Usurai, seduttori e cospiratori. Così il cinema italiano presentava gli ebrei prima della Shoah. Lo racconta il documentarista ed esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive Luca Martera nel suo nuovo libro, intitolato per l’appunto Usurai, seduttori e cospiratori, pubblicato dall’editore Salomone Belforte e presentato a Roma nella sede della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano Tullia Zevi.
«Gli stereotipi non nascono dal nulla», ha spiegato nel corso dell’iniziativa l’autore, visto che «tutta l’iconografia antisemita di quel cinema è mutuata da secoli di letteratura e teatro, di sculture e affreschi ancora presenti nelle chiese italiane». L’eco di tali rappresentazioni si propaga così in film, documentari e cortometraggi animati. Senza dimenticare «l’Istituto Luce e la sua scaltra propaganda». Nella sua ricerca Martera ha spiegato di essersi imbattuto in due film dedicati per intero a quello scopo e in un’altra decina portatori di un pregiudizio veicolato dall’agire di alcuni personaggi. Continua a leggere su moked