63° Yom Azmaut Domenica 15 maggio, nel verde dei Giardini Guastalla di Milano, in occasione del 62° Yom Hazmaut, ho potuto festeggiare, assieme a tutti coloro che amano Israele e il popolo Ebraico, questo importante avvenimento: il 62° Giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele. E’ una consuetudine ormai ritrovarci in questa specifica occasione, ma è anche un’opportunità per conoscere persone nuove, creare o ristabilire rapporti con il popolo ebraico e, soprattutto, dimostrare la nostra solidarietà, la nostra vicinanza spirituale, il nostro “essere al fianco di Israele” e il nostro supporto alla Comunità Ebraica di Milano, nello specifico, e a quella italiana in senso più allargato. Lo spazio allestito nei bei giardini ha ospitato diversi stand per la presentazione di prodotti israeliani di ottima qualità, come il vino israeliano che ha ottenuto importanti riconoscimenti di eccellenza nella qualità, prodotti per la cosmesi provenienti dalle industrie del Mar Morto, rinomati per la cura della psoriasi e per i cosmetici a base di Aloe, gioielli di ottima fattura artigianale. Edipi ha presentato una vasta gamma di libri che aiutano il lettore a comprendere le radici ebraiche del cristianesimo e la storia sofferta, ma indubbiamente unica, di questo popolo, ed ha presentato in esclusiva il modello di Efod che i sacerdoti portavano sul petto, dai magnifici colori e in vetro di Murano. Un oggetto veramente singolare e di grande bellezza. Esponenti del mondo musicale ebraico ci hanno allietato con i loro canti e le loro danze coinvolgendo il numeroso pubblico, che ha cantato anche l’Hatikvà. La presenza di importanti ospiti, come il Rabbino Arbib della Comunità Ebraica di Milano, l’ex Sindaco di Milano, Pillitteri, che ha dato una breve testimonianza del suo “incontro” con il mondo ebraico e ultimo, ma non ultimo, il giornalista del Corriere della Sera, Magdi Cristiano Allam, che si è intrattenuto con grande disponibilità e simpatia con i presenti, ha completato il quadro della manifestazione. Come socia di Evangelici d’Italia per Israele, sono onorata di questo rapporto molto importante e significativo che il Pastore Ivan Basana e sua moglie Andie sono riusciti a “costruire” con grande costanza e perseveranza, giorno dopo giorno, Shabbat dopo Shabbat, fino a consolidare i rapporti di amicizia e di fratellanza con esponenti del mondo ebraico laico e religioso. Questo rappresenta non tanto un traguardo (anche se di fatto lo è), ma un punto di partenza fondamentale per ristabilire quel clima di fiducia, di stima e rispetto che per anni ha separato gli Ebrei dai Cristiani, nominali e non.