di Bonnie Rose-Zanni
Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2025, ho avuto l’opportunità di intraprendere un viaggio in Israele con un obiettivo ben definito: offrire conforto al popolo ebraico. Il mio percorso è iniziato a Tel Aviv, in Piazza degli Ostaggi, insieme a Yosh Amshav, ex addetto culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia e attualmente membro del team diplomatico del Forum delle Famiglie degli Ostaggi a Tel Aviv. Ho condiviso con lui le varie iniziative che noi di EDIPI, insieme ad altri evangelici in Italia, stiamo portando avanti per sostenere Israele, in particolare le nostre riunioni di preghiera quotidiane e settimanali dedicate agli ostaggi, alle loro famiglie, ai soldati e all’intero Stato di Israele. Yosh è rimasto profondamente colpito dal nostro impegno e dall’affetto che dimostriamo verso il popolo ebraico. Desidero esprimere la mia gratitudine a Benedetto Sacerdoti del Forum per aver organizzato questo incontro.

per vedere il video con Yosh Amshav clicca qui 

Successivamente, ho preso il treno con Edda Fogarolo per raggiungere la congregazione del Pastore Micky Yarondove abbiamo partecipato alla celebrazione del Shabbat. È stato un vero piacere e una grande gioia lodare il Signore Yeshua insieme a fratelli e sorelle in Eretz Yisrael! Anche in questa occasione, l’entusiasmo per ciò che EDIPI e altre associazioni cristiane per Israele stanno facendo per sostenere Israele in questo periodo così difficile era palpabile. La consapevolezza che ci siano persone in Italia che pregano per loro ha rappresentato una grande fonte di conforto. Prima di partire, io ed Edda abbiamo visitato il Museo di Rishon LeZion, dove abbiamo incontrato due straordinarie donne israeliane, rimaste colpite dal fatto che fossimo venute in Israele per offrire aiuto e sostegno al loro popolo.

Dopo Rishon, ho trascorso cinque giorni come volontario di SAR-EL in una base militare a Be’er Sheva, nel sud di Israele. Il nostro gruppo era formato da 36 persone, sia ebrei che non ebrei, provenienti da diverse parti del mondo, tutti uniti da un obiettivo comune: offrire un aiuto concreto a Israele. Durante questi cinque giorni, il nostro compito consisteva nel preparare scatole di viveri per i soldati impegnati a Gaza. Ogni giorno, riuscivamo a confezionare circa 3.300 scatole, ognuna delle quali era sufficiente per nutrire quattro soldati. In questo modo, supportavamo circa 13.200 soldati al giorno. Lavoravamo come una catena di montaggio, con ciascuno di noi assegnato a un compito specifico; se uno di noi si fermava, l’intero gruppo si bloccava. Questa esperienza è stata una vera lezione di vita, un esempio di vita comunitaria. Ho compreso quanto sia fondamentale, in
una comunità con un obiettivo condiviso, che ognuno faccia la propria parte e si mantenga in sintonia con gli altri. Qui ho incontrato altri cinque cristiani: quattro ragazzi Olandesi e una donna Sudafricana. È stato un periodo prezioso, vivere in comunione con loro e uniti nel nostro scopo.

Dopo la mia permanenza a Be’er Sheva, Avner e Rachel Boskey mi hanno accompagnato al kibbutz Be’eri, il primo kibbutz colpito da Hamas il 7 ottobre 2023. Centodue persone, su una popolazione di 1.200, sono state uccise da 600 terroristi che hanno invaso il kibbutz. Ringrazio l’Ambasciatore Jonathan Peled e Ophir Eden, il Responsabile degli Affari Pubblici, per       aver organizzato  una visita guidata a Be’eri, durante la quale, insieme ad Avner e Rachel, abbiamo potuto testimoniare il massacro del 7 ottobre 2023. Questo era particolarmente significativo per me, poiché attualmente ci sono persone che negano quanto accaduto. È quindi fondamentale per me riportare in Italia le storie, le foto e i video che ho realizzato. Due residenti, Lior Allon e Yardin Tzemach, ci hanno raccontato le ultime ore di alcuni abitanti del kibbutz prima della loro morte. Lior ci ha portato in quello che resta della sua casa e ha condiviso con noi le 11 ore trascorse lui e la sua famiglia rinchiusi nella stanza di sicurezza, mentre bloccavano la porta contro i terroristi, in attesa dell’arrivo dei militari. Nella sua narrazione di quella giornata terribile, si percepiva l’emozione ed il grande dolore. È un miracolo che tutta la sua famiglia sia riuscita a sopravvivere. Yardin, invece, ci ha raccontato l’eroica storia di suo fratello Shahar, che ha combattuto da solo per sette ore contro i terroristi, salvando centinaia di vite. Dopo aver esaurito le munizioni, Shahar è stato ucciso dai terroristi, solo quindici minuti prima dell’arrivo dell’IDF. Il suo operato di difesa è stato cruciale per il kibbutz. Anche se sono trascorsi quasi due anni dal 7 ottobre 2023, il dolore è ancora molto presente. Per vedere il video con la storia di come Lior e famiglia si sono salvati  clicca qui Shahar clicca qui

Come possiamo offrire conforto a queste persone preziose, così brutalmente aggredite?

Abbiamo cercato di esprimere parole di sostegno e affetto sia a Lior che a Yardin, comunicando loro il nostro amore incondizionato per il popolo ebraico e spiegando che preghiamo per loro sin dall’inizio del conflitto e continueremo a farlo.  Abbiamo anche lasciato un contributo per la ricostruzione del kibbutz Be’eri. Non si può visitare Israele senza fare tappa a Yerushalaim! Così, il mio viaggio si è concluso lì, a Sion, presso la casa di preghiera Succat Hallel di Rick e Patricia Ridings. Non avrei potuto trovare un modo migliore per chiudere la mia esperienza in Israele che lodare e adorare Yeshua            insieme a dei fratelli sulla collina di fronte a Yerushalaim. Abbiamo benedetto questa splendida città e pregato affinché la pace scendesse su di essa. Rick mi ha chiesto di pregare per l’Italia e per il nostro Primo Ministro Giorgia Meloni, poiché credono, e anch’io sono d’accordo, che l’Italia avrà un ruolo significativo tra l’Europa e Israele.

Vorrei concludere questo racconto del mio viaggio esortando tutti a visitare Israele, perché è fondamentale vedere e vivere l’esperienza di Israele e degli israeliani per comprendere la verità su questa nazione. È impossibile recarsi in Israele e non innamorarsene, soprattutto se si è cristiano. Abbiamo un legame profondo con Israele e il popolo ebraico attraverso Yeshua. Ogni volta ritorno in Israele, lo percepisco maggiormente come casa, e ogni volta che parto, lascio un altro frammento del mio cuore.

Per chi è interessato in Sar-El, ecco il link: SAR-EL – The National Project for Volunteers for Israel
Am Yisrael Chai!!

Bonnie Rose con Yosh Amishav

Con, Edda Fogarolo Marianne & Micky Yaron

Museo Rishon LeZion con Edda e le amiche israeliane

SAR-EL con i fratelli evangelici Olandesi

 

Da sx: Yardin Tzemach, io, Lior Allon, Avner Boskey – Kibbutz Be’eri

Patricia & Rick Ridings – Succat Hallel, Yerushalaim

Un ringraziamento speciale a all’Ambasciatore Israeliano in Italia  Jonathan Peled and Ophir Eden (Israele in Italia), e ai coniugi Boskey per vedere il video clicca qui