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Resoconti e Testimonianze

Resoconti e Testimonianze (269)

Beit Netanel news Aprile 2018

Amatissimi amici e partner,

Prego che abbiate trascorso una buona settima di Resurrezione. Che momento meraviglioso per ricordare che abbiamo un Signore Risorto e che ancora oggi compie miracoli! Credo che il più grande miracolo è la salvezza dell’anima ed è il proposito della mia vita, essere uno strumento nelle mani di Dio per questo proposito. La scorsa settimana, mentre ero in farmacia, ho incontrato 3 signore che lavoravano nel negozio, che mi hanno chiesto l’età e sono rimaste sorprese dalla mia risposta , nel conoscerla. Io ho risposto: “sapete perché mi mantengo così giovane?” E’ perché credo in Yeshua e vivo la sua pace. Due di loro si sono messe a ridere, ma la terza signora era interessata. Sono stata felice di condividere la mia fede con lei ed era felice che io abbia acquistato qualcosa, prima di andare via.

Più tardi ho parlato con lei al telefono e sono in contatto con lei, da quel momento. Che gioia! Il mese scorso mio figlio Chaim è venuto con 10 persone del suo kibbuts. Volevano fare una grande festa a casa nostra, ed ho detto di si ovviamente, ma se potevo anche parlare di Yeshua. Così a fine mese ho preparato la casa per la celebrazione di un compleanno per 10 donne del kibbuts. Più tardi quando ho visto che stavano distribuendo delle carte, che avrebbero dovuto dire il futuro a chi le riceveva, sono stata disturbata da questo e non sono riuscita a trattenere la lingua. Così ho detto loro che queste carte non erano buone e il loro proposito non era corretto. Che solo la Parola di Dio ci dona la verità. Io ho una scatola piena di carte con versi biblici scritti, così ne ho distribuito una a ciascuna delle signore ospiti. Ho detto loro che questa è la verità sul futuro. Ho parlato loro del Signore fino a notte fonda.

Il giorno dopo una di loro mi ha chiesto di spiegarle meglio come poteva credere in Yeshua. Così mi sono seduta con loro la mattina e ho spiegato loro ciò che Dio aveva messo nel mio cuore. La signora per mia gioia ha accolto Yeshua come il suo Salvatore. Halleluyah!! Quando sono andate via, mi hanno chiesto se potevamo incontrarci ancora per chiarire ulteriormente il discorso.

Ci sentiamo benedetti di poter ancora andare a casa di mia nipote a Rishon per insegnare la Bibbia e un giorno in un negozio, ho incontrato una donna che indossava il mio stesso maglione. Questo è stato motivo di una aperta conversazione e quando ho detto che abitavo a Ein Kerem, dove parlo dell’ebraicità di Yeshua, lei è rimasta stupita. Così la ho invitata per lo Shabat la settimana dopo. Come sapete, mi sento benedetta di far parte del ministero Revive Israel a Yad Hashmona. E’ stato lì che ho incontrato un giovane cinese che si era offerto volontario per insegnare la cucina cinese. Che opportunità per questo ministero! Così ho invitato un numero di non-credenti alla sua classe e tanti sono venuti ad imparare a cucinare cinese, ma ovviamente hanno imparato molto di più. Uno di questi era un insegnante di Kabbala, una forma di misticismo ebraico, e aveva tante domande da fare riguardo la nostra fede. Era meravigliata che tanti non ebrei potevano partecipare allo Shabat con degli ebrei. Non sapeva che la Bibbia parla dei non ebrei e quando le ho mostrato la Bibbia, e come nel Deuteronomio se ne parla, nel cap. 14, che anche i non ebrei sono invitati alle feste ebraiche, era molto sorpresa. Le ho parlato dei tanti non ebrei che vengono a casa nostra a celebrare con noi, ed era ancora piu’ sorpresa di vedere ebrei e non ebrei insieme. La signora che aveva accolto il Signore alla festa di compleanno, insegna in un corso di trasformazione di gioielli dalla carta, e sono andata al corso, ma per strada ho avuto un incidente. Non mi sono fatta male ma ho fatto un danno alla macchina per 27.000 shekels . Non volevo che questo potesse fermarmi, visto che questo mi e’ sembrato un vero ostacolo maligno. Così quando ognuno è stato invitato a presentarsi, ho parlato della mia casa e come in casa mia insegno sulla ebraicità di Yeshua. Ho parlato del mio incidente, ed erano stupite non solo che fossi venuta, ma che fossi piena di gioia. Ho invitato l’insegnante e suo marito allo Shabat la settimana dopo e nonostante prevedevo di ospitare solo poche persone alla fine sono venuti in 11 . Uno di loro è la portavoce della Comissione Governativa per il territorio e sono stata felice di condividere con loro la mia fede. Ma durante la serata ho perso la voce, perciò ho continuato pregando per loro. Il nemico ha fatto di tutto per scoraggiarmi. Più tardi il medico mi ha detto che ho un polipo nelle corde vocali. Pregate che con il giusto trattamento, si dissolvano.

Dopo questo mi è venuta la febbre ed ho cercato di riposare a casa, quando la figlia di una mia amica è venuta a trovarmi con un’amica. I genitori sono coloro di cui vi parlavo in precedenza e come siamo diventati amici, in uno dei nostri inviti a casa. Volevano assolutamente che parlassi alla loro figlia, così quando è venuta non ho perso l’opportunità. Lei e la sua amiche si propongono come coppia dello stesso sesso, ma io non ho parlato di questo, solo dell’amore del Messiah. Le ragazze mi hanno detto che c’era qualcosa di vero in ciò di cui parlavo e hanno detto di voler visitare il muro della preghiera e pregarci sopra. Io ho detto loro che mentre andavano, potevano chiedere a Dio di mostrare loro la verità. Pregate per la loro salvezza. Ho partecipato ad una conferenza in lingua inglese in una congregazione del posto e alcuni credenti volevano venire con me ad evangelizzare, anche se non parlavano l’ebraico.

Così siamo usciti e abbiamo incontrato una guida israeliana con un gruppo di israeliani. Ho detto loro che sapevo che erano venuti per conoscere la storia di Gerusalemme, ma che io potevo parlare loro di una persona che faceva meraviglie e segni. Ho chiesto: voi volete un miracolo? Uno di loro mi ha detto di soffrire di mal di testa, ed ho pregato per lui. Quando ho pregato, ho spiegato che c’è solo uno che ci può guarire e cancellare i peccati. Si chiama Yeshua, il Messia. Gli ho detto che se aveva fede, sarebbe stato guarito. Un altro si è avvicinato e mi ha detto che soffriva di cancro, così ho pregato per lui. Lo ho guardato e gli ho chiesto: “sei un ebreo del Marocco?” Così ho ringraziato Dio che conosceva Rabbi Kabbetz. Gli ho detto che solo Dio lo poteva guarire. Penso che il cancro sia opera di satana. Quindi abbiamo pregato per lui per mezz’ora. Quando gli ho chiesto se voleva accogliere il Signore come suo Salvatore,lui ha detto di si. E dopo la preghiera ho guardato nei suoi occhi ed ero sorpresa di vedere che da gialli, si erano trasformati in bianchi. E’ stato come se i suoi occhi si fossero aperti. Ho preso il suo numero e gli ho detto di farmi conoscere i risultati degli esami. Siamo in contatto ma lui è ancora in attesa dei risultati. Preghiamo per un miracolo.

Un giorno ero al suck ( mercato delle verdure) e mi sono fermata alla bancarella di una donna. Era molto sgarbata e mi ha chiesto di allontanarmi dalla sua zona. Le ho detto che vedevo il suo dolore ma Dio voleva parlarle. Posso pregare per te? Mi ha sorpreso che è uscita da dietro il bancone, ha ammesso che aveva molto dolore e bisogno di preghiera. Le ho parlato di Yeshua e le ho detto che avrei pregato nel Suo Nome e lei era felice di questo. Alla fine era talmente contenta che non voleva lasciarmi andar via senza un abbraccio e senza avermi donato un sacco pieno di cibo. Queste sono tutte le novità per ora.

Pregate per noi e per gli Shabbat che prepariamo per i giovani che celebrano i Bar Mitzva nella nostra casa. Queste giovani sono figlie di avvocati e mi sono offerta per fare questo servizio a casa mia. Ho detto che posso accogliere massimo 50 persone, ma ne verranno almeno 80. Il nostro giardino in questo periodo è pieno di fiori e credo che sarà bellissimo! Voglio prendere questa opportunità per ringraziarvi del vostro supporto. Vi siamo molto grati. Prego che Dio vi ricompensi cento volte tanto. Che dia a voi e alle vostre famiglie, pace, gioia, salute e prosperità.

Con l’amore indiviso del nostro Messia Yeshua. Rachel e Gilad

Per amore di Sion non resterò in silenzio, e per amore di Gerusalemme non tacerò, finche ‘ la sua giustizia non brilli come la luce e la sua salvezza bruci come una torcia ardente. Isaia 62,1

Traduzione : Anna M Sedda

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EC4I celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen

COMUNICATO STAMPA

ECI celebra il 70° anniversario della nascita di Israele a Copenaghen - Appello ai governi europei perché celebrino il miracolo di Israele *Copenaghen, 20 aprile 2018 *– La Coalizione Europea per Israele ha festeggiato il 70° anniversario della rinascita dello stato d’Israele con due eventi, a Copenaghen ed Helsinki.

A Copenaghen il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell ed il consulente legale di ECI Andrew Tucker hanno parlato al simposio all’interno del parlamento nazionale ed hanno esortato i governi europei a riconoscere in modo corretto e a celebrare il miracolo del moderno stato ebraico. Nel suo discorso, Sandell ha evidenziato che: “In alcune parti dell’Europa vi è apparentemente un più grande interesse a celebrare gli ebrei morti, come nel caso del giorno della memoria, piuttosto che gli ebrei che sono sopravvissuti all’olocausto ed hanno ricostruito lo stato ebraico nella terra dei loro padri”.

Nel suo discorso, Andrew Tucker ha spiegato come i diritti del popolo ebraico a ricostruire il proprio stato nella loro terra antichissima di Israele furono dapprima riconosciuti, come legge internazionale, alla conferenza di pace di San Remo, in Italia, nel 1920, dalle grandi potenze dell’epoca che rappresentavano il Consiglio Supremo delle principali potenze alleate. La risoluzione fu poi incorporata nel Mandato per la Palestina del 1922. Se questo impegno ad aiutare il popolo ebraico nel ricreare il proprio stato fosse stato osservato in breve tempo, nel 1938 invece che nel 1948, milioni di ebrei sarebbero sopravvissuti all’olocausto.

Concludendo, Tucker ha affermato: “Questi sono fatti che la comunità internazionale deve tenere a mente quando si celebra il 70° anniversario di Israele. Le nazioni dovrebbero celebrare e non criticare il fatto che oggi Israele abbia un forte esercito in grado di difendere la propria popolazione, in contrasto con gli anni 40 quando non c’era nessuno a proteggere gli ebrei perseguitati.

Tra poche settimane verrà rivisto il trattato sul nucleare iraniano e la UE dovrebbe essere chiara nel fatto che non si può sostenere il regime iraniano che continua a minacciare la distruzione di Israele”. La conferenza è stata aperta con l’intervento dei membri del parlamento danese Rasmus Jarlov e Sören Gade, i quali hanno dichiarato il loro profondo apprezzamento per la comunità ebraica nel loro paese e per Israele.

L’ex diplomatico israeliano Shai Attias ha dato una testimonianza personale della sua esperienza di vita in Israele affermando: “Sebbene io abbia solo 37 anni, ho già combattuto in quattro guerre. Celebrare il giorno dell’indipendenza richiama memorie tristi per tutti i miei amici che ho perduto in queste guerre”. Il simposio di Copenaghen faceva parte di un viaggio di lavoro nella capitale danese ed includeva anche incontri con il ministro degli esteri ed altri incontri pubblici, nella serata. Le celebrazioni sono proseguite ad Helsinki oggi, venerdì, al ricevimento ufficiale per il giorno dell’indipendenza dato dall’ambasciatore israeliano in Finlandia, S.E. Dov Segev-Steinberg con la presenza del presidente di ECI Tor G. Gull,Katariina Salmi e Tomas Sandell.

Dato il lasso di tempo, più di tre settimane, tra il giorno dell’indipendenza del calendario ebraico, che cade il 19 aprile ed il 14 maggio, la data dell’indipendenza di Israele secondo il calendario gregoriano, ECI organizzerà e parteciperà a molti eventi per l’anniversario nelle prossime settimane. Sandell ha invitato i governanti europei a fare lo stesso. “Una cultura che non riconosce e celebra il contributo ebraico alle nostre società ed il miracolo della rinascita di Israele può facilmente cadere vittima dell’antisemitismo. L’antidoto all’antisemitismo non è soltanto tollerare le comunità ebraiche e lo stato d’Israele, ma è imparare a riconoscere, apprezzare e celebrare il loro contributo alla comunità internazionale. A settanta anni da quando il popolo ebraico in Europa si trovava sull’orlo dell’estinzione, questo popolo è risorto dalle ceneri dell’olocausto per ricostruire e riedificare il proprio stato, una democrazia vibrante ed aperta”.

Giovedì, il capo degli affari esteri della UE Federica Mogherini ha condiviso il proprio messaggio per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un tweet in cui augurava pace e prosperità nei prossimi decenni per il popolo d’Israele.

EC4I

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Israele, terra d'amore

Le celebrazioni per i 70 anni d'Israele hanno spinto una nostra sorella in fede a spedirci per l'occasione una sua composizione, che volentieri pubblichiamo.

Di Carmela Palma (mamma del fotoreporter, creatore del sito Edipi e socio EDIPI, Nazario Melchionda)

Quando ho visto Gerusalemme per la prima volta,

i miei occhi hanno pianto di gioia...La citta' del Gran Re!

E il deserto? La sua bellezza mi ha lasciato senza fiato!

In quei momenti ho respirato l'aria eterna: passato, presente e futuro

in un fazzoletto di terra: Eretz Israel!

I raggi dorati del sole erano brillanti sulla terra

e sul mare tutto era splendore!

Quanto lavoro in questi 70 anni!

Lavorare con le armi in mano

non sarà stato facile ma il Signore

ha lavorato per te!

Il Signore è la tua barriera,

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CORSO ISRAELOLOGIA-2A GIORNATA

EDIPI- EVANGELICI D’ITALIA PER ISRAELE-CORSO DI ISRAELOLOGIA-2° INCONTRO

Eccoci puntuali all’appuntamento relativo al 2° incontro di “Israelologia” programmato per oggi 14 Aprile 2018 a cura del Pastore Ivan Basana della congregazione “ The New Thing”di Padova e Presidente di Evangelici d’Italia per Israele.

La porte della sede di questo incontro, svoltosi sempre presso il locale di culto della Chiesa Evangelica Ebenezer di Milano, in via Ettore Ponti, 53 curata dal Pastore Guglielmo Bianchini si sono aperte ancora una volta in perfetto orario per ricevere i partecipanti ansiosi di proseguire nella seconda parte dello studio.

Ricordo che la prima giornata di sabato 3 Marzo 2018, ebbe inizio in una fredda mattinata milanese sotto una fitta nevicata, ma questa volta il clima meteorologico ci ha risparmiati, riservandoci una buona giornata abbastanza soleggiata e questo ci ha permesso di assaporare in anticipo il calore di quello che il pastore Ivan Basana ci avrebbe poi trasmesso durante le varie fasi dello studio.

In un breve riassunto della puntata precedente, Andie Basana ci ha ricordato ancora una volta l’origine del termine Palestina e dell’uso improprio che se ne continua a fare purtroppo ogni giorno nei discorsi e soprattutto dai Media. Interessante e curioso vedere come gli anni ormai alle nostre spalle e terminanti con il numero 7 siano stati registrati come anni importanti per la storia di Israele per via di quanto verificatosi e cioè: 1917: Dichiarazione di Balfour; 1947:Spartizione dei territori; 1967:Guerra dei 6 giorni; 1987: 1° Intifada; 2017: Donald Trump decide di riportare l’Ambasciata Americana da Tel Aviv a Gerusalemme Sempre in tema Donald Trump, importante il fatto di inserire negli organi del suo governo, rappresentanti Evangelici con il tentativo di annullare così un emendamento della legge Americana del 1950 che vietava le interferenze della chiesa nelle vicende politiche della nazione.

Ma venendo ora alle tematiche di questo secondo incontro, si è avuto abbondantemente modo di vedere come le Scritture confermino parola per parola tutti gli avvenimenti descritti. Anche in questa seconda sessione l’esposizione dei vari argomenti da parte del relatore, è stata ancora una volta arricchita da interessanti esperienze personali che dimostrano quanto sia importante sfruttare ogni occasione che possa permetterci di allacciare rapporti con Israele perché in questo modo saremo oggetto e strumento di ricche benedizioni da parte del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe.

I temi affrontati hanno riguardato “Israele fra il passato e il presente”, “Israele e la chiesa”, “La Legge Mosaica”, “Israele e la terra promessa” e in chiusura “L’atteggiamento della chiesa nei confronti di Israele etnico”. E proprio relativamente a questo ultimo argomento, vale la pena ricordare i tre punti evidenziati da Ivan Basana che devono ricordarci quali sono gli obblighi che abbiamo verso il popolo di Dio e precisamente:

1)Predicare il Vangelo al popolo eletto (Atti 1:8; Romani 1:16/17; Romani 10:14/21; 1 Corinzi 9:19/23) Inutile dire che le modalità di questa attività non vanno prese alla leggera perché sappiamo benissimo che non possiamo usare le stesse strategie che impieghiamo nelle normali evangelizzazioni che facciamo con i non Giudei.

2)Essere solidali con Israele nelle cose materiali (Romani 15:25/27; Romani 3:12; Giovanni 4:22) La scrittura evidenzia senza ombra di dubbio il debito materiale che abbiamo nei confronti del popolo eletto. Ricordiamoci che Israele spende somme esagerate per la difesa del suo territorio, circondata da vicini di casa che hanno fatto e faranno di tutto per cancellarla (ma non ci riusciranno) dalla cartina geografica.

3)Mostrare il frutto della Grazia del Messia (Romani 11:13/14) Come possiamo pensare di portarli a gelosia se non li frequentiamo o peggio ancora li evitiamo? Un consueto e breve spazio per la sessione di domande e risposte, anche particolari, ha concluso questo incontro in un clima piacevole e fraterno.

Con un saluto ed un caloroso abbraccio soprattutto al Pastore Guglielmo Bianchini e la sua gentilissima consorte per la preziosa accoglienza, ci siamo dati appuntamento, a Dio piacendo, al prossimo ed ultimo incontro programmato per sabato 12 Maggio 2018 alle h. 10.00

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“Ero un moccioso terzomondista, poi conobbi Israele”

di Guglielmo Maccioni

 Riceviamo e pubblichiamo da Guglielmo Maccioni

Ero un moccioso terzomondista. Correva l’anno 1988, ero un moccioso liceale con un bel paio di occhiali manichei sul naso. Ero semplicisticamente convinto che il mondo si dividesse in buoni e cattivi e che i primi fossero quasi sempre i più poveri. Quando iniziò la Prima Intifada fu facile scegliere da che parte stare, troppo calzanti nel ruolo di cattivi quei Merkava d’acciaio teneramente ronfanti sotto la pioggia di sassi lanciati dai poveri giovani palestinesi. Intifada vincerà! si gridava nei cortei. Poi ci annoiò pure quella guerriglia lontana la cui eco lentamente scemava e tornammo ad assopirci nel nostro cazzeggio di provincia. Durante gli anni universitari a Firenze il conflitto mediorientale mi interessò occasionalmente e tutt’al più lo giudicavo una bega fra due popoli esaltati dalla religione. La svolta fu la tesi, tema la piazza antistante il Muro del Pianto.

Prima di progettare mi dovetti approcciare alla storia del sito e dunque del popolo ebraico. Tomo dopo tomo la passione per quei luoghi intrisi di Fede e Leggenda crebbe e si saldò con il mio vecchio interesse per la Storia. Mi ci volle tempo e studio, tanto studio ma, come per altre spinose faccende solo facili in apparenza, mi resi conto che il problema israelo-palestinese non era affatto l’ultimo sopruso coloniale che certa retorica terzomondista dipingeva e al quale tutt’oggi, per insipienza o ignoranza molta gente continua a credere. Addirittura mi resi conto che veniva e viene usato da estrema destra ed estrema sinistra per riproporre, dipinti a nuovo, i vecchi e secolari stereotipi antisemiti (assassini di bambini, avvelenatori di pozzi, ricchi, tirchi, usurai, massoni, razzisti al contrario eccetera eccetera in un lento sprofondare nella melma del pregiudizio).

Venni a sapere della tassa che gli ebrei – popolazione predominante a Gerusalemme da sempre – dovevano pagare ai musulmani per pregare al Muro del Pianto, venni a sapere di come l’emigrazione ottocentesca di migliaia di perseguitati dall’est Europa, di estrazione socialista, produsse un positivo shock economico anche per le scarse popolazioni locali in Terrasanta, da secoli vessate da pascià medievali. Venni a sapere che Tel Aviv è stata fondata dagli ebrei cacciati da Giaffa ma il suo nuovo porto produsse ricchezza per tutti, arabi compresi.

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Notizie di Tehilat Yah

Una bellissima serata

Inoltriamo il comunicato stampa di Keren Hayesod, trasmessoci dal presidente Andrea Jarach, ricordando che la delegazione EDIPI era presente con il socio fondatore Corrado Maggia, unitamente alla moglie Anna Bosio, oltre al presidente Ivan Basana accompagnato dal figlio Alex.

Nell'occasione è stato consegnato il solito contributo annuo e si è avuta l'opportunità di illustrare il progetto Har Hevron con il GM di Keren Hayesod Dani Viterbo, il programma del viaggio di archeologia biblica nel Neghev con Carmel Luzzatti e l'organizzazione dell'evento di Milano su Ettore Castiglioni con il presidente della comunità ebraica di Milano Milo Hasbani.

Cari amici di Israele, la tradizionale serata del Keren Hayesod, che ogni anno segna la apertura della campagna di raccolta fondi per Israele, questo anno celebra i 70 anni dello Stato di Israele. Ecco perché quest’anno abbiamo avuto ospiti dimostratisi straordinari che hanno riservato a noi la loro presenza. Benny Gantz, ci ha commosso con i suoi racconti di eroismo e umanità dell’esercito che ha avuto l’onore di comandare.

Adi Adunia è stata una bella e dolcissima interprete che ci ha fatto rimpiangere di aver avuto solo poco tempo per lei è il suo bravissimo gruppo musicale. Ma abbastanza tempo per ricordarci che la sua storia comincia ad Addis Abeba e che cambia all’età di sei mesi, quando, nel 1991 degli angeli arrivati sotto forma di aerei israeliani portano 14.000 ebrei etiopi dai campi profughi a Israele nella Operazione Salomone. Il più grande ponte aereo della storia! Operazione comandata da Benny Gantz.

Proprio lui, e finanziata dal Keren Hayesod: voi! Più commovente di così Significativo anche il gesto (non ufficiale ma personale, lo spoglio delle schede era ancora in corso) del nuovo presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che è passato a testimoniare una vecchia amicizia con Israele nata 20 anni fa durante una delle missioni del Keren Hayesod in Israele. Andrea Jarach Presidente Keren Hayesod Italia

Onlus Leggi lo Yearbook 2018 <http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQEHVABBQNLAFRVAF4%3D>

Guarda le foto della serata: Photogallery 1,2,3

 

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQFHVABBQNLAFRVAF4%3D

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQCHVABBQNLAFRVAF4%3D

<http://lists.digitalsolutionsitalia.it//lt.php?id=Kh1TWQdeBwQDHVABBQNLAFRVAF4%3D>

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News Letter da Amzi 14 marzo 2018

Mail di preghiera e informazione della amzi associazione per la testimonianza messianica a Israele

amzi, 14 marzo 2018

1. Da Al-Qaida al Dio vivente

2. Voglio credere

3. Mi prende di nuovo in giro?

4. Attenzione ottenuta mediante Internet

5. Link della settimana

1. Da Al-Qaida al Dio vivente

“One for Israel” 

Carlos, che guida il nostro dipartimento di evangelizzazione araba, ha conosciuto un uomo che è cresciuto in una famiglia sunnita in Siria e che è diventato rapidamente un musulmano molto radicale. È stato un giudice della Sharia e si è unito ad al Qaeda. In carcere, scontando una pena detentiva per aver combattuto contro il Presidente Assad, ha cominciato ad avere molti sogni di Gesù e la Croce, cosa che lo ha spaventato molto. Aveva una grande paura di raccontarlo a qualcuno. Quando è stato liberato, dopo sette anni, è fuggito dalla Siria e si è messo in cammino verso l'Europa. Quando si è trovato a passare vicino ad una Chiesa, ha sentito che doveva entrare. Dopo una lotta interiore, ha seguito la folla ed è entrato – e ha visto esattamente la stessa croce che aveva visto in sogno. Ha sentito il Signore dire: "qui inizia il tuo viaggio!" Un anno dopo, per volontà di Dio, ha avuto modo di conoscere Carlos e sono diventati amici e fratelli. Insieme studiano la parola di Dio e lui è sempre più entusiasta di ciò che Carlos, che può leggere la Bibbia in ebraico, può trasmettergli. Vi esortiamo a pregare per i tanti musulmani che sognano Gesù, perché possano incontrare il Dio vivente.

2. Voglio credere

Elizabeth Atteih, Libreria “Immanuel”, Haifa 

Giovedì scorso ho ricevuto una chiamata in ebraico da un uomo che ha detto di vivere a Bnei Brak, una città estremamente ortodossa. Quando mi sono accorto che doveva essere giudeo, lui ha specificato che non solo era giudeo, ma addirittura un giudeo chassidico. Quando ho chiesto come avrei potuto aiutarlo, ha detto che voleva conoscere Yeshua e diventare un credente, ma non sapeva come! Gli ho consigliato di leggere il nuovo Testamento, che lui ha detto di aver letto, ma di non aver capito. Allora gli ho spiegato che può chiedere allo Spirito Santo di aiutarlo a capire. Desiderava avere dei libri, ma non voleva dare né il suo nome né il suo indirizzo, così ha chiesto se c'era un negozio vicino a Bnei Brak dove avrebbe potuto trovare dei libri che lo avrebbero aiutato. Alla fine voleva sapere come pregare e gli ho detto che non ha bisogno di libri di preghiere, ma che può parlare con Dio come fa con suo padre. Lui ha accettato di pregare insieme a me, così che ha potuto ascoltare come può pregare e mi ha ringraziato per l’aiuto. Pregate per questo figlio di Israele!

3. Mi prende di nuovo in giro

/Roccia della nostra speranza (“Rock of our Hope”)

René, Yacov e Josef, un ebreo messianico, lavorano insieme e durante una pausa René ha detto a Yacov: "ieri sera ho visto una trasmissione televisiva su Gesù. Penso che Gesù sia il Messia”. "mi prende in giro di nuovo?", ha pensato Josef. Più di due anni fa Josef aveva raccontato ai suoi colleghi di lavoro della sua fede in Gesù. Alcuni lo avevano ascoltato, altri avevano discusso con lui, ma René lo aveva preso sempre in giro. Perciò Josef era sicuro che anche questa volta doveva essere un’altra delle sue prese in giro. René però ha continuato: "Gesù era un uomo buono che è morto sulla croce per i peccati di tutti gli uomini ed è risorto. Hanno mostrato delle prove in TV. Credo che sia il Messia giudeo ". Josef non sapeva cosa pensare del suo collega, ma questa volta René sembrava serio. Josef ha deciso di aspettare il momento adatto per parlare con René in privato. Nel corso della giornata è entrato nell'ufficio di René, René ha ordinato alla guardia di sicurezza di lasciare immediatamente la stanza e di chiudere la porta. "Josef, davvero. Io credo che Gesù è il nostro Messia giudeo ". Di tutte le persone con le quali Josef lavorava, René sembrava essere quello meno interessato alla fede in Gesù. Subito Josef ha guidato Renè in preghiera per affidare la sua vita a Gesù. Lodate Dio con noi per un altro israeliano che ha riconosciuto che Gesù è il nostro Messia, Salvatore e Signore.

4. Attenzione ottenuta mediante Internet

Meno Kalisher, Congregazione messianica “Jerusalem Assembly”

Durante Hanukkah/Natale abbiamo condotto una campagna di evangelizzazione in cui abbiamo richiamato l'attenzione sui nostri video clip in Internet. Durante dodici giorni 300' 000 persone hanno visto per più di 30 secondi (lo sappiamo perché solo per questi spettatori abbiamo dovuto pagare) uno dei nostri video. In ogni film, abbiamo anche menzionato il nostro sito web dove si possono ascoltare sermoni e saperne di più sulla fede in Yeshua. Molte persone non osano ordinare un nuovo testamento o letteratura cristiana da inviare a casa perché temono le reazioni delle loro famiglie o dei loro amici. Ma poiché la maggior parte delle persone hanno accesso a Internet, usiamo intensivamente questo mezzo per raggiungerle. Ho conosciuto persone che non credono ancora in Yeshua, ma che con l'aiuto del nostro sito studiano la Bibbia. Per piacere pregate con noi per la salvezza di Israele.

5. Link della settimana

Gerusalemme al tempo di Gesù

 

<http://www.amzi.org/>

https://youtu.be/Ea9xol4yJC4?t=1s

*amzi-focus-israel.net

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EC4I: News di Marzo 2018

Felice Purim! La festa ebraica coincide col 15° anniversario di ECI!

Nel calendario ebraico il Purim è una festa importante che ricorda la potente liberazione del popolo ebraico dal complotto del 483 a.C. ordito per distruggere tutti gli ebrei che vivevano nell’impero persiano, come descritto nel libro di Ester. È anche un grande ricordo di come Dio usi le persone, come Ester e Mardocheo, per salvare il suo popolo quando si trova sotto la minaccia di distruzione. Sebbene Haman, il nemico di Israele di quel tempo ed ideatore della cospirazione, sia morto da tanto tempo, lo stesso malvagio desiderio di annichilire ed uccidere il popolo ebraico è risorto sempre in vari periodi della storia per culminare nell’olocausto.

Uno vorrebbe che queste forze del male fossero sconfitte, ma purtroppo sono ancora tra noi. Hanno bisogno di piccoli incoraggiamenti: i mullah in Iran parlano apertamente del loro obiettivo, quello di cancellare Israele dalle mappe e le organizzazioni terroristiche come Hamas ed Hezbollah hanno la distruzione dello stato ebraico sancita nei loro statuti. In Europa, queste organizzazioni hanno un gran seguito e si possono vedere questi sostenitori marciare per le strade, orgogliosi delle loro azioni assassine. Avete letto bene: dopo 75 anni dall’orrore dell’olocausto vi sono ancora persone che marciano per le strade europee invocando l’annichilimento del popolo ebraico!

Siamo pienamente consapevoli del significativo sostegno politico in varie parti dell’Europa che hanno guadagnato i neonazisti e gli altri estremisti di destra con le loro idee antisemite. Meno ovvio, ma altrettanto pericoloso, è il nuovo antisemitismo che preferisce nascondersi dietro la facciata dei diritti umani ed una rispettabile politica progressista; lo scopo di queste persone è quello di abbattere lo stato ebraico e attuare delle campagne per far considerare lo stile di vita tradizionale ebraico come un’offesa criminale per l’Europa. In questo mese appensa passato abbiamo affrontato questi “moderni Haman” come coloro che, sotto forma del movimento BDS, invocano la distruzione dello stato ebraico e come quelli autodefinitesi “progressisti” che vogliono mettere fuori legge la circoncisione dei maschi asserendo che sia una violazione dei diritti dei bambini. Definire un crimine questo rituale di patto, antico migliaia di anni come è stato proposto in Islanda, comporta la fine della vita ebraica in Europa.

Ci siamo spesso posti la domanda: dove erano le Ester ed i Mardocheo negli anni 30? La domanda più importante è: dove sono oggi? Come amici del popolo ebraico dobbiamo stare in allerta per portare alla luce ogni forma di odio verso gli ebrei, incluse quelle espressioni di ostilità verso di loro, che appaiono meno evidenti.

Quando alcuni di noi si sono incontrati nel parlamento europeo nel marzo del 2003, ed hanno preso la decisione di fondare la Coalizione Europea per Israele, ci si è improvvisamente resi conto che si celebrava la festa di Purim, il giorno nel quale gli ebrei di tutto il mondo festeggiano la loro grande liberazione da Haman, attraverso le gesta coraggiose di Ester. Anche oggi siamo chiamati ad essere le Ester ed i Mardocheo che, attraverso la preghiera ed azioni politiche, intervengono quando il popolo ebraico è minacciato. Questo è stato l’impegno solenne che abbiamo preso nel marzo del 2003. Quindici anni dopo, quell’impegno è ancora valido.

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Grazie per stare al nostro fianco con la solidarietà ed il sostegno, celebrando 15 anni di preghiera, informazione e sostegno per Israele! Per l’autunno abbiamo programmato una celebrazione speciale a Bruxelles. Seguite le nostre lettere di notizie per conoscere le date esatte.

Guardate qui il video del nostro decimo anniversario.

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La campagna di ECI sui social media produce i suoi risultati - I leader dell’Unione Europea ritirano il proprio sostegno al seminario BDS

Bruxelles – I leader dell’Unione Europea, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) hanno preso le distanze dalla parlamentare socialista Ana Gomes la quale, il 28 febbraio, ha organizzato un seminario all’interno del parlamento europeo con l’estremista palestinese Omar Barghouti. Costui, che è il fondatore del movimento BDS, ha invocato ripetutamente la distruzione dello stato d’Israele ed ha cercato di orchestrare un boicottaggio di Israele su larga scala. Sebbene leader europei come l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Federica Mogherini abbiano ufficialmente criticato il BDS, nulla sembra apparentemente aver impedito la realizzazione del seminario, così come programmato, nel parlamento europeo.

Ma, grazie all’opposizione delle numerose organizzazione a favore di Israele di Bruxelles, e tra queste anche ECI, il governo della UE, in modo tranquillo e discreto, si e rivolta agli organizzatori per esprimere loro il proprio disaccordo. In una lettera privata ai capi del partito laburista israeliano, il loro equivalente nel parlamento europeo, l’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) ha rassicurato di non sostenere il movimento BDS e che il seminario non era un evento ufficiale. In modo clamoroso, durante il seminario, la Gomes ha dovuto improvvisamente rimuovere il logo “S&D” dal podio, grazie all’intervento dei rappresentanti del suo partito!

Questa è stata una grande perdita di prestigio per il movimento BDS e diventa sempre più chiaro che non conta del sostegno delle maggiori correnti politiche europee. Le corti di giustizia francese e spagnola hanno dichiarato il BDS discriminatorio contro gli ebrei. In uno scambio di messaggi su Twitter, prima del seminario, con la rappresentante di ECI a Bruxelles Ruth Isaac, l’organizzatrice Ana Gomes ha dovuto fare marcia indietro rispetto agli obiettivi dichiarati dal BDS ammettendo che: “lei non sosteneva gli obiettivi del BDS, ma solo protestava conto l’occupazione illegale di Israele”. Il movimento BDS ed il suo leader Omar Barghouti considerano Israele uno stato che pratica l’apartheid e definisce il trattamento israeliano nei confronti dei palestinesi una pulizia etnica e persino un olocausto. Affermazioni come queste cadono, davanti alla definizione di antisemitismo adottata dall’Alleanza Internazionale per il Giorno della Memoria e dal Parlamento Europeo nel giugno del 2017.

In un editoriale sul Times di Israele di lunedì, Tomas Sandell si chiede: “L’antisemitismo è oggi al centro dell’Europa progressista?"

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Tale avvenimento mostra come sia importante respingerli, quando i nemici di Israele cercano di acquisire legittimità all’interno del parlamento europeo. L’anno scorso, degli attivisti pro-Palestina hanno interrotto un pacifico seminario sulla dichiarazione di Balfour gridando slogan contro Israele. Ancor prima, nello stesso anno, la terrorista pregiudicata palestinese *Leila Khaled* si è trovata a parlare nel parlamento, spingendo il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ad emettere una nuova direttiva per bandire dall’assise europea gli oratori connessi alle organizzazioni terroristiche.

ECI continua a monitorare gli eventi che hanno luogo nel parlamento europeo; noi organizziamo i nostri eventi con il sostegno della nostra rappresentante a Bruxelles, Ruth Isaac.

Potete seguirci su Twitter

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e mettere un “like” sulla nostra pagina Facebook

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Israele è onorata alla Colazione Nazionale di Preghiera - ECI si incontra col presidente del Guatemala

Washington, D.C. – Una delegazione della Coalizione Europea per Israele, comprendente Faith Collins Childress, Gregory Lafitte e *Tomas Sandell, ha partecipato alla 66° Colazione Nazionale di Preghiera a Washington, dal 6 all’8 febbraio. Questo evento di natura presidenziale raduna leader politici, religiosi e uomini d’affari da tutto il mondo per conto del congresso USA per quella che, in modo ufficioso, è definita l’annuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite per i leader cristiani. Erano rappresentate più di 130 nazioni, con capi di stato e ministri. Dopo che ECI fece un seminario speciale su Israele, nell’anno passato, lo stato ebraico ha preso ancora di più il centro della scena nell’evento di quest’anno, con una cena speciale privata per onorare gli ospiti israeliani, compresa una delegazione ufficiale della Knesset.

La Colazione Annuale di Preghiera è un evento che include non solo il pranzo principale, durante il quale parla il presidente degli Stati Uniti, ma anche altri pranzi, piccoli e grandi, seminari ed incontri vari per un periodo di tre giorni. Durante la visita, il gruppo di ECI ha potuto incontrare diplomatici e legislatori provenienti da entrambi i lati dell’Atlantico e da Israele per discutere sui recenti sviluppi in Medio Oriente e sul bisogno di una più stretta collaborazione transatlantica a sostegno di Israele.

Durante la settimana Sandell è stato invitato ad un ricevimento privato dal gruppo bipartisan “Alleati di Israele” del Congresso col presidente del Guatemala, Jimmy Morales per ringraziarlo personalmente per la coraggiosa decisione di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Durante il breve ma caloroso incontro, Sandell ha espresso il proprio impegno nell’incoraggiare altre nazioni a seguire l’esempio del Guatemala.

Noi siamo ECI Dr Andreas Kelling, Haifa, Israele

Parlaci di te e del tuo interesse su Israele.

Sono il direttore del programma IBR Global MBA (Istituto per le Relazioni negli Affari e Programmi di Lavoro per brevi periodi nelle nazioni – programmi residenziali) col quale addestriamo gli uomini d’affari, nelle varie parti del mondo, a prendere le decisioni gestionali. Per tutti gli studenti è obbligatorio trascorrere un periodo “residenziale” in Israele durante il quale presentiamo loro la nazione degli Start Up e facciamo conoscere le attività israeliane che hanno un interesse nei mercati dei loro paesi di provenienza. Sono interessato a far parlare queste persone di Israele nella loro patria e ad agevolare dove è possibile delle relazioni commerciali tra i nostri studenti ed Israele.

Come hai saputo di ECI?

Ho incrociato ECI quando ho fatto delle ricerche sulla Conferenza di San Remo ed ho cercato di capire cosa dicono le leggi internazionali su quelli che la UE definisce “territori contesi”. La mia comprensione della storia mi ha sempre detto che Israele non ha mai occupato territori dato che questi non sono mai stati dati a qualcun altro.

Cosa rende speciale ECI?

Con qualche eccezione, l’Europa politica parla apertamente con ostilità verso Israele. Non c’è nessun interlocutore politico serio che parli apertamente a favore di Israele, all’interno delle istituzioni europee. In questo senso ECI è l’unica organizzazione che appoggia in modo efficace Israele a Bruxelles ed altrove. Io applaudo, per esempio, il successo di ECI presso le Nazioni Unite per il riconoscimento dello Yom Kippur come festa ufficiale dell’ONU.

In questo mese sei ospite alla nostra trasmissione mensile European Report. In che modo pensi di contribuire, in futuro, alle attività di ECI?/

Con la mia esperienza relativa alla Germania, Svizzera e Sud Africa, faccio del mio meglio per utilizzare i miei contatti nel mondo degli affari ed in quello della politica. Inoltre, stando ad Haifa, ci espanderemo ulteriormente, ospitando delegazioni politiche e commerciali in Israele. Mi trovo in una posizione unica poiché sono tedesco, ma vivo in Israele come un israeliano. Ho il diritto di parlare di Israele in un modo nel quale un israeliano non riesce. Incontriamo il dott. Andreas Kelling nell’European Report di questo mese: “Il popolo ebraico risolve i problemi. Ecco perché Israele è oggi una nazione di start-up”

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Bruxelles – Nell’European Report di questo mese incontriamo il tedesco Dott. Andreas Kelling che ha dedicato la propria vita a portare in Israele i leader del MBA di tutto il mondo, per apprendere di più riguardo alla “nazione degli start-up”. Nel programma spiegheremo perché egli crede che Israele sia divenuto un leader mondiale nelle ultime scoperte tecnologie e nelle innovazioni. Ha detto: “Le persone ebree son in grado di risolvere i problemi. Quando i primi coloni ebrei arrivarono nel paese trovarono rocce, sabbia e sole mentre i vicini si arricchivano col petrolio. Da allora sono diventati i maestri del creare qualcosa dal nulla”. Ascoltate l’affascinante storia della nazione israeliana degli start-up, nella trasmissione Eurpopean Report.

Nell’European Report di marzo Simon Barrett ospita, nello studio del parlamento europeo il parlamentare Bas Belder, il dott. Andreas Kelling ed il direttore fondatore di ECI Tomas Sandell

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Report sul Corso di Israeologia

Relazione sulla prima giornata del Corso di Israeologia

 

Sabato 4 marzo, in una giornata molto fredda caratterizzata da un’ abbondante nevicata , si è tenuto a Milano  il primo dei tre incontri-studio del Corso di Israeologia presso la Chiesa Eben Ezer del Pastore Guglielmo Bianchini che ringraziamo, assieme alla moglie Laura,  per la squisita ospitalità.

Il Pastore Basana, Presidente Edipi, ha introdotto il Corso facendo un’ampia panoramica sul ruolo che Evangelici d’Italia per Israele, nato nel 2002, ha avuto nell’approfondire le relazioni tra il mondo ebraico e il mondo evangelico non solo in Italia, soprattutto con le sinagoghe di Padova e Milano, ma in modo particolare creando un legame molto forte con le chiese messianiche in Israele  promuovendo 3 gemellaggi.

Con questo Corso Ivan Basana ha voluto colmare il vuoto lasciato dal Prof. Rinaldo Diprose, ora con il Signore, raccogliendo il “testimone”  lasciato da quest’ultimo  su un argomento importantissimo, utilizzando la ristampa del libro “Israele e la Chiesa” come strumento di studio del Corso di Israeologia, spiegando che il suo intento è di creare un laboratorio per Israele non solo teorico, ma soprattutto pratico.

Questo, ha spiegato Basana, non vuol dire giudaizzare la chiesa perché sarebbe come spingere la frizione e l’acceleratore contemporaneamente senza ottenere alcun risultato, ma piuttosto amare, pregare  e conoscere Israele e il suo popolo in profondità, ma con equilibrio.

Il tema principale della sessione mattutina ha riguardato la Teologia della Sostituzione che fin dal secondo secolo ha permeato se non invaso completamente la chiesa, sottintendendo anche quella evangelica e che non è altro che un paganesimo cristianizzato.

Questo aspetto è stato messo in particolare evidenza dai Pontefici Giovanni Paolo II e Ratzinger i quali, in visita alla Sinagoga di Roma, hanno chiamato gli Ebrei “Fratelli Maggiori” (malinteso intenzionale perché secondo Genesi 25:21-23 Israele è rappresentato da Giacobbe,  fratello Minore e non da  Esau’ fratello Maggiore).

Per questo e per molti altri motivi, un atto pratico che possiamo fare quando andiamo al Muro del Pianto a Gerusalemme è chiedere perdono a Dio, come italiani, per la TdS, rimuovendo così il contenzioso che ci lega a questo fraintendimento.

Altra richiesta di perdono come italiani è aver distrutto il giudaismo nel 70 d.C. con la distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera di Tito. Dobbiamo immedesimarci con gli italiani che hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico, così come facevano i profeti dell’ AT come  Daniele, Geremia, ecc. che chiedevano perdono per i peccati del proprio popolo.

Questo è un principio fondamentale che ci aiuta a sciogliere dei  legami spirituali che riguardano la Nazione Italia.

Il Pastore Basana chiede anche la collaborazione dei credenti per contestare ogni volta e in qualunque sede l’errata dicitura Palestina anche dai testi più autorevoli, visto che il termine “Palestina” è un nome fittizio che l’Imperatore Adriano ha voluto sostituire al nome originale “Israele” per cancellare definitivamente questo termine  e che continua ad essere usato impropriamente,  nonostante dal 1948 esista uno Stato  che si chiama  Israele; così come bisogna contrastare in ogni modo possibile l’ignobile boicottaggio dei prodotti provenienti dai cosiddetti “territori occupati”.

Oggi  esistono più di 300 Congregazioni  Messianiche in Israele che hanno un compito difficilissimo: quello di far conoscere ai loro fratelli il loro Messia Yeshua, così come faceva l’Apostolo Paolo, ma l’aspetto più rivoluzionario di Gesù è che ha chiesto proprio agli Ebrei Suoi Apostoli  di evangelizzare i Gentili fino ai confini della Terra.

Gli Ebrei Messianici vanno incoraggiati, sostenuti e aiutati e EDIPI riveste principalmente questo ruolo oltre a coinvolgersi per l’aliya, anche se trova molti ostacoli quando cerca di far fare aliya a  Ebrei Messianici, il cui visto d’entrata definitivo viene rifiutato.

Ezechiele 37 si svilupperà in due fasi: la prima è la riunificazione del “corpo” nel senso più ampio del termine,  la seconda riguarda lo Spirito sparso sul “corpo” che lo fa rivivere attraverso la rivelazione di Yeshua e il Movimento Messianico è uno strumento di questa rivelazione.

Un’altra informazione emersa riguarda la piena consapevolezza degli Ebrei che ci sarà una grande guerra e si stanno già organizzando per realizzare una grande banca del sangue per poter far fronte alle necessità quando il conflitto sarà scatenato.

Deuteronomio 38 stabilisce una terra per poter accogliere TUTTI gli Ebrei  che desiderano tornare nella loro Patria, soprattutto  in un periodo come quello attuale in cui si sta ingigantendo a macchia d’olio un antisemitismo mai sopito.

Durante la sessione pomeridiana sono state poste domande che riguardavano le Feste Ebraiche e come i credenti si devono porre a questo riguardo.

Ciò che è emerso dal vivace dibattito  è che i credenti sono liberi di partecipare o festeggiare qualunque aspetto della vita e delle usanze del popolo ebraico, frequentando anche le sinagoghe per dimostrare  la propria vicinanza e il proprio interesse al mondo ebraico, ma ciò non deve essere considerato in alcun modo un obbligo né, tanto meno,  un modo per “giudaisizzarsi” perché la Scrittura non ce lo chiede assolutamente. Ci vengono richieste poche cose e molto chiare in Atti 15.

Non sono stati affrontati alcuni temi previsti in questa prima giornata che avremo modo di sviluppare nel prossimo corso.

L’incontro ha rappresentato anche un’opportunità per conoscere nuovi credenti interessati a Israele e allacciare progetti comuni.

 

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