Gli autori del Manifesto
Si è discusso molto nell’ultima settimana del cosiddetto “Manifesto di Ventotene”, che in realtà aveva come titolo originale “Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto”. Senza entrare in queste polemiche, vale certamente la pena di chiedersi se in esso vi sia una radice ebraica. La domanda è giustificata dall’identità degli autori. Il più noto dei tre antifascisti confinati nell’isola di Ventotene che lo scrissero nel 1941 (e due anni dopo furono fra i fondatori del Movimento Federalista Europeo) era Altiero Spinelli, anche perché fece una notevole carriera politica: fu deputato fra gli “indipendenti di sinistra” eletti nelle liste del PCI, poi deputato europeo, sempre col PCI, e anche membro della Commissione Europea. Ci sono testimonianze di un suo violento atteggiamento anti-israeliano, proseguito peraltro dalla figlia Barbara, anche lei politica di estrema sinistra. Il secondo firmatario del manifesto è Ernesto Rossi, giornalista, economista, polemista anticlericale e anche lui esponente politico nelle liste prima del Partito d’Azione e poi del Partito Radicale.

Eugenio Colorni, ebreo medaglia d’Oro della Resistenza
Quel che ci interessa, perché era ebreo, è invece Eugenio Colorni, forse il meno noto dei tre, se non altro perché non sopravvisse alla guerra, essendo stato ucciso dai tedeschi durante un’azione partigiana in Via Livorno a Roma poco prima della liberazione della città, il 30 maggio 1944. Gli fu assegnata per la sua attività partigiana la medaglia d’oro per il valore militare alla memoria. Continua aleggere su shalom