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Trump, Gerusalemme, gli arabi e i musulmani

Trump, Gerusalemme, gli arabi e i musulmani

Analisi di Mordechai Kedar

Trump è consapevole del mantra ispirato da Arafat che richiama "milioni di shahid a marciare su Gerusalemme"? L’annuncio di Trump, riguardo al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, ha sollevato com’era prevedibile, un'enorme ondata di opposizione nel mondo arabo e islamico per due motivi principali: uno religioso e uno nazionalista. Il motivo religioso E' radicato nella concezione dell'Islam in quanto fede, la cui missione è sostituirsi sia al giudaismo sia al cristianesimo, ereditando tutto ciò che un tempo era ebraico o cristiano: terra, luoghi di culto e fedeli.

Nella visione del mondo dell'Islam, la Palestina appartiene esclusivamente ai musulmani, perché sia ​​gli ebrei che i cristiani hanno tradito Allah rifiutandosi di diventare seguaci del suo profeta Maometto: l'espulsione dalla loro terra e la confisca di tutti i diritti su di essa è la punizione che meritano. Nel corso della storia dell'Islam, i musulmani hanno trasformato le chiese in moschee, tra queste la Grande Moschea di Ramla, la Moschea degli Omayyadi a Damasco, la Basilica di Santa Sofia a Istanbul e molte chiese in Spagna. Il cristianesimo, come l'ebraismo, è stato cancellato dall'islam.

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