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EC4I

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COMUNICATO STAMPA - La lettera aperta di ECI chiede all'UE di rivedere la propria politica sui territori contes

Bruxelles, 10 aprile 2014 – Mentre giunge al termine il mandato dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri della UE, la baronessa Catherine Ashton, e mentre i colloqui di pace israelo-palestinesi voluti dagli USA sono ad un punto morto, 42 leader politici europei hanno incalzato l’Unione Europea perché riveda la propria politica riguardo la West Bank, Gerusalemme Est e la striscia di Gaza.

Lunedì 7 aprile Leonello Gabrici, capo della divisione per il Medio Oriente al Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS), a nome della baronessa Ashton, ha ricevuto una lettera aperta sottoscritta da 42 leader politici. Tra loro vi erano ministri e parlamentari di undici stati membri, quali il vicepresidente del Comitato per gli Affari Esteri del parlamento europeo, l’italiano Fiorello Provera ed il capo della delegazione israeliana Bas Belder, dall’Olanda, così come anche alcuni ex ministri degli esteri di stati membri dell’UE.

Questi leader hanno obiettato che l’approccio dell’Unione Europea al conflitto israelo-palestinese ed alla questione dei territori contesi non solo è privo di equilibrio, ma anche si basa su cattive interpretazioni storiche e legali.

In particolare, con la lettera si dichiara inaccettabile che il fatto che le linee guida della UE riguardo agli insediamenti israeliani siano entrate in vigore nel dicembre scorso. Vengono elencate sei ragioni per le quali la UE dovrebbe urgentemente rivedere la propria politica in relazione alla pretesa palestinese di creare uno stato indipendente ed agli insediamenti israeliani, citando la storia, i confini, i problemi di sicurezza, il futuro di Gerusalemme, l’uguaglianza e le libertà.

Le Linee guida riflettono la politica comune dei governi degli stati membri dell’UE come è stato espresso nella decisione del Consiglio Europeo nel dicembre del 2013. Questa politica appoggia la creazione di uno stato palestinese basato sui cosiddetti confini precedenti il 1967 (La Linea Verde) e considera “illegali” gli insediamenti israeliani al di là di questa linea.

La lettera aperta afferma che questa politica pregiudica lo status legale dei territori, inclusa Gerusalemme Est.  Lo status legale di questi territori è estremamente complesso ed ambiguo. Israele ha il diritto di negoziare i propri confini come parte degli accordi di pace. Inoltre la politica dell’Unione Europea promuove la richiesta dell’OLP che a nessun ebreo possa essere concessa la possibilità di vivere nel futuro stato palestinese. Mentre il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese deve essere rispettato, come effetto si arriva a qualcosa come una pulizia etnica, e ciò è diametralmente opposto ai valori europei di libertà e di uguaglianza.

Dopo l’incontro, il conulente legale di ECI Andrew Tucker ed il direttore e fondatore di ECITomas Sandell hanno dichiarato: 
“Mentre i cittadini europei si preparano per le votazioni, sentiamo che questo è il momento giusto per sollevare le nostre preoccupazioni riguardo alla politica senza equilibrio dell’UE nel Medio Oriente. L’Europa sta di nuovo scivolando verso la rimozione della libertà degli ebrei a vivere nella propria terra natia. Indipendentemente dai risultati dei colloqui di pace, i diritti del popolo ebraico di vivere e lavorare in quelli che oggi sono i territori contesi devono essere affermati da tutte le parti in causa, inclusa l’UE”.

Gabrici ha espresso l’apprezzamento da parte dell’EEAS per le attività di ECI, considerata un legittimo interlocutore nel dibattito europeo riguardo al Medio Oriente.
Questi ha spiegato che l’UE non è direttamente coinvolta nei colloqui di pace, guidati dagli Stati Uniti. L’UE si concentra invece su “quello che può accedere se le due parti arrivano ad un accordo”. Ha affermato che per gli israeliani ed i palestinesi l’Europa è un punto di riferimento.

Nell’incontro, il direttore Gabrici ha convenuto che, se i colloqui di pace falliscono, la politica dell’UE sul conflitto dovrà essere rivista, ma ha sottolineato che lo status quo non è più una opzione percorribile per la comunità internazionale. Ha dichiarato che: “Se i colloqui si interrompono entrambe le parti ne patiranno le conseguenze”.

In aggiunta all’applicazione delle line guida, l’UE intende imporre l’etichettatura obbligatoria dei beni israeliani che vengono prodotti nei territori contesi. Dovessero fallire i colloqui di pace, i palestinesi potrebbero dover fronteggiare una riduzione degli aiuti economici per l’Autorità Palestinese, e quindi una maggiore instabilità della regione.

La lettera aperta esprime il serio dispiacere di molte nazioni con diverse posizioni politiche, riflettendo l’aumento della critica alla posizione dell’UE rispetto alla contesa Israele/Palestina. L’anno passato due liste distinte di importanti leader politici hanno espresso la preoccupazione riguardo alle linee guida, aggiungendosi così al numero degli scontenti in Europa per la politica sbilanciata dell’Unione Europea in quest’area.

(trad. Egidio Ventura)

Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile - Marzo 2014

RESOCONTO MENSILE - MARZO 2014

Nel momento in cui Israele è sempre più osteggiato, sia dalla chiesa
cristiana sia dalla comunità internazionale, è facile scoraggiarsi o
reagire troppo. La nostra strategia è quella di essere attivi a favore
di Israele. Vogliate leggere riguardo alle nostre attività più recenti
per raggiungere i governi delle nazioni con un messaggio positivo sullo
stato d’Israele e sul popolo ebraico.



La diplomazia discreta di ECI si procura nuovi amici alle Nazioni Unite

NYC Febr-Mar 2014New York – Le attività di ECI all’ONU cominciano a
produrre dei risultati e la cerchia di nuove amicizie continua a
crescere. Nell’ultima settimana di febbraio una delegazione di ECI, con
*Gregory Lafitte* e *Tomas Sandell*, si è incontrata con più di dieci
nuovi diplomatici dell’ONU a New York (nella foto la delegazione con
l’ambasciatore croato *Vladimir Drobnjak*). In questi incontri ECI ha
spiegato cosa c’è dietro una proposta di una risoluzione dell’ONU per il
riconoscimento ufficiale delle festività ebraiche. Un ambasciatore ha
elogiato la diplomazia discreta di ECI definendola come “il modo
migliore per aggiungere amici ad Israele”.

Mentre il numero di paesi che sono apertamente disposti a sostenere
Israele nel conflitto con gli arabi rimane piccolo, un sempre più
numeroso numero di nazioni vuole relazionare con Israele su altre
questioni. La recente risoluzione dell’ONU “Imprenditorialità per lo
Sviluppo” ne è un buon esempio, dato che 130 nazioni hanno votato a
favore di questa iniziativa israeliana, semplicemente perché era sensata.

Tra queste vi sono molte nazioni che sono stanche del conflitto e che
desiderano avvicinarsi maggiormente ad Israele, ma non sanno come farlo.
Qui è dove il lavoro di ECI entra in gioco, in quanto organizzazione non
ebraica, aiutando ad incoraggiare il sostegno ad Israele e procurando
una base per le nazioni che vogliono farlo. Espandendo il gruppo di
nazioni amiche, ECI è anche in grado di mostrare il conflitto sotto una
nuova luce.
Per ECI è estremamente importante essere rilevante al più alto livello
politico e riteniamo un privilegio l’avere delle porte aperte per il
nostro lavoro alle Nazioni Unite di New York e all’Unione Europea di
Bruxelles. Questo è un lavoro che non possiamo trascurare poiché le
nazioni sono costantemente sotto pressione affinché cedano alle
richieste dei nemici di Israele. La nostra visione è quella di fornire
una voce cristiana che possa essere intesa dai ministri e dai
diplomatici di ogni nazione. Grazie per averci dato modo di parlare in
queste due capitali mondiali.



Sandell presenta ECI in un incontro speciale col presidente Barroso

BarrosoBruxelles – Non è cosa di tutti i giorni poter parlare di ECI col
presidente della Commissione Europea. Nella prima settimana di marzo, il
direttore di ECI *Tomas Sandell* è stato invitato alla cerimonia della
commissione europea per il conferimento di un riconoscimento in memoria
del centenario della nascita di *Raoul Wallenberg.* Il suo presidente,
*José Manuel Barroso* (nella foto) ha ricevuto una medaglia
commemorativa a nome del suo compatriota, il diplomatico *Aristides de
Sousa Mendes*.

Al pranzo privato che ha seguito la cerimonia Sandell ha potuto parlare
della storia di ECI e di come una certa ispirazione per dar vita
all’organizzazione sia venuta da un summit dell’Unione Europea
sull’emergenza, organizzato dalla Commissione Europea a Bruxelles nel 2004.

In quel vertice, il premio Nobel per la pace e sopravvissuto
all’olocausto*Elie Wiesel* chiese il perché fossero solo i leader ebrei
quelli che esprimevano preoccupazione per la crescita in Europa
dell’antisemitismo. Dove erano “tutti gli altri” chiese Wiesel. Sandell
ha spiegato come ECI sia stata fondata come la coalizione di “tutti gli
altri”, ossia persone non ebree che si preoccupano del benessere del
popolo ebraico e dello stato d’Israele. Proseguendo, ha detto che questa
motivazione viene dalla regola d’oro: “Fai agli altri quello che
vorresti fosse fatto a te”. Come disse *Gesù*, questa regola d’oro
riassume in sé tutti gli insegnamenti dei profeti e la legge, e dovrebbe
essere la nostra guida in tutto ciò che facciamo.

Tra i presenti, oltre al presidente Barroso, vi erano l’ambasciatore
svedese *Anders Ahnlid*, quello israeliano *David Walzer* ed il capo
rabbino del Belgio *Albert Guigui*. Nell’incontro, *Raya Kalenova*, del
Congresso Ebraico Europeo, ha ringraziato il presidente uscente per
essere stato un amico del popolo ebraico.

Pur rimanendo molto preoccupata per il ruolo negativo che la Commissione
Europea ha giocato, sostenendo la campagna BDS attraverso misure
politiche dell’UE, ECI crede che sia importante interloquire in modo
costruttivo con i leader dell’UE per presentare il proprio messaggio.
Uno di questi leader, il presidente della Commissione Europea José
Manuel Barroso, è stato uno dei migliori amici di Israele. Barroso sarà
sostituito da un nuovo presidente nel prossimo autunno, dopo le elezioni
europee di maggio.



Le autorità russe prendono in considerazione le richieste sul caso
Wallenberg

TS-Chizhov-Louise-Marie2Bruxelles/New York – In due incontri consecutivi
nella settimana, uno a New York ed uno a Bruxelles, ECI ha potuto
sollevare la questione riguardo la sorte di *Raoul Wallenberg* con
importanti diplomatici russi. Wallenberg fu il diplomatico svedese che
salvò decine di migliaia di ebrei e fu catturato dall’Armata Rossa e non
fu mai più rivisto. I referti medici indicanti la morte in carcere, a
Mosca, nel 1947, non sono mai stati verificati.

ECI ha avuto ultimamente il grande privilegio di rappresentare la
famiglia Wallenberg nelle relazioni con le istituzioni politiche a
Bruxelles ed a New York. Durante un incontro, nel mezzo della crisi
diplomatica tra la Russia e l’Unione Europea, il 3 marzo scorso
l’ambasciatore russo presso l’UE *Vladimir Chizhov* ha ricevuto le due
nipoti di Raoul Wallenberg,*Louise von Dardel* e *Marie Dupuy*. Queste
erano accompagnate da *Tomas Sandell* e sono riuscite a discutere su
quanto si dovrebbe fare per gettare luce sulla sorte di Wallenberg.
L’ambasciatore Chizhov ha negato l’esistenza di qualsiasi nuova
informazione sul caso oltre a quelle già emerse nell’ incontro ufficiale
bilaterale della commissione Russo-Svedese, ma ha promesso di
considerare la richiesta che la famiglia e ricercatori indipendenti
possano verificare i documenti esistenti e abbiano accesso ai nuovi archivi.

Questo sblocco è avvenuto quando l’ambasciatore ha concordato di
riclassificare l’appello come “questione umanitaria” e non più come
questione politica. La ridefinizione di questo appello può dare alla
famiglia di Wallenberg maggiori opportunità per rispondere alla domanda
ancora in sospeso, senza essere ostacolata da implicazioni politiche.

Per ECI, la sorte di Wallenberg rimane una priorità fondamentale, poiché
cerchiamo di onorare coloro che diedero la propria vita per salvare gli
ebrei dall’olocausto.



ECI sottopone dei documenti al governo australiano riguardo ai
territori contesi

Tony AbbottAndrew TuckerCanberra – ECI è stata invitata a presentare dei
documenti al governo australiano, riguardo alla legittimità di Israele
sui territori contesi di Giudea e Samaria. Il consulente legale di ECI
*Andrew Tucker* (a sinistra nella foto), cittadino australiano, è stato
in stretto contatto con il nuovo governo australiano, che gli ha chiesto
di sottoporre un documento su questa questione complessa e delicata. La
settimana scorsa è stato presentato al governo di Canberra il documento
intitolato “Lo stato d’Israele, gli insediamenti, lo stato dei territori
occupati e la richiesta palestinese di uno stato”.
Il nuovo governo australiano, guidato dal primo ministro *Tony Abbott*,
è risultato uno dei più convinti sostenitori di Israele presso la
comunità internazionale, ed il suo ministro degli esteri, *Julie
Bishop*, ha affermato che non esiste alcuna legge internazionale che
proibisca ad Israele di insediarsi nei territori contesi.

I contatti col governo australiano fanno parte degli sforzi globali di
ECI per allargare il sostegno ad Israele. Simili contatti sono stati
intrapresi anche col Canada.

Una lettera aperta di ECI a*Catherine Ashton* ed al ministro degli
esteri della UE, riguardo ai territori contesi, sarà consegnata all’Alto
Rappresentante nelle prossime settimane.



Incontro annuale dei leader pentecostali europei

PEF 2014 - PerrineHannover – Uno dei partner più importanti di ECI è
l’Alleanza Pentecostale Europea che annovera una base di circa 6 milioni
di membri in Europa e di quasi 600 milioni nel mondo! Il movimento
pentecostale è uno dei movimenti con la più rapida crescita nel mondo e
ne fanno parte molti membri di governo e persone con compiti decisionali.

Quando questo movimento ha organizzato il suo incontro annuale in
Germania, è stata invitata a parlare *Perrine Dufoix*. Nel suo discorso,
la Dufoix ha parlato della differenza esistente, nel modo di vedere il
mondo tra l’umanesimo secolare e quello giudeo-cristiano e come queste
due prospettive promuovano valori diversi nelle società europee. La
Dufoix ha sottolineato l’eredità di valori che l’Europa condivide con
Israele. Questi valori sono la base del lavoro di ECI.

La visione di ECI è quella di dare ai cristiani che sostengono Israele
una voce a livello dei governi, attraverso il nostro ufficio a Bruxelles
e l’opera presso l’ONU e nelle capitali del mondo. Restiamo aperti alla
collaborazione con le reti di chiese che condividono i nostri valori ed
obiettivi e che desiderano sostenere Israele a livello governativo.

Coalizione Europea per Israele Resoconto mensile - Febbraio 2014


Riportiamo il resoconto mensile di EC4I, tradotto dal ns. socio EDIPI past. Egidio Ventura di Torino, segnalando che è previsto un gruppo di EDIPI che si recherà a Bruxelles per l'incontro europeo di preghiera del 21-23 marzo 2014

Nella nostra breve storia di undici anni pensiamo che non vi sia stato
un tempo così cruciale per la sicurezza d’Israele e del popolo ebraico
come quest’anno. Per favore mettete in preghiera la possibilità di
aiutarci finanziariamente in questo tempo critico così da poterci
sforzare nell’aumentare il nostro sostegno per la causa ebraica.



Il movimento BDS raggiunge l’apice ma deve ammettere l’influenza
crescente di ECI!

BDS-rallyHelsinki – Mentre i colloqui di pace entrano nella fase finale,
con il segretario di stato USA *John Kerry* che dovrebbe presentare a
breve un suo progetto di accordo di pace, cresce la pressione su Israele
perché ceda alle richieste palestinesi. Sia il segretario di stato sia i
leader dell’UE mettono in guardia Israele sul crescente isolamento a cui
andrebbe incontro nel caso di un fallimento dei colloqui di pace.
Secondo costoro, la colpa del fallimento del processo di pace sarebbe
automaticamente imputabile solo ad Israele.

Nei mesi scorsi compagnie ed istituti finanziari, in Olanda ed in altre
nazioni nord europee, hanno fatto i primi passi per coordinare la
campagna del movimento BDS (Boicottare, Disinvestire e Sanzionare) al
fine di impedire gli investimenti in compagnie od istituzioni israeliane
che abbiano interessi nei territori contesi. La campagna è bene
organizzata, con l’appoggio dei maggiori media e molte delle ONG
antisraeliane vengono finanziate generosamente dalle più grandi
fondazioni private e dai soldi delle nostre tasse. In prima linea, in
questa campagna, vi sono numerose organizzazioni cristiane.

Nella prima settimana di febbraio, in una conferenza ad Helsinki, il
capo di una di queste organizzazioni ha annunciato trionfalmente che la
campagna volta a etichettare i prodotti israeliani provenienti dai
territori contesi stava raggiungendo il proprio obiettivo. Ha affermato
che oggi sempre meno supermercati vendono prodotti israeliani e che le
esportazioni dai territori contesi sono diminuite del 14%. Ma ha anche
segnalato un problema crescente; come risultato della campagna iniziata
da ECI l’anno scorso, ha ricevuto più di 2000 email e telefonate di
protesta per la campagna volta a segnalare i prodotti israeliani
provenienti dai territori contesi!

Questo esempio prova due cose: la campagna di boicottaggio sta arrivando
al massimo MA, contemporaneamente, il nostro messaggio si sta
diffondendo e la nostra voce si fa udire.

La battaglia si è intensificata; per favore aiutateci a contrattaccare.
Non vi è mai stato un tempo come questo in cui il vostro sostegno
economico sia stato di vitale importanza. Per favore, donate
generosamente mentre prendiamo una posizione a favore di Israele
(trovate le istruzioni per le donazioni cliccando il sottostante
pulsante “Donate”).



La ricordanza dell’olocausto manda messaggi contraddittori

Bruxelles – Il 27 gennaio rimane un giorno importante per ECI. In questa
data, nel 2005, organizzammo il primo giorno della memoria, nel
parlamento europeo di Bruxelles. Oggi, questa è diventata una ricorrenza
ufficiale per l’UE, sotto il patronato del presidente del parlamento
europeo ed è organizzata in collaborazione con il Congresso Ebraico
Mondiale ed ECI. Questo è un grande risultato per una piccola
organizzazione, ma il coinvolgimento del parlamento europeo ha anche un
altro aspetto meno positivo.

Schulz 2014Sebbene siano state fatte molte buone dichiarazioni, il 27
gennaio a Bruxelles, da parte del presidente del parlamento *Martin
Schulz* e dal primo ministro Greco *Antonis Samaras*, la parola
“Israele” non è stata pronunciata neppure una volta. Questa è una triste
conseguenza dell’atteggiamento dell’Unione Europea che tende a separare
le vittime dell’olocausto dalla soluzione del problema, il moderno stato
d’Israele. Come ha affermato il presidente del WJC, *Ron Lauder*: "Negli
anni 30 gli ebrei non erano accettati ovunque, ma oggi esiste solo una
nazione che mantiene sempre le proprie porte aperte e questa è Israele.
Se l’UE cerca di far sembrare Israele irrilevante riguardo al problema
della sofferenza delle vittime dello sterminio, questo rende più facile
isolare lo stato ebraico.

Surjan -ecumenicalNello sforzo di mobilitare i cristiani nelle
istituzioni dell’UE, ECI ha anche organizzato una giornata della memoria
ecumenica nella Cappella della Resurrezione, in collaborazione col vice
presidente del parlamento europeo *László Surján*, la Chapel of
Resurrection e la Pentecostal European Fellowship. Nel suo discorso, il
presidente della PEF, *Arto Hämäläinen*, ha riconosciuto il bisogno di
benedire il popolo ebraico lo stato d’Israele. Questo è stato un
messaggio ben diverso da quello udito nel parlamento europeo, ma deve
essere sentito anche nelle capitali dell’Unione Europea!

Vogliate guardare un reportage video
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=125&mailid=802&subid=2121
della giornata della memoria del 2014 a Bruxelles.

A Londra, in un evento organizzato dal membro ECI *Judy Littler
Manners*, per onorare Sir *Nicholas Winton*, si è riempita la Cadogan
Hall a Chelsea in quella che probabilmente è stata la più grande
giornata della memoria in Europa. Tra i presenti vi erano importanti
diplomatici, leader di chiesa e leader ebrei. Altri eventi importanti
sono stati organizzati da ECI ad Helsinki, Berlino e Monaco di Baviera.

Se anche la vostra chiesa ha organizzato una commemorazione
dell’olocausto fatecelo sapere.



La pressione di ECI non è stata vana:
- Il parlamento europeo ha chiesto alle autorità russe di aprire i
propri archivi

Raoul WBruxelles – Nella commemorazione ecumenica, *Tomas Sandell* ha
menzionato il bisogno di commemorare anche coloro che hanno dato la vita
per salvare gli ebrei. Il diplomatico svedese *Raoul Wallenberg * è
stato uno di questi. Nell’incontro, la nipote*Louise von Dardel* è stata
l’ospite d’onore.

Dopo la commemorazione von Dardel, Sandell e *Gregory Lafitte* si sono
incontrati col consigliere senior del Consiglio Europeo, il presidente
*Herman van Rompuy*, e con alcuni membri del parlamento per chiedere che
i leader dell’UE sollevassero la questione nei loro colloqui col
presidente russo *Vladimir Putin*, il giorno successivo. Sebbene non sia
stato possibile incontrare personalmente il presidente Putin, un
portavoce di Mosca ha riconosciuto la richiesta ed un osservatore russo
per i diritti umani ha affermato che “tutti gli archivi dovrebbero
essere accessibili ai ricercatori”.

Wallenberg fu catturato dall’armata rossa nel 1945 e non fu più visto.
In una risoluzione adottata la scorsa settimana a Strasburgo, il
parlamento europeo ha risposto positivamente alla richiesta di ECI di
appellarsi alle autorità russe:

“20. per collaborare nell’apertura degli archivi russi, facilitando
l’accesso ai ricercatori e declassando i documenti importanti che
possono gettare una luce sulla sorte di molte persone che furono
imprigionate dai servizi segreti russi alla fine della seconda Guerra
mondiale, inclusa quella di Raul Wallemberg che, 70 anni fa, salvò
migliaia di ebrei ungheresi dal genocidio.”

L’anno scorso è stato il centenario della nascita di Raul Wallemberg. Il
prossimo anno sarà il 70° anniversario della sua scomparsa. Preghiamo
che sia anche l’anno in cui la verità verrà a galla.



I movimenti di protesta si volgono contro gli ebrei!

Video France2
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=124&mailid=802&subid=2121>Bruxelles 
– Il sorgere di proteste antigovernative e contro la politica in tutta
Europa, dall’Ucraina alla Francia, ha portato ad una crescita senza
precedenti dell’antisemitismo, con la rabbia e la frustrazione dei
manifestanti che si è rivolta contro gli ebrei!

Un video girato a Parigi
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=124&mailid=802&subid=2121
alla vigilia del giorno della memoria mostra i manifestanti francesi
gridare slogan antisemiti ed invocando l’espulsione degli ebrei dalla
Francia.

La stessa tendenza può anche essere notata in altri paesi europei come
l’Italia, in cui il Movimento Cinque Stelle è chiaramente contro
Israele. In Ucraina, dove si è sulla soglia di una guerra civile, le
forze antisemite sono sempre più forti e la “feccia ebraica” è
apertamente accusata di essere la fonte di tutti i problemi della nazione.

Purtroppo questo l’abbiamo già visto in Europa. Il problema è ora che la
crescita dell’antisemitismo per le strade converge con le attività
antisraeliane da parte di molti governi europei.
Per citare *Dietrich Bonhoeffer*:

/"Il silenzio davanti al male è esso stesso male. /
/Non parlare è parlare. Non agire è agire”./

Oggi abbiamo il privilegio e la responsabilità di impegnarci nella sfera
pubblica. Per favore, aiutateci come potete per vincere questa battaglia
per il bene dell’Europa.



Incontro europeo di preghiera, 21-23 marzo 2014

Prayer-summit-2014-bannerUnitevi a noi per il prossimo Incontro Europeo
di Preghiera, a Bruxelles. Ci sarà un incontro speciale per i giovani
leader, prima dell’incontro di preghiera. Venerdì sera si terrà un
evento aperto di preghiera ed adorazione in più lingue per tutti i
nostri amici della regione di Bruxelles e del Belgio. Mandateci una
email al più presto per avere maggiori informazioni all’indirizzo
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. <mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

Coalizione Europea per Israele, dicembre 2013

RESOCONTO MENSILE - DICEMBRE 2013

 

L’orologio avanza e per Israele la finestra si sta chiudendo

In questo momento noi tutti viviamo un conto alla rovescia poiché l’anno sta per finire. Ma stiamo vivendo un altro conto alla rovescia, ed ha a che fare con Israele.

Israele è attualmente sottoposta ad una grande pressione data dalle
pretese della comunità internazionale, in quanto l’orologio segna due
processi diplomatici contemporanei. L’Iran ed i colloqui di pace tra
israeliani e palestinesi hanno una scadenza chiara.
L’Iran con il gruppo dei 5+1 ha raggiunto un accordo temporaneo per 6
mesi, riguardo al programma nucleare. I prossimi 6 mesi saranno
fondamentali per un accordo definitivo che ponga fine allo sviluppo
della bomba atomica da parte degli iraniani. Alla fine di maggio, se non prima, sapremo quello che il futuro ci riserva. Anche se all’hotel
Intercontinental di Ginevra tutti avevano una faccia sorridente, il
governo israeliano crede che le prospettive di successo siano poche,
visto che il regime iraniano è sempre più vicino all’acquisizione
dell’ordigno nucleare. Mentre a Ginevra il diplomatico iraniano
socializzava con i negoziatori internazionali, la loro guida suprema
*Khamenei* rivelava il vero colore del nuovo governo “moderato” di
Teheran, definendo Israele “un cane infetto destinato al fallimento ed
all’annientamento”.

Nello stesso tempo c’è un altro orologio che va avanti. Si è dato un
termine, per la fine di aprile, ai colloqui di pace tra israeliani e
palestinesi per raggiungere un accordo di pace completo, sul modello del prendere o lasciare atteso dal segretario di stato statunitense *John Kerry*.
La situazione più o meno è la seguente: ad Israele si richiede di cedere più territori e di rientrare entro la linea del 1967, mentre
il terribile incitamento palestinese all’odio non accenna a diminuire.
Nel momento in cui il regime Iraniano viene tolto dall’isolamento,viene messa una pressione su Israele, col mondo che rifiuta di considerare la
minaccia di Khamenei.

Lo stato ebraico ha più che mai bisogno di amici. ECI sta prendendo
delle nuove misure per rafforzare il proprio lavoro in alcune importanti capitali d’Europa, così come all’UE e all’ONU. Questo è un compito enorme per una piccola organizzazione come la nostra, ma come più volte ha provato la storia, anche un piccolo gruppo di persone può fare la differenza.




ECI celebra il 10° anniversario chiedendo all’UE di cambiare la sua
politica nei confronti di Israele

Annual Conf audience2 2013Bruxelles – Il 13 novembre ECI ha celebrato il suo 10° anniversario con una conferenza programmatica al parlamento
europeo ed una cena celebrativa.

Fu dieci anni fa, nel giorno di Purim, che ECI fu formalmente
annunciata, in un incontro di leader cristiani e di parlamentari nel
parlamento europeo a Bruxelles. Il messaggio di Purim, la chiamata di
Ester e Mardocheo “per un tempo come questo” ha segnato la visione e la
missione di ECI.

Questo è stato illustrato ancora alla conferenza programmatica, in cui
ECI ha ufficialmente messo in discussione il modello della politica
dell’Unione Europea verso Israele, formulata per la prima volta
all’indomani della guerra dello Yom Kippur, nel 1973 e dell’embargo
petrolifero che seguì. Per evitare di subire eventuali sanzioni dal
mondo arabo e minacce dal terrorismo palestinese la Comunità Europea
adattò la propria politica secondo quella della lega araba. Ha fatto
proprie le richieste per i diritti dei palestinesi e quella del ritiro
di Israele da tutti i territori occupati durante la guerra arabo-
israeliana del 1967.

Annual Conf speakers3 2013Questa politica è stata coordinata attraverso
colloqui euro-arabi per dare più coerenza alla nuova politica filoaraba
dell’UE.
“Questa non può essere la base per la politica europea verso il Medio
Oriente” ha affermato *Tomas Sandell*, nelle sue note conclusive della
conferenza, in cui ha proposto altri parametri per una nuova politica
europea nel Medio Oriente.

La critica dell’attuale politica dell’UE, che mette pressione su Israele perché faccia maggiori concessioni, è stata elevata ulteriormente dal consulente legale di ECI, *Andrew Tucker* e dallo storico *Bat Ye’or* che hanno fornito un dettagliato resoconto sulla conversione ad U dell’Europa nel 1973.

Lo storico *Kelvin Crombie* ha presentato il fondamento per una vera
comprensione di Israele, rifacendosi al patto di Abrahamo così come alla Dichiarazione di San Remo del 1920 ed alla ripartizione territoriale da parte delle Nazioni Unite nel 1947.
Ha anche spiegato la lunga opposizione da parte di alcuni gruppi arabi alla presenza di ebrei in Palestina, illustrata dal patto tra il Muftì di Gerusalemme, *Haj Amin al-Husseini* ed *Hitler*.

Annual Conf speakers4 2013Le conseguenze pratiche della politica dell’UE verso Israele sono state messe apertamente in discussione dalla
parlamentare *Sari Essayah*, che ha contestato l’azione del Servizio
Europeo per l’Azione Esterna e delle sue linee guida che proibiscono
l’erogazione di fondi ed attività europee per i territori contesi. La
parlamentare ha accusato l’Unione Europea di biasimare Israele, mentre,
nello stesso tempo, di non considerare le conseguenze negative per i
palestinesi impiegati nelle aziende israeliane che sono attive nei
territori contesi.

Il vice capo del dipartimento, *Jérôme Cassiers*, ha difeso la politica
europea dicendo che i funzionari stavano semplicemente mettendo in
pratica ciò che il ministro degli esteri europeo aveva deciso.
Quest’affermazione è in aperto contrasto con le valutazioni fatte dai
funzionari governativi di parecchi stati europei che sono scontenti
delle linee guida, ed anche dal presidente del comitato per gli affari
esteri del parlamento europeo *Elmar Brok*, che le ha definite
“catastrofiche”. Altri oratori sono stati il Annual Conf 2013 video
still <http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=111&mailid=718&subid=2121>diplomatico 
israeliano *David Saranga*, l’ex vicecapo del ministero degli esteri
della commissione europea *Karel Kovanda*, il giornalista *Simon
Barrett* ed il parlamentare ospitante*Hannu Takkula*.

Potete vedere un breve filmato della conferenza cliccando sull’immagine
a destra o su QUESTO LINK
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=111&mailid=718&subid=2121>.



L’UE fa pressione perché Israele accetti le linee guida

horizon2020Bruxelles – L’UE ed Israele hanno firmato un accordo che
garantisca la partecipazione di quest’ultima al programma dell’Unione
Europea Horizon 2020, in cui Israele è l’unico stato a non essere membro dell’unione. Questo accordo è stato raggiunto martedì, mentre l’UE si rifiutava di accettare le richieste israeliane rispetto alle line guida.
L’accordo recita così:

“Secondo la politica dell’UE, quest’accordo non verrà applicato alle
aree geografiche venute sotto l’amministrazione dello stato ebraico dopo il 5 giugno 1967. Questa posizione non deve costituire un pregiudizio alla posizione di diritto di Israele in questo ambito.
Le parti concordano che l’applicazione di questo accordo è senza pregiudizi riguardo allo status delle suddette aree.”

Israele non ha altra scelta che accettare le richieste dell’UE per non
rischiare di perdere i 500 milioni di euro garantiti dal programma
Horizon 2020. Questo “accordo” segue uno schema ben noto in cui Israele
viene obbligata a sottomettersi alle richieste europee, non con le
minacce di violenza, ma con le pressioni economiche. Potete leggere a
riguardo un recente commento di Tomas Sandell sul Times di Israele QUI
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=112&mailid=718&subid=2121>.



La lettera aperta acquista forza:
ECI e 35 leader politici chiedono di rivedere la politica dell’UE
verso Israele

Bruxelles – La politica dell’Unione Europea per obbligare Israele a
sottomettersi alle sue irrealistiche richieste non raccoglie il sostegno di tutti, in Europa.

Con la lettera aperta, consegnata all’ufficio dell’Alto Rappresentate
dell’UE ed al presidente della commissione Affari Esteri del parlamento
europeo, ECI protesta contro l’applicazione delle linee guida. La
lettera è sottoscritta da 35 leader europei, tra cui attuali ed ex
ministri di governo, senza distinzioni politiche.

La scorsa settimana è stato deciso di raccogliere ancora più firme per
la lettera, mentre le misure per etichettare i prodotti israeliani
provenienti dai territori contesi potranno già per essere emesse, in
qualsiasi momento del prossimo anno.

Attraverso la preghiera, l’informazione ed il sostegno ECI continuerà a
ergersi contro la politica dell’UE, volta a minacciare economicamente ed a umiliare Israele. Grazie per il sostegno ed aiuto durante questa
battaglia diplomatica.



Giornata internazionale dell’Olocausto domenica 26 gennaio 2014

Holocaust - AuschwitzBruxelles – Sin dal 2005, ECI ha celebrato il
Giorno Internazionale della Memoria, con un evento nel parlamento
europeo, mettendo così il Giorno della Memoria nel calendario dell’UE.
Ogni anno, le ragioni per commemorare l’olocausto diventano sempre più
importanti, dato la crescita dell’antisemitismo in Europa. Ciò è
confermato dall’ultimo rapporto dell’Agenzia per i Diritti Fondamentali
dell’Unione Europea – FRA.

Noi tutti sappiamo bene che i cristiani non sono immuni dal cancro
dell’antisemitismo. Ecco perché, negli ultimi 7 anni, abbiamo
incoraggiato le chiese locali in tutto il mondo a fare della domenica
più vicina al 27 gennaio la giornata della memoria delle vittime
dell’olocausto e l’occasione per l’insegnamento sull’antisemitismo.

É un buon momento per celebrare il giorno della memoria, domenica 26
gennaio, incorporando il tema nel messaggio domenicale oppure
organizzando eventi speciali. Grazie all’aiuto di Perry Trotter abbiamo
accesso a potenti testimonianze dei sopravvissuti all’olocausto che
possono essere proiettate durante il culto, seguite da un sermone od una preghiera. Maggior materiale sarà messo sul sito nella prima settimana di gennaio.
Se volete prendere parte alla cerimonia di Bruxelles fatecelo sapere. ECI sarà impegnata anche alle commemorazioni dell’olocausto ad Helsinki, Londra e Berlino.



L’evento a Londra
/“Quello, che non sia al momento impossibile, può essere fatto”/ -
Sir Nicholas Winton

Nickys familySiamo contenti di essere coinvolti in un evento special al
Cadogan Hall di Londra, martedì 28 gennaio, nel contesto della settimana della memoria dell’olocausto. Forse avrete sentito parlare di Sir *Nicholas Winton*, chiamato anche lo Schindler britannico, che oggi ha 104 anni. *Judy Littler Manners* ha organizzato la proiezione di‘Nicky’s Children’s, il poco conosciuto documentario, vincitore di un Award, sulla sua impresa eroica di salvare quasi 700 bambini ebrei nella Cecoslovacchia del 1938 e di organizzare il loro trasporto
(Kindertransport) presso delle famiglie adottive nel Regno Unito. Questo evento, con il film, un rinfresco, un tempo di domande e risposte con Sir. Nicholas (salute permettendo) e la presenza di alcuni dei suoi “bambini” salvati è un grande aiuto per i sopravvissuti allo sterminio.
È un’opportunità ideale per invitare ed incoraggiare coloro che magari
non sono aperti ad eventi ebraici, perché possano imparare dalla storia.
Desideriamo ardentemente che dei giovani possano partecipare. I
biglietti possono essere comprati al botteghino della Cadogan Hall,
andando sul sito http://www.cadoganhall.com/event/nickys-family-140128/
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=113&mailid=718&subid=2121
e maggiori informazioni si trovano su questa pagina FACEBOOK
<http://www.ec4i.org/index.php?option=com_acymailing&ctrl=url&urlid=114&mailid=718&subid=2121>.
Pregate perché la salute di Sir Nicholas gli permetta di partecipare.


Preghiera, informazione e sostegno
13° Incontro Europeo Annuale di preghiera a Bruxelles, dal 21 al 23
marzo 2014

EP Brussels with flags2Per 11 anni, cristiani di tutta Europa si sono
riuniti a Bruxelles per pregare per Israele e per le proprie nazioni.
Crediamo che il prossimo convegno di preghiera arrivi in un tempo
cruciale, per Israele e per l’Europa. Le nazioni europee si preparano
per le elezioni e per formare una nuova leadership a Bruxelles. Mentre
l’antisemitismo monta in Europa ed i sentimenti contro Israele si
rafforzano, dobbiamo pregare che sorgano dei leader con principi secondo Dio nelle nostre nazioni.

Ma non esiste nazione più minacciata di Israele, durante il tempo del
convegno di preghiera terminerà il tempo concesso ai negoziati ed
Israele si dovrà aspettare altre pressioni dalla comunità
internazionale. Grazie per pregare sin d’ora, e per considerare di
unirvi a noi mentre ci battiamo insieme, per le nazioni europee e per
Israele. Potete già iscrivervi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. <mailto:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.>);
manderemo un dépliant più dettagliato a gennaio. Stiamo programmando una conferenza nel parlamento europeo per il giovedì.

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