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Comunicato Stampa del EC4I - Il ricordo dell’olocausto diventa un evento ufficiale del parlamento europeo

 

Il ricordo dell’olocausto diventa un evento ufficiale del parlamento europeo
- Il presidente del parlamento dichiara che non c’è posto per l’antisemitismo nell’ unione europea

 

Bruxelles, 23 gennaio 2013 – tutto cominciò nove anni fa, nel gennaio 2005, quando la Coalizione Europea per Israele, insieme al parlamentare europeo Hannu Takkula, organizzarono il primo giorno della memoria nel parlamento europeo di Bruxelles, per onorare le vittime dell’olocausto. Martedì sera il presidente del parlamento Martin Schulz ha annunciato che il giorno internazionale della memoria è stato dichiarato come un’attività ufficiale del parlamento europeo e che sarà celebrato sempre, indipendentemente da chiunque sia il presidente del parlamento. La presidenza del parlamento europeo cambia ogni cinque anni, ma ultimamente è stata divisa in due periodi di due anni e mezzo l’uno. Almeno tre presidenti si sono impegnati personalmente ad onorare le vittime dell’olocausto, ma vi sono altri membri che criticano la cosa.

Non c’è spazio per l’antisemitismo nell’ Unione Europea” ha affermato Schulz, martedì sera, durante il 9° giorno annuale della memoria, al parlamento europeo. Egli ha aggiunto che “vi sono dei parlamentari, anche nei parlamenti nazionali, che definiscono l’olocausto  un mito oppure un dettaglio della storia, ma costoro sono una piccola minoranza.

La stragrande maggioranza dei parlamentari non tollererà l’aperta negazione della Shoah. Se capitasse, il responsabile sarà messo alla porta” ha promesso Schulz.

L’anno scorso, il presidente Schulz annunciò che il suo primo impegno sarebbe stato  il bando della negazione dell’olocausto nel parlamento europeo.

Mentre il presidente del parlamento europeo era concentrato sulla crescita dell’antisemitismo e dell’intolleranza in Europa, gli oratori ebraici esprimevano la loro preoccupazione per l’attuale minaccia nucleare contro Israele.

Non possiamo tollerare il fatto che un lunatico, il quale nega l’esistenza stessa dell’olocausto, possa ottenere la bomba atomica” ha dichiarato il dr. Samuel Pisar, noto avvocato internazionale, sopravvissuto all’olocausto ed inviato speciale dell’Unesco. Pisar si riferiva al leader iraniano, notoriamente negazionista, Mahmoud Ahmadinejad.

Nel giro di un anno questo dittatore può ottenere l’ordigno nucleare” ha avvertito Moshe Kantor, presidente del congresso ebraico europeo.

Questi ha proseguito dicendo che “non si tratta del 1933 (l’ascesa al potere di Hitler) e neppure del 1942 (l’anno della conferenza di Wannsee) ma del 1929, l’anno della grande depressione. Quando le persone sono di fronte all’incertezza economica, allora cercano un capro espiatorio”. Comunque Schulz sembrava più ottimista.

Questo è il 2013, e la differenza è che oggi abbiamo le istituzioni europee che sono preposte alla salvaguardia dei valori fondamentali della tolleranza, della dignità e del rispetto. La grande maggioranza non accetterà l’antisemitismo”.

L’evento ha anche onorato il diplomatico e uomo d’affari svedese Raoul Wallenberg.  Egli ha salvato decine di migliaia di ebrei ungheresi dai nazisti, alla fine della seconda guerra mondiale, procurando passaporti diplomatici ed offrendo rifugio in edifici del governo svedese. Martedì, i membri della famiglia erano presenti al parlamento, quando gli è stata dedicata la sala conferenze, dal presidente Schulz e da Nane Annan, la nipote di  Raoul Wallenberg.

Sua cugina, Louise von Dardel, ha parlato dello zio, che non ha mai conosciuto, ma che ha sempre profondamente ammirato. Essa ha rivolto un appello diretto al parlamento europeo perché faccia una richiesta formale alle autorità russe affinché aprano un’inchiesta su cosa accadde realmente a Wallenberg dopo la sua sparizione a Budapest, alla fine della guerra.  Diversi oratori hanno menzionato la sorte di  Wallenberg come un esempio del fatto che non si può sconfiggere il male –nazismo- senza sconfiggerne un altro chiamato comunismo. Raoul Wallenberg fu visto l’ultima volta nel 1945 in compagnia di ufficiali sovietici.

In un’intervista privata con ECI, il presidente Schulz ha esortato le organizzazioni civili della società, come ECI, a lavorare con il parlamento europeo per far crescere la consapevolezza dell’aumento dell’antisemitismo in Europa.

La giornata della memoria, nel parlamento europeo, è stato il primo avvenimento della settimana con ECI come parte degli organizzatori. Nei prossimi giorni vi saranno eventi simili a Berlino, a Monaco e ad Auschwitz, dove sarà presente il presidente di ECI Harald Eckert. L’esibizione di Perry Trotter, sponsorizzata da ECI, “Ombre della Shoah” sarà lanciata ufficialmente venerdì, in un incontro ad alto livello ad Auckland, in nuova Zelanda. Altri eventi sono programmati in Europa così come in Giappone, in Africa ed in Nord America.

Negli ultimi otto anni ECI ha esortato le chiese e le comunità di credenti d’Europa, e non solo, ad onorare le vittime dell’olocausto nei culti domenicali, in prossimità del 27 gennaio. Quest’anno la giornata della memoria è domenica 27. “Ombre della Shoah” è l’opera dell’artista neozelandese Perry Trotter; usando immagini in bianco e nero, con musiche originali, vengono presentate le esperienze dei sopravvissuti in modo breve ma incisivo. Si tratta di un’opera d’arte potente ed evocativa, fedele ed accurata riguardo alla storia. Questo filmato può essere visto sul sito www.learnfromhistory.eu

 

 

 

La missione all'ONU di ECI è compiuta - L'avvertimento di Israele alla comunità internazionale deve essere preso sul serio

COMUNICATO STAMPA

La missione all’ONU di ECI è compiuta
L’avvertimento di Israele alla comunità internazionale deve essere preso sul serio

New York, 28 settembre 2012 – Dopo una settimana di intensi contatti ed incontri diplomatici alle nazioni Unite di New York, i membri di ECI fanno
ritorno in Europa venerdì sera. Anche se il dibattito all’assemblea generale andrà avanti sino a lunedì, il punto più alto è stato raggiunto
giovedì, intorno all’ora di pranzo. È stato quando il primo ministro israeliano Benyamin Nethanyahu ha rivolto all’Assemblea Generale uno dei
suoi discorsi più importanti di sempre. Parlando ai leader mondiali, ha chiarito in modo inequivocabile che il tempo utile per bloccare Ahmadinejad
nell’acquisizione della bomba atomica si sta esaurendo. In un grafico, rappresentante il come una nazione può acquisire una capacità nucleare, il
primo ministro ha illustrato come l’Iran sia veramente ad un passo dall’ottenere la bomba atomica.
“Permettere all’Iran di ottenere una capacità nucleare sarebbe uguale a consegnare una bomba atomica ad Al-Qaeda” ha aggiunto.
Il discorso è stato una chiara riprensione, rivolta al leader iraniano, il quale precedentemente, in settimana, aveva invocato un nuovo ordine
islamico ed affermato che “Il popolo ebraico non aveva una sua storia nella regione”. Confutando il leader iraniano, Netanyahu ha ricordato
all’assemblea che “Gli ebrei hanno una storia di 3000 anni in quella terra e che intendono rimanerci per sempre”.

A New York, il direttore di ECI Tomas Sandell ha riassunto gli eventi dicendo che, mentre il leader iraniano non ha esplicitamente invocato la
distruzione dello stato d’Israele, in effetti egli ha invocato un caos ed una distruzione mondiale per accogliere il 12° imam, secondo una visone
apocalittica del Corano.
Sandell ha dichiarato che “La buona notizia è che il leader iraniano non ha superato la linea rossa, reclamando l’annichilazione dello stato
ebraico e negando l’olocausto. Il fatto allarmante, comunque, è che ha parlato della necessità di rimpiazzare l’attuale ordine mondiale con un
califfato globale sotto il 12° imam”.
“Sebbene questa non sia una sorpresa per chiunque abbia seguito Ahmadinejad in questi anni, il fatto che i media internazionali e la classe politica
non abbiano compreso il vero significato della sua retorica è una grande delusione e motivo di preoccupazione. Un uomo che invoca il caos mondiale e
la distruzione non è il tipo di persona di cui ci si può fidare, avendo a disposizione la bomba atomica” ha concluso Sandell.
“Nonostante la richiesta di una proclamazione unilaterale dello stato palestinese non abbia ricevuto molta attenzione quest’anno, così come
l’anno scorso, è troppo presto per non considerarla più. L’Autorità Palestinese ha promesso di ripresentarla di nuovo, dopo le elezioni
statunitensi.”
Negli incontri alle Nazioni Unite, ECI ha sottolineato che la pace può venire solo attraverso negoziati e non con dichiarazioni unilaterali.

European Coalition for Israel

EC4I:mentre i leader mondiali si preparano al dibattito generale -il tempo per bloccare Ahmadinejad è adesso

New York, 25 settembre 2012 – L'appello di ECI per mettere al bando la negazione dell'olocausto ha avuto una svolta lunedì quando il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ignorato l'ammonimento del Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon per aver usato toni molto accesi e per i suoi discorsi anti israeliani nelle Nazioni Unite. In un discorso, lunedì, in una conferenza dell'ONU sul ruolo delle leggi, si è scagliato contro Israele, proclamando che "Israele non ha radici nel Medio Oriente", negando così 3000 anni di storia ebraica nella regione. Ha anche proseguito dicendo che "Israele è solo una fase passeggera della storia" confermando le sue precedenti minacce "di spazzare via Israele dalle carte geografiche".

Queste affermazioni arrivano proprio due giorni prima del discorso del leader Iraniano alla 67° Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Molti leader hanno espresso la propria preoccupazione a riguardo del fatto che all'acerrimo nemico del popolo ebraico sia permesso di parlare ai leader mondiali proprio in corrispondenza dello Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico.

"Ora è il momento di fermare l'Iran" ha detto il direttore Tomas Sandell lunedì a New York. 'Mahmoud Ahmadinejad ha ripetutamente ignorato tutti gli appelli della comunità internazionale a permettere i controlli del programma nucleare e contemporaneamente minacciando Israele di un attacco atomico. In un'intervista alla CNN, lunedì sera,  Ahmadinejad si è rifiutato di rispondere alla domanda che chiedeva se avesse creduto all'esistenza dell'olocausto."

"La reputazione del Segretario Generale dell'ONU è a rischio" ha aggiunto Sandell. "Le misure che i leader prenderanno mercoledì dimostreranno se ci sarà qualcuno che fermerà  Ahmadinejad dall'usare le Nazioni Unite come palco, per negare l'olocausto e per la sua retorica anti israeliana."

A gennaio, il parlamento europeo ha messo al bando la negazione dell'olocausto, sia nelle sessioni a Bruxelles sia in quelle di Strasburgo. I leader all'ONU, recentemente, hanno avvertito l'Iran che un linguaggio come il solito avrebbe potuto "provocare delle conseguenze dolorose" per l'Iran.

ECI, che ha fatto un appello per mettere al bando la negazione dell'olocausto alle Nazioni Unite, sta seguendo gli sviluppi all'ONU di New York, dove  avrà degli incontri con delegazioni nazionali e funzionari dell'ONU. Un incontro con un funzionario di alto livello dell'Onu è programmato per giovedì, il giorno successivo al discorso di Ahmadinejad per discutere della campagna di ECI per il bando permanente della negazione dell'olocausto, alle Nazioni Unite.

http://www.ec4i.org/

 

Traduzione di Monica Tamagnini

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