PADOVA – “La superbia dei gentili. Alle origini dell’odio antigiudaico” è il titolo della nuova fatica editoriale di Marcello Cicchese: l’autore, già docente universitario e non nuovo a testi di carattere teologico, nella sua ultima opera si concentra sull’antisemitismo, visto come “una malattia spirituale di cui si deve scoprire il meccanismo mentale che la fa scatenare”.

Dalla questione ebraica, quindi, alla “questione gentile” che viene trattata con piglio medico come un disagio, con tanto di “diagnosi” e “terapia”: d’altronde, rileva Cicchese, possiamo “comprendere a fondo il vero Gesù della Bibbia” solo “ponendolo in una corretta relazione con il suo popolo Israele”.

L’autore propone una disamina che parte dalla questione su “chi ha ucciso Gesù?”, per poi affrontare il tema di “Israele, un popolo perdonato” e di seguito, con ampie citazioni bibliche, intraprendere un percorso sulla figura e il ruolo di Cristo, il delicato rapporto e confronto tra la chiesa cristiana e Israele, passando per la controversa figura di Maria, fino al corposo capitolo, centrale nell’economia del discorso, che parte dalla domanda “Dio ha ripudiato Israele?”.

Cicchese chiude poi con una preoccupata raccomandazione al lettore: dire “Ma io non ho niente contro gli ebrei” spesso è solo “un autoinganno”. Che va ammesso e – per restare alla metafora di Cicchese – curato.

 

La Superbia dei Gentili. All’origine dell’odio antigiudaico

 

(tratto da evangelici.net)