di Maia Principe
La mostra, aperta dal 12 marzo al 31 agosto, svela il complotto dello Stato Maggiore e illustra il virulento antisemitismo della fine del XIX secolo. Grazie alle opere esposte, colloca l’affare nel contesto della “Belle Époque”, facendo luce su aspetti meno noti del periodo: la diversità delle reazioni ebraiche, la “nascita” degli intellettuali e la risposta all’antisemitismo. Mentre offre uno sguardo sulla continua attualità dell’Affaire, in un contesto di rinnovato antisemitismo.

A quasi vent’anni dalla prima mostra dedicata ad Alfred Dreyfus, il mahJ (Musée d’Art et d’histoire du judaïsme) rivisita l’“Affaire” per ricordare le tappe principali di questo momento cruciale della storia francese, una delle cui conseguenze fu la legge che separava Chiesa e Stato. La nuova mostra, visitabile dal 13 marzo al 31 agosto 2025, è intitolata “Alfred Dreyfus. Vérité et justice” e rivela l’incessante lotta di Dreyfus per portare alla luce la verità, correggendo l’immagine di un uomo che fu spettatore della cospirazione che lo portò a trascorrere più di quattro anni sull’Isola del Diavolo e altri sette a lottare per la sua riabilitazione. Continua a leggere su mosaico