di Kishore Bombaci
Le grandi manifestazioni pro-palestinesi che, dal 7 ottobre 2023, hanno attraversato le strade britanniche sono state spesso raccontate come un fenomeno spontaneo, nato dal basso e alimentato dall’indignazione per la guerra a Gaza

E non solo in Gran Bretagna, naturalmente. Ondate continue con slogan imbarazzanti sempre corredata delle tradizionali bandiere e kefiah d’ordinanza hanno occupato le piazze europee un giorno sì e un altro pure. Ora, a chi è vagamente scafato e non completamente ottuso dalla propaganda, il dubbio sull’esistenza di una struttura portante non proprio spontanea che organizzasse e coordinasse queste piazze era venuto. Orbene, un recente rapporto di NGO Monitor, pubblicato l’8 luglio 2026 e dedicato alla “infrastruttura” delle proteste nel Regno Unito, offre una ipotesi che effettivamente spiegherebbe molte cose: dietro una parte rilevante della mobilitazione ci sarebbe una rete organizzata, finanziata e transnazionale di associazioni, gruppi di pressione e attivisti, con significative zone d’ombra sul piano della trasparenza e, in alcuni casi, collegamenti a soggetti estremisti.
Insomma, diverse organizzazioni sedicenti pacifiste che odiano Israele, sarebbero veri e propri “indignati di professione” Continua a leggere su adhocnews