quale accusava il popolo ebraico di essere il responsabile dell’olocausto(!), motivato dal loro comportamento asociale. Nella propria tesi di laurea, già dal 1982 Abbas accusava gli ebrei di collaborare col regime nazista. Sebbene questo discorso oltraggioso abbia sollevato indignazione in tutto il mondo, il suo maggiore finanziatore, L’Unione Europea, non ha adottato alcuna misura per bloccare questa palese forma di antisemitismo. Mentre la UE sta attualmente ponendo delle condizioni per il proprio aiuto a stati membri che dicono di essere sulla breccia per i valori europei, nessuna misura, invece, è stata presa verso l’Autorità Palestinese nonostante il suo aperto antisemitismo ed il fatto che l’Unione Europea sia il suo maggior finanziatore istituzionale. Il nostro articolo successivo indica che tutto questo potrebbe presto cambiare. Il parlamento europeo condanna i contenuti intolleranti dei testi scolastici palestinesi

Bruxelles – Il parlamento europeo ha approvato due mozioni che permettono alla UE di finanziare solo programmi scolastici che si appoggino ai “valori comuni quali la libertà, nello sforzo di prevenire contenuti tendenti all’odio nei testi scolastici palestinesi”. Le mozioni sono passate in forma di emendamento a due resoconti generali sui fondi della UE. Il primo emendamento richiede che la Commissione Europea si assicuri che i fondi europei vengano spesi in linea con gli standard dell’UNESCO, di pace e tolleranza. Nel secondo emendamento il parlamento europeo insiste che l’insegnamento ed i programmi di formazione (per l’AP), finanziati dai fondi comunitari quale PEGASE dovrebbero riflettere i valori comuni come la libertà, la tolleranza e la non discriminazione, nel campo dell’istruzione. Le mozioni sono state introdotte ed adottate dal comitato del parlamento europeo per il Controllo del Budget, a marzo, mediante i parlamentari Joachim Zeller e Barbara Kappel. I nuovi libri di testo palestinesi includono cartine geografiche che non contemplano Israele e vengono lodati i cosiddetti “martiri”, cioè i palestinesi uccisi nel conflitto con Israele, mentre si ignora completamente l’olocausto.

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EC4I celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen

COMUNICATO STAMPA

ECI celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen - Appello ai governi europei perché celebrino il miracolo di Israele *Copenaghen, 20 aprile 2018 *– La Coalizione Europea per Israele ha festeggiato il 70° anniversario della rinascita dello stato d’Israele con due eventi, a Copenaghen ed Helsinki.

A Copenaghen il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ed il consulente legale di ECI Andrew Tucker hanno parlato al simposio all’interno del parlamento nazionale ed hanno esortato i governi europei a riconoscere in modo corretto e a celebrare il miracolo del moderno stato ebraico. Nel suo discorso, Sandell ha evidenziato che: “In alcune parti dell’Europa vi è apparentemente un più grande interesse a celebrare gli ebrei morti, come nel caso del giorno della memoria, piuttosto che gli ebrei che sono sopravvissuti all’olocausto ed hanno ricostruito lo stato ebraico nella terra dei loro padri”.

Nel suo discorso, Andrew Tucker ha spiegato come i diritti del popolo ebraico a ricostruire il proprio stato nella loro terra antichissima di Israele furono dapprima riconosciuti, come legge internazionale, alla conferenza di pace di San Remo, in Italia, nel 1920, dalle grandi potenze dell’epoca che rappresentavano il Consiglio Supremo delle principali potenze alleate. La risoluzione fu poi incorporata nel Mandato per la Palestina del 1922. Se questo impegno ad aiutare il popolo ebraico nel ricreare il proprio stato fosse stato osservato in breve tempo, nel 1938 invece che nel 1948, milioni di ebrei sarebbero sopravvissuti all’olocausto.

Concludendo, Tucker ha affermato: “Questi sono fatti che la comunità internazionale deve tenere a mente quando si celebra il 70° anniversario di Israele. Le nazioni dovrebbero celebrare e non criticare il fatto che oggi Israele abbia un forte esercito in grado di difendere la propria popolazione, in contrasto con gli anni 40 quando non c’era nessuno a proteggere gli ebrei perseguitati.

Tra poche settimane verrà rivisto il trattato sul nucleare iraniano e la UE dovrebbe essere chiara nel fatto che non si può sostenere il regime iraniano che continua a minacciare la distruzione di Israele”. La conferenza è stata aperta con l’intervento dei membri del parlamento danese Rasmus Jarlov e Sören Gade, i quali hanno dichiarato il loro profondo apprezzamento per la comunità ebraica nel loro paese e per Israele.

L’ex diplomatico israeliano Shai Attias ha dato una testimonianza personale della sua esperienza di vita in Israele affermando: “Sebbene io abbia solo 37 anni, ho già combattuto in quattro guerre. Celebrare il giorno dell’indipendenza richiama memorie tristi per tutti i miei amici che ho perduto in queste guerre”. Il simposio di Copenaghen faceva parte di un viaggio di lavoro nella capitale danese ed includeva anche incontri con il ministro degli esteri ed altri incontri pubblici, nella serata. Le celebrazioni sono proseguite ad Helsinki oggi, venerdì, al ricevimento ufficiale per il giorno dell’indipendenza dato dall’ambasciatore israeliano in Finlandia, S.E. Dov Segev-Steinberg con la presenza del presidente di ECI Tor G. Gull,Katariina Salmi e Tomas Sandell.

Dato il lasso di tempo, più di tre settimane, tra il giorno dell’indipendenza del calendario ebraico, che cade il 19 aprile ed il 14 maggio, la data dell’indipendenza di Israele secondo il calendario gregoriano, ECI organizzerà e parteciperà a molti eventi per l’anniversario nelle prossime settimane. Sandell ha invitato i governanti europei a fare lo stesso. “Una cultura che non riconosce e celebra il contributo ebraico alle nostre società ed il miracolo della rinascita di Israele può facilmente cadere vittima dell’antisemitismo. L’antidoto all’antisemitismo non è soltanto tollerare le comunità ebraiche e lo stato d’Israele, ma è imparare a riconoscere, apprezzare e celebrare il loro contributo alla comunità internazionale. A settanta anni da quando il popolo ebraico in Europa si trovava sull’orlo dell’estinzione, questo popolo è risorto dalle ceneri dell’olocausto per ricostruire e riedificare il proprio stato, una democrazia vibrante ed aperta”.

Giovedì, il capo degli affari esteri della UE Federica Mogherini ha condiviso il proprio messaggio per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un tweet in cui augurava pace e prosperità nei prossimi decenni per il popolo d’Israele.

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EC4I: News di Marzo 2018

Felice Purim! La festa ebraica coincide col 15° anniversario di ECI!

Nel calendario ebraico il Purim è una festa importante che ricorda la potente liberazione del popolo ebraico dal complotto del 483 a.C. ordito per distruggere tutti gli ebrei che vivevano nell’impero persiano, come descritto nel libro di Ester. È anche un grande ricordo di come Dio usi le persone, come Ester e Mardocheo, per salvare il suo popolo quando si trova sotto la minaccia di distruzione. Sebbene Haman, il nemico di Israele di quel tempo ed ideatore della cospirazione, sia morto da tanto tempo, lo stesso malvagio desiderio di annichilire ed uccidere il popolo ebraico è risorto sempre in vari periodi della storia per culminare nell’olocausto.

Uno vorrebbe che queste forze del male fossero sconfitte, ma purtroppo sono ancora tra noi. Hanno bisogno di piccoli incoraggiamenti: i mullah in Iran parlano apertamente del loro obiettivo, quello di cancellare Israele dalle mappe e le organizzazioni terroristiche come Hamas ed Hezbollah hanno la distruzione dello stato ebraico sancita nei loro statuti. In Europa, queste organizzazioni hanno un gran seguito e si possono vedere questi sostenitori marciare per le strade, orgogliosi delle loro azioni assassine. Avete letto bene: dopo 75 anni dall’orrore dell’olocausto vi sono ancora persone che marciano per le strade europee invocando l’annichilimento del popolo ebraico!

Siamo pienamente consapevoli del significativo sostegno politico in varie parti dell’Europa che hanno guadagnato i neonazisti e gli altri estremisti di destra con le loro idee antisemite. Meno ovvio, ma altrettanto pericoloso, è il nuovo antisemitismo che preferisce nascondersi dietro la facciata dei diritti umani ed una rispettabile politica progressista; lo scopo di queste persone è quello di abbattere lo stato ebraico e attuare delle campagne per far considerare lo stile di vita tradizionale ebraico come un’offesa criminale per l’Europa. In questo mese appensa passato abbiamo affrontato questi “moderni Haman” come coloro che, sotto forma del movimento BDS, invocano la distruzione dello stato ebraico e come quelli autodefinitesi “progressisti” che vogliono mettere fuori legge la circoncisione dei maschi asserendo che sia una violazione dei diritti dei bambini. Definire un crimine questo rituale di patto, antico migliaia di anni come è stato proposto in Islanda, comporta la fine della vita ebraica in Europa.

Ci siamo spesso posti la domanda: dove erano le Ester ed i Mardocheo negli anni 30? La domanda più importante è: dove sono oggi? Come amici del popolo ebraico dobbiamo stare in allerta per portare alla luce ogni forma di odio verso gli ebrei, incluse quelle espressioni di ostilità verso di loro, che appaiono meno evidenti.

Quando alcuni di noi si sono incontrati nel parlamento europeo nel marzo del 2003, ed hanno preso la decisione di fondare la Coalizione Europea per Israele, ci si è improvvisamente resi conto che si celebrava la festa di Purim, il giorno nel quale gli ebrei di tutto il mondo festeggiano la loro grande liberazione da Haman, attraverso le gesta coraggiose di Ester. Anche oggi siamo chiamati ad essere le Ester ed i Mardocheo che, attraverso la preghiera ed azioni politiche, intervengono quando il popolo ebraico è minacciato. Questo è stato l’impegno solenne che abbiamo preso nel marzo del 2003. Quindici anni dopo, quell’impegno è ancora valido.

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Grazie per stare al nostro fianco con la solidarietà ed il sostegno, celebrando 15 anni di preghiera, informazione e sostegno per Israele! Per l’autunno abbiamo programmato una celebrazione speciale a Bruxelles. Seguite le nostre lettere di notizie per conoscere le date esatte.

Guardate qui il video del nostro decimo anniversario.

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La campagna di ECI sui social media produce i suoi risultati - I leader dell’Unione Europea ritirano il proprio sostegno al seminario BDS

Bruxelles – I leader dell’Unione Europea, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) hanno preso le distanze dalla parlamentare socialista Ana Gomes la quale, il 28 febbraio, ha organizzato un seminario all’interno del parlamento europeo con l’estremista palestinese Omar Barghouti. Costui, che è il fondatore del movimento BDS, ha invocato ripetutamente la distruzione dello stato d’Israele ed ha cercato di orchestrare un boicottaggio di Israele su larga scala. Sebbene leader europei come l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini abbiano ufficialmente criticato il BDS, nulla sembra apparentemente aver impedito la realizzazione del seminario, così come programmato, nel parlamento europeo.

Ma, grazie all’opposizione delle numerose organizzazione a favore di Israele di Bruxelles, e tra queste anche ECI, il governo della UE, in modo tranquillo e discreto, si e rivolta agli organizzatori per esprimere loro il proprio disaccordo. In una lettera privata ai capi del partito laburista israeliano, il loro equivalente nel parlamento europeo, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) ha rassicurato di non sostenere il movimento BDS e che il seminario non era un evento ufficiale. In modo clamoroso, durante il seminario, la Gomes ha dovuto improvvisamente rimuovere il logo “S&D” dal podio, grazie all’intervento dei rappresentanti del suo partito!

Questa è stata una grande perdita di prestigio per il movimento BDS e diventa sempre più chiaro che non conta del sostegno delle maggiori correnti politiche europee. Le corti di giustizia francese e spagnola hanno dichiarato il BDS discriminatorio contro gli ebrei. In uno scambio di messaggi su Twitter, prima del seminario, con la rappresentante di ECI a Bruxelles Ruth Isaac, l’organizzatrice Ana Gomes ha dovuto fare marcia indietro rispetto agli obiettivi dichiarati dal BDS ammettendo che: “lei non sosteneva gli obiettivi del BDS, ma solo protestava conto l’occupazione illegale di Israele”. Il movimento BDS ed il suo leader Omar Barghouti considerano Israele uno stato che pratica l’apartheid e definisce il trattamento israeliano nei confronti dei palestinesi una pulizia etnica e persino un olocausto. Affermazioni come queste cadono, davanti alla definizione di antisemitismo adottata dall’Alleanza Internazionale per il Giorno della Memoria e dal Parlamento Europeo nel giugno del 2017.

In un editoriale sul Times di Israele di lunedì, Tomas Sandell si chiede: “L’antisemitismo è oggi al centro dell’Europa progressista?"

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Tale avvenimento mostra come sia importante respingerli, quando i nemici di Israele cercano di acquisire legittimità all’interno del parlamento europeo. L’anno scorso, degli attivisti pro-Palestina hanno interrotto un pacifico seminario sulla dichiarazione di Balfour gridando slogan contro Israele. Ancor prima, nello stesso anno, la terrorista pregiudicata palestinese *Leila Khaled* si è trovata a parlare nel parlamento, spingendo il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ad emettere una nuova direttiva per bandire dall’assise europea gli oratori connessi alle organizzazioni terroristiche.

ECI continua a monitorare gli eventi che hanno luogo nel parlamento europeo; noi organizziamo i nostri eventi con il sostegno della nostra rappresentante a Bruxelles, Ruth Isaac.

Potete seguirci su Twitter

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Israele è onorata alla Colazione Nazionale di Preghiera - ECI si incontra col presidente del Guatemala

Washington, D.C. – Una delegazione della Coalizione Europea per Israele, comprendente Faith Collins Childress, Gregory Lafitte e *Tomas Sandell, ha partecipato alla 66° Colazione Nazionale di Preghiera a Washington, dal 6 all’8 febbraio. Questo evento di natura presidenziale raduna leader politici, religiosi e uomini d’affari da tutto il mondo per conto del congresso USA per quella che, in modo ufficioso, è definita l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite per i leader cristiani. Erano rappresentate più di 130 nazioni, con capi di stato e ministri. Dopo che ECI fece un seminario speciale su Israele, nell’anno passato, lo stato ebraico ha preso ancora di più il centro della scena nell’evento di quest’anno, con una cena speciale privata per onorare gli ospiti israeliani, compresa una delegazione ufficiale della Knesset.

La Colazione Annuale di Preghiera è un evento che include non solo il pranzo principale, durante il quale parla il presidente degli Stati Uniti, ma anche altri pranzi, piccoli e grandi, seminari ed incontri vari per un periodo di tre giorni. Durante la visita, il gruppo di ECI ha potuto incontrare diplomatici e legislatori provenienti da entrambi i lati dell’Atlantico e da Israele per discutere sui recenti sviluppi in Medio Oriente e sul bisogno di una più stretta collaborazione transatlantica a sostegno di Israele.

Durante la settimana Sandell è stato invitato ad un ricevimento privato dal gruppo bipartisan “Alleati di Israele” del Congresso col presidente del Guatemala, Jimmy Morales per ringraziarlo personalmente per la coraggiosa decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Durante il breve ma caloroso incontro, Sandell ha espresso il proprio impegno nell’incoraggiare altre nazioni a seguire l’esempio del Guatemala.

Noi siamo ECI Dr Andreas Kelling, Haifa, Israele

Parlaci di te e del tuo interesse su Israele.

Sono il direttore del programma IBR Global MBA (Istituto per le Relazioni negli Affari e Programmi di Lavoro per brevi periodi nelle nazioni – programmi residenziali) col quale addestriamo gli uomini d’affari, nelle varie parti del mondo, a prendere le decisioni gestionali. Per tutti gli studenti è obbligatorio trascorrere un periodo “residenziale” in Israele durante il quale presentiamo loro la nazione degli Start Up e facciamo conoscere le attività israeliane che hanno un interesse nei mercati dei loro paesi di provenienza. Sono interessato a far parlare queste persone di Israele nella loro patria e ad agevolare dove è possibile delle relazioni commerciali tra i nostri studenti ed Israele.

Come hai saputo di ECI?

Ho incrociato ECI quando ho fatto delle ricerche sulla Conferenza di San Remo ed ho cercato di capire cosa dicono le leggi internazionali su quelli che la UE definisce “territori contesi”. La mia comprensione della storia mi ha sempre detto che Israele non ha mai occupato territori dato che questi non sono mai stati dati a qualcun altro.

Cosa rende speciale ECI?

Con qualche eccezione, l’Europa politica parla apertamente con ostilità verso Israele. Non c’è nessun interlocutore politico serio che parli apertamente a favore di Israele, all’interno delle istituzioni europee. In questo senso ECI è l’unica organizzazione che appoggia in modo efficace Israele a Bruxelles ed altrove. Io applaudo, per esempio, il successo di ECI presso le Nazioni Unite per il riconoscimento dello Yom Kippur come festa ufficiale dell’ONU.

In questo mese sei ospite alla nostra trasmissione mensile European Report. In che modo pensi di contribuire, in futuro, alle attività di ECI?/

Con la mia esperienza relativa alla Germania, Svizzera e Sud Africa, faccio del mio meglio per utilizzare i miei contatti nel mondo degli affari ed in quello della politica. Inoltre, stando ad Haifa, ci espanderemo ulteriormente, ospitando delegazioni politiche e commerciali in Israele. Mi trovo in una posizione unica poiché sono tedesco, ma vivo in Israele come un israeliano. Ho il diritto di parlare di Israele in un modo nel quale un israeliano non riesce. Incontriamo il dott. Andreas Kelling nell’European Report di questo mese: “Il popolo ebraico risolve i problemi. Ecco perché Israele è oggi una nazione di start-up”

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Bruxelles – Nell’European Report di questo mese incontriamo il tedesco Dott. Andreas Kelling che ha dedicato la propria vita a portare in Israele i leader del MBA di tutto il mondo, per apprendere di più riguardo alla “nazione degli start-up”. Nel programma spiegheremo perché egli crede che Israele sia divenuto un leader mondiale nelle ultime scoperte tecnologie e nelle innovazioni. Ha detto: “Le persone ebree son in grado di risolvere i problemi. Quando i primi coloni ebrei arrivarono nel paese trovarono rocce, sabbia e sole mentre i vicini si arricchivano col petrolio. Da allora sono diventati i maestri del creare qualcosa dal nulla”. Ascoltate l’affascinante storia della nazione israeliana degli start-up, nella trasmissione Eurpopean Report.

Nell’European Report di marzo Simon Barrett ospita, nello studio del parlamento europeo il parlamentare Bas Belder, il dott. Andreas Kelling ed il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell

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Auguri natalizi dalla Coalizione Europea per Israele

NATALE 2017

Dalla Galilea, dalla città di Nazareth, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide. (Luca 2:4)

Ben pochi messaggi natalizi tengono nota della geografia o della genealogia. Ma dopo diverse risoluzioni dell’UNESCO che negano tutta la storia ebraica a Gerusalemme e attorno ad essa forse dovremmo studiare dettagliatamente le scritture in questa pausa di Natale. Il vangelo di Luca ci dice chiaramente che la discendenza di Giuseppe era ben stabilita nella terra sin dai tempi di Davide, il grande re. Quindi Giuseppe insieme a Maria andò a Betlemme, la città di Davide, per il censimento. Al versetto 22 si legge che Gesù, più tardi, venne portato al tempio degli ebrei a Gerusalemme per essere presentato al Signore, secondo la legge di Mosè. Queste scritture così note sono una storia ebraica per tutto il genere umano. I principali protagonisti sono ebrei. La storia si svolge nel cuore di Israele. Ebbene sì, c’era un tempio ebraico a Gerusalemme, al tempo della nascita di Gesù. Il nucleo della faccenda è che non ci sarebbe Natale senza gli ebrei ed i cristiani devono essere eternamente grati per il Dono del popolo ebraico. Grazie per stare con noi un altro anno in preghiera e sostegno economico, mentre noi continuiamo a sostenere i nostri amici ebrei ed il rinato stato di Israele. Mentre le nazioni complottano contro Israele noi prendiamo conforto dalle parole di Isaia 9:5

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