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Il nesso tra migrazioni e terrorismo

Il nesso tra migrazioni e terrorismo

Analisi tratta da American Interest

Cerchiamo di essere chiari su ciò che sta accadendo. Come l’Impero romano all’inizio del V secolo, l’Europa ha permesso che le sue difese si sgretolassero. Mentre la sua ricchezza è cresciuta, così la sua abilità militare si è ridotta, insieme alla sua autocoscienza. E’ diventata decadente nei suoi centri commerciali e negli stadi sportivi. Allo stesso tempo, ha aperto le sue porte agli estranei che hanno agognato la sua ricchezza senza rinunciare alla loro fede ancestrale”. Così scriveva lo storico Niall Ferguson dopo le stragi di Parigi del 2015. Adesso un grande storico, Jacub Grygiel, pubblica per le edizioni universitarie di Cambridge il libro “The return of barbarians”. “I barbari sono tornati. Piccoli gruppi, che amministrano poco o nessun territorio, con risorse minime ma con una portata considerevole, sono sfortunatamente sulle prime pagine a causa delle loro azioni distruttive. Aggrediscono e attaccano gli stati nelle strade di Londra, Parigi e Barcellona verso aree più ampie del medio oriente e altrove. Non sono solo tragici e sanguinosi molestatori, ma attori strategici che si compenetrano con gli stati esistenti, costringendoli a modificare il loro comportamento, le loro posture militari e persino il loro stile di vita”. Storico e docente alla Johns Hopkins University, Grygiel spiega che “i vari gruppi islamisti che negli ultimi dieci anni hanno presentato in modi diversi una minaccia persistente per gli Stati Uniti e l’occidente, così come per gli stati di altre regioni del mondo, vengono subito in mente.

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