“Dall’olocausto alla terra d’Israele. Questa terra è mia terra. Mandato per la Palestina, aspetti legali dei diritti ebraici”. È questo il titolo del libro di Eli E. Hertz che è stato presentato mercoledì 15 febbraio alle ore 20.30 presso l’associazione “ADI – Amici d’Israele” a Milano, in corso Lodi. La serata è stata organizzata in collaborazione con Edipi – Evangelici d’Italia per Israele.

La presentazione è stata introdotta da Eyal Mizrahi, Presidente di ADI, e ha avuto come relatore il professor Marcello Cicchese e come moderatore Davide Romano, giornalista e segretario di ADI.

 

In questa serata fredda del mese di febbraio l’argomento ha destato l’interesse di molte persone che hanno gremito la sala conferenze, venute per allargare i propri orizzonti e conoscere i documenti e le decisioni vincolanti della Società delle Nazioni sul diritto legittimo del popolo ebraico sulla terra d’Israele.

 

Infatti, come Hertz scrive nel suo libro, l’intera Società delle Nazioni, costituita da cinquantuno paesi, il 24 luglio 1922, nel “Preambolo al Mandato per la Palestina” dichiarò all’unanimità: “Poiché è stato dato riconoscimento al legame storico del popolo ebraico con la Palestina e alle basi per ricostituire la loro patria nazionale in quel paese”.

 

Il prof. Cicchese ha illustrato la cronistoria della restituzione della Terra Promessa agli Ebrei, partendo dai testi sacri e passando attraverso la Dichiarazione di Balfour del 1917, la Conferenza di Sanremo del 1922 e la risoluzione dell’Onu n. 181 del novembre 1947 che sanciva la fondazione dello Stato d’Israele.

Cicchese e altri interventi tra il pubblico hanno sottolineato anche come, nel 1922, i diritti legittimi del popolo d’Israele sulla sua terra furono calpestati dalla potenza britannica, che dominava sull’area e che, mossa da interessi economici, e soprattutto dal petrolio arabo, negò gli impegni sottoscritti e strappò il 76% del territorio assegnato alla fondazione del focolare ebraico, per regalarlo ai “fedeli” Abdallah di Transgiordania e a suo fratello Feisal, creando rispettivamente la Giordania e l’Iraq. La risoluzione 181 dell’Onu, inoltre, escludendo anche Giudea e Samaria dal territorio promesso agli Ebrei, regalò agli Arabi il 99% del Medioriente.

 

Durante la serata sono emerse domande e annotazioni da parte del pubblico che hanno evidenziato come la popolazione ebraica in Israele abbia dovuto subire tali tagli al territorio pur di poter accogliere i superstiti dell’olocausto e i profughi ebrei provenienti dai paesi arabi, per i quali si erano chiuse le porte di molti paesi, europei e non, indifferenti alle loro sofferenze.

 

L’ing. Eugenio Shek ha contribuito con foto e documenti appesi nell’aula che hanno documentato la partecipazione dei soldati ebrei israeliani – i reparti palestinesi – nell’esercito britannico in Italia durante la seconda guerra mondiale.

 

Un altro intervento ha evidenziato invece come gli Arabi palestinesi abbiano partecipato, sotto la guida spirituale del Mufti di Gerusalemme Hag Amin al-Husainy, all’unità mussulmana, XIII divisione montanara, posta sotto il comando della Waffen-SS in Bosnia.

 

Verso la fine della serata il prof. Cicchese ha parlato del suo libro “La superbia dei gentili, alle origini dell’odio antigiudaico”, primo libro sull’antisemitismo scritto da un autore evangelico. Il libro vuole mostrare come l’antisemitismo cristiano nasca da una mistificazione storica che ha portato alla diffamazione degli ebrei, alla loro persecuzione fino a sfociare nell’olocausto.