Dalle Brigate Rosse a Hamas: il pericolo della legittimazione politica
Al tempo del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, si contrapposero due linee politiche riguardo l’atteggiamento da tenere nei confronti dei terroristi.
Vi fu chi predicava la linea morbida finalizzata a incentivare la trattativa volta alla liberazione dell’esponente DC
Chi sposava questa linea riteneva che attraverso un lavoro “diplomatico” con Moretti e soci, Aldo Moro sarebbe stato liberato secondo quanto prevede la Comune logica negoziale. Probabilmente nel caso specifico vi era del vero.
Sono sempre stato convinto che soprattutto alla fine Moro era divenuto ingombrante persino per le stesse BR che se ne sarebbero liberare voltentieri riconsegnandolo alla famiglia
Di contro, vi fu chi sosteneva la linea dura, fra cui il PCI. Il principio era che “non si tratta con i terroristi”. Non si sa quanto sincero fosse questo approccio e quanto invece Moro vivo desse più fastidio a certi esponenti dello Stato.
Ma alla fine non è questo il punto
I sostenitori della linea dura avevano ragione su un punto. Trattare significava conferire legittimazione a una organizzazione terroristica rivestendola di un ruolo politico e quindi indirettamente riconoscendone le battaglie.
In altre parole, significava seppur mediatamente, conferire una forma di legittimità alla lotta armata
Ciò in uno Stato democratico basato sul diritto non era possibile.
Come noto, vinse la linea dura, Moro venne ucciso ma ciò segno’ la sostanziale sconfitta e il tramonto delle BR.
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