Il poeta palestinese Mosab Abu Toha vince per quattro articoli sul New Yorker (in cui non cita praticamente mai Hamas), ma sui social negava la sofferenza degli ostaggi a Gaza che ora lo attaccano
Il poeta palestinese Mosab Abu Toha vince il premio per i suoi articoli pubblicati dal New Yorker in cui racconta la tragedia dell’ultimo anno e mezzo di guerra in Medio Oriente. Il problema? Nei pezzi non cita quasi mai Hamas (che ha fatto partire la guerra e ha il potere di fatto su ogni aspetto della vita palestinese, dalle scuole alla libertà di espressione) e sui social negava le torture agli ostaggi israeliani: al Pulitzer non se ne sono accorti?
Quanto è vero quel che diceva Carlo Maria Cipolla nel suo trattatello del 1988, Le leggi fondamentali della stupidità umana: esistono più stupidi di quel che crediamo e possiamo trovarli ovunque, anche tra i Pulitzer. Tuttavia, il poeta palestinese Mosab Abu Toha, premiato quest’anno per il miglior commento grazie a quattro saggi, non è tra loro. Legge aurea della stupidità (la terza) è infatti questa: “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita”. Allora forse si potrebbe dire che è tra gli organizzatori e tra coloro che assegnano il Pulitzer che si annidano i veri stupidi, che nulla hanno da guadagnare da un “commentatore” e giornalista negazionista. È anche partita una petizione contro la premiazione: Mosab Abu Toha, infatti, non è solo un poeta che ha raccontato per il New Yorker la tragedia palestinese, ma anche uno scrittore molto attivo sui social, solo che quelli del Pulitzer non se ne sono accorti. Non hanno visto, per esempio, che Abu Toha ha negato o minimizzato la presenza di ostaggi nelle prigioni di Hamas dopo il 7 ottobre, sostenendo che le persone poi rilasciate fossero o soldati, o amici di soldati (e quindi complici) o semplici civili, vero, ma trattati bene.

L’accusa arriva proprio da un ex ostaggio, Emily Damari, per 15 mesi in mano a Hamas: Continua a leggere su MOW