Attualmente, viviamo alle prese con l’eredità diretta del passato nazista degli arabi palestinesi e dei loro simpatizzanti, sotto forma di un massiccio attacco di propaganda antisemita, in particolare l’accusa di genocidio contro Israele che ha fatto seguito all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
di Joel Fishman
Indice
La guerra delle menzogne contro Israele: il problema in una prospettiva storica
La grande menzogna come metodo di propaganda: la sua fonte originaria
Adolf Hitler sostiene la grande menzogna
La creazione di un “mondo fittizio di falsità” come strumento totalitario
Alcune menzogne palestinesi e le loro conseguenze culturali
La falsificazione della storia come parte della grande menzogna
Ahmed Shukairy, ideologo del movimento arabo-palestinese
La prima premessa del movimento arabo-palestinese espressa nelle fonti primarie
Sommario
Le tecniche di propaganda, in particolare le menzogne su larga scala, sono state utilizzate per manipolare la percezione pubblica e costruire realtà alternative. Questo articolo ripercorre lo sviluppo di questi metodi dai conflitti dell’inizio del XX secolo ai movimenti politici successivi. L’impatto include disinformazione diffusa, conseguenze culturali e difficoltà nel distinguere la verità dalla menzogna. L’enfasi è posta sull’importanza di affidarsi a fatti verificabili per contrastare le narrazioni distorte.
Punti chiave … Un’equazione tra Israele e il nazismo poteva essere fatta solo da «qualcuno che fosse totalmente ignorante su cosa fosse il nazismo, o che fosse indifferente ad esso».
La propaganda su larga scala può rimodellare la percezione presentando ripetutamente menzogne come verità, creando alla fine una realtà alternativa.
L’uso improprio della propaganda nel corso della storia ha portato a sfiducia a lungo termine, negazione di eventi reali e distorsione culturale.
Narrazioni persistenti costruite su affermazioni selettive o false possono influenzare l’opinione pubblica e oscurare fatti verificabili.
– Il ministro degli Esteri Golda Meir in una replica all’ambasciatore saudita, Ahmed Shukeiry, alle Nazioni Unite, 18 ottobre 1961.1
• La guerra delle menzogne contro Israele: il problema in una prospettiva storica
A partire dall’epoca della Prima guerra mondiale, l’inversione della verità e della realtà è diventata un metodo privilegiato di persuasione pubblica. Una delle sue espressioni più frequenti è stata l’accusa che il popolo ebraico sia diventato il nuovo nazista, aggressore e oppressore. Gli osservatori contemporanei hanno descritto questo metodo come «inversione della realtà», «truffa intellettuale» e «inversione della responsabilità morale», e queste accuse non sono state confutate; hanno gradualmente guadagnato credibilità. Poiché l’inversione della realtà costituisce il principio di base dell’attuale propaganda anti-Israele, è importante comprenderne il funzionamento. Questo metodo di propaganda è un prodotto dei regimi totalitari, in particolare della Germania nazista. È totalitario sia nei suoi metodi che nella soluzione assoluta che sostiene. Nega con enfasi la legittimità, la sovranità e il diritto all’autodifesa di Israele. Si sforza di dominare gli spazi pubblici (che ora includono i social media) e, attraverso una costante intimidazione sociale e politica, crea una condizione di pensiero di gruppo sostenuta dalla follia degli zombie per le strade.
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