Purim è un appuntamento immancabile per il giornale ebraico dei bambini. Due pagine, quindi, propongono un ripasso dedicato a usi e obblighi della festa, che non è l’equivalente del carnevale ma resta una delle occasioni più allegre e più amate. Al divertimento però vogliamo sempre associare uno spunto di studio e approfondimento: scrive rav Somekh: “Perciò hanno chiamato questi giorni Purim (‘sorti’) dal nome della sorte (‘pur’) che il malvagio Haman aveva tirato per pianificare lo sterminio di tutti gli Ebrei (Ester 9, 26). Mi domando perché la festa sia stata denominata al plurale, dal momento che nella Meghillat Ester la parola ‘sorte’ appare sempre al singolare. La risposta: Purim segna in realtà il capovolgimento di una sorte infausta doppia”. Continua a leggere su moked