Menu
EC4I

EC4I

URL del sito web:

La missione all'ONU di ECI è compiuta - L'avvertimento di Israele alla comunità internazionale deve essere preso sul serio

COMUNICATO STAMPA

La missione all’ONU di ECI è compiuta
L’avvertimento di Israele alla comunità internazionale deve essere preso sul serio

New York, 28 settembre 2012 – Dopo una settimana di intensi contatti ed incontri diplomatici alle nazioni Unite di New York, i membri di ECI fanno
ritorno in Europa venerdì sera. Anche se il dibattito all’assemblea generale andrà avanti sino a lunedì, il punto più alto è stato raggiunto
giovedì, intorno all’ora di pranzo. È stato quando il primo ministro israeliano Benyamin Nethanyahu ha rivolto all’Assemblea Generale uno dei
suoi discorsi più importanti di sempre. Parlando ai leader mondiali, ha chiarito in modo inequivocabile che il tempo utile per bloccare Ahmadinejad
nell’acquisizione della bomba atomica si sta esaurendo. In un grafico, rappresentante il come una nazione può acquisire una capacità nucleare, il
primo ministro ha illustrato come l’Iran sia veramente ad un passo dall’ottenere la bomba atomica.
“Permettere all’Iran di ottenere una capacità nucleare sarebbe uguale a consegnare una bomba atomica ad Al-Qaeda” ha aggiunto.
Il discorso è stato una chiara riprensione, rivolta al leader iraniano, il quale precedentemente, in settimana, aveva invocato un nuovo ordine
islamico ed affermato che “Il popolo ebraico non aveva una sua storia nella regione”. Confutando il leader iraniano, Netanyahu ha ricordato
all’assemblea che “Gli ebrei hanno una storia di 3000 anni in quella terra e che intendono rimanerci per sempre”.

A New York, il direttore di ECI Tomas Sandell ha riassunto gli eventi dicendo che, mentre il leader iraniano non ha esplicitamente invocato la
distruzione dello stato d’Israele, in effetti egli ha invocato un caos ed una distruzione mondiale per accogliere il 12° imam, secondo una visone
apocalittica del Corano.
Sandell ha dichiarato che “La buona notizia è che il leader iraniano non ha superato la linea rossa, reclamando l’annichilazione dello stato
ebraico e negando l’olocausto. Il fatto allarmante, comunque, è che ha parlato della necessità di rimpiazzare l’attuale ordine mondiale con un
califfato globale sotto il 12° imam”.
“Sebbene questa non sia una sorpresa per chiunque abbia seguito Ahmadinejad in questi anni, il fatto che i media internazionali e la classe politica
non abbiano compreso il vero significato della sua retorica è una grande delusione e motivo di preoccupazione. Un uomo che invoca il caos mondiale e
la distruzione non è il tipo di persona di cui ci si può fidare, avendo a disposizione la bomba atomica” ha concluso Sandell.
“Nonostante la richiesta di una proclamazione unilaterale dello stato palestinese non abbia ricevuto molta attenzione quest’anno, così come
l’anno scorso, è troppo presto per non considerarla più. L’Autorità Palestinese ha promesso di ripresentarla di nuovo, dopo le elezioni
statunitensi.”
Negli incontri alle Nazioni Unite, ECI ha sottolineato che la pace può venire solo attraverso negoziati e non con dichiarazioni unilaterali.

European Coalition for Israel

EC4I:mentre i leader mondiali si preparano al dibattito generale -il tempo per bloccare Ahmadinejad è adesso

New York, 25 settembre 2012 – L'appello di ECI per mettere al bando la negazione dell'olocausto ha avuto una svolta lunedì quando il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ignorato l'ammonimento del Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon per aver usato toni molto accesi e per i suoi discorsi anti israeliani nelle Nazioni Unite. In un discorso, lunedì, in una conferenza dell'ONU sul ruolo delle leggi, si è scagliato contro Israele, proclamando che "Israele non ha radici nel Medio Oriente", negando così 3000 anni di storia ebraica nella regione. Ha anche proseguito dicendo che "Israele è solo una fase passeggera della storia" confermando le sue precedenti minacce "di spazzare via Israele dalle carte geografiche".

Queste affermazioni arrivano proprio due giorni prima del discorso del leader Iraniano alla 67° Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Molti leader hanno espresso la propria preoccupazione a riguardo del fatto che all'acerrimo nemico del popolo ebraico sia permesso di parlare ai leader mondiali proprio in corrispondenza dello Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico.

"Ora è il momento di fermare l'Iran" ha detto il direttore Tomas Sandell lunedì a New York. 'Mahmoud Ahmadinejad ha ripetutamente ignorato tutti gli appelli della comunità internazionale a permettere i controlli del programma nucleare e contemporaneamente minacciando Israele di un attacco atomico. In un'intervista alla CNN, lunedì sera,  Ahmadinejad si è rifiutato di rispondere alla domanda che chiedeva se avesse creduto all'esistenza dell'olocausto."

"La reputazione del Segretario Generale dell'ONU è a rischio" ha aggiunto Sandell. "Le misure che i leader prenderanno mercoledì dimostreranno se ci sarà qualcuno che fermerà  Ahmadinejad dall'usare le Nazioni Unite come palco, per negare l'olocausto e per la sua retorica anti israeliana."

A gennaio, il parlamento europeo ha messo al bando la negazione dell'olocausto, sia nelle sessioni a Bruxelles sia in quelle di Strasburgo. I leader all'ONU, recentemente, hanno avvertito l'Iran che un linguaggio come il solito avrebbe potuto "provocare delle conseguenze dolorose" per l'Iran.

ECI, che ha fatto un appello per mettere al bando la negazione dell'olocausto alle Nazioni Unite, sta seguendo gli sviluppi all'ONU di New York, dove  avrà degli incontri con delegazioni nazionali e funzionari dell'ONU. Un incontro con un funzionario di alto livello dell'Onu è programmato per giovedì, il giorno successivo al discorso di Ahmadinejad per discutere della campagna di ECI per il bando permanente della negazione dell'olocausto, alle Nazioni Unite.

http://www.ec4i.org/

 

Traduzione di Monica Tamagnini

Sottoscrivi questo feed RSS