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Lazarus

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News Letter da Beit Immanuel - Febbraio 2014

Mi avete visitato in carcere

Congregazione Beit Immanuel, Febbraio 2014

Prigione a porte aperte per il Vangelo.

Cari amici,

durante lo scorso anno alcuni uomini di Beit Immanuel hanno visitato i detenuti. Molti di loro stanno scontando l' ergastolo vogliamo condividere con voi quello che Aleksey aveva da dire sulla sua visita di questa settimana.

Deve essere difficile mostrare compassione per questi uomini, sapendo che hanno commesso crimini terribili, persino l'omicidio. Come si fa a superarlo?

So cosa vuol dire essere un criminale. Nella mia vita, prima di diventare un Ebreo Messianico ero in un mare di guai. Questi prigionieri non ricevono visitatori. Familiari, amici, ogni persona li ha completamente abbandonati.

Noi siamo gli unici che vengono a vederli. Vediamo il rammarico e il dolore sui loro volti. Alcuni hanno anche chiesto perdono e piangono davanti a noi. Come si può essere sicuri che siano davvero interessati al vangelo e che non stiano solo fingendo? A volte non è possibile, ma lasciate che vi racconti una storia. Ho incontrato un medico di una cinquantina d' anni, un cardiologo che sta scontando una pena detentiva a vita. Il suo figliastro lo picchiava tutti i giorni fino a quando un giorno lui non ne poté più, scattò e lo uccise. È un uomo molto intelligente ma le cose sono andate male per lui.

Alla fine si rese conto che aveva bisogno del perdono di Dio per quello che aveva

fatto. L'ho visto piangere pentendosi di ciò che aveva fatto, chiedendo a Dio di perdonarlo. Ora ha anche il cancro. Non ha niente per cui vivere. Ha donato la sua pensiona all'altro suo figlio, anche se quest'ultimo si rifiuta di visitarlo o addirittura parlargli. Ora egli viene con noi a visitare altri prigionieri per condividere l'amore di Dio con loro.

Sei in pericolo quando visiti questi uomini?

Sono dei criminali meno duri?

Abbiamo visitato il reparto riservato ai detenuti più difficili. Molti sono condannati all'ergastolo. Alcuni di loro hanno solo 20 anni. Parliamo con loro attraverso un telefono, loro sono in una gabbia sicura. Essi sono certamente criminali, ma scopriamo anche sono soli e tristi. Molti di loro non vogliono parlare con noi. Ci dicono " Quando mi manderai via come fanno tutti gli altri?"

Vi è uno dei criminali più difficili con il quale abbiamo cercato un contatto per un lungo tempo. Si rifiutava di parlare o rispondere a tutto ciò che chiedevamo o facevamo. Inviammo due fratelli che avevano già lavorato con i prigionieri e dissi

loro: <<Andate e vedere se è possibile mettersi in contatto con questo ragazzo difficile. "Non ho idea di cosa gli abbiano detto, ma nel giro di pochi minuti abbiamo visto apparire questa luce sul volto del ragazzo e per la prima volta dopo tanti mesi sorrideva e parlava. Gli abbiamo detto: "Dio ti ha chiamato per andare ed essere una luce per gli altri prigionieri. "

Stai vedendo i frutti da questo lavoro?

C'è un piccolo gruppo di prigionieri che si sono convertiti nella fede, in Yeshua.

Essi condividono questa fede che porta gli altri a mostrare interesse. Le guardie di polizia ci ringraziano per le preghiere e per l'aiuto che diamo ai prigionieri.

 

Noi trasmettiamo i nostri servizi di Shabbat da Beit Immanuel attraverso un

telefono all'interno del carcere. Questo è l'unico mezzo di comunicazione che hanno con il mondo esterno. Stiamo pregando per far che i semi del Vangelo portino conforto e speranza a chi ne ha bisogno.

Questo avviene con tanto amore e apprezzamento da tutti voi che sono stati

così fedeli nel corso degli anni, in piedi con noi nella preghiera e sostegno.

 

Nella Sua Comunione.

 

David e Michaella

 

(Trad. di Lesley Pozo)

News da Beit Emanuel - Purim

Cari Amici

In tutte le generazioni esistono coloro che desiderano distruggere il popolo Ebraico ha dichiarato Benjamin Natanyahu recentemente in un messaggio di purim. In questa generazione prosegue, viviamo in un’era benedetta perché v’è uno Stato Ebraico in grado di difendere il popolo Ebraico.

Purim ammonisce noi tutti, donne e uomini affinché intraprendessimo azioni capaci di  salvaguardarci. E non solo lasciare che gli eventi prendano il loro corso. Non possiamo aspettare passivamente qualche intervento divino.

Questo è il messaggio nel libro di Ester. Purim è una garanzia che la mano divina interverrà per rovesciare i tavoli dei nemici di Israele, quando si è disposto a lottare per la giusta causa. Non è fato né conseguenza per l’eroina di Purim.  Questa giovane ragazza usando il buon senso dell’intuizione di donna, e con la persuasione gentile femminile riuscì a convincere il re ad ascoltare la sua supplica. “Si e verificato per coincidenza,” quando lo zio fedele ha rischiato tutto per difendere ciò per cui credeva e non ha esitato a mettere in guardia il suo popolo riguardante l’imminente pericolo.

Mentre purim è una ricorrenza costante che ricorda agli ebrei che hanno dei nemici dedicati alla loro distruzione, si impara dal libro di Ester anche che si può e si deve fare qualcosa al riguardo. Alla resa dei conti quando sembrano che tutte le carte sono contro, non si deve stare a covare.

Si celebra il purim come una memoriale affinché ci scuota dall’apatia.

E’ giunto il momento di alzarsi e fare qualcosa, qualcosa che si può fare, qualcosa che si dovrebbe fare. Qualcosa che potrebbe ribaltare la situazione contro il nemico, sventarlo  con la sua stessa follia, oppure impiccare un Aman sulla sua stessa forca.

L’autore Israeliano Yossi Klein ritiene che la lettura della storia di purim sia opportuna. La tradizione sottolinea che il libro di Ester è l’unico testo sacro nella Bibbia Ebraica in cui il nome di Dio non viene menzionato, e questo viene inteso come un’indicazione del fatto che questa storia richiede iniziative umane e quindi che l’aiuto di Dio sia implicito.

Bisogna celebrare il purim, fare quella cosa che continuamente si è rimandato per lungo tempo. Purim promette che tutti pezzi rotti nella vita possono essere riposizionati.

La regina Ester voleva godere delle benedizioni del palazzo senza portare la responsabilità di dover essere scelta dal re. Quando comprese finalmente la gravità della situazione, non ha esitato esclamando, “ se io debbo perire, che io perisca” e unii la sua sorte con quella della sua gente per la giusta causa.

Quest’anno si celebra 5773 (2013) in Israele, con un Iran nucleare, prodotti chimici mortali persistenti oltre il confine Siriano, stoccaggio di missili degli Hezbollah in Libano, il tunnel degli aspiranti Al Qaida sotto le colline di sabbia a Gaza, e le guerre civili che si infuriano alle nostre porte.

La posta in gioco è elevato che mai, ma il libro di Ester non verrà mai meno. Potete starne certi, prendete un momento, riflettete su cosa potete fare e fatela senza indugiare, potete essere come Mardocheo e Ester chi lo può dire, che fosse siete arrivati nella vostra attuale posizione in tempo come questo?


Qualche divertimento di purim

E’ una gioia ogni anno insegnare i nostri piccoli fin dalle tenere età l’importanza della celebrazione di purim.

Questa anno i nostri bambini hanno cantato un medley di canzoni che ricordano le vittorie di D-o sui nostri nemici.

La politica di purim

Alla luce delle recenti elezioni Israeliane, i giovani hanno presentato una prospettiva di aggiornamento politico sulla storia di purim.

Vashti-campaigning per i diritti delle donne, Mardocheo per i valori morali dei conservatori, Aman per il capitalismo fascista, mentre Ester per la “Beauty Queen of Israel”.

Meno male che ha vinto Mardocheo.

Troppo vino

Troppo vino per il re!

Possano tutti crescere per essere come la regina Ester e lo zio Mardocheo.

Benedizioni a voi tutti e Purim Sameach

David e Michaella

Beit Emanuel

 

(trad. Friday Osague)

News Letter da Beit Emanuel - Quella preghiera cambiò la mia vita

Un soldato meraviglioso

Daniel ha servito per 17 anni come tecnico di elicottero per l’esercito Sovietico in Karzakhstan. La dura realtà della vita militare, un padre assente ed un matrimonio a pezzi lo lasciò senza speranza e solo. Si ritrovò nel deserto Siberiano che lui ricorda come un riflesso del “freddo, della solitudine ed il buio che sentiva dentro”. Nei 5 anni a venire Daniel lottò contro l’abbattimento, la depressione e le tenebre che portavano la sua anima sull’orlo della disperazione. “Riesco appena a ricordare ciò che successe in quegli anni” dice,”La mia vita era un pasticcio e volevo che finisse”, Ahuva, “l’amata”.

Non riusciva a parlare”dice Ahuva, una ragazza che lo incontrò “per caso”. Ahuva gli consigliò di cercare un aiuto professionale. In certi giorni era catatonico - ricorda lei, non riusciva a mangiare o dormire. Mi faceva piangere vederlo così, diceva lei. Daniel fu ammesso all’ospedale psichiatrico locale proprio sotto il Circolo Artico. Ahuva rimase con lui malgrado tutto ma niente sembrava essere di aiuto. Allora portò con se un amica che aveva partecipato ad un raduno di revival nell’Ucraina e l’amica pregò per Daniel. “All’inizio non so cosa stava succedendo”racconta Daniel. “La mia mente era così confusa che non capivo quello che diceva, ma mano a mano che la ragazza Ucraina continuava a pregare il comportamento di Daniel cominciò a cambiare. Si quietò. Un sorriso non visto da anni apparve lentamente sul suo volto. “Quella preghiera cambiò la mia vita” dice Daniel. “Non so spiegarlo, so solo che 15 anni dopo sono una persona diversa” dice. Due settimane dopo quella visita anche Ahuva diede la sua vita a Gesù, il Messia di Israele. Cominciarono a condividere il Vangelo di come il Messia può aiutare gli altri. La coppia si sposò e iniziò in siberia un gruppo per nuovi credenti. “ Mi sento come se Yeshua mi ha restituito la mia vita” dice Daniel” Dio mi ha ridato tutto ciò che avevo perduto e di più. E’ un miracolo”dice.

Se sei un Ebreo che cosa fai qui”. Daniel ha sentito la voce del Signore parlargli della sua eredità ebraica e nel 2001 la coppia insieme alla loro famiglia estesa hanno fatto l’Aliyah verso Israele. “Usavamo nascondere il fatto di essere Ebrei, dice Daniel, la mia famiglia ha cambiato nome per nascondersi. Amiamo vivere in Israele. Ci piace molto la Congregazione di Beit Immanuel dove stiamo imparando a crescere nella fede ed a restaurare la nostra ricca eredità Ebraica e Biblica. La coppia ha avuto un bimbo in Israele malgrado i dottori in siberia avessero detto che Ahuva non poteva averne. Le loro facce si illuminano quando raccontano di come il loro bimbo è la cosa più preziosa al mondo per loro. “Il dono d’amore di Dio per noi” esclamano insieme.

La coppia ora porta avanti un gruppo in casa ed Ahuva è nel gruppo dell’adorazione, Daniel è il nostro uomo per tutto ciò che riguarda la solidarietà: lavora come autista e nel tempo libero prende lezioni al College della Bibbia d'Israele. Sta' pregando per un altro lavoro. Siamo privilegiati di servire persone come Daniel e Ahuva. Siamo grati di come Dio opera nelle nostre vite in modo meraviglioso. Continuiamo a unirci in preghiera ed in fede così che molti altri sperimentino la strabiliante grazia dell'amore di Dio per la nostra gente. Abbiamo sempre piacere di avere vostre notizie, vi preghiamo di farci sapere come state e come possiamo pregare per voi,

David e Michaella.

(traduzione di Barbara Di Egidio)

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