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Gli israeliani costretti ad una guerra di sopravvivenza - di Fiamma Nirenstein

Gli israeliani costretti ad una guerra di sopravvivenza - di  Fiamma Nirenstein


Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein, Vice Presidente della
Commissione Esteri:

“Due giorni fa ero in Israele con una delegazione dell'Associazione
Parlamentare di Amicizia Italia - Israele da poco rientrata, dunque, mi
raggiunge la notizia dell'uccisione volontaria di tre civili innocenti
nella loro casa di Kiryat Malachi, causata dal lancio di 450 missili in
48 ore indiscriminatamente su una popolazione di un milione e mezzo di
civili del Sud. Dico "volontaria" perché è evidente che il bombardamento
è indirizzato alla popolazione civile, come sempre peraltro da quando
nell’agosto 2005 Israele ha sgomberato Gaza, oggi interamente nelle mani
dei palestinesi di Hamas. Da allora dalla Striscia, con qualche
intervallo, piove su Israele un insopportabile quantità di missili in
parte di lunga gittata (Fajr) di probabile fabbricazione iraniana, in
parte Grad, Katyusha e razzi vari”.

Continua Nirenstein: “L'Associazione ha visitato la popolazione e
portato la sua solidarietà in un kibbutz, Kfar Asa, duramente colpito
nei giorni scorsi. Abbiamo visto i bambini rinchiusi da giorni nelle
stanze blindate, le case bombardate, i negozi chiusi, la gente pronta a
raggiungere in quindici secondi i rifugi costruiti in ogni casa. Abbiamo
ascoltato episodi di morti e di feriti. La mia impressione è che gli
israeliani abbiano vissuto e vivano nelle ultime settimane una
condizione inaccettabile per qualunque Paese, incluso il nostro, in cui
si colpisce gratuitamente e con studiata crudeltà la popolazione civile.
Penso anche che l'esercito israeliano abbia cercato di contenere al
massimo il numero dei palestinesi uccisi nell'ambito dell'operazione in
corso, Israele non ha mai cercato altro che di fermare il lancio di
missili colpendo i responsabili e i nidi di armi, e che l'esposizione
volontaria che Hamas fa dei propri civili rende molto difficile
un'operazione mirata con perfezione, della qual cosa certamente ci
dobbiamo dispiacere sperando che anche Gaza un giorno pensi al proprio
sviluppo e alla propria gente piuttosto che alla distruzione di Israele.
Dall'altra parte, è chiaro che l'enorme investimento israeliano nella
vita degli abitanti con un sistema di protezione capillare, un rifugio
per ogni casa e il continuo investimento per proteggere le scuole e i
luoghi di lavoro, rendono più difficile colpire i civili. Per questo il
numero di morti è contenuto nonostante i lanci ormai continui e senza
tregua. Speriamo che quanto prima il fuoco di guerra si spenga, ma è
evidente che al di là della logica pena umana per ogni morto e ferito,
occorre che l'organizzazione terrorista Hamas cessi dalla sua insistita
determinazione a distruggere lo Stato d'Israele. Molte famiglie simili
alle nostre stanotte stanno di nuovo per affrontare una notte di incubo
nei rifugi sotto un attacco che cerca i civili per ucciderli, e a loro
va la nostra solidarietà mentre speriamo nella pace”.

 

 

(Notizia tratta da fiammanirenstein.com)

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