di Kishore Bombaci
I mass media occidentali in questi tre anni sono stati occupati in modo tragicamente preponderante a raccontare di guerre terribili che si combattono vicino a noi.
E da tre anni, con cadenza quotidiana, si contano i morti di queste guerre. Si aggiorna il drammatico bilancio delle vittime sparando cifre talvolta credibili, talaltra abbastanza inverosimili. Ma tutto fa audience, e la verità diventa un dettaglio trascurabile

In particolar modo, i media si concentrano su due conflitti: quello in Ucraina avviato a seguito dell’’invasione della Russia del 2022, e quello a Gaza, dopo l’offensiva di Israele seguita al terribile massacro del 7 Ottobre 2023.
Se per il conflitto ucraino, i dati sulle vittime sia civili che militari, sono quantomeno scarni, sul conflitto a Gaza invece i giornalisti sono prodighi di ragguagli sul numero di morti civili indicando cifre – da fonte di dubbia provenienza – elevatissime che restituiscono l’immagine mediatica di un massacro senza precedenti

Insomma, come se a Gaza l’esercito israeliano si divertisse a uccidere civili innocenti.
La questione non sta proprio in questi termini e il danno che una simile narrazione provoca è assai elevato, andando a rinfocolare il sempreverde odio antiebraico (ormai sdoganato a sistema comunicativo di massa). Ma ciò non rileva per i propagandisti in servizio permanente sempre pronti a dare addosso a Israele e al suo Governo. Si parla a sproposito di 50.000 palestinesi morti di cui 20.000 bambini. Cifre tutte da dimostrare e provenienti dall’organizzazione terroristica di Hamas, ma che vengono rilanciate dalle agenzie internazionali senza alcuna previa verifica

Cifre che suscitano l’indignazione dell’opinione pubblica non abituata alle guerre e che , come detto, alimentano la propaganda antisemita.

Ma, anche dando per buona la stima effettuata e che rimbalza di canale in canale alla TV, alla radio e sui social, siamo proprio sicuri che Gaza sia l’unico posto dove la gente muore?

Perché a giudicare dalle reazioni e assecondando il mainstream, sembra che il mondo sia un’oasi di pace turbata dai perfidi giudei a caccia di sangue arabo.
Ma non è proprio così! In tutto il mondo possiamo contare, ad oggi, qualcosa come 56 conflitti attualmente in corso. Oltre all’Ucraina e Gaza, ci sono teatri di guerra in Myanmar, in Pakistan al confine con l’Afghanistan e con l’India (sfiorata per poco un’escalation nucleare) per la zona del Kahsmir, in Sahel, Sudan e Corno d’Africa, in Haiti, Venezuela e Messico (dove la guerra occulta la conducono i grandi cartelli della droga)

Se prendiamo la tragica situazione africana, scopriamo che nel solo 2023-2024 la sola guerra in Sudan ha provocato tra le 62.000 e le 130.000 vittime (fra civili e militari).

A tali vittime debbono essere poi aggiunte quelle per conseguenza del conflitto (fame, scarsità di medicine e di strutture mediche). Continua a leggere su adhocnet