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Attualità

Attualità (526)

Sviluppo Culturale ed Etnico



di Asher Intrater e Cody Archer

La prima comunità di fede in Yeshua (Gesù) inizio' il giorno di
Shavuot (Pentecoste). Esisteva con un nucleo originario di 120 Ebrei
credenti (At 1,14), costituito principalmente con "Israeliani "
nativi dalla Galilea (Atti 1:11; 2:7).

Facendo una lettura attenta dei Vangeli e degli Atti, si rivela che
c'era come una tensione sociale , quasi etnica tra i discepoli
Galileiani di Yeshua e gli Ebrei più religiosi della Giudea e di
Gerusalemme (Matteo 26:73, Marco 14:70, Luca 22:59; 23:6,
Giovanni 7:1; 7:52). Quella tensione tra i "Galilei" e i "Giudei"
sembra essere pragonabile al fenomeno significativo nelle tensioni tra
Messianici e Ebrei Ortodossi d'oggi.

Quando lo Spirito Santo discese, immediatamente il nucleo si trovo' un
gruppo più ampio di 3.000 persone (Atti 2:41). Queste persone
venivano dal di fuori d'Israele a scopo di visitare Gerusalemme durante
le Feste Bibliche. E c'erano pure "Giudei Osservanti (devotissimi) che
abitavano a Gerusalemme che provenivano da ogni nazione sotto il cielo"
(Atti 2:05). Questi erano quello che noi oggigiorno chiamiamo Ebrei
della "diaspora".

Tuttavia c'erano anche persone di altre etnie : "... sia Giudei che
proseliti , Cretesi ed Arabi" - Atti 2:11. ( Creta è un'isola Europea
vicino a Israele ). Percio' il gruppo consisteva di:

1. Ebrei "Israeliani della Galilea"

2. Ebrei della Diaspora

3. Proseliti all'Ebraismo

4. Europei (Cretesi)

5. Arabi.

La "Congregazione "multietnica internazionale si sviluppo' in seguito
quando il Vangelo venne diffuso in Asia Minore ed in Europa. Tuttavia,
il modello dei diversi tipi di rami innestati insieme (Rom.11:17),
già evidente era costruita sulle fondamenta della Kehilla-Ecclesia-
Congregazione del primo giorno. Questo miscuglio di diverse lingue,
culture ed etnie causo' un vero stress all'interno della comunità nascente (Atti 6:1 ).

Quando i visitatori internazionali ritornavano a casa , il vangelo si
diffondeva nelle loro nazioni. Ogni gruppo nazionale cerco' la propria
identità, ed anche un nome. Infatti "i discepoli al'inizio furono chiamati Cristiani di Antiochia " (Atti 11:26). I discepoli Ebrei in Israele non cercavano un "nome"" separato perché essi facevano parte integrante della comunità Ebraica intorno a loro, loro non pensavano d'iniziare una nuova religione.

Poiché il numero di Congregazioni-Chiese fra i Gentili crebbe , due
identità si svilupparono. Tra le nazioni furono chiamate come " le
chiese dei Gentili " (Romani 16:04), mentre i credenti Ebrei furono
chiamati ,il resto d'Israele ("Ho riservato per Me Stesso in
Israele... un residuo chiamato per grazia " - Romani 11:4-5).
Il Consiglio internazionale degli apostoli (Atti 15) stabili' che i due
gruppi potessero sviluppare la propria congregazione sottoculturale.

Non solo il Vangelo si diffuse in Europa , ma penetro' pure nelle
comunità di Ebrei "Ortodossi" di Gerusalemme. Decine di migliaia di
Ebrei religiosi vennero alla fede e si riunirono intorno al fratello di gesù Jacob-Giacomo. Mantennero il loro stile di vita, fedeli alla Torah e alle pratiche Rabbiniche e in un modo un po' differenti dai discepoli
originali Galilei. "Molti miriadi d'Ebrei credevano e tutti erano
zelanti per la Legge Torah (insegnamenti,istruzioni)... e camminavano
secondo essi... (Atti 21:20-21).

Questa diversità multietnica è una naturale conseguenza del mandato
originario di predicare il Vangelo da Gerusalemme, Giudea, Samaria e fino agli estremi dei confini della terra (At 1,8). Mentre
oggi il Vangelo sta ritornando dalle estremità della terra ad Israele ,
si vede un incredibile ripristino delle condizioni del primo secolo con un significativo parallelismo : gli Ebrei Messianici in Israele, la diaspora e Cristiani d'ogni tribù, lingua e nazione (Apocalisse 7:4, 9).

L'associazione "Pro Vita" in Israele

Ci stiamo impegnando a rafforzare il corpo del Messia qui in Israele
attraverso il sotegno finanziario, sia ai bisognosi che ad altri
ministeri. Questa settimana segnaliamo Be'ad Chaim ( Pro Vita),
un'organizzazione Israeliana non a scopo di lucro , la quale sta'
facendo un ottimo lavoro nel proteggere ed aiutare le ragazze madri ed i
bambini non ancora nati. Per vedere una intervista video di Be'ad Chaim
dalla direttrice Sandy Shoshani clicca sul video qui
<v=uGjP_jLEfRg&feature=share&list=UUeOJT0q7PjZHNSXnjZpZkAA>.**

Richieste di Preghiera

Abbiamo chiesto preghiera per il causa legale del Ministro degli Esteri
Avigdor Liberman. Dopo più di un decennio di processo giudiziario ,
venne assolto ieri da tutte le accuse. Il suo ritorno alla posizione
attiva di leadership provocherà certamente delle scosse nel settore del
potere politico e nelle lotte interne del governo Israeliano.
L'ex Presidente Egiziano Mohammed Morsi è attualmente sotto processo per
corruzione e criminalità nel corso della suo breve ufficio mandato
tirannico. L'esito del processo influenzerà gli equilibri politici del
Medio Oriente. Pregate che la giustizia venga fatta.

Rachel Netanel fu' recentemente intervistata da un canale televisivo
secolare su internet d'Israele. Questa settimana essa aprira' la sua
stessa casa chiamata "Casa Aperta" in cui saranno attesi centinaia di
visitatori. Pregate che molti vengano toccati dall'amore di Yeshua.
Anche questa settimana Tiferet Yeshua fatto uno slancio in
collaborazione con il Centro Dugit di Tel Aviv. Vi chiediamo di pregare
in particolare per Ruti , Netan , Gadi , Eli e Dean per una rivelazione
completa della salvezza

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News da Beit Immanuel Agosto 2013

Cari amici,
Ecco un messaggio importante da Hadassah, la coordinatrice del nostro
ministero per la famiglia e i bambini alla Congregazione Beit Immanuel.
Spero che vi prenderete del tempo per leggerlo, mettervi in discussione
e considerare come potete essere anche voi coinvolti.


*E' tempo per la famiglia*


La famiglia occupa la maggior parte della nostra vita e per tutta la
nostra vita siamo parte di una famiglia. Se guardiamo indietro nel
tempo, a quando eravamo bambini e durante la crescita, potremmo essere
sorpresi da quanto la nostra famiglia ha avuto un impatto su di noi, per
il bene e talvolta non così tanto per il bene. Le nostre abitudini, le
vacanze, i ricordi dei pasti in famiglia, gli odori domestici, nonne e
nonni, tutti hanno contribuito a creare un enorme impatto su chi siamo.


Per la maggior parte di noi sono passati molti anni da allora e ora
siamo genitori che crescono i propri figli e famiglie. Finalmente
cominciamo a capire i nostri genitori e quanto le cose che una volta
sembravano strane o fastidiose per noi quando eravamo piccoli, siano in
realtà solo parte della vita di tutti i giorni. Crescere una famiglia
non è mai stato un compito facile e il mondo moderno presenta le proprie
sfide giornaliere per genitori e bambini .


*Essere un papà, essere una mamma oggi*


Oggi difficilmente ci chiediamo quale genitore debba andare a lavorare o
quale rimanere a casa con i figli. Per la maggior parte di noi entrambi
i genitori devono lavorare fuori casa per sostenere una famiglia. Ci
sono scuole da pagare, mutui e più bollette di quante vorremmo. E a chi
ci rivolgiamo per l'educazione morale, biblica o spirituale dei nostri
figli, quando la realtà è che molti di noi difficilmente hanno la
possibilità di avere una conversazione significativa con i propri figli
durante la giornata. Un genitore israeliano spende in media circa 14
minuti al giorno con i suoi figli. E conosciamo i nostri figli? Siamo
disponibili a incontrare le loro esigenze? Li ascoltiamo?


Con tutti i carichi, le pressioni e le esigenze della vita moderna
possiamo rischiare di perderci gli anni migliori che Dio ci ha dato per
essere genitori per i nostri figli. Che cosa vuol dire essere una madre
oggi? Essere un padre? Come si fa? Non è un compito semplice in un mondo
che presenta molte opzioni, opportunità e alternative per i giovani. E
anche se la società israeliana è ancora considerata a misura di
famiglia, in molti modi stiamo assistendo ad un rapido aumento di
divorzi, coppie che convivono, aborti multipli e altre tendenze che
stanno facendo crollare il nucleo familiare .


*Comunità di supporto*


Ecco perché è essenziale che le nostre comunità religiose offrano reale
sostegno alle famiglie. Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per
istruire e preparare le generazioni più giovani per la vita famigliare e
per sostenere le famiglie esistenti nella loro lotta per la sopravvivenza .


Israele non è un Paese che incoraggia la fede in Gesù il Messia. E non è
facile per i nostri figli essere l'unico ragazzo o ragazza messianica
nell'intera scuola. Noi non abbiamo la libertà di esprimere la nostra
fede in pubblico. I nostri giovani possono sentirsi isolati e affrontare
molte tentazioni: discoteche, alcol, droghe. Ogni fine settimana devono
decidere di nuovo, "Dove vado? Che cosa faccio? Vado alla mia
Congregazione? Trascorro del tempo con la mia famiglia?"


Questo è il motivo per cui stiamo investendo così tanto dei nostri
sforzi in attività per i bambini e la famiglia. La nostra comunità di
fede fornisce leadership, coaching e un adeguato sostegno per ogni
livello di età. Noi diamo alle nostre famiglie un'istruzione basata
sulla Bibbia, con esempi reali di come una famiglia funzioni. Siamo qui
per sostenere le famiglie in crisi .


*Se la famiglia è qualcosa che è vicino al tuo cuore e ...*


... senti e capisci la necessità di rafforzare la famiglia, ti preghiamo
di adottarci nelle tue preghiere. Se lo vorrai, saremo lieti di darti il
nome di una famiglia per cui pregare regolarmente.


Stiamo anche cercando con le nostre limitate risorse di pagare gli
stipendi per gli educatori e responsabili della nostra comunità che
servono i nostri figli e le famiglie. Purtroppo, quest'anno ci sono
venute a mancare le risorse e ora siamo davanti ad una decisione
cruciale. Mentre noi vogliamo continuare questi servizi alle nostre
famiglie, non saremo in grado di continuare con il sostegno finanziario.


La nostra comunità è benedetta dalla presenza di molti ebrei messianici
di prima generazione, quelli che sono venuti alla fede in Israele e
altri che si sono trasferiti qui lasciando dietro famiglia e amici. Per
la maggior parte di questi, la comunità di credenti è l'unica famiglia
che hanno.


Grazie per l'aiuto.


Hadassah

Coordinatrice dei Children and Family Ministries

Congregazione Beit Immanuel

Contattatemi via email per ulteriori informazioni
<mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.>


*Sostieni il Ministero per le Famiglie in Israele*

Per essere onesti, ci troviamo in una situazione critica. A causa della
crisi economica globale insieme alla grande quantità di investimenti che
abbiamo compiuto nello scorso anno nell'ambito dei ministeri per la
famiglia, ci troviamo indietro rispetto al budget di circa $ 20.000.
Senza supporto ci troveremo costretti a lasciare andare alcuni dei
nostri migliori collaboratori e a interrompere alcuni dei nostri servizi.


Prego che alcuni di voi possano prendere in seria considerazione un
contributo in questo tempo. Senza il vostro sostegno non saremo in grado
di continuare l importante sostegno che diamo alle famiglie e ai bambini
israeliani.


Garantiamo che tutti i contributi saranno investiti nel servire i
bambini e le famiglie. Ci piacerebbe raccontarvi di risposte di Dio e di
benedizioni nella nostra prossima lettera .


Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questa lettera e per essere
una parte della nostra comunità .


Cordiali saluti,


Il team di Beit Immanuel

 

(Trad. di Azzurra Maggia)

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Trieste 18 settembre : 75° Anniversario delle Leggi Razziste

Carissimi,
75 anni orsono, dopo una guerra mondiale sanguinosa che ha diviso
intere famiglie ebraiche triestine ed ha finalmente riportato le nostre
terre sotto la bandiera italiana e dopo ancora ulteriori sofferenze
degli ebrei di Fiume che diventarono italiani solo nel gennaio del '24
con il trattato di Roma, Benito Mussolini scelse Trieste per anticipare
i contenuti di quelle leggi razziste che di lì a due mesi il Re d'Italia
avrebbe firmato a San Rossore.
Gli ebrei italiani diventano dei paria, italiani di serie B, quelli
fiumani perdono automaticamente la cittadinanza italiana e diventano
apolidi.
Piazza Unità d'Italia, la nostra Piazza Grande, è stata il
palcoscenico ideale per la "prima" assoluta dell'odio razzista italiano.
>> Gli anni sono passati ma purtroppo in questa nostra Europa unita
notiamo recrudescenze pericolose e non in sordina dello stesso odio.
>> Ricordare è un nostro compito ma ricordare per evitare cose simili
nel nostro presente e futuro.

Vi allego il programma concordato con il Comune di Trieste relativo
al posizionamento di una targa commemorativa in piazza Unità d'Italia
che si terrà il 18/9. Vi prego di notare anche l'evento ufficiale del
16/9 in sala del Consiglio Comunale, in quell'occasione il prof. Michele
Sarfatti del CDEC terrà una lectio magistralis sui "perché" della scelta
di Trieste come anticipazione delle leggi.
>> Spero di vedervi in molti sia il 16 che il 18. Chiudo questa mia
mail con un ricordo di Morà Schreiber z.l.". In occasione di un mio
discorso al Miela in occasione dei 70 anni (2008) ho avuto occasione di
dire che gli ebrei triestini si recarono in piazza come italiani di fede
israelitica e tornarono a casa come "ebrei". In quell'occasione Morà
Schreiber mi disse di essersi recata da "giovane italiana" e di essere
ritornata a casa solamente come "l'ebrea Levi" e che da quel giorno gli
atteggiamenti dei suoi amici cambiarono drasticamente....
>> Visto i tempi stretti e l'avvicinarsi dello Yom haKippurim, vi prego
di far circolarizzare il più possibile questa mai mail ad amici e
conoscenti per avere una piazza Unità gremita a contrastare l'odio
tristemente crescente nei riguardi di tante classi sociali.

Gmar Hatimà Tovà a tutti

Mauro Tabor

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Aliyah

In questi giorni stiamo assistendo ad un importante ritorno degli ebrei francesi in terra di Israele e questa Aliyah d'oltralpe non è minimamente paragonabile a quella di qualche decennio fa dalla Russia, in quanto in minima parte è determinata da motivi economoci, mentre lo è maggiormente per una recrudescenza dell'antisemitismo. E' un fenomeno generale, non una crisi passeggera. Una fuga simboleggiata da personaggi ordinari ed eroici come Frank Levy Lovie, capo dei pompieri di Parigi, che nel 2006 prestò soccorso ad Haifa, bombardata dagli Hezbollah: da allora è rimasto in Israele e presta servizio ad Eilat.
Poi ci sono emigrazioni eclatanti come quella del barone Edouard Rothschild, erede della celebre dinastia ebraica, che ha fatto Aliyah da Parigi qualche anno fa.

Il nostro sostegno per l'Aliyah viene dalla convinzione che Dio ha assegnato per sempre ai figli di Giacobbe la terra promessa, proprio in vista della completa restaurazione di Israele.
Come EDIPI consideriamo inoltre tutti i corollari biblici connessi all'Aliyah, dal territorio che deve ritornare allo Stato di Israele, la Samaria e la Giudea di biblica evidenza saranno i territori dove si insedieranno in nuovi pioneri (non già coloni!), il deserto tornerà alla rigogliosa fertilità biblicamente profetizzata; L'incisica presenza delle congregazioni messianiche fa capire che gli ebrei tornerranno al Messia-Yeshua.

In tal senso sono da interpretare, gli stretti rapporti e i gemellaggi che abbiamo con le comunità messianiche in Israele oltre alle inizative di EDIPI per la diffusione del libro di Eli Hertz "Questa terra è la mia terra" e la prossima pubblicazione di Cynthia D. Wallace "Israele nel Diritto Internazionale". Anche l'operazione "Carciofi" è un tassello della stesso progetto.


Allegata un'attenta considerazione sull'Aliyah fatta dal Responsabile del dipartimento giuridico di EDIPI, avv. Gianni Tortora che considero un pò il Manifesto di EDIPI per l'Aliyah.

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News da Tehilat-Yah

Da questo mese il sito EDIPI darà le informazioni sulla congregazione Tehilat-Yah nella citta di Rishon Le-Tzion curata dal pastore messianico Micky Yaron; ricordiamo che Micky ebbe la rivelazione che Gesù era il Messia di Israele in Italia durante il periodo di studio per laurearsi in medicina a Roma. E' stato un'apprezzato conferenziere nei nostri Raduni Nazionali e in alcuni convegni regionali; inoltre ha organizzato per EDIPI il Raduno del decennale a Gerusalemme nel 2011.

In allegato la News Letter

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FONDI D'INVESTIMENTO? NO GRAZIE, PREFERISCO FONDI DI...CARCIOFI!

Sollecitandone la decisione, EDIPI si fa promotore di un'iniziativa, che
potremo definire una "startup biblica".
Il progetto nasce da una richiesta del moshav Ama-Agri di Tifrah (una
cooperativa agricola del deserto Neghev in Israele) che è gestito  dalla

coppia di ebrei messianici Avi e Miriam Stern.

Miriam è figlia di David Stern, importante scrittore del mondo
messianico d'Israele, autore fra l'altro del commentario messianico
della Bibbia e di una sua traduzione per le congregazioni messianiche.

La richiesta di Miriam Stern è quella di un prestito di 15.000 dollari
(equivalente a 10.560,00 Euro) che renderebbero nella primavera 2014.
Con tale cifra prevedono di piantare circa 50.000 piantine di carciofi
ricavate da semi selezionati ibridi particolarmente adatti al terreno e
alla sofisticata tecnologia di irrigazione che hanno.
Si tratta di 15 acri allestiti a serra con irrigazione a micronizzazione
d'acqua sulle radici e comporterebbe la prima iniziativa del genere in
Israele di tale rilevanza.

L'intervento può esser fatto a forma di prestito e in questo senso EDIPI
si fa garante dell'operazione oppure in alternativa abbiamo previsto 100
lotti di circa 500 semi al prezzo di 100,00 Euro.
A tutti coloro che acquisteranno un lotto verrà inviato l'"Attestato di
Partecipazione Profetica" a Isaia 35:1-2, in quanto si tratta di far
rifiorire il deserto e la terra arida...per l'appunto il carciofo è un
fiore.

Tengo a sottolineare che questa iniziativa dovrebbe coinvolgere quanti
hanno veramente a cuore l'avanzamento del Regno di Dio, su tre aspetti
importanti.

Il primo è nei confronti di coloro che sono sensibili alla problematica
della Chiesa Perseguitata. Infatti mai come in questo periodo, le
comunità messianiche del Neghev sono, se non perseguitate, fortemente
discriminate e violentemente attaccate da ebrei ultraortodossi presenti
in loco. Quest'ultimi avendo inoltre la competenza delle concessione
della Kasherut (dichiarazione che la coltivazione rispetta le rigorose
indicazioni rabbiniche), creano spesso problemi agli agricoltori ebrei
messianici.

Il secondo aspetto è che, nella Bibbia, c'è una chiara indicazione per
il sostegno economico delle comunità messianiche, infatti nella lettera
ai Romani (guarda caso...italiani del tempo) al capitolo 15:27 è scritto
che riguardo ai santi di Gerusalemme "...siamo anche in debito nei loro
confronti; infatti se gli stranieri sono fatti partecipi dei loro beni
spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali"; non
è un'opzione è un obbligo!

Il terzo aspetto è quello a cui mi son riferito prima e cioè la
componente profetica suffragata da Isaia 35:1-2, che dà una valenza
ecatologica all'evento.

Shalom

Ivan Basana

(www.edipi.netwww.amaagri.com)

P.S: al fine di perfezionare l'operazione ci si può avvalere
dell'appoggio bancario dell'Associazione Evangelici d'Italia per
Israele: IBAN IT 72S0760112100000076461276,
indicando DONO AMAAGRI nel caso di acquisto di uno o più lotti di semi
o PRESTITO CARCIOFI nel caso appunto del prestito.

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""L'imbroglio britannico continua a produrre effetti nefasti"

Finalmente, tra gli innumerevoli articoli che oggi trattano il problema arabo-israeliano, ne compare uno che pone l'attenzione non sull'Olocausto, la risoluzione 181 dell'Onu, la guerra dei sei giorni, gli accordi di Oslo, ma sugli accadimenti successivi alla Prima guerra mondiale. L'autore è Giovanni Quer, che tratta l'argomento sul sito "Informazione Corretta" in un articolo del 28 giugno 2013:  "Conflitto arabo-israeliano, breve storia dalle origini". Peccato che su un tema in cui occorrerebbe avere la massima precisione e chiarezza, l'articolo di Quer contribuisce, se mai ce ne fosse stato bisogno, ad aumentare ambiguità e confusione. Dopo aver cercato di seguire l'autore nel groviglio accavallato dei fatti riportati, il lettore si chiede: ma che cosa ha detto? Quali conclusioni se ne devono trarre? Lo Stato d'Israele è nel suo diritto o no? Lo Stato palestinese esiste o no? I "territori occupati" sono davvero occupati, e da chi? E naturalmente si apre il consueto ventaglio delle possibili interpretazioni, in cui ciascuno può trarre quella che gli piace di più. Ma se fosse così, anche se le cose scritte fossero esatte, a che servono articoli come questo? 
Ma il fatto più serio è che nell'articolo ci sono alcune affermazioni che non sono esatte, o almeno, se l'autore in seguito dovesse precisarle, bisognerebbe dire che sono state scritte in modo inaccettabilmente confuso. 
PRIMA AFFERMAZIONE - "Il termine Palestina fu introdotto in seguito per denominare quella zona assegnata ai britannici in mandato, che non era Giordania e non doveva essere Siria (rimasta sotto influenza francese)."

Il termine "Palestina" è diventato un termine giuridicamente significativo nel diritto internazionale nel momento stesso in cui è stato assegnato alla Gran Bretagna il "Mandato per la Palestina", il cui territorio nella formulazione originaria e nella conferenza di Sanremo del 21-25 luglio 1920 comprendeva anche la transgiordania, in seguito chiamata semplicemente Giordania. L'imbroglio britannico è cominciato subito dopo questa conferenza, quando la Gran Bretagna, per suoi interessi "coloniali" che nulla avevano a che fare con il nobile principio dell'autodeterminazione dei popoli, ha trasformato la zona ad Est del Giordano in una terra disponibile per una nazione nuova, priva di storia e di motiviazioni specifiche, che in seguito si chiamerà Stato di Giordania. Se c'è una nazione che non ha alcuna legittimità né etnica, né storica, né giuridica è l'attuale Giordania. Ma di questo nessuno parla. 

SECONDA AFFERMAZIONE - "La risoluzione adottata il 25 aprile 1920, componendo gli interessi contrastanti delle potenze e delle popolazioni coinvolte, riconosce l'indipendenza degli Stati arabi, il diritto degli ebrei a fondare una patria nazionale, il mandato della Gran Bretagna sulla Palestina e la Mesopotamia, l'influenza della Francia sulla Siria e il ruolo francese di protezione delle minoranze cristiane e druse."

E' difficile raccogliere tante ambiguità in una frase breve come questa. "Riconosce l'indipendenza degli Stati arabi". Quali? Di stati arabi, in quel momento non ce n'era nessuno. Si poteva parlare di popoli arabi aspiranti a costituirsi in nazione, ma allora, quali erano questi popoli? Come si potevano distinguere l'uno dall'altro? "Riconosce il diritto degli ebrei a fondare una patria nazionale?" Su quale terra? Da soli o in condominio con altri? "... il mandato della Gran Bretagna sulla Palestina e la Mesopotamia". Ma un mandato simile non esiste. Usando l'espressione sintetica e non giuridica "Mandato britannico" si corre il rischio di fondere in uno quelli che sono due mandati ben distinti: il Mandato per la Palestina e il Mandato per la Mesopotamia. L'attuale Giordania era compresa nel Mandato per la Palestina, mentre il Mandato per la Mesopotamia comprendeva soltanto l'attuale Iraq. Il fatto che avessero lo stesso mandatario non li fa diventare un unico Mandato, perché le formulazioni giuridiche dei due Mandati erano staccate e ben diverse fra loro. Sono stati gli interessi "coloniali" della Gran Bretagna a indurla a manovrare in modo fraudolento riuscendo a far approvare dal Consiglio della Lega delle Nazioni, il 23 settembre 1922, quindi due anni dopo la Conferenza di Sanremo, un articolo aggiuntivo (l'articolo 25) in cui si concedeva al Mandatario la possibilità di amministrare (non staccare) la cosiddetta transgiordania (in minuscolo, come padania) in modo diverso dal resto. Cosa che la Gran Bretagna ha fatto in modo giuridicamente illegale, togliendo ai sionisti la possibilità, tenuta in considerazione fin dall'inizio delle trattative, di estendere il loro focolare nazionale anche ad est del Giordano. 

TERZA AFFERMAZIONE - "La denominazione "Palestina" è stata introdotta anche per distinguere il territorio, sotto Mandato britannico, dallo Stato indipendente di Mesopotamia che comprendeva Giordania e Iraq".

Questo è falso. Anzitutto, non si sa da dove trae l'autore l'idea di uno "Stato indipendente di Mesopotamia che comprendeva Giordania e Iraq". Come già detto, le due zone riguardavano due Mandati diversi e il Mandatario, con grande attenzione alle aspirazioni dei popoli arabi, ha assegnato il governo delle due zone a due fratelli: Feisal Hussein per l'Iraq e Abdullah Hussein per la Giordania. Due nazioni arabe sono nate dal nulla per due popoli rappresentati da due fratelli. In secondo luogo, la denominazione Palestina non è stata "introdotta" per distinguere, ma è stata illegalmente "limitata", dopo che era già stata introdotta, per staccare una parte del territorio che doveva essere assegnato allo Stato ebraico. 

QUARTA AFFERMAZIONE - "L'idea di uno Stato indipendente per gli arabi in Palestina nacque successivamente, durante il Mandato britannico, che non menziona un futuro Stato arabo, ma idea una sorta di confederazione di comunità nazionali e religiose basate sull'idea di autonomia, che potesse garantire la costituzione di una patria per gli ebrei e l'indipendenza degli arabi musulmani e cristiani."

Anche in questo caso l'ambiguità è grande. Da una parte si dice che il Mandato britannico non menziona un futuro Stato arabo, e questo è assolutamente vero, ma non se ne traggono le conclusioni. Se in un trattato legale un termine non compare, chi lo fa comparire in seguito dice il falso, commette un imbroglio. Ed è quello che ha fatto la Gran Bretagna. Il testo del Mandato per la Palestina non parla mai di comunità nazionali che non siano lo Stato ebraico. Si parla di diritti civili e religiosi individuali, non di comunità con diritti di autonomia, figuriamoci di nazionalità. Non esiste qualcosa di simile alla dizione Autorità Palestinese o Comunità di arabi. Lo stesso aggettivo "arabo" viene usato in tutto tre volte, e soltanto per questioni linguistiche: l'arabo come una delle tre lingue ufficiali, francobolli e iscrizioni anche in lingua araba. 

Non è possibile trattare un argomento serio come questo in modo approssimativo. Sulle origini giuridiche dello Stato ebraico l'associazione evangelica EDIPI ha organizzato diversi eventi e "Notizie su Israele" ha pubblicato diversi articoli. Eccone alcuni: 

La risoluzione di San Remo dell'aprile 1920
Idee sbagliate sul fondamento giuridico di Israele
Diritti legali del popolo ebraico sulla Terra d'Israele e Palestina
Israele: erede sfruttato, raggirato e bastonato
Alle origini dell'imbroglio britannico
Il sionismo durante e dopo la prima guerra mondiale
Fondamenta dei Diritti Legali Internazionali dello Stato di Israele
Gli stati arabi in Medio Oriente, frutto del colonialismo europeo frustrato

Come libri: 
Foundations of the International Legal Rights of the Jewish People
The Legal Foundation and Borders of Israel under International Law

(Notizie su Israele, 1 luglio 2013)

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Culto speciale in ricordo del pastore Alfonso Marchetta - Chiesa Elim di Palma di Montechiaro (Agrigento)

Giovedì 27 giugno alle ore 19:30 presso la sala di culto della Chiesa Elim di Palma di Montechiaro (Agrigento) si terrà un culto speciale in ricordo del pastore Alfonso Marchetta che proprio lì esercitò il suo ministero pastorale con dedizione, impegno e abnegazione.
Per l'occasione presiederà il pastore Ivan Basana, presidente di Evangelici d'Italia per Israele, associacione nella quale peraltro il pastore Marchetta ricopriva la carica di vicepresidente.
Il gruppo giovanile B'nei Efraim della congregazione evangelica di Caltanisetta curerà la lode e il supporto musicale.
Per il pastore Basana sarà un'importante occasione di incoraggiare la famiglia Marchetta, dalla moglie Giusy ai figli Marco, Jessica e Giada, per continuare l'opera intrapresa da Alfonso nei confronti di Israele e il progetto che Dio stà realizzando con tutti coloro che hanno la rivelazione biblica del ruolo di Israele e la Chiesa negli ultimi tempi.
Chiederemo altresì sapienza al Signore per come aiutare, in qualità di EDIPI, la moglie Giusy riguardo all'organizzazione dei viaggi in Israele, aspetto chiaramente espresso da lei.
La serata di giovedì rappresenterà l'ideale prologo del III° Convegno Regionale EDIPI-Sicilia che si terrà dal 28 al 30 giugno a Caltagirone.

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