“Tutto comincia con l’ignoranza”. Con queste parole ha concluso l’archeologo Dan Bahat l’interessantissima conferenza che ha tenuto martedì a Padova, dal titolo “Gesù e il Tempio”. Avrebbe voluto – così ha detto – che quelle parole fossero ascoltate da tutto il mondo, probabilmente perché ritiene, a ragione, che su certi temi l’ignoranza sia davvero mondiale. Con un riferimento alla colpevole ignoranza l’oratore ha anche cominciato il suo discorso, accennando all’ultima visita del papa in “Terra Santa”, durante la quale le manifestazioni pubbliche di ignoranza, voluta o non voluta, hanno occupato quasi interamente la scena. Dan Bahat conosce anche l’italiano, oltre ad essere un’autorità mondiale di archeologia, e per questo gli organizzatori israeliani avrebbero voluto che fosse stato ad accompagnare il papa nella sua visita, ma Dan ha preferito onorare l’impegno che aveva fissato in precedenza. Il presentatore della conferenza lo ha ringraziato molto per questo: Padova è stata preferita al papa. Probabilmente è stato un bene, perché a giudicare dall’esordio dell’esposizione, la presenza di Dan Bahat a Gerusalemme durante la visita del papa avrebbe potuto provocare qualche disagio. Molto volentieri riportiamo l’incipit della conferenza, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare di persona.
Al termine della sua documentata esposizione, da cui si poteva quanto meno dedurre con certezza che né il Tempio né Gesù sono un’invenzione, come si sente dire ogni tanto in ambito islamico, Ivan Basana, presidente di Edipi, ha chiesto all’oratore se l’archeologia biblica potrebbe essere di aiuto nel processo di pace fra arabi ed ebrei.
Questa è stata la risposta: Non abbiamo certo il potere di far conoscere a tutto il mondo le epigrafiche parole conclusive di Dan Bahat, ma vogliamo almeno dare un piccolo contributo alla loro diffusione. M.C. (Notizie su Israele, 28 maggio 2014)